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DOPPIO RONALDO NEL FINALE. VITTORIA ALL’ULTIMO RESPIRO!
 

Ripartiamo dall’abbraccio finale di Udine dopo la rete vittoria di CR7. Un immagine importante quell’abbraccio di tutto il gruppo, Mister Pirlo compreso. Un'altra partita però giocata non da Juve, con il risultato non del tutto sincero per quanto visto in campo, ma non è il momento in cui possiamo permetterci di stare li a criticare i tre punti fondamentali conquistati rocambolescamente a Udine. Adesso la Juventus ha gli stessi punti, 69, di Atalanta e Milan con le quali condivide il gradino sotto l'Inter che nel frattempo ha vinto (???? che regalo gli abbiamo concesso….) il campionato. Come diceva l’Avvocato Agnelli….”allo scudetto gli abbiamo concesso un anno di libera uscita….”. In Champions, per ora ci vanno loro, e resta fuori il Napoli che ne ha 67. Ma mancano ancora quattro finali e domenica c'è Juventus-Milan che può diventare un crudele spareggio per conquistare la qualificazione Champions. I bianconeri ci arrivano caricati dagli ultimi dieci minuti alla Dacia Arena, nei quali Ronaldo ha segnato due gol e si è rilanciato psicofisicamente, ma anche con i dubbi che i restanti ottanta minuti hanno seminato e fatto germogliare. La Juventus di Udine è stata brutta, lenta, confusa e demotivata, forse peggiore di quella vista all’opera a Firenze. La redenzione del finale vale tanto per la classifica, ma non può esimere nessuno da un'analisi severa, perché il 2-1 ottenuto con uno strappo d'orgoglio è un tappeto troppo striminzito per nascondere tutta la polvere di questa assurda e indegna prestazione. Lo sconcertante gol incassato dopo dieci minuti è la fotografia di cosa è diventata la Juventus da febbraio in poi, un'immagine spietata, ma perfettamente a fuoco. Sulla punizione battuta dai friulani sul lato sinistro juventino, ci sono sei giocatori di Pirlo in area per marcare solo un calciatore, nessuno si occupa di chi scatta indisturbato verso l'area, McKennie e Dybala stanno protestando con l'arbitro, mentre l'Udinese batte velocemente il calcio piazzato. E' una situazione imbarazzante, terribile date le circostanze nelle quali si è ficcata la squadra, in bilico fra il paradiso della Champions e l'inferno finanziario dell'Europa League. Ma la Juventus, da due mesi a questa parte, ha perso l'anima, vive di fiammate e forza d'inerzia, ma non è più una squadra, è un gruppo sfilacciato, con poche idee, nessuna delle quali chiara, tanta ansia e pensieri che distraggono. La Juventus soffre per quasi tutta la partita, non azzecca un passaggio, non cambia mai marcia. Dybala è ancora una volta impalpabile, Bernardeschi come al solito inguardabile, McKennie gira un po' a vuoto e pure il solito Cuadrado appare, giustamente, stanco. C'è chi si salva: De Ligt è impeccabile, Bentancur corre come un matto ma sbagliando anche tanto. Poi, con dentro Kulusevski e Felix Correira (che assieme fanno 41 anni), la Juventus manda timidi segnali di vita. E qualcosa scatta quando Ronaldo batte una punizione che De Paul devia con il gomito in modo un po' ingenuo, provocando un rigore ineccepibile, trasformato da Ronaldo all'83'. Quel tale Marino che cazzo andava trovando a fine partita? Da napoletano evidentemente gli rodeva tanto il culo per non essere riuscito a fermare la Juve. Pagliaccio! Negli ultimi dieci minuti la i bianconeri ci credono, aggrediscono l'Udinese e trovano l’incredibile gol del 2-1. Roba da altri tempi. Cross perfetto di Rabiot, incornata di Ronaldo sotto porta, mezza papera di Scuffet e la storia cambia rotta. Non solo quella della partita ma probabilmente quella di una intera stagione. Speriamo bene che questa vittoria possa fungere da scossa all’intero gruppo visto che domenica sera ci attende una sfida che vale quanto una finale. Vincere significherebbe mettere una seria ipoteca alla qualificazione nella prossima Chmapions. Cristiano Ronaldo è arrivato ad un passo dalle 100 reti in maglia bianconera ma soprattutto ad un passo dal vincere la classifica cannonieri. Anche Paulo Dybala potrebbe raggiungere quota 100 reti. Noi ci auguriamo che entrambi possano festeggiare questo traguardo già domenica sera. Significherebbe aver mandato probabilmente all’inferno il Diavolo! Forza Ragazzi non è tempo di bilanci, adesso è solo il tempo di lottare tutti assieme per dei traguardi a dir poco fondamentali. Serve un mese di maggio straordinario. Lo abbiamo iniziato nel migliore dei modi che possa continuare così. NOI CI CREDIAMO! Anche nelle chat del nostro Club la vittoria di Udine è stata accolta con grande soddisfazione. Dopo tutte le imprecazioni piovute per l’assurda prestazione a cui si stava assistendo, finalmente il vento è girato dalla nostra parte. Una vittoria che ha avuto il sapore di quelle storiche negli anni dei nostri trionfi. Tutti compatti abbiamo affrontato anche questa settimana che ci sta per condurre alla partitissima, una settimana in cui abbiamo festeggiato anche il 5 MAGGIO sbeffeggiando come al solito i merdazzurri e soprattutto celebrando uno dei trionfi più belli della storia bianconera.  Nel frattempo si attende la conferma che la Puglia torni di colore giallo, possibilità che ci permetterebbe, dalla partita contro il Sassuolo di tornare a riaprire la sede sociale seppur solo per un tempo visto il coprifuoco ancora fissato per le ore 22. Ma ci accontenteremo pur di ritrovarci in sede! Noi non abbiamo mollato MAI in tutti questi mesi e sarebbe il giusto premio alla nostra pazienza, alla nostra attesa, ai nostri sacrifici per salvaguardare la sede sociale. SEMPLICEMENTE UNICI. Nel gioco della JOFC LEAGUE oramai sembra certo il secondo posto. Un grandissimo risultato quello conseguito che ci conferma tra i migliori Club in assoluto nel panorama mondiale degli Official Fan Club.


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PAREGGIO A FIRENZE. ORA CINQUE FINALI
 

La Juventus a Firenze è stata assente dal campo per quarantacinque minuti. Una assenza assurda vista la posta in palio e vista la rivalità storica con i viola. Finisce con un pari, 1-1, alla fine giusto, che complica in modo spaventoso la corsa alla qualificazione Champions dei bianconeri. Perché al di là della classifica non ci può essere speranza per una squadra che affronta una partita così determinante con uno spirito così fiacco. Mancano le idee e, soprattutto, la velocità, così come l'agonismo, l'orgoglio, la cattiveria. Adesso in classifica Juventus, Napoli e Milan sono appaiate con la Lazio in agguato se dovesse vincere il recupero e l’Atalanta che cerca la fuga decisiva. E' vero che rispetto alla Juventus vulnerabile di un mese fa, questa è un po' più quadrata in fase difensiva (prende gol su rigore, così come a Bergamo aveva preso gol per un rimpallo), ma non basta aver avvitato qualche bullone dietro, se davanti è tutto così sgangherato. Mancano i fuoriclasse. Ronaldo infila un'altra prestazione indegna della sua carriera, del suo nome e del suo modo di intendere il calcio. Svogliato. Non si vede quasi mai e quando appare non combina niente di pericoloso, sbaglia perfino un gol di testa che in altri tempi avrebbe fatto bendato e con le mani legate dietro la schiena. Dybala si perde nella foresta viola allestita sulla trequarti, spaurito, inerte, buono solo per il palleggio. Si salva il solito Cuadrado, solito in tutti i sensi: perché continua a giocare bene e continua a giocare solo lui. Tutto il gioco passa da lì, dalla sua creatività che si fa, inevitabilmente, imbuto e strozza almeno la metà delle manovre juventine, perché raddoppiato con facilità dai viola. “I lividi….” fanno quello che dovevano fare: si difendono e ripartono, portando a casa un pari importante. La Juventus invece disperde ancora punti con una squadra che lotta per non retrocedere, con i due di Firenze sono 14 quelli sprecati. Sommati ai 66 conquistati farebbero 80, uno in più dell'Inter. Il primo tempo della Juventus è disarmante a tratti indegno della maglia che i calciatori indossano. Non è una questione tattica (sulla quale ci sarebbe comunque da discutere) e nemmeno tecnica (nonostante i singoli commettano una lunga serie di errori), mancano l'anima, le idee, la voglia di lottare, la consapevolezza che in gioco c'è qualcosa di molto importante. E' questo è sconcertante, perché una squadra così passiva manda segnali inquietanti per il cruciale finale di stagione. Ci attendo adesso 5 finali di qui alla fine, sei con quella vera di Coppa Italia. La Juve, quella vera, queste sei partite le vincerebbe a mani basse. Torniamo alla partita che ha visto spesso i tentativi di attacco della Juventus impantanarsi nella ragnatela viola bene impostata dal loro tecnico. E le ripartenze della Fiorentina fanno male alla Juventus, che passa la parte centrale del primo tempo a subire, schiacciata in area e anche fortunata in un paio di circostanze. Poi la Fiorentina trova il gol poco dopo: su una palla alta saltano l’ex Caceres e Rabiot, il francese colpisce di testa ma con il braccio alto tocca il pallone. Il Var decreta il rigore, che viene trasformato con un irriverente cucchiaio. La ripresa inizia, come contro il Parma mercoledì, con una reazione violenta della Juventus. Alvaro Morata, che prende il posto di uno spento Dybala, confeziona un capolavoro dalla destra, rientrando sul mancino e scagliando una parabola che si infila a giro beffando il portiere viola. Da quel momento la Juventus preme e cerca la vittoria, ma nonostante un'apprezzabile volontà (quella assente nel primo tempo) non riesce ad andare oltre il gol di Morata. Per conquistare un posto nella prossima Champions servirà sacrificio e sudore quello chiesto idealmente dai soci del Club alla squadra, nelle chat di whatsapp, dove dopo il normalissimo sfogo per un'altra occasione sprecata è subentrata come sempre la voglia di sostenere la squadra, contro ogni situazione negativa. Saremo, come affermato da molti, gli ultimi a mollare. Saremo quelli che ci crederanno sempre sino all’ultimo respiro. I conti si faranno alla fine. Giornate, queste che precedono la trasferta di Udine, animate dalle tantissime news che si susseguono sia sul futuro dirigenziale e societario della nostra Juve sia di mercato dove viene dato per certo il ritorno di ALLEGRI sulla nostra panchina. Testa al campo. VINCERE e VINCEREMO. Purtroppo la Puglia anche per la prossima settimana resterà di colore arancione. Questo non ci permetterà ancora di poter riaprire la sede del Club per la visione delle partite. Ma siamo certi che ci ritroveremo prima della fine di questa stagione.


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LA JUVE SI RILANCIA
 

La Juve batte il Parma per 3-1 allo Stadium rilanciandosi nella corsa Champions. Ma non è il caso di eccedere in trionfalismi o giudizi esagerati, ma non conviene neanche omettere le cose buone, i meriti e i piccoli passi avanti di una Juventus almeno consolante. A modo suo, naturalmente come spesso accaduto in questa stagione: senza incantare, ma sovrapponendo un primo tempo così così a un secondo in evidente crescendo. La Juve può mettere a bilancio tre gol (ok, era il Parma, la penultima forza del campionato) e una buona dose di entusiasmo. Bergamo è passata con tutto il suo carico di sventure e la vittoria certifica per la Juve il terzo posto ritrovato, grazie ai passi falsi di Milan e Atalanta. I rossoneri sono avanti di 1 punto e con lo scontro diretto del 9 maggio da giocarsi allo Stadium, pensare positivo, insomma, si può. Ma bisognerà da ora in poi guardarsi sempre alle spalle. Napoli e Lazio non mollano. Siamo in 5 per soli tre posti disponibili. Ci sarà da lottare e soffrire. Quella contro il Parma è stata anche la notte degli eroi che non ti aspetti, del capitano juventino del futuro e del terzino perennemente accostato al mercato in uscita, riuniti sotto l'ombrello del gol. Alex Sandro e Matthijs De Ligt, per una volta, hanno sopperito alle difficoltà degli attaccanti: il brasiliano non aveva mai segnato una doppietta in bianconero, l'olandese cercava il primo gol stagionale, magari come solo lui sa fare, su azione d'angolo, da califfo aggiunto ai sovrani della prima linea. Ecco, è andata proprio così: il brasiliano, nell’unica partita buona di questa stagione, a cavallo tra il gong del primo e l'avvio del secondo tempo, ha stampato due montanti in faccia al portiere dei parmigiani. La Juve, dopo un avvio sotto tono e senza mordente, man mano ha preso campo e il risultato è sembrato la logica conseguenza di un divario sempre più chiaro. Alex Sandro, come detto, con la sua doppietta ha rimontato la punizione vincente del Parma, disegnata sopra la barriera dove Cristiano Ronaldo inspiegabilmente si copriva il volto e non saltava per opporsi alla traiettoria. Buffon neppure si muoveva: 1-0 e obbligo di rimonta per i bianconeri. L'1-1 arrivava prima dell'intervallo (schiaffo di sinistro di Alex Sandro su tocco di De Ligt in seguito ad angolo calciato da Cuadrado), mentre il 2-1 a inizio ripresa si concretizzava grazie a un colpo di testa del brasiliano a zero metri dalla porta emiliana. La costante? Il cross di Cuadrado, naturalmente, e con velo involontario di Dybala ad agevolare il tap in del compagno. Il 3-1 portava la firma di De Ligt su corner di... Cuadrado (e chi se non il colombiano? che stagione la sua). In coda a una serata tranquilla, Pirlo porta a casa la prestazione in crescita di Paulo Dybala, che ha alzato il minutaggio (84 minuti, poi il cambio con Morata) e almeno in un paio di occasioni ha sfiorato la rete, la solita vivacità dell'insostituibile Cuadrado (alto a destra, l'ex Chelsea va sempre più a nozze), la voglia generale di riprendere la caccia al posto Champions nonostante l'assenza dell'uomo più determinante di tutti: Chiesa, mascherato e sorridente in panchina. Poche tracce di Cristiano Ronaldo, al rientro dopo il pit stop di Bergamo: CR7 ha toccato tanti palloni, ha tirato in porta, ha provato e riprovato, ma neanche di carambola (e in fuorigioco) l'ha messa in buca, malgrado Dybala abbia fatto di tutto per combinare con lui. E nel recupero è stato anche ammonito. Pirlo ha messo dentro un po' tutti in corso d'opera, da Kulusevski a Rabiot, passando per Ramsey e pure Bernardeschi appena guarito dal Covid. Ma le difficoltà non sono mancate: occhio, per esempio, al salvataggio di Arthur su Grassi per un 2-2 solo potenziale, ma che rischio enorme. Già, davanti a Buffon si continua a ballare un po'. Nelle chat del Club invece, si è ritrovata una certa calma e tranquillità dopo il vortice delle notizie di questi ultimi giorni abbastanza frenetici per via della SuperLeague, prima nata, poi abortita dopo poche ore. Ci siamo ridati come sempre forza, alla vigilia di un altra trasferta per noi tutti molto sentita come quella di Firenze. Diverse le foto ed i video inseriti nelle chat, inerenti le tante trasferte fatte a Firenze nel corso degli anni. Quanto avremmo voluto esserci anche noi al fianco della squadra in un momento così delicato. Si è anche sperato in una riapertura del Club qualora la Puglia fosse diventata di colore giallo, ma invece siamo passati ad arancione. Si spera adesso nella prossima settimana di ottenere il via libera, che potrebbe regalarci la possibilità di ritrovarci al Club per la partita contro il Milan seppur solo per assistere al primo tempo, qualora questo assurdo coprifuoco resti ancora in piedi per le ore 22,00. Vedremo. Noi come sempre ci faremo trovare pronti a qualsiasi evenienza, per riaprire le porte della nostra sede a tutti i nostri soci, seppur in maniera molto limitata e ridotta. Ma sarà pur sempre un inizio dopo ben 6 mesi di chiusura forzata. Nella Jofc League il gioco dei pronostici si va oramai sempre più consolidando il nostro secondo posto alle spalle del Club di Milano che viaggia spedito verso la vittoria finale. Resta per noi la grandissima soddisfazione di aver partecipato in grande numero, di aver mantenuto la vetta per quasi tre mesi e soprattutto di esserci divertiti tutti.


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LA SFORTUNA CI PERSEGUITA ANCHE A BERGAMO
 

La sfortuna si accanisce ancora una volta con la Juventus, punita a tre minuti dalla fine da una beffarda deviazione di Alex Sandro che mette nella sua porta un tiro di Malinovskiy destinato a una zona della porta controllata da Szczesny. Assurdo. 1-0 il finale a Bergamo. Ne stiamo vedendo di tutti i colori in questa stagione. Ma dopo la sfiga patita nella gara di Champions contro il Porto oramai non ci meraviglia più nulla. Privata di Ronaldo alla vigilia, di Danilo all'ultimo momento (andato in panchina ha comunque giocato gli ultimi venti minuti), di Chiesa a metà del secondo tempo (infortunio muscolare), la Juventus perde una partita fondamentalmente per la conquista della qualificazione alla prossima Champions League, pur combattendo fino alla fine e soprattutto limitando i bergamaschi nel loro solito gioco fatto di pressing a tutto campo. L'Atalanta ha visto però premiata la sua organizzazione, con la quale ha mantenuto il controllo della partita anche quando la Juventus sembrava prevalere. Nel primo tempo, la Juventus inizia con un piglio agonistico convincente, aggredisce e viene tradita dalla mancanza di precisione dei suoi uomini sotto porta, mentre l'Atalanta emerge solo nella parte centrale, poi niente più. I bianconeri, da parte loro, hanno una grande chance al 34' con Morata, certamente non nella sua partita migliore, troppo spesso anticipato e mai veramente incisivo. Assurdo non aver messo dentro un pallone dopo aver messo a sedere il portiere atalantino. Nella ripresa l'Atalanta prevale, per quanto la Juventus finché c'è Chiesa in campo, riesce a costruire ripartenze che fanno sperare Pirlo. Poi inizia a farsi sentire la stanchezza e l'Atalanta ha certamente più qualità in panchina di quanta ne abbia la Juventus, che deve togliere un Dybala positivo, ma non certo determinante e Chiesa, ancora una volta il più vivace dei bianconeri. Pirlo, però, ha solo Kulusevski e Arthur (non si capisce perché negli ultimi minuti non venga data fiducia a Felix Correia, il giovane talento dell'Under 23), entrambi deludenti nel loro impatto sulla partita. Ma, nonostante tutto, al 87' quando Malinovskiy scaglia il tiro deviato da Alex Sandro, il pareggio appare come il risultato più giusto. Ma la sfortuna si è unita ai problemi di questa Juventus, protagonista di una stagione negativa nella quale non è mai riuscita a dare continuità ai risultati positivi e che adesso mette a rischio la qualificazione in Champions League. Non entrare nella maggiore competizione potrebbe rimettere in discussione la riconferma di Pirlo. Tra i tanti rimpianti di questa stagione, la sconfitta di Bergamo non è il peggiore, ma è quello che può fare più male. Si parlerà dell'assenza di Ronaldo come decisiva per la Juventus. E sicuramente con CR7 in campo, la Juventus avrebbe potuto gestire diversamente la partita (tenendosi Dybala per gli ultimi venti minuti) e avrebbe avuto il più forte dei suoi attaccanti in avanti, per cercare di concretizzare quanto di buono fatto in fase di costruzione offensiva. Ma restano negli occhi i tanti, troppi passaggi sbagliati che hanno frenato le ripartenze della Juventus; un Dybala, che dovrebbe comunque essere il secondo giocatore più forte dei bianconeri, che non inventa niente che resti impresso nella memoria; un Alex Sandro sempre più impresentabile; la mancanza di soluzioni offensive che non includano una giocata di Cuadrado. Con CR7 sarebbe stata un'altra partita, ma sarebbe bastato che un paio di questo fattori avesse inciso in positivo invece che in negativo e la Juventus, forse, avrebbe potuto vincere la partita o comunque non perderla.


SUPER LEAGUE….PRIMA PARTITA, POI ABORTITA!


