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VITTORIA FONDAMENTALE A LA SPEZIA
 

Sofferta ai limiti del surreale, perché era pur sempre Spezia-Juventus, ma comunque vinta. E non è poco, considerata la condizione in cui si trova la Juventus oggi. Poi di fronte a vittorie del genere si può immaginare un effetto positivo nel gruppo, stante la rimonta ottenuta di forza e con il carattere seppur in sofferenza. Vanno però esaminati tutti i difetti (altri due gol incassati, alcuni singoli pessimi, un certo scollegamento fra i reparti, poca incisività offensiva) e mantenere tutte le perplessità accumulate finora. Fra i due estremi, le analisi possono anche trovare spazio in mezzo, senza alimentare troppe speranze, ma cogliendo gli aspetti positivi, per esempio: se la Juventus avesse avuto la tigna dell'ultima mezzora, probabilmente contro il Milan non avrebbe pareggiato. Bisognerà ovviamente testare il tutto nelle prossime giornate dove servirà assolutamente vincere. A La Spezia la Juventus ha giocavo la prima di tre partite da vincere ad ogni costo prima della pausa del campionato. Non bisogna guardare la classifica per quella ci sarà tempo. La guarigione della Juventus passa attraverso molti altri successi, sofferti o no, puliti o sporchi, l’importante sarà vincere. E' una Juventus ancora malata: incerta, pallida e confusa, completamente diversa da quella del primo tempo contro il Milan. Non ci sono agonismo e intensità, c'è una manovra faticosa che in tutto il primo tempo produce il gol di Kean e due occasioni una con De Ligt, sugli sviluppi di un corner, tiro violento da tre metri, alto di poco sulla traversa e un tiro di Dybala sinistro da fuori alzato in corner dal portiere spezzino. Per contro subisce poco e l'unico vero tiro è quello del gol del pareggio, frutto di un'azione difensiva molle della Juventus, con un corner corto sul quale Dybala conquista il pallone per poi perderlo, la palla finisce dall'altra parte ad un calciatore dello Spezia, che si libera al tiro evitando un Danilo poco reattivo e un Bentancur come sempre moscio, che devia anche il tiro facendolo impennare e rendendo impossibile la parata di Szczesny. Il gol del pareggio non scuote la Juventus, la cui reazione è al minimo sindacale. Manca un punto di riferimento in avanti, con Dybala, Chiesa e Kean che partono sempre molto lontani dall'area avversaria. Si sente la mancanza di Morata a dare profondità. E Dybala si deve abbassare fino a 15 metri sotto la linea del centrocampo per lo svolgimento di compiti di regia che nessuno nel centrocampo sembra in grado di coprire. Bentancur, sembra un fantasma di imprecisione e McKennie che riesce a essere alquanto irritante. In questo scenario un po' desolante, arriva anche il gol del 2-1 dello Spezia: un contropiede assurdo che infilza tutta la Juventus, con l’ultimo disperato tentativo di Bonucci Szczesny non colpevole, ma neanche impeccabile sul diagonale non impossibile. Da quel momento in poi la Juventus attacca e lo Spezia giustamente si difende.  Dybala è il più pericoloso, con Morata molto determinato (entrato al posto di un Kean positivo nel primo tempo, più spento nella ripresa). Ma quello che ci crede di più è sempre lui: Federico Chiesa, che letteralmente si inventa il gol del 2-2 a metà secondo tempo. Conquista un pallone sulla bandierina del corner ed alimenta l'azione che lui stesso va a chiudere con un tiro in scivolata dal centro dell'area. Il gol dà coraggio, non ordine, ma l'ingresso di Locatelli aggiunge qualcosa alla precisione della manovra offensiva. E così sugli sviluppi di un corner, De Ligt azzecca la zampata del 3-2 che si infila all'angolino a venti minuti dal termine. Ribaltone incredibile dalle forti emozioni soprattutto per i nostri che erano li sugli spalti. A poco dalla fine però Szczesny compie un vero miracolo salvando la vittoria con lo Spezia che chiude schiacciando la Juventus. Questo non va bene ma contava solo portare a casa la vittoria. Potevamo mancare a La Spezia in una trasferta del tutto nuova per noi? Certo che no, nonostante si giocasse di mercoledì e nonostante non fosse proprio dietro l’angolo di casa. Noi siamo tifosi fuori dal comune, siamo un grande gruppo come pochi ne esistono in giro per l’Italia al seguito della Juve. Non importa per cosa si lotti, non importa la posizione di classifica, quel che conta è esserci  sempre al fianco della Vecchia Signora. Senza presunzione ma siamo un qualcosa di incredibile e soprattutto inimitabile. Partiti in 4 in aereo per Bologna grazie ad una tariffa del tutto conveniente (soli 10 euro andata e ritorno), hanno poi raggiunto La Spezia in auto via Parma, giungendo nella bella località ligure verso le ore 17,00. Fabio Attimonelli, Andrea Nicolamarino, Alessandro D’Ercole e Massimo Matera i nostri quattro folli al seguito. All’arrivo nel parcheggio ospiti proprio sotto al settore trovano alcuni amici di altre zone con cui non ci si incontrava da prima del Covid, come i ragazzi di Massa e del Nord Est Bianconero. Con i ragazzi di Roma e Aosta invece ci si era già beccati in casa contro il Milan. Appena dentro al settore si posizionano proprio in basso alla destra, praticamente in campo. Un bell’impianto piccolo che dava l’impressione di uno stadio all’inglese. Faceva un gran caldo ed ogni urlo arrivava ben chiaro ai calciatori in campo. Nel pre-partita i nostri hanno richiamato come sempre l’attenzione di Claudio Filippi preparatore dei portieri della Juve in un rito che finalmente è ripreso con tanto di caloroso saluto da parte del Mister. Poi la partita con un bel tifo da parte spezzino è molto blando, quasi inesistente da parte nostro come oramai da consuetudine vista l’assenza forzata del tifo organizzato. Ma sul 2-1 per loro è bastato uno sguardo tra i tifosi più accesi, quelli di sempre, per capire che era arrivato il momento di aiutare la squadra in campo. Ed ecco venti minuti di grande tifo con il settore che spinge ragazzi, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Sarà stato solo un caso? Crediamo proprio di no, la Juve ha bisogno del suo tifo. Lo vediamo in tutte le altre realtà come i tifosi siano spesso determinanti. Complimenti ai nostri ragazzi che ci hanno messo anima e cuore uscendo dallo stadio letteralmente senza più voce. A fine gara la squadra lancia le maglie e pantaloncini con uno che finisce proprio ai nostri, quello di Daniele Rugani che non era sceso in campo. Al termine della partita si attende tanto e troppo tempo prima di ripartire, poi finalmente si riesce a lasciare La Spezia, davvero una gran bella trasferta per i nostri, un'altra grande presenza del nostro Club. Tappa a Parma dove trascorrono la serata, con una gran bella cena in un locale molto carino e la nottata. Al mattino raggiungono nuovamente Bologna da dove si imbarcano sul volo per Bari. Grandi ragazzi, questa vittoria è stata anche e soprattutto vostra. Al Club tutto bene, affluenza normale stante l’orario, con le nuovissime t-shirt griffate JC ANDRIA, finalmente arrivate, sia nella versione bianca che nella versione nera, al costo di 12 euro e disponibili in tutte le taglie.


p.s. nella foto gallery alcuni degli scatti più belli della trasferta dei nostri a La  Spezia.


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI

 

 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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