Motto Club
   
totem
   
  HOME / NEWS ANNO 2021

 
ULTIME NEWS
   
dot GATTI REGALA ALTRI TRE PUNTI ALLA JUVE

dot SOTTO LA PIOGGIA, VITTORIA AL FOTO FINISH

dot BOTTA E RISPOSTA CONTRO L'INTER, FINISCE 1-1

dot LA JUVE SOFFRE MA FA POKERISSIMO

dot ESPUGNATA FIRENZE, GODURIA ALLO STATO PURO. SUPERATA QUOTA 800 ISCRITTI AL CLUB

   
ARCHIVIO NEWS
dot News anno 2009
dot News anno 2010
dot News anno 2011
dot News anno 2012
dot News anno 2013
dot News anno 2014
dot News anno 2015
dot News anno 2016
dot News anno 2017
dot News anno 2018
dot News anno 2019
dot News anno 2020
dot News anno 2021
dot News anno 2022
dot News anno 2023
dot News anno 2024
   
 
LA JUVE RIAVVICINA IL QUARTO POSTO. SERENE FESTIVITA’ A TUTTI!
 

Sono stati giorni frenetici, con le partite che si sono susseguite ogni tre giorni, con le prenotazioni in corso per le partite di gennaio (Juve – Napoli su tutte ma anche le trasferte a Roma e Milano per la Supercoppa). Giorni in cui abbiamo dovuto a malincuore giungere alla determinazione, prima ancora che ci arrivasse il Governo, di non organizzare la tradizionale festa natalizia denominata “Natale Black&White”. Dopo l'edizione del 2020 anche quella del 2021 non andrà in scena ancora a causa del Covid che sembra proprio non volerci lasciare. Purtroppo siamo in un periodo di influenze, di raffreddori, di tante situazioni che associate alla nuova variante del Covid -19 non lasciano tranquilli tutti. Le nostre feste sono sempre state contraddistinte da serate musicali e ballo. Non potendo organizzarle in questo modo abbiamo preferito anche per quest'anno tralasciare anche la più normale cena natalizia. Non ci sembrava il caso. Le feste o le si organizzano a modo nostro oppure meglio attendere giornate migliori come quelle estive. Ci siamo anche riposati, si fa per dire, non seguendo dal vivo, l'ultima partita dell'anno 2021 a Torino contro il Cagliari. Nessuno era nelle condizioni di poter partire a pochi giorni dal Natale. Ci sta dopo tantissimo tempo di non essere stati presenti ad una gara. Questa volta non per fattori terzi (covid/caro biglietti) ma per scelta nostra. Ci siamo ritrovati tutti al Club per assistere alla partita è poi brindare tutti assieme con la presenza anche del Sindaco di Andria Giovanna Bruno, nostra socia, prima che Sindaco. La Juventus ha colto la sesta vittoria nelle ultime 8 partite, che hanno prodotto 19 punti che dovevano essere almeno 21. Non è ancora una squadra esaltante, ma se non perde la continuità che sembra finalmente aver ritrovato, potrebbe togliersi molte soddisfazioni nel girone di ritorno, anche perché le ultime vittorie di questo filotto le ha conquistate con una formazione in perenne emergenza, senza Dybala e Chiesa, e anche senza Chiellini. Questo sta responsabilizzando il resto della rosa che, piano piano, sta fabbricandosi nuovi trascinatori e leader: Bernardeschi corona con il gol un periodo di crescita continua, De Ligt sforna un'altra prestazione di feroce agonismo, McKennie entra nella ripresa con la testa giusta. È una formichina, questa Juventus, ma intanto non dilapida più i punti che devono essere conquistati, come quelli contro il Cagliari. Il problema più evidente di questa Juventus restano gli attaccanti. Non che il gioco sviluppato sia effervescente o particolarmente intenso, ma riesce comunque a portare il pallone nell'area avversaria, dove però né Morata né Kean sono abbastanza reattivi, impiegando troppo spesso un tempo in più per provare il tiro, questo li rende facilmente marcabili e, in partite come quella contro il Cagliari, è facile per chi difende, creare un ingorgo dove il gioco bianconero si intasa. Un centravanti più efficace non risolverebbe tutti i problemi della squadra di Allegri, ma probabilmente renderebbe meno faticose queste vittorie. Anche perché è ormai assodata la soluzione dei problemi in fase difensiva che, grazie a una generosa partecipazione collettiva, ha garantito sei partite senza subire gol nelle ultime otto, nelle quali i gol incassati sono appena due (uno dell'Atalanta e l'altro del Venezia, paradossalmente costati ben 5 punti, i quali avrebbero oggi di fatto regalato altre prosepttive a questa stagione in chiaro oscuro. Poi, certo, il centrocampo bianconero non entusiasma: Rabiot e Bentancur anche stavolta tendono a ingolfarsi, Arthur è indecifrabile. Il brasiliano ha indubbie qualità per realizzare trame più fluide, ma appare fuori contesto in una squadra che non fa certo del palleggio corto l'arma per organizzare il gioco. Tutto sembra più naturale con Locatelli in campo (stasera solo negli ultimi minuti) e McKennie (che entra nella ripresa e regala molte più bollicine di uno spento Rabiot). È indubbio, tuttavia, che fra problemi, limiti ed equivoci, la Juventus sta trovando una solidità caratteriale prima ancora che tattica, intorno alla quale Allegri potrà innestare Chiesa, Chiellini, Danilo e Dybala tutti rientranti dopo le feste. Se il mercato gli portasse un centravanti lo scenario non sarebbe più così fosco come poteva apparire qualche settimana fa. Anzi. La Juventus è solidissima in fase difensiva, anche e soprattutto per il sacrificio di Moise Kean a sinistra e Bernardeschi a destra: i due rientrano sempre e il loro contributo consente di narcotizzare anche le poche velleità offensive cagliaritane. Ma in generale è totale la partecipazione nei momenti di non possesso, che durano tendenzialmente pochissimo, visto che dopo i primi 45' le statistiche parlano di un predominante possesso palla della Juventus. Non è un dominio di intensità altissima, ma un'occupazione serafica della trequarti dove il Cagliari è asserragliato con due linee di difensori parallele e strettissime: far passare qualcosa è complicato, così i bianconeri puntano sul logoramento del muro sardo. Ci pensa Bernardeschi a strappare verso l'area trascinandosi tre avversari, dai quali riesce a liberarsi per calciare verso la porta. Ne esce un tiro-cross che intercetta la testa di Kean, la cui deviazione è fondamentale: 1-0 a fine primo tempo. Nella ripresa la Juventus tiene sempre i ritmi bassi e finisce, nella parte centrale della frazione, per soffrire una decina di minuti di pressione del Cagliari, durante i quali per due volte il Cagliari sfiora clamorosamente il gol. Film già visto a Venezia (dove abbiamo pagato dazio e Bologna). A quel punto la Juventus si sveglia, riporta il fulcro della partita trenta metri più avanti e trova il gol di Bernardeschi: tanto meritato (per l'eccellente e generosissima prestazione) quanto bello, con un diagonale che fulmina il portiere avversario. E a quel punto la Juventus deve solo gestire la discesa verso il novantesimo. Siamo giunti a fine anno, come di consueto è tempo di tracciare dei bilanci. Il nostro resta come sempre ampiamente positivo. Abbiamo affrontato la bufera del Covid, la chiusura della sede sociale, siamo stati in grado di ripartire ed anche alla grande visto l'entusiasmo di tutti voi che sostendo il Club state permettendo di portare avanti questa grande famiglia. Numeri incredibili quelli del tesseramento e della partecipazione ad ogni trasferta. Pensate che per la partita JUVE – NAPOLI ad oggi abbiamo ben 64 soci prenotati con biglietto stadio acquistato. Adesso vedremo come si metterà con questo nuovo decreto che stabilisce una riduzione del pubblico al 50%. A Roma ben 21 i prenotati per la gara del 9 gennaio, oltre ai 22 per la Supercoppa a Milano. In questo momento non possiamo che abbracciare idealmente tutti i nostri soci, le loro famiglie, i nostri amici vicini e lontani, tutta la gente che ci rispetta dando appuntamento al nuovo Anno 2022 che speriamo possa definitivamente scacciare via l'incubo di questa pandemia e riportare serenità nella vita di tutti. Noi comunque vada ci saremo sempre al fianco dei bianconeri di Andria e della JUVE! Alla vigilia di Natale ci siamo ritrovati come da tradizione degli ultimi anni, dopo il brindisi al Club, alla Caffetteria Goodness di Via Vespucci. Goliardia, inno della Juve e Spritz a go go! Grazie per chi è potuto esserci. Avremmo preferito organizzarci in maniera differente ma questo è il tempo che al momento ci è dato di vivere.   


BUON ANNO 2022 ANCHE A QUELLI CHE SOFFRONO PER QUELLO CHE SIAMO! #fateveneunaragione #QUELLICHENONMOLLANOMAI

 

 
 
LA JUVE VINCE NELLA NEBBIA DI BOLOGNA
 

Non era per nulla scontato a distanza di sette giorni rimettersi subito in viaggio e soprattutto dopo l'ennesimo risultato deludente della nostra Juventus. Eppure anche a Bologna ci siamo arrivati con un furgone ed un auto al seguito. Ma prima di parlare della nostra trasferta in terra emiliano veniamo come sempre a qualche considerazione sulla partita. Scusateci innanzitutto se spesso ci mettiamo dei giorni o anche delle settimane per aggiornare questi articoli. Non siamo un club statico, siamo sempre più dianamici. Quello che facciamo lo si fa sempre sottraendo del tempo libero alle nostre famiglie alle quali si dedica spesso sempre meno tempo pur di portare avanti con passione questa realtà chiamata Juventus Club Andria e di conseguenza anche il sito internet ufficiale richiede del tempo per la sua gestione. Non sempre si riesce ad essere sul pezzo, con le prenotazioni, l'organizzazione delle trasferte e la biglietteria che incombono nella quotidianità per ogni maldetta partita della nostra amata JUVENTUS! Mica siamo come quelli dei quattro gatti al bar! Ahaahahahahahhaha. A Bologna si rivede la Juventus cinica, matura, capace di sbloccare il risultato da subito per poi difenderlo soffrendo il giusto e dilagare nel secondo tempo sfiorando più volte il 3-0 che non arriverà. Un passettino in avanti nella corsa al quarto posto Champions. Non è il caso ovviamente di illudersi, ma forse una chiave per la svolta il buon Massimiliano Allegri la sta trovando nel mezzo di mille difficoltà legate anche alle tante assenze - perché un Dybala e un Chiesa non si regalano a nessuno. Si è rivisto un senso di padronanza del match che da un po' non si ammirava sul fronte bianconero. Partita decisa da due lampi, che portano la firma di Morata e Cuadrado, in uno stadio con tantissima presenza bianconera anche in Tribuna e Curva San Luca. Sono bastati sei minuti in una nebbia fitta che dagli spalti non permetteva di vedere bene l'altra metà campo e la gara ha subito preso  l'indirizzo desiderato da Allegri: combinazione Morata-Bernardeschi, assist del Berna con Alvaro che la mette dentro. I movimenti di Morata, ancora a segno in trasferta in campionato dopo Salerno e Venezia, danno molto fastidio agli emiliani. Il Bologna non sta a guardare e  De Ligt si erge sul piedistallo degli insostituibili: è sveglissimo, l'olandese, nel contrastare ogni avanzata bolognese. Anche il rientro in campo dell'americano McKennie è stato determinante. Da apprezzare, oltre a De Ligt, anche l'applicazione di Arthur che prova a variare il suo gioco fatto di tocchi, tocchetti e sorprendenti lanci lunghi, il lavoro oscuro di Kean nell'aprire spazi a Morata, l'impegno di Pellegrini, la concentrazione di Bonucci. Dorme come sempre Rabiot, lento e macchinoso e perde palloni su palloni. Nella ripresa la Juve non inizia bene, sembra la fotocopia di Venezia ma McKennie è un muro e Bonucci replica il salvataggio monstre del texano. Dopo aver corsod ei seri rischi sventati anche da un attento Szczesny arriva l'ennesimo guizzo vincente di Cuadrado. Goduria per la tifoseria juventina come detto giunta in forze al Dall'Ara. 0-2 sarà il risultato finale in una nebbia sempre più fitta al Dall'Ara ma la Juve è riuscita a far intravedere un piccolo raggio di sole in un 2021 un po' così e così. Torniamo alla parte più bella del commento ovvero quello sulla trasferta dei nostri a Bologna. Partiti con un Mini Van (un classico) ed un auto del grande Don Claudio Stillavato i nostri hanno ancora una volta dimostrato tutta l'infinita passione per i colori bianconeri ed una goliardia ad a vendere. Ritrovatisi tutti al Bar di Riccardo Frisardi in Via Vespucci, lasciano Andria soltanto verso le 9,00 dopo aver caricato a bordo un numero impressionante di birre! Prima parte del viaggio del tutto tranquilla con un freddo pungente e maltempo a tratti. Il buon Antonio alla guida del mezzo. Prima sosta classica a Giulianova dove è oramai mezzogiorno. Li decidono di iniziare a dar fondo al ben di Dio sapientemente organizzato dal carissimo Francesco Rizzi. Di tutto di più accompagnato da birra Peroni bella ghiacciata. Si riparte verso Bologna. Un altra sosta ad un oretta dall'arrivo per cambiare l'acqua alle olive..... per poi giungere al casello di Casalecchio di Reno. La Polizia ci blocca per poi portarci allo Stadio con una simpatica, oltre che bella, dirigente della Digos. All'arrivo nella strada destinata a parcheggio ospiti ci ritroviamo con tantissimi amici che non si incontrava da tempo. Capiamo subito che sarà una giornata bella a livello di tifo. Ci voleva. Diamo da bere a decine di amici con l'immancabile Caffè Borghetti. Ne usufruiscono diversi amici da Torino, Roma, Forlì. Come sempre numeri uno. Riceviamo diversi attestati di onore e stima. Poi si entra nel settore con una umidità pazzesca per via della nebbia ma riscaldati dall'alcool in corpo.....ahahahahhaha. Appena dentro ci posizioniamo alla sinistra del settore a confine con la Tribuna. Con le pezze messe sulla vetrata laterale. Grande giornata di tifo, la squadra apprezza, tutti noi cantiamo dal primo all'ultimo istante, intervallo e fine partita compresi. Ci abbracciamo, saltiamo, balliamo per vincere il freddo. Bello tutto davvero bello. La Juve ha bisogno del tifo organizzato, il tifo organizzato ha bisogno della Juve. Avanti così che sia da viatico per il futuro prossimo. Noi come sempre ci saremo “a   modo nostro” senza apparire con il solito motto, non li vedi...ma ci sono! I bolognesi non pervenuti, non solo per la nebbia che non ci permetteva di vederli. Grande il nostro DON CLAUDIO ancora una volta porta fortuna. Quando assiste lui ad una partita dal vivo la Juve vince sempre. Un plauso ai nostri saliti su e condotti dall'immancabile segretario Fabio, da Giorgio, da Gaetano e Cristiano tra i recordman per numero di trasferte fatte sin qui, ma anche a Michele e al suo papà oltre ad Alessio e consorte. Al rientro sempre il caro Antonio alla guida. Viaggio sereno e tranquillo. Da segnalare il brindisi con le ragazze di un autogrill con un panettone da noi offerto, tagliato e consumato. Storie da trasferta, storie da vivere e da raccontare. Giungono ad Andria verso le 04,00 del mattino stanchi, infreddoliti e mai domi, già con la testa al prossimo viaggio. Al club discreta affluenza nonostante l'orario di sabato pre natalizio. Continua il tesseramento che ci vede attestati a 676 iscrizioni un numero che sicuramente ci permetterà nel mese di Gennaio, Covid permettendo, raggiungere e superare quota 700 iscritti. Numeri che impressionano se rapportati all'andamento della squadra, numeri che altrove faranno sicuramente rosicare!


#ANDRIAPRESENTE #STILEDIVITA #AMODONOSTROSEMPRE


IO NON POSSO STARE SENZA LA MIA JUVENTUS!