Nella serata di domenica è venuta fuori a sorpresa la notizia bomba della creazione di un nuovo torneo per Club da parte di 12 tra le più importanti società d’Europa tra le quali la nostra JUVENTUS capeggiata da Andrea Agnelli che a seguito di questa notizia si dimette ovviamente dall’ECA. Sembrava cosa fatta con lo scacco matto senza precedenti all’UEFA, quella sorta di organizzazione delinquenziale che gestisce il mondo del calcio assieme alla FIFA…. ma invece a distanza di soli due giorni arrivano le prime defezioni da parte dei Club fondatori, in pratica tutte le sei squadre inglesi (English Animal) che man mano si defilano in maniera poco dignitosa e soprattutto dimostrando di essere società poco affidabili ed in mano a personaggi che evidentemente si sono lasciati “corrompere” dal Sig. Ceferin (che sembra più il nome di un farmaco e che percepisce in autonomia uno stipendio vergognoso per quello che poi effettivamente fa….). E’ intervenuta, intromettendosi, anche la politica di mezzo mondo (assurdo….), non si è parlato più dei problemi dettati dalla pandemia con Ceferin, sempre quello squallido personaggio che presiede la UEFA, a minacciare tutto e tutti in stile MAFIOSO come nelle abitudini della UEFA. Si è detto di tutto di più ma tanti hanno perso l’occasione per zittirsi su di un problema serio che riguarda il mondo del calcio il quale senza una seria ristrutturazione e programmazione vedrà il movimento sgonfiarsi sempre più. Poi si sono messi di mezzo i media che hanno aizzato il tifo anche delle categorie più sconosciute ai più….al grido “il calcio è del popolo…..” Ma perché cosa sarebbe cambiato per loro? Chi avrebbe affermato il contrario? Nessuno…ribadiamo nessuno avrebbe tolto la possibilità al Benevento di turno di sfidare in Serie A la Juventus come l’Inter o il Milan. Riteniamo squallide certe affermazioni fatte come sempre sulla nostra Società come se fossimo gli unici a volere questa riorganizzazione della maggiore competizione europea per Club che prevedeva fino a 15 club fondatori e 5 squadre a rotazione annuale su invito dei fondatori. In pratica un torneo che avrebbe di fatto eliminato la Champions della quale nessuno si scandalizzò quando andò a sostituire la vecchia COPPA DEI CAMPIONI permettendo la partecipazione alle seconde, terze e anche quarte classificate di molte nazioni. Non sappiamo se questa possibilità sia completamente decaduta. Al momento sembrerebbe di si dopo le ulteriori defezioni arrivate, comprese quelle di Inter e Milan le altre due società italiane che fortemente volevano questa possibilità che le avrebbe viste sempre qualificate alla maggiore competizione per club in Europa a prescindere dai risultati nel campionato italiano che non avrebbe avuto nessun tipo di problema come invece bugiardamente è stato affermato da certa stampa venduta. Ma si a tutti i tifosi piacciono i campionati dove in era Covid si falsificano i tamponi pur di far giocare quello o quell’altro calciatore, dove non si pagano gli stipendi o gli acquisti fatti o peggio ancora le utenze dei centri sportivi, oppure dove contrariamente ad un regolamento si da la possibilità agli amici nelle ASL di far rimandare delle partite. Evviva il Calcio moderno, evviva il calcio del popolo, evviva tutti coloro che si sono indignati. Poi l’importante è che nessuno si lamenti in seguito. Uomini avvisati, mezzi salvati. Noi nel frattempo dopo questa storia ne usciamo ancora più incazzati di prima, ancora più determinati nello schifare tutto e tutti. Avete voluto la guerra…..???? Ve la faremo. Tempo al tempo. Non avremo più pietà di niente e di nessuno. Nelle chat del Club ovviamente l’argomento principale è stato proprio questo negli ultimi tre giorni, con la sconfitta di Bergamo passata nel dimenticatoio. Metà dei nostri soci era d’accordo nella creazione di questo nuovo torneo, l’altra metà no o forse avrebbe preferito altre tempistiche o comprendere meglio il tutto aspettando, prima di dare un giudizio definitivo. Forse sono stati sbagliati i tempi o non calcolate tutte le dinamiche da parte di Agnelli e Perez del Real Madrid tra i principali artefici del nuovo torneo, o meglio ancora non sono stati valutati  determinati aspetti poi rivelatisi fondamentali per lo stop immediato al progetto. Siamo certi che la figura di merda l’abbiano fatta principalmente quei club che prima erano concordi per poi battere in ritirata chiedendo scusa. Scusa di che? Trattasi di società private che non devono dare conto a nessuno. Fate dapprima pace con il vostro cervello poi forse si potranno affrontare certi ragionamenti. Piuttosto quello che sentiamo di dire a tutti è questo: invece di indignarsi per la nascita di una nuova competizione che avrebbe tolto di mezzo certi personaggi è data nuova linfa economica a tutto il sistema calcio, i più dovrebbero preoccuparsi di far si che il calcio sia davvero del popolo. Ed invece in Italia prima della pandemia gli stadi con i settori ospiti fatiscenti a 70/80 euro quando arrivava la JUVENTUS andavano bene???? Li il calcio era o non era del popolo? Che si abbassino i prezzi, che sia dia a tutti la possibilità di seguire la propria squadra del cuore e soprattutto che si riformi tutta la maggiore competizione per Club tale da poter prevedere benefici a pioggia per tutte le società anche le c.d. minori che continueranno a far splendere le loro simpatiche storie di provincia. Ma il calcio è cambiato come lo era già cambiato negli anni novanta e negli anni duemila. Tutto cambia, il tempo passa, anche a noi piacerebbe rivivere il calcio degli anni ottanta ma sappiamo che non è più possibile. Si diceva un tempo NO ALLA TESSERA…NO ALLE PAY TV….VERO? Poi tutti ci siamo adeguati ed anche troppo abituati. Vero o non vero? Facciamoci tutti una profonda riflessione, poi chiediamo tutti scusa!


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LA JUVE BATTE IL GENOA ED AUMENTA I RIMPIANTI
 

Dopo la vittoria sul Napoli, arriva anche quella per 3-1 sul Genoa ad aumentare i rimpianti su quello che poteva essere ma che per colpe nostre non è stato. Se tutte le partite con le piccole fossero state affrontate con questa cinica determinazione, con la ferocia agonistica che spaventa l'avversario, privandolo di quelle velleità in grado di trasformarsi in coraggio con il passare dei minuti quasi sicuramente non sarebbero stati dodici i punti di ritardo dalla vetta. Punti, alcuni, persi sciaguratamente proprio con le squadre della seconda parte della classifica, tutti evitabili se lo spirito fosse stato quello con cui la Juventus ha iniziato la partita contro il Genoa. E, per quanto fastidiosa, la riflessione può incoraggiare i dirigenti bianconeri nella loro intenzione di riconfermare Andrea Pirlo. L'esperienza di quest'anno può dare frutti nel prossimo, quando la Juventus potrebbe evitare certi errori di atteggiamento nell'affrontare gli impegni teoricamente più semplici.  Ma, al di là della filosofia, resta una vittoria molto concreta per la squadra di Pirlo: tre punti per difendere la terza posizione in classifica, dagli arrembaggi soprattutto del Napoli e cercare la continuità sempre sfuggita nel corso di questa stagione. E' una Juventus solida e convincente, che fa preoccupare Pirlo solo nella parte iniziale del secondo tempo (uno dei classici più preoccupanti dell'intera annata), quando stacca la spina, prende il gol e rischia grosso per l'occasione sciupata incredibilmente dall’ex Pjaca e dà l'impressione di aver perso il filo del discorso, così brillantemente impostato nel primo tempo. Ma è questione di un quarto d'ora e la Juventus si ritrova, si ricompatta, crea due occasioni da gol (una in cui Ronaldo sfiora il gol, un'altra sprecata da Chiesa che rovina un contropiede magnifico) e poi al 70' trova il terzo golcon Weston McKennie, entrato al posto di un buon Kulusevski. Gli altri due gol proprio di Kulusevski e Morata, due gioielli che impreziosiscono un bel primo tempo. Lo svedese segna al 4' con un tiro splendidamente calibrato da dentro l'area, dopo uno slalom del solito Cuadrado. Uomo assist Juan Cuadrado in questa stagione, forse il più indispensabile dei bianconeri. Morata, invece, la butta dentro al 22', al termine di un travolgente contropiede di Chiesa: l'azzurro spara il suo diagonale, Perin respinge, Ronaldo da posizione difficile cerca il tap-in ma la manda incredibilmente sul palo e, a quel punto, arriva Morata da dietro e calcia sicuro all'angolo destro.   Nel finale, dopo il 3-1 di McKennie, la partita si fa perfino divertente, trasformandosi in una gara per far segnare Ronaldo, spento nella prima parte della gara, più operativo nella ripresa. Non ci riescono, i bianconeri, ma stazionano in modo costante nella trequarti genoana, senza correre rischi. Il che non fa contento Ronaldo, che lascia il campo irritato, ma di sicuro fa felice Pirlo, che nelle ultime due partite sta trovando qualcosa che assomiglia almeno un po' alla sua idea di squadra. Anche noi tifosi nelle chat del Club abbiamo gioito per quest’altra vittoria fondamentale in chiave piazzamento Champions ma allo stesso tempo è stata una vittoria che ha aumentato i rimpianti per una stagione buttata letteralmente al vento. Tanti “i se e i ma”  nei dialoghi dei nostri soci ma come sempre discorsi fatti con grande passione e soprattutto in maniera del tutto costruttiva nella speranza di poter sin dall’anno prossimo poter tornare a dire la nostra sia in Italia che in Europa. Settimana trascorsa con tante news di calcio mercato che iniziano a far sognare noi tifosi e soprattutto con la notizia da parte del Governo che potrebbe darci, seppur in maniera ridotta e limitata, la possibilità di poter tornare ad assistere alle ultime partite, finale di coppa Italia compresa e forse ritrovarci in qualche luogo per guardare in compagnia la nostra grande JUVE (difficile che si possa tornare per il momento al Club). Nella JOFC LEAGUE, il divertente gioco dei pronostici, il nostro Club ha ulteriormente consolidato il secondo posto alle spalle del Club di Milano sempre più primo.


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BATTUTA LA RAPPRESENTATIVA DELLA ASL NAPOLI! IL NOSTRO CLUB AL 4° POSTO NEL MONDO.
 

Due le domande che ci sorgono spontanee: la prima, “ma se la Juventus avesse giocato sempre con questo spirito dove saremmo ora?”, la seconda, “ma non era meglio per loro perderla a tavolino?”. Purgati per l’ennesima volta dopo la vittoria in finale di Supercoppa a gennaio. 2-1 il risultato finale con reti spettacolari di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala finalmente tornato a disposizione ed immediatamente al gol. Lasciamo da parte la tattica, gli schemi o le scelte per concentrare l'analisi sull'atteggiamento agonistico del gruppo bianconero, sul modo con cui tutti i giocatori hanno corso, sulla generosità con la quale si sono aiutati reciprocamente, giocando finalmente di squadra, sulla concentrazione con la quale hanno subito la reazione del Napoli. Considerato che 13 punti sono stati persi con squadre che lottano per la retrocessione, sarebbe forse bastato lo spirito messo in campo contro il Napoli e la Juventus sarebbe ancora lì a giocarsi lo scudetto con le MERDE DI MILANO. Che sia chiaro non lo stanno vincendo loro ma glielo stiamo regalando noi. Hanno un gioco di merda ed allenati da un bastardo che sputa nel piatto dove ha sempre mangiato. INFAME! Ma torniamo a noi senza dare troppa importanza a chi non la merita….. ci viene un altro interrogativo, ma se Dybala fosse stato disponibile almeno nella metà delle partite disputate finora, dove saremmo adesso? Lasciamo ancora perdere tattica, schemi e idee per concentrare l'analisi sulla rinuncia al fuoriclasse che ha finito per essere taciuta e data per scontata. Sparpagliando dieci gol di Dybala nelle partite fin qui giocate dalla Juventus forse ci sarebbero una manciata di punti in più in classifica. La Juventus batte il Napoli in modo netto, superando l'agguerrita squadra di un vero uomo ed avversario come Rino Gattuso in tutto, controllando la partita e soffrendo solo un po' nel finale dopo il rigore di Insigne. E in questo modo la Juventus mette in sicurezza probabilmente il posto in Champions, per quanto dovrà continuare esattamente con questo spirito per non rischiare oltre. Ma questa è stata la partita dei rimpianti e delle riflessioni su quello che poteva essere e non è stato. In questa stagione la cosa più importante per il club bianconero sarà non buttare il bambino con l'acqua sporca quando si dovrà tirare le somme. Una cosa è certa: se la società era convinta di confermare Pirlo prima di Juventus-Napoli, dopo la gara dovrebbe avere ancora maggiori sicurezze. Non fosse altro che con Sarri, seppur vincenti a fine stagione, non ricordiamo così tante belle partite come avvenuto paradossalmente con Pirlo. Restiamo dell’idea che bisogna continuare su questa strada. Poi non dimentichiamocelo mai: se portiamo a casa anche la COPPA ITALIA sarà un'altra stagione vincente non fosse altro che in semifinale abbiamo sbattuto fuori le checche isteriche della sponda milanese sbagliata. La partita contro la RAPPRESENTATIVA DELLA ASL, inizia a ritmi molto alti. Merito per lo più della Juventus, che aggredisce il Napoli in modo sistematico, ma anche la squadra di Gattuso esprime un'intensità notevole. Così in tre minuti Ronaldo si mangia un gol pazzesco sciupando un cross perfetto di Danilo ed i partenopei mandano al secondo anello della Nord un buon pallone dal centro dell'area. La Juventus corre ed è chiaramente a suo agio nel potersi distendersi, così arriva anche il gol. Spettacolare doppio dribbling di Chiesa che lascia su posto due giocatori, testa alta e cross basso per il portoghese che dal centro dell'area, con il destro, batte il portiere campano. Azione magistrale e vantaggio meritato quando scocca il 13°. E a quel punto la Juventus abbassa leggermente il ritmo e subisce il Napoli, per quanto l'organizzazione difensiva pare più compatta e non si registra particolare sofferenza per i bianconeri. Anche perché Buffon al 25' è lucidissimo in uscita, facendo capire che è in giornata. Al 34' primo episodio dubbio: Chiesa sul fondo mette in mezzo il pallone, ma viene letteralmente falciato. E' un rigore clamoroso, ma l'arbitro Mariani, altro mediocre come Abisso, non lo vede e il Var non lo aiuta clamorosamente: errore gravissimo ed ennesimo abbaglio a nostro sfavore. Ci sarebbe anche un rigore per i “pulcinella” ma ci mancava che dopo il torto a sfavore andasse poi a decretarlo per loro. La ripresa inizia con un Napoli molto determinato, subito una grande parata di Buffon e la Juventus che, in contropiede, si rende pericolosa, ma sbaglia ben cinque gol: Chiesa, Cuadrado, Morata che sciupa con un passaggio sbagliato un contropiede micidiale, Ronaldo ben due volte. Il Napoli ha altre due grandi occasioni ma arrivano altri due eccellenti interventi di Buffon (Numero Uno). Nel frattempo entra, tre mesi dopo l'ultima volta aver messo piede in campo, Paulo Dybala la nostra Joya. E alla prima vera occasione la mette subito dentro facendoci esplodere di gioia dalle nostre case. E' il 73°: la Joya riceve quasi sul limite dell'area un pallone difficile, lo controlla portandosela sul sinistro e la gira in rete. Esulta tutta la squadra, pure Szczesny che lascia la panchina per abbracciare il compagno. Il Napoli reagisce con ancora maggiore orgoglio. Gattuso ha buttato dentro tutti i giocatori offensivi a sua disposizione. E alla fine riescono a procurarsi un rigore: Chiellini ancora protagonista dopo il rigore causato anche nella gara di ritorno a Napoli….si perché questa era la gara di andata……..chissà qualcuno lo avesse dimenticato viste le stranezze e le falsità di questo campionato farlocco. Il rigore viene trasformato rendendo thrilling gli ultimi minuti soprattutto per noi tifosi a casa, ma la Juventus difende i meritatissimi tre punti.


E’ stato bello vedere tutti i nostri soci nelle chat calarsi immediatamente nella nuova realtà. Non è scontato dopo anni di successi riuscire ad accettare nuovi traguardi completamente ridimensionati rispetto alle abitudini. Ma questo è un segno di grande passione e grande attaccamento ai colori bianconeri da parte di tutti. L’esplosione di gioia alla rete di Dybala e al fischio finale sono un qualcosa che ci ha davvero inorgoglito. Del resto il risultato comunicatoci dalla Società proprio all’indomani della preziosa vittoria della nostra Juve spiega tutta questa passione. Terminato come detto negli articoli precedenti il tesseramento, con ben 609 iscritti, abbiamo ricevuto la comunicazione che il nostro Club si è classificato al 4° posto nel mondo per numero di soci, su circa 550 Club attivi. Un risultato pazzesco accolto con grande entusiasmo da parte di tutti noi del Direttivo che per questo Club diamo anima e cuore. Il miglior piazzamento di sempre mai ottenuto prima. Ovviamente il grazie più grande va a tutti coloro che hanno sostenuto il Club e la Juve in un anno così difficile. Non era per nulla scontato. Belle le parole scritte nella mail inviataci dalla Società, su tutte ci ha colpito un passaggio che qui vi riportiamo: “…al di là delle numeriche però, vi ringraziamo sinceramente per il prezioso sforzo che a tutti i livelli avete profuso nell’intento di mantenere alto l’entusiasmo tra i soci e sostenere la Società con il vostro indispensabile contributo.” Anche nella JOFC LEAGUE il simpaticissimo gioco dei pronostici continuiamo a dire la nostra con quasi 900 punti totalizzati nella giornata del recupero. Milano ha oramai preso il largo ma noi continuiamo a giocare e divertirci tra di noi. Arrivare secondi nel gioco è un'altra dimostrazione di grande compattezza.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO

 

 

 
 
RONALDO SALVA LA JUVE NEL DERBY
 


La Juventus, dopo l'assurda sconfitta casalinga contro il Benevento, era chiamata nel Derby (partita importantissima per noi tifosi) a risolvere i suoi problemi che, gravi, si sono riproposti anche nel derby. Ma è riuscita grazie al solito Cristiano Ronaldo a salvare la pelle, con un pareggio che ha più valore psicologico per come è stato raggiunto che per quello che significa in classifica, visto che il Napoli ci ha raggiunti e mercoledì tra l'altro, si gioca con loro un vero e proprio spareggio per la qualificazione in Champions League. Dopo il Natale amaro grazie alla sconfitta contro la Fiorentina abbiamo vissuto anche la Pasqua di riflessione ed interrogativi visto che il pareggio di Ronaldo non può nascondere l'ennesimo gol regalato con un assist agli avversari (l'imbarazzante azione che ha portato al 2-1 dei granata di merda), la lentezza del giro palla che ha consentito al Torino di riorganizzarsi sempre molto bene in difesa, una certa disfunzionalità dei centrocampisti incapaci di inserirsi nelle maglie della difesa avversaria e nello stesso tempo di fornire palloni giocabili alle punte. Si salva il solito ed encomiabile Federico Chiesa che, al di là del gol, è di gran lunga quello che si cala maggiormente nello spirito del derby, che lotta ed onora la maglia così come noi tifosi vorremmo sempre e soprattutto nel derby. Purtroppo la prestazione generale non è così distante da quella vista con il Benevento. La Juventus eppure aveva  iniziato con l'atteggiamento giusto, atteggiamento insomma da derby  con la concentrazione e l'agonismo che danno ai bianconeri i primi quindici minuti, nei quali sfondano sulla sinistra, grazie al prevalere di Chiesa e Ronaldo. E' proprio una penetrazione da quella parte che porta al gol del vantaggio bianconero che lasciava pensare ad una ggiornata diversa. Dopo uno scambio al limite dell'area con Morata, Chiesa penetra in area, anticipando i calciatori granata, per poi fulminare il portiere sul primo palo. La rete innesca però la reazione del Toro che, con maggiore ardore di quanto ne metta la Juventus dopo il vantaggio, cerca il pareggio trovandolo quasi alla mezz'ora con Szczesny che si lascia beffare da una  difettosa respinta. L'azione è però viziata da una rimessa laterale invertita e Cuadrado giustamente se ne lamenta. Ma questi episodi se a nostro sfavore ovviamente nessuno ne parla, nessuno ne da peso ma spesso e volentieri incidono poi nel risultato finale. La Juve ricompare solo nel finale di primo tempo, con un colpo di testa di Morata e con qualche buona iniziativa di Cuadrado.  La ripresa inizia con l'ennesimo suicidio della Juventus. Un film già visto e rivisto soprattutto ad Oporto.....con Kulusevski che gestisce disastrosamente un pallone offrendolo con un vero e proprio lancio a Sanabria che si invola sulla trequarti, entra in area e scocca un tiro non irresistibile sul primo palo. Il tentativo di parata di Szczesny è impacciato e manda la palla in rete. Tutto questo è davvero imbarazzante per la Juventus che impiega 13 secondi della ripresa per andare sotto. Roba da non crederci. Scarsa concentrazione, scarso attaccamento alla maglia. Questo proprio non lo sopportiamo. Si può perdere, ma lo ssi deve fare sempre con dignità. Il tentativo di rimettersi in partita dei bianconeri è solo volenteroso. Chiesa combatte, Cuadrado spinge, ma il Toro si ritrova a giocare il derby che avrebbe voluto.....con la Juve che riesce a penetrare solo in qualche contropiede. L'ingresso di Bernardeschi e Ramsey regala un minimo di vivacità in più e la farraginosa, ma continua pressione juventina trova la rete del pareggio. Bermardeschi da sinistra per Chiellini che da centro area manda verso la porta, dove c’è Cristiano Ronaldo a correggere in rete. Gol convalidato con il Var che per fortuna verifica la posizione regolare del bianconero, tenuto in gioco da Ansaldi. Nel finale paradossalmente la Juve avrebbe potuto portare a casa la vittoria se il tiro di Bentancur fosse finito dentro ma Sirigu con uno scatto felino ha evitato la solita beffa finale dei granata che anzi hanno sfiorato in chiusura su punizione la rete della vittoria (gran parata questa volta di Szczesny che riscatta una partita sotto tono). Un punto che serve più al Toro che a noi. Adesso la qualificazione alla prossima Champions resta l'obiettivo primario. Dopo nove anni di certezze adesso torna ad essere in discussione anche la partecipazione alla Champions che andrà conquistata lottando con Atalanta, Milan, Napoli e Lazio. In cinque per soli tre posti. Più arretrata la Roma. Mercoledì occasione ghiotta per la nostra JUVE per riportarsi ad un passo dalla seconda posizione ma soprattutto per mettere le cose in chiaro nella lotta per l'Europa che conta. Una sorta di spareggio anticipato contro una squadra che arriva a Torino con un ritardo di oltre sei mesi. Solo in Italia poteva accadere una cosa simile. Semplicemente assurdo. Noi abbiamo giocato in diverse partite con tante defezioni per Covid ma siamo sempre scesi in campo. Altrove si permette di tutto e di più. Ne prendiamo atto per poter dare le giuste risposte a tempo debito a chi penserà di aver conquistato chissà cosa. Oramai siamo sempre più convinti che abbiano deciso a tavolino che la JUVENTUS non doveva più vincere. Ci abbiamo messo del nostro ma resta il fatto che tante cose lasciano pensare.....Da parte nostra possiamo solo aggiungere che dopo 9 anni di immense godurie ci sta trascorrere un anno così. Quindi testa bassa e pedalare verso l'obiettivo qualificazione alla prossima Champions che risulterà fondamentale per una riprogramamzione del tutto nella prossima estate. Come Club restiamo sempre uniti e compatti, del resto lo abbiamo dimostrato in una stagione così tremendamente difficile riuscendo a mettere assieme ben 609 iscrizioni. Non sarà un anno così e così a farci venire meno la passione che anzi in questi momenti diventa sempre più grande. Lo si intuisce dal clima nelle nostre chat che nonostante la delusione per i risultati della Juve, si riesce a mantenere un clima sempre goliardico e combattivo come la storia di questo grande JUVENTUS CLUB ANDRIA. Nel gioco della JOFC LEAGUE invece il Club di Milano ha preso il largo. Noi continueremo come sempre fatto a giocare e pronosticare. Ci siamo divertiti ed abbiamo come sempre, tenuto alto l'onore ed il nome del nostro Club a livello mondiale. Il secondo posto mal che vada e salvo clamorosi ribaltamenti dovrebbe essere nostro. Quello che più manca oggi giorno per noi è la riapertura della nostra sede sociale che ci permetterebbe di poter stare tutti assieme ad assistere a questo rush finale in campionato. Peccato non poterlo ancora fare ma sappiamo che appena i decreti lo consentiranno noi saremo tutti li al nostro posto a sostenere nel bene e soprattutto nel male la nostra grande JUVE!


