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dot PERSO AI RIGORI IL MEMORIAL “RUGGIERO, RICCARDO LORUSSO e VINCENZO ORCIUOLO”

dot COME SE NON BASTASSE PRESENTI ANCHE AL SEGUITO DELL’UNDER 23 NEI PLAY OFF DI SERIE C

dot SI CHIUDE UNA ORRIBILE STAGIONE. NONOSTANTE TUTTO, NOI PRESENTI FINO ALLA FINE.

dot STAGIONE SENZA TROFEI, IL SALUTO A CHIELLINI E DYBALA.

dot REGALI DI FINE STAGIONE…….!

   
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ANCORA SUPPLEMENTARI AMARI PER LA JUVE! NOI IN 180 A ROMA.
 

Partiamo da un presupposto. Se la squadra in campo ha perso l’importante sfida, noi dello JUVENTUS CLUB ANDRIA così come tutta la SUD in trasferta, possiamo dire di aver vinto la nostra sfida, dimostrando a chi era di fronte che quando vogliamo, a livello di tifo, sappiamo dare tutto il meglio di noi stessi nonostante il periodo che si attraversa a livello di tifo organizzato dalle nostre parti….. Tornando a noi gobbi andriesi, presentadoci a Roma in 180 unità abbiamo dato l’ennesima dimostrazione di grandezza, l’ennesima dimostrazione che “gli altri….(????)” possono solo continuare a guardarci e soffrire della classica invidia. Noi siamo Noi e ve lo abbiamo dimostrato ancora una volta. Altri commenti ed altro tempo riteniamo sia superfluo perderlo parlando del nulla! I tempi supplementari ultimamente non ci portano bene. Con il Porto nella scorsa stagione in Champions e in Supercoppa e Coppa Italia in questa stagione. Epilogo sempre amaro, sempre identico. La Juventus nella sera della finale di Coppa Italia riassume la sua intera stagione e scrive l’epilogo di entrambe. Pieno di rammarico e non solo per la sconfitta. Perché perdere una finale può capitare (purtroppo ne sappiamo qualcosa……), anche se fa male, dopo la Supercoppa e dopo la sfida fondamentale del 3 aprile in campionato, subire la terza sconfitta cruciale proprio contro i merdazzurri. L’epilogo di partita e stagione sono amari e pieni di rammarico perché di entrambe la Juventus ha buttato via l’inizio, con un atteggiamento distratto e molle assolutamente non da Juventus. E perché questa stagione, che ha obiettivamente visto la Juventus crescere così come la partita di ieri, possa essere davvero la base su cui costruirne una vincente, Allegri dovrà prima di tutto cancellare certe morbidezze che parevano rimosse e invece sono riapparse ieri nel primo quarto d’ora, costringendo la Juventus a inseguire da subito. Ma soprattutto anche l’allenatore dovrà aggiornarsi parecchio se vuole davvero riaprire un ciclo vincente alla Juve. Se in campionato la squadra di Massimiliano Allegri aveva regalato punti nelle prime quattro giornate con grossolani errori di concentrazione, all’Olimpico ha offerto l’occasione del gol con una mollezza imperdonabile dopo appena 7 minuti. Possibile approcciare così in una finale???? Mollezza che, preannunciata da un retropassaggio ai nerazzurri di Alex Sandro e da un approccio generale piuttosto soft, si fa evidente e letale dopo una respinta di testa su corner di Chiellini (proprio lui tutt’altro che molle) con Cuadrado che si lascia saltare con una facilità disarmante e Zakaria che tarda ad uscire, lasciando il tempo all’avversario di prendere la mira e battere Perin con un gran destro all’incrocio. Siamo subito sotto e la Juve accusa il colpo, soffre le avanzate a destra e fatica molto a costruire. Allegri cerca di rimediare chiedendo cinque giocatori in linea davanti ai tre difensori che impostano: sarà quello, sarà che lo stordimento per il colpo a freddo lascia il posto alla rabbia, proprio come ha fatto nel corso dell’annata la Juventus comincia a crescere e tra il ventesimo e il trentesimo spaventa più volte l’Inter. In una partita che riassume la stagione bianconera non può mancare un infortunio e infatti al 40° perdiamo Danilo. Dentro Morata, anticipato così il cambio offensivo. Al posto del brasiliano arretra Cuadrado con Bernardeschi che trasloca da sinistra a destra e lo spagnolo si piazza alto sulla fascia mancina. Non ha tempo di incidere, Morata, e neppure di