 

 
 
A VENEZIA SOLTANTO UN PAREGGIO. GRANDE TRASFERTA DEI NOSTRI
 

Partiamo con il dirvi che la trasferta dei nostri a Venezia è stata un qualcosa di incredibile. Divertimento e goliardia senza freni. Un entusiasmo per certi versi clamoroso se rapportato all’andamento della nostra Juventus. Il nostro Club si dimostra sempre più di un altro pianeta. Non è stata certamente bella, la Juventus vista in Laguna. Ma dopo l'1-1 a Venezia resta l'impressione che con un centravanti di peso la partita si sarebbe vinta. Il che non cancella i problemi della squadra, ma se non altro li circoscrive. Se i punti persi nella primissima parte del campionato parlavano di una squadra in preda alla confusione, che si schiacciava in difesa e giocava solo in contropiede, il pareggio di Venezia racconta una Juventus che tiene palla, sta nella metà campo avversario, riesce a costruire, ma non riesce purtroppo a concretizzare. Allegri lo dice da settimane che il nocciolo della questione è la precisione negli ultimi trenta metri, ma una soluzione non è stata ancora trovata. Non può bastare il gol di Morata per assolvere il reparto avanzato bianconero. Non può bastare l'incoraggiante prestazione di Bernardeschi. Là davanti qualcosa non funziona e l'infortunio di Dybala che esce praticamente subito toccandosi il ginocchio destro, fotografa l'inaffidabilità fisica del fuoriclasse bianconero e tecnica di tutta la fase offensiva. La Juventus pareggia al Penzo perché il Venezia azzecca un spettacolare tiro a inizio ripresa, il primo della partita, a cui ne sono seguiti giusto un paio. Non che la squadra lagunare non abbia meritato il pareggio, visto che è riuscito a difendersi con ordine e non perdere la testa, ma è indicativo del fatto che rispetto all'inizio della stagione Allegri ha sistemato la fase difensiva. Ovvio, non si può pensare di renderla completamente impermeabile in modo da compensare la sterilità offensiva: un gol lo puoi prendere, anche dal Venezia, il problema è quando la Juventus ne sbaglia tre o quattro a partita. Il primo tempo lo comanda la Juventus, con tantissimi tiri, un possesso palla e un predominio sostanziale che lascia inoperoso Szczesny. Ma la spremuta di quarantacinque minuti in avanti è un solo gol, con contorno di almeno tre chiare occasioni sprecate. Una partita che poteva essere chiusa facilmente diventa una battaglia. Eppure, il gol dell'uno a zero era stato a suo modo confortante per il popolo bianconero al seguito: cross di Luca Pellegrini, che consacra con una giocata decisiva il suo momento di crescita; tocco (tra piede e stinco) di Alvaro Morata. Due volti della possibile resurrezione bianconera, che può pescare protagonisti inaspettati. Non cambia l'andazzo nella ripresa: è la Juventus che attacca, ma senza graffiare e come detto al primo vero tiro in porta del Venezia arriva il pareggio. Un pareggio fin lì immeritato, ma che i padroni di casa legittimano nei dieci minuti successivi nei quali la Juventus soffre. Insomma, la Juventus va in sofferenza e anche un po' in confusione. Rientra in partita con un tiro di Kaio Jorge che richiede un miracolo di Romero. E ristabilisce un'inclinazione del campo a lei più favorevole, ferma restando la cronica difficoltà a concretizzare la manovra offensiva. La Juventus continua ad attaccare, entrano anche Soulè e Kean ma tutto è immutabile: la Juve attacca, ma non segna. Pareggio deludente accolto non bene dai tifosi al seguito compreso i nostri. Ma veniamo proprio alla cosa più bella della giornata: la trasferta a Venezia dei nostri soci arrivati in forze in questa nuova tappa, ben 27 le persone al seguito. Numeri incredibili considerando il momento non proprio roseo della nostra squadra. Un furgone e ben 5 auto al seguito. L’atmosfera più calda la si è registrata ovviamente a bordo del furgone capitanato da Fabio e Salvatore e nella macchina condotta da Luciano Mariano con Gaetano Maddalena e Maria Scamarcio. Euforia incredibile, sembrava stessero andando a sostenere la squadra in una finale. Nelle altre auto, quella di Emanuele Trepiccioni, di Luca, di Vincenzo Giannelli e di Alessandro D’Ercole atmosfera molto più tranquilla. Partiti alle ore 06,00 da Andria immancabile colazione in un bar della periferia. Poi in marcia verso Venezia. Immancabili le risate a bordo. Salvatore Lomuscio alla guida del mini van conduce la truppa alla prima sosta a Giulianova. Pioggia e vento caratterizzano buona parte del viaggio. Poco dopo le 14 arrivano al punto di ritrovo dove lasciare i mezzi. Li inizia una trasferta nella trasferta. Si radunano con le altre auto dei soci per iniziare un lauto pranzo a sacco organizzato nei minimi dettagli dove il bere la faceva da padrone. Si aggiungono i ragazzi della Bassa Valle. Ci si scambia le bottiglie. Alle 16,00 abbastanza alticci finalmente si imbarcano su di un vaporetto che dopo 50 minuti di navigazione li condurrà all’Isola di Sant’Elena sotto al settore ospiti del Penzo. Non potete immaginare a bordo del vaporetto cosa sia accaduto. Di tutto di più. Si sistemano tutti nella parte all’aperto sul fondo dell’imbarcazione. Cori su cori, spintoni, con qualcuno che rischia di finire in acqua. Ammirano a distanza Piazza San Marco. Non scendiamo in altri particolari……ahahahahhahahaha. Chi c’era sa…..Arrivano abbastanza cotti allo Stadio, le birre e tanto altro si fanno sentire. Appena dentro al settore si sistemano in prima linea sulla sinistra quasi a confine dei Distinti veneziani. Consumano un'altra birretta come se non ne avessero consumate abbastanza per poi dietro alla pezza ALBERTO VIVE, iniziare a sostenere la squadra sin dal riscaldamento. Continuano a farlo anche dopo il pareggio dei lagunari ma non serve a nulla, finisce in pareggio, risultato che lascia l’amaro in bocca ai nostri arrivati sin li con i soliti sacrifici del viaggio soprattutto quello del ritorno. La tifoseria veneziana o unionista? Nettamente in calo rispetto a quella di un tempo, peccato si siano voluti dare un tono da classici provinciali intonando due tre cori contro di noi. Il vaporetto riporta tutti sulla terra ferma dove trovano un freddo quasi glaciale. Si rimettono tutti alla guida dei mezzi per fare sosta subito dopo Bologna e dopo aver superato una lunga interruzione autostradale molto fastidiosa. Cambi alla guida tra Fabio, Mattia, ancora Fabio e Salvatore che conduce il mezzo ad Andria verso le 06,00 del mattino. Da segnalare al ritorno il nostro Fabio DJ che ad un certo punto trova il modo di svegliare tutti con una storica canzone di Claudio Villa “GRANADA” con applauso finale degli occupanti del MiniVan. Spettacolo nello spettacolo. Anche le auto nel frattempo avevano fatto il loro rientro. Tutto bene nonostante il pareggio. Come sempre noi abbiamo vinto, la squadra no! Prima di salutarsi i conteggi finali ed una colazione di gruppo. Grazie a chi ha rappresentato in gran numero il Club in quest’altra trasferta da ricordare. Prima o poi un libro lo scriveremo. Al Club discreta affluenza come sempre in assoluta sicurezza.


#ANDRIAPRESENTE #STILEDIVITA #AMODONOSTROSEMPRE


IO NON POSSO STARE SENZA LA MIA JUVENTUS!

 

 
 
PABLITO ROSSI EROE PER SEMPRE
 

09/12/2020 – 09/12/2021. Ad un anno dalla scomparsa di Pablito Rossi noi dello Juventus Club Andria non potevamo non ricordarci di onorare la sua memoria. Il nostro gruppo Dirigente è composto per la maggior parte di persone che ha vissuto la sua epoca, che ha gioito per le sue reti e per i suoi successi in maglia bianconera, ma come potremmo mai dimenticare chi fece impazzire una intera nazione regalandoci una Coppa del Mondo incredibilmente bella, forse la più bella in assoluto. Già lo scorso anno subito dopo la sua morte avevamo organizzato una Santa Messa in suo ricordo con tanto di striscione in suo onore. A distanza di un anno ci siamo ripetuti con la moglie Federica Cappelletti che ha voluto ringraziarci ancora una volta postando l’immagine dello striscione sui suoi profili social. Questo striscione realizzato non potete immaginare che clamore ha avuto a livello social. Ha fatto il giro della Nazione intera con messaggi di complimenti ricevuti da ogni dove. Siamo semplicemente unici. Siamo gente che ci mette passione in ogni cosa che facciamo. Siamo un qualcosa di indescrivibile. Terminata la partita vittoriosa contro il Malmoe una delegazione di 10 soci ha srotolato lo striscione in sua memoria accendendo tre torce tricolori. Siamo convinti che da lassù il nostro mitico eroe Pablito sarà stato orgoglioso di gente come noi. Ti renderemo sempre onore mitico Paolo! 


#PABLITOXSEMPRE

 

 
 
INCREDIBILE, LA JUVE CHIUDE AL PRIMO POSTO DEL GIRONE!
 

Mentre il Milan e l’Atalanta escono di scena, mentre l’Inter fatica e non poco per approdare agli ottavi di finale, la Juve chiude nuovamente al primo posto in classifica del suo girone. Alla faccia di tutto quel giornalismo becero e da quattro soldi che infanga il nostro nome e alla faccia soprattutto di tutti coloro che invece di pensare alle loro miserabili squadrette, sono li che pensano a noi! Li vedi affannarsi sui social, li vedi attivi nella messaggistica, li vedi li che sanno tutto il contrario di tutto. L’unica cosa che non fanno è quella più importante:  seguire le loro squadre. Ma andassero a fare in culo…..  Storia incredibile quella vissuta mercoledì sera nel giorno della Festa dell’Immacolata. La neve caduta copiosa su Torino crea un clima prettamente nordico, colorando la serata juventina e regalando non solamente la quinta vittoria in Champions, ma anche un sorprendente primato nel girone. A San Pietroburgo il Chelsea infatti, viene fermato in extremis sul 3-3 dallo Zenit già qualificato per l'Europa League e deve cedere nuovamente lo scettro del gruppo alla JUVE. Come è strano il calcio, soltanto due settimane fa abbiamo perso sonoramente a Londra. Alla Juventus basta un lampo di Kean nell'arco di una partita sempre in controllo per superare (1-0) il Malmoe e regalarsi altri giorni di serenità aspettando l’importante trasferta di sabato a Venezia, 48 ore prima del sorteggio degli ottavi di Champions. Lì dove la Juventus giocherà contro una delle seconde: meglio evitare, se possibile, Paris Saint-Germain e Atletico Madrid. Bella l’azione della rete di Kean in coppia con Bernardeschi: cross di esterno sinistro di Fede e capocciata vincente di Moise dopo uscita a vuoto del portiere.  Così Kean torna finalmente a segnare. Il resto del match sta tutto nella vana ricerca del secondo gol, ma il bis non arriverà e il tema delle occasioni sprecate, dunque, si ripropone. Non c'è l'ossessione del risultato e allora Allegri lancia il giovane De Winter, per la prima volta titolare sul lato destro della difesa. Il belga è già nella storia perché all'età di 19 anni è il più giovane juventino titolare in una competizione europea. Il ragazzino regge l'impatto, anzi s'imbuca anche in corsia confezionando cross invitanti. Il Malmoe è avversario malleabile, gli permette di tutto, così il difensore dell'Under 23 si mette alla prova con buon coraggio e personalità. In campo per 70 minuti e spiccioli (lo rileverà De Sciglio al rientro), il voto è positivo. Dentro anche Perin (al debutto assoluto nelle Coppe europee), Rugani, Bonucci, Arthur, Rabiot e Kean la cui caviglia ha preso una botta subito riassorbita. In coda al primo tempo, perfino Arthur va vicino al gol. Per Allegri è anche l'occasione per provare potenziali nuove soluzioni. Il Malmoe neocampione di Svezia non è sceso a Torino per festeggiare il titolo, fa la sua partita e alla fine saluta l'Europa senza particolari rimpianti. Morata sostituisce Dybala all'intervallo, Bentancur e Rabiot cercano il guizzo decisivo dalla distanza ma senza fortuna, Bonucci respinge uno dei pochi tentativi degli svedesi, mentre Perin si sporca i guantoni in una sola occasione. Kean nel frattempo manca il bis personale per tre volte. Sventura sì, ma anche cattiveria ai minimi termini da parte di Kean. Altri cambi dipingono il finale di gara con Cuadrado per Berna, Da Graca per Kean e Miretti per Bentancur. Allegri regala il meritato esordio ai due talenti delle giovanili juventine, poi il 3-3 dello Zenit regala un sorriso in più alla squadra ed a noi tifosi. Juve prima, Chelsea secondo: l'avreste mai detto? Al Club nuovamente in festa questa volta grazie ad uno stand della Lavazza organizzato dal nostro socio Michele Zagaria, Personal Shopper Lavazza, che ha offerto caffè, anche corretto, per tutti. Poi il nostro Nicola Pisani ha festeggiato il suo onomastico offrendo da bere a tutti con degli squisiti cioccolatini. Sta diventando una piacevole abitudine quella dell’angolo bar….Una buona affluenza nonostante la partita non fosse così importante, poi diventata allo scadere e nonostante si giocasse in un giorno festivo. Non potevamo mancare allo JUVENTUS STADIUM nonostante la neve, nonostante il freddo intenso. Francesco, Maria e Gaetano hanno sfidato la temperatura quasi polare pur di esserci al fianco della Juve. Giunti in aereo su Torino, hanno poi preso auto a noleggio per recarsi allo Stadio. Volo in ritardo di quasi due ore, per fortuna senza problemi per la partita. Strade libere dalla neve. Entrano in Curva Sud poco prima dell’inizio della partita, non prima di aver ritratto le pezze sulla neve soffice che si era posata ovunque. Serata del tutto tranquilla, in una Curva abbastanza piena con tifo come sempre a folate. A fine gara mentre lasciano lo Stadium giunge la notizia del gol dello Zenit ed ecco il boato del pubblico bianconero che inizia ad abbracciarsi. Il bello del calcio. Anche al Club mentre iniziava il deflusso arriva la notizia della rete decisiva dello Zenit con rapido cambio di canale per seguire gli ultimi istanti della gara in Russia del Chelsea. Boato finale come se avesse segnato la JUVE. Ora ci attende la trasferta a Venezia dove ben 27 soci saranno presenti nell’Isola di Sant’Elena nello storico stadio Penzo. Numeri ancora una volta incredibili se rapportati al quinto posto in classifica. Nel frattempo sottoscritta la tessera n. 638 con una sorpresa incredibile come l’iscrizione al Club di Michele Emiliano Presidente della Regione Puglia. Un onore per noi!


#ANDRIAPRESENTE #STILEDIVITA #AMODONOSTROSEMPRE

 

 
 
NOI NON TI LASCEREMO MAI, COMBATTEREMO AL FIANCO A TE!
 