Buona Pasqua e Pasquetta trascorsa a tutti Voi cari soci ed amici del nostro Club.


JUVENTUS CLUB ANDRIA, LOTTIAMO DA SEMPRE E NON MOLLIAMO MAI!


 

 
 
CLAMOROSA SCONFITTA. 609 SOCI IL DATO FINALE DEL CLUB
 


Dovevamo vincerle tutte di qui alla fine o almeno provarci per tentare la scalata alla classifica, ma che si iniziasse questo ciclo con una sconfitta che ha del clamoroso, per giunta allo Stadium e contro il Benevento, questo proprio non lo avevamo preventivato. Soprattutto dopo una cocente e precoce eliminazione dalla Champions. Altro che vincerle tutte, il problema della Juventus di Pirlo se dovesse ripetere prestazioni come quella di questo pomeriggio sarebbe quello di non perderne troppe e soprattutto cercare di restare tra le prime quattro di questo campionato. Quella che doveva essere la partita con cui iniziare la già difficile rimonta sull'Inter, sembra una partita di fine stagione di una squadra che non ha più niente da chiedere e pochissimo da dare. Superficialità e stanchezza producono imprecisione e follie, poi prevale il nervosismo. Certo, ci sarebbe un rigore clamoroso che l'arbitro Abisso (da abissare proprio….) misteriosamente non concede, ma per quanto clamoroso, l'errore del direttore di gara finisce per essere un dettaglio di cronaca di fronte alla prestazione terrificante della squadra di Pirlo. L'inizio della Juventus è davvero terribile: una serie di errori tecnici, una costruzione faticosissima e un atteggiamento tra lo svogliato e l'assopito. Corriamo pure qualche rischio e sbagliamo tre occasioni abbastanza nitide con Morata, Danilo e Ronaldo. Solo nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo la squadra di Pirlo riesce ad alzare il ritmo, che non diventa comunque serrato ma solo leggermente più andante. Restano in compenso le imprecisioni e la costruzione che va a otturarsi nell'ingorgo centrale creato dal Benevento. E' evidente che i sanniti abbiano studiato con attenzione la partita della Juventus contro il Porto e ne abbiano tratto, qua e là, ispirazione per creare difficoltà ai bianconeri che, effettivamente, si ingolfano sulla trequarti, incapaci di trovare spazi. Anche perché non ci sono movimenti senza palla e tutto procede in modo che il Benevento possa riorganizzarsi con un certo agio. Anche i singoli bianconeri sono spenti. Ronaldo non è connesso. Morata sembra quasi disinteressato della partita. Chiesa entra in partita solo dopo mezzora (ma resta poi uno dei migliori forse l’unico). Kulusevski è spaesato ed impreciso. Arthur meno ispirato del solito. Rabiot come sempre imbambolato. Pure Szczesny pare mancare di reattività nelle situazioni in cui è chiamato a collaborare dai suoi stessi compagni. Così anche nella ripresa, nonostante si colga un briciolo di buona volontà collettiva, la Juventus va incredibilmente in svantaggio. Arthur gestisce una ripartenza in modo demenziale e da dilettanti, con un passaggio a tagliare la sua area: la palla, che nelle intenzioni del brasiliano avrebbe dovuto raggiungere Danilo dall'altra parte del campo (assurdo…..), viene intercettato dall’attaccante del Benevento che si ritrova solo davanti a Szczesny e lo fulmina a venti minuti più recupero dal termine. La reazione della Juventus non è proprio violenta, ma la squadra si porta subito nella metà campo avversaria. E dopo due minuti c'è un rigore piuttosto clamoroso: un calciatore sannita impedisce a Chiesa di avanzare in area cadendogli addosso. L'arbitro Abisso non lo concede e non va neppure a rivedere l'azione al Var (che invece gli era servito per correggere un altro sciagurato errore commesso nel primo tempo quando stava per concede un rigore inesistente alla Juve avendo confuso un fallo di mano con un tocco di spalla). La Juventus perde i nervi e da quel momento assedia il Benevento in modo isterico ed improduttivo. Tremenda mazzata per tutto il nostro ambiente. Forse più pesante di quella patita contro il Porto. Inaccettabile l’atteggiamento di tutta la squadra che avrebbe dovuto disputare la gara con il sangue agli occhi soprattutto perché avevano avuto finalmente una settimana intera per preparare la partita. Ed invece nulla di nulla alla vigilia della sosta del campionato che ci vedrà alla ripresa in campo nel derby contro il TORO dove tutti si giocano la loro fetta di credibilità. Perdere il derby sarebbe una sciagura immensa. Adesso testa bassa e pedalare. Non ci sentiamo di colpevolizzare oltre modo una squadra che seppur con molti interpreti diversi ci ha regalato un mondo di soddisfazioni in questi 9 anni. Adesso ci basterebbe conquistare un piazzamento nella prossima Champions e soprattutto CONQUISTARE LA COPPA ITALIA che ci permetterebbe per il decimo anno consecutivo di trionfare. La vigilia del derby non è stata assolutamente delle migliori. Tra altri due casi Covid: Demiral e Bonucci e la cena (altro che feste e festini….) oltre l’orario che ha visto coinvolti Arthur, Mc Kennie e Dybala. Come sempre sciacallaggio mediatico da parte della stampa con la JUVENTUS che ha sospeso i tre, speriamo solo per questa partita. Che abbiano sbagliato va bene….ma che debbano essere messi alla croce no! Nelle chat del Club la sconfitta contro il Benevento, dopo il normale vortice di delusione nelle prime ore a seguire, è stata accolta con molta maturità. Si sono analizzate le problematiche di questa stagione e soprattutto si sono sviscerati i possibili scenari. Segno sempre evidente della grande passione che anima tutti i nostri soci. Club che miracolosamente ha visto superare la soglia delle 600 iscrizioni stagionali raggiungendo la quota definitiva di ben 609 iscritti a questa maledetta stagione. Una impennata di iscrizioni in questi ultimi giorni (ben 49) che ci ha permesso di raggiungere un risultato che vale più di ogni altra cosa. L’aver difeso la nostra sede sociale è stata la conquista più grande di questi 18 anni di attività. Un grazie sentito va a tutti coloro che hanno sostenuto lo JUVENTUS CLUB ANDRIA a prescindere dal Covid, a prescindere dagli stadi chiusi, a prescindere dalla sede sociale chiusa, a prescindere dai DPCM e dalle difficoltà del momento, a prescindere dall’andamento della JUVE, a prescindere da tutto. Un atto d’amore che non sarà mai dimenticato. Siamo una grande famiglia non solo a parole ma soprattutto nei fatti. Continua ovviamente anche la JOFC LEAGUE che ci vede sempre secondi alle spalle del Club di Milano che dopo averci superato in classifica ovviamente non molla. Proveremo a riconquistare la vetta. Per farlo come sempre servirà la collaborazione di tutti voi.


BUONA PASQUA A TUTTI VOI CARI SOCI ED AMICI BIANCONERI VICINI E LONTANI. RITORNEREMO ALLA GRANDE!


VINCERE IL DERBY AD OGNI COSTO!


JUVENTUS CLUB ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI!



 

 
 
RONALDO SHOW A CAGLIARI
 
Dopo l'amarezza per l'ennesima eliminazione precoce dalla Champions, la Juventus si rituffa nel campionato affrontando l'ostica trasferta di Cagliari. Cristiano Ronaldo dopo le tantissime voci destabilizzanti di certa stampa becera....ha risposto con ben tre gol in solo mezz’ora liquidando il Cagliari con un prezioso 1-3 che avvicina la Juve al secondo posto e mantenendo la stessa distanza dall'Inter. A Cagliari era l'unico stadio dove Cristiano Ronaldo aveva giocato senza ancora segnare. 30 le reti realizzate in 33 partite stagionali (23 in campionato) certificano l’onnipotenza assoluta di Cristiano Ronaldo. E con tanti saluti a chi lo riteneva (e probabilmente lo ritiene ancora, visto che dalla delusione di Champions non si può tornare indietro) il vero problema di questa Juventus. Come no: mister 57 triplette - di cui tre con il bianconero indosso - è ancora qui tra noi e sarà il caso di goderselo fino all’ultimo giorno utile, anche da parte di chi gliene ha dette e scritte di tutti i colori nelle ultime centoventi ore. (VERGOGNATEVI)! Nella Juve si è rivisto Chiellini accanto a De Ligt: cuore della difesa, dunque, ribaltato rispetto al match con il Porto. Pirlo a centrocampo rimette Danilo in mezzo (Arthur non c’è, entrerà nel finale) dopo la buonissima esibizione contro la Lazio e tra ali e attaccanti li schiera tutti titolari per la prima volta: Kulusevski, Chiesa, Morata e naturalmente Cristiano Ronaldo. Il Cagliari con il nuovo allenatore arrivava da imbattuto alla sfida. Ma al 10’ su azione d’angolo: calcia Cuadrado, capocciata del portoghese senza opposizione alcuna da parte della difesa rossoblù e l’1-0 va in bacheca, assieme al gol numero 768 dell’infinita carriera di CR7. Chiesa, ancora una volta, è in fiducia ed è un vero peccato che Morata non sfrutti il regalino del compagno tirando addosso al portiere. Ma il bis bianconero è dietro l’angolo, a maggior ragione se i rossoblù lasciano campo aperto agli avversari. Ronaldo, su assist di Alvarito, anticipa il portiere che però lo mette giù in area di rigore: il portoghese firma il 2-0 in scioltezza dopo 24 minuti e mezzo. Il 4-4-2 della Juve regge bene, con Danilo che spesso e volentieri s’abbassa, ma il Cagliari non ha paura e nelle ripartenze prova a spaventare i campioni d’Italia. Solo che Ronaldo è in una di quelle serate in cui pratica un altro sport: il 3-0 dopo la mezz’ora è una sassata di sinistro che elude la scivolata di Rugani e piega la mano destra di Cragno. A corredo, ma non troppo, da parte di CR7: un ringraziamento silenzioso rivolto all’assistman Chiesa, più l’esultanza polemica con un orecchio rivolto alla telecamera. Come dire: criticoni, dove siete? Avete visto? Non vi sento. Adesso Romario trema: 772-770 reti in carriera, Pelé già superato senza discussioni. L’unica altra emozione prima dell’intervallo è l’uscita di Alex Sandro: il brasiliano sente dolore e per un guaio muscolare la sua partita finisce qui, con Bernardeschi che gli dà il cambio. Partita a senso unico nel primo tempo, lampi di Cagliari nel secondo con Szczesny impegnato per due volte in un minuto. Allo scoccare del quarto d’ora il Cagliari segna. Un po’ i supplementari e relativa delusione Champions, un pò il risultato nettamente favorevole, la squadra molla nell’intensità e nell’attenzione, con i sardi che provano a prendere campo, ma lo sbilancio di forze sul prato della Sardegna Arena resta chiaro. L’1-4 salta perché Rabiot non ha fortuna, mentre è sempre Ronaldo il più affamato di tutti, il destro del portoghese sfiora l’incrocio dei pali. Via alla giostra dei cambi: nel Cagliari si rivede l’ex bianconero Asamoah, mentre Pirlo cambia Chiellini e Morata con Bonucci e McKennie. Non succede quasi nulla fino a un’altra doppia sostituzione, quando Frabotta e Arthur rivelano Cuadrado e Chiesa. Nel finale il Cagliari prova ancora a riaprirla, ma non centra la porta e Ronaldo all’ultimo istante grazia il portiere sardo dal poker. Il 3-1 è storia, la rincorsa della Juve all’Inter prosegue. Ronaldo se ne torna a casa con il pallone della tripletta: per questa partita può bastare così. Adesso sotto con la sfida al Benevento che nella gara di andata ci ha visto perdere incredibilmente ben due punti. Bisogna vincere e portarsi a -7 dall'Inter sperando di superare già in questa giornata il Milan che appare in fase calante. Le merde di Milano per quattro casi covid non disputeranno la partita, rinviata a data da destinarsi. Che schifo alla faccia delle regole stabilite ad inizio stagione......alla faccia di chi, compreso noi è sempre sceso in campo, nonostante il COVID! Ma proprio perchè noi non siamo come loro, dobbiamo pensare esclusivamente a noi, dobbiamo pensare a vincere di partita in partita, poi si vedrà...... Intanto al Club nonostante la chiusura della sede che oramai si protrae da fine ottobre, siamo riusciti a raggiungere la quota di 563 soci iscritti. In questi ultimi giorni abbiamo infatti registrato ancora delle adesioni (ben 4) seppur in notevole ritardo, ma fatte come atto di amore nei confronti della nostra realtà. Ne siamo orgogliosi, soprattutto perchè queste iscrizioni sono arrivate dopo una grossissima delusione calcistica per noi grandi gobbi. Nel torneo della JOFC LEAGUE invece dopo ben tre mesi che eravamo in testa, il Club di Milano è riuscito a passarci avanti con un vantaggio adesso di oltre 100 punti in loro favore. Continueremo a giocare come se nulla fosse, l'obiettivo era mantenere impegnati i nostri soci in un anno così complicato è possiamo dire di esserci riusciti alla grande facendo anche una gran bella figura nei confronti della Società che ha organizzato questo originale torneo. Nelle chat del Club, passata la rabbia per l'ennesima delusione europea, tutti i soci sono tornati a scrivere agguerriti e soprattutto pronti a lottare per questo finale di stagione. Che nessuno molli proprio adesso. La compattezza, la passione che si vive in questo Club è un qualcosa di davvero incredibile. Riuscire a mettere insieme tantissime persone, riuscendo a mantenere un livello di adrenalina sempre alto, nonostante una stagione non facile, fa del nostro Club, un motivo di vanto. L'ORGOGLIO DELL'APPARTENENZA! JUVENTUS CLUB ANDRIA
 

 
 
MALEDETTA CHAMPIONS
 
Partiamo da un presupposto: scrivervi questo articolo non è stato assolutamente semplice dopo l'ennesima delusione europea. Assurdo semplicemente assurdo come la sorte non ci assista mai in questa bastarda di competizione. La partita, diventata infinita, ha premiato forse oltremodo il Porto che con un uomo in meno quasi dall'inizio della ripresa riesce nell'impresa di eliminare la Juventus dopo i tempi supplementari. Per la Juve un’altra eliminazione prematura in Champions League: ancora fuori agli ottavi, sette mesi dopo il flop avuto ad agosto scorso contro il Lione, e ancora una delusione per Cristiano Ronaldo che prima di passare in bianconero non era mai uscito agli ottavi di Coppa. E’ successo invece per la seconda volta consecutiva e ora si aprono mille interrogativi dopo un’altra terribile notte carica di sconforto e tanta frustrazione, nonostante uno straordinario Federico Chiesa, nonostante la Juve del secondo tempo, che avrebbe strameritato il passaggio del turno senza arrivare ai supplementari, senza passare da quella assurda e beffarda punizione. Roba da non crederci. Continuiamo a provarle di tutte. Pirlo non sorprende e senza la coppia Chiellini-De Ligt (a parte lo squalificato Danilo) rilancia Bonucci titolare con Demiral al suo fianco. Alex Sandro si riallinea sulla fascia prediletta, mentre in mezzo rispunta Arthur e in attacco c’è Ronaldo. I bianconeri partono fortissimo: Morata di testa, servito da Cuadrado, impegna il portiere in quella che pare davvero un’occasione sciupata. Il Porto però capisce che gli spazi per affondare non mancano mettendo spesso in difficoltà la retroguardia bianconera. La Juve non dispiace: aggressiva, s’alza in pressing ma con giudizio, cercando di allargare il gioco. Il problema è che dura poco, perché d’improvviso ecco la prima svolta: Demiral interviene maldestramente sull’attaccante del Porto in area juventina, il rigore ci sta e i portoghesi si ritrovano clamorosamente avanti. Stessa sorte della gara contro il Lione. Di lì in poi è un’altra partita, la Juventus accusa il colpo e il Porto prende campo affidandosi al possesso palla. I bianconeri sbandano, Cuadrado (che alla lunga si rifarà) e Demiral sembrano quasi storditi e non stupiscono le tante conclusioni ospiti nei primi 25 minuti. Morata intanto spreca la seconda chance della serata centrando il portiere, ma è un lampo perché il giro palla bianconero non trova sbocchi. Il Porto in modalità gestione si rinserra dietro la linea del pallone, Ronaldo e soci in tutta risposta si muovono pochissimo. Conseguenza: verticalizzazioni nulle e Juve quasi non pervenuta. Si ricomincia senza cambi nell’attesa di una scintilla. Basta attendere quattro minuti: il lancio di Bonucci è un must della casa, Ronaldo appoggia a Chiesa e l’esterno la piazza all’incrocio dei pali dove era impossibile arrivare. L’1-1 galvanizza la Juve e il Porto perde la testa, tanto che Taremi commette la sciocchezza più grande della sua carriera: butta via il pallone per protestare e già ammonito merita il secondo cartellino nell’arco di un paio di minuti. Porto in dieci e prevedibile quanto ulteriore arretramento ospite. Chiesa, imbeccato da Rabiot, supera il portiere ma in scivolata centra il palo a porta vuota in virtù della pressione decisiva di Pepe. Un fallo di mano di Uribe su rinvio del capitano biancoblù scatena la protesta juventina per un presunto rigore che né l’arbitro ne il Var vedono, ma l’inerzia della partita s’è completamente ribaltata. Il 2-1 è in cottura, basta che Cuadrado crossi dalla trequarti, e Chiesa ancora lui, di testa firma il sorpasso con doppietta personale (tripletta considerando l’andata). Adesso i bianconeri hanno mezz’ora di tempo per evitare i tempi supplementari. Continua l'assedio ma senza fortuna, poi al 75’ i primi cambi di Pirlo: dentro De Ligt e McKennie, fuori Bonucci e Ramsey. Nel frattempo Ronaldo non pare davvero in serata e il colpo di testa che indirizza sul fondo (ancora su assist di Cuadrado, specializzato nei traversoni) non è né un tiro né un passaggio. Il rischio di sprecare troppo è dietro l’angolo, Chiesa e Morata hanno pietà e il Porto sul finale sfiora addirittura il 2-2. Ancora Morata griffa il 3-1 nel recupero, ma era in fuorigioco. Cuadrado stampa un sinistro sulla traversa al 93’, li iniziamo a capire che forse anche per quest'anno la beffa è dietro l'angolo. Si va così ai supplementari. Tanto nervosismo e soprattytto tanta stanchezza nei supplementari e allora Pirlo ne approfitta per immettere altre forze fresche: Kulusevski e Bernardeschi al posto di Arthur e Chiesa che non ne ha più. Nel frattempo il portiere portoghese rovina in uscita su Ronaldo anticipando il portoghese con un intervento al limite: l’arbitro sorvola. Assurdo perchè meritava di essere rivisto al VAR. Volano più colpi proibiti che occasioni vere, anche se Morata può fare meglio, fino alla punizione che beffa la barriera juventina e Szczesny: 2-2. Finita? Macché, Rabiot di testa sigilla il 3-2, alla Juve serve ancora un guizzo per la qualificazione. Non arriverà, fa festa il Porto e in casa bianconera torna il tempo delle riflessioni profonde. Vero che ci complichiamo sempre la vita nelle maledette gare di andata, almeno guardando agli ultimi tre anni, ma pur vero che mai ci assiste la fortuna nelle gare di ritorno che nonostante le vittorie, non sono mai sufficienti per approdare ai quarti di finale di questa maledettissima Champions League. Noi non siamo tifosi che vanno subito alla ricerca di colpe e responsabilità, noi siamo tifosi che non mollano mai e che non smetteranno mai di trasmettere amore e sostegno a questa squadra nonostante le continue amarezza in Europa. Ma se pensiamo a chi oggi gode per questa nostra eliminazione allora ci torna il sorriso. Parlano loro che da anni collezionano figure di merda a ripetizione o che da anni non disputano nemmeno la maggior competizione europea e soprattutto da anni non alzano al cielo un cazzo di trofeo. Noi se qualcuno ancora non lo abbia compreso siamo gente dura a mollare. Lo abbiamo dimostrato ancora una volta sabato pomeriggio alla vigilia della gara contro il Cagliari di campionato, dove approfittando dell'ultima giornata dal colore giallo per la nostra regione, ci siamo dati appuntamento al BAR di Via Vespucci per un caffè di gruppo con annesso ammazza caffè. In venti hanno risposto a questo appello ed è stato bello ritrovarsi con tanto di foto di gruppo e soprattutto la voglia di dimostrare che noi GOBBI ci siamo e ci saremo sempre, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte. Un pomeriggio all'insegna di tanta goliardia nonostante l'atroce delusione europea patita in settimana. Ma siamo gente così tosta che niente riesce più ad abbatterci. Anzi più il gioco si fa duro, più noi diventiamo GOBBACCI. Meglio stare alla larga da Noi. Nelle chat del Club si è passati dalla rabbia del primo tempo per una JUVE non pervenuta sino alle straordinarie emozioni vissute nella ripresa e sino a quando abbiamo avuto la possibilità e speranza di qualificarci. Sembrava una di quelle nottate da finali MUNDIAL....con il cuore in gola e l'adrenalina ed ansia a mille. Poi il silenzio misto a delusione e rabbia per aver ancora una volta gettato al vento una qualificazione ampiamente alla portata. Rabbia che ha contraddistinto anche il giorno dopo. Ma alla fine è prevalso l'amore per questa maglia, l'amore incondizionato per la squadra e la voglia di non mollare mai di qui a fine stagione. Poi si tireranno le somme. Nella JOFC LEAGUE siamo riusciti a fare meglio rispetto al primo club che ci insegue. Cinquanta punti in più rispetto al Club di Milano con vetta della classifica mantenuta (oltre duecento punti di vantaggio). Servirà impegnarsi di partita in partita se vogliamo davvero restare in testa sino al termine. Contiamo sulla collaborazione di tutti. LA GENTE COME NOI NON MOLLA DAVVERO MAI!
 

