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dot LA JUVENTUS NUOVAMENTE IN FINALE DI COPPA ITALIA!

dot ALTRO DELUDENTE PAREGGIO, CHIUSO IL TESSERAMENTO A 871 SOCI!

dot LA JUVE RIBALTA IL CAGLIARI, NOI SEMPRE AL SUO FIANCO

dot ALTRA DELUSIONE IN UNA PARTITA GIOCATA A SENSO UNICO.

   
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VITTORIA FONDAMENTALE IN CHIAVE CHAMPIONS!
 

La Juventus centra la qualificazione alla prossima Champions League con ben 4 turni di anticipo. Se pensiamo che a Novembre sembravamo quasi fuori dal giro Champions dopo l’inopinata sconfitta casalinga contro l’Atalanta ci viene da pensare a cosa la squadra abbia comunque fatto in una stagione così difficile. Eppure non sono state tutte rose e fiori, perché la squadra e l’allenatore hanno lasciato spesso a desiderare, facendoci arrabbiare e non poco proprio come accaduto nell’ultima partita casalinga contro il Venezia, quasi retrocesso. Sono stati altri tre punti, gli ennesimi, strappati con molta più fatica del previsto, ma serviti per centrare la qualificazione in Champions e per preparare con maggiore serenità la finale di Coppa Italia contro l’Inter di mercoledì 11 maggio a Roma, il vero grande obiettivo stagionale della Juve. Allegri ha dovuto ringraziare Bonucci che dopo l’assist di Reggio Emilia e nel giorno dei suoi 35 anni, ha sbloccato il risultato in apertura con un colpo di testa e nell’ultimo quarto d’ora ha risposto con una zampata sotto porta al provvisorio pareggio dei lagunari condannandoli praticamente alla Serie B. Una doppietta quella di Leo messa a segno da capitano, baciando maglia e stemma in favore delle telecamere. L’altra buona notizia per il tecnico bianconero, oltre alla positiva prova da titolare di Miretti (finalmente schierato in campo….), è stata quella di aver recuperato Arthur, entrato in campo negli ultimi dieci minuti. Dalla conclusione di Zakaria alla traversa di Pellegrini, passando per il vantaggio di Bonucci già dopo sette minuti. Quello contro il Venezia - fatto di rabbia e carattere - è stato in tutta probabilità l’inizio di partita più convincente della stagione di Allegri, che per l’occasione (e soprattutto per l’emergenza) ha regalato, come detto, il debutto da titolare al classe 2003 Miretti, super propositivo e vicino alla rete con un sinistro dal limite.  Totalmente diverso il copione della ripresa, vissuta dalla squadra bianconera con il freno a mano tirato e con molta meno lucidità. Errori tecnici e incapacità di archiviare una pratica sulla carta abbastanza semplice hanno permesso al Venezia di tornare con ferocia in partita. Assurdo questo! E se Szczesny ha compiuto il miracolo su una punizione, nulla ha potuto su di un tiro dalla distanza che ha permesso ai veneti di giungere clamorosamente al pareggio come già accaduto nella gara di andata (ahimè). Ma per fortuna che dopo pochissimi istanti la Juve è tornata in vantaggio grazie a Leo Bonucci che ha messo in cassaforte una sfida che si era fatta clamorosamente in salita. Un'altra brutta prestazione che ha confermato tutte le difficoltà di questa stagione che non vediamo l’ora possa terminare sperando nella ciliegina finale che noi tifosi più di tutti, tanto meriteremmo. Al Club poca gente causa l’orario e la giornata dedicata alle gite fuori porta. Ma quello che più ha impressionato sono stati i 28 soci al seguito della Juve a Torino, partiti tutti in aereo chi dal sabato, chi alla domenica mattina, chi con rientro alla sera, chi al lunedì. Insomma un'altra grande presenza che dimostra una volta di più di come il nostro Club sia sempre un passo avanti a tutti. Senza presunzione. In una partita così portare tanta gente al seguito assume un valore doppio. Un grazie a Gabriele e alla sua famiglia, a Savino Selvarolo con suo nipote e suocero al seguito, un grazie ad Antonio Di Canio, Lorenzo Falcetta e Antonio Paradiso, un grazie alla banda di Riccardo Leonetti. Davvero applausi per chi ha scelto di esserci in questa trasferta. Dopo la partita molti hanno approfittato per far visita al Museum, mentre chi pernottava a Torino ha fatto un giro in centro città. Tra la domenica sera ed il lunedì a pranzo hanno fatto tutti rientro alla base. Nel frattempo al Club si sono chiuse le prenotazioni per la finale di Coppa Italia con ben 156 soci prenotati, un risultato grandioso che dimostra tutta la nostra incredibile passione per la JUVE. L’importanza della tessera al Club la si vede in queste occasioni. Chi era socio iscritto ha potuto ottenere il suo tagliando per Roma, in tanti si ricordano del Club soltanto in queste occasioni più importanti ma per fortuna che 871 persone se ne sono ricordate nei tempi giusti seguendo la Juve in ogni dove e sostenendo con orgoglio il nostro Club. A tutti l’invito è quello di sottoscrivere sin da luglio prossimo la tessera club per seguire la nuova stagione della magica JUVENTUS! Non fatevele solo raccontare, certe emozioni vanno vissute in prima linea.


TUTTI A ROMA CON LO JUVENTUS CLUB ANDRIA, IL SESTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
VITTORIA FONDAMENTALE IN CHIAVE CHAMPIONS!
 

Ancora più corto muso del solito. La risolve nel finale un lancio lungo di Bonucci che innesca un gol (bel, gol) dell'appena entrato Moise Kean. Il meno utilizzato dell'attacco bianconero, il più deludente per l'andazzo della stagione. Una partita iniziata male con la Juve andata sotto di un gol e con Dybala che ha firmato l'1-1 raddrizzando la gara per i bianconeri. Fatto sta, comunque, che Allegri mette da parte altri tre punti preziosi per blindare il quarto posto, unico obiettivo in campionato di questa stagione molto deludente. Juventus incerottata con le solite numerose assenze. A centrocampo dentro Danilo, nonostante non sia in buone condizioni. In attacco riposa Vlahovic, quantomeno per un tempo: dentro Morata e Dybala, con Bernardeschi in corsia destra. Soprattutto all'inizio si nota eccome il fatto che la formazione sia emergenziale. Il Sassuolo, infatti, tiene il pallino del gioco e crea diversi pericoli. I numeri della prima frazione sono emblematici con un possesso palla per gli avversari che non lascia scampo alla Juve. La Juve va sotto meritatamente ed appare confusa. E quando sembra che la situazione possa precipitare da un momento all’altro ecco che al 45° i bianconeri trovano il pari. Tutto nasce da Morata che ruba palla in modo irruento ma giudicato regolare,  lo spagnolo serve Zakaria il quale innesca Dybala. Gol incredibile dell'argentino da fermo. Nel finale Morata ha persino una occasione per un colpo di testa pericoloso. Juventus meglio nella ripresa, con Morata più volte pericoloso finché resta in campo. Quando tutto lascia pensare ad un pareggio, ecco la rete della vittoria bianconera grazie a Kean. Allegri può esultare, noi tifosi dopo le varie imprecazioni pure. Anche a Reggio Emilia il nostro Club è stato presente al seguito della squadra. Ancora una volta siamo stati al fianco dei nostri colori, ancora una volta la nostra pezza ha campeggiato all’interno del Mapei Stadium. In 8 sono arrivati a Reggio per la tranquilla trasferta contro il Sassuolo. Una minima presenza in una trasferta che da sempre non attira. Un grazie a Giorgione Nicolamarino, ad Alessandro D’Ercole con il suo figlioccio, ad Andrea il figlio del Presidente, a Claudio con suo figlio e soprattutto a Saverio Capurso con il caro Gabriele che finalmente ha coronato il suo sogno di vedere la Juve dal vivo. Ricorderete la raccolta fondi fatta dal nostro Club nel NATALE del 2019 in favore di Gabriele.  A tutti loro tanto onore per esserci stati, per aver lasciato le famiglie in una giornata di festa (almeno sul calendario..). Vederli li a Reggio Emilia, con la pezza più volte inquadrata dalle telecamere ci ha come sempre reso orgogliosi di quello che siamo, di quello che facciamo. Dalle 18 arrivano su con due auto al seguito. Si ritrovano nei parcheggi sotto alla curva Ospiti. Attendono Luca Daje Rega per i biglietti per poi alle 19,00 circa fare ingresso nel settore tutto pieno con una presenza massiccia dei gruppi ed un gran bel tifo. Troppo bella la presenza del tifo organizzato. Chissà perché ci si ostini ancora a non volerlo in maniera assidua a Torino….Ovunque i tifosi, gli ultras sono al centro delle attenzioni delle società tranne che da noi. Questo ci dispiace tantissimo. Noi siamo un Club popolato di persone che vivono di passione, di tifo incondizionato verso questi colori. Ci diventiamo solo se questo avviene. Chiediamo troppo? La pezza come detto viene posizionata in uno dei due bocchettoni di ingresso del settore, quello a destra come solitamente facciamo li a Reggio. Al fianco del Gruppo di Novara. A fine partita la squadra saluta la curva, ma tantissimi erano i tifosi presenti anche nei distinti ed in Tribuna. Danilo mentre rientra sente le urla di Saverio Capurso che lo invita ad avvicinarsi a Gabriele in sedia a rotelle. Lui non ci pensa due volte, arriva subito li, da la mano a Gabry lasciando anche la sua maglia. Un gesto spettacolare che ci ha commosso tantissimo con tanto di video fatto dal papà che ha filmato la scena. I nostri escono dallo stadio orgogliosi come sempre di esserci stati riprendendo la strada per il rientro a casa. Al club buona presenza, oltre le aspettative. Nel frattempo fioccano le prenotazioni per la finale di Coppa Italia. Come sempre non deluderemo nessuno. Chi fa parte del nostro Club, avrà un posto sempre in prima fila.


ROMA STIAMO ARRIVANDO!


JUVENTUS CLUB ANDRIA, SESTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
LA JUVENTUS NUOVAMENTE IN FINALE DI COPPA ITALIA!
 

La Juventus concede il bis della gara di andata: dopo l'1-0 rifilato al Franchi in extremis, ecco il 2-0 dello Stadium, con la Fiorentina eliminata dalla Coppa Italia. I bianconeri raggiungono la finale numero 21 della loro storia e mercoledì 11 maggio sfideranno l'Inter in una partita nuovamente all'Olimpico di Roma, dopo la finale del 2021 a Reggio Emilia vinta contro l’Atalanta. Partita non spettacolare ma intensa quella dello Stadium, decisa prima da una conclusione di Bernardeschi che, nel primo tempo, sfrutta un errore della difesa viola per segnare il classico gol dell'ex, e quindi da un contropiede nel recupero sull'asse Cuadrado-Danilo. Una serata che riscatta la prova complicata e non bella offerta dalla Juve con il Bologna in campionato dandoci l’opportunità di conquistare almeno un trofeo in questa stagione non buona. Nessuna sorpresa nell'assetto iniziale della Juventus, che si schiera con Vlahovic e Morata in attacco, mentre Dybala si siede in panchina. I Viola si presentano con un atteggiamento forse troppo offensivo, alla ricerca della rimonta dopo aver incassato l'1-0 beffardo in casa all'andata. Ahahahahaha….siam VENUTI fin qui…..per vedere chi altro comprà….. Una scelta che vede i bianconeri presidiare i propri sedici metri, tentando di ribaltare immediatamente l'azione con delle verticalizzazioni. Come accade al 13', quando Morata pesca Vlahovic sulla sinistra, il mancino del serbo è deviato dal portiere. Portiere che poi alla mezz'ora diventa protagonista in negativo del vantaggio juventino. Manca il tempo dell'uscita su un cross di Morata ed un colpo di testa non perfetto di un difensore viola, mette nelle condizioni Bernardeschi prima di controllare e poi di concludere di sinistro eludendo il tentativo disperato dell’estremo difensore. La Fiorentina reagisce solo nel finale di tempo con Perin attento dopo errore di De Sciglio. Nella ripresa partenza rapida dei viola con Perin ancora decisivo su un colpo di testa. La Juventus soffre nei primi minuti, faticando a uscire dalla propria trequarti, una costante di questa stagione ad inizio ripresa. Quando però ci riesce, sono brividi per i viola: prima Zakaria colpisce il palo esterno su imbeccata di Vlahovic, quindi Rabiot controlla un cross di Bernardeschi e insacca, ma partendo da posizione di fuorigioco rilevata dal Var. Peccato. Squadre che cambiano via via volto per le sostituzioni, la partita scorre via veloce tra mischie e parecchia confusione. La Juventus pensa a tenere la Fiorentina lontana da Perin e quando non è possibile, il portiere è attento sui tentativi finali disperati dei viola. E, all'ultimo dei cinque minuti di recupero, fuga di Cuadrado sul fondo e invito per il rasoterra di Danilo che fissa il 2-0 con lo Stadium che esplode dalla gioia per un'altra finale conquistata in questi ultimi 11 anni. Bella serata quella vissuta dai nostri soci in uno Stadium con un atmosfera decisamente più calda rispetto alle ultime uscite, ma sempre lontana parente delle serate con la curva al gran completo. In 8 i soci saliti su a Torino. Altri sacrifici ed altra presenza al fianco della squadra. Siamo incredibili per quello che riusciamo a fare di partita in partita. Un grazie a Gaetano, Luciano, ai tre fratelli Alicino, ad Annamaria con sua figlia e sua nipote che erano posizionate proprio alla sinistra della panchina della Juventus. Come sempre Gaetano e Luciano hanno trascorso il pre partita a suon di birre….e che birre…..Tutti arrivati con voli aerei ed un auto al seguito. Pernottamento su prima di ritornare giù. Immensamente grandi come chi nella gara di andata era stato presente in quel di Firenze. Siamo un grande Club, non solo certificato dai numeri che ci vedono al 6° posto nel Mondo degli Official Fan Club per numero di soci iscritti, ma soprattutto per la passione che ci mettiamo nel seguire la Juve in ogni partita ed a modo nostro. Le chiacchiere, quelle, le lasciamo agli altri. Noi come sempre agiamo con i fatti ed i fatti ci danno sempre ragione. SEMPLICEMENTE UNICI!  Al Club nonostante la diretta televisiva una buona affluenza a dimostrazione del fatto che più stiamo assieme e meglio stiamo. Per le prenotazioni della trasferta a Roma in finale contro le MERDE, le stesse saranno possibili per i soli soci regolarmente iscritti a questa stagione al Club, diversamente resta solo l’eventuale partenza di una libera vendita che non sarà gestita dal nostro circuito Club. Pertanto si invitano i non soci a non intasare la linea telefonica del Club. Ci dispiace non poter soddisfare anche le richieste da parte dei non iscritti ma le regole sono queste. Per tutti i soci l’invito come sempre è quello di attenersi soltanto ai nostri comunicati ufficiali, come sempre vi sarà spiegato il tutto con la massima precisione ed organizzazione. ROMA STIAMO ARRIVANDO!


JUVENTUS CLUB ANDRIA, SESTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
ALTRO DELUDENTE PAREGGIO, CHIUSO IL TESSERAMENTO A 871 SOCI!
 

Di delusione in delusione, questo il sentimento prevalente di questa stagione per noi tifosi juventini che nonostante tutto, mai molliamo la Vecchia Signora, anzi riusciamo a fare ben 871 tesserati numero che ci porta ad essere il 6° Official Club nel Mondo per numero di soci iscritti. Semplicemente grandiosi. Altrove possono solo sognare questi numeri. Nonostante il sabato di vigilia pasquale, nonostante come detto l’andazzo poco esaltante della squadra, ben 21 i soci “atterrati” su Torino per la trasferta JUVE-BOLOGNA. Di buono della trasferta dei nostri su a Torino c’è stata soltanto la reazione finale, quella che  ha portato la Juventus ad acciuffare quantomeno il pari in una prestazione a dir poco brutta. Pari che però non è esattamente il risultato sperato. Anzi. E peraltro, men che meno, conforta una prestazione che per un tempo e mezzo è stata piuttosto rinunciataria da parte dei bianconeri padroni di casa che indossavano una nuova maglia, altra trovata di marketing che non attrae noi tifosi nostalgici di quella maglia bianconera a strisce verticali.   Poi, per carità, molto si potrà discutere su certe decisioni arbitrali (in primis il rigore non concessa per fallo su Morata) ma ciò non toglie che sarà ancora più opportuno, in casa Juve, riflettere sul perché e il percome non si riesca a scendere in campo sin da subito con la giusta tensione. Ok la sfortuna di pali e traverse e il rigore negato, ma si può e deve fare molto di più. Soprattutto, lo si deve fare prima...e lo si deve fare per tutta questa gente che continua a seguirli come se stessimo lottando per qualcosa di importante. Colpo d’occhio dello Stadium pieno come un uovo. Solita emergenza a centrocampo con i tre attaccanti di rilievo tutti partiti titolari che facevano ben sperare in un pomeriggio di soddisfazioni. Soltanto nel finale di primo tempo la Juventus è apparsa leggermente più aggressiva. Si va all’intervallo sullo 0-0. Ad inizio ripresa più emozioni di tutto il primo tempo, Rabiot mette fuori a porta praticamente vuota ed il Bologna subito dopo castiga i bianconeri. La Juve prova a reagire ma pare non esser cosa: al 10’ conclusione di De Sciglio, poi Danilo (servito da Cuadrado) è sfortunatissimo e di testa coglie il palo. E pure De Ligt va a un passo dall’1-1. A questo punto Allegri le prova tutte: cambi a volontà. Passando per un 4-2-3-1 si giunge ad un 4-4-2 classico con Morata e Vlahovic (appunto, per creare densità) cui però si aggiunge al 41’ alla disperata anche Kean. L'episodio che imprime una nuova sterzata all’incontro: Morata abbattuto con Cuadrado che sul vantaggio concesso colpisce incredibilmente l’incrocio dei pali. Avesse segnato, nessun dubbio. Ma a questo punto scatta il checking dell’arbitro, al monitor della Var. Cartellino rosso al difensore bolognese autore del fallo e alla merda di Medel per proteste ed offese. Ma inspiegabilmente l’arbitro non assegna il sacrosanto penalty. Quando il ko sembrava servito, l’invenzione di Morata che in sforbiciata volante serve Vlahovic il quale insacca un gol importantissimo. 1-1  finale ma che non cancella le perplessità e la delusione per una prestazione così sottotono, sia pure sfortunata. Onore a chi dei nostri è stato su presente, tutti partiti con voli aerei con pernottamento su Torino approfittando di Pasqua e Pasquetta. Sacrifici su sacrifici da parte dei nostri soci pur di esserci sempre e comunque al fianco della squadra. Un grazie a Maria, Rocco e Vincenzo i soci presenti nella Sud. Gli altri chi in Est Centrale chi in Ovest Laterale e Centrale al fianco delle panchine. Ci dispiace soprattutto per loro che avrebbero meritato di tornare a casa con la vittoria. Al Club buona l’affluenza con lo scambio di auguri alla fine del primo tempo con tanto di brindisi e cioccolatini per tutti. Una Pasqua resa amara dal risultato della nostra Juve, ma nonostante tutto noi ci saremo sempre, indipendentemente da tutto! Adesso non ci resta che difendere il quarto posto dagli assalti delle romane e dei viola e soprattutto sperare di chiudere questa stagione così incerta con un trofeo che per noi varrebbe davvero tanto.


JC ANDRIA, QUELLI CHE NON MOLLANO MAI!