La Juventus non perde il passo e, dopo la vittoria in casa della Salernitana, replica con identico risultato (2-0) contro un Genoa in profondissima crisi. Una partita senza storia, quella andata in scena allo Stadium. Tanti gli assenti su entrambi i fronti e una serata di tranquilla gestione per i bianconeri in un clima glaciale per la temperatura. Se la prestazione complessiva è stata buona, Allegri può recriminare ancora una volta sulla scarsa propensione della squadra a concretizzare. Certo, il portiere dei rossoblù genoani, spesso beccato dalla Curva per i suoi trascorsi granata, ci ha messo molto del suo, con parecchi interventi salvavita, ma la Juventus ha raccolto veramente poco viste le opportunità costruite nel corso di una partita conclusa con ben 27 tiri (12 nella porta) a zero. Un aspetto su cui deve lavorare ancora molto il tecnico, protagonista anche di un battibecco con Morata che era particolarmente nervoso, richiamato in panchina non appena incassato un giallo. Ci ha pensato nuovamente Cuadrado a indirizzare subito la partita, con un gol che arriva direttamente da calcio d'angolo, con una spettacolare traiettoria non letta bene dal portiere. Formazione senza molte sorprese rispetto alla vigilia, confermato Pellegrini a sinistra con Rabiot in panchina, per un centrocampo a due in cui Bentancur affianca Locatelli, a supporto del terzetto Kulusevski-Dybala-Bernardeschi alle spalle di Morata. Una scelta (tattica e di uomini) che mette in difficoltà il Genoa, le cui strategie vengono stravolte da Cuadrado dopo appena nove minuti. Tante le incursioni bianconere in area, tanti gli errori di misura uniti agli interventi di Superman Sirigu: da ricordare soprattutto quello in rapida successione prima sul colpo di testa di De Ligt, quindi sulla successiva deviazione di Morata sul finale di primo tempo. Un copione che non cambia fino al 90°, con un secondo tempo in cui i bianconeri trovano il 2-0 nel finale: Bernardeschi (molto ispirato in fase creativa sulla trequarti) verticalizza per Dybala, sul cui sinistro nulla può finalmente il portiere. Una rete - la seconda consecutiva dell'argentino - accolta con entusiasmo dal pubblico infreddolito sugli spalti e da Allegri, poco contento di quanto la Juventus non abbia saputo concretizzare. Il tecnico si porta a casa tre punti importanti, che permettono di salire al quinto posto (sorpasso sulla Roma) e di mantenere il -7 dal quarto occupato dall'Atalanta, e una prestazione collettiva incoraggiante in vista dell'appuntamento di mercoledì con il Malmoe all'Allianz, ultimo impegno del girone di qualificazione Champions che decreterà con quasi assoluta certezza il secondo posto nel girone. Al seguito della Vecchia Signora in 12 da Andria in quest’altra partita meno importante ma non per noi che non facciamo differenze. Partiti tutti in aereo da Bari alla domenica mattina sono arrivati a Caselle per le 11,30. Tutti in albergo per poi godersi in tranquillità la domenica nel capoluogo piemontese tutto addobbato per il Natale. Alle ore 19,30 si ritrovano allo Stadio per fare ingresso in Curva. Il freddo aumento man mano sino a congelare mani e piedi dei nostri che si posizionano tutti entrando a sinistra nelle primissime file. Consueto saluto a Claudio Filippi nel pre partita e foto di gruppo. Tifo a tratti ma si cerca come sempre di alimentare il sostegno alla squadra in un periodo decisamente no. I genoani? Si presentano in 4 gatti, quindi non pervenuti. Curva Sud come sempre bella piena. I nostri terminata la partita si ritrovano tutti nella solita trattoria di fronte alla Sud per una pizza e birra di gruppo e soprattutto per riscaldarsi dopo la ghiacciata presa. A mezzanotte si salutano raggiungendo gli alberghi prenotati. All’indomani chi con il volo della mattina, chi con quello sera ripartono per Bari dopo uno splendido weekend al fianco della Juventus. Onore a loro saliti su con l’immancabile Fabio Attimonelli, Florinda, Francesca, Lorenzo, Gaetano Maddalena, Francesco Mastromauro, Tonia, Felice Liso, Stefania e la famiglia Mangione. Al Club atmosfera più calda come sempre grazie all’immancabile goliardia e alla presenza di un buon numero di soci. Nemmeno il tempo di rifiatare che si ripartirà per la Champions contro il Malmò, questa volta soltanto tre soci, stante la defezione di Corrado, Anna e Davide. Ma come sempre ci saremo sotto la neve prevista copiosa per mercoledì sera.  


LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI! #ANDRIAPRESENTE #STILEDIVITA #AMODONOSTROSEMPRE

 

 
 
A DIFESA DELLA NOSTRA JUVENTUS CHE PASSA A SALERNO!
 

La Juventus batte la Salernitana a domicilio con il risultato di 0-2. Più gol meno gioco, ma il paradosso della Juve frutta tre punti e risana parzialmente l'umore di squadra e ambiente in un periodo come questo dove la macchina del fango è ripartita. Bastardi questo solo l’aggettivo per definirvi tutti. Più gol e meno gioco perché rispetto alla sconfitta contro l'Atalanta del turno di campionato scorso (quando avremmo meritato almeno il pareggio), la Juventus è meno brillante e concede anche qualcosa in più agli avversari, ma in compenso è più concreta in attacco, segna tre gol, uno dei quali, segnato da Chiellini ed annullato per un millimetrico fuorigioco di Kean. Contro una Salernitana chiusa e aggressiva, sempre pronta a ripartire, è un segnale importante. Dichiarare risolti i problemi dell'attacco sarebbe estremamente prematuro, ma l'inversione di tendenza è comunque molto incoraggiante. All'Arechi, stadio vecchio ma capiente, la Juventus vince la sua prima partita della storia (prima un pareggio e una sconfitta, oltretutto senza neppure un gol segnato). Tante le occasioni costruite, ma tante quelle sprecate, più di quante dovrebbero (soprattutto nei primi e negli ultimi venti minuti della gara). Ma si tira più del solito in porta, sfruttando una serata brillantissima di Paulo Dybala, la solita eccellente prestazione di Cuadrado, una discreta prestazione di Kulusevski (autore dell'assist per il primo gol) e tanta solidità da parte di Chiellini, De Ligt, Bentancur e Bernardeschi. Non è una Juventus bellissima, non è una Juventus che può dirsi guarita, ma è una Juventus che trova la forza morale di trovare la forza per uscire dalla tempesta in cui ci ritroviamo ed è un segnale eccellente per Allegri e, in fondo, anche per la società che sta giocando un'altra e più snervante partita sul fronte giudiziario. La Juventus attacca fin dall'inizio, sfiora il gol in un paio di occasioni e poi lo trova con Dybala al 21': lo scambio al limite dell'area con Kulusevski è fulmineo e il sinistro di Dybala è una delizia. Poi arriva anche il raddoppio di Chiellini, che raccoglie un rimpallo che nasce da una punizione di Cuadrado. Ma il Var pesca una spalla di Kean in fuorigioco e il gol viene annullato. Assurdo, chiamasi anti calcio! Il mancato 2-0 sembra spegnere un po' la concentrazione della Juventus, che nella parte finale del primo tempo e quella iniziale del secondo soffre un po. La Salernitana prende anche un clamoroso palo e quel rischio risveglia la Juventus. I bianconeri tornano ad attaccare e Bernardeschi pesca Morata (entrato al posto di Kean) con un assist geniale sotto porta: lo spagnolo con un tocco perfetto infila la palla in mezzo alle gambe del portiere per il 2-0 che chiude la partita. Negli ultimi venti minuti la Juventus chiude la Salernitana nella sua area, sbaglia molte occasioni e anche il rigore all'ultimo minuto, concesso per un fallo su Morata e lanciato alle stelle da Dybala, scivolato al momento del tiro. La Juventus, dunque, inizia bene il ciclo teoricamente “abbordabile" che potrebbe risanare la classifica e rilanciare la squadra. Domenica c'è il Genoa, poi doppia trasferta a Venezia e Bologna per chiudere contro il Cagliari prima della sosta di Natale. Quattro vittorie potrebbero modificare tante cose nel mondo bianconero, che per una sera gira nel verso giusto, gira nel verso che più piace a noi tifosi della Vecchia Signora. Come già anticipato dal precedente articolo la trasferta a Salerno non è stata organizzata per via del prezzo vergognoso che il settore ospiti ha avuto: 65 euro compreso la prevendita Viva Ticket e ricevitoria è un qualcosa di folle ed assurdo per un settore che amiamo definire “popolare”. Non si può arrivare a tanto. Avevamo comunque lasciato liberi i nostri soci di organizzarsi ed esserci. Dei prenotati iniziali la maggior parte ha declinato accogliendo il nostro invito a non esserci, ma in 10 hanno deciso di partire con tre auto, una organizzata da Michele Moretti, l’altra da Francesco Rana e l’altra da Michele Mastrorillo con l’immancabile Sabino Chieppa a bordo. Si sono ritrovati nel parcheggio riservato agli ospiti in una serata molto tranquilla. Foto con le sciarpe del Club a significare uan presenza nonostante ufficialmente non ci fossimo. Tifoseria salernitana da urlo per quanto bella è stata da vedersi ci dicono i nostri li all’Arechi. Se la squadra e la Società non meritano la A, la tifoseria è davvero uno spettacolo. Hanno cantato dal primo all’ultimo respiro della gara con una coreografia mozzafiato. Nel settore ospiti, nonostante il prezzo, stracolmo di tifosi bianconeri con prevalenza campana, tifo a tratti. Da segnalare al minuto 3 della partita gli striscioni per ANDREA FORTUNATO lo sfortunato calciatore della JUVENTUS nativo di Salerno. Anche nella curva salernitana è apparso al secondo anello lo striscione che recitava INSIEME PER ANDREA! Onore a loro. Terminata la gara tutto tranquillo all’esterno con i nostri arrivati ad Andria alle 2,00 della notte. Adesso ci attende la trasferta di Torino contro il Genoa dove in 12 saranno i presenti allo Stadium. Complimenti per chi ci sarà. Questo si chiama amore vero! Ancora una volta al Club ci siamo ritrovati in buon numero per sostenere a modo nostro come sempre la GRANDE JUVE! Ancora un compleanno è stato festeggiato, questa volta da parte del Segretario Fabio Attimonelli che ha voluto celebrare le sue 47 primavere con tutti i presenti. Caffè Borghetti per tutti, cioccolatini di ogni genere ed una euforia che come sempre va oltre i risultati, oltre la classifica, oltre ogni situazione. Se qualcuno pensa che ci siamo messi in un letto si sbaglia alla grandissima. Siamo più coesi e determinati di prima. Questa la nostra forza che altri possono soltanto sognare di avere.


FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE MAI! CARICA RAGAZZI!

 

 
 
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI! FORZA RAGAZZI!
 

Da Londra a Torino la notte juventina resta sempre buia e nell'arco di pochi giorni la Juve incassa due sconfitte pesanti contro il Chelsea e l’Atalanta rendendo amaro un weekend ricco di chiacchiere e stronzate varie dei soliti procuratori di turno (pilotati) a caccia di notorietà. Ma sull’argomento delle plusvalenze non entriamo nel merito in quanto se dovessimo dire la nostra saremmo offensivi nei confronti di certa gente che non merita la nostra minima attenzione e considerazione. Gira male alla JUVENTUS in questo momento e non basta la prestazione generosa del secondo tempo contro la Dea. La Juventus, invece, scivola a -7 dal quarto posto con tempi sempre più duri in arrivo per Allegri (che deve darsi una mossa…) e i suoi giocatori. L'1-0 definitivo è merito di un errore di Morata in appoggio, con la palla intercettata che ha dato il via all’azione del goal dei bergamaschi. Non gira nulla, non funziona il Var che non vede un tocco con la mano quasi allo scadere della partita ed anche la traversa ci si mette contro, dopo una splendida punizione di Dybala. Il pareggio, insomma, sarebbe stato meritato, ma non avrebbe cancellato i dubbi su cosa sarà di questa Juventus. Evidente, per lunghi tratti, la differenza a livello fisico tra le due squadre, un gap già emerso martedì in Champions contro il Chelsea. Meno evidente il gap tecnico, forse per scelta dell’Atalanta che preferisce attendere e ripartire. Eppure basta per vincere in casa della Juve dopo ben 32 anni. Sul fronte bianconero, Dybala fa tutto tranne che il falso centravanti, corre, s'impegna, ha anche un paio di occasioni nel primo tempo ma il suo mancino lo tradisce. La fascia sinistra presidiata da Alex Sandro e Rabiot uno squallore assoluto. Due calciatori che a nostro avviso meriterebbero di stare seduti in panchina o di essere mandati via a gennaio senza se e senza ma. La Juve preferisce palleggiare, soprattutto lungo la corsia Cuadrado-McKennie che sembra poter dare buoni frutti, ma le velleità bianconere si stoppano al limite dell'area: nell'ultimo passaggio e il tema si ripeterà anche in un secondo tempo più pimpante da parte bianconera. Clamorosa la palla gol sprecata nel primo tempo quando McKennie serve Chiesa nello spazio ma l'azzurro si fa rimontare da un difensore orobico a tu per tu con il portiere. Dopo lo svantaggio la Juve non reagisce ed appare lenta, scomposta e in preda alla frenesia, peraltro neppure così costante, anche perché Dybala per la seconda volta pecca di cattiveria e precisione. Si ricomincia nella ripresa con Bernardeschi al posto di Chiesa che, al gong del primo tempo, si arrende a un guaio muscolare che lo terrà fermo ai box per diverse settimane. Allegri conferma il 4-3-3 ma per una ventina di minuti non cambia nulla dal punto di vista psicologico: il controllo della partita è in mano a chi la sta già vincendo, sui contrasti gli atalantini arrivano sempre per primi, gli errori di marca juventina in fase di uscita palla al piede non si contano, spazientendo il pubblico sugli spalti dello Stadium che presentava uno splendido colpo d’occhio. Ai ritmi soporiferi la Juve sembra adeguarsi, il problema è che i bianconeri stanno perdendo e forse non se ne rendono conto. Dalla curva l’invito a tirare fuori gli attributi….. La reazione alla richiesta dei tifosi c'è in McKennie che si fa anticipare a due passi dal portiere, in un sinistro ringhioso ma impreciso di Dybala e in un diagonale di Rabiot respinto alla grande dal portiere nerazzurro. La traversa di Dybala come già detto è il segno finale di un'altra serata no per la Juventus. Lo Stadium ormai non fa più paura a nessuno. Nonostante tutto noi non molliamo, siamo delusi si dall’andamento, ma non ci faremo certamente sopraffare dalla preoccupazione di un momento così critico. Abbiamo dominato le scene per 10 anni di fila, abbiamo ridotto malamente i fegati di chi ci odia, abbiamo goduto come matti per i successi a ripetizione della nostra Juve, adesso ci sta che si possano trascorrere dei momenti così poco esaltanti. E’ in questi momenti che viene fuori il meglio di noi tifosi veri e passionali, di noi tifosi che abbiamo vissuto l’ingiustizia della B, di noi tifosi che abbiamo vissuto la chiusura del ciclo della Juve di Lippi, dei settimi posti dopo il ritorno in A…insomma avrete ben compreso che LA GENTE COME NOI NON MOLLA DAVVERO MAI, anzi rispetto a tifosi di squadre che stanno facendo molto bene e che non vincono da anni un trofeo, stiamo dimostrando tutta la nostra forza di Club, tutta la nostra compattezza, tutto il nostro essere veri tifosi. Un'altra dimostrazione è arrivata dalla trasferta a Torino contro l’Atalanta che ha portato su ben 51 soci saliti chi in autobus, chi in aereo, numeri ancora una volta pazzeschi se rapportati alla classifica ed al momento non avvincente. Eppure ci siamo sempre. La partenza del bus è avvenuta alle 21,45 di venerdì sera dalla Stazione di Andria con Sabino Chieppa, Andrea Leonetti e Nicola Pisani a condurre verso Torino una banda di giovani e meno giovani. A bordo non poteva mancare il tradizionale apericena della partenza sempre più ricco, sempre più sostanzioso, sempre più di qualità. Dopo due ore di degustazioni e brindisi, finalmente le luci sul bus si spengono per qualche ora di riposo. All’alba Nicola Pisani lancia l’asta per la lotteria che ha visto vincere i premi a tre giovanissimi soci. Finalmente giungono a Torino. Foto di gruppo davanti al Bus per poi dirigersi tutti assieme verso l’Area 12 dove una parte si reca in visita al Museum ed i restanti soci vanno allo JStore. Nel frattempo arrivano alla spicciolata anche alcuni soci arrivati in aereo. Alle ore 13,00 sono tutti al solito nostro covo pre partita per il pranzo di gruppo. In ben 40 unità tutti intorno alla lunga tavolata. Sono questi i momenti di aggregazione migliore. Come hanno ribadito tutti i presenti la cosa più importante resta sempre il fare gruppo. Alle 16,00 tutto il grosso del gruppo che aveva la Sud come settore si incammina verso il bus per organizzare l’ingresso. Alle 16,45 sono tutti dentro con il nostro gruppo posizionatosi alla sinistra della porta. Solite ed immancabili foto con un fotografo d’eccezione come Mister Giuseppe Leonetti tornato alle sue origini! Termina la partita con una delusione immensa soprattutto per i più giovani. Resta la soddisfazione di esserci stati, di aver fatto gruppo, di aver condiviso con dei fratelli bianconeri una trasferta lunga 2.000 km e 22 ore di pullman. A loro è andato tutto il nostro applauso, il nostro ringraziamento per esserci stati, per aver rappresentato con onore il nostro Club. Viaggio di rientro molto tranquillo con la disamina del ko e dei problemi che attanagliano la Juve e Allegri. Arrivano ad Andria alle 07,30 di domenica mattina. Questo non è il momento di stare li a criticare, questo è il momento di sostenere la squadra, questo è il momento di seguirla con più calore e passione in ogni dove perché potrà succedere di perdere ma noi saremo sempre li al suo fianco per difenderla contro tutto e tutti perché ricordate sempre non è forte chi non cade mai, ma chi cade e si rialza! Ci rialzeremo tutti assieme, usciremo fuori dalla tempesta, di questo statene tutti certi. Martedì gara di campionato a Salerno, peccato non esserci come avremmo voluto, in gran numero ed a modo nostro, ma per una questione di principio a certe cifre noi non ci stiamo. E’una linea che seguiamo oramai da diversi anni è così sarà. Un settore ospiti non può costare simili cifre. Nonostante tutto una sparuta presenza di soci sarà comunque presente nel settore ospiti dell’Arechi dove sarà ricordato ANDREA FORTUNATO calciatore salernitano della nostra JUVE che ci lasciò prematuramente per colpa di una terribile leucemia. Anche dalla Curva Siberiano dovrebbe esserci un ricordo per Andrea Fortunato. Se così fosse i salernitani dimostreranno ancora una volta di più tutto il loro valore, tutta la loro grande mentalità di tifoseria che sa andare oltre gli stupidi stereotipi di certe tifoserie meridionali. Per tutti gli altri l’appuntamento sarà al Club per sostenere a distanza la nostra GRANDE JUVE! Al Club nel frattempo continuano senza soste i festeggiamenti dei compleanni, questa volta è toccato al giovanissimo Cristian Casafina offrire Caffè Borghetti e cioccolate a tutti grazie al suo papà Mario. Momenti splendidi che rafforzano il nostro gruppo.


FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE MAI!

 

 
 
LEZIONE PESANTE SUBITA DAL CHELSEA! SIAMO TORNATI OLTRE CONFINE.
 

La vittoria nella gara di andata e le ultime due vittorie in campionato ci avevano permesso di andare a Londra ad affrontare i campioni d’Europa in carica con la convinzione di poter fare risultato. L'Europa invece riporta la Juventus sulla terra. Non ha storia il big-match di Stamford Bridge, in cui il Chelsea si impone con un sonoro 4-0. Un risultato che consegna il primo posto ai detentori della Champions League, forti di una migliore differenza reti negli scontri diretti (1-0 per noi allo Stadium). Per il piazzamento in funzione del sorteggio agli ottavi saranno decisivi gli ultimi 90', ma ben difficilmente la squadra inglese fallirà in trasferta contro lo Zenit, mentre alla nostra Juve  resta il Malmoe in casa, con cui giocarsi l'ultima possibilità di arrivare in vetta al girone, posizione che garantisce l'opportunità di non incontrare molte delle big continentali e di disputare in casa la gara di ritorno. La Juventus non perdeva 4-0 in Europa dal 9 marzo 2000, ottavi di finale di Coppa Uefa con il Celta Vigo. Che il Chelsea non fosse la Lazio, la Juventus lo capisce subito. La partita scatta con ritmi altissimi, che mettono in difficoltà l'assetto scelto da Allegri: un 4-4-2 con McKennie e Rabiot esterni e con il duo Locatelli-Bentancur al centro. In difesa torna Alex Sandro a sinistra mentre davanti Chiesa affianca Morata. Il passo dei londinesi è asfissiante e avvolgente, tale da impedire il ragionamento al portatore di palla bianconero. C'è sempre un avversario pronto a sbarrare la linea di passaggio oppure a toccare il pallone quel tanto da favorirne il recupero. Una situazione tattica in cui, se non si scarica subito verso un compagno, l'autolesionismo è una conseguenza: Bentancur è quello più in imbarazzo di tutti. Ancora una pessima prova di un calciatore che oramai non riesce a fornire alcun apporto al reaprto nevralgico, ma Allegri inspiegabilmente continua ad utilizzarlo come se niente fosse. Crediamo che anche il Mister sia andato nel pallone. I due anni di pausa temiamo che non gli abbiano fatto per niente bene.  Arriva la prima marcatura dei blues sottomisura da angolo dopo un controllo sospetto di un calciatore inlese, che si aggiusta la palla con la mano. Un episodio che il Var non considera punibile. Assurdo! La Juventus prova a reagire, ma Morata è poco fortunato: il suo pallonetto, su lancio di Locatelli, viene spazzato via sulla linea dal gran recupero di Thiago Silva. Tutto qui per la Juve in una partita praticamente da dimenticare. E la parata di Szczesny, che si allunga su un diagonale da destra è l'anticipo di quanto accadrà nel secondo tempo. Il Chelsea è micidiale nel giro di 120 secondi: 2-0 e 3-0, tutti a casa alè ci sarebbe da dire. La partita si chiude li, più per volontà del Chelsea che della Juventus che non ha nessuna reazione. Infatti, non appena i Blues spingono, sono pericolosi: Szczesny annulla un altra conclusione, ma nulla può nel recupero. 4-0 pesantissimo che alimenta tantissimi dubbi sul proseguo di questa stagione. Una serata da dimenticare subitissimo: sabato c'è l'Atalanta, una finale da vincere a tutti i costi per dare almeno una iniezione di fiducia all’ambiente dopo la figuraccia rimediata in Champions. Da salvare di questa serata europea il ritorno in trasferta nel vecchio continente del nostro Club che con 6 unità era presente nello storico stadio di Stamford Bridge. Terza volta in assoluto nell’impianto del Chelsea. Siamo tornati in una trasferta europea dopo Lione del febbraio 2020 prima del blocco Covid. Un grazie ad Antonio con suo figlio e suo nipote e ad Adriano Ieva &company che hanno permesso nuovamente al nostro Club di varcare il confine nazionale. Emozioni a non finire con le foto che ci hanno inviato sia all’immediata vigilia che prima e durante la gara nelle chat del Club. Vederli in prima linea nell’anello inferiore alla bandierina del calcio d’angolo con la pezza per ALBERTO tenuta costantemente a mano è stato un qualcosa di fenomenale che ci ha reso orgogliosi per aver onorato al meglio in eurovisione la memoria del nostro ALBERTO TESORO. Oramai tutti noi di Andria veniamo identificati con la pezza ALBERTO VIVE. Un gran bel settore, tutto pieno sia al primo che al secondo livello. Nonostante il pessimo risultato hanno cantato quasi sempre, sostenendo la squadra anche sul 3-0. Un grande grazie al nostro Antonio che ha compiuto davvero un sacrificio immenso pur di esserci li a Londra. Arrivati a Londra nella serata di lunedì hanno poi pernottato due notti prima di ripartire per Bari con un comodo volo diretto della Ryan Air. Stante ancora le difficoltà che vi sono per spostarsi nel vecchio continente per il momento ci accontentiamo di esserci stati seppur in numero esiguo. A febbraio speriamo di poterci muovere più liberamente augurandoci di superare bene quest’altra fase critica che si prospetta in Europa sul fronte Covid. Tornando per un attimo al capitolo trasferte da segnalare la vergogna della SALERNITANA con il prezzo del settore ospiti fissato a 62 euro compreso la prevendita. Una autentica follia come quelle già perpetrate a nostro danno già dall’Udinese e dal Napoli per restare a questa stagione. In linea al nostro pensiero, al nostro modo di essere, coerentemente a quanto fatto nel passato, diserteremo in maniera ufficiale questa trasferta, nel senso che non vi sarà nulla di organizzato. Il gruppo storico del Club, quello che si muove in ogni dove ha deciso di non esserci. E’ una questione di principio. Non incide per noi la distanza o meno, si poteva giocare anche a  Bari, ma a quelle cifre non ci andremo mai. Ovviamente abbiamo lasciato liberi i soci di decidere di esserci ma organizzandosi autonomamente. Saranno cmq. in 10 i nostri sugli spalti dell’ARECHI. Peccato perché ci perdiamo una splendida trasferta che avremmo voluto fare non fosse altro per vedere all’opera la bella tifoseria salernitana. Qualcuno si chiederà….ma cosa cambia da 45/50 euro a 60/65……tanto il settore si è riempito comunque come sempre accade. MA PER NOI E’ UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO. Oltre i 50 euro non ci andiamo più! Un settore popolare come quello ospiti non può costare così tanto. Testa all’Atalanta che vedrà in trasferta ben 51 soci tra chi in bus e chi in aereo. Tanto onore a quello che facciamo. Al Club nonostante la diretta Tv ci siamo ritrovati in una quarantina circa per festeggiare il caro MICHELE DI SCHIENA che ha organizzato un gran bel buffet a base di carpacci, salsiccia cruda, formaggio e birra con dolcetto finale. Oltre il risultato, oltre ogni cosa, prima ci siamo Noi, poi tutto il resto. Trovateci un gruppo che ama stare sempre assieme, che ama festeggiare i compleanni o altre ricorrenze con gli amici di fede bianconera. Nella gallery le foto delle ultime trasferte. Visitatela.


Continua il tesseramento al Club per la stagione 2021/2022. Se non vorrete perdervi il meglio tra gennaio e febbraio entro Natale regalatevi l’iscrizione allo JUVENTUS CLUB ANDRIA! Cosa migliore non potrete fare!


LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI, SEMPLICEMENTE JC ANDRIA!

 

 
 
INVASIONE BIANCONERA A ROMA E GRANDE VITTORIA DELLA JUVENTUS!
 

La Juventus dopo la sofferta vittoria casalinga contro la Fiorentina era chiamata a vincere anche all’Olimpico di Roma contro la Lazio per restare agganciata al treno Champions. I due rigori che hanno decretato la vittoria contro i biancocelesti, non devono nascondere le tante occasioni con cui la Juventus ha legittimato la sua vittoria sulla Lazio per 2-0. Come non dobbiamo nascondere le nostre difficoltà a finalizzare le tante occasioni in fase offensiva. Ma i due rigori, netti peraltro, decretano un risultato giusto per quello che si è visto in campo e rilanciano la Juventus all'inseguimento per ora dell’Atalanta, senza pensare per adesso ad altro. Adesso è fondamentale soltanto continuare a correre. E fermare le avversarie dirette come la Lazio. Nella vittoria dell'Olimpico, oltretutto, la Juventus trova anche qualche buona notizia, come la solidità della squadra, che si era rivista già nella soffertissima vittoria contro la Fiorentina. Anche la sostanza del gioco, che non è certamente bello, ma ha trovato nella coppia Locatelli-McKennie un modo per far quadrare le cose a centrocampo pur senza idee brillantissime o colpi di genio. Chiesa è un giocatore strepitoso per efficacia (nel secondo tempo fa girare la testa alla Lazio) e determinante, così come Cuadrado che gioca da terzino, ma spesso si fa vedere da ala. Insomma, resta ancora una squadra che deve costruire l'affidabilità, ma ha qualcosa di autentico su cui appoggiare le sue speranze. E’ stata davvero una bella Juventus, che anche dopo la seconda rete ha continuato a cercare la terza. La Juventus brava a chiudere tutti gli spazi, si difende con concentrazione e compare comunque nella metà campo avversaria. E fa più male. Al 22° viene concesso il primo calcio di rigore per il fallo, netto su Morata in mezzo all'area, trasformato da Leonardo Bonucci di prepotenza. Ad ogni sortita offensiva della Juve ne nasce un pericolo per la Lazio. Nella ripresa la partita si anima: il ritmo sale, di conseguenza pure la stanchezza e le squadre si allungano e sbagliano qua e là. Ne escono più emozioni, la Juventus in contropiede è micidiale e viene fermata solo da... Kulusevski (entrato nel primo tempo per l'infortunato occorso a Danilo) che per due volte va a frenare una fuga portata avanti da uno spettacolare Chiesa. Poi all'81° arriva il secondo calcio di rigore per la Juventus: contropiede del solito Chiesa, lanciato da Kulusevski, supera il portiere in dribbling e quando sta per aggiustarsi la palla viene travolto dallo stesso Reina che tocca sì il pallone, ma commette anche fallo sull'azzurro. Torna sul dischetto il capitano Bonucci e firma la sua prima doppietta in modo davvero inusuale. Seguono ancora due occasioni per Kean, entrato al posto di uno spento Morata. Vittoria a dir poco fondamentale in uno stadio Olimpico a forti tinte bianconere, una autentica invasione che ha del clamoroso se pensiamo che la squadra si trovava all’ottavo posto in classifica. Quasi 15.000 i tifosi al seguito con presenze in tutti i settori dalla Tevere alla Montemario per arrivare ai Distinti Ospiti e alla Curva Sud. Sembrava dovesse giocarsi una finale di qualche coppa nazionale. Anche il nostro Club ed i nostri soci hanno risposto alla grandissima in questa trasferta con ben 64 persone al seguito. Numero incredibile se rapportato al periodo che la Juve sta attraversando. Oramai non ci stupiamo più di quello che stiamo riuscendo a fare. Numeri impressionanti, da quello degli iscritti ai partecipanti alla trasferte. In tantissimi sono partiti con auto private o con treni e/o aereo pianificando ovviamente un weekend romano. In 38 invece i soci che hanno preso parte alla trasferta partendo con il bus organizzato del Club. A condurre la truppa su Roma un duo inedito come Giorgio Nicolamarino e Francesco Lorusso, il nostro camiciaio di fiducia….Che ridere e che accoppiata. Sin dalle primissime battute del viaggio si era compreso che sarebbe stato uno spasso per tutti i partecipanti. Alle 08,30 hanno lasciato la stazione di Andria, salutati dal nostro mitico segretario Fabio e dall’insostituibile Sabino Chieppa. Viaggio in tutta tranquillità con un paio di soste, delle quali l’ultima dopo Frosinone per il pranzo. Poi diretti al casello di ROMA SUD dove la Polizia dopo un rapido controllo ha mandato via il nostro bus verso lo Stadio. Giunti sul Lungo Tevere i nostri hanno atteso chi arrivato nel frattempo in auto. Poi in gruppo hanno tutti raggiunto gli ingressi dell’Olimpico, chi nei Distinti Ovest, il grosso del gruppo, chi nella Sud. Appena dentro si posizionano alla sinistra del settore a confine con la Tribuna Montemario dietro l’immancabile pezza per il nostro caro ALBERTO. Gran bella serata di tifo, con il ricordo verso GABRIELE SANDRI. I nostri giovanissimi presenti si divertono ovviamente tantissimo. Tutto è andato praticamente bene, nulla è stato lasciato come sempre al caso con la goliardia del buon Francesco Lorusso, ben accompagnato da altri soci oramai storici del Club come Silvano, Franco Guadagno, Rino Losito e Stefano La Palma con i suoi amici brindisini. Alle 21,00 erano già al bus ma la Polizia decide di trattenerli ancora a lungo prima di lasciarli ripartire. Alle 3,00 della notte arrivano ad Andria come sempre felicissimi di aver risposto presenti a quest’altra trasferta. Da segnalare la macchina di Giuseppe Cavaliere nella quale era presente Riccardo Roberto…..ci hanno raccontato di tutto…..una “macchietta il nostro buon Riccardo”. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa trasferta portando altissimo il nome del nostro Club.  Al club grande presenza e soprattutto abbiamo festeggiato il nostro tesoriere Nicola Pisani con “zabov e cioccolate”.


Continua il tesseramento al Club per la stagione 2021/2022. Se non vorrete perdervi il meglio tra gennaio e febbraio entro Natale regalatevi l’iscrizione allo JUVENTUS CLUB ANDRIA! Cosa migliore non potrete fare!


LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI, SEMPLICEMENTE JC ANDRIA!

 

 
 
FIUUUUU….VITTORIA IN EXTREMIS. NOI OLTRE LE 600 TESSERE!
 