 
 
LA JUVE BATTE LA LAZIO CONTRO TUTTO E TUTTI
 
Nonostante un arbitro....tale Massa, a dir poco incompetente che farebbe bene a dedicarsi a fare dell'altro.....la Juve è riuscita nell'impresa di battere (3-1) una Lazio che aveva approcciato sin troppo bene alla partita complice anche un regalo di Kulusevski. L'urlo di Demiral ai suoi compagni dopo il gol del 3-1 di Morata su calcio di rigore...."siamo la Juve, siamo la Juve!" la dice tutta sul fatto che questa squadra non mollerà di un centimetro e proverà a lottare sino all'ultimo respiro di questo campionato. Non c’era bisogno di urlarlo perchè la Juve ha nel suo DNA questa caratteristica di crederci sempre. Del resto Demiral & C. di essere la Juve lo avevano dimostrato già nel modo in cui avevano reagito al vantaggio laziale dopo un quarto d’ora, fino a ribaltarlo in modo perentorio. Una rimonta compiuta, per giunta, senza Cristiano Ronaldo, lasciato a riposo e con una difesa del tutto inedita. La rimonta sull’Inter resta un’impresa difficilissima, ma la Juventus ha dimostrato di crederci davvero: primo e indispensabile passo per provare a compierla. E intanto si approccia nel migliore dei modi, recuperi degli infortunati compresi, all’altra rimonta, quella da coronare martedì sul Porto per accedere ai quarti di Champions da cui manchiamo dall'aprile 2019. Andrea Pirlo costretto dall'emergenza riesce ad inventarsi più di una novità con i calciatori a disposizione. La speranza di recuperare almeno uno tra Bonucci e De Ligt naufraga contro le precarie condizioni dei due e la necessità di ribaltare, tra 72 ore, il 2-1 incassato dal Porto nell’andata degli ottavi di Champions. Una missione a cui Pirlo sacrifica anche Cristiano Ronaldo, per concedergli almeno un tempo di riposo approfittando della condizione in crescita di Morata, e per cui risparmia anche l’acciaccato McKennie. Così la Juventus scende in campo con il ritrovato Cuadrado, Demiral, Alex Sandro e Bernardeschi davanti a Szczesny, Danilo inedito (lo aveva fatto nel Santos) mediano accanto a Rabiot e Kulusevski, Ramsey e Chiesa alle spalle di Morata. Assetto inedito che crea qualche problema in avvio alla squadra bianconera, il cui problema più grosso però è che si fa ancora male da sola, come troppe volte è successo in questa stagione. E come non dovrà succedere martedì. Dopo la sbracciata da rigore di Chiellini a Napoli, l’assist di Bentancur a Porto e il rinvio strozzato (e non solo quello) di Demiral contro il Verona, per restare stavolta tocca a Kulusevski. Pressato a metà campo sulla destra, lo svedese passa indietro senza guardare lanciando Correa nell'uno contro uno con Demiral: il difensore turco soccombe e il laziale si libera per il destro rasoterra con cui batte Szczesny. E’ passato un quarto d’ora e il colpo è durissimo. Potrebbe rivelarsi da ko, ma la Juventus dà ragione a Pirlo e alla sua deteminazione nel sostenere che la squadra crede fermamente in se stessa e nella possibilità di conquistare lo Scudetto. I bianconeri si scuotono e al 24' potrebbero avere la prima chance di pareggiare: ma sul tocco con la mano destra in area di Hoedt dopo un contrasto tra Acerbi e Chiesa, l’arbitro Massa né fischia né va a rivedere l’episodio al Var, nonostante il braccio largo del difensore laziale sembri proprio da rigore. Assurdo. Roba da non crederci. La Juventus continua a premere e al 38', un minuto dopo un pericoloso colpo di testa di Morata, perviene al pareggio. Doppia verticalizzazione Bernardeschi-Morata e Morata-Rabiot, il francese è defilato sulla sinistra dell’area e Reina si aspetta il cross, venendo invece incenerito dal sinistro all’incrocio sul primo palo del bianconero. Gol spettacolare! Si va al riposo sull’1-1 con l'arbitro ancora protagonista in negativo (non ammonisce Milinkovic Savic). L’intervallo non smorza la voglia bianconera di ribaltare il risultato e al 3' della ripresa Reina è costretto a deviare in angolo un destro di Chiesa, liberatosi al tiro con una serie di numeri, compresa una giocata alla Zidane. La Lazio però non sta certo a guardare e al 7' Szczesny deve dire grazie alla traversa che ferma un colpo di testa di Milinkovic Savic, La partita resta apertissima e all’11' è di nuovo pericolosa la Juventus, con Morata che riceve in area spalle alla porta e cerca di girarsi, finendo giù e chiedendo il rigore. Che questa volta non c’è ed è bene per la squadra bianconera che Massa non lo fischi: perché segna lo stesso e in modo più spettacolare. Sulla successiva azione laziale, infatti, Chiesa anticipa l'avversario sulla trequarti e si produce in una progressione strepitosa, chiusa con il tocco in profondità per Morata che resiste al ritorno del difensore e batte Reina con un sinistro sotto la traversa. Che gol! Il vantaggio carica la Juve, che un minuto dopo è di nuovo in area laziale: terzo episodio dubbio e stavolta Massa l'incompetente fischia il rigore. Che c’è: ingenuo Milinkovic nel pressare con troppa foga Ramsey che si sta avviando ormai verso l’esterno, finendo con lo sgambettare il gallese. Non c’è Ronaldo, ma Morata non lo fa rimpiangere, spiazzando Reina e firmando il 3-1. Altri 10 minuti, poi è il turno dello spagnolo, Cuadrado e Ramsey di riposare in vista del Porto: e al 24' Pirlo si gode i primi frutti della fine dell’emergenza facendo entrare Cristiano Ronaldo, McKennie e Arthur, arretrando Danilo in difesa al posto del colombiano. La Juventus ora controlla senza troppi patemi e a 10 minuti dalla fine Pirlo concede un po’ di rodaggio a Bonucci in vista del Porto e un po’ di riposo a Chiesa, ancora una volta tra i migliori in campo. La Lazio cerca di riaprire la partita, ma senza impegnare Szczesny che al fischio finale festeggia con i compagni, carichi per un’altra rimonta da compiersi martedì sera sempre allo Stadium. Della Champions abbiamo già accennato. Non aggiungiamo altro, ci giochiamo una intera stagione. Uscire sarebbe un altro duro colpo per noi tifosi. Non vogliamo nemmeno pensarci. Crediamo in Andrea Pirlo, crediamo in questa squadra che siamo certi lotterà per regalarci un altra notte da sogno. Entusiasmo nuovamente alle stelle nelle chat del nostro Club, grazie ad una vittoria esaltante, una vittoria da Juve. Ovviamente in tanti predicavano di tenere i piedi ben saldi per terra perchè servirà mettere assieme diverse prestazioni come quella contro la Lazio per continuare a sperare negli obiettivi. Comunque è stato il miglior viatico per affrontare il ritorno degli ottavi Champions contro il Porto. Tutti uniti e compatti stiamo affrontando questa lunga vigilia con tanti messaggi motivazionali per caricarci anche noi seppur a distanza dalla squadra. Abbiamo rivisto gli occhi della tigre in tutti i calciatori, anche quelli che sedevano in panchina. Questo lo spirito che tutti vogliamo. E' stata sottolineata anche la bravura tattica del Maestro Pirlo che si sta togliendo pian piano le sue soddisfazioni. Siamo solo all'inizio di un progetto. Altra sorpresa della serata è stata l'affermazione del nostro Club nel gioco della JOFC LEAGUE. Quando sembrava che il Club di Milano che ci insegue da dicembre fosse oramai li pronto a superarci, ecco la nostra prova di orgoglio con ben 165 punti in più in un solo turno. Non vuol dire assolutamente nulla perchè basta davvero poco per perdere il vantaggio nuovamente accumulato. Servirà la collaborazione di tutti nel giocare e soprattutto farlo bene! Comunque andrà a finire resterà la soddisfazione di aver tenuto impegnato tutti i soci nel partecipare ad un gioco avvincente in un anno così particolare che ci tiene purtroppo ancora lontani da oramai 4 mesi e mezzo! CREDERCI SEMPRE ARRENDERSI MAI! FORZA RAGAZZI JC ANDRIA
 

 
 
RONALDO COME PELE'. LA JUVE RITROVA LA VITTORIA
 
La Juve ha dimostrato che se recupera tutti gli effettivi può davvero dire ancora la sua in questo campionato. Se poi giochi con un centravanti è anche più facile fare gol. Guarda caso appena Pirlo ha inserito Alvaro Morata in campo la Juve è passata in vantaggio contro un ostico Spezia. Purtroppo lo spagnolo, alle prese con il citomegalovirus, ha un'autonomia di circa mezzora, così la Juventus fatica per un'ora, poi quando entra appare più logica, meno involuta, a tratti perfino bella..... insomma più squadra. Ci mettono meno di un minuto Morata e Bernardeschi, entrati assieme, a portare in vantaggio la Juventus: "Berna" vola sulla sinistra e mette in mezzo un pallone sul quale entra con perfetta sincronia il numero 9. E' la svolta della partita, perché la Juventus trova a stretto giro di posta il raddoppio con un volitivo Chiesa che prova il tiro, non si arrende quando questo è respinto dal portiere spezzino e da terra con un gesto più agonistico che estetico la sbatte dentro. C'è tutto Chiesa e la sua forza di volontà in quella giocata che mette al sicuro il risultato. E c'è anche il sospiro di sollievo di una Juventus che per un'ora è apparsa confusa ed affaticata. Ma per fortuna in questa partita avevamo a disposizione in panchina qualche pedina in più rispetto alla trasferta di Verona. Ci sono state in pratica due partite. La prima durata un'ora che ha evidenziato in modo impietoso l'emergenza nella quale è costretto a districarsi Andrea Pirlo, senza contare l'infortunio di De Ligt durante il riscaldamento (al suo posto gioca Frabotta). La Juventus nella prima frazione appare lenta nella costruzione, fatica a cambiare gioco per sfruttare le ali e penetrare nella difesa spezzina, non riesce quasi mai ad aggredire alta la squadra ligure, che per lunghi tratti del primo tempo tiene la partita sotto controllo, invertendo i ruoli con i padroni di casa. C'è un disagio atletico nei bianconeri, molti dei quali sono acciaccati (vedi McKennie) o spremuti causa i tanti impegni senza soste. Ma soprattutto nei momenti in cui la Juventus arriva sulle trequarti avversaria, diventa difficile trovare un punto di riferimento in area: Kulusevski si danna, ma è in difficoltà non essendo una prima punta. Lo stesso Ronaldo è defilato e sfortunato quando prende un palo clamoroso al 41' che avrebbe meritato altra sorte vista la costruzione del tiro. Poi c'è la seconda partita, quando entrano come detto sopra, Morata e Bernardeschi. A quel punto la Juventus trova uno sbocco più naturale della manovra offensiva. Kulusevski rinasce in quanto liberato dagli oneri di punta, si piazza fra le linee ed è un punto importante per aprire la difesa. Bernardeschi è brillante e convincente (finalmente) anche al di là del cross vincente per Morata. Lo Spezia si spaventa, arretra e soffre. L'uno-due Morata-Chiesa quasi chiude la partita dentro la quale rimane quasi solo Ronaldo, alla ricerca del gol che lo porta sullo stesso pianerottolo di Pelè a 767 gol in carriera per il 3-0 definitivo. Lo segna in contropiede e conferma quando mostruoso sia non solo per qualità tecniche, ma per determinazione. Nel finale c'è gloria anche per Szczesny, che para un rigore generoso quanto inutile assegnato dall'arbitro dopo consulto al VAR. Vittoria importante soprattutto per il morale che ci lascia sempre a 10 lunghezze dall'Inter prima, avvicinandoci sempre più al Milan oramai nel mirino. Le prossime giornate sino al recupero contro il Napoli saranno decisive. Capiremo se effettivamente possiamo ancora lottare per il titolo. Ad ora non si molla di un centimetro seppur il Covid continua a colpire la nostra squadra, come se non bastassero già le altre importanti assenze. Tocca a Bentancur fermarsi. Sulle chat del Club tornato il sereno...speriamo non variabile, non che ci fosse chissà quale clima....ma chiaro ed evidente che una non vittoria comporta poi trascorrere giornate cupe, almeno per l'umore del gruppo. Tutti uniti continuiamo a credere in questo gruppo soprattutto in vista del ritorno degli Ottavi di Champions martedì 9 marzo contro il Porto. Serviranno in campo 11 iene, 11 calciatori famelici, 11 uomini in grado di capire l'importanza della posta in palio per tutto l'ambiente. Nel Torneo della JOFC LEGAUE invece il Club che ci insegue da quasi tre mesi (Milano) ci ha praticamente quasi raggiunti. Solo 10 adesso i punti di distacco. Ci stiamo mettendo tutto l'impegno possibile ma evidentemente non basta. Come in tutti i giochi serve anche un pizzico di fortuna nell'indovinare risultato esatto e soprattutto primo cambio. Quello che più conta è l'aver tenuto vivo il gioco con questo splendido testa a testa venuto fuori. Comunque andrà a finire saremo soddisfatti di aver partecipato in massa a questa bella iniziativa realizzata dalla Società. Prima di rituffarci nella Champions ci sarà da superare l'ostacolo Lazio sabato sera in campionato. Non sarà una partita semplice ma per fortuna iniziamo a recuperare diversi giocatori. Vincere sarà l'unica cosa che conterà. LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI JC ANDRIA PRESENTE!
 

 
 
LA JUVE FRENA ANCORA
 
Nella serata in cui la Juve doveva dimostrare di credere fortemente nella rincorsa al tricolore, si torna a casa con l'ennesimo pareggio della stagione, il secondo contro gli scaligeri. 1-1 il finale come già accaduto nella gara di andata. Era anche la serata in cui Cristiano Ronaldo tentava il suo assalto al Mito Pelè ed ai suoi 767 gol in carriera. Ma l’unico aggancio riuscito è proprio quello del Verona alla Juventus, grazie alla rete con cui a dieci minuti dalla fine sono riusciti a rimettere in equilibrio la gara rispondendo al 766° sigillo in carriera di CR7. Poco male per quanto riguarda la statistica per il campione portoghese, che ha tutto il tempo per raggiungere e superare O Rei, speriamo già contro lo Spezia. Molto male invece per la Juventus tutta, che di tempo ne ha molto meno per recuperare i 10 punti che ci separano dall’Inter (forse 7 se si vincerà il recupero contro il Napoli). Un inseguimento che si è fatto adesso ancora più difficile, colpa sicuramente di troppe imprecisioni, a ridosso delle due aree. Sia in attacco che in difesa. Al Bentegodi Andrea Pirlo risolve gli unici dubbi lasciatigli dall’emergenza (ben sette gli assenti) schierando Alex Sandro sul centro sinistra della difesa a tre e Ramsey come centrocampista incursore. Scelte inquadrate in quella più ampia di far fronte all’assenza di un terzino destro schierando un 3-5-2 puro, con Chiesa a destra e Bernardeschi a sinistra a coprire l’intera fascia. Con una netta preferenza per la metà campo del Verona, però, dove nei primi cinque minuti la Juventus schiaccia i gialloblù, arrivando al tiro con Ronaldo, Ramsey (il più insidioso), Chiesa e De Ligt ma non riuscendo a trovare subito il vantaggio. Appena il Verona riesce rompere l’assedio iniziale, sfiora subito il gol con Szczesny che salva tutto con l’aiuto del palo. Provato un altro brivido su una palla rubata, mentre la Juventus impostava dal basso, i bianconeri tornano a martellare, con Chiesa e soprattutto Rabiot che però calcia male dopo un numero di Kulusevski a destra. L’assedio dei primi minuti però è finito, con il Verona bravo ad assalire la costruzione bassa della squadra di Pirlo (contribuendo a due errori da brivido di Demiral e Bentancur) e bravo a compattarsi dietro in fretta quando la Juventus risale il campo. Così dopo i fuochi d’artificio dei primi 20 minuti la partita resta intensa e combattuta e troppo spezzettata da un arbitro troppo fiscale. Si arriva all’intervallo senza altri sussulti, con i bianconeri che faticano a innescare Ronaldo, bravo a liberarsi di due avversari a metà primo tempo, meno bravo nel sinistro da fuori area che finisce alto. Nella ripresa la Juventus torna in campo allo stesso modo. Anche nell’atteggiamento. Aggressiva come a inizio partita, stavolta alla prima occasione passa: anche perché stavolta la prima occasione capita sul piede giusto. Grande verticalizzazione di Ramsey per il taglio di Chiesa da destra a sinistra, che entrato in area attende quel tanto per dare il tempo a Cristiano Ronaldo di inserirsi sul secondo palo e servirlo sul destro. Il diagonale, si insacca alla destra del portiere. Il sorpasso a Pelè oramai nel mirino! Con il risultato sbloccato la partita offre più spazi e la Juventus ne approfitta riuscendo a giocare maggiormente in verticale. Ne beneficia soprattutto Kulusevski, che al 14' va via sul fondo a destra e arma il destro di Ramsey, ribattuto da un difensore. Al 23' il gallese lascia il posto a McKennie. Assurdo come si arriva alla rete del pareggio nata da un rinvio sbagliato di Demiral, da un contrasto perso da Bentancur, con Alex Sandro sovrastato nel gioco aereo dall'avversario che di testa insacca il gol del pari. Sembra di rivedere la partita dell’anno scorso proprio a Verona con Szczesny che deve superarsi per evitare la capitolazione. La Juventus ha l’ultima chance nel recupero, con una punizione che Ronaldo si procura con una grande azione ma poi calcia ancora una volta sulla barriera. Al Verona il sorpasso stavolta non riesce, ma alla Juventus questo pareggio fa sicuramente più male della sconfitta di un anno fa. Come era logico che fosse anche nelle chat del nostro Club l'arrabbiatura per l'atteggiamento avuto dalla squadra ha raggiunto i massimi livelli. Va bene le tante assenze che sicuramente incidono ma non è possibile non essere riusciti a mantenere quel prezioso vantaggio che si era raggiunto. Pirlo poi che ha sempre puntato sui giovani, in questa gara che ne aveva tantissimi in panchina, non ha voluto rischiare. Ma lo avrebbe dovuto fare visto che Rabiot e Bentancur ad un certo punto non riuscivano più a conquistare un pallone a centrocampo lasciando la squadra in balia degli avversari. Ma passata la rabbia e la delusione, assolutamente giustificabile, pian pianino già dalla domenica siamo riusciti a ritornare in noi stessi ritrovando quella forza che ci impone di crederci e lottare sino a quando ci sarà la possibilità di farlo ad iniziare dalla gara contro lo Spezia di martedì sera. Ma non serve solo la convinzione di noi tifosi, a crederci devono essere dapprima i calciatori e l'allenatore. Il mese di marzo ci dirà tutto. Potrebbe regalarci i quarti di champions oltre che rimetterci in corsa per lo scudetto. Siamo grandi gobbi, siamo un Club che ha sempre dimostrato di avere una marcia in più rispetto a tanti, seguendo la squadra con grande passione a prescindere dai risultati, pertanto continuiamo a crederci, ragioniamo di partita in partita, tra qualche settimana capiremo se davvero abbiamo fatto bene a farlo. Nulla è perduto, ricordando a tutti che siamo gli unici ancora in corsa per tutti i tre obiettivi stagionali mentre altri avendo perso tutto per strada possono giocare tranquillamente per un solo obiettivo. Un vantaggio non indifferente. Senza dimenticare delle assenze importantissime che stanno caratterizzando in negativo questo momento della nostra Juve. CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI! p.s. nel gioco della JOFC LEAGUE, quando sembrava che il Club di Milano stesse per passarci avanti, siamo riusciti nell'ultimo turno a fare cinquanta punti in più di loro, portando il vantaggio in classifica a 156 pt. Non significa nulla ma dimostra che se tutti partecipiamo al gioco, possiamo difendere la prima posizione che manteniamo da oltre due mesi. Proviamoci anche in questo turno contro lo Spezia a mettere in campo tutto il meglio di noi.
 

 
 
LA JUVE NUOVAMENTE SUL PODIO
 
La Juventus torna nuovamente sul podio della classifica del campionato scrollandosi di dosso tutti i cattivi pensieri ed il pessimo umore, con una vittoria rotonda e divertente, con la quale riconquista il terzo posto in classifica, rinfranca Ronaldo, autore di una doppietta e manda segnali confortanti. Certo il divario con il Crotone è troppo evidente per lasciarsi trasportare da facili entusiasmi, ma l'importanza dei tre punti e del successo restano. Del resto proprio contro i calabresi, all'andata, la Juventus aveva perso due punti sanguinosi per la classifica. Quelli che insieme ai due persi a Benevento avrebbero cambiato il volto della classifica bianconera. Quindi, snobbare questa vittoria della Juventus sarebbe un errore gravissimo, perché dopo le sconfitte contro il Napoli e il Porto era fondamentale ritrovare la vittoria, i gol e il buon umore. Ronaldo si agita e agita anche un po' gli altri: il fatto di non segnare da tre partite gli provoca quello che sembra un fastidio fisico. Ma poi sale in aria, stacca e rimane in sospensione e per due volte, da due posizioni diverse la infila alle spalle del portiere calabrese. Il primo gol è un capolavoro di tempismo: sul cross di Alex Sandro al 38', Ronaldo sfila furtivamente dietro i difensori del Crotone sul filo del fuorigioco, poi dal lato destro dell'area piccola salta e quasi aspetta che arrivi la palla per incornarla in rete. Il gol non lo sfama, resta ancora elettrico, al 46' cerca il raddoppio con un tiro micidiale da fuori area che il portiere respinge con difficoltà, Ramsey recupera il pallone e crossa per Ronaldo che entrando in area con un terzo tempo, si eleva, si ferma in aria e sbatte il pallone in rete con una testata violenta come fosse un tiro. Prima dell'intervallo sempre Ronaldo sfiora la clamorosa tripletta in pochi minuti mandano incredibilmente a lato un pallone da spingere in porta. Nella ripresa la Juventus è più fluida, più tranquilla e trova anche più spazi grazie al tentativo, un po' disperato, del Crotone di trovare il gol. Così il gioco bianconero è più logico e frizzante. Anche se gli errori in fase di finalizzazione sono abbondanti: Ronaldo, Chiesa, Kulusevski sprecano buone occasioni. E' spietato, invece, McKennie che su un'azione successiva a un corner è lestissimo a controllare il pallone di petto e girarlo in rete per il definitivo 3-0. Da lì c'è spazio per un brillantissimo Bernardeschi e un promettente Fagioli, altre occasioni sprecate e l'attesa del fischio finale per godersi "addirittura" cinque giorni di allenamenti prima della prossima partita contro il Verona. Tanta roba in una stagione in cui si gioca maledettamente ogni tre giorni. La missione di questo periodo sarà cercare di recuperare i tantissimi assenti, tutte defezioni pesanti. A Verona mancheranno oltre a Dybala, Arthur, Bonucci, Chiellini e Cuadrado, anche Danilo squalificato e Morata causa virus debilitante. Ci sarà da stringere ancora di più i denti. Vincere a Verona diventa fondamentale per continuare a credere nello scudetto. Non abbiamo più possibilità di perdere punti se vogliamo inseguire l'inter. Quindi bando alle chiacchiere da bar e restiamo tutti uniti! Nelle chat del Club grande soddisfazione per essere tornati alla vittoria ma ovviamente nessun volo pindarico in attesa delle prove più importanti delle prossime giornate. Prima del ritorno contro il Porto ci attende un altro mini tour impegnativo con trasferta a Verona e doppio impegno casalingo con Spezia e Lazio. VINCERE: IMPERATIVO D'OBBLIGO! Che altro aggiungere se non il rammarico di non poter riaprire il Club nemmeno dopo il 5 marzo visto che il nuovo DPCM va a confermare quelli precedenti. Pazzesco. Se pensiamo che l'ultima partita vista assieme al Club è stata quella contro il Verona proprio nel girone di andata. Non ci resta che continuare a sperare di ritrovarci il prima possibile. Oramai è anche passato un anno dall'ultima trasferta dal vivo organizzata a Lione lo scorso 26 febbraio 2020. Nella JOFC LEAGUE il Club di Milano che ci insegue ha recuperato quasi tutto il vantaggio che avevamo accumulato da quando siamo balzati in testa alla classifica superando proprio il club meneghino. Adesso i punti di vantaggio sono poco più di cento. Proveremo a difenderci. Cerchiamo di giocare tutti. CHI LA DURA LA VINCE! AVANTI NOI, AVANTI JUVE!
 

