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A VENEZIA SOLTANTO UN PAREGGIO. GRANDE TRASFERTA DEI NOSTRI
 

Partiamo con il dirvi che la trasferta dei nostri a Venezia è stata un qualcosa di incredibile. Divertimento e goliardia senza freni. Un entusiasmo per certi versi clamoroso se rapportato all’andamento della nostra Juventus. Il nostro Club si dimostra sempre più di un altro pianeta. Non è stata certamente bella, la Juventus vista in Laguna. Ma dopo l'1-1 a Venezia resta l'impressione che con un centravanti di peso la partita si sarebbe vinta. Il che non cancella i problemi della squadra, ma se non altro li circoscrive. Se i punti persi nella primissima parte del campionato parlavano di una squadra in preda alla confusione, che si schiacciava in difesa e giocava solo in contropiede, il pareggio di Venezia racconta una Juventus che tiene palla, sta nella metà campo avversario, riesce a costruire, ma non riesce purtroppo a concretizzare. Allegri lo dice da settimane che il nocciolo della questione è la precisione negli ultimi trenta metri, ma una soluzione non è stata ancora trovata. Non può bastare il gol di Morata per assolvere il reparto avanzato bianconero. Non può bastare l'incoraggiante prestazione di Bernardeschi. Là davanti qualcosa non funziona e l'infortunio di Dybala che esce praticamente subito toccandosi il ginocchio destro, fotografa l'inaffidabilità fisica del fuoriclasse bianconero e tecnica di tutta la fase offensiva. La Juventus pareggia al Penzo perché il Venezia azzecca un spettacolare tiro a inizio ripresa, il primo della partita, a cui ne sono seguiti giusto un paio. Non che la squadra lagunare non abbia meritato il pareggio, visto che è riuscito a difendersi con ordine e non perdere la testa, ma è indicativo del fatto che rispetto all'inizio della stagione Allegri ha sistemato la fase difensiva. Ovvio, non si può pensare di renderla completamente impermeabile in modo da compensare la sterilità offensiva: un gol lo puoi prendere, anche dal Venezia, il problema è quando la Juventus ne sbaglia tre o quattro a partita. Il primo tempo lo comanda la Juventus, con tantissimi tiri, un possesso palla e un predominio sostanziale che lascia inoperoso Szczesny. Ma la spremuta di quarantacinque minuti in avanti è un solo gol, con contorno di almeno tre chiare occasioni sprecate. Una partita che poteva essere chiusa facilmente diventa una battaglia. Eppure, il gol dell'uno a zero era stato a suo modo confortante per il popolo bianconero al seguito: cross di Luca Pellegrini, che consacra con una giocata decisiva il suo momento di crescita; tocco (tra piede e stinco) di Alvaro Morata. Due volti della possibile resurrezione bianconera, che può pescare protagonisti inaspettati. Non cambia l'andazzo nella ripresa: è la Juventus che attacca, ma senza graffiare e come detto al primo vero tiro in porta del Venezia arriva il pareggio. Un pareggio fin lì immeritato, ma che i padroni di casa legittimano nei dieci minuti successivi nei quali la Juventus soffre. Insomma, la Juventus va in sofferenza e anche un po' in confusione. Rientra in partita con un tiro di Kaio Jorge che richiede un miracolo di Romero. E ristabilisce un'inclinazione del campo a lei più favorevole, ferma restando la cronica difficoltà a concretizzare la manovra offensiva. La Juventus continua ad attaccare, entrano anche Soulè e Kean ma tutto è immutabile: la Juve attacca, ma non segna. Pareggio deludente accolto non bene dai tifosi al seguito compreso i nostri. Ma veniamo proprio alla cosa più bella della giornata: la trasferta a Venezia dei nostri soci arrivati in forze in questa nuova