 

 
 
LA JUVE RIBALTA IL CAGLIARI, NOI SEMPRE AL SUO FIANCO
 

Tre punti di rabbia, quelli conquistati dalla Juve in Sardegna con agonismo e forza caratteriale. Tre punti non banali per la classifica e il morale della Juventus e dell’ambiente tutto, a terra dopo la sconfitta contro l'Inter. 1-2 il finale di una partita dove la Juventus domina, segna due gol e ne subisce uno nell'unica azione offensiva del Cagliari. La buona notizia, per Allegri, è che la squadra è tornata a controllare le gare come un tempo, tenendo palla, sostando nella metà campo avversaria, costruendo occasioni. Quella cattiva è che la squadra segna poco, nonostante abbia l'attuale capocannoniere al centro dell'attacco e un gruppo, tutto sommato nutrito, di giocatori di qualità a circondarlo: come, la somma di questi fattori, produca così pochi gol è un mistero calcistico. Restano, di fondo, tutti i segnali di crescita di una Juventus che ha ritrovato il carattere e una certa solidità, deve trovare molte altre cose, ma un anno fa, in condizioni analoghe di lotta per il quarto posto (con i gol di Ronaldo in più), non consentiva di intuire cosa poteva diventare nella stagione successiva, continuando l'altalena di prestazioni e risultati. Oggi è possibile tracciare una linea che sale, non certo in modo esponenziale, ma continuo. Si notano i difetti su cui lavorare (anche sul mercato) e i pregi che incoraggiano lo stesso Allegri. Tutto, però, inizia in salita. Perché al 10' Dybala si fa rubare una palla velenosa, consentendo il veloce contropiede del Cagliari: la frittata è fatta è 1-0 per il Cagliari. Poco dopo, nella stessa posizione di prima, Dybala perde un altro pallone in modo analogo, con un esito meno determinante. L'approccio alla gara del numero dieci, peraltro, rispecchia quello iniziale della Juventus: molle e quasi demotivato. Infatti. La Juventus mette insieme una reazione con qualche difficoltà, perché il Cagliari si chiude con due linee difensive molto vicine e trovare uno spazio è complicato. I bianconeri ci riescono, tuttavia, al 23' quando il pallone arriva a Pellegrini sul lato sinistro dell'area e l'ex cagliaritano scocca un sinistro violento: sulla traiettoria c'è Rabiot che, per evitare l'impatto con il pallone si gira di schiena, le braccia raccolte sul petto e la testa abbassata. Il pallone lo colpisce comunque sul braccio sinistro, stretto al costato, e poi finisce in rete. L'arbitro Chiffi convalida il gol, nessun giocatore del Cagliari protesta, ma dal Var arriva la chiamata per "fallo di mano" e il gol viene incredibilmente annullato. Certo la dinamica ha lasciato perplessi in molti, perché l'unica alternativa per Rabiot era l'amputazione. E un applicazione così occhiuta del regolamento da parte del Var avrebbe richiesto una review anche sul gol del Cagliari iniziato con un intervento su Dybala passibile di fallo. Il gol annullato, in compenso, energizza l'atteggiamento della Juventus che non diventa più precisa, ma più cattiva sì. E così installandosi nella metà campo del Cagliari e sfruttando la geniale vena di Cuadrado, dopo una serie di occasioni, la squadra di Allegri trova il pareggio. Il cross da sinistra del colombiano è pura pasticceria calcistica, sulla quale si avventa, goloso, De Ligt che stacca e con una torsione del busto micidiale incorna il pallone spedendolo in rete proprio mentre scocca il 45' del primo tempo. Ancora più determinata la Juventus della ripresa, che al secondo minuto trova il gol del vantaggio con Chiellini, ma viene annullato anche questo per fuorigioco, certificato dalle linee computerizzate. E dopo un minuto Dybala sbaglia da posizione favorevole, senza sfruttare un assist dello stesso Chiellini. È un martellamento, quello bianconero, che fa salire il conto delle occasioni con Vlahovic protagonista nell'area del Cagliari. Ed è proprio lui a firmare il gol del 2-1, sfruttando con caparbia scivolata una palla verticale offertagli da Dybala, forse l'unica cosa incisiva dell'argentino in tutta la partita. La Juve chiude, a quel punto, in difesa, sopportando i tentativi di pareggio del Cagliari, ma senza sfruttare abbastanza gli spazi aperti per il contropiede. Vittoria importante in ottica quarto posto con la Roma sempre alle calcagna e Lazio e Fiorentina che non mollano. Vittoria ottenuta anche grazie al supporto dei tifosi giunti dal Continente tra i quali anche i nostri 8 “eroi” partiti nella mattinata con un volo per Roma. Bel tifo con i cagliaritani lontani parenti di quelli abituati a vedere. Presenza di tutti i gruppi della Sud juventina che colorano il settore ospiti di tante pezze con le nostre appese sulla prima balaustra laterale. La squadra sente l’affetto dei suoi tifosi più caldi e ne viene a raccogliere il sostegno prima dell’inizio della partita nella fase di riscaldamento. I nostri come detto dopo essersi ritrovati al solito Bar di Via Vepucci alle 10 del mattino per una rapida colazione, partono con due auto per l’aeroporto di Bari. Primo volo per Roma, poi giunti a Fiumicino ad attenderli un transfert per l’aeroporto di Ciampino con un pilota da brividi come Marco grande gobbo romano che a bordo mette l’inno della Juve per “caricare” i nostri. In soli 15 minuti percorre una distanza che mediamente si dovrebbe impiegare una mezzoretta abbondante. Giungono a Ciampino dove un altro volo gli ha condotti in terra sarda. Aeroporto stracolmo, caldo micidiale e volo in ritardo per il vento. Birra, panini e goliardia nell’attesa. Poi finalmente si parte. Giungono a Cagliari con tre quarti d’ora di ritardo con la Polizia che gli accoglie, sono una ventina in tutto tra i nostri e i romani a bordo dello stesso aereo. All’esterno dello scalo due navette erano già pronte ad attendere i nostri con a bordo il resto dei tifosi giunti dall’Italia. Montano sulla seconda navetta dove a bordo trovano i ragazzi di Aosta, Bassa Valle, Gruppo Storico 77. Cori e risate nel tragitto verso lo stadio. Appena scesi trovano un vento forte e fastidioso che diventerà anche gelido alla sera. Controlli di rito per poi entrare nel bugigattolo, il settore ospiti più ridicolo della Serie A. Si sistemano alla destra del settore ed iniziano il via vai dal Bar per bere birre, un ottima birra. Risate con i ragazzi di Bassa Valle e soprattutto grande tifo con il nostro Fabio sulla balaustra per tutto il tempo. Onore tanto onore a loro che non hanno mollato mai nel sostenere la squadra in campo, Fabio, Salvatore, Lorenzo, Andrea, Agnese (gran ritorno il suo), Pasquale oltre a Mario e Gino di Barletta. Qualche screzio con la curvetta a fianco dove si intravede forse qualche ex furioso…..per il resto normale amministrazione. Termina la gara con la squadra sotto al settore, noi felici e contenti per quest’altra incredibile presenza al seguito della Juve. Trovateci gente come noi poi ne riparliamo. Pochi continuano a fare quello che ogni maledetta partita facciamo noi. A qualche leone da tastiera locale diciamo di avere più rispetto per gente come noi che fa sacrifici in ogni dove. Fatevene una ragione! Terminata la partita si lasciano immortalare nel settore con le pezze in mano, il vento diventa sempre più incessante e gelido. Finalmente si parte verso l’Aeroporto dove giungono a mezzanotte in punto, li si salutano con amici di altre zone, tra chi decide di sostare in aeroporto per tutta la notte con voli all’alba, chi come i nostri invece, con un altro transfert, raggiunge Elmas a pochissimi km, dove un albergo gli attende per trascorrere la notte. Altri tifosi della Juve avevano fatto la stessa nostra scelta. Cenano a tarda ora grazie alla direzione dell’Hotel che gli attende, bevono l’impossibile per poi finalmente verso le 03,00 raggiungere le camere esausti e barcollanti. Si dividono in due triple ed un doppia con Fabio, Mario e Pasquale che aprono una falegnameria…….ahahahahha. Al mattino scendono a fare colazione come degli zombie, poi un giretto per Elmas prima di raggiungere l’Aeroporto e partire con un volo della Ryan Air diretto su Bari. Arrivano in Puglia alle 14,30 esausti, stanchi ma orgogliosi di esserci stati anche in questa trasferta non da tutti ma solo per grandi gobbi. Immancabilmente il nostro Club in Sardegna non manca mai da anni. Alle 15,30 giungono ad Andria. Onore a loro, onore a Noi per esserci sempre.   


Nella gallery troverete le foto più significative di questa speciale trasferta in terra sarda.


JC ANDRIA SEMPRE INSIEME A TE….OVUNQUE GIOCHERAI…STAI TRANQUILLA CHE…CI SAREMO NOI….

 

 
 
ALTRA DELUSIONE IN UNA PARTITA GIOCATA A SENSO UNICO.
 

La partita più attesa dopo quella di Champions vede la Juve soccombere ingiustamente ad un Inter che con il minimo sforzo e qualche aiuto di troppo porta a casa tre punti fondamentali che la rilanciano in chiave scudetto. Assurdo ma vero, la Juve gioca forse una delle migliori partite in stagione ma non raccoglie nulla, interrompendo anche la lunga striscia di risultati postivi che ne avevano caratterizzato sin qui il girone di ritorno. La Juventus prende possesso pieno della partita, dominandola per lunghi tratti, ma i merdazzurri dimostrano di saper soffrire. I bianconeri pagano una notte di rara sfortuna fra traverse, pali, rigori contro sbagliati e poi ripetuti, rigori a favore molto sospetti e non fischiati, uscendo sconfitti allo Stadium contro l’Inter dopo 10 anni. E’ il segno evidente che era inutile avere ambizioni oltre un quarto posto, posizione del tutto meritata per quanto visto sin qui. Spiace ammetterlo ma è la nuda e cruda verità. Piuttosto occhio alla Roma, Lazio e Fiorentina che sono li in agguato.  L’episodio chiave che ha deciso l’attesa sfida è avvenuto nel finale del primo tempo, infiammando gli animi già bollenti. Morata nella propria area di rigore commette un intervento imprudente e con Alex Sandro in soccorso del compagno, con l’arbitro Irrati che viene richiamato al monitor dal Var Mazzoleni ribaltando la decisione di non concedere il penalty.  Szczesny compie un altro miracolo parando il rigore e sulla mischia successiva è ancora Irrati a fischiare un fallo del turco sul portiere bianconero. Finisce qui? Macché. Altro “squillo” nell’auricolare di Mazzoleni e altra decisione cambiata, perché De Ligt era entrato in area prima di tutti gli altri e allora il penalty si ripete: semplicemente assurdo e vergognoso, questa volta Szczesny viene spiazzato. A margine, ma non troppo, lo “strip” di Allegri che si toglie il cappotto urlando le sue rimostranze. Il tecnico bianconero se la gioca con tutti gli attaccanti in campo più Cuadrado. Peccato che ne l’arbitro ne il Var siano intervenuti su un possibile secondo giallo per l’attaccante delle merde che ne avrebbe potuto condizionare l’esito della gara. Figuriamoci…. La Juventus svolge compatta le due fasi di gioco, difensiva ed offensiva, con gli attaccanti pienamente coinvolti. L’Inter lascia sfogare la Juve, però fatica a ripartire: così si dedica a una partita di sacrificio e quantità. Nel primo tempo, non si contano le occasioni per i bianconeri, dalla traversa rocambolesca di Chiellini con il ginocchio ai tentativi di Dybala, Cuadrado, Morata. Il secondo tempo ricomincia con un altro giallo, quando un fallo su Zakaria viene sentenziato dal Var come fuori dall’area. Assurdo! Nel frattempo, la Juve va vicinissima al pareggio quando un gol che sembrava praticamente fatto in seguito a una combinazione Zakaria-Vlahovic-Dybala viene miracolosamente salvato dalla difesa avversaria. Il serbo, come tutta la Juve nel collezionare occasioni non sfruttate, non ha fortuna: servito da un buon Rabiot, si libera ma apre troppo il destro. I bianconeri trovano meno spazi nella ripresa, i nerazzurri resistono, mentre Allegri le prova tutte ma non cambia più nulla. Finisce 0-1 risultato immeritato per la Juve che ai punti avrebbe meritato di vincere la sfida. Ma nel calcio si sa vince chi mette la palla in rete.  Rimbocchiamoci le maniche ed andiamo a conquistare questo quarto posto fondamentale per la prossima stagione che dovrà, speriamo, segnare la definitiva rinascita bianconera con speriamo nuovi protagonisti dalla Dirigenza al campo. Se la Juve sul campo ha perso una importante sfida contro l’avversaria di sempre, sugli spalti il nostro Club ha ancora una volta vinto la sua di partita. In 130 i soci al seguito (una cinquantina quelli in aereo o auto) per questa trasferta che ha visto battere ogni record di presenza allo Stadium. Mai eravamo stati così numerosi al seguito della Juve per una gara casalinga. Mai si erano organizzati due pullman al seguito, al massimo si era saliti con un bus  a due piani. Un qualcosa di incredibile se pensiamo all’andamento stagionale della squadra. Grande entusiasmo quello che ha contraddistinto i giorni che precedevano la trasferta, grande entusiasmo sin dalla partenza in Stazione, dove alle 22,00 circa la marea dei soci in partenza veniva distribuita sui due bus. Presenti anche tre soci del Club di Barletta e sei del Club di Brindisi nostri Club amici. A bordo sul Bus n. 1 Sabino Chieppa e Andrea Leonetti, sul Bus n. 2 Fabio Attimonelli e Francesco Lorusso. I pullman si alternavano nel fare l’andatura, con telefonate di sfottò tra i vari mezzi. Alla prima sosta, subito dopo la mezzanotte, dopo aver consumato a bordo il tradizionale apericena equamente distribuito tra i due bus, venivano celebrati ben tre compleanni, di Nicola Guadagno, Annalisa Amorese e Christian Colia. Ognuno di loro per condividere questo momento aveva portato un qualcosa da offrire a tutti. Bellissimo vedere dei giovani che invece di festeggiare con parenti ed amici preferiscono mettersi al seguito della Juve nel giorno del proprio compleanno. Di questa trasferta ricorderemo per sempre la presenza di un numero impressionante di giovani e giovanissimi al seguito, segno eloquente che siamo riusciti ad aggregare in tutti questi anni tutte le fasce d’età iniziando quel percorso tanto importante come il ricambio generazionale. Al mattino dopo Piacenza sosta per la colazione con il solito pastrotto offerto a tutti. Poi a bordo dei bus iniziano le lotterie che vedono assegnare le maglie della Juve a due fortunati. Foto di gruppo sia in autogrill che sotto lo Stadio per poi suddividersi tra chi al Museum, chi al Tour dello Stadium ripreso proprio in questa occasione, chi allo Store, chi in centro e chi a bere birre nel centro commerciale comodamente seduti come i nostri Fabio e Francesco con aperitivi a contorno gentilmente offerti dalla location….ahahahhahahaha. Alle 14 ha finalmente inizio il grande pranzo con ben 100 partecipanti un qualcosa di assolutamente incredibile, un momento di aggregazione unico. Tutti appassionatamente assieme con Sabino lo chef che ha come sempre organizzato il tutto. I nuovi soci restano a dir poco estasiati dalla qualità dell’organizzazione con uno che ad un certo punto urla…. “ma siamo ad un matrimonio???” Si celebrano nuovamente i compleanni dei tre ragazzi per poi alle 18 raggiungere i bus al parcheggio. Di li il plotone della Sud, circa 70 persone si dirige compatto verso i cancelli. Appena dentro si posizionano tutti alla sinistra della curva, la posizione storica dei tempi d’oro. Si inizia con un buon tifo che poi va scemando come sempre accade da qualche tempo a questa parte non essendoci una organizzazione. Si rivede una coreografia ma su questo aspetto preferiamo non dire la nostra. Saremmo cattivi, come preferiamo non aggiungere altro sugli assurdi controlli attuati in Curva. Speriamo in tempi decisamente migliori. Una curva non può essere ridotta così. Si spera nel pareggio, i nostri cercano di sgolarsi, di non far morire quei cori sporadici che di tanto in tanto partono o che fanno partire. Più di questo non si poteva proprio fare. La squadra ne risente della mancanza della vera carica che una curva sa dare. Si esce dallo stadio delusi ed arrabbiati, ancora una volta. Ai bus si attende l’arrivo di tutti per poi sempre assieme ripartire in un silenzio quasi surreale. Spiace più per i giovani al seguito che avrebbero meritato ben altro risultato. Si arriva ad Andria poco dopo le 11,00. Abbracci e strette di mano tra tutti, nonostante tutto è stata una grande trasferta. Complimenti a Noi, per la passione che continuiamo instancabilmente a metterci. Noi certamente non molleremo mai consapevoli di essere un grande gruppo. Non finiremo mai di dimostrarlo.    


Nella gallery come di consueto troverete le foto più significative di questa grandiosa trasferta a Torino.


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LA JUVE RIPARTE DOPO LA DELUSIONE CHAMPIONS. ELETTO IL NUOVO DIRETTIVO DEL CLUB
 

Dopo l’Eurodelusione Champions inutile nasconderlo, siamo piombati tutti in una naturale depressione “calcistica”. E’ servito più tempo del solito per sbollire rabbia e delusione. Gli strascichi lasciati dalla gara  Juventus-Villarreal erano tutti evidentissimi, una partita dove sono emersi difetti noti (e senza dubbio gravi), ma che è stata decisa da un episodio dopo 75 minuti durante i quali la Juve avrebbe meritato comunque il vantaggio. Proviamo a metterci alle spalle definitivamente la nottataccia europea e parlare delle gare che ci attendono di qui alla fine della stagione. Per battere la Salernitana (2-0 il finale), la Juventus gioca per un tempo (vizio solito), poi controlla - più o meno bene - la partita, fra tracce di stanchezza e un po' di superficialità. Inizia, però, con la giusta rabbia, certamente figlia dell'eliminazione e trova nell'ispirazione (anch'essa rabbiosa, ma per altre ragioni) di Dybala. Il gol dell'uno a zero è un piccolo capolavoro di controllo e tiro, perché la palla di Vlahovic è buona, ma non ottima e Paulo la deve addomesticare con tutta la sua perizia prima di siglare il 113° gol in maglia juventina al 5° minuto di gioco. La Juventus insiste: Vlahovic è devastante per presenza fisica e panico generato, Dybala gli danza intorno, De Sciglio e Cuadrado lo cercano dalle fasce. Ed è proprio De Sciglio a pescarlo con una pennellata perfetta, incornata in rete per il 2-0 che avviene al 29'. Da lì in poi scema la rabbia, l'agonismo e l'intensità, perché la Juventus va in modalità risparmio energetico e la Salernitana, non ha i mezzi per approfittare delle rare amnesie difensive bianconere. Il secondo tempo annoia parecchio con la Juve che rinuncia a giocare. Questo problema chi lo dovrebbe risolvere se non il nostro Mister? Ci riavviciniamo alle squadre di testa ma senza farci nessuna illusione. Seppur più continui in campionato non diamo mai la reale impressione di poter effettivamente rientrare nei giochi. Diverse le occasioni sprecate oltre ai pesanti infortuni che abbiamo dovuto registrare in questa seconda parte di stagione. Restiamo concentrati su questo finale di stagione cercando di mantenere la quarta posizione tenendo a distanze le romane. Al Club nonostante la delusione post Champions l’affluenza è stata buona dovuta anche dall’Assemblea dei Soci fissata al termine della partita, assemblea che ha visto eletto il nuovo Consiglio Direttivo con delle new entry e delle riconferme.


NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO: ATTIMONELLI GIUSEPPE FABIO, CHIEPPA SABINO, DELL’OLIO RICCARDO, FASCIANO FRANCESCA, LEONETTI ANDREA, LOMUSCIO SALVATORE, LORUSSO FRANCESCO, LOTTI GAETANO, NICOLAMARINO FRANCESCO, NICOLAMARINO GIORGIO, PISANI NICOLA, QUACQUARELLI VINCENZO E SCAMARCIO MARIA.  Un direttivo che vede l’ingresso di una donna in più Francesca Fasciano che affianca la riconfermata Maria Scamarcio. Salutano il Direttivo Giuliano Zefferino, Marco Fiandanese, Vito Coratella e Domenico Mosca, ragazzi che hanno dato il loro prezioso contributo a questo Club venuto poi meno per impegni personali e di famiglia. A loro tutto il nostro grazie e soprattutto l’onore di averli avuti in prima fila nella costante crescita di questa bella e grandiosa realtà associativa. Continueranno il loro percorso da soci del Club. Al nuovo Direttivo un compito già importante. Condurre questo Gruppo al ventennale del 2023, un passaggio strategico, un momento fondamentale che dovrà segnare in maniera indelebile il passaggio al Club del futuro. Obiettivo strategico di questo direttivo sarà quello di individuare sin da ora dei giovani capaci, volenterosi e passionali che possano garantire al Club un futuro sempre più roseo. Nella prima riunione del nuovo Direttivo saranno stabilite le cariche sociali. A Torino invece ben 21 i soci partiti per JUVE – SALERNITANA, chi in auto, cinque, (organizzata da Savino Selvarolo) chi in aereo, i restanti. Onore a tutti loro. Non è stato facile esserci dopo la delusione patita contro il Villareal. Ma si sa che noi siamo grandi tifosi, che sappiamo andare oltre il risultato, oltre l’importanza di una partita. Per noi conta soltanto esserci. Peccato come sempre registrare una Sud non degna della sua tradizione. Spettacolo invece dei Salernitani nel settore ospiti, tra tamburo, bandiere e quant’altro necessario per fare del tifo. Strumenti tutti inibiti invece per la nostra Curva. Così ribadiamo non va assolutamente bene, possiamo comprendere tutto quello che è successo ma non comprenderemo mai il perché non si voglia trovare una soluzione condivisa. A Torino la gente spesso rinuncia a salire, soprattutto i ragazzi in quanto giustamente non trovano più l’ambiente che tanto vorrebbero ritrovare, quella bolgia a noi tutti cara. Speriamo in tempi migliori. Bella la trasferta fatta dai ragazzi in auto raccontata di ora in ora, dalla partenza sino al rientro nella notte tra domenica e lunedì poco prima di recarsi a lavoro. Semplicemente unici. Nella pausa del campionato si è poi consumata un'altra atroce delusione calcistica, questa volta per colpa della Nazionale di calcio che per la seconda volta consecutiva non sarà presente ai mondiali di calcio. Roba da non crederci. Sconfitta casalinga contro la Macedonia del Nord e tutti a casa dopo l’Europeo vinto. Le stranezze del calcio. Squadra spenta e demotivata. Si sa che dopo una grande vittoria bisognerebbe avere il coraggio di puntare su gente nuova, giovani affamati con più attaccamento magari alla maglia. Senza nulla togliere a chi ci ha fatto gioire la scorsa estate ma pensiamo che alcuni elementi andavano tenuti fuori. L’assenza di Chiesa fondamentale anche per l’Italia.


 


Nella gallery come di consueto troverete le foto più significative di quest’altra trasferta a Torino.


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CHAMPIONS ANCORA FATALE PER LA JUVE! ALTRA DELUSIONE
 

Per smaltire l’ennesima delusione europea questa volta ci abbiamo messo più del solito. Eppure qualcuno potrebbe dire….”siete abituati…” No, alle delusioni calcistiche non ci si abitua mai, così come alle vittorie che sono sempre belle, una più dell’altra. Questa volta proprio non eravamo preparati ad un'altra clamorosa eliminazione agli ottavi di finale della Coppa Maledetta. Se negli ultimi due anni condizionati dal Covid avevamo la scusante di aver sbagliato la gara di andata, questa volta no, non abbiamo scusanti che tengano. In Spagna era terminata 1-1 una gara che si poteva e doveva vincere. Ma se ti chiami JUVENTUS contro una squadra del tutto normale nella gara di ritorno dovevi fare semplicemente il tuo dovere: VINCERE senza se e senza ma. Non basta la “sfortuna” (??) come giustificazione. E’ la mentalità che non va bene, l’approccio, l’avere calciatori non appropriati con i migliori quasi tutti fuori uso (una costante di ogni anno) e soprattutto un modo di stare in campo non consono alla competizione. Mettiamola così ……. che la maledizione continua, per il terzo anno consecutivo la corsa Champions della Juventus si ferma agli ottavi di finale: sempre in casa e sempre contro un'avversaria considerata di fascia inferiore. Nel 2020 era toccato al Lione, nel 2021 al Porto, stavolta ci pensa il Villarreal, con una gara estremamente accorta ed intelligente. Gli spagnoli soffrono il giusto nel primo tempo e colpiscono dopo l'intervallo, quando i bianconeri improvvisamente e senza giustificazioni si spengono. A 12 minuti dalla fine della partita ecco la doccia fredda…..gli spagnoli conquistano un rigore, poi messo a segno, per un fallo dell’ingenuo Rugani…..ma se affronti la Champions con un difensore scartato anche dalle squadrette….cosa puoi pretendere????  La Juve a quel punto non reagisce, anzi crolla, quindi arriva il raddoppio spagnolo ed un altro rigore che fissano clamorosamente il risultato sullo 0-3. Che umiliazione senza precedenti in Europa. Non era mica il Real……. Perdere con una squadra che arranca nella Liga spagnola. La Juventus si era presentata all’appuntamento sin qui più importante della stagione con un classico 4-4-2 senza dei rientranti Chiellini e Dybala fatti accomodare in panchina (????). L'inizio è incoraggiante, con quattro occasioni nei primi venti minuti. Sembrano essere in serata, ma tra la bravura del portiere avversario e gli errori di mira degli attaccanti, i bianconeri sbagliano occasioni che si riveleranno decisive per il destino dell'incontro. Prima Morata ci prova di testa sottomisura, con una deviazione poco convinta che permette al portiere spagnolo di sventare. Quindi Morata e Cuadrado si contrastano in area (e Vlahovic non riesce a concludere), poi il serbo ci prova con un sinistro dal limite ed è sfortunato al 21' quando, su cross di De Sciglio, colpisce la traversa con una girata sottomisura. Assurdo! Una fase tambureggiante che si conclude con l'ennesimo intervento del portiere spagnolo su capocciata di Vlahovic. E il Villarreal? Una conclusione dal limite di e basta. Un trend che cambia inaspettatamente nella ripresa, quando la Juventus non trova spazi di fronte a una squadra che difende con nove uomini in area. Il Villarreal chiude le linee di passaggio, i bianconeri non inquadrano neanche le vie di fuga sulle fasce come nel primo tempo. Allora ci provano dalla distanza, ma senza impensierire gli attenti spagnoli. Poi si spegne la luce, complici anche i cambi del Villarreal, che mutano l'inerzia del match. Da noi invece si dorme in panchina, ricorrendo ai cambi soltanto a frittata compiuta. Allegri allora butta dentro Dybala e Bernardeschi, ma la mossa è subito vanificata dal raddoppio del Villarreal. Fine delle trasmissioni, ed arriva anche il 3-0 con bocciatura senza giustificazioni della Juventus. Delusione, delusione, delusione! Questo il nostro stato d’animo. Noi ancora una volta ci avevamo messo di tutto e di più, salendo su a Torino in ben 97 unità. Stadio pieno al 75%, entusiasmo delle notti champions tutto vanificato dall’assurda prestazione dei calciatori in campo e dall’atteggiamento del nostro Mister in panchina. Un pullman e tantissimi in aereo al seguito. Una trasferta come sempre iniziata alla sera precedente per chi in bus con il ritrovo in stazione. Il solito ed immancabile Sabino Chieppa con Andrea Leonetti e Vincenzo Quacquarelli  a condurre la truppa su a Torino. Tante facce vecchie e nuove sul bus. Solita atmosfera goliardica, solito apericena con i fiocchi organizzato dal buon Sabino è solita gran mangiata organizzata nel trattoria dove ci ritroviamo in ogni partita. Al seguito anche la solita pattuglia delle trasferte europee capeggiata da Massimo Matera, Franco Fusaro e Riccardo Dell’Olio, tutti partiti in aereo con altra grande tavolata organizzata in altro ristorante dove incontrano Mauro German Camoranesi e David Trezeguet vecchie bandiere di una grande JUVE che inviano dei video saluti al nostro Club. Il tempo trascorre con qualcuno che inizia ad essere “abbastanza alticcio…..” finalmente ci si organizza per entrare in curva. Si raggruppano tutti alla sinistra come ai vecchi tempi, con Massimo, Lucio, Gaetano, Andrea e Vincenzo a far da catalizzatori di chi man mano entrava alla spicciolata in curva. Tutto il resto dei soci era distribuito poi nei restanti settori con un grosso contingente nella Est Centrale. Sembra che si canti ma è solo una pia illusione, non è la solita atmosfera che una Notte Champions avrebbe meritato. Curva spesso silente e senza una organizzazione. Peccato, problema a nostro avviso da risolvere al più presto. Non si può presentare un simile scenario. Al Club pienone delle grandi occasioni. Avevamo quasi dimenticato cosa significasse. Grande entusiasmo, ma anche tanto nervosismo e ansia per una gara come sempre fuori dal normale. Tutti eravamo elettrizzati. Finita male per tutti, con la delusione, le classiche imprecazioni sia al Club che allo Stadio. Tutto giustificabile dopo l’ennesima disfatta europea. Onore a Noi, che come sempre ci abbiamo messo tutto il possibile, sia economicamente che fisicamente parlando, dalla trasferta in terra spagnola a quella a Torino. Viaggio di ritorno in autobus con un silenzio surreale che ha fatto sembrare più lungo del solito il ritorno a casa. I tanti saliti in aereo e rimasti a Torino, hanno raggiunto i vari Hotel prenotati per trascorrere, come tutti, una notte praticamente insonne. Nelle chat del club monta la rabbia mista a delusione per un'altra notte europea da dimenticare. Come sempre. Ma noi come sempre, più la strada si fa tortuosa e difficile, più riusciamo ad esprimere il meglio di noi, contrariamente a chi invece vive e gioisce soltanto per le nostre eliminazioni dall’Europa. Saremo sempre un passo avanti a TUTTI! Senza se e senza ma.


Nella gallery come di consueto troverete le foto più significative di quest’altra massiccia trasferta.


JC ANDRIA A MODO NOSTRO SEMPRE! ORGOGLIOSAMENTE GOBBI

 

 
 
LA JUVE CONTINUA LA SUA MARCIA, NOI SEMPRE AL SUO FIANCO!
 

E’ stato un periodo molto intenso nel nostro Club, motivo per cui non riusciamo a dedicare tanto tempo all’aggiornamento di questo sito web ufficiale, unica nostra comunicazione verso l’esterno, considerata la nostra avversità ai social. Ma come sempre non molliamo mai. Anche a Genova sponda Samp. siamo come sempre stati al fianco della squadra. In 5 unità hanno attraversato l’Italia pur di esserci li con la pezza al solito posto. La Juve ha ripagato gli sforzi dei ragazzi saliti su. Una squadra cattiva, solida, matura e sempre più convinta della propria forza: la trasfigurazione rispetto all'inizio della stagione è totale e la crescita segue una progressione continua e, apparentemente, inarrestabile. La Juventus vista al Marassi controlla la partita, crea (soprattutto nel secondo tempo) parecchie occasioni, impone una fase difensiva mostruosa e porta a casa una vittoria sofferta solo per due minuti, quello che separano il gol del 1-2 della Samp al prepotente 1-3 di Alvaro Morata. Può e deve migliorare questa Juventus, che ha ancora limiti nella precisione sulla trequarti. La Juventus si conferma la squadra più in forma da dicembre in poi (se il campionato fosse iniziato con Salernitana-Juventus del 30 novembre, i bianconeri sarebbero in testa con 30 punti), la più costante di un campionato bizzarro in cui i bianconeri si ritrovano a ridosso della lotta scudetto, mettendo pressione a quelle davanti e godendosi una qualificazione Champions che diventa più salda di giornata in giornata. La partita con la Sampdoria evidenzia il collettivo bianconero e se Arthur spicca, Morata è decisivo, Szczesny salvifico, è il gruppo che si compatta. Fa abbastanza impressione, al termine del primo tempo, vedere la Juventus in vantaggio per 2-0 con un solo tiro nello specchio, ma le statistiche raccontano una parziale verità: è vero, la squadra di Allegri non riesce a impegnare il portiere doriano, ma spesso per un'imprecisione o per un tocco in più di Morata o Kean. Insomma, non è che la Juventus non abbia attaccato, anzi nel primo quarto d'ora aggredisce la gara senza che la Samp riesca a uscire. Al 23', per esempio, Cuadrado fugge sulla destra, riesce ad arrivare bene al cross a raggiungere Kean che potrebbe appoggiare comodo in rete, ma viene anticipato dal tentativo disperato di un difensore che fa autogol e fissa l'1-0. E mentre la Samp sfoga la sua reazione, i bianconeri colpiscono in contropiede: Kean al 33' si inserisce in area e quando sta per caricare un tiro a botta sicura, subisce un tamponamento di una certa violenza.  Rigore ineccepibile che viene trasformato da Morata al 34'. Nella ripresa la Juventus prende definitivo possesso della partita, con un controllo quasi dittatoriale del pallone. Ma Rabiot riesce a ravvivare una gara che stava diventando a tratti noiosa. Un tocco con il braccio vede assegnare un giusto rigore alla Samp. che Szczesny para in modo spettacolare, buttandosi sulla sua destra e respingendo con la mano di richiamo. Dopo i due parati contro la Roma (all'andata e al ritorno), il terzo penalty annullato dal polacco in questo campionato. Partita chiusa? No.  Morata a sei minuti dalla fine, devia con la schiena una punizione che mai sarebbe entrata e invece prende una traiettoria imparabile. Il 2-1 regala l'illusione dell'impresa ai blucerchiati, ma è lo stesso Morata a rimediare, incornando il cross perfetto di Locatelli due minuti dopo. Una reazione violenta, quella della Juventus, che si riprende la partita e tre punti che pesano ancora tantissimo in chiave qualificazione Champions e mettono una certa ansietta alle tre davanti. La trasferta in terra ligure per i nostri è iniziata all’alba quando hanno raggiunto l’aeroporto di Bari per imbarcarsi su di un volo verso Bologna. Ottima idea per togliersi ben 1200 km tra andata e ritorno. Giunti a Bologna con una macchina hanno raggiunto Genova. Prima una pausa culinaria in quel di Parma dove i nostri si sono abbondantemente deliziati. Golosoni. Ma del resto con Salvatore e Cristiano al seguito, due gran gourmet non poteva che essere così. Giunti al Casello di Genova Est trovano una coda interminabile in uscita. Finalmente raggiungono il parcheggio dove lasciare l’auto per poi raggiungere a bordo delle navette lo Stadio. Alessandro D’Ercole, il nostro medico spesso al seguito, Vincenzo Suriano tornato dopo tantissimo tempo sui gradoni di uno stadio e Andrea Di Teo, biologo che quest’anno si sta sobbarcando km e km al seguito della Juve, ma mai come il buon Cristiano che mantiene dei ritmi incredibili. Giungono nello stadio trovando il primo anello già quasi tutto pieno. Si posizionano in basso subito a confine con la Tribuna del Marassi posizionando le pezze lateralmente verso le panchine. Ci raccontano di un grande tifo e di un settore in grande spolvero. Molto calati i doriani. Baci e abbracci del buon Salvatore con gli amici di ogni dove. A fine gara salutano la squadra venuta sotto al settore per poi ritornare dopo un abbondante oretta al parcheggio ospite. Subito via, la strada del ritorno verso Bologna gli attendeva. Prima di raggiungere lo scalo bolognese si fermano nuovamente a Parma per cenare. Non si sono fatti mancare niente. Verso le 2 della notte entrano in aeroporto per cercare delle panche dove distendersi in attesa del volo alle 06,30 del mattino. Molto freddo, stanchezza ma l’orgoglio di esserci stati. Alle 08,00 arrivano a Bari, per le 9 sono già ad Andria. Tanto onore a loro per averci rappresentato in quest’altra difficile trasferta da un punto di vista prettamente logistico. Nella gallery come di consueto troverete le foto più significative di questa trasferta.


JC ANDRIA A MODO NOSTRO SEMPRE!

 

 
 
ASSEMBLEA SOCI – ELEZIONE NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
 

Carissimi Soci, come comunicatovi nelle scorse settimane, nella seduta del 25 novembre scorso, il Consiglio Direttivo di questo Club, deliberò di indire, quanto prima possibile l’ASSEMBLEA DEI SOCI per poter procedere al rinnovo degli organismi statutari. A tal fine, l’intero Consiglio Direttivo rimise il proprio mandato mediante dimissioni a valersi dal 1° gennaio 2022, procedendo al mantenimento dell’incarico solo per la normale amministrazione, in attesa della suddetta Assemblea.


Superata finalmente la fase emergenziale pandemica e nel contempo avuta praticamente quasi fine la Campagna Tesseramento 2021/2022, è giunto il momento di procedere alla indizione della


ASSEMBLEA PLENARIA DEI SOCI


finalizzata alla elezione dei componenti del nuovo Consiglio Direttivo.


La predetta Assemblea è indetta in 1^ Convocazione per domenica 20 marzo 2022 alle ore 10:30 presso la Sede Sociale di via Enrico Dandolo, nn. 37/39 ed in 2^ CONVOCAZIONE PER DOMENICA 20 MARZO ALLE ORE 17:00 presso la Sede Sociale, al termine della visione della gara JUVENTUS vs SALERNITANA.


E’ presumibile che l’ASSEMBLEA si renderà valida in seconda convocazione con qualsiasi numero di partecipanti, avrà una durata al massimo di un’ora e vedrà per oggetto il seguente Ordine del Giorno:


 


-          Relazione generale del Presidente sulle attività svolte nell’ultimo biennio;


-          Relazione sull’andamento finanziario da parte del referenti finanziari del Direttivo;


-          Lettura dell’Elenco delle candidature pervenute da parte di Soci disponibili;


-          Interventi dei partecipanti;


-          Elezione dei nuovi componenti del Consiglio Direttivo.


 


Ogni Socio, in regola con il tesseramento per la attuale annualità, qualora intendesse candidarsi a componente del Direttivo, dovrà aver cura di far pervenire in Sede entro e non oltre la serata di mercoledì 16 marzo (gara Champions contro il Villareal) la propria candidatura/lettera di intenti.


Appare evidente che, come avvenuto negli anni trascorsi, è auspicabile che propongano la loro candidatura Soci effettivamente e fortemente motivati che, anche per una età giovane, consentano di intraprendere un reale percorso di ringiovanimento e rinnovamento del Direttivo, finalizzato ad una prosecuzione nel tempo, mediante disponibilità volontaria del proprio tempo libero, delle attività che il nostro Club ha attuato fino ad ora, con risultati apprezzati in ambito territoriale ed oltre. Allo scopo di consentire anche a quella componente femminile che sempre con maggior interesse si avvicina alla nostra realtà associativa, si auspica che all’interno del Direttivo vi sia la presenza di almeno due membri donna su di un totale di n. 11 componenti.


E’ superfluo ricordare che l’Assemblea Plenaria dei Soci è un grande momento di partecipazione democratica finalizzata a fornire giudizi, idee e proposte, così da consentire alla nostra grande comunità di crescere in stima ed apprezzamento. La presenza di tutti è quindi  fortemente auspicata.


In attesa di incontrarVi, vi invitiamo a sostenere il Vostro Club FINO ALLA FINE!


Durante l’assemblea ci sarà un momento promozionale della LAVAZZA, sponsor official di JUVENTUS FC con caffè e anche dolcetto offerto a tutti i soci che saranno presenti.


La presente convocazione posta qui sul sito ufficiale del Club ha valenza come effettiva comunicazione a tutti i soci che comunque sono stati informati attraverso chat su whatsapp e mediante lettura dello stato wapp del numero del Club. In bacheca presso la sede del Club è stato affisso regolare invito. Tutta la documentazione contabile e documentazione amministrativa resta sempre a disposizione di chiunque tra i soci ne volesse prendere visione.


JC ANDRIA VERSO IL VENTENNALE, SEMPRE PIU’ PROIETTATI NEL FUTURO!