scaldarsi bene, tanto che rimane a farlo durante l’intervallo, ma quando la partita riprende è bollente. E al 5° della ripresa ecco il gol del pari provocato proprio da Morata che con il suo sinistro va a sfiorare di quel tanto che basta Alex Sandro con la palla che entra e che vale il pareggio. L’Inter prova a reagire subito, ma con troppa veemenza e al 7° si offre al contropiede da manuale della Juventus, rifinito da un filtrante da destra di Dybala per Vlahovic. Già pericoloso due volte, prima costringendo un difensore a una chiusura rischiosa in area (mano sulla schiena), poi propiziando il gol con una conclusione respinta su cui la palla era pervenuta ad Alex Sandro, il serbo si invola verso la porta, mette a sedere un difensore in area, poi centra in piena il portiere, ma sulla respinta mette dentro. Ribaltata in 2 minuti, l’Inter sembra non accusarne il colpo con Perin sempre bravo ed attento. Arrivano dei cambi che lasciano presagire ad una Juve più di contenimento, errore grossolano, contro un avversario più quotato. La Juve sembra poter reggere la pressione, ma al 33° un contatto in area generato da De Ligt e Bonucci provoca l’assegnazione del penalty da parte di un arbitro che ha diretto a senso unico.  Si va anche in questa occasione ai supplementari, senza Chiellini che al 39° ha dovuto alzare bandiera bianca. Prende l’iniziativa l’Inter e all’8° torna in vantaggio, ancora su rigore, concesso dall’arbitro, richiamato dal Var, per un fallo netto di De Ligt, in ritardo. Allegri inserisce Kean per Dybala per avere forze fresche nella rincorsa, ma tre minuti dopo l’Inter segna al primo contropiede. Fine delle trasmissioni. Sotto per 2-4  la Juve prova a riaprire la partita nel finale del primo tempo, quando un contatto potrebbe valere un rigore anche per i bianconeri. Ma è l’ultimo sussulto. Come in campionato, dopo aver assaporato la possibilità della rimonta, anzi, stavolta dopo averla momentaneamente concretizzata, la Juventus si ritrova delusa ed a mani vuote dopo 10 stagioni in cui ci eravamo abituati a vincere sempre. Succede che si possa per un anno non vincere, del resto chi avevamo di fronte non lo ha fatto nello stesso periodo in cui noi si vinceva. Resta a tutti noi la soddisfazione di aver organizzato ancora una volta una trasferta perfetta ed impeccabile sotto ogni punto di vista. Due autobus pieni e oltre una ventina di auto private. Numeri che impressionano anche noi che organizziamo. Sono state giornate frenetiche, convulse, serate lunghissime al Club per poter soddisfare il 100% delle richieste pervenute da parte di chi in regola con l’iscrizione stagionale. Aver portato a Roma tutta questa gente e soprattutto tantissime giovani leve ci ha reso ancora di più orgogliosi per quello che facciamo e per quello che siamo da tempo. Aver organizzato dei pacchetti davvero economici ci ha contraddistinto ancora una volta. Aver regalato a tutti i partecipanti alla trasferta la t-shirt JC ANDRIA ha dato ancora una volta dimostrazione del nostro orgoglio di appartenenza ad una realtà che va oltre tutto, oltre una sconfitta, oltre l’immaginazione. Far parte del nostro Club o Gruppo come lo si voglia considerare è diventato il fattore principale di ogni socio che si iscrive con noi. Prima viene il gruppo, poi viene la Juve! Al ritrovo è stato bello vedere tutti i soci con la magliettina. Impattante. Partiti alle 09,00 circa dalla nuova fermata dei Bus in Largo Ceruti dopo un leggero ritardo causato da un problema ad uno dei due pullman prontamente risolto con la sostituzione del mezzo. Il primo bus ha lasciato Andria attenendo l’arrivo del secondo alla stazione di servizio IRPINIA dove si sono riaccorpati proseguendo il viaggio uno dietro l’altro. Su di un bus vi erano tutti i soci più pacati e più tranquilli, sull’altro la parte più calda del Club, quella con l’animo più ultras. Il nostro Segretario Fabio per festeggiare il suo onomastico ha portato cioccolatini per tutti accompagnati dal Borghetti che scorreva a fiumi….. con il tradizionale coro tutto per lui! Da