Dopo la splendida vittoria in Champions, la Juventus era chiamata al riscatto anche in campionato dopo le ultime sconfitte. Così è stato ma quanta sofferenza. La Juventus ha battuto la Fiorentina per 1-0 trasformando quel  siuuu perentorio di Cristiano Ronaldo, al quale eravamo piacevolmente abituati ad un fiuuu, allegriano, che sa molto di scampato pericolo. Un fiuuuuu griffato ancora una volta Cuadrado non nuovo a queste imprese nel finale. Proprio lui, il fedelissimo del tecnico livornese, ha risolto in extremis la partita contro una tenace Fiorentina che stava strenuamente resistendo in inferiorità numerica. Ma i problemi e le difficoltà di manovra restano. Così come quelle, palesate in maniera netta, di forma fisica e condizione atletica. Ma dopo due sconfitte consecutive in campionato era fondamentale invertire la rotta e andare in sosta con un morale al di sopra del minimo sindacale. Primo tempo molto vivace. Rispetto alla squadra che ha battuto lo Zenit, Allegri interviene poco. La novità bianconera tatticamente più vistosa è l'inserimento di Rabiot a centrocampo, al posto di Bernardeschi. Ma il francese continua a non convincere, rallentando di molto la manovra bianconera. In difesa, invece, le scelte sono obbligate più che volute, visti i guai fisici di Bonucci (affaticamento) e Chiellini (problema all'adduttore). Confermata, rispetto alla Champions, anche la verve di Paulo Dybala che svaria liberamente, dà imprevedibilità, semina giocate. Fa da raccordo, l'argentino, tra attacco e centrocampo aprendo così il campo agli inserimenti di un McKennie in splendida forma e alle incursioni di Chiesa. La Fiorentina fatica, insomma, a trovare punti di riferimento e corre qualche brivido: al 6' Morata prova ad approfittare di un errore in rilancio del portiere viola mentre al 12' Chiesa è bene imbeccato da McKennie ma non ne approfitta. I viola non si limitano però a resistere e anzi crescono in convinzione con il passare del tempo. Si ritorna negli spogliatoi così come ci si era usciti: ovvero a reti inviolate. Nella ripresa, dentro Pellegrini per Alex Sandro. La Juve insiste, anche se con ritmo medio basso: Morata sfiora il palo con un tiro da fuori nei primi minuti, più o meno lo stesso fa Rabiot da lì a poco.Sale il nervosismo della Fiorentina che invece di giocare a calcio inizia a fare falli a raffica: Milenkovic prende due gialli in 7 minuti (prima su McKennie e poi su Chiesa) e a seguire prende la via degli spogliatoi. La Juve resta nonostante la superiorità numerica, un po' sconclusionata ma qualche guizzo - tra qualità ed azioni personali - lo produce. Al 30' incredibile Chiesa che colpisce la traversa con una bordata. La Juve alza il baricentro, Morata in particolar modo: pure troppo, visti i costanti fuorigioco. Sveglia Alvaro! Ancora Chiesa pericoloso al 40' con il portiere avversario che ancora si supera. Ma all’ultimo respiro con una giocata personale Cuadrado la risolve facendo letteralmente esplodere lo Stadium ed i nostri 50 soci arrivati su a Torino. Una grandissima trasferta quella organizzata dal nostro Club che ancora una volta si è contraddistinto per i numeri e per la qualità del servizio offerto a tutti i partecipanti. Il nostro modo di vivere una trasferta ha davvero dell’incredibile per quanta passione e goliardia ci mettiamo. Sin dalla partenza l’atmosfera era abbastanza carica e come detto goliardica. Alle 22,00 del venerdì sera il bus lasciava Andria per iniziare il suo lungo viaggio verso Torino. A bordo come sempre c’era di tutto. Un ristorante viaggiante che si perfeziona di trasferta in trasferta lasciando i nostri soci sempre deliziati. A condurre il gruppo ancora una volta c’erano Sabino Chieppa e Nicola Pisani, con tantissimi volti ben conosciuti ed altri nuovissimi. Il classico mix con l’immancabile euforia delle giovanissime leve, divenute oramai una costanza dei nostri viaggi. Alla prima sosta erano già tutti abbastanza carichi stante il buon vinello sorseggiato a bordo. Poi la stanchezza prendeva il sopravvento ritrovandosi di colpo al mattino già sulla Piacenza – Torino, l’ultimo tratto che conduce verso la nostra casa. Una lotteria ha tenuto banco negli ultimi km di viaggio che ha visto vincere la maglietta di Dybala dal giovanissimo socio Daniele Cascione, ovviamente felicissimo. Per colazione ogni partecipante a bordo bus ha ricevuto anche un “pastrotto” personalizzato ANDRIA PRESENTE e realizzato dall’Open Light Caffè. Insomma che altro aggiungere se non dire che siamo semplicemente fantastici. Trovateci voi un gruppo come il nostro che nonostante la decima posizione in classifica mette in viaggio verso Torino, ben 50 persone tra bus, auto ed aereo. Una passione che ha dell’incredibile. Giunti a Torino i nostri si dividono tra chi a passeggio per le vie del centro, chi nell’Area 12 dello Stadium, chi in visita al Museum per poi alle 13,00 ritrovarsi tutti intorno alla lunga tavolata nella solita trattoria di fronte alla Sud. Questi pranzi di gruppo sono oramai diventati un must del nostro Club. Il fare gruppo, lo stare assieme, sono una caratteristica che ci contraddistingue da tutti. Non si lascia mai niente al caso. E’ questo che fa la differenza. Nel frattempo il nostro segretario Fabio, nonché referente regionale dei Club di Puglia era riunito con gli omonimi responsabili delle altre regioni nel JHotel per un incontro di pianificazione delle dinamiche future dei Club. Insomma sempre un passo avanti. Alle 17,00 tutti erano già dentro lo stadio, compresi coloro i quali avevano raggiunto Torino in aereo. Nella Sud un gruppone pazzesco, con numeri forse mai raggiunti prima. Tutti assieme nella parte centrale ed alta della Sud. Tifo a tratti, come spesso accade oramai negli ultimi tempi ed improvvisato. Una nota oramai dolente per noi abituati a ben altri tempi che ci auguriamo di cuore possano tornare. Riusciamo comunque a farci sentire dagli sfigati viola che vengono ripetutamente mandati a quel paese….Imprecazioni, sofferenza, voglia di esultare per un goal che non arriva, ma quando arriva non si capisce più niente. Ci si strattona, ci si abbraccia, nemmeno avessimo segnato la rete della vittoria del campionato. La nostra passione come detto non conosce limiti e posizioni di classifica. Come noi in pochissimi! Di questo ne andiamo fieri ed orgogliosi. Escono dallo Stadium galvanizzati e soprattutto con una carica di adrenalina pazzesca. Viaggio di ritorno molto tranquillo ed arrivano ad Andria verso le ore 08,15 di domenica mattina. Chi in aereo invece ha pernottato su rientrando comodamente alla domenica pomeriggio. Onore a Noi, onore a chi era su!  Nella foto gallery della partita le foto più significative della giornata. Dopo questa partita ci siamo concessi una pausa dal sito che torniamo ad aggiornare soltanto a ridosso di una nuova trasferta come quella a Roma contro la Lazio dove ben 61 saranno i soci a rappresentare l’intero Club. Proprio in questi giorni di pausa del campionato per le Nazionali, abbiamo raggiunto e superato il tetto delle 600 tessere sottoscritte, eguagliando praticamente il dato delle tessere fatte nella scorsa stagione con una prospettiva che ci vede lanciati verso le 700 magari entro Natale. Numeri incredibilmente alti se rapportati all’andamento altalenante della squadra. FIERI DI NOI!


AVANTI JUVE, AVANTI JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI, NON MOLLERA’ MAI!

 

 
 
LA JUVE SI QUALIFICA AGLI OTTAVI DI FINALE GRAZIE A LE ROI DYBALA!
 

Dopo il burrascoso momento vissuto in campionato, la Juventus in Champions era chiamata ad un immediato riscatto e soprattutto a raggiungere il primo, seppur minimo, obiettivo stagionale, ovvero il passaggio del turno con largo anticipo. Così è stato grazie al 4-2 rifilato ai russi dello Zenit, battuti anche a Torino dopo la vittoria di San Pietroburgo. Adesso l'importante è non esagerare con gli elogi per il filotto europeo di vittorie conseguite da una Juventus comunque trasformata rispetto alle ultime uscite, nello spirito, nella personalità, nella voglia di azzannare l'avversario. Gestire poco, correre, attaccare molto e vincere: potenza dei primi giorni di ritiro forzato alla Continassa, aspettando conferme a breve contro la Fiorentina in campionato. La Juve scappa nel girone di Champions, qualificandosi agli ottavi con due giornate d'anticipo contendendo al Chelsea Campione d’Europa, la palma del primato nel girone H, decisiva sarà la sfida dello Stamford Bridge. Un leader su tutti allo Stadium: Paulo Dybala, autore di una prestazione superlativa, da capitano vero. Glielo chiedevano tutti, la Joya non ha tradito. Allegri ne cambia ben cinque rispetto alla sconfitta di Verona, con il rientrante De Ligt, ribaltando il centrocampo e fidandosi dell'ottima vena di McKennie (suoi gli ultimi due gol bianconeri, seppur inutili) al posto di un inconcludente Bentancur. Lo Zenit cercava l'impresa. Succede però che Dybala e soci alzino subito i ritmi, siano costanti nella pressione, tengano il palleggio e il possesso senza sprechi e attese passive dell'avversario. Paulo è il solito tuttofare, bravo anche ad attaccare la profondità e con un Bernardeschi molto reattivo. Primi squilli dell’incontro con un altro palo della Joya…..che sfiga! All'antipasto segue però da subito il primo piatto sfornato al minuto 11, su azione d'angolo battuto da Bernardeschi è decisiva la sponda aerea di De Ligt e il mancino di Dybala è una sentenza. E qui il numero 10 si sovrappone a un altro numero 10, perché Paulo esulta come Le Roi Platini fece l'8 dicembre 1985 a Tokyo in Coppa Intercontinentale contro l'Argentinos Juniors dopo il famoso gol annullato. La posa è praticamente identica e Dybala celebra  la 105ª perla in bianconero, superarando il mito francese e agguantando John Charles. E' una partita a senso unico: l'argentino conduce lo show, sua la sterzata e l'assist a Morata che non centra la porta da due passi. È un gol sbagliato, lo spagnolo se ne farà una ragione. Ma la sfiga ci vede benissimo e quando nessuno se l'aspetta ecco l'1-1 beffardo con Bonucci che devia di testa un cross e la traiettoria del pallone è talmente ingannevole da beffare Szczesny. È un lampo, perché poi la partita la fa sempre la Juve con Locatelli che arma un poco fortunato Chiesa prima di un gol annullato a Morata per il solito leggero fuorigioco. Si ricomincia nel ricordo dell'ultima occasione sprecata da McKennie in coda al primo tempo. E si ricomincia ancora con un mancino di Dybala lievemente largo. Ma è una Juve in palla, brava a mixare il dinamismo di Bernardeschi e la vivacità di McKennie, il senso della posizione di De Ligt e l'ordine di Locatelli. Manca il guizzo di Chiesa, che si fa attendere ma quando si accende sono dolori. L'esterno sprinta in occasione del rigore per la Juve: stop irreale e fuga con sgambetto evidente. Dybala prima mette il pallone a lato, ma l'arbitro fa ripetere e allora la Joya sfrutta l'occasione: 2-1 in archivio. Non gira bene ai bianconeri, visto che dopo i gol sale a due anche il conteggio dei legni: la traversa di McKennie grida vendetta per la splendida iniziativa condotta dall’americano. Ecco poi finalmente Chiesa che mette a segno in maniera sublime la rete del 3-1. Allegri regala il finale a Rabiot e Arthur, che rimpiazzano Bernardeschi e Locatelli, poco prima della rete di Morata. Lo spagnolo non segnava da 43 giorni (Juve-Milan 1-1). C'è tempo per la standing ovation a uno strepitoso Dybala: dentro Kulusevski, oltre a Rugani per Bonucci. Il 2-4 dello Zenit nel recupero non cambia le cose. Esulta lo Stadium, non succedeva dal 17 ottobre. Una vita fa, di questi tempi un po' bianchi e un po' neri. Adesso continuiamo così caro Mister Allegri, non faccia ancora esperimenti del cavolo. Ha visto di chi ci si può fidare, quindi avanti con questi se non vogliamo perdere altro terreno dalla zona Champions, oramai vero obiettivo di questo campionato. I 20 soci che hanno raggiunto Torino per questa sfida allo Zenit sono saliti tutti in aereo, quasi tutti con quello del pomeriggio che ha tardato anche nell’atterraggio. Trasferta comoda per i nostri con pernottamento su in diversi alberghi. A capitanare la truppa questa volta una donna, Riccarda Lotti, come sempre portafortuna delle notti Champions e ragazza davvero precisa in tutto. Quasi tutti i soci erano posizionati in Sud primo anello alle spalle della porta nella zona centrale. Immancabile il nostro Gaetano Maddalena che in una settimana ha presenziato a ben tre trasferte su tre (Sassuolo, Verona e Zenit). Bellissima serata per i nostri soci su, soprattutto per coloro che erano alla primissima volta come Ivan Leonetti che ha celebrato i suoi 18 anni con la Juve. Siamo contenti di aver inculcato in tutti i soci una mentalità pazzesca che va oltre il risultato, oltre il piazzamento, oltre tutto. Si segue la Juve a prescindere. Siamo anche soddisfatti del fatto che si continui a regalare soddisfazione a tantissima gente che sale su a Torino con una organizzazione a dir poco impeccabile. Il mercoledì tutti hanno fatto rientro alla base con i vari voli prenotati chi da Torino, chi da Milano. Adesso archiviato il passaggio del turno in Champions, bisognerà pedalare e lavorare sul campionato per cercare di rientrare nel gruppo delle prime posizioni. Non sarà una sconfitta a farci abbattere come non sarà una vittoria, seppur importante, a farci fare voli pindarici. Navighiamo a vista, consapevoli che siamo la JUVE è che possiamo e dobbiamo fare sempre meglio. Al Club affluenza normalissima stante la concomitante diretta in chiaro, ma comunque con numeri sempre importanti. Il tesseramento ci vede adesso attestati a 550 iscritti un altro passo importante è stato fatto sulla strada verso le 600 iscrizioni, numeri davvero importanti che testimoniano la grandezza e la qualità del nostro Club che ha pochi eguali. Nella prossima trasferta ben 50 i soci che saliranno su a Torino, con bus e aereo, per la sfida sentitissima contro la Fiorentina. Pensate un pò, decimi in classifica con questo seguito incredibile. Al prossimo racconto di una storia che non avrà mai fine. Nella Gallery del sito le foto di ogni nostra trasferta.


AVANTI JUVE, AVANTI JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI, NON MOLLERA’ MAI!

 

 
 
SECONDA SCONFITTA CONSECUTIVA DELLA JUVENTUS!
 