 

 
 
IL NOSTRO SOSTEGNO AL POPOLO UCRAINO
 

Lunedì 28 febbraio squilla il telefono della segreteria del Club. Non era la solita chiamata per prenotare o chiedere info su di una trasferta come sempre accade. Ma era una chiamata ben più importante. Michele Losito, socio del Club da sempre, affermato imprenditore locale che esporta in Ucraina e nell’Est in generale, ci raccontava delle situazione che stavano vivendo li i suoi rappresentanti di zona chiedendo se il Club fosse disponibile ad avviare una rapida raccolta di materiale e beni di prima necessità da inoltrare al confine. Immediatamente si mette in moto la nostra macchina organizzativa, una macchina “simil-bellica”, passateci pure il termine, perché come sempre quando scendiamo in campo, lasciatecelo dire, non abbiamo eguali! Senza presunzione. Al pomeriggio dello stesso giorno il Presidente redige un comunicato da inoltrare a tutti i soci e soprattutto viene creata una immagine grafica per l’iniziativa intitolata SOSTENIAMO IL POPOLO UCRAINO, con un cuore giallo blu e all’interno il nostro logo! Immediatamente la risposta dei nostri iscritti è stata a dir poco incredibile ed eccezionale. Sono iniziati ad arrivare in sede e presso il punto raccolta dell’Alimentari Lotti in Piazza delle Regioni, tantissimi prodotti alimentari e tantissimi beni di prima necessità, tra quelli indicati dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile. Nel frattempo ci contattavano anche Claudio Sinisi, altro nostro socio iscritto e Presidente della ConfCommercio Andria e Vincenzo Antolini, imprenditore locale sempre iscritto al nostro Club, i quali ci chiedevano se volessimo affiancarci alla raccolta avviata da altri imprenditori locali. Sposiamo questa proposta per far partire il prima possibile il camion di aiuti umanitari da destinare alla gente in fuga e costretta a lasciare improvvisamente la propria terra. Per farla breve venerdì pomeriggio 4 marzo, a distanza di soli quattro giorni dall’avvio dell’iniziativa, ci siamo ritrovati con la sede del Club invasa di materiale di ogni genere. E’ iniziato subito il lavoro di composizione dei colli suddividendo gli stessi per merceologia, dall’alimentare all’abbigliamento, dai prodotti per l’igiene e parafarmaci ai medicinali. La grande generosità dei nostri iscritti ci ha permesso di comporre quasi 100 scatoloni consegnati poi allo spedizioniere, che assieme al resto della raccolta avviata in Città ha trasportato in Polonia al confine con l’Ucraina, tutto quello che siamo riusciti a mettere a disposizione della popolazione ucraina in fuga da una guerra assurda ed inattesa. Bravi Noi, bravi tutti, ma soprattutto ancora una volta siamo stati capaci di mettere in piedi una iniziativa del genere durata pochissimi giorni e soprattutto senza squilli di tromba. E’ stata poi la stampa successivamente, che saputo di quanto fatto ha voluto raccontare questa nostra grandiosa umanità. Siamo sempre del parere che quando si dona lo si fa e basta. A chiusura dell’iniziativa umanitaria messa in campo abbiamo rendicontato a tutti i nostri iscritti, con tanto di foto, video e bolla di sdoganamento dello spedizioniere, l’avvenuto trasporto e consegna della tantissima merce raccolta. Siamo orgogliosi di quanto fatto e soprattutto dei ringraziamenti piovuti da ogni dove e anche dalla comunità ucraina già presente sul territorio. Quando volete noi GOBBI ANDRIESI saremo sempre a disposizione!


JC ANDRIA SEMPRE UN PASSO AVANTI!

 

 
 
RACCOLTA PRO-UCRAINA AL TOP, JUVE BATTE LO SPEZIA, NOI A 800 SOCI!
 

E’ stato quello scorso, un weekend decisamente intenso per noi tifosi bianconeri di Andria. Dal venerdì pomeriggio e sino al lunedì pomeriggio dopo la partita contro lo Spezia siamo stati impegnatissimi nel suddividere tutto il materiale pro Ucraina pervenuto in sede. Sede che è stata letteralmente invasa dalla generosità dei nostri soci ma anche di gente comune che ha accolto il nostro invito. Quasi 100 i colli che abbiamo predisposto con la suddivisione per merceologia del materiale raccolto, dai prodotti alimentari all’abbigliamento, dai farmaci ai parafarmaci e prodotti per l’igiene. Un lavoro faticoso ma allo stesso tempo appagante perché consapevoli che ci stavamo impegnando per un popolo che oggi soffre per una guerra assurda ed inattesa. Grande grandissima come detto è stata la risposta del nostro Club a questa iniziativa fortemente voluta da due soci, Michele Losito e Claudio Sinisi. Ancora una volta siamo riusciti a superarci. La nostra forza non conosce limiti. In ogni cosa che facciamo riusciamo sempre a far parlare di noi nonostante avessimo pubblicizzato l’iniziativa soltanto mediante messaggistica ai nostri iscritti non utilizzando tra l’altro i social. Eppure i riflettori dei media si sono accesi con un articolo di TuttoSport a firma di Guido Vaciago, uno di TuttoJuve a firma di Massimo Pavan e addirittura dei ringraziamenti da parte dell’emittente 7GOLD grazie a Ezio Morina ex responsabile per la Juventus dei Club Ufficiali, nel corso di una diretta di domenica scorso. Tanti anche i messaggi ricevuti da ogni parte d’Italia da amici e semplici tifosi. Che dire siamo orgogliosi di esserci riusciti e soprattutto di aver potuto, nel nostro piccolo, poter aiutare questo popolo ucraino che si è visto da un giorno all’latro privare delle propria libertà e della propria terra. Tutto il materiale raccolto è stato come detto selezionato, imballato è spedito per il tramite della ConfCommercio di Andria alla Croce Rossa sul territorio della Polonia. Lo stesso è regolarmente pervenuto con tanto di bolla di sdoganamento e consegna al confine ucraino ai tanti profughi che stanno abbandonando l’Ucraina per lo più anziani, donne e bambini. Come detto in apertura il weekend è stato a dir poco intenso con il tesseramento ancora aperto per via delle partite Champions e di quella contro l’Inter ad aprile. Motivo che ci ha permesso di raggiungere e superare quota 800 iscritti, oggi per la precisione 811, risultato a dir poco incredibile che mai ad inizio stagione in un momento come quello attuale, avremmo potuto immaginare di raggiungere. Tra la preparazione di un collo ed un altro arrivava in sede anche gente per sottoscrivere le tessere. Ma veniamo alla partita contro lo Spezia di domenica tardo pomeriggio che ha visto sbocciare Alvaro Morata e  una Juventus molto più resistente che divertente …. ma è bastato così. Lo spagnolo non segnava in campionato dal 18 dicembre, quando i bianconeri si sbarazzarono del Bologna in trasferta, ed è lui l'uomo partita nel contesto di una prestazione un po' così. Sarà per la stanchezza, o forse perché conviene accontentarsi considerate le nove pesantissime assenze, ma la squadra di Allegri non incanta proprio, anzi soffre lo Spezia nel secondo tempo, però porta a casa le vittorie che contano. Sono 9 nelle ultime 14 gare in Serie A (non era mai accaduto una stagione fa con Pirlo), ma soprattutto ora sono sei i punti di vantaggio sull'Atalanta quinta in classifica e con una partita da recuperare. Il posto Champions, insomma, non è ancora blindato, però sembra un po' più sicuro. Chi vuole coltivare sogni di rimonta scudetto, faccia pure: costa nulla, da sempre ma restiamo realistici e quindi lasciamo perdere. Morata mette la firma al 21' del primo tempo, quando la Juve approfittando di un errore assurdo del portiere spezzino, fa ripartire subito l'azione: Rugani intercetta, Vlahovic vede Locatelli che a sua volta serve Alvarito per il diagonale vincente. È una Juventus in controllo non bella e che pensa alla gestione di un match che si complicherà abbastanza. Ma l'importante per Allegri è vincere, in qualsiasi maniera, e i bianconeri obbediscono. Sono subito lampanti i punti di forza della serata torinese: pensa Locatelli, nel ruolo di mezz'ala propositiva, a dare gas volentieri alla manovra bianconera, accendendo Cuadrado negli spazi e provando combinazioni interessanti con Vlahovic che gli detta il movimento e così prova a dimostrare al tecnico che lui non è solo gol. Anche se il serbo neppure tira e un po' ci rimane male. Il colombiano sfrutta le praterie lasciate da uno Spezia abbastanza impaurito, ma pecca di lucidità davanti alla porta fallendo almeno un paio di ghiotte occasioni, una colossale. Così lo spettacolo è praticamente condensato nelle urla di Allegri, catturate dalla tv. Max aveva chiesto ai suoi non solo di giocare bene tecnicamente, ma anche di essere ordinati e compatti. E in effetti, non da ieri, i giocatori bianconeri si aiutano sul campo, anche a costo di commettere qualche errore di troppo. «Calma, palleggiamo con pazienza finché non troviamo il buco!», il testuale dell'allenatore che non lesina un «Bravo!» ad Arthur quando il brasiliano evita di innamorarsi del pallone e lo scarica di prima al compagno smarcato. L'ex Barcellona si segnala per un illuminante assist a Cuadrado, ma non mancano le altre note positive: Pellegrini non è sempre preciso, però è abbastanza attento; Rugani, al rientro dopo un mese, trova un buon feeling con De Ligt nonostante non sia particolarmente sollecitato dallo Spezia; Danilo è il solito pilastro insostituibile. Rabiot, al contrario, brilla come sempre, per alcune scelte errate su ripartenze bianconere e nel finale prende più gambe altrui che palloni. Non ne aveva più. Il problema è che la Juve, archiviato l'1-0 di Morata, non la chiude nel primo tempo e allora lo Spezia, cerca di approfittarne attaccando specialmente sul fianco sinistro della difesa bianconera,  ma Szczesny non ha intenzione di fare regali. Sull'altro fronte si assiste alla versione movimentista di un Vlahovic perseverante nella ricerca di pertugi in cui infilarsi, ma non ci riesce. La tensione man mano cala, gli errori si moltiplicano e quello che forse colpisce di più è la difficoltà nel servire Vlahovic dove il bomber vuole. Allegri s'accorge del fatto che di questo passo i rischi aumenterebbero (difatti aumenteranno), perciò innesta Bernardeschi per Pellegrini che stava giocando la terza di fila da titolare ed era stato pure ammonito. Ma come sempre Bernardeschi, già assente dal 23 gennaio, si becca un giallo e salterà Sampdoria-Juve perché diffidato. Complimenti….. Cuadrado scala sulla mattonella del terzino, Danilo cambia fascia e si sposta a sinistra. Le poche fiammate juventine non esaltano lo Stadium, che prima sbuffa e poi trattiene il fiato su una incursione spezzina fermata da un ottimo Szczesny. Nel finale di sofferenza entra Kean per Vlahovic, mentre Cuadrado confeziona la solita giocata dei finali di partita. Stavolta però non c'è deviazione avversaria, né il tap-in di Morata che manca incredibilmente l'impatto con il pallone a porta vuota. E poi tutti ad esultare sotto la Sud: il «fiuuu» non è solo di Allegri, ma di tutto lo Stadium. Avanti così in questo momento conta solo vincere! Come sempre i nostri soci sono stati presenti, questa volta una sparuta presenza è partita per Torino, tutti in volo aereo con pernottamento su Torino e rientro al lunedì. Solita accoppiata Gaetano e Luciano, oltre all’immancabile Cristiano, Alessandro e la famiglia Santovito con il figlio Emanuele messosi in prima linea in Curva Sud dietro la vetrata per assistere da vicino alla partita. Hanno posizionato la sciarpa in lana del Club sulla vetrata ed è stata anche inquadrata in occasione di una azione. Che dire se non di essere orgogliosi di avere dei soci sempre pronti a partire, sempre pronti ad esserci, sempre pronti a sostenere la Juve in qualsiasi posizione di classifica. Onore! Come se non bastasse adesso ci prepariamo nella periodica Assemblea dei soci in programma il 20 marzo alle ore 17,00 in seconda convocazione. Come sempre non ci facciamo mancare nulla nonostante il periodo intenso che ci attende con un vero e proprio esodo per la Champions, dove saranno 97 i soci a partire da Andria.  


JC ANDRIA SEMPRE UN PASSO AVANTI!

 

 
 
SIAM…”VENUTI” AL MINUTO 91….GODURIAAAAA!
 

A Firenze come sempre hanno scambiato una normale semifinale di Coppa Italia per giunta gara di andata in una “finale di Champions”, per noi invece  era semplicemente il primo tempo di una «partita da giocare in 180 minuti», da incastrare nel progetto stagionale di mantenimento del quarto posto, obiettivo minimo di questa stagione così travagliata. Ma alla portata, a questo punto, c'è anche la finale di Coppa Italia dopo l'1-0 che premia la Juventus al Franchi contro una Fiorentina generosa ma poco fortunata e costretta a soccombere alla Juve che opta per una partita di puro contenimento. Finché, al minuto 91 non ci pensa il destino a indirizzare la semifinale, con Rabiot che serve Cuadrado e il cross teso del colombiano trasforma il pallone in veleno per l'incertissimo difensore Venuti, autore suo malgrado dell'autogollonzo del secolo. E visto che in Coppa Italia a parità di risultati il gol in trasferta continua a valere doppio, va da sé che al ritorno, tra un mese e mezzo allo Stadium, i bianconeri s'accomoderanno con il pronostico dalla loro parte. A Firenze si presenta una Juve mai così giovane nell'ultimo decennio, senza nove giocatori infortunati, con i 2000 Vlahovic e Kean in attacco più il 2001 Aké a destra nel centrocampo a cinque. Quest'ultimo non lascerà tracce, tanto da anticipare la doccia all'intervallo, di Moise pochi spunti e quanto al serbo, al primo incrocio contro la squadra che fino a gennaio era stata la sua, sul taccuino si annotano un paio di guizzi e una sana gestione del proprio fisico negli autoscontri con gli ex compagni. I diecimila fischietti distribuiti ai tifosi per provare a stordire Vlahovic, cui danno pure del traditore con l'ausilio del Sommo Poeta Dante, creano l'effetto acustico desiderato, ma non condizionano assolutamente ne il serbo, ne la Juventus, ne tantomeno noi tifosi bianconeri sugli spalti. La Juve non ha l'urgenza di condurre la partita, purché limiti gli errori. Si corre per la verità qualche rischio, ma la Juve è quasi sempre attenta a chiudere gli spazi lasciando il pallino ai rivali e rischiando soprattutto sul lato di De Sciglio. Il primo tempo scorre via con il pallino del gioco quasi sempre nei piedi dei viola. De Ligt attentissimo su tutti i palloni. Di Vlahovic l'unico tentativo juventino in coda, con un sinistro strozzato. Nella ripresa dentro Cuadrado al posto di Aké. Si lotta, ma di occasioni da gol neanche l'ombra. All'improvviso De Sciglio vede Vlahovic che resiste e con una palombella disegnata con il mancino stuzzica il portiere viola: è l'unica vera occasione del serbo, al minuto 56. Allegri poi decide che per Kean la partita finisce buttando dentro Morata nel solco di una logica gestione di ciò che rimane di un gruppo smembrato dagli infortuni. I ritmi si fanno sempre più bassi, Danilo di testa e Cuadrado con un destro sull'esterno della rete non scaldano i cuori bianconeri assiepati nello spicchio a destra del settore ospiti. La Juve sceglie di contenere. All'inizio come alla fine. Si sentono sempre più le urla di Allegri, fino all'incredibile autorete di Venuti. Che vittoria incredibile all’ultimo respiro di una partita quasi di contenimento per la nostra Juventus. Un colpo gobbo sognato ad inizio gara dai tifosi. Anche a Firenze non poteva certamente mancare il sostegno del nostro Club al seguito della squadra. Sacrifici e sforzi che si susseguono di partita in partita, di settimana in settimana. In 5 i nostri valorosi socio ad essere partiti per Firenze. Con la Jeep di Francesco Lorusso che vedeva a bordo una bella compagnia, dall’immancabile Fabio Attimonelli a Marco Fiandanese, da Marco Cavuoto a Carlo Balducci. Carichi a mille lasciano la città verso le 10,15 del mattino per dirigersi verso Colleferro nel Lazio dove ad attenderli trovano il grande amico Marco di Paliano. Con lui montano a bordo di un bus organizzato dagli amici romani. A bordo sale di tutto, dalle birre alla sambuca. Non manca proprio nulla. Man mano di fermata in fermata nell’area romana, il bus si va riempiendo. A chiusura delle operazioni di raccolta persone, i nostri offrono a tutti dei pasticcini con tanto di zeppole! Spettacolo a detta dei simpaticissimi romani che fanno sentire a casa i nostri. Ad un certo punto i decibel si alzano, con il coro per i napoletani in dialetto andriese cantato da tutto il pullman. Che ridere ragazzi. Sentirli parlare in romano è un qualcosa di unico. A bordo Carlo il presidente e Luca Daje Regà a far da responsabili. Più passano i km più il livello del tasso alcolemico sale. Si arriva finalmente al casello di Firenze dopo essersi accorti di aver lasciato a terra nell’ultimo autogrill un signore anziano che rimedia nel frattempo un passaggio di fortuna per raggiungere nuovamente il bus. Che ridere, non per l’anziano. Si va allo stadio pensando ad un clima più ostile nelle strade fiorentine, visti i proclami fatti dai viola nei giorni precedenti. Nulla di tutto ciò. In assoluta tranquillità si arriva allo stadio nonostante l’ora tarda ed il traffico intenso. Appena giù dal bus si iniziano a salutare altri amici giunti da ogni dove del centro nord Italia, noi come sempre tra i pochissimi del Sud. Si entra dentro dopo aver bevuto un'altra Sambuca. Controlli questa volta abbastanza normali rispetto alle altre trasferte a Firenze. Si entra nel settore ed i nostri si posizionano in basso a destra a confine con l’altra parte di settore rimasta vuota. Posizionano le pezze sulla vetrata laterale iniziando a sostenere la squadra con i gruppi li presenti. Sfottò classici con la curva Ferrovia subito a fianco composta per lo più da tantissimi ragazzini. Vivono per questa partita, vivono pertanto male. Ci danno così tanta importanza che non si rendono conto di quanto siano ridicoli. Ci siamo fatti sentire abbastanza nonostante il baccano che cercavano di creare con questi fischietti. Alla fine esplosione di gioia per l’autorete che ci regala la vittoria. Come dei pazzi abbiamo esultato anche nell’ora e mezzo che siamo rimasti chiusi nel settore e nell’area parcheggio. Finalmente a mezzanotte e mezza si riparte infreddoliti ed assonnati ma per fortuna ci attendeva prima il bus. Tutto tranquillo anche in uscita. Giunti quasi alle 4 a Colleferro dopo aver salutato gli amici romani ci siamo rimessi in macchina per far rientro ad Andria, stanchi ma felici di esserci stati in una trasferta a dir poco goliardica. Da segnalare conoscenze femminili per il nostro Don Giovanni Carlo Balducci….ahahahahahaha. Al Club normalissima affluenza ma goduria all’ennesima potenza per chi è stato presente in sede.  Un grazie a chi ha rappresentato il Club anche nella difficile trasferta fiorentina. Nel frattempo presso la sede del Club è continuata ad arrivare tutta la merce da destinare alla popolazione ucraina. Una gran bella raccolta se pensiamo che non abbiamo fatto nessuna pubblicità se non all’interno delle nostre chat. Segno evidente che anche in queste iniziativa si denota la grandezza del nostro Club!


JC ANDRIA A SOSTEGNO DELLA POPOLAZIONE UCRAINA! NO ALLA GUERRA, SI ALLA PACE!

 

 
 
VLAHOVIC TRASCINA LA JUVE ANCHE AD EMPOLI!
 

