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PASSO INDIETRO
 

In una giornata in cui avremmo potuto approfittare del passo falso del Milan, la Juventus perde, 1-0 il finale, la sfida contro il Napoli, mostrando qualche titubanza di quelle che ne avevano caratterizzato la prima parte di stagione. Peccato perchè si era all'ultima sfida di un mini ciclo terribile proprio alla vigilia della gara di Champions contro il Porto. Ma del resto dopo aver conquistato la Supercoppa contro il Napoli e la finale di Coppa Italia a spese dell'Inter, ora prima in classifica, forse non potevamo chiedere di più in questa fase. Se proprio avessimo dovuto scegliere tra la vittoria a Napoli e la vittoria in Supercoppa o la conquista della finale di Coppa Italia, senza ombra di dubbio avremmo scelto quello che sin qui abbiamo conquistato. La squadra è apparsa soprattutto nel primo tempo, più spenta, deconcentrata e stanca rispetto alle ultime uscite. Così abbiamo salvato la panchina a Rino Gattuso che con il successo ottenuto rigenera un minimo di entusiasmo in una piazza dove vivono solo per questa partita. E' stata una partita brutta nel complesso, ma la Juventus riesce a essere più brutta della partita. Per lunghi tratti sono le difese ad avere la meglio che così ben piazzate rendono difficile, se non quasi impossibile, creare un vero pericolo per i portieri, ma spesso il pallone non arriva neppure nei pressi delle due aree, impigliandosi nelle gambe di qualche avversario per colpa di uno dei tanti errori che hanno caratterizzato la partita. Una partita che per la Juventus era come detto fondamentale per continuare l'inseguimento alle milanesi, ora pericolosamente interrotto dalla sconfitta con la vetta distante 8 punti (sempre con una partita da recuperare proprio contro i partenopei). Perché la Juventus l'ha sbagliata in modo così clamoroso? Era l'ultima partita di un lungo ciclo di partite ed era la partita che precede l'inizio della fase a eliminazione diretta della Champions League: è evidente la stanchezza della Juventus. Più mentale che fisica, perché ci sono momenti in cui i bianconeri tengono il campo con una parvenza di intensità, ma è la mancanza di idee e la lentezza della manovra che sorprendono in negativo. Le ultime Juventus, alte o basse che fossero, erano più feroci e lucide, questa è sgasata e spuntata. E' successo altre volte nel corso di questa stagione e non è successo solo alla Juventus di incappare in un blackout agonistico ma un po a tutte le squadre, chi più chi meno. Il problema, per la Juventus, sono i punti persi all'inizio (Crotone e Benevento su tutte). Chissà se Pirlo si rimprovererà la scelta di Bernardeschi dall'inizio al posto di McKennie. Ma l'americano non stava benissimo ed è stato preservato per la partita di mercoledì a Oporto. L'azzurro è protagonista di sessanta minuti in cui sbaglia molto, ma sarebbe impietoso e ingiusto prendersela solo con lui, in quanto sono mancati quasi tutti: a partire da Ronaldo e Morata, mai sufficientemente precisi e cattivi, continuando con Rabiot, un po' confuso in costruzione e con Alex Sandro, che è entrato nella ripresa al posto di Cuadrado (problemino muscolare) ma non ha inciso. Si salvano in pochi: De Ligt e Danilo si fanno apprezzare, ma è difficile salvare la prestazione di tutti. Il Napoli passa in vantaggio in modo davvero fortuito, grazie a un rigore giustamente assegnato con il Var dopo mezzora di gioco. Punizione da sinistra, Chiellini salta insieme ad un giocatore del Napoli e gli piazza la mano in faccia allargando in modo innaturale il braccio sinistro. Situazione anomala, ma rigore ineccepibile. Fin lì la partita era stata noiosa e senza particolari emozioni. La Juventus era partita aggressiva schiacciando il Napoli nel primo quarto d'ora, ma senza creare occasioni degne di nota. Poi il Napoli aveva ripreso un po' di campo, ma senza mai impegnare Szczesny. Due squadre sotto tono e una partita che ne soffre, nella quale il Napoli ha forse il merito di sacrificarsi di più, soprattutto quando deve difendere il vantaggio e lo fa con tutti i giocatori. Negli ultimi dieci minuti della partita, con Kulusevski e McKennie in campo, la Juventus costruisce le uniche occasioni: per due volte è fenomenale Meret (subentrato al posto di Ospina, infortunatosi nel riscaldamento). Ma non è sufficiente per raggiungere nemmeno il pareggio che fondamentalmente sarebbe stato il risultato più giusto per quanto non visto in campo. Ancora una volta è pesata l'assenza di Arthur che si dimostra sempre più indispensabile per il nostro centrocampo. Senza di lui perdiamo molto in termini di sicurezza ed intraprendenza.
Ma adesso è già tempo di voltare pagina in quanto ci attende una sfida cruciale in Portogallo dove memori della trasferta a Lione della passata stagione bisognerà stare molto attenti a non commettere passi falsi che potrebbero nuovamente comprometterci il passaggio del turno. Dopo le ultime due stagioni molto tribolate in Europa ci attendiamo da questa almeno un approdo sicuro ai quarti di finale. Poi di li in poi lo sappiamo che parte una stagione nella stagione e tutto potrà accadere. Un passo per volta. Peccato non poter tornare in trasferta ad Oporto, città meravigliosamente bella che abbiamo avuto il piacere di visitare quattro anni fa in un altra trasferta della Champions. Dove non siamo arrivati. Solo il Covid ha potuto fermarci. Speriamo solo di poter riprendere presto il nostro viaggio in giro per l'Europa al seguito della Juve.
La JOFC LEAGUE in questa settimana ha visto il Club di Milano totalizzare nuovamente più punti di noi (17 per la precisione) in una serata in cui è stato difficile far punti per tutti stante il risultato avverso, la mancanza di goal e il cambio non preventivato per infortunio di Cuadrado. Adesso il vantaggio è sceso nuovamente sotto i 400 punti. Bisognerà tenere duro a partite dalla sfida di Champions, ma per farlo servirà l'aiuto di tutti nel partecipare in massa al gioco.
FORZA RAGAZZI in campionato nulla è perduto, dopo la partita ovviamente la delusione la fatta da padrona nelle chat del Club ma già al giorno dopo eravamo tutti carichi e pronti a ripartire come se nulla fosse accaduto.
CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI! FINO ALLA FINE
JC ANDRIA

 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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