Proprio l’Hellas Verona aveva dato la possibilità nello scorso mese di maggio alla Juve di partecipare all’attuale stagione in Champions League e tocca ancora agli scaligeri far comprendere alla nostra Juventus che se l’andazzo stagionale sarà quello visto in campo al Bentegodi, non basterà nemmeno il miracoloso aiuto di un avversaria per essere certi di disputare la Champions 2022/2023. Così proprio non ci siamo caro Massimiliano Allegri e cara squadra. Seconda sconfitta consecutiva per 2-1 e quarta in appena undici giornate, arrivata al termine di una partita giocata malissimo per ottanta minuti e che non può essere riscattata dagli ultimi dieci minuti di arrembaggio dopo il gol di McKennie. Quelli semmai servono come punto di partenza della psicanalisi di una squadra, che solo quando sta per sprofondare si ricorda di essere se stessa. Forse la prima domanda che Allegri deve fare a se stesso e allo spogliatoio è: perché la Juventus non ha iniziato la partita come l'ha finita?  Poi, naturalmente, ce ne sarebbero molte altre di domande per una squadra che rischia di allontanarsi dalla zona Champions, visto che la testa della classifica è oramai un miraggio lontanissimo ben 16 lunghezze, non su una ma su ben due avversarie. E' una squadra che ha perso identità, gioco, concentrazione, carattere. La Juventus si è cancellata da sola prima ancora di essere annientata ed asfaltata dal Verona, entrando in un tunnel senza precedenti in questi ultimi dieci anni. Bisognerebbe tornare ai tempi di Delneri per ritrovare simili score. Ora è durissima per i bianconeri, che hanno bisogno di un'analisi lucida, severa e profonda per uscirne da questa crisi in cui sono piombati, non solo di risultati. L'Hellas passa in vantaggio con un momento psichedelico di Arthur che impostando l'azione sulla sua trequarti non trova di meglio che lanciare, sì letteralmente lanciare, un avversario verso l'area bianconera. Questi entra sulla destra e mette in mezzo per il tap-in facile dell’attaccante gialloblu. Juventus sotto choc e, tre minuti dopo ci ritroviamo sotto di due reti grazie ad meraviglioso goal dei veronesi. Dopo un quarto d'ora la Juventus è sotto di due gol, completamente in bambola, azzecca pochissimi passaggi e quelli che sbaglia li mette spesso sui piedi degli avversari. E' un'immagine inquietante della squadra di Allegri in balia di una tempesta e completamente senza bussola. La Juventus compare in area veronese soltanto grazie a Dybala, unico a creare pericoli, cogliendo una traversa clamorosa sullo scadere di tempo con un tiro a giro da fuori area che avebbe meritato ben altra sorte. Il Verona domina e lo fa in modo totale e impressionante, aggredendo con sicurezza e gestendo il doppio vantaggio da grande squadra. Complimenti ad Igor Tudor, troppo frettolosamente mandato via assieme ad Andrea Pirlo dopo che nella passata stagione molte cose erano andate bene. Siamo dell’avviso che andava riconfermata la fiducia nei loro confronti. Tornando alla nostra squadra, Morata è più dannoso che inutile, Cuadrado non riesce mai a saltare l'uomo, Arthur sente scottare il pallone fra i piedi, proprio lui che dovrebbe farlo girare, Alex Sandro sbaglia tantissimi palloni, Rabiot non entra mai in partita, restando isolato, quasi sembrava tendesse a nascondersi. Bentancur è inconsistente in entrambe le fasi. Dybala soltanto come detto si salva, ma non riesce a trascinare la Juventus con lampi estemporanei ed è oggettivamente solo, senza nessuno con cui dialogare. I cambi offensivi della ripresa (Kulusevski, McKennie, Locatelli e Bernardeschi) riportano la Juventus nella metà campo veronese con più costanza, ma senza risultati apprezzabili. McKennie sfiora il gol appena entrato, ma è con fatica immane che i bianconeri costruiscono la manovra offensiva, mentre il Verona continua a mordere la partita come se fosse sullo zero a zero, anche se nel finale paga lo sforzo atletico. E così al minuto 80 Danilo pesca McKennie, lasciato colpevolmente libero in area: l'americano controlla e tira con violenza per il gol del 2-1, che regala 10 minuti di cuore ai bianconeri, in cui avremmo anche meritato la rete del 2-2 se non fosse per la straordinaria parata dell’estremo difensore scaligero che toglie a Paulo Dybala un gran gol. Cuore e niente più. Testa bassa e lavorare. Tutti. Come sempre il nostro Club non farà mai mancare l’apporto ed il sostegno alla squadra. Lo abbiamo fatto anche nella trasferta di Verona dove ci siamo presentati in ben 12 unità. Trovateci dei Club, dei gruppi organizzati che da una distanza così notevole, seguono la propria squadra con una costanza così impressionante e con numeri notevoli. Bene, quando li avrete trovati fatecelo sapere….I nostri non meritavano una prestazione a dir poco vergognosa della squadra in campo dopo che ben 90 minuti ed anche oltre hanno sempre spinto e sostenuto i ragazzi in campo nonostante lo spettacolo indecente al quale stavano assistendo. Hanno cantato sino all’ultimo respiro sperando di portare a casa almeno un misero punticino. Ma a niente è servito lo sforzo di un bel settore ospiti, gremito e compatto nel sostenere la JUVE. Si è rivisto il tifo organizzato, era ora, con i veronesi apparsi molto sotto tono nonostante la splendida vittoria che la loro squadra gli stava regalando. Bellissima la trasferta dei nostri, tra chi arrivato con il mini van da 9 posti e chi in auto. Partiti alle ore 06,30 di sabato mattina dopo una abbondante colazione in un bar della periferia andriese tra lo stupore della gente che andava a lavorare. Molti non riescono a spiegarsi come si faccia ad essere così costanti e così presenti al seguito della Juve. A bordo nel mini van c’era davvero di tutto e di più, tra birre, vino e tantissimo cibo. Goliardia e clima davvero splendido a bordo. Ci si cambia spesso alla guida, con tre soste per rifornimento e caffè. E’ partita una squadra davvero “da paura”, quasi tutti soci storici e soprattutto con km e km macinati. A guidare la truppa l’infaticabile segretario Fabio. Giunti ora pranzo sotto Modena si fermano finalmente per degustare tutto il ben di Dio preparato ed organizzato magistralmente dal grandissimo Michele Di Schiena, che se non ci fosse lo dovremmo davvero inventare. Mangiano e bevono l’impossibile, senza farsi mancare davvero nulla, un po’ stile trasferta a Milano di qualche giorno prima. Alle 15,00 in punto si ritrovano poi al Casello di Verona Nord dove vengono poi indirizzati verso lo Stadio dalla Polizia li presente. Nel parcheggio ospiti si ritrovano con gli altri soci giunti prima in auto, Gaetano, Benedetto, Francesca. Tutti assieme e dopo aver bevuto un altro cicchetto del liquore artigianale  “nonno Peppe” portato dal buon Pasquale Cipriani entrano nel settore posizionandosi alla destra della porta, in posizione quasi centrale ed in prima linea come sempre. Iniziano i saluti di rito con i tantissimi amici che si ritrovano alcuni dopo pochi giorni, altri dopo mesi. Bello vedere il rispetto che tutti hanno del nostro gruppo. La partita va come non volevamo che andasse. Resta il ricordo per Lele Clerin del Gruppo Bassa Valle celebrato con una pezza in suo onore messa al fianco della pezza per il nostro Alberto sempre li presente. Finisce la partita, inizia a piovigginare, si ritorna nel parcheggio per poi prendere immediatamente la strada del ritorno verso casa. Tutto tranquillo, ci fermiamo per cenare dopo Bologna utilizzando i tavoli del ristorante interno all’autogrill per consumare tutto il cibo che ancora si aveva a bordo. Spettacolo e goliardia con il personale dell’Autogrill che degustava le nostre prelibatezze oltre ad una volante della Stradale che si complimentava con noi per il fatto che si arrivasse da così lontano. Poi con cambi frequenti alla guida, arriviamo ad Andria con il nuovo orario verso le 05,30 del mattino. Prima di lasciarci tutti, facciamo colazione in un area di servizio della tangenziale per poi tornare alle nostre famiglie, delusi dal risultato ma orgogliosissimi di esserci ancora una volta stati al fianco della JUVE come sempre a MODO NOSTRO! Un grazie a tutti coloro che sono stati presenti in quest’altra trasferta portando alto il nome dello JUVENTUS CLUB ANDRIA! UNICI


LA GENTE COME NOI, NON MOLLERA’ MAI!

 

 
 
PESANTE SCONFITTA INTERNA DELLA JUVENTUS!
 

Tutto quello che di buono si era costruito in queste ultime giornate è stato inopinatamente distrutto dalla Juve (e da Allegri) nella gara casalinga contro il Sassuolo. Al 95° con la Juve tutta proiettata in avanti alla ricerca della rete della vittoria, in contropiede arriva la beffa finale con la rete dell’1-2 per i neroverdi. Sconfitta grave per come maturata che sotterra le speranze di rinascita bianconera. Questa sconfitta casalinga, pone la Juventus di nuovo in crisi di identità, la ridimensiona una volta per tutte. E in questo caso, checché ne dica Allegri, c'è ben poco di opinabile. Disastro su tutti i fronti. E pensare che la Juventus parte grintosa e spavalda come raramente la si era vista di questi tempi. Il centrocampo pressa alto e induce i neroverdi spesso all'errore, Dybala e Chiesa combinano trame, Morata catalizza palloni e occasioni, oltre che off-side. Insomma, facile pensarlo: Juve troppo bella per essere vera. Infatti... non è vera. E la Juventus in versione più standard - timidina, distratta, prende subito il sopravvento. Il primo ad uscire dal campo, sfortunatissimo, è De Sciglio che abbandona il terreno di gioco a causa di un ginocchio dolorante.  La Juve inizia a giocare in maniera frenetica, confusionaria e soprattutto ad intermittenza. Scarsa attenzione con un campanello d'allarme che suona già al ventesimo quando McKennie perde palla a centrocampo e arma la ripartenza del Sassuolo. Ma sul finale di prima frazione il Sassuolo passa incredibilmente. Peccato perché poco prima Dybala aveva preso il palo al 37', dopo un guizzo... alla Dybala. Vero, ma troppo poco. Nel secondo tempo la Juventus impiega un po' ad alzare la testa e non entusiasma, ma è pur meglio di come la si era lasciata. L'ingresso di Cuadrado al posto di Rabiot offre molte più soluzioni. E' proprio il colombiano a rendersi pericoloso trovando però un difensore che provvidenzialmente salva sulla linea. Subito dopo ci provano Dybala e Chiesa. Non basta ai bianconeri, che son più determinati ma non più efficaci. Allegri si gioca allora la carta Kaio Jorge (dentro per Morata). Il brasiliano neo acquisto fa la sua parte e contribuisce a far salire il baricentro dei padroni di casa. Così come vi contribuisce il lavoro degli esterni. La svolta arriva alla mezz'ora: Dybala pennella su punizione, McKennie insacca di testa l'1-1 che riaccende la partita e lo Stadium che a dire il verso ha registrato un bel sostegno alla squadra, visti i tempi….. Ultimi minuti frenetici. Dybala ci crede e ci prova in tutti i modi, chi lo circonda non lo segue a dovere. E quel che peggio, chi lo circonda segue ancor meno a dovere l’attaccante dei neroverdi che in extremis, trova il gol del 2-1. Assurdo! Onore soltanto onore ai nostri 4 soci saliti su a Torino con volo aereo su Malpensa per poi in auto raggiungere lo Stadium. Avrebbero meritato di portare a casa una vittoria ed invece escono dallo stadio molto delusi per una sconfitta assurda.     Non si può perdere caro Allegri in pochissimi mesi due partite casalinghe contro Empoli e Sassuolo. Le colpe sono da ripartire tra tutte le componenti ma gran parte sono sempre di chi dirige l’orchestra. Si dia da fare Mister! Tornando ai nostri saliti su capitanati da Gaetano e Giorgio è stata una trasferta rapida in quanto verso le 15 del pomeriggio hanno lasciato Bari. Dopo la partita hanno cenato a Torino per poi alle 7 del mattino riprendere il volo verso Bari sempre da Malpensa. Che altro aggiungere se non dire che voi avete sicuramente vinto, la squadra no! Grazie ragazzi per aver risposto presenti in una gara come questa ed in settimana. Vi fa davvero tanto ma proprio tanto onore, essere partiti pur di rappresentare il Club. Orgoglio di appartenenza. Al Club affluenza normalissima stante l’orario e soprattutto tanta delusione mista a rabbia per una sconfitta inaccettabile. 


LA JUVE SIAMO NOI! JC ANDRIA SEMPRE PRESENTE

 

 

 
 
PAREGGIO IN EXTREMIS A SAN SIRO, GRANDE TRASFERTA DEI NOSTRI!
 

Se la Juve ha pareggiato a San Siro contro la Rappresentativa Internazionale Circense per 1-1 grazie al rigore concesso dal Var e trasformato proprio allo scadere da Paulino Dybala, i nostri soci saliti su a San Siro, chi in bus, chi in aereo e chi in auto, hanno sicuramente vinto per come hanno organizzato ed affrontato la trasferta, in maniera molto goliardica, soprattutto quelli saliti in bus i quali con le loro immagini spettacolari che man mano inviavano nelle chat ci hanno raccontato il loro viaggio durante il quale ne hanno combinate una più del diavolo…..(non quello rossonero……ahahahah).  Stadio con un bel colpo d’occhio è come sempre con tantissimi gobbi in ogni settore…..esplosi letteralmente dalla gioia dopo la trasformazione del penalty. Alla fine beffa per i cartonati che pensavano di aver portato a casa la vittoria e gioia quasi equivalente ad una vittoria per noi tifosi bianconeri. La Juventus prende un punto da una partita come detto con una coda velenosa come sempre accade in queste partite contro di loro. Un classico. Si sentono sempre perseguitati, si sentono sempre danneggiati, piangono sempre, insomma sono davvero patetici oltre che noiosi. Vanno semplicemente ignorati. Napoli e Milan sono oramai in fuga e sembrano quasi irraggiungibili almeno per noi. Certo non abbiamo nessun obbligo di vincere il campionato dopo il decennio appena vissuto, ma dobbiamo stare molto attenti a restare sempre nella scia del quarto posto o meglio ancora se ci stiamo dentro onde evitare i rischi corsi nella passata stagione.  Allegri non cambia nulla rispetto alle impressioni della vigilia: dentro Bonucci, Chiellini, McKennie e Kulusevski, fuori De Ligt, Bentancur e Chiesa. Pronti via la Juve rischia subito di passare in vantaggio con Alex Sandro fermato energicamente dagli interisti a un passo dal gol. La sfida sembra promettere bene: sfida vivace, si direbbe, ci sarà da divertirsi. Altroché, sarà uno dei pochi squilli di un primo tempo a ritmi non eccelsi, in cui le merde trovano un vantaggio improvviso grazie ad una rapida giocata con una carambola perfetta che diventa un assist ideale per l’attaccante dell’Inter Dzeko. Nell'occasione la Juventus subisce gol in dieci perché Allegri ritarda il cambio forzato tra Bernardeschi, dolorante alla spalla destra dopo un contrasto appena precedente alla rete degli “intertristi” e Bentancur. La reazione Juve non c'è, malgrado in fase di impostazione l'Inter non sembri proprio perfetta. Tutto si risolve in un paio di fiammate, non c'è fluidità di gioco e nel palleggio il solo Locatelli soffre un po', soprattutto se i bianconeri sono ora obbligati a condurre la partita, essendo in svantaggio. Quando la Juve prova a distendersi i merdazzurri concedono spazi, ma sul fronte bianconero c'è confusione, mancano sbocchi, prevale l'iniziativa individuale. E dov'è Bentancur? Come sempre sbadato ed assente dal campo. Nella ripresa tutti si aspettano l'ingresso di Chiesa e Dybala, tra i pochi in grado di dare un tocco di effervescenza a una manovra lenta e con movimenti senza palla pari a zero. Succederà dopo 19 minuti di una Juve ancora in grande difficoltà. Come sempre Mister Allegri tarda nell’effettuare questi maledetti cambi, manco ci fosse una tassa personale da pagare….ed ecco finalmente entrare Chiesa e Dybala per Cuadrado e Kulusevski con l'Inter che comincia ad accusare la fatica, anche mentale. La Joya provano ad accendere l'orgoglio juventino, È una Juve ancora disordinata e allora Allegri le prova tutte inserendo tardivamente Arthur (assurdo relegare in pachina chi sa portare la palla…) Kaio Jorge. L'1-0 sembra scivolare tranquillo verso il gong, ma la sorpresa è racchiusa nella coda con il rigore concesso dopo revisione al Var per un netto contatto in area su Alex Sandro: Dybala dal dischetto spiazza il portiere per l'1-1 finale. È tornata la Joya, ma per una Juve bella e completa bisognerà ancora aspettare. Quanto ancora?????? Come detto in apertura la trasferta dei nostri a Milano è stata a dir poco spettacolare, parliamo ovviamente di chi ha raggiunto la città meneghina in autobus. Chi in auto ed in aereo ha ovviamente pernottato su a Milano, concedendosi cene, tour per la Città e serate “movimentate”…..ma torniamo a quelli del Bus da trenta posti partiti alle 04,00 del mattino dalla Stazione di Andria con leggero ritardo sulla tabella di marcia. Hanno caricato a bordo l’impossibile tra mangiare e bere, sembrava quasi dovessero partire per una missione di guerra….A Vasto raccolgono dei nuovi amici del locale Club con cui si è organizzato questo bus. I nostri capitanati da Salvatore Lomuscio e Francesco Lorusso hanno immediatamente socializzato con i simpaticissimi ragazzi del club abruzzese del quale già ben conoscevamo il carissimo Graziano, grande gobbo e grande ultras bianconero. Non attendono nemmeno la pausa caffè che già iniziano a stappare lattine di birra e bere del buon vinello. Il connubio alimentare Puglia/Abruzzo si rivela esplosivo…..alla sosta per il pranzo tirano fuori di tutto entrambe le “fazioni”……Ad un certo punto qui da Andria iniziamo a pensare che Milano non sarebbe più stata raggiunta. Il nostro buon Carlo Balducci da il meglio di se in quanto a simpatia e risate a go go! Un pranzo da ricordare con la ventricina abruzzese ed il calzone pugliese. A bordo, dopo la ripartenza, un mix di odori vari……ahahahahhaha. Si continua a bere tra un coro ed un altro, con altra sosta e foto di gruppo con le pezze. Poi finalmente riescono a raggiungere San Siro verso le 16,30 dove ad attenderli trovano il parcheggiatore che si fotte la bellezza di 60 euri per il bus…..assurdo, ci chiamano LADRI ma loro che cazzo sono? Nel parcheggio arrivano anche i nostri soci giunti autonomamente su per ritirare il tagliando del settore ospiti, mentre chi nelle tribune era già dotato dello stesso. Si entra tra controlli lunghi ed estenuanti oltre alla solita sfacchinata per arrivare su in piccionaia. Appena dentro, il tempo di rifiatare che si posizionano alla solita destra del settore con la pezza per il nostro ALBERTO in balconata. La goduria è stata al termine dopo il pareggio con i classici sfottò con gli interisti del secondo anello sotto al settore. Lunga attesa dentro prima di tornare giù al parcheggio dove devono attendere in solitaria la ripartenza dopo l’1,00 della notte in quanto per essere arrivati tardi allo Stadio, gli autisti hanno dovuto rispettare le nove ore di stop della macchina. Nel frattempo anche la Polizia andava via mentre loro continuavano a bere e mangiare come se nulla fosse. Mondiali! Arrivano ad Andria intorno a mezzogiorno, distrutti da un viaggio lungo ma felicissimi di aver costruito un altro rapporto di amicizia e soprattutto di esserci stati ancora una volta, a MODO NOSTRO, al fianco della VECCHIA SIGNORA. Tanto onore a tutti i presenti e soprattutto al nostro Club che rispetto ad altri (????) vive di tanti fatti e zero puttanate. Al Club affluenza massiccia con entusiasmo che non si registrava dai tempi pre covid. Tutto sempre nel rispetto delle vigenti normative. Abbiamo festeggiato i 18 anni del Club e la laurea del nostro grande Giorgio Nicolamarino. Ad ogni socio uno ma anche più cioccolatini, un cicchetto di sambuca o amaretto oltre a diverse bottiglie di prosecco stappate a fine primo tempo.  Alla rete del pareggio un boato ha fatto sentire la nostra presenza sul territorio! Contro il Sassuolo una sparuta presenza sarà su a rappresentare il Club con 4 soci che saliranno in aereo su Milano Malpensa. Immancabile la nostra presenza al seguito della squadra. Prosegue a ritmi sostenuti il tesseramento al Club con ben 535 iscrizioni ad oggi.