Dusan Vlahovic trascina anche a Empoli la Juventus: assist, gol, cattiveria e determinazione ingredienti risultati fondamentali per uscire vittoriosi dal Castellani al cospetto di migliaia di tifosi bianconeri al seguito nella tranquilla cittadina toscana. Strepitosa prestazione del serbo con cui firma i tre pesanti punti di Empoli. Massimiliano Allegri non si aspettava certo un percorso pianeggiante, conoscendo l'Empoli, ma la sua Juventus la trasforma in un tappone dolomitico di sofferenza e fatica come spesso accade in questa stagione. È una vittoria importante e pesante ed è una vittoria che rilancia la classifica della Juventus, ma è anche una vittoria che non cancella certe lacune bianconere ancora una volta venute a galla. La Juventus deve godersi il successo, perché l'Empoli in questa stagione non dimentichiamolo ci aveva battuti allo Stadium nella gara di andata. Torniamo a subire però due reti la prima delle quali per un'altra dormita difensiva dopo quella di Villarreal (questa volta collettiva). E, nel finale, la Juventus soffre in modo eccessivo la foga dell'Empoli, chiudendosi nella trequarti e non riuscendo più a uscirne. Peccato, perché fino al 3-1, il piano gara di Allegri non aveva forse dato spettacolo, ma aveva funzionato in modo efficace: la Juventus, gol dell'1-1 a parte, non aveva sofferto e in contropiede aveva sempre colpito. Merito anche di un Vlahovic stratosferico, di un Kean concentrato, di un Morata (subentrato a Kean nella ripresa) lucido e di un Arthur sempre in partita. Poi però sono emerse stanchezza e deconcentrazione, la squadra ha sbandato e ha dato l'impressione di non essere solida come nella prima ora di gioco (anche ad Allegri, a giudicare dalla furia con cui si agitava in panchina). Purtroppo i tre punti costano un altro infortunio per la Juventus e Zakaria, uscito nel primo tempo toccandosi l'adduttore, rischia di stare fuori almeno una ventina di giorni. La fortuna certamente non ci aiuta in questo momento delicatissimo della stagione. L'Empoli è molto aggressivo, la Juventus, che oltretutto gioca contro vento (abbastanza forte) deve azzeccare sempre tutto per uscire dal pressing toscano. Ci riesce con difficoltà, ma ci prova costantemente e quando ci riesce è pericolosissima: al 7' Vlahovic smista con elegante precisione per Zakaria, spedendolo davanti alla porta, diagonale sul quale Vicario compie un miracolo; al 18' Kean appoggia a Vlahovic sul lato sinistro dell'area, altro diagonale micidiale, che esce di un soffio. Poi esce l'Empoli, senza tuttavia essere mai pericoloso. E al 32' arriva il gol di Kean: contropiede molto ben impostato da Vlahovic che libera Rabiot sulla sinistra, il francese va sul fondo, cross perfetto per Kean che si coordina in modo impeccabile per incornare in rete. Azione e gol di squisita fattura. L'Empoli trova il pareggio solo 7 minuti dopo, grazie a un colpo di sonno della difesa juventina: da un corner la palla si ferma nell'area piccola senza che nessuno dei bianconeri ci arrivi per un lungo secondo, fino a che allunga la gamba un calciatore empolese mettendola dentro da un metro. Situazione abbastanza paradossale che fa, giustamente, infuriare Allegri. Ma la Juventus reagisce e al 47' trova il secondo gol: break di Arthur a centrocampo, palla a Cuadrado, fuga sulla destra, palla in mezzo per Vlahovic che controlla in modo tecnicamente sublime il pallone in mezzo all'area, sbilancia tutta la difesa dell'Empoli e la caccia dentro per il 2-1. La ripresa è più controllata dalla Juventus: l'Empoli si butta in avanti, ma i bianconeri resistono senza soffrire e scattano in avanti appena possono. Come al 66', quando Morata avanza veloce e, sulla trequarti, verticalizza su Vlahovic in area: il controllo del serbo è magico, perché l'assist sarebbe leggermente indietro e lui con movimento del piede sinistro riesce a portarsi la palla davanti a lui per un pallonetto dolcissimo a superare il portiere avversario per il 3-1. Corsa sotto la curva ospiti per Vlahovic che chiama a raccolta tutti i tifosi. Spettacolo. L'Empoli però non si rassegna trovando il gol del 2-3 al 76' con un tiro di un attaccante che agisce quasi indisturbato. La Juventus chiude la partita in grande affanno, ma a Empoli contava soltanto vincere. Anche noi come la squadra siamo un pò in affanno in questo periodo così intenso di partite. In 5 rispondono all’appello della trasferta in toscana con l’auto organizzata da Vincenzo Giannelli e Claudio Rossi. Una trasferta molto tranquillo a dispetto delle voci della vigilia che parlavano di possibili visite dei viola…..ahahahahahaha, ma se quelli non si fanno vedere nemmeno in casa figurarsi fuori porta. Prima di giungere allo stadio hanno pranzato in una trattoria nell’entroterra fiorentino dove non potevano che degustare una fiorentina al sangue accompagnata da ottimo vinello. Poi belli carichi si sono diretti sotto il settore per attendere l’ingresso allo stadio. Grande l’afflusso di sostenitori bianconeri che sembravano essere in maggioranza rispetto ai tranquilli tifosi locali. I nostri si posizionano alla destra del settore verso la gradinata dei Desperados….Terminata la partita, festa con la squadra venuta a salutare i tifosi sotto al settore. Poi subito in auto per riprendere la strada verso casa. Il freddo si faceva sentire. Onore a chi anche in questa trasferta meno importante ha invece risposto presente. Nel frattempo al Club, prima della trasferta a Firenze di Coppa Italia, si è lanciata una splendida iniziativa a favore della popolazione ucraina, investita da una assurda ed inaspettata guerra. Grazie all’idea di Michele Losito, socio ed imprenditore locale si è deciso di raccogliere quanto più materiale possibile da inviare ai confini con l’Ucraina per aiutare quanti stanno lasciando le proprie case senza poter portare con se niente. Da lunedì pomeriggio 28 febbraio è stata avviata una raccolta di medicinali, parafarmaci, prodotti per l’igiene, alimenti a lunga conservazione, abbigliamento uomo, donna, bambino, scarpe. La nostra sede è diventata un centro raccolta con tantissimi soci che si sono da subito prodigati a favore di questa nostra iniziativa. I dettagli in un prossimo articolo.


JC ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI, A MODO NOSTRO!

 

 
 
NON BASTA VLAHOVIC A VILLAREAL. SI DECIDERA’ TUTTO AL RITORNO
 

Finalmente la Juventus approccia l'andata degli ottavi di finale di Champions League senza una sconfitta. Nel 2020 aveva perso 1-0 a Lione e nel 2021, 2-1 in casa del Porto, pagando i ko con l'eliminazione nella gara di ritorno. A Vila-real finisce 1-1 in una serata all'insegna ancora una volta di Dusan Vlahovic e della goliardia dei nostri quattordici tifosi al seguito anche li in terra spagnola. Il calciatore serbo, nuovo idolo di noi tifosi, debutta nel torneo e segna dopo appena 33 secondi, record per un esordiente. Un vantaggio che mette in discesa la partita e che la Juventus dà l'impressione di gestire, fino alla dormita nel secondo tempo che consente agli spagnoli di giungere al pareggio. L'ingresso nei quarti si deciderà a Torino il prossimo 16 marzo, in una partita in cui sarà obbligatorio vincere, poiché da questa edizione le reti segnate in trasferta non valgono più doppio. Contro il Villarreal sarà dura, visto il modo in cui si è qualificato agli ottavi, con un successo in casa dell'Atalanta all'ultimo turno. Ma per la Juventus rabberciata di questi tempi uscire con un 1-1 dal temibile Estadio de la Ceramica è una impresa di non poco conto visto, come detto, le ultime edizioni della Champions. Allegri sceglie il 4-4-2 con De Ligt e Alex Sandro al centro della difesa, mentre Danilo e De Sciglio agiscono larghi. A centrocampo i centrali sono Locatelli e McKennie, con Cuadrado a destra e Rabiot a sinistra. Davanti agisce la coppia Vlahovic-Morata e il serbo si regala un debutto da sogno nell'Europa che conta: controlla un lancio di Danilo e conclude di destro trafiggendo il portiere in maniera precisa, un colpo da biliardo. È 1-0 per la Juventus dopo appena 33 secondi, Vlahovic imita Del Piero, che esordì in Europa con una rete al Borussia Dortmund. Lo svantaggio scuote il Villarreal, che viene fuori poco prima del quarto d'ora con un paio di incursioni pericolose. Juventus che riprende campo dopo il doppio pericolo, chiudendo le fasce e tenendo gli spagnoli lontano dall'area. Dopo l'intervallo entra Bonucci per i problemi muscolari di Alex Sandro. Il capitano va al centro della difesa, l'assetto bianconero non cambia. La frazione si apre con un destro al volo fuori di Morata su invito di McKennie, poi la Juventus pensa a gestire il match. Il suo errore è quello di distrarsi su una palla gestita a distanza dalla nostra porta. Nessuno va a contrastare il calciatore del Villareal che avanzando imbecca il movimento in area indisturbato di un compagno lasciato colpevolmente solo  da Rabiot. Facile la deviazione per l'incredibile 1-1. Un autentico regalo della nostra difesa. È uno dei pochi lampi del secondo tempo, in cui la Juventus, pur arretrando, solito vizio Allegriano, non corre altri pericoli sostanziosi. Entra Arthur per Locatelli, mentre Rabiot rischia il rosso per una entrata dura. L'arbitro non punisce invece un contrasto su McKennie, che costringe lo statunitense a uscire zoppicando, frattura del piede per lui ed addio ad un altro giocatore per almeno due mesi. C'è il tempo per rivedere Vlahovic al tiro, il suo sinistro dal limite è annullato in tuffo dal portiere del sottomarino giallo. Tutto si deciderà a questo punto a metà marzo nel ritorno allo Stadium. Ma veniamo alla bellissima trasferta dei nostri ragazzi in terra spagnola. Partiti chi alla domenica come Antonio, chi al lunedì sera, il grosso del gruppo, chi al martedì mattina presto, ritrovandosi tutti in aeroporto a Valencia verso mezzogiorno di martedì. Quelli partiti lunedì sera hanno triangolato con l’Aeroporto di Pisa con un volo a tarda ora da Bari. Giunti nella città della Torre nonostante l’ora tarda sono comunque riusciti a raggiungere Piazza dei Miracoli per immortalare la sempre suggestiva Torre magari per chiedere un miracolo europeo…... Dicono che hanno provato anche a raddrizzarla ma senza successo. Da qui comprenderete il clima goliardico che imperversava. Finalmente alle 2,00 della notte dopo aver vagato per le strade della città pisana, decidono di rientrare nell’albergo prenotato giusto per l’appoggio notturno. Alle 08,30 del mattino sono già in strada per raggiungere lo scalo pisano a piedi vista la vicinanza dalla città. Nell’aeroporto trovano chi nel frattempo aveva raggiunto Pisa in auto come Maria e Rocco, mentre Luciano e Gaetano all’alba partivano dall’aeroporto di Malpensa. Insomma le studiamo di tutte pur di giungere ovunque in modo low cost. Il solo Antonio si trovava come detto già in Spagna in quanto partito dalla domenica con volo diretto da Bari. A mezzogiorno sono finalmente  tutti in Spagna nell’Aeroporto di Valencia, pronti a noleggiare due auto ed un Mini Van assieme ai due amici del Club di Barletta. In tutto ben 16 persone per un allegra comitiva. Si dirigono immediatamente verso un ristorante che nel frattempo era stato prenotato dal buon Franco Fusaro. Gran bel posto e soprattutto gran bella mangiata con l’immancabile paella valenciana. Terminato il pranzo, partono dall’esterno del ristorante i primi cori, l’atmosfera si riscalda complice il gran caldo e il vino in corpo….. con foto di gruppo, per poi dirigersi tutti verso Vila-real dove arrivano verso le 17,30 presso l’Hotel indicato dalla Società per il ritiro dei tagliandi Stadio. Subito dopo sostano in un bar per bere dei cicchetti di amaro. Poi finalmente partono in direzione stadio a pochi minuti, dove all’esterno trovano tantissimi tifosi juventini intenti a cantare in una atmosfera del tutto tranquilla con i tifosi del Vila-real davvero ospitali al massimo. Le auto le parcheggiamo in strade prossime allo stadio non essendoci un parcheggio riservato agli ospiti. Dopo qualche altra birra anche di troppo viste le condizioni di qualcuno dei nostri ecco che iniziano alla spicciolata ad entrare nello stadio dove gli attende una scalinata faticosa per raggiungere l’anello superiore. Appena dentro si posizionano in primissima linea sulla sinistra della porta subito dietro la vetrata. Vederli tutti assieme a fare gruppo è stata una cosa molto bella. Hanno anche lanciato tantissimi cori per sostenere la squadra. Rocco, Fabio, Antonio e Pasquale tra i lancia cori più attivi dell’intero settore. Grandissimi! Il tifo del Villa-real??? Pensavamo chissà che atmosfera ci sarebbe stata…ed invece il tifo organizzato degli spagnoli è in mano ad un manipolo di giovani volenterosi che sembravano loro di essere in trasferta vista l’esiguità del numero e soprattutto confinati in un angolino dello stadio. Abbiamo fatto come detto un gran bel tifo. Da segnalare la presenza delle nostre ragazze andriesi con Maria e Chiara oramai delle veterane delle trasferte estere. Ma grandi tutti i nostri al seguito da Riccardo Dell’Olio a Luigi Lomolino, da Massimo Matera a Michele, da Cristiano a tutti gli altri sopra citati. Terminata la partita si lasciano immortalare nella tradizionale foto di gruppo spalle al campo per poi recarsi subito fuori a recuperare le auto. In uscita da Vila-real trovano un simpatico Pub dove decidono di cenare. Altre birre altra golairdia altri cori assieme ad altri italiani nel locale. Poi verso le 2,00 raggiungono l’aeroporto di Valencia per dormire nelle auto e nel MiniVan tranne chi aveva preso albergo e volo nel pomeriggio per Bologna. Fabio, Massimo, Pasquale, Antonio, Chiara, Cristiano e Michele invece fanno rientro all’alba con un diretto per Bari. Grande bella trasferta che in un periodo come questo, post pandemia, assume un valore ancora maggiore. Bravissimi tutti. Da segnalare all’arrrivo in aeroporto a Bari il marito di Chiara che attende all’esterno con un simpaticissimo cartello che recitava “LA ROBA DA STIRARE TI ASPETTA PIU’ DI ME…”.  Nella serata di mercoledì hanno fatto rientro ad Andria tutti gli altri soci rimasti a Valencia. Al Club altra importante affluenza per la partita Champions con il tesseramento che ha raggiunto quota 765 soci iscritti a questa stagione. Semplicemente unici! JC ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI, A MODO NOSTRO!

 

 
 
PASSO INDIETRO NEL DERBY! FINISCE IN PARITA’
 

Il derby da sempre una partita importante per noi tifosi della gobba, si chiude in parità, un tempo e un gol per uno: il primo per la Juventus, il secondo per il Torino (che complessivamente appare più in palla, bisogna riconoscerlo). Il risultato rallenta la corsa bianconera verso la zona Champions in una giornata in cui si sarebbe potuto fare un balzo avanti decisivo stante i risultati delle dirette concorrenti. Nella Juventus appare sottotono Vlahovic, annullato da un grande Bremer: ci pensa De Ligt a segnare la rete del vantaggio. Il Torino ritrova invece il pareggio nella ripresa per una dormita difensiva dei bianconeri. Solite preoccupazioni per Allegri in chiave Champions. Quando arriva quella stramaledetta Coppa ecco giungere puntuali tutti gli infortuni degli uomini chiave. A Chiellini si aggiunge  Dybala che chiede il cambio dopo 8' del secondo tempo, mentre Rugani si era già fermato nel riscaldamento e il suo sostituto Pellegrini ha alzato bandiera bianca all'intervallo. In mancanza di centrali Alex Sandro va in mezzo, con Pellegrini a sinistra. L'assetto rivisitato regala qualche scompenso ai bianconeri, che patiscono la partenza veloce del Torino, che sfonda soprattutto sulla propria sinistra. Dopo una decina di minuti, la Juventus mette la testa nella metà campo avversario. Un contropiede si chiude con sinistro di Rabiot poco out e che andava sfruttato meglio. Poi il vantaggio: su angolo di Cuadrado svetta De Ligt e supera il portiere granata. Un primo tempo che non offre altri brividi, eccetto una parata estemporanea di pugno del portiere granata su sinistro di Dybala. Juventus che perde altri pezzi nel secondo tempo come detto va subito fuori Pellegrini (dentro De Sciglio) per un guaio al ginocchio e quindi, all'ottavo, saluta Dybala, che chiede il cambio dopo un tentativo al tiro. Il Torino inizia a guadagnare campo mentre la Juventus quasi sparisce. Inevitabile arriva l’1-1. Se concedi campo se arretri il baricentro è normale che rischi di subire gol. I granata sfiorano anche il 2-1 che per fortuna non arriva. Poi altri cambi ma la musica non cambia. Non è giornata per la Juventus con la squadra che appare sfilacciata. Il risultato non cambierà più con un pareggio denso di rimpianti che mette malumore nell’ambiente. Arbitraggio molto discutibile, ma ci abbiamo messo molto del nostro. Bella l’atmosfera che si è registrata allo Stadium con la curva che è sembrata su buoni livelli rispetto agli ultimi tempi. Il derby è sempre il derby, noi come sempre non potevamo mancare ed abbiamo presenziato alla trasferta con ben 11 soci giunti tutti in aereo chi su Torino, chi su Malpensa. Immancabili anche in questa partita Gaetano Maddalena e Cristiano Fino. L’auto da Malpensa con Stefano Loconte si è diretta subito su Torino per un apericena alla Boheme, solito nostro ritrovo pre-partita. Birre, pizza per poi entrare dentro a sostenere i colori bianconeri. Un grazie a tutti coloro che sono stati presenti da Vilella padre e figlio a Francesco Mastromauro, da Galante padre e figlio a Benedetto, Ilario e Vincenzo. Dopo la partita si sono quasi tutti soffermati in Hotel per fare rientro alla domenica. Gaetano Maddalena, Stefano Loconte e Cristiano Fino sono invece rientrati con il volo dell’alba sempre da Malpensa con la consueta notte trascorsa in aeroporto. Unici! Al Club altra grande affluenza con delusione finale per un derby che andava assolutamente vinto. Procedono a ritmo sostenuto le prenotazioni per la gara di ritorno di Champions contro il Villareal che vedono al momento ben 92 soci prenotati tutti con biglietto stadio ottenuto. Numeri semplicemente grandiosi! Onore a Noi per quello che facciamo, per quello che siamo! Gli altri possono solo guardarci con invidia. No social, no tag ma solo passione e mentalità.


JC ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI, A MODO NOSTRO!

 

 
 
A BERGAMO PAREGGIO ALL’ULTIMO RESPIRO!
 