 
 
CHIESA TIENE IN CORSA LA JUVE
 
Meno male che alla vigilia della partita di Champions tra il Porto e la Juventus si era a più riprese detto che non andava sbagliata partita come successo negli ultimi due anni a Madrid e a Lione. Puntualmente siamo ricaduti negli stessi errori, anzi la Juventus riesce addirittura a cominciare anche peggio, regalando al Porto il gol del vantaggio dopo un minuto e una manciata di secondi e quello del raddoppio dopo ancora meno tempo dall’inizio della ripresa. Al contrario di quanto successe a Madrid (quando poi riuscimmo a rimediare comunque) e a Lione, però, siamo riusciti a segnare: e se il 2-1 finale brucia, soprattutto per come è maturato, lascia accesa una speranza concreta di approdare ai quarti. Resta la prova sconcertante dell'intera squadra. Diamine ma questa partita l'aspettavamo da due mesi, sanno benissimo cosa significhi per tutto l'ambiente una partita Champions. Un approccio sbagliato, un atteggiamento inconcepibile da parte di molti calciatori. 
L’inizio partita è uno shock al Do Dragao. Palla a Szczesny che serve rasoterra Bentancur appena fuori area: un portoghese lo pressa, l’uruguaiano arretra in area e cerca di servire il portiere con un retropassaggio che sarebbe pericoloso anche se fosse giusto, perché un calciatore del Porto è in agguato, ma che per giunta finisce quasi sui piedi dell’attaccante avversario, pronto a battere il nostro portiere in scivolata. La costruzione dal basso non c’entra, o c’entra solo fino a un certo punto: si tratta di un errore individuale grave e non è il primo che Bentancur commette in situazioni simili. Un limite da eliminare in fretta, o rischia di compromettere più che una partita. Adesso basta caro Bentancur. La pazienza inizia ad avere un limite.
Arriva questa cazzo di Coppa ed alla vigilia si fermano sempre pedine importanti. Quest'anno oltre ad avere Dybala fuori da tempo, si aggiungono Arthur, Cuadrado e Bonucci. Roba da non crederci. Nessuna giustificazione ma che si arrivasse una volta a formazione completa..... 
Il Porto si ritrova d’incanto e senza il minimo sforzo nella situazione che sognava, la Juventus prova a scuotersi ma fatica: l’errore commesso sul gol galvanizza la pressione portoghese e condiziona la costruzione dal basso bianconera con Bentancur frastornato dall'errore iniziale e così una palla a lui rubata si trasforma in un tiro deviato che fa tremare Szczesny. Non trema mai, invece, il portiere avversario, con la squadra di Pirlo che prova invano a infilarsi nel compatto muro che il Porto erige se va a vuoto con la prima pressione, senza cercare di aggirarlo e senza poterlo scavalcare, non avendo una prima punta su cui appoggiarsi. Il ballottaggio tra Kulusevski e Morata infatti lo ha vinto lo svedese (certo Pirlo non immaginava di trovarsi sotto 1-0 dopo poco più di un minuto). Al 34' piove sul bagnato: Chiellini chiede il cambio, dai suoi gesti per un problema al polpaccio destro, e Demiral prende il suo posto. Al 42' la prima azione degna di nota con una bella rovesciata di Rabiot su azione d’angolo, che peraltro sarebbe stata resa vana da un fuorigioco di Ronaldo.
L’intervallo per i bianconeri in maglia arancione, sembra il gong che segnala la fine del round per un pugile che ha subito molto e fatica a ritrovare lucidità. Speranza che però va subito in frantumi: stavolta il gol del Porto arriva addirittura dopo un minuto. L’azione manovrata sulla destra sembra un’esercitazione di quelle in cui i difensori non devono andare a contrastare, tanta è la facilità con cui la palla viaggia rasoterra fino al calciatore del Porto appostato sul primo palo e pronto a battere Szczesny. Stavolta se non altro la Juventus prova a reagire, ma dura poco infatti è sempre il Porto a ad avanzare. Pirlo decide di giocarsi la carta Morata: indispensabile avere qualcuno che attacchi la profondità e che possa rappresentare un alternativa a Ronaldo su eventuali cross, che nella ripresa la Juventus ha iniziato a cercare. Fuori McKennie, con Chiesa spostato a sinistra e Kulusevski a destra. L’ingresso dello spagnolo costringe la difesa del Porto almeno a impegnarsi e ravviva un po’ anche Ronaldo, solo e spento nel primo tempo. Non ravviva invece Kulusevski, che al 32' lascia il posto al rientrante Ramsey. Sono però due degli juventini in campo dall’inizio, e due dei migliori (???), a confezionare il gol della speranza al 37': Rabiot va sul fondo a sinstra e pennella un cross sul palo lontano per Chiesa, che di destro al volo piazza la palla sul secondo palo alle spalle del portiere. Goal pesantissimo si spera, nell'economia della doppia sfida. Certo se l'affrontiamo così potrebbe non servire a nulla.
La Juventus inizia a crederci e va addirittura vicina al 2-2 con Morata, che però sarebbe stato in fuorigioco, e allo scadere può reclamare anche un rigore, perché un calciatore del Porto finisce addosso a Ronaldo dopo una sterzata del portoghese. La serata però finisce come era iniziata: male, perché l'arbitro clamorosamente non lo fischia. Roba da pazzi. In mezzo, però, la Juventus ha segnato un gol che il 9 marzo a Torino potrebbe fare la differenza: per passare servirà vincere 1-0. Non un’impresa, a patto, come detto, che sia vera Juve. Tanta la delusione nelle chat dei soci Club. Tutti aspettavamo questa partita, tutti ci aspettavamo una Juve con il sangue agli occhi a prescindere dalle assenze importanti. Niente di tutto questo, comprensibile l'amarezza e la rabbia di molti. Ma passata la delusione della serata amara ed una nottata praticamente insonne, al giorno dopo si era già belli carichi per continuare a crederci che non potrà nuovamente finire qui il nostro cammino europeo. 
Prima del ritorno della partita contro il Porto (9 marzo) bisognerà rituffarsi nel campionato dove ci sarà da battere il Crotone per continuare a credere nello scudetto. Per farlo bisognerà trovare una continuità di vittorie che in questa stagione sin qui è sempre mancata.
Anche nella Jofc League non buono il risultato del nostro Club che pur mantenendo la vetta della classifica perde un altra quarantina di punti nei confronti del Club di Milano. Adesso il vantaggio è di 350 punti circa. Serve l'impegno di tutti a non mollare se si vuole raggiungere l'obiettivo di vincere questo Torneo.
Per il resto che altro aggiungere se non un invito a tutti a NON MOLLARE MAI ALTRIMENTI CHE TIFOSI SAREMMO????
FORZA RAGAZZI, NOI CI CREDIAMO ANCORA!
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO NEL BENE E SOPRATTUTTO NEL MALE! 
 
 

 
 
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In una giornata in cui avremmo potuto approfittare del passo falso del Milan, la Juventus perde, 1-0 il finale, la sfida contro il Napoli, mostrando qualche titubanza di quelle che ne avevano caratterizzato la prima parte di stagione. Peccato perchè si era all'ultima sfida di un mini ciclo terribile proprio alla vigilia della gara di Champions contro il Porto. Ma del resto dopo aver conquistato la Supercoppa contro il Napoli e la finale di Coppa Italia a spese dell'Inter, ora prima in classifica, forse non potevamo chiedere di più in questa fase. Se proprio avessimo dovuto scegliere tra la vittoria a Napoli e la vittoria in Supercoppa o la conquista della finale di Coppa Italia, senza ombra di dubbio avremmo scelto quello che sin qui abbiamo conquistato. La squadra è apparsa soprattutto nel primo tempo, più spenta, deconcentrata e stanca rispetto alle ultime uscite. Così abbiamo salvato la panchina a Rino Gattuso che con il successo ottenuto rigenera un minimo di entusiasmo in una piazza dove vivono solo per questa partita. E' stata una partita brutta nel complesso, ma la Juventus riesce a essere più brutta della partita. Per lunghi tratti sono le difese ad avere la meglio che così ben piazzate rendono difficile, se non quasi impossibile, creare un vero pericolo per i portieri, ma spesso il pallone non arriva neppure nei pressi delle due aree, impigliandosi nelle gambe di qualche avversario per colpa di uno dei tanti errori che hanno caratterizzato la partita. Una partita che per la Juventus era come detto fondamentale per continuare l'inseguimento alle milanesi, ora pericolosamente interrotto dalla sconfitta con la vetta distante 8 punti (sempre con una partita da recuperare proprio contro i partenopei). Perché la Juventus l'ha sbagliata in modo così clamoroso? Era l'ultima partita di un lungo ciclo di partite ed era la partita che precede l'inizio della fase a eliminazione diretta della Champions League: è evidente la stanchezza della Juventus. Più mentale che fisica, perché ci sono momenti in cui i bianconeri tengono il campo con una parvenza di intensità, ma è la mancanza di idee e la lentezza della manovra che sorprendono in negativo. Le ultime Juventus, alte o basse che fossero, erano più feroci e lucide, questa è sgasata e spuntata. E' successo altre volte nel corso di questa stagione e non è successo solo alla Juventus di incappare in un blackout agonistico ma un po a tutte le squadre, chi più chi meno. Il problema, per la Juventus, sono i punti persi all'inizio (Crotone e Benevento su tutte). Chissà se Pirlo si rimprovererà la scelta di Bernardeschi dall'inizio al posto di McKennie. Ma l'americano non stava benissimo ed è stato preservato per la partita di mercoledì a Oporto. L'azzurro è protagonista di sessanta minuti in cui sbaglia molto, ma sarebbe impietoso e ingiusto prendersela solo con lui, in quanto sono mancati quasi tutti: a partire da Ronaldo e Morata, mai sufficientemente precisi e cattivi, continuando con Rabiot, un po' confuso in costruzione e con Alex Sandro, che è entrato nella ripresa al posto di Cuadrado (problemino muscolare) ma non ha inciso. Si salvano in pochi: De Ligt e Danilo si fanno apprezzare, ma è difficile salvare la prestazione di tutti. Il Napoli passa in vantaggio in modo davvero fortuito, grazie a un rigore giustamente assegnato con il Var dopo mezzora di gioco. Punizione da sinistra, Chiellini salta insieme ad un giocatore del Napoli e gli piazza la mano in faccia allargando in modo innaturale il braccio sinistro. Situazione anomala, ma rigore ineccepibile. Fin lì la partita era stata noiosa e senza particolari emozioni. La Juventus era partita aggressiva schiacciando il Napoli nel primo quarto d'ora, ma senza creare occasioni degne di nota. Poi il Napoli aveva ripreso un po' di campo, ma senza mai impegnare Szczesny. Due squadre sotto tono e una partita che ne soffre, nella quale il Napoli ha forse il merito di sacrificarsi di più, soprattutto quando deve difendere il vantaggio e lo fa con tutti i giocatori. Negli ultimi dieci minuti della partita, con Kulusevski e McKennie in campo, la Juventus costruisce le uniche occasioni: per due volte è fenomenale Meret (subentrato al posto di Ospina, infortunatosi nel riscaldamento). Ma non è sufficiente per raggiungere nemmeno il pareggio che fondamentalmente sarebbe stato il risultato più giusto per quanto non visto in campo. Ancora una volta è pesata l'assenza di Arthur che si dimostra sempre più indispensabile per il nostro centrocampo. Senza di lui perdiamo molto in termini di sicurezza ed intraprendenza.
Ma adesso è già tempo di voltare pagina in quanto ci attende una sfida cruciale in Portogallo dove memori della trasferta a Lione della passata stagione bisognerà stare molto attenti a non commettere passi falsi che potrebbero nuovamente comprometterci il passaggio del turno. Dopo le ultime due stagioni molto tribolate in Europa ci attendiamo da questa almeno un approdo sicuro ai quarti di finale. Poi di li in poi lo sappiamo che parte una stagione nella stagione e tutto potrà accadere. Un passo per volta. Peccato non poter tornare in trasferta ad Oporto, città meravigliosamente bella che abbiamo avuto il piacere di visitare quattro anni fa in un altra trasferta della Champions. Dove non siamo arrivati. Solo il Covid ha potuto fermarci. Speriamo solo di poter riprendere presto il nostro viaggio in giro per l'Europa al seguito della Juve.
La JOFC LEAGUE in questa settimana ha visto il Club di Milano totalizzare nuovamente più punti di noi (17 per la precisione) in una serata in cui è stato difficile far punti per tutti stante il risultato avverso, la mancanza di goal e il cambio non preventivato per infortunio di Cuadrado. Adesso il vantaggio è sceso nuovamente sotto i 400 punti. Bisognerà tenere duro a partite dalla sfida di Champions, ma per farlo servirà l'aiuto di tutti nel partecipare in massa al gioco.
FORZA RAGAZZI in campionato nulla è perduto, dopo la partita ovviamente la delusione la fatta da padrona nelle chat del Club ma già al giorno dopo eravamo tutti carichi e pronti a ripartire come se nulla fosse accaduto.
CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI! FINO ALLA FINE
JC ANDRIA

 

 
 
CHE GODURIAAAAAAAAAAAA. SIAMO IN FINALE DI COPPA ITALIA
 
Intertriste....chiacchierone, sogna sotto l'ombrellone, tricolore...coppe varie......e come l'anno scorso e come l'anno prima, il nostro chiacchierone continuerà a sognare......... 
Dirvi che abbiamo goduto come dei porci.....è troppo riduttivo. La serata di martedì sera ha visto tutto il popolo gobbo festeggiare ancora una volta a danno dei tifosi delle Merde di Milano. Questa la considerazione che meritano in virtù delle continue puttanate che raccontano, alle quali loro stessi in fondo in fondo non ci credono. Pagliacci e ridicoli da sempre hanno avuto ancora una volta l'ennesima lezione sul campo. Non hanno ancora compreso che festeggiare una singola vittoria dopo anni di vacche magre...non porta a niente, quelle che vanno festeggiate sono le vittorie che ti portano ad obiettivi o al raggiungimento di una finale. E' inutile spiegarlo non lo capiranno mai........
0-0 il risultato finale: avanti Juve con il minimo sforzo e senza strafare, anzi alla fine della partita il migliore in campo è risultato essere il loro portiere. Detto questo detto tutto. Juve meritatamente in finale di Coppa Italia. Bravo Pirlo detto il maestro, che anche in veste di allievo s'è rivelato ampiamente all'altezza del suo mentore Antonio Conte..... spedendo quest'ultimo..... dietro la lavagna. Cioè fuori dalla Coppa Italia. I merdazzurri hanno provato per buona metà del primo tempo a trovare quel goal che avrebbe riaperto i giochi. Ma la bravura di Demiral e De Ligt su tutti hanno evitato ogni pericolo per i bianconeri. Che poi, nella ripresa, abbastanza in scioltezza salvo qualche mischione nel finale, hanno gestito con disinvoltura una pareggio a reti inviolate che forse - proprio perché a reti inviolate - rappresenta un ennesimo importante passo in avanti in termini di consapevolezza dei mezzi e in termini di solidità anche mentale. Un passo avanti che, più concretamente ancora, porterà a disputare la finale contro una sempre più sorprendente Atalanta capace di mettere fuori quelli della ASL NAPOLI prossimi nostri avversari in campionato.
Pirlo ha puntato sul solito spartito (4-4-2 tendente al 3-5-2 a seconda delle fasi di gioco) ma schiera interpreti più accorti. A centrocampo c'è Cuadrado, a destra, con Bernardeschi a sinistra deputato a prendere in consegna (quantomeno provarci......) uno dei più in forma di questa stagione nelle fila delle merde: Hakimi. In attacco Kulusevki insieme con Ronaldo. Come detto evanescente l'attacco degli intertristi. Si fa presto a capire quale sarà l'andazzo, con la Juve a difendere il prezioso risultato maturato a San Siro e l'Inter ad attaccare. Il possesso palla juventino è molto sterile, con l'Inter che in diverse occasioni da l'impressione di poter pervenire da un momento all'altro alla rete del vantaggio . Reclamano un rigore che ovviamente non c'era. Hanno infatti squalificato la "zolla del campo" per il fallo su  Lautaro.......ahahahahahahahahah. La Juventus resiste come può e, soprattutto, dove può: rintanata nella propria metà campo. Bernardeschi e Alex Sandro appaiono molto spaesati. L'ottima prova di De Ligt e, soprattutto, Demiral, come detto, evitano diversi guai. Su sponda Juventus si potrebbe menzionare un doppio guizzo di Cristiano Ronaldo sul finale di tempo. che ha provato a portare la Juve in vantaggio. Un po' più grintosi, i bianconeri, nella ripresa con gli ingressi di McKennie, Chiesa e Chiellini (nel finale). Mentre gli sfigati cominciano a sentire la stanchezza e l'incombenza dello scorrere dei minuti. Poi Cristiano Ronaldo inizia a prendersi come sempre la scena. Anche se al suo cospetto trova un Handanovic smanioso di riscatto dopo certe disfatte della partita d'andata. Ebbene in due occasioni l'estremo merdazzurro ha riflessi e intuito, fisicità opportuna per evitare un gol che significherebbe la chiusura anticipata del discorso semifinali. Le sue prodezze, però, non fanno altro che prolungare una attesa che rimane vana nonostante i rabberciati e a quel punto sconclusionati assalti intertristi nei minuti finali. Grande Andrea Pirlo, piccolo uomo Antonio Conte. Non aggiungiamo altro. Si dovrebbe solo vergognare per quanto fatto a casa nostra che è stata anche casa sua. Devi crescere. Mentre Conte ed i suoi seguaci erano li a leccarsi le ennesime ferite e l'ennesima delusione stagionale, noi eravamo letteralmente impazziti dalla gioia. Nelle chat del Club l'entusiasmo ha raggiunto dei picchi incredibili e sino a tarda ora. Questa partita la sentivamo tanto. Viverla purtroppo a distanza non ha di certo aiutato nessuno. Ognuno ha raccontato il suo modo di vivere la partita. Come la squadra ha lottato in campo così noi tifosi abbiamo lottato da casa, quasi come se stessimo giocando noi in campo.....tra chi girava intorno al tavolo o chi percorreva il corridoio della propria abitazione in lungo ed in largo manco se così passasse più in fretta il tempo. Che ridere, quanto gobbi siamo, te ne accorgi proprio da questi racconti. Bellissima l'accoglienza all'esterno riservata alla nostra squadra dai tanti tifosi accorsi. Una fumogenata ha fatto da contorno all'arrivo del pullman. Cori, bandiere e passione pura segno evidente di una voglia matta di poter tornare dentro. Anche il bus delle Merde ha ricevuto l'accoglienza che meritava.....
Il tesseramento a sostegno del nostro Club è stato prorogato di qualche altro giorno. Adesso il numero ci vede attestati a 559. A passi piccolissimi stiamo sempre più consolidando il risultato che ci eravamo prefissi: difendere la nostra sede sociale! CI SIAMO RIUSCITIIIIIIIIIIII! 
Nel Torneo della JOFC LEAGUE invece siamo riusciti, in un turno dove era difficilissimo pronosticare il risultato esatto, a difendere ed incrementare di quasi 60 punti il nostro distacco sul Club di Milano. Questo non vuol dire assolutamente nulla ma serve a far comprendere a tutti che più siamo a giocare più potremo restare in vetta.
Archiviata la conquista della FINALE DELLA COPPA ITALIA ci rituffiamo nel campionato dove proveremo con ogni nostra forza a compiere una rimonta incredibile. Per farlo ed alimentare questo sogno bisognerà provare a vincere anche a Napoli. Non sarà facile considerando il loro momento e soprattutto il loro impegno massimo nelle sfide contro di noi. Contro tutto e tutti la JUVE dovrà regalarci un altra serata da sogno, lo meritiamo soprattutto per lo squallido teatrino e le solite manfrine messe in atto dallo sceneggiatore di quella società che non sappiamo ancora se sia "sportiva"....o "sanitaria".......
MI RACCOMANDO TUTTI COMPATTI NEL FARE I PRONOSTICI E SOPRATTUTTO TUTTI UNITI CON LA NOSTRA SQUADRA.
LOTTIAMO E NON MOLLIAMO MAI!
JUVENTUS CLUB ANDRIA, PIU' DI UN PASSO AVANTI RISPETTO A TUTTI  
 

 
 
BATTUTA ANCHE LA ROMA!
 