IN 18 ANNI ABBIAMO SCRITTO LA STORIA, IN 18 ANNI ABBIAMO SEGUITO LA JUVE IN OGNI DOVE, IN 18 ANNI ABBIAMO CREATO UN GRANDE GRUPPO…..LA STORIA CONTINUA , JUVENTUS CLUB ANDRIA.

 

 
 
RAGGIUNTA E SUPERATA QUOTA 500 SOCI E LA JUVE VOLA IN CHAMPIONS!
 

Nel giorno della prima assenza in una trasferta europea, teoricamente libera ed aperta, ma con tutte le problematiche ancora connesse al Covid-19, il nostro Club alla vigilia del 18° anniversario dalla sua fondazione, celebra il raggiungimento delle 500 tessere sottoscritte alla stagione in corso. Un risultato a dir poco incredibile se pensiamo che siamo ancora ad ottobre. 507 per la precisione, le tessere  ad oggi sottoscritte. Miglior modo per celebrare il nostro compleanno (22 OTTOBRE 2021), quello della maturità o della maggiore età!  Una Juventus forse più brutta delle ultime uscite ma allo stesso tempo cattiva, conquista la terza vittoria su tre in Champions League, con la difesa ancora imbattuta, grazie ad una incornata di Kulusevski che chiude una partita faticosa e a lungo impantanata nella trequarti russa. Lo Zenit gioca la partita che la Juventus aveva disputato contro il Chelsea, ma crolla nel finale. Difesa bassa, attendismo e qualche contropiede: lo Zenit non preoccupa praticamente mai la Juventus, ma la Juventus fatica nel trovare spazi in avanti, un po' perché manca precisione tecnica e un po' perché qualche singolo è fuori fase. Manca, soprattutto, Morata che non si fa trovare, non tira mai in porta e non riesce a essere il terminale offensivo del gioco bianconero. In compenso è ancora Mattia De Sciglio uno dei migliori in campo e per la seconda volta consecutiva pennella il cross per il colpo di testa vincente: con la Roma per Kean, contro lo Zenit per Kulusevski, entrato molto bene in partita, finalmente, a metà del secondo tempo. A questo punto, manca un solo punto contro lo Zenit in casa e la Juventus è aritmeticamente qualificata agli ottavi di finale. Ma Allegri non ha voglia di calcoli, punta al primo posto e cerca altre vittorie per continuare la crescita. Ieri il quarto 1-0 consecutivo e la sesta vittoria di fila fra Champions e campionato. E' una squadra che ha ritrovato se stessa e se, come contro lo Zenit, vince pure giocando malino non può che essere un segnale di solidità. Certo, la Juventus deve migliorare tecnicamente, perché la solidità potrebbe non bastare alla distanza e, infatti, Allegri spegne qualsiasi trionfalismo e tiene basso il profilo, arrabbiandosi anche al termine. Ha da recuperare Dybala, da ritrovare il miglior Morata, continuare la valorizzazione di Kulusevski che dal derby in poi sta salendo sia come impatto sulla partita e nell'integrarsi con la squadra. Chiesa ha giocato ancora bene, seppure meno preciso del solito. E dietro, la Juventus non ha mai avuto un momento di sofferenza, chiudendo la quarta partita senza subire gol. La nuova Juventus completa le fondamenta gara dopo gara, poi inizierà la costruzione del palazzo. E' sempre più gruppo, sempre più varia nel trovare le soluzioni per segnare e con alcuni giocatori che si pensavano persi e invece si stanno ritrovando (da Bernardeschi a De Sciglio). E' stato un primo tempo difficile, perché lo Zenit aspetta e non aggredisce, così la Juventus che stava prendendo gusto ad agire in contropiede fatica a trovare gli spazi nella bassissima difesa russa. Non aiuta il fatto che Alvaro Morata sia in serata moscia, mentre De Sciglio (comunque in ottima forma) e Alex Sandro non riescano a fabbricare cross utili. Restano Locatelli e Chiesa a cercarsi, ma il centrocampista non è sempre precisissimo e l'attaccante, di gran lunga il più vivace, ma è sfortunato nelle due conclusioni a cui arriva. Mancano i dribbling di Cuadrado e gli strappi di Rabiot a centrocampo, dove McKennie è un po' svagato. Per il resto i rischi sono pochi. Nel secondo tempo la Juventus mantiene l'iniziativa, ma non riesce a essere mai pericolosa, fino al minuto 86 quando De Sciglio guadagna il fondo, controlla bene il pallone, crossa in mezzo e trova Kulusevski che salta più in alto di tutti e tocca, quasi di nuca, il pallone indirizzandolo all'angolino. Uno a zero, corto muso e Juventus prima nel girone Champions. Al Club affluenza come contro la Roma e grande entusiasmo per la vittoria maturata nel finale nonostante la prestazione non sia stata delle migliori. Adesso ci attende la ripresa del campionato con la trasferta in casa della RAPPRESENTATIVA INTERNAZIONALE CIRCENSE. Obiettivo cercare un'altra vittoria che sarebbe preziosa oltre che fondamentale per cercare di limare il gap creatosi in questa prima parte di stagione con le prime in classifica. Come sempre noi ci saremo ed ancora una volta in bus da trenta posti ma con 21 persone a bordo oltre a diversi soci che invece saliranno in aereo o auto private. Come sempre San Siro sarà colorato di bianconero, agevolati dal fatto che i biglietti si sono venduti in libera vendita senza richiesta di tessere del tifoso. Quelli del bus saranno ovviamente tutti nel terzo anello ospiti. A tutti gli altri l’appuntamento sarà come sempre nel nostro accogliente covo di Via Enrico Dandolo dove celebreremo e festeggeremo i nostri primi 18 anni di attività. Obbligo di Green Pass, obbligo di mascherina e soprattutto tanta ma proprio tanta passione.


IN 18 ANNI ABBIAMO SCRITTO LA STORIA, IN 18 ANNI ABBIAMO SEGUITO LA JUVE IN OGNI DOVE, IN 18 ANNI ABBIAMO CREATO UN GRANDE GRUPPO…..LA STORIA CONTINUA , JUVENTUS CLUB ANDRIA.

 

 
 
UNA JUVE COMPATTA. BATTUTA ANCHE LA ROMA
 

Signori la Juve è tornata. I bianconeri di Massimiliano Allegri sono ufficialmente tornati, per la precisione: quarta vittoria consecutiva tra campionato e Champions, terza di fila per 1-0. Una vittoria, quella sulla Roma, che porta i bianconeri (con Lazio e Atalanta) a un punto dai giallorossi e dal quarto posto, a tre punti dall’Inter che Chiellini e compagni andranno a sfidare tra una settimana proprio a San Siro. Prima, però, ci sarà da pensare alla trasferta di Champions in terra russa a San Pietroburgo, dove la Juventus può compiere un grande passo verso la qualificazione agli ottavi.  In attacco Allegri parte con Kean per rimediare alle assenze di Dybala e Morata e fare coppia con Chiesa, mentre a sostituire Rabiot a sinistra è ancora Bernardeschi. Il resto del centrocampo è quello tipo, con Cuadrado a destra e Locatelli e Bentancur in mezzo. In difesa invece De Sciglio fa rifiatare Alex Sandro a sinistra. La squadra bianconera prova a pressare alta, salvo ricompattarsi nel 4-4-2 se i giallorossi riescono a risalire il campo (quando invece è la Juventus a essere in possesso si dispone con un 3-5-2 alzando De Sciglio e accentrando Danilo). Pressando o abbassandosi, però, la formazione di Allegri riesce a chiudere gli spazi alla Roma. Pericolosa la Roma in alcune sortite offensive, letale la Juventus: al 15’ Cuadrado cambia gioco da destra a sinistra per De Sciglio che controlla e crossa sul secondo palo dove si inseriscono Kean e Bentancur, con il secondo che colpisce di testa e, con deviazione del primo che batte il portiere giallorosso. La Juventus inizia così a controllare molto più agevolmente la manovra giallorossa, che torna efficace solo sul finale di tempo permettendo alla Roma di conquistare un calcio di rigore. Dopo valutazioni del Var si arriva all’esecuzione del calcio di rigore, che Szczesny para in maniera spettacolare a Veretout con lo Stadium ed il Club che esplodono dalla gioia come se avessimo segnato un goal.  La ripresa si apre con una grandissima occasione per la Juventus, ispirata ancora da un cross di De Sciglio: rovesciata di Bernardeschi respinta malamente dal portiere  con Kean che spara incredibilmente altissimo da due passi. Proprio De Sciglio e Bernardeschi si rendono ancora pericolosi al tiro da fuori nel primo quarto d’ora della ripresa, non trovando la porta per poco. Dopo il buon avvio di secondo tempo bianconero la Roma alza il baricentro e Allegri corre ai ripari inserendo Morata Kulusevski per Kean e per un Chiesa meno incisivo rispetto ai suoi standard. La mossa non cambia l’inerzia della partita con la Roma sempre pericolosissima. Così il tecnico bianconero inserisce anche Arthur (all’esordio stagionale) per Bernardeschi che esce tra gli applausi convinti dello Stadium (era ora). Con tre giocatori freschi e la tecnica del brasiliano la Juventus recupera il possesso palla, schierandosi stabilmente con il 3-5-2 con Locatelli vertice basso del centrocampo e Bentancur e Arthur mezzali. Entra Alex Sandro per De Sciglio, anche lui salutato con gli applausi dal pubblico dello Stadium. Applausi che scrosciano al fischio finale che, dopo tre minuti di recupero, sancisce la quarta vittoria consecutiva della Juventus e soprattutto restituiscono a noi tifosi un gruppo che lotta in maniera compatta giocando finalmente  di squadra. Molto soddisfatti e soprattutto fiduciosi per il futuro. Vincere è come sempre l’unica cosa che conta, non importa se di corto muso o se in maniera spettacolare. Quello che conta è scalare le posizioni della classifica che inizia ad essere più bella da vedersi. Non guardiamo a chi ci precede, pensiamo a vincere quante più partite possibili, poi al giro di boa faremo un primo bilancio per meglio comprendere le nostre reali potenzialità e possibilità. Noi dello JUVENTUS CLUB ANDRIA, nel frattempo, nonostante l’inizio stentato della squadra, siamo riusciti a portare su a Torino ancora una volta, un pullman, con ben 50 soci che sono stati presenti sugli spalti dello Stadium. Numeri che impressionano, numeri che ci riempiono di orgoglio, perché abbiamo ogni volta di più, la riprova di aver inculcato una mentalità pazzesca in ogni socio, ovvero seguire la squadra sempre a prescindere da ogni situazione, a prescindere dall’avversario di turno. Bellissima la trasferta a Torino dei nostri. Chi è salito in bus era capitanato dal grande Sabino Chieppa (ancora una volta) e Nicola Pisani. Una grande coppia che ha saputo come sempre creare un clima familiare e goliardico. Nelle prime ore del viaggio come sempre è stato offerto a tutti i partecipanti un simpatico “apericena” organizzato a bordo bus. Una tradizione oramai rinnovata negli anni che porta tutti a familiarizzare è trascorrere in maniera piacevole le tante ore di viaggio tra un panino e un bicchiere di vino. Alla prima sosta in autogrill poi si sono festeggiati ben due compleanni, quello di Simone e Antonio, che hanno stappato due bottiglie offrendo a tutti i presenti dei pasticcini. Poi finalmente  la quiete che conduce il gruppo “satollo satollo” a Torino. Soliti giri, tra chi al Museum, chi allo Store, chi in centro città. Poi alle ore 13,30 il ritrovo alla trattoria per il pranzo di gruppo, un pranzo come sempre da ricordare per qualità, quantità e prezzo. Nel frattempo giungevano a Torino tutti coloro arrivati con volo aereo o auto private. Alle 18 tutti al bus per ricompattarsi per poi fare ingresso allo Stadium tutti assieme. Quelli in Sud 1 ovviamente erano tutti nella stessa posizione alla destra della porta nelle file basse. Foto di gruppo iniziale e foto di gruppo finale. Un grazie a tutti coloro che hanno preso parte alla trasferta, a chi ha collaborato nel tenere il gruppo unito come Nicola Pisani, Sabino Chieppa e anche il carissimo socio Pino Suriano. Dopo la partita tutti sorridenti e felici di esserci stati, soprattutto le giovanissime leve che continuano a popolare numerose le trasferte. Fanno subito rientro al pullman per ripartire verso Andria dove arriveranno per le 11 del lunedì mattina. L’immagine simbolo di questa trasferta resta quella di tre giovanissimi soci che con un bicchiere di birra in mano salutano, prima dell’inizio della partita, tutti i soci ad Andria, spalle al campo! Al Club buonissima presenza di soci, sempre nei limiti della capienza attuale e nel rispetto di tutte le normative anti covid in vigore. Grande l’entusiasmo sia nel pre – partita che a fine gara dove si alza al cielo di Via Enrico Dandolo il classico dei cori…….”olè olè olè olè….Juveeeeeee….Juveeeeee”. Adesso la Juve è attesa dalla trasferta in Champions in terra russa, che in altri tempi sarebbe stata di preparazione per noi che non mancavamo mai in Europa ma purtroppo con le attuali problematiche legate al Covid e soprattutto con le difficoltà di ingresso nelle varie nazioni estere quella russa in primis, non possiamo permetterci di rischiare di restare li bloccati a nostre spese, qualora ad un controllo “x” si fosse positivi al Covid pur avendo il green pass. Quando le condizioni per viaggiare in Europa torneranno normali ovunque, torneremo a farlo anche noi. Peccato perché la trasferta di San Pietroburgo non era mai stata fatta in precedenza (in Russia ci siamo però già stati, a Mosca) ed avevamo da sempre un desiderio di poterla fare. In queste due annate di Covid abbiamo saltato trasferte belle che ci mancavano come Budapest lo scorso anno. Peccato davvero ma torneremo presto! Li in Russia ci saranno comunque i tantissimi sostenitori dello JUVENTUS CLUB RUSSIA a non far mancare il sostegno alla squadra.    

p.s. nella foto gallery come sempre, troverete alcuni degli scatti più belli della trasferta dei nostri a Torino contro la Roma.