Dalla trasferta di Bergamo arrivano delle buone notizie per la Juventus: adesso sembra più bella ed anche più forte. Ma ci sono anche delle cattive notizie, perché in una delle migliori partite degli ultimi due anni, non riesce a battere un'Atalanta, volitiva e determinata come sempre, ma priva di giocatori fondamentali. Finisce 1-1 ed abbiamo anche rischiato di perderla! Tuttavia, nonostante i rimpianti, Allegri non può non essere contento di quello che ha visto a Bergamo. È un'altra Juventus: intensa e propositiva, con un giro palla convincente e che, nel primo quarto d'ora della partita, è a livelli di eccellenza come non si vedeva da un bel po' di tempo. La trasformazione innescata da Vlahovic è impressionante, perché è tanto repentina quanto profonda la metamorfosi di atteggiamento della squadra, che si nota di più in giocatori come Morata e Dybala, ma coinvolge l’intero gruppo. Era da un paio di stagioni che la Juventus non andava a Bergamo e aggrediva in modo così determinato e incisivo l'Atalanta, avversario sempre molto sofferto. Questa Juventus lotterà certamente per il quarto posto e non dovrebbe soffrire troppo per conquistarlo e anche se questa Juventus, visto il pareggio di ieri, difficilmente potrà sognare la clamorosa rimonta, è un progetto estremamente convincente, che farà divertire i tifosi da qui alla fine della stagione, quando lo stesso, verrà completato con il mercato. La partita è bellissima: aperta e vigorosa, senza calcoli e nella quale le squadre si alternano in modo quasi sistematico a dominare l'area di rigore avversaria. Parte benissimo la Juventus, con tre occasioni nel primo quarto d'ora: due con Vlahovic e una con Dybala, la più clamorosa, perché l'argentino può liberare il suo micidiale sinistro da buona posizione e la palla sfiora l'incrocio dei pali. Poi riprende campo l'Atalanta, che accumula a sua volta un paio di occasioni importanti. La ripresa ritrova la Juventus aggressiva e in avanti. Tante le occasioni e ancora Dybala ha la più nitida, con un tiro a giro in mezzo all'area che richiede un miracolo al portiere avversario. Ma, come nel resto della gara, le squadre si alternano nell'aggredirsi, quindi c'è un ritorno dell'Atalanta che da una parte gioca il suo calcio ruvido, a tratti violento, ma che con il castiga Juve Malinovskyi è sempre più pericolosa sotto il profilo tecnico per poi portare addirittura in vantaggio gli orobici con una splendida punizione da quasi 25 metri. Un tiro pazzesco, teso e preciso sotto l'incrocio lontano per Szczesny. Il gol spezza l'equilibrio e incrina l'entusiasmo della Juventus, che ci mette dieci minuti per riprendere il passo e l'intenzione che ne aveva caratterizzato fin lì la prestazione. Vlahovic cala leggermente e commette qualche imprecisione (un filtrante facile facile avrebbe messo Dybala davanti al portiere, ma è corto), ma Allegri capisce che in quel momento può cambiare la stagione e mette dentro Cuadrado, poi anche Akè Kean, rovesciando la Juventus nella metà campo avversaria. Il risultato è il gol del pareggio di Danilo, al 91°: uno stacco imperioso su un corner di Dybala. Giusto così per quello che si è visto in campo. Grande entusiasmo nel settore ospiti che accoglie come una vittoria la rete del pareggio con i tifosi tutti a cavalcioni del vetro che separa dal terreno di gioco per festeggiare con la squadra sotto al settore. Una trasferta come sempre splendida quella organizzata dal nostro Club che immancabilmente non ha fatto mancare il suo sostegno in questa trasferta da sempre considerata “calda” per fattori ambientali vista la rivalità con i bergamaschi. Ci siamo presentati in ben 12 unità con un minivan ed un auto al seguito. Fate voi. Non propriamente dietro l’angolo di casa. Trovateci tifosi appassionati come noi sempre disposti a compiere sacrifici su sacrifici, km e km pur di esserci al fianco della squadra, in ogni situazione di classifica, contro qualsiasi avversario, in ogni città dove la Juve giochi. Semplicemente unici. E’ stata una trasferta come detto adrenalinica che ha visto i ragazzi lasciare Andria alle 07,40 dopo aver fatto colazione tutti assieme. A bordo hanno caricato di tutto, birre, vino e soprattutto tantissimo buon cibo. Salvatore Lomuscio è stato alla guida per tutto il viaggio di andata con sosta a Giulianova è poi a Parma dove si sono fermati per consumare il pranzo a sacco organizzato dal nostro Nino Lotti. Gran bella presenza di persone storiche in questa trasferta come Gianni Zagaria, Giuseppe Di Serio, gli immancabili Fabio Attimonelli, Gaetano Maddalena e Cristiano Fino, Gianni Greco, Alessandro D’Ercole, Giuseppe D’Azzeo oltre a Saverio e Piervito Tondolo e Alessandro Pesce. Dopo aver mangiato di tutto e di più i nostri lasciano Parma per dirigersi verso Bergamo dove giungono verso le 17,30 del pomeriggio. Nel parcheggio primi incontri con gli amici di sempre come i ragazzi romani capitanati dal solito Luca Daje Rega’ e gli amici abruzzesi di Vasto capitanati dal grande Nicola. Attendono bevendo tutti assieme la partenza verso lo stadio a bordo delle solite navette. Tutto molto tranquillo. Arrivano allo stadio verso le 19,30, posizionano in basso le pezze per poi sistemarsi nella parte bassa del settore. Tifo discreto, squadra che sembra essere in serata ma la palla decidono di non metterla dentro. Alla fine è gioia pura dopo lo spavento per una sconfitta che sembrava oramai cosa certa. I nostri si arrampicano sulla vetrata per festeggiare con la squadra che viene proprio sotto la nostra pezza. Spettacolo. Si canta e si balla ancora a partita conclusa in attesa di essere ricondotti al parcheggio vicino il casello autostradale. Non appena arrivano si mettono a bordo per raggiungere subito il primo autogrill dove sostano per dare fondo alle ultime risorse alimentari offrendo il tutto anche agli amici di Aosta con l’amico Luca che apprezza le nostre prelibatezze. Insomma come sempre tutto all’insegna dell’amicizia con i tanti complimenti ricevuti dagli amici di ogni dove che apprezzano i nostri sacrifici per seguire la Juventus. Si chiama mentalità è ne abbiamo da vendere! Viaggio di rientro faticoso come sempre per la stanchezza. Si alternano alla guida prima Fabio, poi Saverio, poi ancora Fabio per poi condurlo ad Andria Alessandro. Sempre grandi risate a bordo, momenti di musica e goliardia pura. Alle 08,30 arrivano ad Andria tutti pronti per recarsi a lavoro. Da applausi. Al Club grande affluenza, si vede che il periodaccio della pandemia sta gradualmente andando alle spalle. Anche il tesseramento vede un ulteriore incremento con il raggiungimento di quota 760 iscritti. Numero pazzesco se rapportato alla stagione altalenante della nostra Juventus.    


JC ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI, A MODO NOSTRO!

 

 
 
DUSAN CI PORTA IN SEMIFINALE A FIRENZE!
 

Partita difficile e complicata quella contro il Sassuolo che si conferma una bella realtà del calcio italiano di provincia. A due minuti dalla fine è Dusan Vlahovic lanciato in contropiede, senza compagni che lo seguono e defilatissimo sulla sinistra con il serbo che decide di provare a fare gol riuscendo incredibilmente nell’intento. Neppure il quarantenne Pegolo, in versione Buffon può fare niente dopo che aveva preso di tutto. Così punta la porta, dribbla il difensore, si accentra per caricare il sinistro e scaglia il pallone verso la porta: il tiro viene deviato da un calciatore nero verde e carambola in porta. Grazie a questa invenzione, la Juventus è in semifinale, proprio contro la Fiorentina la sua ex squadra oramai già dimenticata. È un'azione clamorosa, quella di Vlahovic, un gesto atletico e tecnico mostruoso per cattiveria agonistica e voglia di vincere. Il modo con cui si è integrato nella squadra è sorprendente e il peso con cui incide lo è ancora di più. Perché non solo segna e decide, ma energizza la squadra. La Juventus di Vlahovic è una Juventus che ha visto impennare i tiri in porta (ieri 13 nello specchio, 21 totali) e che nel secondo tempo di ieri gioca un calcio offensivo, aggressivo e intenso. La Juventus, che soffre di un blackout (il solito) di venti minuti nel primo tempo, nella ripresa mette due marce in più e impone la sua superiorità. Era accaduto anche contro il Verona domenica ed era tanto che non succedeva. È iniziata alla grande per la Juventus: due minuti e arriva il gol di Dybala. Strappo sulla sinistra di Alex Sandro, palla in area, McKennie tira, il pallone viene respinto e ci si butta Dybala che lo infila di controbalzo. Sembra l'inizio di un monologo, con il Sassuolo in confusione e che rischia subito di subire il raddoppio, ma bastano dieci minuti agli emiliani per schiarirsi le idee e ai bianconeri per confondersele in modo preoccupante. Il Sassuolo supera con grande facilità il centrocampo della Juventus, allestito con uno schieramento inedito, forse non bene assortito, certamente carente di intesa: Zakaria, Arthur e McKennie non hanno quasi mai le distanze giuste in fase di non possesso, faticano a riconquistare il pallone, si lanciano in iniziative follemente solitarie che aprono corridoi in cui l'organizzatissimo Sassuolo si infila con gusto. A questo si aggiunga un Cuadrado non lucidissimo e un Bonucci che fatica a calarsi nel clima partita, da dove mancava da un mese e mezzo. Subito l’1-1 la Juventus riappare negli ultimi 10 minuti del primo tempo, quando il Sassuolo tira il fiato, il centrocampo bianconero si riorganizza e nascono due nitide occasioni sventate da Pegolo. Insomma, anche se la Juventus non disputa certamente un buon primo tempo alla fine potrebbe chiuderlo lo stesso in vantaggio, a riprova di una ritrovata convinzione e una consistente superiorità tecnica. E dopo 10' della ripresa arriva il palo clamoroso di McKennie. Quando è passata un'ora, Allegri butta dentro anche Morata e ricostruisce il tridente che ha battuto il Verona. E il predominio juventino si consolida, nonostante un Sassuolo tutt'altro che chiuso nella sua metà campo. Arrivano nell'ordine:  un salvataggio sulla linea su tiro di Morata, il palo di De Ligt e la conseguente occasione sprecata da Vlahovic, la paratona di Pegolo su Morata tutto in dieci minuti (dal 65' al 75') di arrembaggio totale. Tutto culmina nel gol di Vlahovic  che esalta lo Stadium e suggella il momento magico dei bianconeri che intorno al serbo stanno ritrovando se stessi. Avanti così verso una doppia semifinale ampiamente meritata dove affronteremo la rivale storica della FLORENTIA VIOLA….ahahahhahahhaa, quelli che hanno il fegato nuovamente distrutto per causa nostra. Speriamo solo di poterci essere al Franchi, se ne vedranno delle belle. Nonostante la diretta televisiva del match su Canale 5 noi ci siamo ritrovati in una trentina al Club esultando come matti alla rete di Dusan quando i supplementari sembravano vicinissimi. Il vento sta cambiando, il gruppo sta crescendo ma soprattutto la mentalità della squadra. Siamo contenti così. Forza ragazzi, la gente come noi non MOLLA MAI! Allo Stadium l’unica presenza è stata quella del nostro Gaetano Maddalena che ha fatto nuovamente arrivare la pezza nella Sud esponendola con il solito orgoglio.


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VLAHOVIC E ZAKARIA SHOW, NELLA NEBBIA BATTUTO IL VERONA!
 

E’ un’altra Juventus, quella vista all’opera contro l’ostico Hellas Verona, una squadra apparsa sin da subito sveglia e concentrata, quella che cancella le velleità di un Verona che sperava di ripetere la straordinaria prova dell’andata, quando abbiamo subito passivamente il gioco degli scaligeri. E’ una Juve tosta, cattiva, affamata, talmente trasfigurata da piombare su tutti i palloni con insolita veemenza e vincere i duelli: una rarità quest’anno. E poi lì davanti c’è finalmente un riferimento, un attaccante che punta la porta, una “bestia” per come azzanna il match. Gran gol il suo con Dusan Vlahovic subito protagonista che manda in estasi lo Stadium e la sede del nostro Club. La prima della Juventus targata DV7 equivale al primo monumento da costruire in onore del nuovo idolo che infiamma come detto noi tifosi, spalleggiato da un generosissimo Morata e da un Dybala che s’accende a tratti, ma quando lo fa sono dolori per gli avversari. Finisce 2-0, perché il bis è servito dall’altra new entry (monsieur Denis Zakaria), e adesso la corsa Champions, con l’Atalanta ingolosisce. Juve quarta in classifica, davanti ai nerazzurri che hanno però una gara in meno. Nel tridente d’attacco bianconero, con Dybala che ondeggia tra il lato destro e il centro, più Morata bravo ad allargarsi, nel cuore emerge un carrarmato. Mister gol ha il profilo massiccio di un serbo approdato alla Juve nei tempi giusti. Gli stessi che consentono a Vlahovic di prendersi la partita e portarla dalla sua parte in un amen. Tre minuti gli bastano per il primo controllo, sette scarsi per il primo pallone schiaffeggiato con il sinistro e respinto dal portiere, dieci per la prima protesta per un fallo ai suoi danni, non fischiato, dodici minuti per la palombella vincente dell’1-0 su assist sublime di Dybala. Primo gol da juventino al debutto per l’ex Fiorentina: come la JoyaTevezHiguainSivoriCharles e altre stelle nel firmamento bianconero. Vlahovic è il simbolo inconfondibile di una squadra che governa la partita a suo piacimento: attacca quando trova gli spazi, difende con ordine e riparte con quei tre davanti, una minaccia costante. Zakaria, altro debuttante, dà solidità e infonde sicurezza lì in mezzo, Arthur seduto sulla sedia del regista fa il suo, Rabiot De Sciglio governano palloni scivolosi e leggono bene le mosse del nemico. Il Verona cerca di pressare alto, la Juve quand’è costretta rimane bassa e difende in undici, compatta e senza timore di sbagliare. E’ la versione “animalesca” dei bianconeri, quella che troppo spesso è mancata in questa stagione: c’è appetito, c’è fame, c’è il senso di qualcosa che si può ancora correggere come un’annata del genere. Ed è tutto orientato, costruito, finalizzato a scatenare la fisicità di Vlahovic, che meriterebbe anche un rigore dopo un contrasto al limite. Morata fa il lavoro sporco diventando anche assistman.  Il vizio però per la Juve di non chiudere le gare nel primo tempo resta e così il Verona si arma di pazienza e coraggio, mettendo Szczesny in apprensione. Ma basta un lampo per ristabilire le distanze, giusto il tempo che serve a Morata per avviare una ripartenza con assist strepitoso per Zakaria. Solo soletto, lo svizzero rompe il ghiaccio come Vlahovic e i decibel montano allo Stadium oltre che nella sede del nostro Club, gremitissima. Sfioriamo più volte il 3-0 che però resta soltanto in canna. Allegri tiene tutti in campo per tre quarti di gara, poi inizia la girandola dei cambi. Tra un tacco e una scivolata, Vlahovic ne ha ancora. Nel finale, applausi anche per Morata sostituito mentre Zakaria un po’ malconcio viene rimpiazzato da McKennie. Anche il texano va a un passo dal 3-0, come anche Kean, ma il portiere veronese dice ancora una volta di no.  Poi è solo festa, con Vlahovic e Zakaria che cominciano a godersela sul serio così come noi tifosi che usciamo dalla sede del Club dopo un applauso davvero convinto e soprattutto soddisfatti di questa bella vittoria della nostra squadra. Tutt’altra squadra. Stadi tornati ad una capienza del 50% con un quasi tutto esaurito allo Stadium. Non avendo avuto molto tempo per organizzarsi soltanto 5 soci sono riusciti ad essere presenti sugli spalti. Onore a loro che dalla Sud non hanno fatto mancare la nostra presenza anche in quest’altra gara caratterizzata da momenti di nebbia. Veronesi presenti in buon numero seppur più silenziosi del solito. La nostra Sud oramai ridotta ai minimi termini organizzativi in quanto a tifo ha cercato di difendersi come meglio si poteva con il solito tifo improvvisato ed a folate. Grazie ai nuovi innesti c’era un maggior entusiasmo aumentato dai goal dei nuovissimi arrivati. Onore ai nostri ragazzi che hanno raggiunto Torino in auto con l’immancabile pezza per il nostro Alberto sempre in primo piano. Un grazie alla famiglia Alicino, a Fabrizio e all’immancabile Gaetano Maddalena oramai onnipresente. Al Club come detto gran bella atmosfera con la presenza dello zoccolo duro quasi al completo, grande goliardia forse anche un po’ troppa. Alla rete di Dusan i decibel dell’urlo del gol hanno messo a dura prova il quartiere…..ahahhahhaha. Procede senza pause il tesseramento al Club che permetterà a chi si iscriverà adesso di poter assistere a questo finale di stagione che si preannuncia davvero interessante.


NON LI’ VEDI, MA CI SONO…SEMPRE!


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LA JUVE PAREGGIA A MILANO, LA SOCIETA’ CI REGALA VLAHOVIC
 

A San Siro è andato di scena un altro big match di questo gennaio così intenso per la Juve che non riesce però a conquistare la prima vittoria (0-0 il risultato finale) contro una delle attuali prime quattro squadre della classifica. Ma a San Siro contro il Milan, la Juve conquista altre certezze e ulteriore consapevolezza della propria crescita. Il punto è lo stesso ottenuto all’andata, ma stavolta i bianconeri si mostrano solidi e maturi, rischiando quasi niente e confermando quanto avevano mostrato nelle precedenti otto giornate, in cui avevano raccolto sei vittorie e due pareggi. Giunge però anche la conferma che pecchiamo di incisività offensiva, chiudendo con un bottino di appena 8 tiri in una partita tutto sommata sempre in equilibrio con un maggior possesso palla per la Juve. A risolvere quest’ultimo problema, però, ci ha pensato la proprietà che subito dopo la gara di San Siro ha piazzato un colpo inaspettato sul mercato, portando a Torino DUSAN VLAHOVIC il capocannoniere della Serie A e forse il nuovo Ronaldo vista età e forza fisica oltre che capacità realizzative. Un colpo sensazionale che ha lasciato tutti sorpresi compreso noi tifosi juventini ma soprattutto tutti coloro che non amano i nostri colori che ancora una volta stanno rosicando di brutto. A Firenze vogliono morire ahahahhahahah! Dimostrazione che la JUVE NON MUORE LETTERALMENTE MAI. Entusiasmo nuovamente alle stelle nella tifoseria bianconera ed ovviamente sulle nostre chat subissate di messaggi, a colpi di 1000 ogni due/tre ore….ahahahahhaha, come qualcuno le definisce sembrano dei frantoi a ciclo continuo. Si scrive di notte così come di giorno. La passione che trasuda dalle chat è un qualcosa di impressionante.  Ma torniamo alla partita di San Siro dove Allegri si è affidato ancora a Rugani  affiancato da Chiellini al centro della difesa, mentre a centrocampo Bentancur (buona la sua prestazione…..finalmente) vince il ballottaggio su Rabiot per supportare Locatelli in mezzo. La Juve parte forte e subito Cuadrado impegna il portiere rossonero direttamente da calcio d’angolo, guadagnato da un’iniziativa di Alex Sandro e Morata. Il Milan replica, ma la Juve risponde con un’iniziativa di Cuadrado chiusa da un sinistro a lato. Il colombiano e Dybala, scambiandosi spesso posizione, sono il fulcro delle ripartenze con cui la Juventus allenta la pressione milanista, mentre Rugani e Chiellini evitano che il possesso rossonero crei troppi pericoli a Szczesny a dire il vero poco impegnato. Il primo tempo si chiude con le difese che hanno sempre la meglio degli attacchi delle due squadre. La Juventus comincia la ripresa assumendo l’iniziativa ma non trova mai la porta. Episodio da moviola al 14° con Morata colpito da dietro in area, senza che né arbitro né var rilevino il fallo.  Arrivano i cambi ma la sostanza non cambia con la netta supremazia delle due fasi difensive su quelle offensive. Il risultato resta scolpito sullo 0-0. Non sappiamo se considerare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto sta di fatto che in classifica siamo li a -1 dall’Atalanta che deve però recuperare una partita. Dobbiamo essere più incisivi, dobbiamo osare di più. Adesso con l’arrivo di Vlahovic chiaramente i pronostici saranno dalla nostra parte ma la supremazia andrà confermata sul campo a partire dalle prossime sfide di campionato contro Hellas Verona e Toro allo Stadium e soprattutto nello scontro diretto di Bergamo contro la Dea. A San Siro è andata di scena la seconda delle due giornate con la riduzione del pubblico a 5.000 posti e la conseguente chiusura dei settori ospiti che non ci ha permesso di partire. Il solito furgone con altri in aereo erano pronti a farlo ma ancora una volta improvvise decisioni hanno mandato in fumo spese già sostenute da molti. In 4 sono però riusciti ugualmente ad acquistare i biglietti nel primo anello della tribuna Rossa laterale. Francesco con Tonia e Ivan Leonetti con Giuseppe Luca Lombardi sono riusciti comunque a rappresentarci inviandoci foto e filmati dallo Stadio. Non è ovviamente come piace a noi ma va dato onore a loro per esserci stati e per la loro caparbietà nonostante le restrizioni in atto. Si tornerà in pista da Juve – Hellas Verona con gli stadi che tornano al 50% della capienza. Nel frattempo ci siamo ritrovati in gran numero al Club per Milan – Juve, esaurendo la disponibilità dei posti attualmente disponibili a causa delle restrizioni del Covid. Un affluenza “vecchi tempi” condita dalla solita goliardia. E’ mancato solo l’urlo del goal che se fosse arrivato per come si era carichi lo avrebbero sentito in tutto il quartiere. Come sempre tutto si è svolto nell’assoluto rispetto delle normative anticovid con controllo del green pass rafforzato e obbligo di mascherina FFP2 oltre al solito distanziamento delle sedute.


In settimana inoltre si è svolta la tradizionale pizzata dei gobbi andriesi che organizziamo nelle soste del campionato. Un successone con una cinquantina di soci che vi hanno preso parte nel Pub del nostro Marcello Fusaro che abbiamo ribattezzato per l’occasione DUSAN PUB (invece che Denny’s). Birre che scorrevano a fiumi, entusiasmo alle stelle per l’acquisto del nuovo attaccante, cori per Dusan e contro i Viola, goliardia unica con il festeggiamento del compleanno del nostro CRISTIANO FINO con tanto di torta celebrativa finale. Insomma una festa nella festa. Ci si chiedeva se in testa alla classifica ci fossimo noi o altri…….a dimostrazione di quello che siamo, di quello che altri non sono! Un gruppo il nostro a dir poco UNICO, un gruppo stimato ed invidiato da più parti.