Sesta vittoria consecutiva per la Juventus che, dopo la sconfitta in casa dell'Inter in campionato del 17 gennaio scorso, non si è più fermata. Stavolta tocca alla Roma, finora incapace di battere una big in stagione, cadere allo Juventus Stadium. Finisce 2-0 per i bianconeri, con il match aperto nel primo tempo dal solito Cristiano Ronaldo (rete numero 23 in 24 partite), che ha festeggiato al meglio il suo trentaseiesimo compleanno e chiuso dall'autorete nella ripresa di Ibanez determinata da una grande azione di Cuadrado e Kulusevski. Sorpasso in classifica per la Juventus, che sale al terzo posto davanti ai giallorossi e che si prepara nel migliore dei modi all'importante trittico che l'attende nei prossimi giorni: ad iniziare martedì con la semifinale di ritorno in Coppa Italia allo Stadium contro l'Inter (si parte dall'1-2 dell'andata per noi), poi sabato con la trasferta a Napoli di campionato e mercoledì 17 in casa del Porto per l'andata degli ottavi di Champions League. Ancora un grosso sforzo servirà produrre per uscire al meglio da questo periodaccio intenso di sfide importanti e difficili.
Pirlo cambia un solo elemento rispetto alla formazione preventivata alla vigilia, dopo il turnover visto con l'Inter: Cuadrado va in panchina, con Danilo spostato sulla fascia destra e Alex Sandro sulla corsia opposta. Invertite, poi, le posizioni di Chiesa (a destra) e McKennie (a sinistra). Un atteggiamento scelto per contrastare le volate giallorosse sugli esterni. E proprio Alex Sandro è protagonista nell'azione del vantaggio: il brasiliano va in profondità, inseguito invano da Cristante, e appoggia indietro per Morata. Pronto assist per Ronaldo al limite, con controllo di destro e tiro di sinistro praticamente da fermo, con una traiettoria che non dà scampo al portiere. Gran goal!
La Roma prova a reagire, con un atteggiamento aggressivo, ma le opportunità create sono poche. Più incisiva la prova della Juventus, che sfrutta gli spazi con repentini cambi di fronte o verticalizzazioni. Al 22' ancora Alex Sandro ripropone al centro per il destro di CR7: la deviazione in chiusura di un difensore giallorosso, manda la palla a colpire la parte bassa della traversa e poi a rimbalzare il campo prima della linea. Siparietto tra Ronaldo e l'arbitro Orsato, con il portoghese che chiede invano di vedere in prima persona l'orologio della gol line technology e l'arbitro che se la ride di gusto. Il tempo si chiude con CR7 ancora protagonista, con un destro centrale parato dal portiere.
Dopo l'intervallo la Juventus si limita a controllare, ma la Roma non riesce a salire di tono pur mantenendo il pallino del gioco in mano. La Juve rintuzza tutti gli attacchi a difesa di Szczesny con Chiellini assoluto protagonista. Ma proprio nel momento migliore della Roma ecco giungere al raddoppio la Juventus. Protagonista, anche in questo caso, un sostituto: Kulusevski mette al cento da destra, imbeccato da Cuadrado, e Ibanez, preoccupato per la presenza incombente di Ronaldo, mette alle spalle del proprio portiere. La partita si chiude praticamente qui, con una sola preoccupazione per la Juventus, quando Bonucci chiede il cambio a pochi minuti dal termine: un acciacco fisico che speriamo possa essere nulla di che. Vittoria di carattere, da grande squadra ottenuta con cinismo grazie alla tattica di Pirlo che ha preferito attendere la Roma per poi colpirla. Vittoria che permette alla Juve di restare in scia delle milanesi pronta ad approfittare degli errori che sicuramente ci saranno. Ovvio che bisognerà cercare di non perdere molti punti per strada come fatto nel girone di andata ad iniziare dalla difficilissima trasferta di Napoli di sabato pomeriggio. Ma come detto prima bisognerà compiere l'impresa di raggiungere la finale di Coppa Italia eliminando l'Inter. Dimentichiamoci del risultato maturato a San Siro. Si riparte dallo 0-0 e ci sarà da battagliare per conquistare un altro traguardo. Stringiamo i denti e seppur a distanza cerchiamo di trasmettere tutti quel calore ideale alla squadra di cui ci sarà bisogno in una sfida come questa. Come fare? semplice.....crederci sempre ed arrendersi mai e sostenendo chiunque scenderà in campo. Si sta ricreando nello spogliatoio un clima davvero bello come non lo si vedeva da almeno tre anni. 
Come sempre nelle chat del Club fiumi di messaggi ad accogliere quest'altra importante vittoria contro la Roma. Clima come sempre goliardico e soprattutto molto famigliare. Si spera sempre che a breve si possa magari tornare a ripopolare il nostro Club oramai chiuso da fine ottobre. Nella JOFC LEAGUE giornata favorevole al Club di Milano che riesce a totalizzare oltre cento punti più di noi. Segno evidente che qualcuno dei nostri non avrà giocato oppure non si è stati fortunati nel pronosticare. Resta il fatto che siamo sempre avanti e che ci vorrà la collaborazione di tutti nell'essere costanti nel gioco, per poter difendere la vetta della classifica conquistata prima di Natale. E' una bella sfida e comunque andrà a finire sarà stato bello per tutti noi.  Il tesseramento al Club volge oramai al termine. Altre due iscrizioni negli ultimi giorni vede il numero complessivo adesso a 558. Un ringraziamento di vero cuore a tutti per il risultato raggiunto. Sappiamo di poter contare su un grande gruppo di persone che ha dimostrato di tenere molto al Club. Ne siamo tutti orgogliosi di quello che siamo. Agli altri come sempre lasciamo le chiacchiere da bar.....ai fatti ci pensiamo sempre NOI!
AVANTI JUVENTUS, AVANTI NOI!
 

 
 
LA RIVINCITA E' SERVITA.....
 

La vendetta è un piatto che va servito freddo, meglio ancora se un pò alla volta.

La Juventus si vendica della sconfitta in campionato mettendo una serie ipoteca sulla qualificazione alla finale di Coppa Italia. L'1-2 in casa delle Merde di Milano, consentirà di concedersi anche una sconfitta per 0-1 per poter passare il turno nel match in programma a Torino martedì prossimo. Ancora una volta abbiamo dimostrato a quegli esseri che da sempre si sentono inferiori, di che pasta siamo fatti. Non imparano mai nulla. Hanno festeggiato come se avessero vinto un trofeo, la gara vinta in campionato, mentre noi a differenza loro, abbiamo imparato la lezione di quella sera, prendendoci una immediata rivincita ma senza enfatizzarla più di tanto. Si è solo concluso il primo tempo di una sfida che deve ancora raccontare molto. Bisognerà restare sul pezzo onde evitare brutte sorprese.  Partita solida per i bianconeri, con una tendenza ad abbassarsi nel secondo tempo, come avvenuto anche contro la Sampdoria. Un atteggiamento logico di fronte al tentativo, confuso ma arrembante, dei merdazzurri di raggiungere il pareggio, ma con una buona gestione delle situazioni di pericolo. Protagonista assoluto Cristiano Ronaldoche firma la rimonta, dopo il vantaggio degli intertristi, con una doppietta: prima su rigore, poi approfittando con astuzia di un clamoroso errore della loro retroguardia. Una “furbata” festeggiata portandosi un dito alla tempia, a ribadire quanto serva la testa in certe circostanze. Finalmente, dopo anni ed anni di attesa, dal 1998 per la precisione, hanno potuto assistere al goal su calcio di rigore di Ronaldo.......ahahahahahahaha, quanto godiamo!
La Juve storicamente non sbaglia mai due partite di fila contro la stessa avversaria. La sorte ci ha permesso immediatamente di cancellare l'infausta serata di sole due settimane addietro quando abbiamo perso più per demeriti nostri che per meriti loro. Ma quella sconfitta è servita di lezione.
Pirlo si presenta con tre novità rispetto alla formazione ipotizzata alla vigilia: Demiral centrale di difesa, Rabiot in mezzo al campo e Bernardeschi sulla fascia sinistra. Scelte che inizialmente hanno lasciato perplessi molti sostenitori. La Juventus viene subito colpita a freddo da un contropiede in velocità. Un cross al centro vede De Ligt anticipato con una conclusione su cui Buffon non è del tutto perfetto. Il merito della Juventus è quello di non perdersi d'animo e di mettere pressione agli avversari con una ricerca del possesso nella trequarti nerazzurra. Il pareggio arriva poco prima della mezz'ora, quando l'arbitro, su segnalazione del Var, rivede un'azione in area, giudicando da rigore la trattenuta di un difensore ai danni di Cuadrado. Ronaldo realizza dal dischetto. E il portoghese diventa protagonista assoluto al 35', quando manda in affanno Bastoni e Handanovic: il difensore controlla palla al limite con il portiere in uscita, ma entrambi temporeggiano. CR7 ne approfitta per inserirsi e spedire in porta di precisione da posizione molto defilata. Apoteosi nelle nostre chat dove si invita alla prudenza.
Errori che caratterizzano una ripresa combattuta, con interventi spesso sul filo della sanzione arbitrale. Dopo una parata di Handanovic su Bernardeschi, la Juventus rischia il 2-2 su un pasticcio difensivo: De Ligt appoggia a Bentancur, che perde palla sul pressing di Vidal. Il cileno appoggia al connazionale Sanchez, il cui tiro è respinto miracolosamente sulla linea da Demiral. L'Inter diventa arrembante ma la Juventus respinge ogni tentativo. Buffon
 si fa perdonare con una parata mostruosa su Darmian. Esce anche CR7, Pirlo si cautela con Arthur, Morata e Chiellini, dopo aver già fatto entrare Danilo. La Juve chiude in avanti senza rischiare più niente. Se in campo i calciatori festeggiano con moderatezza, nelle chat del Club l'entusiasmo arriva alle stelle per questa immediata rivincita che andrà ovviamente completata martedì prossimo nella gara di ritorno dove bisognerà essere molto attenti a non commettere errori. Dobbiamo conquistare con tutte le nostre forze l'ennesima finale della COPPA ITALIA di questi ultimi anni. Abbiamo un vantaggio non da difendere ma da consolidare! 
Che ridere vedere alla vigilia della gara tutti i tifosi della loro curva riuniti sotto lo stadio per accogliere il pullman della squadra......in pratica copiano ogni cosa che vedono prima fare agli altri. Non solo, ma si sono ridicolizzati affiggendo dei manifesti a difesa della loro città che ritengono non sia gobba.....ahahahahaaha in pratica è stata una ammissione di quanto diciamo noi da sempre....ovvero che loro sono la terza squadra di Milano. Sempre più ridicoli. Ma non lo diciamo noi. Lo pensano oramai diverse tifoserie in tutta Italia. C'era una volta la Nord di Milano.......
Nello spettacolare torneo tra Official Fan Club ancora un testa a testa avvincente con il Club di Milano. In questo turno abbiamo stabilito ben 594 punti, record assoluto sin qui del torneo, contro i 592 del Club meneghino, a riprova ancora una volta che Milano è sempre più bianconera. In pratica una sorta di pareggio che ci lascia sempre in vetta con oltre 3.000 punti totalizzati ed un vantaggio di 450 punti. Serve costanza e soprattutto fortuna in questo gioco. Ma se giochiamo in tanti riusciremo a reggere la sfida.  
 
Al Club nonostante siamo oramai a febbraio riusciamo a smuovere seppur di una sola unità il numero dei soci giunto adesso a 556 totali. Manterremo il tesseramento aperto sino a tutto febbraio per chi volesse ancora contribuire a sostegno della nostra realtà. Abbiamo raggiunto il grosso risultato di difendere la nostra storica sede sociale nonostante la chiusura forzata da fine ottobre. Il tutto grazie ai tantissimi che anche in questa stagione hanno volto iscriversi indipendentemente dall'apertura degli stadi. 
Grazie alle chat del Club, grazie a questo originale gioco ideato dalla JUVENTUS, siamo riusciti nell'intento di mantenere viva la vitalità che ha sempre contraddistinto il nostro gruppo. Siamo certi che presto torneremo a ripopolare la nostra sede, nell'attesa restiamo uniti più che mai a sostegno di questa squadra che non finisce mai di regalarci soddisfazioni.
Adesso ci attende un altra sfida di campionato a dir poco dura. Contro la Roma molto bistrattata in questa stagione ma che sin qui è riuscita a conquistare ben 41 punti (uno tolto a tavolino). Servirà molta attenzione contro una rivale storica che farà il possibile per metterci in difficoltà. 
AVANTI JUVE, INSIEME SUPEREREMO OGNI OSTACOLO.
LOTTA E NON MOLLARE MAI!
JC ANDRIA
 

 

 
 
LA JUVE NON SI FERMA
 
Quanto era importante la partita di Genova contro la Sampdoria? tantissimo per la nostra Juventus, chiamata a dimostrare di essere sulla strada giusta verso una rimonta che avrebbe dell'incredibile. Soffrendo, stringendo i denti e dimostrando un carattere importante la Juventus porta a casa tre punti molto significativi: 0-2 il risultato finale. Ha giocato bene? Soprattutto nel primo tempo, nel secondo ha sofferto un pò la Samp, complice il non aver chiuso la partita nella prima frazione. Ma paradossalmente è questa la buona notizia per Pirlo che sapeva già di avere una squadra frizzante e tecnica, ma non aveva ancora trovato una squadra matura che, in situazioni critiche, sa difendere un gol di vantaggio. Si respira un aria che non si registrava da qualche stagione. La difesa ha retto all'urto, riuscendo a soffrire e mantenendo una lucidità vista poco nella primissima parte di stagione, la presenza di Chiellini in campo, in questo senso, non è assolutamente casuale. Il capitano bianconero primeggia su tutti, salva un gol stoppando un tiro a botta sicura di Quagliarella, lotta in maniera indomabile su ogni tentativo blucerchiato e carica tutto il suo reparto che disputa, forse, la migliore prestazione della stagione in campionato. Perché se è vero che la Juventus gioca molti minuti della ripresa nella propria metà campo, è altrettanto vero che Szczesny non deve compiere miracoli: davanti a lui la Juventus si sigilla con esperienza. Il fatto che poi, all'inizio del recupero, la squadra di Pirlo trovi la zampata di Ramsey è poi ulteriore prova di maturità e cinismo. Partita sporca, vittoria brillante.
La chiave, oltre a Chiellini, è la trasformazione del centrocampo che ormai sembra aver trovato il suo equilibrio intorno ad Arthur e McKennie. Che il terzo sia Bentancur o Rabiot cambia poco: la classe e la visione di gioco del brasiliano e il dinamismo funambolico dell'americano rappresentano la svolta della stagione. Ora tutto gira in modo logico e anche la mancanza di forma da parte di CR7 diventa una annotazione a margine, non un problema cruciale. Anzi se prima si giocava solo per CR7 adesso è Cristiano a mettersi al servizio della squadra. Non sarà un caso se nelle ultime partite siano andati a segno quasi tutti i centrocampisti cosa che nella Juve non accadeva da almeno tre stagioni.
Nel primo tempo il dominio della Juventus è frizzante, ritmato e praticamente totale. Lo zero alla voce "parate di Szczesny" è indicativo dell'andamento dei primi quarantacinque minuti. La squadra di Pirlo corre bene: McKennie e Bentancur sono micidiali, così come Chiesa e il gioco si sviluppa verticale, con una pressione alta che mette sotto pressione la Sampdoria nella sua metà campo. Esattamente come chiedeva Pirlo. Il problema è che un tempo giocato in quel modo non può finire con un solo gol di differenza. L'1-0, firmato da Federico Chiesa, è almeno di due taglie in meno rispetto a quanto accaduto in campo e se Ronaldo può fare un esame di coscienza per due errori inusuali per lui, in generale è la mancanza di concretezza che potrebbe non piacere a Pirlo.
Di sicuro Pirlo si sarà arrabbiato per l'atteggiamento del secondo tempo. Perché il dominio juventino si interrompe e la Sampdoria prende campo in modo preoccupante per la difesa bianconera. Nel frattempo Ronaldo e Morata, che Pirlo ha allargato tantissimo, lasciano spazi interessanti per McKennie spesso in posizione di punta centrale, ma senza creare grossi pericoli per la difesa blucerchiata. La Samp invece è lodevole per la determinazione con la quale cerca il pareggio su un terreno sempre più infame per la pioggia battente durata per tutta la partita (dopo la finale di Supercoppa giocata sul terrificante manto di Reggio Emilia, un altro prato indegno per la Serie A). Poi mentre la Samp cerca in tutti i modi di trovare l'imbucata giusta, un contropiede fulmineo consente a Ronaldo di effettuare la giocata che gli vale, da sola, la sufficienza in una partita davvero opaca: il lancio per Cuadrado è perfezione calcistica, la finta del colombiano sbilancia tutta la difesa e libera Ramsey che calcia solo a porta vuota per il definitivo 0-2. E la vittoria pesa, non tanto per la serie che si allunga, quanto perché si solidifica l'anima della squadra di Pirlo. Restiamo nella scia delle milanesi ed agganciati alla Roma prossima avversaria allo Stadium da battere ad ogni costo. A partire da martedì sera la Juve sarà chiamata ad un autentico tour de force. Prima a San Siro per l'andata delle semifinali della Coppa Italia contro le Merde di Milano, una sorta di gara rivincita per noi. Bisognerà fare risultato ad ogni costo per indirizzare favorevolmente la gara di ritorno in programma sette giorni dopo.  
Grande l'entusiasmo nelle chat del Club sabato sera subito dopo la vittoria al Ferraris. Grande la soddisfazione di tutti per l'ennesima convincente prestazione della squadra sempre più a immagine e somiglianza di Andrea Pirlo. Grande umorismo da parte di tutti i soci che contribuiscono a creare un clima sempre molto gogliardico nell'attesa di poterci ritrovare tutti presso la sede del Club. Anche il risultato conseguito nella JOFC LEAGUE è stato nuovamente favorevole al nostro Club che riesce a totalizzare oltre 300 punti una cinquantina in più del Club di Milano che insegue. Vetta della classifica mantenuta con un distacco di 450 punti. Bisognerà continuare ad essere costanti nel partecipare al gioco dei pronostici. Più lo saremo, più resteremo in testa. 
Il tesseramento al Club resterà aperto ancora per questa settimana. Siamo arrivati a quota 555 soci. Resta per noi un risultato incredibile in un annata così. Segno evidente dell'orgoglio di appartenenza che tutti hanno nei confronti di questa splendida realtà. 
CREDERCI SEMPRE....ARRENDERSI MAI IL NOSTRO MOTTO
JC ANDRIA PIU' DI UN CLUB 
 

 
 
LA JUVE VOLA IN SEMIFINALE DI COPPA ITALIA
 
La Juventus batte per 4-0 la Spal, formazione che milita nella serie cadetta ed accede, ancora una volta, alle semifinali della Coppa Italia dove potrà provare a riscattare immediatamente il 2-0 subito solo dieci giorni fa a San Siro che ancora non è andato giù a noi tifosi come a tutto l'ambiente bianconero. La rivincita che vale una finale è in programma martedì 2 febbraio a Milano con la gara di ritorno dopo una settimana allo Stadium. Le semifinali di Coppa Italia non sono mai state in pericolo, la Juve ha regolato in maniera agevole una volenterosa Spal, mettendo in risalto le qualità di titolari aggiunti, rincalzi di lusso e giovani promettenti. Morata su rigore, Frabotta, Kulusevski e Chiesa hanno messo a segno le marcature.
Buffon titolare e capitano alla vigilia del suo 43° compleanno, Dragusin dall'inizio con Demiral e De Ligt a comporre un trio da 21 anni e 85 giorni di età media, Fagioli al debutto assoluto, Morata e Kulusevski di punta: ecco le scelte di Andrea Pirlo. La Spal se la gioca senza pressioni e sotto sotto pensa ad impensierire i bianconeri. Ma la Juve, memore della gara nei quarti contro il Genoa, vuole chiuderla presto la pratica per la conquista delle semifinali. Ci provano prima Frabotta, poi Morata ma niente. Il vantaggio si concretizza al quarto d'ora in seguito a un errore clamoroso dell'arbitro che scambia un fallo del difensore spallino su Rabiot per una simulazione del francese, pure ammonito: il Var fa capire al fischietto che l'azione merita di essere rivista e così l'assegnazione del rigore per la Juve diventa inevitabile. Morata non ha pietà e spiazza dal dischetto il portiere. Il raddoppio è storia dopo la mezz'ora con Frabotta che segna il primo gol da juventino: il terzino approfitta di uno slalom ubriacante di un Kulusevski in palla (lo svedese si porta a spasso mezza difesa avversaria) e con il sinistro insacca, complice una leggera deviazione. Nel frattempo la Spal, quinta forza della Serie B, ci aveva provato timidamente in ripartenza, ma la differenza di categoria salta agli occhi: Ramsey e Morata combinano bene, Fagioli cresce in personalità grazie ai consigli urlati da Pirlo e in difesa la coppia del futuro Demiral-De Ligt piace. Nel frattempo si fa male Bernardeschi e dopo l'intervallo, Pirlo lo sostituirà con il giovane Di Pardo, altro esordiente.