tappa, ben 27 le persone al seguito. Numeri incredibili considerando il momento non proprio roseo della nostra squadra. Un furgone e ben 5 auto al seguito. L’atmosfera più calda la si è registrata ovviamente a bordo del furgone capitanato da Fabio e Salvatore e nella macchina condotta da Luciano Mariano con Gaetano Maddalena e Maria Scamarcio. Euforia incredibile, sembrava stessero andando a sostenere la squadra in una finale. Nelle altre auto, quella di Emanuele Trepiccioni, di Luca, di Vincenzo Giannelli e di Alessandro D’Ercole atmosfera molto più tranquilla. Partiti alle ore 06,00 da Andria immancabile colazione in un bar della periferia. Poi in marcia verso Venezia. Immancabili le risate a bordo. Salvatore Lomuscio alla guida del mini van conduce la truppa alla prima sosta a Giulianova. Pioggia e vento caratterizzano buona parte del viaggio. Poco dopo le 14 arrivano al punto di ritrovo dove lasciare i mezzi. Li inizia una trasferta nella trasferta. Si radunano con le altre auto dei soci per iniziare un lauto pranzo a sacco organizzato nei minimi dettagli dove il bere la faceva da padrone. Si aggiungono i ragazzi della Bassa Valle. Ci si scambia le bottiglie. Alle 16,00 abbastanza alticci finalmente si imbarcano su di un vaporetto che dopo 50 minuti di navigazione li condurrà all’Isola di Sant’Elena sotto al settore ospiti del Penzo. Non potete immaginare a bordo del vaporetto cosa sia accaduto. Di tutto di più. Si sistemano tutti nella parte all’aperto sul fondo dell’imbarcazione. Cori su cori, spintoni, con qualcuno che rischia di finire in acqua. Ammirano a distanza Piazza San Marco. Non scendiamo in altri particolari……ahahahahhahahaha. Chi c’era sa…..Arrivano abbastanza cotti allo Stadio, le birre e tanto altro si fanno sentire. Appena dentro al settore si sistemano in prima linea sulla sinistra quasi a confine dei Distinti veneziani. Consumano un'altra birretta come se non ne avessero consumate abbastanza per poi dietro alla pezza ALBERTO VIVE, iniziare a sostenere la squadra sin dal riscaldamento. Continuano a farlo anche dopo il pareggio dei lagunari ma non serve a nulla, finisce in pareggio, risultato che lascia l’amaro in bocca ai nostri arrivati sin li con i soliti sacrifici del viaggio soprattutto quello del ritorno. La tifoseria veneziana o unionista? Nettamente in calo rispetto a quella di un tempo, peccato si siano voluti dare un tono da classici provinciali intonando due tre cori contro di noi. Il vaporetto riporta tutti sulla terra ferma dove trovano un freddo quasi glaciale. Si rimettono tutti alla guida dei mezzi per fare sosta subito dopo Bologna e dopo aver superato una lunga interruzione autostradale molto fastidiosa. Cambi alla guida tra Fabio, Mattia, ancora Fabio e Salvatore che conduce il mezzo ad Andria verso le 06,00 del mattino. Da segnalare al ritorno il nostro Fabio DJ che ad un certo punto trova il modo di svegliare tutti con una storica canzone di Claudio Villa “GRANADA” con applauso finale degli occupanti del MiniVan. Spettacolo nello spettacolo. Anche le auto nel frattempo avevano fatto il loro rientro. Tutto bene nonostante il pareggio. Come sempre noi abbiamo vinto, la squadra no! Prima di salutarsi i conteggi finali ed una colazione di gruppo. Grazie a chi ha rappresentato in gran numero il Club in quest’altra trasferta da ricordare. Prima o poi un libro lo scriveremo. Al Club discreta affluenza come sempre in assoluta sicurezza.


#ANDRIAPRESENTE #STILEDIVITA #AMODONOSTROSEMPRE


IO NON POSSO STARE SENZA LA MIA JUVENTUS!

 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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