FATEVENE COME SEMPRE UNA RAGIONE!


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CHE JUVE! RAGGIUNTA QUOTA 700 SOCI
 

Una serata in scioltezza per il debutto della Juventus in Coppa Italia: travolge 4-1 la Sampdoria e accede ai quarti di finale del torneo, dove troverà il Sassuolo sempre in gara secca. Una vittoria nel segno di Dybala, che segna non appena entrato in campo nella ripresa e che attende il vertice con la società sul rinnovo del contratto. Speriamo bene. Non ci si può assolutamente privare di lui. La Juve si presenta come già accaduto a Roma senza Allegri in panchina (squalificato) con Landucci al suo posto con altre quattro reti segnate dalla squadra. Non sarà mica un talismano il vice Allegri? Formazioni di partenza stilate pensando al campionato, tra i bianconeri si rivede dall'inizio Danilo, al ritorno dopo un'assenza di due mesi. La Juventus prende in mano la partita dall'inizio, affidandosi alla regia di Arthur e alla fisicità di Locatelli in mezzo. Cuadrado è subito protagonista, con grande spinta sulla destra e con la punizione del vantaggio al 25°. Su palla inattiva, non segnavamo dal 4 luglio 2020, con Cristiano Ronaldo nel derby. Il 2-0 arriverebbe nell'azione successiva, con assist sempre di Cuadrado per Morata, ma al VAR viene annullato per un contatto di Rabiot che con un fallo dà origine all'azione. Juventus che stazione in area doriana, prima Rugani poi Morata sfiorano il raddoppio. Il tema non cambia nella ripresa. Bastano pochi minuti per vedere Rugani rifarsi di testa portando la Juve sul 2-0. Ma inaspettato arriva il gol ospite, in un momento di stanca bianconero che permette ai doriani di sperare. Il blackout dura poco e i bianconeri tornano subito aggressivi e Locatelli va in anticipo al limite dell’area appoggiando per Dybala, che appone subito la sua firma sul match. Entra anche Aké il promettente giovane, che si procura da subito un rigore che Dybala lascia battere a Morata. 4-1 con la Juve che continua a giocare e spingere. Prestazione e risultato possono far sorridere Allegri, atteso domenica dal big-match in trasferta con il Milan sul quale si potrebbe clamorosamente accorciare in classifica. Allo Stadium soltanto due i tifosi del nostro Club presenti, i fratelli Alicino, obbligati ad andare nell’unico settore aperto ovvero la Est Centrale, ovviamente senza pezze perché erano vietate (!!!) ma non le avremmo mai esposte in un settore diverso da quello della nostra CRUVA SUD che speriamo possa tornare ai fasti di un tempo, non così lontani. Se non si torna alla normalità o parziale normalità come eravamo almeno sino alla partita contro l’Inter a San Siro, come Club difficilmente decideremo di esserci in maniera organizzata. Nel frattempo ci siamo come sempre ritrovati al Club anche per la Coppa Italia, abbiamo organizzato una pizzata per giovedì 27 gennaio dal solito Marcello (aperta a tutti, soci e simpatizzanti) e soprattutto abbiamo raggiunto la cifra di ben 700 iscritti a questa stagione al Club che era l’obiettivo prefissato ad inizio anno. Numero già superato, siamo a 707. Non possiamo che sentirci orgogliosi di quello che stiamo riuscendo a fare. Di anno in anno facciamo cose straordinarie. Il tesseramento ovviamente prosegue ed entra nel rush finale. Iscriversi vi garantirà di poter assistere alle partite della Champions, alle trasferte europee e alle gare di qui a fine stagione della Serie A, ma soprattutto sosterrete il Club che è ripartito alla grande dopo lo Stop del periodo Covid. Come noi pochi! Fatevene una ragione.


Non fartele raccontare, le emozioni le devi provare.


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TRE PUNTI FONDAMENTALI, MA CHE FATICA!
 

Tanto faticosa ma alquanto meritata e preziosa, la vittoria della JUVENTUS sull'Udinese per 2-0 che ci rimette sui giusti binari dell'inseguimento al quarto posto, dopo la sfortunata finale di Supercoppa di mercoledì a San Siro. Vittoria che fa il paio a quella incredibile contro la Roma e che ci proietta ad un solo punto dall'Atalanta (che ha però una gara in meno). Non ha giocato bene, la Juventus, ma è stata sufficientemente concentrata e compatta e, quest'anno, è già un successo. Non era un avversario irresistibile, questa Udinese, ma quest'anno la Juventus ha perso punti in modo anche più clamoroso. Insomma, nell'ottica di una lenta progressione con la quale la squadra dovrà tornare a essere competitiva, la gelida serata dello Stadium è senza dubbio un passo avanti importante, il resto sono solo chiacchiere da bar. Tante se ne faranno, di chiacchiere, sul gesto polemico di Dybala che spicca in una gara dai pochi sussulti. Ma forse meritebbe una riflessone anche il fatto che ancora una volta la squadra di Allegri non ha subito gol. In una stagione difficile e nella quale poche cose funzionano come dovrebbero, i bianconeri possono tenersi una solidità difensiva degna dei primi quattro posti come una maniglia alla quale aggrappare le speranze di una qualificazione Champions. Per il resto convincono i soliti (Cuadrado, De Sciglio, De Ligt, McKennie, Bernardeschi e lo stesso Dybala), non convincono gli altri e soliti (Kulusevski, Arthur e Bentancur) e gioca ancora una buona gara Rugani. Non è una partita bellissima. L'Udinese veniva dal focolaio Covid mentre nelle gambe della Juventus ci sono i 120 intensi minuti della finale di Supercoppa di mercoledì (anche se al primo minuto sono solo cinque i reduci da San Siro). Il ritmo non è altissimo, l'Udinese si chiude dietro, la Juventus assedia cercando nei pochissimi spazi a disposizione. Dybala brilla anche nella costruzione offensiva, si intende con Arthur e scambia bene con Cuadrado. Ed è proprio la Joya a portare in vantaggio la Juventus al 19'. Azione ben orchestrata, buon assist di Kean per l'argentino che entra in area fra l'immobile difesa udinese e con un gran sinistro fulmina il portiere. E a quel punto esulta in modo polemico, senza abbracci e uno sguardo truce verso la tribuna, probabilmente a cercare l'amministratore delegato bianconero Maurizio Arrivabene, ultimamente troppo severo nei suoi confronti ed aggiungiamo che parla troppo spesso a sproposito. Dopo la rete del vantaggio segue una mezzora piuttosto blanda e, a tratti, perfino noiosa. La ripresa vede una serie di cambi della Juventus, quasi che Allegri voglia mandare un segnale di sveglia alla squadra. La partita continua in modo abbastanza stanco: l'Udinese è più intraprendente rispetto al primo tempo, ma poco incisiva; la Juventus alterna fiammate agonistiche a pericolosi rintanamenti in difesa. Ma dopo una mezzora bruttina, arriva il raddoppio bianconero: azione insistita, Dybala innesca De Sciglio sulla sinistra che va sul fondo, pennella un ottimo cross e McKennie la incorna come contro la Roma: 2-0 al 33° minuto. E tutto finisce lì, con l'esultanza da Harry Potter dell’americano, sempre più decisivo, anche se di magico questa sera c'è stato davvero pochino. Da segnalare la prima delle tre partite con il pubblico ridotto a 5.000 unità così come il Governo aveva chiesto alla Lega Di Serie A, provvedimento che riteniamo assurdo non fosse altro che allo stadio potevano entrare i soli vaccinati con green pass rafforzato. A cosa è servito allora sottoporsi a vaccinazione? Lasciamo perdere che di controsensi in questa Nazione ve ne sono tanti. Questa storia del Covid e delle sue restrizioni ci ha iniziato un tantino a stancare. Come sempre noi cerchiamo di non mollare mia e nonostante il periodo di gran confusione con le vendite dei biglietti prima aperte poi subito dopo chiuse, siamo riusciti ad essere presenti con 4 unità, di cui tre soci in Sud ed uno Cristiano Fino in postazione privilegiata alla sinistra della panchina della Juve. E’ stato uno spasso ascoltare i suoi audio che inviava nella chat raccontandoci in tempo reale gli umori del Mister dalla panchina. Ma la chicca arriva all’intervista finale a Dybala: avrete tutti sentito ad un certo punto l’urlo proveniente dalla Tribuna oramai vuota del nostro Cristiano che gli urla “PAULO RESTA A TORINOOO” in maniera energica. Paulo interrompe e guarda sorridente verso la Tribuna. Spettacolare il nostro Cristiano con siparietto ripreso da diverse tv oltre che diventato virale sui social. I ragazzi in curva, Gaetano, Antonio e Giusy hanno trascorso una serata diversa dal solito, con la curva praticamente vuota ma loro tutti accorpati nel centro hanno cercato seppur a sprazzi di sostenere la squadra. La pezza Alberto Vive era coma sempre li con loro. Un grazie a chi anche in questa partita si è sacrificato partendo in aereo al sabato per far rientro alla domenica. Soldi che si spendono, sacrifici fisici in un periodo non proprio semplice. Speriamo prestissimo di poter tornare almeno al 50% negli stadi. Il calcio è passione, gli stadi non sono dei teatri!


FORZA RAGAZZI A MODO NOSTRO SEMPRE AL VOSTRO FIANCO!

 

 
 
SUPERCOPPA: BEFFATI ALL’ULTIMO RESPIRO!
 

A San Siro contro le Merde la Juve viene beffata all’ultimo respiro di una partita oramai pronta a dare l’epilogo finale attraverso la lotteria del calci di rigore, dopo che tutti i tempi parziali sia regolamentari che supplementari avevano visto le due squadre in perfetta parità. Un erroraccio clamoroso di Alex Sandro condanna la Juve, regalando agli accattoni un trofeo che non vincevano da quasi 12 anni! L'episodio chiave del match al minuto 120, dopo una partita che non si era sbloccata dall'1-1 fissato dal colpo di testa di McKennie e dal rigore discutibile assegnato ai merdazzurri. Allegri attendeva che la palla uscisse fuori o qualche fallo tattico per far entrare Bonucci, in modo tale che potesse battere dal dischetto la serie dei calci di rigore. Tutto inutile, perché le Merde confezionano l'azione decisiva, con un cross su cui Alex Sandro va con troppa sufficienza. Il suo controllo balordo è un assist perfetto, con la palla che schizza verso un avversario, che ne approfitta mandando in estasi la parte di stadio a noi avversa. Autentico regalo!  Sin dall’inizio si era consapevoli che sarebbe stata una partita difficile per la Juve priva degli squalificati De Ligt e Cuadrado, a cui si aggiungeva il pesante infortunio di Chiesa. Dybala fuori fa discutere con Morata centravanti, supportato da Bernardeschi e Kulusevski. L'Inter inizia in maniera veemente, con accelerazioni che mettono in difficoltà la Juventus. Ma appena la Juve mette fuori il capo dalla propria metà campo colpisce con McKennie che salta tra i centrali interisti ed infila di testa la rete del vantaggio che fa esplodere di gioia la metà stadio bianconera. Il vantaggio dura comunque poco, perché De Sciglio entra in ritardo (sarebbe da rivedere) ma l’arbitro punisce il contatto: 1-1. Ritmi alti anche nel secondo tempo. Bernardeschi non sfrutta clamorosamente un invito di Rabiot, con un sinistro che finisce sul fondo.  L'Inter ci crede più della Juventus, che si chiude in area per cercare la ripartenza. Cambiano gli attacchi, Allegri butta in campo prima Dybala, quindi Kean ma non ci sono però più occasioni fino al 90', con un contatto sospetto  nel finale nell’area interista. Ma figurati se l’arbitro andava a rivedere o se dal VAR intervenivano….ma quando mai! Si va ai supplementari che non regalano emozioni di sorta, fino alla dormita di Alex Sandro che regala la Coppa alle Merde. Peccato sarebbe stato più giusto giocarsela a quel punto alla lotteria dei calci di rigore ma si sa quando non gira come dovrebbe si finisce per essere sempre puniti. Va così in questo momento per la nostra Juventus ma noi non molliamo mai! La squadra in campo ha come sempre meritato il nostro sostegno ed i nostri applausi al termine della partita. In 26 unità siamo arrivati a SAN SIRO in piena quarta ondata e con tutte le difficoltà del momento. Trovateci sempre voi gente come noi che non si arrende dinnanzi a nessuna difficoltà. Anzi nella difficoltà ci esaltiamo. Ben due MINIVAN organizzati con otto persone a bordo per parte. I restanti 10 soci sono arrivati su a Milano tutti con volo aereo del mattino. La trasferta dei nostri in furgone è stata davvero da raccontare. Come sempre del resto. Appuntamento alle 07,00 in punto alla Caffetteria Goodness di Via Vespucci dove hanno fatto colazione tutti assieme in compagnia anche di altri ragazzi che pur non partendo hanno voluto salutare il resto del gruppo. Il grande barman Frisardi ha poi donato loro due panettoni ed una bottiglia che si sperava poter stappare al termine della partita per festeggiare. Per la cronaca è stata comunque stappata. Pronti via i due furgoni uno rosso ed uno grigio partono per Milano con quello grigio a fare l’andatura con a bordo Pasquale Cipriani e Fabione Attimonelli. In quello rosso una batteria pesante che vedeva Michele Di Schiena, Massimo Matera, Graziano Palladio e Michelone Zagaria a fare da “autisti”. Prima sosta a Giulianova dove ci aspetta il grande Elisiano per un saluto. Poi classica foto di rito prima di ripartire. Ci si ferma a Faenza per la pausa pranzo dove ad attenderci troviamo il grande Mauri che condivide con noi il gustoso aperitivo organizzato da Michele Di Schiena. Da leccarsi i baffi. Birra e vinello a go go con risate su risate. Quasi ci si piscia addosso. Poi si riparte per fare più avanti una sosta caffè. Arriviamo alla barriera di Melegnano per poi sbagliare uscita ed entrare nel traffico caotico della città meneghina. Ad un certo punto i due furgoni si fermano per recarsi a comprare del pane per la sera. Qualcuno urla ma siamo alla gita parrocchiale? Ahahahahahhaha Ripartono per l’ultimo tratto verso San Siro ed eccoli arrivare finalmente nel parcheggio loro destinato dove si fanno come sempre riconoscere. Consumano ancora qualche birretta, del Borghetti e della Sambuca per poi decidere di fare ingresso. Il freddo non lo sentono chiaramente……ed eccoli finalmente ai controlli dove salutano un pò di amici prima di dirigersi verso le scale sempre faticose dello Stadio. Sono al secondo anello blu e si posizionano come da biglietti assegnati nella parte tutta a destra della porta come sempre in prima linea. Lanciano un paio di cori contro gli interisti accompagnati dalla parte del settore in cui si trovavano. Foto di rito con pezze è consueto saluto a Claudio Filippi preparatore dei portieri che saluta idealmente il nostro ALBERTO! La partita inizia, il tifo interista ha ovviamente più strumenti di noi per farsi sentire meglio. Cerchiamo comunque di fare del nostro meglio. La gara va come tutti sappiamo ma resterà per sempre la goliardia dei nostri durante tutta la partita con il gruppo tutto coeso e compatto sia quelli in furgone che quelli in aereo con risate a crepapelle. Prima della partita Marco Cavuoto uno dei nostri viene inquadrato dalle telecamere in diretta televisiva con la sciarpa ANDRIA PRESENTE in bella vista. Al fischio finale, praticamente subito dopo la rete loro, i nostri abbandonano visibilmente incazzati e delusi gli spalti dello stadio per recarsi immediatamente giù al parcheggio dove prima di partire si rifocillano più dalla rabbia che dalla fame. I ragazzi in aereo raggiungono i loro b&b/hotel mentre i “furgonati” ripartono verso l’autostrada con quello rosso che si perde attardandosi un pochetto. Il grigio rallenta attendendo il ricongiungimento. Di li in avanti viaggio come sempre in simbiosi sino all’arrivo ad Andria verso le 9,00 di giovedì mattina con molti che subito dopo si recano a lavoro. Delusione unica ma grande orgoglio per esserci stati, come sempre a modo nostro, come sempre mai domi nonostante il periodo! Anche al Club buona affluenza nonostante la diretta televisiva, entusiasmo iniziale e delusione finale. Va così in questo momento, l’importante è non mollare mai!       


CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI, CONTRO IL COVID PERCHE’ LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI. NESSUN PASSO INDIETRO.




 

 
 
FOLLE RIMONTA DELLA JUVE A ROMA!
 

Dopo questa pausa per le festività natalizie purtroppo costellate dalla ripresa dei contagi del Covid-19, una storia infinita dalla quale sembra non si riesca più ad uscirne, noi nonostante tutto siamo stati sempre in piena attività tra organizzazione in sicurezza della sede del Club e organizzazione delle trasferte con le difficoltà del momento. Abbiamo però dovuto tralasciare  l’aggiornamento di questo nostro sito perché diventa davvero difficile stare al passo di tutto.  Inutile cercare una chiave, perché una chiave non c'è: la trama folle di Roma-Juventus, 3-4 il finale è tanto spettacolare quanto sgusciante ad analisi tecniche. Divertente, anzi divertentissima, soprattutto per un tifoso neutrale, ma anche sciagurata per errori ed omissioni da entrambe le parti. La Juventus vince una partita che potrebbe diventare una svolta psicologica, ribaltare un 3-1 in una partita giocata, fin lì, piuttosto male, come sempre del resto, può innescare meccanismi positivi, attivare coraggio, infondere sicurezza. Allegri dovrà in cuor suo, arrabbiarsi per quanto ha visto, almeno per i primi settanta minuti di gioco, nei quali la Juventus è parsa confusa e perfino molle. Non sarà una vittoria seppur bella oltre che folle a farci cambiare idea su questa Juve. Una prestazione in linea con quella che aveva prodotto l'uno a uno contro il Napoli: imprecisione, distrazioni, difficoltà nelle uscite. Il vantaggio della Roma, arriva subito, ed è una fotografia abbastanza nitida di una Juventus sfocata. La reazione della Juventus è una vampata d'orgoglio e, complice un madornale buco difensivo giallorosso, consente il gol di Dybala subito dopo. Nella successiva mezzora, fino all'intervallo, succede poco, ma c'è come sempre più Roma che Juve. Oltre all'uscita di Federico Chiesa, per il quale la stagione è purtroppo terminata qui. Una sciagura il suo infortunio. Forza FEDERICO, saremo li sugli spalti ad aspettarti. Tu non mollare mai! La ripresa è la fotocopia del primo tempo: la Juventus entra con la testa altrove e la Roma punisce subito. La Juventus, come spesso è accaduto in questa stagione, cade in catalessi e dopo cinque minuti prende il terzo gol su punizione magistralmente battuta. La Juventus sembra sotto un treno, ma qualcosa pulsa ancora nell'orgoglio della squadra. L'ingresso di Morata è certamente una svolta della gara, insieme all'eccessiva sicurezza della Roma, che perde concentrazione. E così arrivano i 7 minuti di fuoco della Juventus. Al 70' Locatelli fa 3-2 su cross perfetto di Morata. Al 72' Kulusevski fa 3-3 tiro rimpallato e ripreso dallo svedese che in qualche modo la butta dentro. E al 77' arriva il gol di De Sciglio: una deviazione imperfetta di un difensore della Roma  mette il terzino nella posizione ideale per tirare da dentro l'area e segnare un gol storico. Finito qui? Macché! De Ligt respinge un tiro con il gomito, il var assegna il rigore (più l'espulsione dell'olandese) e così Szczesny si esalta e riesce a respingere il tiro. I tre punti per la Juventus sono fondamentali per continuare l'inseguimento alla zona Champions, anche perché conquistati contro una diretta concorrente mandata all'inferno assieme a quel pagliaccio dell’allenatore Mourinho. La Juventus deve saper prendere il buono di questo folle pomeriggio (che non si limita ai tre punti, ma potrebbe allargarsi al consolidamento del gruppo) e riflettere sui tanti errori e sull'atteggiamento. Ma è più facile farlo con l'euforia di una vittoria del genere. Speriamo bene. Nel frattempo anche i nostri soci al seguito hanno potuto assistere ad una partita incredibile passando dalle imprecazioni all’euforia. Una trasferta che alla vigilia ha avuto tanti dubbi in quanto si temeva fossero stati venduti già oltre il 50% dei biglietti. Dubbi subito fugati dalla Roma e biglietti acquistati tutti confermati almeno quelli nel settore ospiti. Arrivano in 18 nella Capitale con tre auto, chi in treno e chi in aereo. Tempo bruttissimo con pioggia a caratterizzare la giornata. Per fortuna quando si ritrovano sotto al settore non piove più. Gaetano Maddalena raggruppa tutti. Ancora una volta presente l’accoppiata Gaetano + Cristiano, i soci con più trasferte in assoluto in questa stagione. Si posizionano nella parte medio nassa del settore con la pezza per il nostro Alberto sempre al seguito. Si parte con il tifo, poi i gruppi organizzati decidono di lasciare lo stadio a fine primo tempo per problemi con la Polizia che non ha lasciato esporre loro le pezze. Situazione non bella. La partita sembra incanalarsi verso un ennesimo risultato negativo quando poi succede l’inimmaginabile. La Juve ribalta tutto zittendo le polemiche di noi stessi tifosi. Anche al Club che ha registrato un pienone vecchi tempi, l’atmosfera è stata di quelle elettrizzanti. Prima la delusione mista a rabbia, poi l’incredulità per un risultato quasi insperato. Anzi togliamo il quasi. Il boato alla rete del 3-4 si sarà sentito in diverse strade limitrofe. Un grazie immenso a chi ha risposto presente in quest’altra trasferta da sempre non facile vista la rivalità. Sabino Miccoli e Riccardo Agresti su tutti per essersi messi a disposizione con le auto. Viaggio di ritorno con non poche difficoltà viste le condizioni climatiche nel tratto Avellino – Lacedonia. Continuiamo ad andare avanti in questa stagione molto anomala. Adesso dopo la trasferta a Milano in Supercoppa, ci attende un nuovo periodo di quasi stop per le trasferte stante la capienza degli stadi di Serie A portata a soli 5.000 spettatori almeno per le gare di qui a fine gennaio. Speriamo presto di tornare a fare quello che più ci piace fare: seguire la Juve in ogni condizione, contro tutto e tutti, anche contro il Covid!