Il primo tempo di Buffon? Più urla, rivolte in particolare a Demiral, che palloni giocati. Fatto sta che la Spal, a parte un tentativo, non lo chiama mai in causa, mentre sull'altro fronte l'intesa Morata-Kulusevski è un ottimo segnale in prospettiva. È ancora Kulusevski a brillare non soltanto per le conclusioni verso la porta, ma soprattutto per quel senso del movimento costante che manda in bambola gli avversari costringendoli spesso all'errore. Pirlo cambia l'acciaccato Morata con Chiesa e Frabotta con Alex Sandro fresco rientrante dalla guarigione dal Coronavirus (finalmente sono stati tutti recuperati). La Spal ha ormai staccato la spina, ne approfitta Chiesa che serve Kulusevski per il 3-0. Debutta anche il 2002 Da Graca al posto di Demiral, quindi McKennie rileverà Fagioli alle prese con i crampi. Chiesa va a un passo dal poker, che metterà a segno a pochi secondi dal termine.
Ancora una volta va sottolineato il coraggio di Andrea Pirlo nello schierare molti giovani. Crediamo che il lavoro del mister alla lunga porterà i suoi frutti soprattutto in ottica futura. Del resto adesso tutti quanti si rendono conto dell'importanza del progetto dell'Under 23 in serie C. Come sempre i primi ad avviare tutti i progetti di crescita di una Società che non ha eguali sul territorio nazionale e che guarda con grande ottimismo alle big del calcio internazionale avvicinandosi di gran leva agli standard europei che il calcio moderno oggi giorno richiede gioco forza. Sorridiamo nel vedere altrove ben altri problemi di natura economica.
Continua ancora per qualche giorno, sino a fine mese, il tesseramento al Club che ci vede adesso attestati a quota 552 iscritti. Ci sarà tempo sino al 7 di febbraio dopo di che se ne riparlerà in estate per la nuova stagione che speriamo di poter riprendere nella più assoluta normalità. Un grosso grazie lo dobbiamo rivolgere a tutte quelle attività che ci hanno collaborato nella sottoscrizione e raccolta delle tessere, da Nodo Gordiano alla Paramedical, dagli Alimentari Lotti alla Caffetteria Goodness.
Nella JOFC LEAGUE, il torneo tra Official Fan Club, la giornata della Coppa Italia ha registrato il record di punti per il nostro Club sin qui mai ottenuto (ben 480) ma con il Club in seconda posizione (Milano) che ne ottiene incredibilmente oltre 500. Ovviamente vetta della classifica ancora mantenuta, ma bisognerà essere sempre in tanti a giocare visto che dietro ovviamente non mollano.
Adesso testa alla SAMP prossima avversaria in campionato. Vincere al Ferraris diventa fondamentale per restare nella scia delle milanesi.
FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE MAI
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO

 

 
 
ALTRA CONVINCENTE VITTORIA. RAGGIUNTA QUOTA 550 TESSERE
 

Sembra che sia già passata una eternità dalla brutta sconfitta maturata a San Siro ed invece è passata appena una settimana con la Juventus che sembra aver intrapreso una giusta strada. Il trofeo alzato al cielo a Reggio Emilia ha dato sicuramente il "la" alla riscossa bianconera. Ma nell'era del calcio Covid bisogna abituarsi a queste situazioni. Quello che più conta e l'aver ritrovato, gioco, entusiasmo e voglia di lottare. Una trasformazione incredibile che ha portato la Juventus a guadagnare ben 3 punti sul Milan e 2 sull'Inter oltre ad aver staccato il Napoli. Ma al di là dei numeri, a rilanciare la squadra di Pirlo nella corsa verso lo scudetto è il modo con cui ottiene la vittoria sul Bologna, con un 2-0 che non racconta la vera differenza di valori in campo. La Juventus è stata brillante, veloce, cattiva e, soprattutto, verticale. Merito di Arthur in mezzo al campo, che non sbaglia un passaggio dando ordine e logicità al gioco; ma anche di McKennie (superlativo il maghetto americano) e Kulusevski che creano una mole di gioco difficilmente controllabile dal Bologna; così come da un Bentancur redivivo e, soprattutto, da un Cuadrado sempre più micidiale per efficacia, concentrazione e solidità.
La Juventus vince 2-0 una partita che senza il portiere avversario avrebbe potuto avere un risultato ben più pesante per un Bologna che non ha soltanto difeso. Tantissime le occasioni sbagliate o nelle quali il portiere del Bologna è stato superlativo. A partire da Cuadrado e Bernardeschi nel primo tempo, per contare una lunga serie nella ripresa con Cuadrado, McKennie, Rabiot e Ronaldo che vedono sfumare altrettante possibilità per arrotondare il risultato. E in più ci sarebbe anche un rigore per la Juventus al 6', quando un difensore felsineo interviene sul piede di Cuadrado e l'errore, grave dell'arbitro, non viene corretto dal Var. Insomma, la mole di gioco offensivo creato dalla Juventus è talmente superiore e il dominio tecnico così indiscutibile, che cancella la parte iniziale del secondo tempo, nella quale i bianconeri perdono molta concentrazione rischiando clamorosamente il pareggio. Su questo aspetto mentale Pirlo dovrà lavorare tantissimo nei prossimi giorni per evitare queste pericolose pause che già nella passata stagione ci sono costate diversi punti. L'ingresso di Alvaro Morata, partito inizialmente in panchina, restituisce vivacità alla Juventus che finisce la partita schiacciando il Bologna nella sua area e trovando il gol con McKennie, sciupando poi almeno altre due occasioni.
Il vantaggio bianconero arriva al 15' del primo tempo grazie ad un tiro da fuori di Arthur che viene deviato da un bolognese in modo da renderlo imparabile per il portiere, andato completamente dall'altra parte. Il raddoppio nella ripresa ad opera di McKennie al 71': corner e l'americano di testa insacca.
Nella Juventus che sta trovando un modo di giocatore sempre più vicino alle idee di Pirlo spicca la prestazione di un grandissimo Szczesny che ripete la magistrale prova di Reggio Emilia (parata strepitosa su di un colpo di testa suicida di Cuadrado, oltre ad altri decisivi interventi). Ma sono da applausi le prestazioni di McKennie che al di là del gol è sempre più indispensabile per rendere fluido e veloce il gioco, di Kulusevski che continua a crescere, ma molto positivo anche Chiellini (alla quarta gara consecutiva), Danilo e Bentancur. 
Insomma tanti gli aspetti positivi di questa Juventus alla vigilia di un tour de force che ha dell'incredibile. Nel mese di febbraio ci giocheremo praticamente tutti gli obiettivi stagionali.
Prima però ci sarà da battare la SPAL allo Stadium per regalarsi la semifinale di Coppa Italia contro l'Inter in una doppia sfida da brividi! Poi si andrà a Genova contro la Samp. per una trasferta molto impegnativa visto lo stato di forma degli uomini di Ranieri. Non bisognerà commettere passi falsi.
Nel frattempo abbiamo raggiunto quota 550 tessere al Club per questa stagione. Un risultato che lo stiamo ribadendo da tempo ha davvero dell'incredibile se lo rapportiamo alla stagione che stiamo vivendo con stadi e club chiusi. Per la precisione siamo a quota 551. Per chi lo vorrà è ancora possibile sottoscrivere la tessera in questi ultimi giorni di febbraio dopo di che se ne riparlerà nella prossima estate con la speranza che dalla prossima stagione si possa realmente tornare alla normalità. Per questa adesso iniziamo oramai a perdere le speranze per un ritorno sugli spalti. Speriamo almeno di poter riaprire la sede sociale unico modo per sentirsi più vicini alla squadra.
Nel torneo della JOFC LEAGUE invece è stata una giornata all'insegna dell'imprevedibilità sia per il risultato maturato che per i marcatori. Quindi pochi punti rispetto al solito, ma stesso andazzo per gli altri Club che ci inseguono. Un bel gioco dobbiamo dire che ha ravvivato di molto le chat del Club, che oramai sia prima delle gare che soprattutto dopo, si animano di pronostici e commenti sugli stessi. Abbiamo oltre 400 punti di vantaggio sul secondo Club ma questo non vuol dire nulla perchè basta una giornata per rimettere tutto in discussione. Bisogna essere costanti nel giocare e soprattutto fortunati nel pronosticare.
FORZA RAGAZZI. NON SI MOLLA DI UN CENTIMETRO. 

 

 
 
LA JUVE CONTINUA AD ALZARE TROFEI
 
La Juve batte il Napoli per 2-0 a Reggio Emilia conquistando la nona SUPERCOPPA ITALIANA della sua storia alla faccia di chi pensava che il nostro ciclo si fosse già chiuso domenica sera......, alla faccia di chi festeggia per una singola vittoria in campionato per poi puntualmente continuare a non vincere trofei e soprattutto ad inanellare debiti su debiti (ne sentiremo ancora delle belle....). Ancora una volta Cristiano Ronaldo è l'uomo decisivo in Supercoppa come già accaduto due stagioni fa contro il Milan in Arabia.
CR7 ha infranto l'equilibrio di una partita bloccata, segnando da vero bomber d'area di rigore. Così la Juventus porta a casa l'ennesimo trofeo di questi meravigliosi dieci anni di vittorie (non finisce di certo qui...). Un 2-0 combattuto contro il Napoli che sbaglia un rigore con Insigne (sarebbe stato l'1-1 parziale con il rischio dei supplementari), e bianconeri meritatamente in trionfo. Una gran bella festa quella inscenata dai ragazzi sia sul campo che negli spogliatoi oltre che alla Stazione di Reggio MedioPadana e sul treno che ha riportato i ragazzi nella notte a Torino.  
Pirlo batte il suo amico Gattuso (confermatosi un vero Uomo in una Società di tanti piccoli uomini.....) grazie alla superiorità tecnica dei giocatori, alla loro voglia di soffrire, di compattarsi, di ricominciare a vincere dopo la delusione di Milano.
Pirlo, come previsto, tiene Morata in panchina ma pronto all'uso, mentre Kulusevski affianca Cristiano Ronaldo e visti i precedenti la coppia promette bene. C'è Cuadrado dall'inizio, 16 giorni dopo essere stato contagiato dal Coronavirus: appena guarito, il colombiano si fionda in direzione Reggio Emilia, in tempo per riappropriarsi della maglia da titolare che se sta bene sarà sempre sua. La Juve prova subito a fare la partita avanzando grazie agli strappi di McKennie e Kulusevski, oltre alle incursioni di Danilo che impegna il portiere. Ma il Napoli non si lascia intimorire, sfiorando il vantaggio evitato da una prodezza di Szczesny per quella che sarà l'unica grande occasione di tutto il primo tempo. La sfida è equilibrata, con i partenopei che alla lunga sembrano uscire bene dal tentativo di pressing alto bianconero. La Juventus comunque dà l'idea di aver approcciato il match con altro piglio, con una testa diversa, libera dai cattivi pensieri successivi al tonfo di domenica a San Siro contro l'Inter. In particolare i campioni d'Italia evitano di scoprirsi e in fase di non possesso si mettono a volte in attesa per evitare di prestare il fianco ai rivali e lasciare le praterie scoperte come accaduto a San Siro contro le Merde. Prevalgono le difese per lunghi tratti della gara.
La ripresa comincia subito con Bernardeschi al posto di Chiesa, costretto a uscire per via di una caviglia dolorante. Berna sfiora subito il vantaggio dopo un bel triangolo con McKennie, ma il tiro è sporco e Ospina si salva bloccando il pallone sulla linea dopo che i centrali napoletani s'erano fatti sorprendere. Chiellini, nel frattempo, alla terza partita di fila da titolare tiene a bada l'intero fronte di attacco napoletano mentre sull'altro fronte è Ronaldo che, servito in velocità da Arthur, cerca di approfittare di un'ingenuità avversaria. Si procede in pratica a fiammate, come quando Ronaldo la mette in mezzo e Manolas sfiora l'autorete. È la svolta, perché dal calcio d'angolo battuto da Bernardeschi è Bakayoko a innescare involontariamente il fuoriclasse portoghese: basta una girata di sinistro a due passi da Ospina per scatenare l'entusiasmo juventino. Sono 20 gol in 20 partite stagionali per Cristiano, al 760° sigillo in carriera. La Juve capisce che è arrivato il momento di approfittare dell'inerzia di una partita che ha preso la sua direzione. Lampi di Cuadrado in fascia, un paio di verticalizzazioni di Arthur che dimostra di avere più visione di Bentancur, ma il risultato rimane in bilico. L'occasione più ghiotta per il pareggio ce l'ha Insigne su rigore dopo contatto Mertens-McKennie che l'arbitro giudica falloso dopo aver rivisto l'azione al Var. La mezz'ora è passata da poco, Insigne spiazza Szczesny ma il pallone si spegne a lato. Grande entusiasmo in campo dei nostri giocatori come per tutti noi tifosi da casa che abbiamo vissuto questa partita come fosse la finale di Champions. Ansia a mille.....
Kulusevski non ne ha più e Pirlo lo sostituisce con Morata per tenere su la squadra e cercare il raddoppio. Bentancur passa il testimone a Rabiot. Tutto il Napoli si protrae all'attacco e nel recupero vanno vicinissimi al pari con Szczesny ancora una volta determinante dopo carambola e deviazione di Chiellini. Spazi larghissimi e in contropiede Ronaldo va a nozze, Cuadrado vede l'accorrente Morata che firma il 2-0 finale per l'apoteosi sia in campo che nelle chat del Club. Lo spagnolo ha fatto gol in tutte le competizioni stagionali. È il trionfo della Juve e Pirlo può sollevare la prima Coppa della sua gestione e della sua carriera da allenatore, alla faccia di chi viene strapagato altrove senza aver portato a casa nemmeno un trofeo e alla faccia di tutti i napoletani e della loro ignorante arroganza. Dicevamo dell'incredibile entusiasmo nelle chat del Club, diventate bollenti.... con gli ultimi reduci, tra i quali il Presidente e il Segretario, che hanno resistito sino alle due della notte. Questa importante vittoria, che ha regalato l'ennesimo trofeo a noi tifosi bianconeri, ha contribuito all'impennata di tessere sottoscritte al Club nonostante siamo già a gennaio inoltrato. Ben 13 sottoscrizioni da giovedì a sabato che hanno portato il numero complessivo a quota 546 in pratica ad un passo dalle 550 tessere. In un anno così difficile ci rendiamo conto di aver fatto dei numeri pazzeschi. Grazie di vero cuore a tutti per il sostegno che state continuando a dare al Club che ci permette di mantenere in piedi la nostra sede sociale.
Anche la JOFC LEAGUE ci ha regalato grossissime ed inattese soddisfazioni con oltre 400 punti totalizzati in questa finale di Supercoppa. Un qualcosa che ci lascia davvero stupefatti. Una partecipazione al gioco che ha davvero dell'incredibile che dimostra tutta la nostra forza e compattezza in ogni situazione. Ora il vantaggio sul Club che insegue è di oltre 400 punti. Speriamo di continuare così. Per farlo servirà che tutti continuino a giocare con la stessa costanza. 
Adesso sotto con il campionato che ci vedrà opposti all'ostico Bologna. Una sfida da vincere ad ogni costo per accorciare la classifica. Noi ci crediamo e non ci arrendiamo mai. Riuscirci anche in questa stagione avrebbe dell'incredibile. Forza ragazzi lottate e non mollate mai.
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI 
 

 
 
UNA JUVE TROPPO BRUTTA PER ESSERE VERA
 



La Juve ha perso l'attesissima sfida contro l'Inter la terza squadra di Milano. 2-0 il finale che non ha lasciato rimpianti. Risultato giusto. Se a Milano contro il Milan erano pesate le assenze per i rossoneri, a Milano contro l'Inter sono certamente pesate le assenze dei bianconeri e probabilmente anche alcune scelte iniziali di Andrea Pirlo. Ma facile parlarne dopo. Il dato di fatto dice che siamo la Juve ed ammettiamo senza alcun problema, al contrario di altri, quando si merita di perdere. Un dato di fatto è balzato subito in evidenza: non ha vinto l'Inter per supremazia, ma ha perso la Juve per il suo non essere praticamente mai entrata in partita, certamente per nostro demerito. Proprio per questa incredibile apatia, il risultato poteva alla fine assumere anche altre proporzioni. Qui l'incapacità dell'Inter di sfruttare una occasione storica per loro.....che venivano da 10 anni di bocconi amari con una vittoria per loro, che mancava praticamente da quasi 1.600 giorni.  L'Inter nonostante le clamorose vicissitudini societarie ai limiti del grottesco (ne sentiremo ancora delle belle....) è riuscita a ritagliarsi "una serata di gloria........." (qualcuno però li informi che non vi erano trofei in palio.....).
La Juve si è ritrovata dopo questo turno di campionato nuovamente a -10 dalla vetta,

 seppur con una gara ancora da recuperare e alla vigilia di una importantissima gara che assegnerà il primo trofeo della stagione (in verità l'ultimo della scorsa.....) la SUPERCOPPA contro il Napoli. Un trofeo non importante per quello che vale, ma fondamentale per tutto il nostro ambiente e soprattutto per le motivazioni che lo stesso ci darebbe in caso di vittoria. Una vittoria che ci darebbe maggior convinzione soprattutto in ottica scudetto dove i giochi non sono ancora chiusi, contrariamente a quanto pensano altrove.........Noi sia ben chiaro non molliamo di un millimetro, anzi ci crediamo più di ieri. Chi non la pensa così è libero di fare le sue determinazioni. Noi come CLUB, nel bene ma soprattutto nel male, ci stringiamo ancora di più seppur solo idealmente alla nostra squadra. Bene hanno fatto i tifosi bianconeri di Milano, a dimostrazione di come la Juve sia sempre più la seconda squadra di quella città, a sostenere in grande stile la squadra nel momento in cui lasciava l'albergo del ritiro, a poche centinaia di metri dallo Stadio San Siro.

Dicevamo della scelte tattiche fatte da Pirlo, scelte alcune, piuttosto obbligate stante i tanti assenti. Non avremmo puntato su Rabiot dall'inizio ma resta il fatto che siamo sempre e comunque dalla parte del Mister.


Eppure la Juve sembrava anche essere partita meglio, cercando e trovando il possesso palla e rendendosi anche pericolosa, all'11°, con una conclusione dalla distanza di Rabiot respinta bene dal portiere oltre ad una rete annullata per fuorigioco (peccato). Ma dura poco. La Juve sparisce letteralmente dal campo con Frabotta sulla fascia sinistra in balia della tempesta e sotto assedio. Arriva il classico goal dell'ex: Vidal che di testa indisturbato insacca per l'1-0. Reazione bianconera? No, al contrario. I merdazzurri prendono fiducia, mentre la Juve non riesce a rendere costruttivo un giropalla spesso banale che non trova mai spazi, con ogni iniziativa offensiva sempre spenta sul nascere. Diverse le occasioni per il raddoppio degli avversari.
Nella ripresa ti aspetti una reazione veemente della nostra Juve e soprattutto ci aspettavamo dei cambi immediati che arrivano invece ma solo al sessantesimo quando si era oramai sullo 0-2. Nessuna reazione, anzi subiamo in maniera grottesca la seconda rete, cosa che non si vedeva almeno dagli anni dei settimi posti.....Ma ci sta in una serata in cui la Juve è risultata non pervenuta. Nemmeno dopo il raddoppio subito, si registra una minima reazione d'orgoglio della JUVENTUS. Anche gli ingressi di McKennie (per lo spento Rabiot) e Bernardeschi (per l'infortunato Frabotta), poi Kulusevski, incidono poco e nulla. Ronaldo e compagni alzano leggermente il raggio d'azione, ma continuano a faticare nel rimediare spazi anche solo per concludere in porta. Ne trova uno Chiesa all'86': ma non fa altro che permettere al portiere avversario di mettersi in mostra.
Ribadiamo JUVE troppo brutta per essere vera. Lo abbiamo detto nelle nostre chat, lo abbiamo ribadito a chiari lettere a mente più fredda. Sconfitta che ha fatto tanto male per come maturata ma che speriamo possa servirci come una lezione e che possa fungere da slancio per il resto della stagione, soprattutto ad iniziare dalla Supercoppa tutta da conquistare, visto che lo scorso anno fu lasciata alla Lazio. 
Unica soddisfazione della serata è arrivata nuovamente dalla JOFC LEAGUE
 il Torneo tra Official Club della Juventus che ha visto un altro grandioso risultato ottenuto grazie alla partecipazione numerosa dei nostri soci che nonostante il risultato sfavorevole sono riusciti a conquistare tanti punti (evidentemente per i cambi indovinati oltre che per la somma goal) che permettono al Club non solo di mantenere la vetta della classifica, ma anche di aumentare il distacco sugli immediati inseguitori. Che dire di più se non di continuare così. E' un gioco e come tutti i giochi ci dobbiamo divertire, poi vedremo cosa saremo stati capaci di fare. L'obiettivo è dimostrare il nostro dinamismo e l'essere una grande realtà organizzata, tra le migliori al Mondo.
Mercoledì tutti uniti e compatti. Seppur a distanza cerchiamo di crederci tutti, più di oggi, più di ieri!
FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE  MAI!
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO 


 

 
 
LA JUVE AI QUARTI DI FINALE
 
La Juventus centra l'obiettivo qualificazione ai quarti di finale della Coppa Nazionale nonostante in campo contro il Genoa abbia schierato ben sei ragazzi sotto i 22 anni con la rete decisiva messa a segno proprio dal ventunenne Hamza Rafia, il primo tunisino a giocare e segnare nella Juventus. 3-2 il risultato finale, non senza patemi e raggiunto solo dopo i tempi supplementari. Ma quando si ha il coraggio di fare certe scelte (bravo Pirlo) si corrono anche dei rischi evidentemente calcolati. Certo sarebbe stato preferibile non effettuare la mezzora di tempi supplementari ma la partita ha offerto anche momenti godibili e spunti interessanti. Proprio come l'Inter e il Milan, anche la Juventus ha bisogno di 120 minuti per superare un Genoa, altrettanto ringiovanito, ma certamente più solido e cattivo dei bianconeri e soprattutto alleggerito dal   qualificazione a tutti i costi. Per un'ora si è vista una Juventus effervescente, curiosa e divertente, trascinata da un Kulusevski elettrico che illumina Morata, segna e fa segnare. Poi ci prende troppo gusto, si sente troppo sicura e si innesca una sorta di modalità calcetto fra amici, salta l'idea di gioco veloce e verticale, Arthur (ma non solo lui) porta palla, Morata pecca d'egoismo, cala la tensione agonistica, così il Genoa trova il gol del pareggio e quello che poteva essere un allenamento produttivo diventa una faticosa sofferenza con supplementari compresi nel prezzo, alla quale è costretto a partecipare anche Cristiano RonaldoPronti via, al 2' segna Kulusevski. Imbucata centrale di Chiellini per Kulusevski che si libera in area con un controllo a seguire e poi supera il portiere con una precisa conclusione rasoterra. Venti minuti dopo il 2-0: di Morata. Kulusevski imbuca di prima intenzione per Morata, che entra in area di rigore e sigla il raddoppio con un preciso rasoterra indirizzato sul primo palo. Sul 2-0 c'è la prima botta di relax bianconero e al 28' il Genoa segna il 2-1. Due reti annullate alla Juve per i soliti fuorigioco, una costante di questa stagione. Nella ripresa dove la Juve cala di attenzione è il Genoa a crederci colpendo prima una traversa per poi trovare la rete del pari con uno splendido goal a giro sul secondo palo che supera BuffonMancano 15' alla fine e, a quel punto, la Juventus torna a fare sul serio: Pirlo manda in campo anche Ronaldo e nel finale i bianconeri sfiorano due volte il gol che eviterebbe i supplementari. Ma alla fine è necessaria mezzora in più di sofferenza, con il gol di Rafia al minuto 104': Morata arriva sul fondo e mette palla al centro per Rafia che prima manca la deviazione ma poi in seconda battuta batte il potiere nonostante la doppia deviazione di due difensori. Nel finale Ronaldo trova il modo di arrabbiarsi per un paio di palloni che potrebbero arrivargli meglio: in una partita nella quale i giovani si deconcentrano, è micidiale l'esempio del cinque volte Pallone d'Oro, che non disdegna neanche un ottavo di finale di Coppa Italia a -2 gradi di temperatura. Al di là del risultato e delle distrazioni del secondo tempo, che lo hanno fatto letteralmente infuriare, Pirlo porta a casa rassicuranti conferme e interessanti indicazioni. Kulusevski è entrato in forma nel momento più utile, cioè quando manca Dybala e lui ne dovrà fare le veci. Dragusin è un centrale credibile, magari non ancora per fermare Lukaku a San Siro, ma in grado di dare respiro ai titolari. Morata ha macinato i minuti necessari a riprendere confidenza con il ritmo gara. Chiellini c'è (e sarà lui a occuparsi di Lukaku a Milano). Wesley è un ventenne da rivedere: distratto sul primo gol del Genoa, ma intraprendente e tecnico in fase di costruzione. Per una gelida notte d'inverno non è poco, anche se Pirlo avrebbe preferito meno. Insomma tante buone indicazioni sono arrivate dalla nostra Juve. 
Tutti i soci del Club sono rimasti come sempre in contatto attraverso le chat. Messaggi su messaggi quasi a spingere la Juve al goal. Arrabbiature per essere arrivati ai supplementari dopo aver avuto l'impressione di poter ammazzare la partita. Ma in un momento così della stagione, in un anno così particolare, si accetta di tutto. Quello che conta resta sempre il risultato e soprattutto l'impegno in campo ed il gioco che migliora di partita in partita seppur con qualche distrazione di troppo. Ancora un altra tessera sottoscritta al Club che ci vede adesso giunti a 533 soci iscritti. Eppur si muove......
Ma il risultato clamoroso arriva ancora una volta dalla JOFC LEAGUE dove il nostro Club anche nella gara di Coppa Italia ha ottenuto un altro incredibile exploit di punti che ci ha permesso di distanziarci dai Club che inseguono. Primato confermato. Bisognerà difenderlo di partita in partita ma per farlo servirà l'aiuto di tutti i soci iscritti che dovranno registrarsi ed effettuare i pronostici. Speriamo di mantenere questo ritmo.
Per il resto che altro aggiungere se non l'ennesima delusione derivante dal nuovo DPCM che ancora una volta non ci permette di poter tornare a riaprire la nostra sede sociale. Assurdo. Adesso inizia a pesarci questa situazione. Dobbiamo resistere il più possibile, sperando nel mese di febbraio di avere qualche spiraglio se la situazione a livello regionale dovesse migliorare. Speriamo. Una cosa è certa: non appena il Club sarà riaperto daremo le direttive per tutti i soci che avevano già riconosciuto la quota sociale da socio effettivo. Troveremo una soluzione che andrà a compensare tutti. Ci mancherebbe.
Per adesso non resta che darci sempre forza seppur a distanza. 
Quando torneremo sia al Club che sugli spalti sarà più bello. Peccato non poter assistere tutti assieme a sfide come quella di domenica sera contro le merde di Milano o come la Supercoppa di mercoledì contro la rappresentativa dell'ASL NAPOLI. Entrambe le partite da vincere costi quel che costi. Non si firma per nessun altro risultato. VINCERE per dimostrare a tutti che la JUVE non molla mai!
JC ANDRIA, TANTI FATTI, POCHE PAROLE!  
 