segnalare al nostro arrivo nella stazione di servizio, un bus di intertristi che alla nostra vista, capito che eravamo ben altra roba…..hanno subito pensato bene di allontanarsi…..ahahhahahahahahahha. Ripresa la strada per Roma, ci si ferma nuovamente quasi sotto la Capitale per esigenze fisiologiche soprattutto delle tante donne a bordo. La temperatura sale, fa caldissimo, ma nel bus più casinista, il n. 2, succede di tutto e di più con l’autista Michele quasi disperato…... Cori, balli, bottiglie di ogni genere, insomma la solita baldoria di quando si sta pericolosamente tutti assieme. Arrivati alla barriera di Roma Sud veniamo intercettati dalla Polizia che nel breve volgere di una mezz’ora ci lascia ripartire per l’Olimpico dove arriveremo verso le 16,30 lasciando i bus sul Lungo Tevere. Poi il lungo cammino a piedi. Viene formato un gruppo di una trentina di persone che decide di entrare da subito per posizionarsi con le pezze e il bandierone al solito posto delle nostre finali a Roma. Alle 18,00 circa sono già dentro pronti a montare ogni cosa. Poi avvisano il resto del gruppone che alle 19,00 è quasi tutto posizionato nella Sud. In 90 dei 180 soci totali sono in SUD e si posizionano tutti dietro alla balconata del bocchettone alla sinistra della curva. Arrivano tutti, anche quelli con le auto. Gli altri sono nei Distinti Sud Ovest, nella Tevere e enlla Montemario. Quelli della Curva Sud sono tutti appassionatamente insieme e dietro la nostra bandiera dell’Avvocato Agnelli che sventola, dietro le nostre pezze tradizionali da trasferta. Da li sopra con al fianco gli amici di Barletta e Massa coordinano tutti i cori che partono dal basso facendo cantare tutta la parte alta del settore. Come detto un bel tifo il nostro. Bello vedere la nostra prima linea composta non solo dai vecchi del Club ma anche dai tanti giovanissimi avvicinatisi in questa stagione. Ci crediamo, ci speriamo, ci sgoliamo nel spingere la squadra, ma poi arriva l’ennesima delusione stagionale. Ci guardiamo tutti negli occhi, ma come sempre riusciamo a superare anche quest’altra botta. Restiamo al nostro posto sino all’ultimo istante, non ammainiamo la nostra bandiera, facciamo un ultimo coro alle Merde ed un saluto alla nostra squadra. Per poi andare via verso i pullman, con il consueto lungo tragitto a piedi che ci attende. Ai Bus ci ricompattiamo tutti, nessuno manca all’appello e all’una circa riusciamo a lasciare Roma nel solito traffico. Viaggio di rientro abbastanza tranquillo con qualche arrabbiatura per la gestione della partita da parte del Mister e qualche battuta classica dei vecchi del gruppo a rincuorare i più giovani. Gli autogrill sono tutti presidiati, non permettono incontri con gli intertristi. Si arriva ad Andria verso le 7,00 del mattino tutti pronti per affrontare una giornata lavorativa e/o scolastica. Un grazie immenso a tutti i soci che hanno collaborato con noi per la perfetta riuscita della trasferta, organizzato come detto in ogni minimo dettaglio e particolare, non lasciando come sempre nulla al caso. Un grazie al Presidente Nicolamarino e ad Andrea Leonetti per la gestione del Bus n. 1, ed un grazie al Bus n. 2 dove sarebbe riduttivo elencare, due, tre, quattro persone. Per quello che è successo a bordo meriterebbero di essere citati tutti, dal primo al 55°……UNICI! Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa trasferta, anche chi si è recato in auto, tutti abbiamo contribuito a rendere memorabile quest’altra trasferta con numero di partecipanti da RECORD PER IL NOSTRO CLUB. Ci superiamo di anno in anno, motivo per cui invitiamo sin da ora tutti ad iscriversi nella prossima stagione, non solo chi lo era già ma soprattutto tutte quelle persone che ci hanno contattato nei giorni precedenti alla finale ma che non avevano la tessera Club!    


JUVENTUS CLUB ANDRIA, SESTO CLUB AL MONDO, UNICO NEL SUO GENERE!


LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!

 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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