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI.

 

 
 
LA JUVE NON BRILLA CONTRO L’ASL NAPOLI 2!
 

Una trasferta così stressante come quella organizzata contro i partenopei a memoria d’uomo non la ricordiamo. Un continuo susseguirsi di news e soprattutto fake news per la maggior parte arrivate dalla terra dei borbonici. Quello che ha fatto più arrabbiare tutti noi sono state anche le notizie che trapelavano dalla Lega Calcio che come sempre incurante di tutta la gente che si era già messa in viaggio o che stava per farlo, assecondava a proprio piacimento le richieste che giungevano dalle ASL prima e dai commediografi napoletani. Una pastina di informazioni che ci ha fatto molto arrabbiare. Le ASL, lo ribadiamo con vigore….facciano le ASL….se ci riescono visto che già hanno da occuparsi del loro ambito figurarsi se pensano di poter decidere per una materia come quella del calcio dove ognuno dovrebbe dapprima svestire gli abiti del tifoso fazioso. Poi forse se ne potrebbe riparlare. Fatto sta che noi nel bel mezzo di tutta questa confusione, avevamo un bus da far partire con ben 35 persone a bordo oltre a 32 soci che con auto e aerei vari stava già raggiungendo Torino. In tutto questo metteteci anche gli sfortunati soci (sei) che sono rimasti bloccati a poche ore dalla partenza da casi di positività personali o nelle loro famiglie. Immaginate chi dei nostri doveva gestire l’organizzazione di questa trasferta. Alla fine fortunatamente si è giocato è dobbiamo dirlo è stata davvero una gran bella trasferta, forse di quelle a Torino la più divertente. La partita delle polemiche infinite si è chiusa alla fine senza vincitori né vinti. Non è una novità, in tempi recenti, quando si incrociano Juventus e Napoli. Se all'andata avevano tenuto banco i rientri (mancati e non) dei sudamericani dalle qualificazioni mondiali, stavolta tocca di nuovo al Covid, con la situazione tesa in casa loro, tra assenti per positività (come Spalletti) e giocatori che avrebbero dovuto restare in isolamento e che invece si presentano come se nulla fosse, regolarmente in campo. Ma qui le ASL poi dove erano? Non era più di loro competenza? Sentite a noi se siete del mestiere…..fate il vostro mestiere! Finisce 1-1, risultato giusto di una gara nervosa quanto basta, sviluppata con poca continuità dalla Juventus e con molto ordine dal Napoli. Un punto che rallenta la corsa bianconera verso la zona Champions. Un'occasione persa dalla Juve che si sarebbe potuta ritrovare a – 2 proprio dai borbonici. L'ufficializzazione delle formazioni regala come una sorpresa. Invece di essere in quarantena in hotel, come disposto anche dall'Asl di Torino in seguito a quanto deciso dall'Asl 2 di Napoli, tre calciatori del Napoli compaiono niente poco di meno che tra i titolari. Nessun colpo di scena in casa Juventus, invece, dove Chiesa fa il suo ritorno dal primo minuto. Ed è proprio il numero 22 a rendersi subito protagonista, con un paio di conclusioni che creano apprensione,  anche se il pericolo maggiore lo propone McKennie, con un colpo di testa su angolo che va fuori davvero di pochissimo: un errore di mira assurdo. Era più difficile sbagliarlo. Il Napoli mette fuori la testa dopo la sfuriata iniziale bianconera e lo fa con la forza del fraseggio, quello che porta alla rete del vantaggio. La Juve sembra accusare il colpo ed il Napoli continua a rendersi pericoloso. Dopo l'intervallo la Juventus riprende il comando del gioco, trovando quasi subito la rete del pareggio: il merito è di Chiesa, pronto ad avventarsi su una palla deviata da Morata su cross di McKennie. La partita è piacevole, i ritmi diventano alti. I bianconeri vanno a fiammate, il Napoli tiene maggiormente il pallone. Rientra poi Dybala, che fa il suo ingresso dopo quasi un mese di assenza ma nulla cambia. Finisce così con la Juve come sempre a recriminare per non aver saputo sfruttare questo scontro diretto casalingo. Ma veniamo alla partita nella partita: ovvero il nostro viaggio verso Torino. Alle 21,15 tutti i soci erano già pronti in Stazione ad attendere il Bus della nostra storica Ditta Angelo Sassi. Come sempre l’adrenalina era a mille soprattutto nei più giovani che non vedevano l’ora di partire. A coordinare il tutto l’immancabile Sabino Chieppa, Andrea Leonetti, Fabio Attimonelli e Francesco Lorusso meglio noto come quello della camiceria NODO GORDIANO! Alle 21,30 lasciano la Stazione di Andria per l’ennesimo lungo viaggio verso Turin. A bordo tanta euforia. Controllo del GreenPass, raccolta delle ultime quote per poi dare il via alle danze……quali? Quelle dell’apricena che viene organizzato come da tradizione a bordo dei nostri bus. Panini farciti, focaccia, dell’ottimo formaggio, salsiccia cruda, capocollo, il tutto accompagnato da un ottimo vinello oltre all’immancabile CAFFE’ BORGHETTI questa volta offerto da Cristiano. Alla prima sosta il buon Sabino Chieppa festeggia le sue 72 primavere con tutti offrendo un dolcino e dello Champagne omaggiato da Domenico Cascione. Per chi legge questi articoli crediamo venga affascinato ed inebriato dalla sola immaginazione di quello che si può provare a bordo dei nostri viaggi organizzati. Senza presunzione non abbiamo davvero eguali. Si riparte verso Torino e tra un pisolino ed una chiacchiera la truppa si ritrova giù in orario colazione con un pastrotto di Andria offerto a tutti i partecipanti autisti compresi. Che dire se non che la gente era davvero sorpresa da così tanta organizzazione. Nulla vien lasciato al caso. Prima di giungere a Torino la consueta lotteria vede aggiudicarsi la maglia ufficiale ed autografata di Federico Chiesa dal socio Emanuele Tattolo, un altro giovanissimo avvicinatosi alla nostra realtà in questa stagione. Solita suspense con atmosfera thrilling creata ad hoc da Fabio, segretario tuttofare e Francesco Lorusso il nuovo Presidente Pro tempore (ma solo a bordo bus….ahahahhahaha). Giunti a Torino decidono quasi tutti di scendere in centro proprio sotto la Chiesa della Gran Madre. Una bella giornata di sole seppur fredda vede i nostri muoversi come un serpentone per le strade e piazze del centro città. Una visita breve negli angoli più suggestivi sotto la Mole! Tutti felici e contenti di questa organizzazione, una Epifania del tutto differente. Dal socio più anziano Mario Bruno a quello più giovane Alessandro Colasuonno, tutti si sono sentiti parte integrante del gruppo. Alle 12,30 in punto erano tutti a bordo del bus in direzione Stadio, dove alle 13,30 nella solita trattoria aveva inizio il gran pranzo organizzato dal nostro Chef Sabino Chieppa. Al pranzo nel frattempo si erano aggiunti anche tutti i soci arrivati su in aereo o auto. Ben 55 persone per una tavolata che definire davvero familiare ci sembra troppo riduttivo. Il bello del Club è proprio questo, il fraternizzare, lo stare assieme. Alle 17,00 il lungo pranzo termina con la mega torta per Sabino e tra un bicchierino di ottimo Rum e della cioccolata svizzera. Si torna tutti al bus per organizzarsi all’ingresso nello Stadio che avviene intorno alle ore 19,00 con i nuovi soci che restano a dir poco estasiati. Ci si posiziona tutti in fila 10 alla destra della porta, almeno il grosso del gruppo che era presente in sud (ben 38 persone). Gli altri si dirigono chi in Nord, chi in Est, chi in Ovest. Entrano anche i napoletani, pochissimi per la verità rispetto ai loro standard. Come al solito cani sciolti dei napoletani si registravano qua e la con un tipo in particolare nella Family che infastidisce e non poco il pubblico presente nel settore e noi della Sud a fianco. Alle volte pensiamo che noi veniamo trattati da ospiti mentre che lo è per davvero venga trattato con i guanti. Basti vedere le tifoserie avversarie che giungono a Torino con ogni strumento per fare il tifo. Per carità lo riteniamo più che giusto. Ma pari diritti andrebbero secondo noi dati anche a noi. Sappiamo di addentrarci in un argomento di discussione che crea troppe divergenze ma non crediamo di aver scritto delle cazzate. Un nostro ragazzino nel riscaldamento riceve un pallone tra le braccia, chiede a Perin di poterlo tenere, lui alza il pollice è glielo lascia. Gli steward manco fosse un criminale gli chiedono di mollarlo, lui spiega che era stato Perin a lasciarglielo. Lo porta al proprio posto…..poco dopo apriti cielo, arrivano steward, poliziotti in borghese per recuperare questo benedetto pallone a chi??? Ad un minorenne alla sua prima volta allo Stadium! Non aggiungiamo altro, ma queste sono storie che fanno male, non bene. Sappiatelo tutti! Per il resto tifo molto a sprazzi ed improvvisato come spesso succede e delusione finale per non aver vinto una partita che andava vinta. Si torna al Bus tutti infreddoliti con Sabino che dispensa un panino e della focaccia per tutti prima di addormentarsi. Alle 10,30 di giovedì mattina  il bus giunge in Stazione ad Andria. E’ stata come sempre una esperienza fantastica vissuta molto intensamente da tutti i soci che vi hanno preso parte. Noi siamo semplicemente orgogliosi di quello che facciamo. In un annata così difficile per la nostra JUVE, vedere tutta questa passione che ci mettiamo nel seguire la squadra è un qualcosa che riempie il cuore di tanta gioia! Chi rimasto ad Andria si è ritrovato come sempre al Club per vivere la partita in gruppo perché NOI NON SIAMO NAPOLETANI!


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI. NON PERDERE TEMPO, CORRI AD ISCRIVERTI ANCHE TU PER VIVERE LE EMOZIONI DELLE TRASFERTE IN PROGRAMMA IN QUESTI ULTIMI 4 MESI DI STAGIONE!


NON RESTARE FUORI, BUTTATI NELLA MISCHIA ANCHE TU.


P.S. NELLA GALLERY LE FOTO PIU’ SIGINIFICATIVE DELLA TRASFERTA A TORINO CONTRO L’ASL NAPOLI 2!

 

 
 
LA JUVE RIAVVICINA IL QUARTO POSTO. SERENE FESTIVITA’ A TUTTI!
 

Sono stati giorni frenetici, con le partite che si sono susseguite ogni tre giorni, con le prenotazioni in corso per le partite di gennaio (Juve – Napoli su tutte ma anche le trasferte a Roma e Milano per la Supercoppa). Giorni in cui abbiamo dovuto a malincuore giungere alla determinazione, prima ancora che ci arrivasse il Governo, di non organizzare la tradizionale festa natalizia denominata “Natale Black&White”. Dopo l'edizione del 2020 anche quella del 2021 non andrà in scena ancora a causa del Covid che sembra proprio non volerci lasciare. Purtroppo siamo in un periodo di influenze, di raffreddori, di tante situazioni che associate alla nuova variante del Covid -19 non lasciano tranquilli tutti. Le nostre feste sono sempre state contraddistinte da serate musicali e ballo. Non potendo organizzarle in questo modo abbiamo preferito anche per quest'anno tralasciare anche la più normale cena natalizia. Non ci sembrava il caso. Le feste o le si organizzano a modo nostro oppure meglio attendere giornate migliori come quelle estive. Ci siamo anche riposati, si fa per dire, non seguendo dal vivo, l'ultima partita dell'anno 2021 a Torino contro il Cagliari. Nessuno era nelle condizioni di poter partire a pochi giorni dal Natale. Ci sta dopo tantissimo tempo di non essere stati presenti ad una gara. Questa volta non per fattori terzi (covid/caro biglietti) ma per scelta nostra. Ci siamo ritrovati tutti al Club per assistere alla partita è poi brindare tutti assieme con la presenza anche del Sindaco di Andria Giovanna Bruno, nostra socia, prima che Sindaco. La Juventus ha colto la sesta vittoria nelle ultime 8 partite, che hanno prodotto 19 punti che dovevano essere almeno 21. Non è ancora una squadra esaltante, ma se non perde la continuità che sembra finalmente aver ritrovato, potrebbe togliersi molte soddisfazioni nel girone di ritorno, anche perché le ultime vittorie di questo filotto le ha conquistate con una formazione in perenne emergenza, senza Dybala e Chiesa, e anche senza Chiellini. Questo sta responsabilizzando il resto della rosa che, piano piano, sta fabbricandosi nuovi trascinatori e leader: Bernardeschi corona con il gol un periodo di crescita continua, De Ligt sforna un'altra prestazione di feroce agonismo, McKennie entra nella ripresa con la testa giusta. È una formichina, questa Juventus, ma intanto non dilapida più i punti che devono essere conquistati, come quelli contro il Cagliari. Il problema più evidente di questa Juventus restano gli attaccanti. Non che il gioco sviluppato sia effervescente o particolarmente intenso, ma riesce comunque a portare il pallone nell'area avversaria, dove però né Morata né Kean sono abbastanza reattivi, impiegando troppo spesso un tempo in più per provare il tiro, questo li rende facilmente marcabili e, in partite come quella contro il Cagliari, è facile per chi difende, creare un ingorgo dove il gioco bianconero si intasa. Un centravanti più efficace non risolverebbe tutti i problemi della squadra di Allegri, ma probabilmente renderebbe meno faticose queste vittorie. Anche perché è ormai assodata la soluzione dei problemi in fase difensiva che, grazie a una generosa partecipazione collettiva, ha garantito sei partite senza subire gol nelle ultime otto, nelle quali i gol incassati sono appena due (uno dell'Atalanta e l'altro del Venezia, paradossalmente costati ben 5 punti, i quali avrebbero oggi di fatto regalato altre prosepttive a questa stagione in chiaro oscuro. Poi, certo, il centrocampo bianconero non entusiasma: Rabiot e Bentancur anche stavolta tendono a ingolfarsi, Arthur è indecifrabile. Il brasiliano ha indubbie qualità per realizzare trame più fluide, ma appare fuori contesto in una squadra che non fa certo del palleggio corto l'arma per organizzare il gioco. Tutto sembra più naturale con Locatelli in campo (stasera solo negli ultimi minuti) e McKennie (che entra nella ripresa e regala molte più bollicine di uno spento Rabiot). È indubbio, tuttavia, che fra problemi, limiti ed equivoci, la Juventus sta trovando una solidità caratteriale prima ancora che tattica, intorno alla quale Allegri potrà innestare Chiesa, Chiellini, Danilo e Dybala tutti rientranti dopo le feste. Se il mercato gli portasse un centravanti lo scenario non sarebbe più così fosco come poteva apparire qualche settimana fa. Anzi. La Juventus è solidissima in fase difensiva, anche e soprattutto per il sacrificio di Moise Kean a sinistra e Bernardeschi a destra: i due rientrano sempre e il loro contributo consente di narcotizzare anche le poche velleità offensive cagliaritane. Ma in generale è totale la partecipazione nei momenti di non possesso, che durano tendenzialmente pochissimo, visto che dopo i primi 45' le statistiche parlano di un predominante possesso palla della Juventus. Non è un dominio di intensità altissima, ma un'occupazione serafica della trequarti dove il Cagliari è asserragliato con due linee di difensori parallele e strettissime: far passare qualcosa è complicato, così i bianconeri puntano sul logoramento del muro sardo. Ci pensa Bernardeschi a strappare verso l'area trascinandosi tre avversari, dai quali riesce a liberarsi per calciare verso la porta. Ne esce un tiro-cross che intercetta la testa di Kean, la cui deviazione è fondamentale: 1-0 a fine primo tempo. Nella ripresa la Juventus tiene sempre i ritmi bassi e finisce, nella parte centrale della frazione, per soffrire una decina di minuti di pressione del Cagliari, durante i quali per due volte il Cagliari sfiora clamorosamente il gol. Film già visto a Venezia (dove abbiamo pagato dazio e Bologna). A quel punto la Juventus si sveglia, riporta il fulcro della partita trenta metri più avanti e trova il gol di Bernardeschi: tanto meritato (per l'eccellente e generosissima prestazione) quanto bello, con un diagonale che fulmina il portiere avversario. E a quel punto la Juventus deve solo gestire la discesa verso il novantesimo. Siamo giunti a fine anno, come di consueto è tempo di tracciare dei bilanci. Il nostro resta come sempre ampiamente positivo. Abbiamo affrontato la bufera del Covid, la chiusura della sede sociale, siamo stati in grado di ripartire ed anche alla grande visto l'entusiasmo di tutti voi che sostendo il Club state permettendo di portare avanti questa grande famiglia. Numeri incredibili quelli del tesseramento e della partecipazione ad ogni trasferta. Pensate che per la partita JUVE – NAPOLI ad oggi abbiamo ben 64 soci prenotati con biglietto stadio acquistato. Adesso vedremo come si metterà con questo nuovo decreto che stabilisce una riduzione del pubblico al 50%. A Roma ben 21 i prenotati per la gara del 9 gennaio, oltre ai 22 per la Supercoppa a Milano. In questo momento non possiamo che abbracciare idealmente tutti i nostri soci, le loro famiglie, i nostri amici vicini e lontani, tutta la gente che ci rispetta dando appuntamento al nuovo Anno 2022 che speriamo possa definitivamente scacciare via l'incubo di questa pandemia e riportare serenità nella vita di tutti. Noi comunque vada ci saremo sempre al fianco dei bianconeri di Andria e della JUVE! Alla vigilia di Natale ci siamo ritrovati come da tradizione degli ultimi anni, dopo il brindisi al Club, alla Caffetteria Goodness di Via Vespucci. Goliardia, inno della Juve e Spritz a go go! Grazie per chi è potuto esserci. Avremmo preferito organizzarci in maniera differente ma questo è il tempo che al momento ci è dato di vivere.   

BUON ANNO 2022 ANCHE A QUELLI CHE SOFFRONO PER QUELLO CHE SIAMO! #fateveneunaragione #QUELLICHENONMOLLANOMAI

 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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