 
 
VITTORIA FONDAMENTALE
 
In una domenica iniziata alla grande, grazie alla splendida vittoria (l'ennesima) per 2-0 delle ragazze della JUVENTUS femminile nella Supercoppa Italiana, contro le ragazze della Fiorentina, la Juventus ottiene un successo per 3-1 contro il Sassuolo, fondamentale soprattutto perchè ha permesso di recuperare altri due punti su Roma e Inter che ci precedono in classifica, confermando il -7 dal Milan e salendo a -1 dai giallorossi e a -4 dalle merde, prima di andare a sfidarli domenica a San Siro. Il tutto con una partita in meno, quella da recuperare con il Napoli. La Juve però contro l'ottimo Sassuolo rimasto in dieci sin dal primo tempo, ha mostrato ancora una volta limiti di maturità, facendosi raggiungere sull’1-1 e perdendo per infortuni due giocatori, McKennie per un problema muscolare e Dybala per una contusione al ginocchio sinistro. Se per il primo non dovrebbero esserci grossi problemi per la trasferta a Milano per Dybala purtroppo ci sarà da attendere almeno 20 giorni per ritrovarlo in campo. Peccato proprio adesso che stava raggiungendo i suoi standard abituali, senza contare l'acciaccato Chiesa ed i tre positivi al Covid, Alex Sandro, Cuadrado e De Ligt. In Coppa Italia contro il Genoa, Andrea Pirlo avrà gli uomini contati.
Contro i neroverdi è stato rilanciato dall'inizio Demiral, per il resto Pirlo ha riconfermato la formazione che ha battuto il Milan a San Siro. Uniche eccezioni Arthur in mezzo al campo e McKennie come esterno-trequartista. 
La Juventus dopo un avvio soft, ha una grande occasione in contropiede, avviato da Chiesa e rifinito di tacco da Ronaldo per Frabotta, ottenendo a propria volta un angolo: sui cui sviluppi, non immediati, CR7 sfiora uno strepitoso gol di testa salendo più alto del portiere. E altrettanto strepitosa è la giocata di McKennie che poco dopo arma il sinistro di Frabotta (deviato in angolo): doppio sombrero e assist di tacco. Strepitosa e ultima o giù di lì, perché l'americano purtroppo esce lasciando il posto a Ramsey. In campo tanto palleggio (si affrontano le due squadre con il maggior possesso palla della Serie A), ma nessuna remora a cercare la profondità quando è utile. A fine primo tempo secondo cambio forzato per Pirlo: esce Dybala, acciaccato ed entra Kulusevski. Non bastasse, per poco non ci viene azzoppato anche Chiesa con un brutto intervento in scivolata, che l'arbitro punisce, dopo consulto al Var, giustamente con il rosso. In vantaggio di un uomo, la Juventus sfiora anche il vantaggio nel punteggio con un tacco di Demiral per Frabotta che anticipa Consigli: sul suo tocco però Ronaldo non riesce ad arrivare in tempo per appoggiare in rete. Poi il bis, con Ramsey che ritarda una conclusione e Kulusevski, servito dal gallese, che alza troppo la mira. E così il primo tempo si chiude 0-0. Nella ripresa il Sassuolo non rinuncia a giocare dimostrando tutto il proprio spessore tecnico con la Juventus che aggredisce da subito e, dopo un tiro di Ramsey respinto, va in vantaggio con un bolide da fuori area di Danilo, che approfitta della superiorità numerica per accompagnare maggiormente l’azione. La partita sembrerebbe in discesa, ma proprio così non sarà con i neroverdi che pervengono subito al clamoroso pareggio. Scossa per qualche minuto, la Juventus prova a reagire con il gol che sembra cosa fatta alla mezzora quando Kulusevski mette davanti a Consigli, CR7 che incredibilmente sbaglia di destro, bloccato dal portiere. Il Sassuolo soffre, ma non ha paura di provare a replicare in contropiede. Pirlo sta per giocarsi le carte Morata e Bernardeschi per Ramsey e Frabotta, ma al 37' il terzino romano crossa rasoterra e il gallese firma il suo primo gol stagionale (uscirà comunque poco dopo, ma con lui sarà Chiesa a lasciare il posto a Morata e Bernardeschi). La Juve rischia di nuovo quando un brutto controllo di Arthur lancia un giocatore neroverde, ma Szcesny per fortuna, blocca il sinistro non perfetto. Il Sassuolo non si arrende, ma a 20 secondi dalla fine del recupero, Cristiano Ronaldo in contropiede sigilla la partita con un diagonale rasoterra su lancio di Danilo. Che dire, si poteva soffrire certamente meno, ma contro squadre che giocano a calcio come il Sassuolo non è masi semplice venirne a capo. Del resto lo avevamo detto che a Gennaio conta solo vincere, non come lo si fa. Abbiamo un ritardo in classifica da recuperare con un altra difficile trasferta nuovamente a San Siro ma contro l'Inter. Partita da provare a vincere a tutti i costi per restare in scia del Milan. Non sarà facile ma la Juve ci proverà con tutte le sue forze. Nel mezzo il turno degli ottavi di finale della Coppa Italia contro il Genoa, altra partita impegnativa che andrà portata a casa perchè la coppa Nazionale resta sempre un obiettivo in cui cercare di arrivare in fondo. Formazione molto rimaneggiata e soprattutto occhio alle temperature di questo periodo. 
Dopo la paura per un altro pareggio, in chat l'entusiasmo per un altra importante vittoria ha la meglio anche su qualche critica per la squadra. Poi arriva l'esito del risultato di giornata della JOFC LEAGUE che vede il Club totalizzare una marea di punti che ci permettono di balzare al comando della classifica mondiale, superando tutti i Club che erano davanti. Grande la soddisfazione perchè significa una volta di più di come il nostro gruppo sia passionale, compatto oltre che coeso in ogni situazione ed in ogni attività. Proveremo a giocarcela, la strada è lunghissima, non bisogna mollare, proprio come per la JUVE in classifica. Il tesseramento ci vede attestati a 532 iscritti, una unità in più in questi giorni. 
AVANTI NOI, AVANTI JUVE! NON SI MOLLA DI UN CENTIMETRO 
 

 
 
JUVENTUS SHOW, DIAVOLO AL TAPPETO
 
La vigilia dell'importante sfida contro i rossoneri è stata per la JUVENTUS molto turbolenta, con l'ansia da Covid a farla da padrone stante le nuove positività di Alex Sandro prima e Cuadrado poi, oltre all'ansia determinata dal ritardo in classifica che ha fatto diventare questa sfida al Milan come una sorta di "dentro o fuori..." con la Juve, oltre che noi tifosi, tutt'altro che rassegnati alla consegna anticipata delle chiavi del campionatoLa Juventus bissa a San Siro la straordinaria prova del Camp Nou in Champions, con una prova di enorme generosità e applicazione, dimostrando che tra noi e il Milan non ci sono assolutamente i dieci punti di differenza della vigilia. Ma questo lo sapevamo già vista l'enorme dose di fortuna che accompagnava i rossoneri dall'inizio della stagione.... Poi nel calcio esistono anche i solisti e quelli la rosa juventina ne ha in abbondanza. Come Federico Chiesa in versione extraterrestre. La doppietta dell'esterno e il sigillo di McKennie annullano il pareggio del Milan (rete che andava annullata stante il fallo sul nascere dell'azione) e certificano la prima sconfitta in campionato dei rossoneri. Ora la classifica comincia a piacere ai bianconeri, che risalgono a -7 con un potenziale -4 in prospettiva (pende sempre Juve-Napoli nei giudizi), a patto che i campioni d'Italia non smettano di vincere anche contro le medio-piccole. Il Sassuolo, da affrontare domenica, non lotta per lo scudetto, ma sarà avversario duro come spesso accaduto nelle ultime sfide contro gli emiliani. La ferocia che ha dimostrato la JUVE a San Siro sono l'aspetto più bello della serata. Anche il Milan all'immediata vigilia ha perso due pedine per CovidPirlo rimpiazza i due positivi con Danilo e il giovanissimo Frabotta. Il tecnico bianconero aveva chiesto ai suoi di provare a comandare il gioco e per 25 minuti il compito riesce quasi alla perfezione. Juve efficace e feroce nel trasformare l'azione da difensiva ad offensiva in un non niente, tanto che le occasioni per colpire la capolista del campionato non mancano. Dybala serve l'anticipo, Chiesa pensa al resto, facendo dapprima tremare il palo alla sinistra di Donnarumma per poi far male grazie ad una favolosa triangolazione con la Joya che di tacco la smista al compagno che la mette in rete con la difesa rossonera che resta a bocca aperta..... Prima e dopo la rete del vantaggio juventino, il Milan non sta a guardare. L'aggressività rossonera nella riconquista del pallone e la capacità di ripartire in velocità con 3-4 passaggi fino alla porta avversaria sono un classico della casa. Metti pure che i campioni d'Italia in fase di disimpegno nella propria metà campo non siano sempre precisi e il gioco è fatto. Ma per fortuna i riflessi di Szczesny sono sempre prontiChiesa sfiora ancora il raddoppio ma il Milan riesce però a raggiungere il pari prima dell'intervallo con l'azione clamorosamente viziata da un fallo che avrebbe meritato l'intervento del Var (assurdo......a parti invertite cosa si sarebbe scatenato). Ma il colpo subito non frena la Juve, trascinata anche da un discreto Frabotta nel ruolo di efficace rompiscatole sulla fascia sinistra. Cristiano Ronaldo cresce alla distanza poi è ancora protagonista Dybala, che non sarà ancora costante nella spinta, ma quando si accende sono dolori. La Joya, dopo il colpo di tacco del primo tempo, inventa il secondo assist della giornata per Chiesa il cui sinistro gela Donnarumma. Ma l'ultima conclusione in porta costa cara a Chiesa che deve lasciare il posto a Kulusevski. Pirlo cambia anche Dybala con McKennie, poi entreranno anche Arthur e Bernardeschi per Bentancur e Ramsey. Il Milan non si arrende ma la Juve insiste sempre, tanto che McKennie sfrutta un'infilata di Kulusevski ancora sul lato sinistro rossonero e batte Donnarumma per l'1-3 finale....confermando che MILANO E' SEMPRE BIANCONERA! Apoteosi a San Siro, apoteosi nelle chat del Club con l'entusiasmo dei soci a mille, tra chi aveva ascoltato la partita, come nei vecchi tempi, alla radio, chi alla Tv, chi tramite fortuite applicazioni in lingua straniera, con la visione a tratti.....insomma tutti con l'ansia a mille. Saranno state le due della notte, quando gli ultimi reduci della chat, hanno finalmente deposto "le dita" dai telefoni........ahahahahahahahahah. Che ridere, che entusiasmo che abbiamo nel nostro Club, nonostante costretti dai decreti a restare ancora tutti distanti. 
Adesso alla vigilia della difficile gara casalinga contro il Sassuolo anche De Ligt è stato colpito dal Covid, ma noi dato che NON SIAMO NAPOLETANI, così come abbiamo affrontato la trasferta a Milano, così affronteremo quest'altra partita. Alla faccia di chi ci odia, alla faccia delle sentenze che vanno contro i regolamenti, alla faccia di De Laurentis, alla faccia di tutta quella stampa becera che aveva troppo presto celebrato il nostro funerale. Non vi sono servite le lezioni che vi abbiamo impartito negli ultimi 9 anni. Ne volete ancora altre evidentemente è noi siamo ben pronti e ben carichi per darvele. Il vostro odio è tutta benzina per il nostro ambiente che si compatta nelle difficoltà diversamente da altre società.
Nella JOFC LEAGUE, il torneo organizzato dalla JUVENTUS per i soci official fan, dove bisogna pronosticare ed indovinare il risultato esatto, il primo marcatore, chi segnerà almeno una rete, chi il primo a subentrare dalla panchina, grande successo per il nostro Club che vede realizzare il secondo miglior punteggio di giornata con ben 122 punti, secondi solo al Club di Milano, avanzando così in classifica dal quinto al quarto posto, ma con il podio ad un passo. Significa che i nostri soci stanno partecipando in gran numero al Torneo. Bene, continuiamo così è un gioco ma come tutti i giochi ci si diverte si, ma si vuole anche vincere. Forza ragazzi partecipiamo in massa REGISTRATEVI tutti è giocate, tramite l'area "my game room" dal sito juventus.com 
Il tesseramento invece procede sempre a piccoli passi, altre tre tessere sottoscritte negli ultimi giorni ci vedono ora raggiungere la quota di 531 iscritti. E' sempre possibile farlo, noi Vi aspettiamo numerosi affinchè questa realtà superi senza difficoltà questa stagione maledettamente complicata.
JUVENTUS CLUB ANDRIA, MAI UN PASSO INDIETRO!
 

 
 
UDINESE BATTUTA, AVANTI RAGAZZI!
 
E' ricominciato un nuovo anno, un anno che speriamo possa regalarci come gli ultimi, tantissime soddisfazioni sportive, tantissime vittorie della nostra Juventus, un anno che speriamo possa vederci tornare sugli spalti degli stadi nel più breve tempo possibile. Questo mese di gennaio per la nostra JUVE ci dirà tutto in merito al campionato. Un mese in cui ci giocheremo molte possibilità di restare in corsa per il decimo scudetto di fila. Un mese in cui si assegnerà il primo trofeo stagionale, la SUPERCOPPA, che contenderemo a quel Napoli contro cui andranno vendicate sul campo la Coppa Italia persa ai rigori nello scorso mese di giugno e l'assurda sentenza del Coni che ha visto prima di Natale toglierci i tre punti in classifica disattendendo quello che recita il regolamento! La Juve da sempre nell'avversità riesce a tirare fuori il meglio di se. Più siamo incazzati più vinciamo. Quindi speriamo di riconfermare questa nostra abitudine ad iniziare dalla gara contro il Milan a San Siro. Gennaio è anche il mese del calcio mercato di riparazione. Più che riparazione per noi servirebbero un paio di elementi per completare i reparti di centrocampo e attacco, come non guasterebbe un altro terzino. Vedremo cosa si riuscirà a fare, certamente a gennaio non si possono concludere grandi affari. I giocatori buoni difficilmente si muovono in questa sessione. Restiamo fiduciosi nell'operato della nostra dirigenza che saprà cogliere le migliori occasioni. Noi restiamo uniti e compatti nel sostegno a distanza della squadra anche se vorremmo capire da che parte molti la vedono la squadra. Se dal lato dei pessimisti notando una Juventus bruttina (soprattutto nel primo tempo), che sbaglia ancora l'approccio alla partita, che fatica in costruzione, che non occupa l'area, soprattutto per colpa di un Dybala ancora molto lontano dall'area e che si concede ancora troppe distrazioni difensive (compresa l'ultima che concede il gol all'Udinese all'ultimo minuto) o se dal lato degli ottimisti, festeggiando un successo in un momento in cui i tre punti contavano più di tutto, una vittoria sporca di quelle che dimostrano carattere e capacità di cavarsela (esattamente quella che finora è mancata alla Juventus), la conferma di McKennie, la sempre decisiva volontà di Chiesa (migliore in campo), l'inesorabile efficacia di Ronaldo e la tenacia agonistica della ripresa. Forse hanno ragione sia i primi che i secondi, ma questi ultimi in cui ci mettiamo noi, hanno dalla loro parte un rotondo 4-1, costruito senza dare troppo spettacolo, ma facendo valere la superiorità tecnica. Dopo lo 0-4 al Parma, infiocchettato da 90 spettacolari minuti, c'era forse più entusiasmo, dimostratosi poi effimero nella serataccia contro la Fiorentina condizionata dall'arbitro e da quella assurda decisione pomeridiana della gara non giocata contro il Napoli. Forse questa vittoria contro i friulani, meno scintillante, ma più concreta, può incoraggiare maggiormente Pirlo sulla crescita caratteriale della squadra. Soprattutto in vista della prima finale di questo periodo, a San Siro contro il Milan, quando la Juventus dovrà sicuramente fare di più, soprattutto nell'approccio, ma ci arriva confortata dal risultato.
Tutto cambia alla mezzora, quando Ronaldo si inventa dal nulla il gol del vantaggio. Bravissimo Ramsey a rubare palla, poi la sfera finisce nei piedi di CR7 che da sinistra scatta verso l'area in modo bruciante e scocca un tiro di violenza e precisione micidiali. Non passa un minuto e i bianconeri rischiano di incassare il pareggio con Ramsey che, per una sorta di contrappasso, perde palla malamente mettendo l'attaccante dell'Udinese nelle condizioni di tirare per fortuna malamente con il tiro che finisce fra le braccia di Szczesny. 
Il vantaggio scioglie un po' la manovra dei bianconeri. Ci prova ancora Ramsey chiamando il portiere friulano ad un autentico miracolo. Fino alla rete è stata una Juventus inceppata, dalla costruzione affannata e poco precisa, con poche idee e quasi tutte prevedibili. Di buono c'è solo il pressing alto, ma l'approccio alla partita non è lucidissimo. Dybala sta largo e lontano dall'area, che rimane troppo spesso vuota (c'è un esempio lampante e desolante al nono minuto quando un buon cross di Ronaldo da sinistra non trova nessuno in area). E poi restano le sbavature difensive, come quella che al decimo aveva portato l'Udinese alla rete del potenziale vantaggio, annullato dal Var per un decisivo tocco di mano nell'inizio dell'azione. Sospiro di sollievo per i bianconeri che, tuttavia, si perdono il calciatore friulano che va a crossare in mezzo per l'accorrente e non marcato De Paul.
La Juventus inizia il secondo tempo come avrebbe dovuto iniziare il primo. Aggressiva, concentrata, spietata: Chiesa trascina in avanti i suoi e segna il gol del 2-0 dopo 4 minuti: Ronaldo verticalizza per Chiesa, che sorprende alle spalle un avversario e una volta in area batte Musso con un diagonale rasoterra ben indirizzato. Giusto premio a una prestazione eccellente. Dopo pochi minuti arriva il terzo gol con un'azione caparbia di Ramsey che raccoglie la respinta di un suo primo tiro e, rialzandosi da terra, riesce a colpire a rete. Ma proprio in quella fase confusa, la palla finisce sul braccio e Giacomelli annulla con il Var. Il terzo gol arriva comunque poco dopo, al 70' con Cristiano Ronaldo imbeccato alla grande da Bentancur che ruba un pallone e lancia CR7 verso un diagonale imprendibile. Nel frattempo l'Udinese ha colto due traverse, a conferma di una difesa non completamente impermeabile da parte della Juventus che, infatti, finisce per prendere il gol del 3-1 all'ultimo minuto, con una distrazione collettiva per la quale Pirlo, giustamente, si arrabbia. Certe leggerezze non ce le si deve concedere anche sul 3-0. Dybala, segnando in contropiede il quarto gol, con una magnifica azione riporta il sorriso sul viso del tecnico: non che la sua prestazione sia stata esattamente centrata, ma per l'argentino è molto importante ritrovare un gol, perché la testa fa sempre miracoli. Avanti Ragazzi noi ci crediamo oggi più di ieri.
Nel frattempo il tesseramento al Club è andato come sempre avanti, anzi dobbiamo dire che l'anno nuovo è iniziato proprio bene. Siamo oggi arrivati a ben 528 affiliati alla stagione sportiva in corso. Stiamo chiedendo a tutti uno sforzo per riuscire a mantenere ben saldo in piedi il nostro Club. Ci stiamo riuscendo alla grande ed è per questo che non ci fermiamo anche considerando che ci sono grandi possibilità di tornare negli stadi. Per farlo bisognerà farsi trovare pronti con le iscrizioni già fatte. Anche il simpaticissimo gioco della JOFC LEAGUE organizzato dalla JUVENTUS e che mette in rete i soci di tutti i club Juventus del Mondo sta riscuotendo un grandissimo successo ed entusiasmo. Nell'ultimo turno un exploit del nostro Club con ben 90 punti totalizzati ci ha portati al quinto posto della Classifica Mondiale degli Official Fan Club. Continuiamo a partecipare in massa, continuiamo a dimostrare tutti il nostro attaccamento al Club. 
AVANTI JUVE, AVANTI NOI! MAI UN PASSO INDIETRO!
         
 
 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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