NON PERDERE TEMPO, CORRI AD ISCRIVERTI ANCHE TU PER VIVERE LE EMOZIONI DELLE TRASFERTE ORGANIZZATE DALLO JUVENTUS CLUB ANDRIA!

 

 
 
ANCORA UNA VOLTA AL SEGUITO DELLA JUVENTUS WOMEN!
 

Ancora una volta il nostro JUVENTUS CLUB si contraddistingue per aver seguito dal vivo, la squadra femminile della  Juventus, questa volta in un impegno per la Champions League allo Stadium. Era già accaduto in passato nella trasferta di Bari e nella finale per lo scudetto contro il Brescia a Novara nel 2018. Non riusciamo proprio a stare fermi è quando ne abbiamo il tempo ci piace di tanto in tanto fare queste presenze che poi restano nella storia, come in passato quando siamo stati al seguito della formazione Primavera in quel di Ivrea. Approfittando della sosta di campionato ci siamo ritagliati questa presenza stante anche la gratuità dell’ingresso allo Stadium, grazie al socio storico Gaetano Maddalena, un grande gobbo. Immancabili le foto che oramai contraddistinguono ogni nostra presenza con un motto coniato proprio da Gaetano che recita….”non gli vedi ma ci sono…”, sempre aggiungiamo noi!  Mercoledì 13 ottobre la Juventus Women, reduce dal record di successi consecutivi nel campionato italiano (ben 30 di fila), ha sfidato il Chelsea Femminile perdendo la sfida per 1-2 con le inglesi molto più avanti in quanto ad esperienza nel calcio europeo femminile.  Prima sconfitta dunque in Champions per la Juve allenata da Montemurro. Dopo l’iniziale vittoria contro il Servette, le bianconere hanno ceduto (a testa davvero altissima) al Chelsea nella seconda partita del Gruppo A. In un Allianz Stadium finalmente con il pubblico (circa 20 mila gli spettatori). La Juve passata in svantaggio era riuscita a pareggiare con la Barbara Bonansea ma non riuscendo poi ad evitare il prevedibile ko, giunto a poco più di venti minuti dal termine. Ora il prossimo impegno della Juve in Europa sarà sempre a Torino, il 9 novembre, contro il Wolfsburg, altra corazzata del calcio europeo femminile. A noi l’onore di esserci stati al fianco delle ragazze.


JUVENTUS CLUB ANDRIA, DA SEMPRE UN PASSO AVANTI A TUTTI!


CHI CI AMA CI SEGUA….CHI NON CI AMA….CI INSEGUA……(SE CI RIESCE)!

 

 
 
MINUTO 86…UNA GODURIA PAZZESCA: PURGATI ANCORA
 

Ancora una volta la Juventus riesce nell’intento di regalarci una vittoria pazzesca nel derby, ancora una volta riusciamo a purgarli negli ultimi istanti di un match che ha visto la Juve lottare e gettare il cuore sempre oltre l’ostacolo, anche quando sembrava in difficoltà. 0-1 con rete straordinaria di Manuel Locatelli al minuto 86! Immaginate per un attimo i nostri soci saliti su a Torino. Eroici anche loro! La Juventus si è dimostrata più solida e più dura nella battaglia del derby, onorato sotto il profilo agonistico e rimasto a lungo in equilibrio. Vince la Juventus, con un altro capolavoro di Massimiliano Allegri che gioca due partite: una molto simile a quella contro il Chelsea, aspettando il Toro e colpendo in contropiede, l'altra più aggressiva e di dominio nella ripresa, quando i granata calano fisicamente mentre i bianconeri sono protagonisti di una progressione fisica e tecnica che schiaccia gli avversari e li supera. Decide Locatelli con un colpo da biliardo all'86, ma la Juventus aveva avuto almeno due occasioni prima (con Alex Sandro e con Chiesa anticipato) per segnare e dopo prende un palo con una splendida iniziativa di Kulusevski. Insomma, il risultato è del tutto legittimo e forse poteva essere meno attillato nel punteggio. Anche questa volta è estremamente positiva la prestazione collettiva: squadra che sa soffrire difendendosi e sa allungarsi con velocità. Brillano Chiesa, De Ligt ChielliniCuadrado è determinante nella ripresa, quando entra al posto di un Kean poco produttivo nei primi 45', non benissimo McKennie, confuso e confusionario (spreca malamente la palla di un possibile vantaggio nella prima frazione), sempre più maturo Locatelli, perfetto in fase difensiva e decisivo in avanti. Va detto che, come contro il Chelsea, il gran possesso palla (64%) non produce occasioni memorabili e la Juventus pare quasi a suo agio nel difendersi all'altezza della sua area di rigore. Nel primo tempo, nonostante la Juve non abbia ben giocato, il conto delle occasioni è stato a nostro favore. Solo nei primi 5 minuti, abbiamo sbagliato ben due gol abbastanza semplici: prima con Kean la cui discesa (lancio di De Ligt) si conclude con un tiro a lato e poco dopo con McKennie che sciupa incredibilmente un bel pallone di Rabiot. Brillano come detto un gigantesco De Ligt e un Chiellini in formato Europeo. Nella ripresa la Juventus è più aggressiva rispetto al primo tempo molto attendista: vuoi perché Cuadrado, effettivamente, è un valore aggiunto notevole per la fase offensiva, vuoi perché il primo pressing del Torino si fa meno asfissiante e con gli spazi più larghi emerge il maggiore tasso tecnico. E' un crescendo minuto dopo minuto sino ad arrivare alla splendida azione che porta al gol di Locatelli al minuto 86' che infila un colpo di biliardo alle spalle del portiere granata mandando in estasi il settore ospiti è non solo con i granata che ancora una volta ci vedono festeggiare in quella che dovrebbe essere casa loro. Nel finale, con l'esordio di Kaio Jorge e l'ingresso di Kulusevski, la Juventus continua ad attaccare: lo svedese prende un palo con diagonale violento da dentro l'area e i bianconeri finiscono in attacco il derby. Anche al derby il nostro Club è stato presente, come accade in ogni dove, oramai ci siamo stancati anche di ripeterlo sempre. Partiti in aereo i nostri 6 valorosi soci hanno raggiunto prima Cuneo per poi arrivare a Torino intorno alle 13,30, recandosi allo Stadium per un pranzo veloce. Poi di corsa raggiungono il punto di ritrovo dei tifosi bianconeri ed in autonomia raggiungono il settore ospiti  recandosi al solito Bar che si trova di fronte allo Stadio Comunale, ci piace chiamarlo sempre così. Attimi di tensione con la Polizia ravvivano l’atmosfera pre-derby mentre i nostri erano nel Bar a consumare l’immancabile Sambuca porta fortuna. Poi tutti nel settore con i controlli abbastanza celeri. Appena dentro si posizionano tutti in basso a destra, assieme agli storici amici di BASSA VALLE e AOSTA, iniziando a riscaldare la voce. Bello vedere i nostri tutti con le nuove t-shirt di rappresentanza del Club. Il settore si riempie man mano, non sembra essere al 50%. Arrivano anche i gruppi organizzati è si sente subito la differenza. A livello di tifo abbiamo vinto la partita sugli spalti ben prima di quella sul campo. Spettacolo rivedere la nostra Sud dettare legge con i granata a rosicare per quanto compatti eravamo. Cori davvero possenti per poi al gol non capire più nulla ed i nostri che terminano la partita tutti a torso nudo per una scommessa che era stata messa ad inizio gara. Goliardici al massimo come sempre. Anche una fetta dei distinti alla destra del settore presentavano una grossa fetta di tifosi bianconeri che avevano acquistato il tagliando in libera vendita. Insomma è sembrato giocare in casa con i patetici granata, quella nella curva alla nostra sinistra che cercavano inutilmente di sgolarsi. Alla rete tutti in basso ad abbracciare idealmente la squadra venuta tutta sotto al settore con la nostra pezza per ALBERTO che campeggiava in prima linea sulla vetrata. Alla fine festa grande con cori anche per chi non aveva giocato è si riscaldava dopo la partita. Poi tutti fuori sui bus che ci hanno condotto fuori dalla zona dello Stadio. Li iniziava la lunga serata e notte dei nostri in attesa del bus delle 3,00 di notte per Malpensa dove poi avevano il volo di rientro per Bari. Una notte praticamente insonne, passata tra una cena ed una passeggiata nel pieno centro di Torino. Cosa non facciamo pur di seguire la Juve, pur di rispondere sempre presenti al fianco della squadra. Siamo un qualcosa di incredibile, arrivare in ogni dove dal Sud Italia (unici) è un qualcosa che ci riempie sempre di orgoglio. Un applauso immenso a Fabio, Tommy, Maria, Pasquale, Andrea e Giacomo che hanno rappresentato davvero tutti. Al Club anche grande entusiasmo ed una affluenza oltre le previsioni considerando l’orario della partita. La pausa del campionato non ha certamente fermato le nostre attività, anzi abbiamo registrato un'altra impennata nel tesseramento al Club raggiungendo già quota 480 iscrizioni. Un qualcosa di incredibile se pensiamo che siamo ancora a metà ottobre. Numeri impressionanti i nostri, capaci non solo di resistere al Covid, ma anche di ripartire di slancio come se nulla fosse accaduto. Siamo una grande realtà, siamo un grande gruppo e agli altri, soprattutto a quelli che non ci sopportano, non gli resta che prenderne atto….ma di farlo in silenzio! Ahahahhahahahah! Pensate che contro la Roma altri 50 soci (tondi tondi) partiranno per Torino in auto, bus e aereo, con ogni mezzo pur di esserci al fianco della VECCHIA SIGNORA, ora più che mai, nonostante la classifica ancora non ci sorrida. Siamo un esempio per tanti, siamo grandi tifosi con una passione immensa.  Che che ne vogliano pensare i granata di merda….TORINO E’ SEMPRE PIU’ BIANCONERA! GODURIA PAZZESCA!


p.s. nella foto gallery troverete come di consueto alcuni degli scatti più belli della trasferta dei nostri nel DERBY.


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI.


NON TI SEI ANCORA ISCRITTO? COSA ASPETTI….. CORRI AD ISCRIVERTI ANCHE TU SE VORRAI VIVERE LE EMOZIONI DELLE NOSTRE TRASFERTE AL SEGUITO DELLA JUVE!

 

 
 
UNA JUVENTUS PERFETTA BATTE IL CHELSEA
 

Arriva il Chelsea e la Juventus impartisce una lezione di tattica ai campioni d'Europa in carica. Decide una rete di Federico Chiesa in un secondo tempo iniziato da appena dieci secondi, degno punto esclamativo di una prova collettiva esente da errori. La prima bella Juve di questo inizio stagione nella gara sin qui più importante. Assenze importanti su entrambi i fronti con la Juve che era senza Dybala e Morata, andati ko contro la Sampdoria. Allegri ovvia alle assenze con un pizzico di fantasia (Bernardeschi in attacco) e mettendo in campo una squadra che concede un paio di sole vere occasioni a una avversaria lasciata mai tranquilla, con l'intento di impedirle di giocare e di ripartire in velocità per colpire. Logico l'arretramento finale, di fronte al massimo sforzo degli inglesi, ma senza grossi grattacapi per Szczesny. L'1-0 offre nuovamente una partita senza subire gol (e di nuovo, curiosamente, in Europa come contro il Malmoe) e un primo posto a punteggio pieno dopo due partite. Prossimo appuntamento per la Juventus a San Pietroburgo in Russia il 20 ottobre, dove lo Zenit ha travolto gli svedesi. Allegri aveva promesso sorprese alla vigilia ed è stato di parola. Sceglie un 4-3-3 con Bernardeschi falso nove nel ruolo di centravanti, con Cuadrado e Chiesa ai lati. A centrocampo il trio Bentancur-Locatelli-Rabiot con Bonucci e De Ligt (preferito a Chiellini) centrali. Danilo va a destra e Alex Sandro a sinistra. Un assetto comunque variabile, per trovare le misure del Chelsea e, al tempo stesso, non dargli punti di riferimento. Così Bernardeschi arretra per dare spazio a Chiesa davanti e, intorno alla mezz'ora, la Juventus passa alla difesa a tre (Danilo all'altezza di Bonucci e De Ligt), con Cuadrado e Alex Sandro sulle fasce. Bianconeri bravi a non dare respiro a Lukaku in area, poco servito e, comunque, tenuto a bada dalla controparte, con l'obiettivo di mettere in difficoltà l'avversario andando ad aggredirlo sulle linee di passaggio. Ci prova Rabiot intercettando un pallone, ma sbagliando l'assist per Bernardeschi, mentre subito dopo la galoppata di Chiesa si chiude con un diagonale che finisce poco fuori sul secondo palo. Le occasioni juventine si chiudono alla mezzora con una conclusione di Rabiot poco alta. Al Chelsea resta un possesso palla, con opportunità però a livello zero: sempre respinto quando cerca l'appoggio, con palla alta o rasoterra che sia. La bravura della Juventus è quella di colpire immediatamente dopo l'intervallo. Bastano pochi secondi secondi a Chiesa che, dopo un lancio di Bonucci e un colpo di testa di Rabiot, entra in area sul delizioso tocco esterno di Bernardeschi: il sinistro di Federico va a concludere la corsa sotto l'incrocio. La rete non risveglia il Chelsea da un gioco senza sbocchi e senza ritmo. Ma è la Juventus ad avere un'altra ghiotta occasione con Bernardeschi che non trova il tempo in area sull'invito di Cuadrado. A questo punto la Juventus si abbassa, forse un pò troppo ma con una linea difensiva feroce e pronta all'anticipo, mentre il resto della squadra è pronto al rientro e ai raddoppi. Allegri lancia nuove forze in campo: prima Kulusevski per Bernardeschi, quindi McKennie per Rabiot e Kean per Chiesa. Entra anche Chiellini (fuori uno stanchissimo Bentancur). Ultimo brivido all’ultimo minuto di recupero quando si lascia saltare in area un inglese e per fortuna la palla termina alta sopra la traversa. Troppo poco per impensierire una Juventus senza sbavature che dimostra di esserci, dimostra di aver voglia di lottare, dimostra di avere un gruppo che può fare molto bene. Anche la trasferta dei nostri 52 soci saliti su a Torino è stata a dir poco fantastica, tra chi ha raggiunto Torino in pullman partendo come sempre alla sera precedente e chi più comodamente in aereo, quasi tutti con scalo su Milano Malpensa. Quelli del bus, quasi tutti ragazzi e giovani leve hanno raggiunto lo Stadium in un clima di autentica goliardia e tra un brindisi ed un altro nell’apericena offerto a bordo bus dal solito Sabino Chieppa. Giunti a Torino i nostri hanno trascorso chi la mattinata in centro, chi in visita al Museum per poi ritrovarsi tutti assieme a pranzo alla solita trattoria. Quelli del volo aereo hanno invece pranzato sempre tutti assieme in un altro ristorante. Insomma due gran belle tavolate. Alle 18,30 erano tutti radunati al Bus per prendere o lasciare gli effetti personali necessari per la partita, poi condotti da Andrea Leonetti e Giorgio Nicolamarino hanno raggiunto gli ingressi della Sud, dove si sono incontrati con chi arrivato in aereo aveva posto in Curva. Appena dentro si sono tutti ricompattati nella zona a destra della porta lasciandosi ritrarre in gruppo. I restanti soci hanno invece raggiunto in autonomia gli altri settori dello     Stadium a loro destinati. Bella l’atmosfera che si respirava allo Stadium, finalmente con un tifo sempre spontaneo ma molto più organizzato rispetto al recente passato. Si va sempre più migliorando. In alcuni momenti della partita la Curva (come il resto dello Stadium) è stata davvero il dodicesimo uomo in campo. I nostri soci sono usciti quasi tutti senza voce e felicissimi per questa importante vittoria ottenuta. Prima di ripartire sono andati tutti assieme a mangiare una pizza e bere birra per festeggiare l’impresa ottenuta dalla Juventus. Solo a mezzanotte e mezza lasciano Torino per fare rientro ad Andria verso mezzogiorno di giovedì. Tutti i soci arrivati in aereo hanno lasciato Torino chi in mattinata, chi nel pomeriggio del giorno dopo. Ancora una volta la nostra è stata una presenza importante.  Al Club grande affluenza, sempre nei limiti dell’attuale capienza e soprattutto una grande passione, sfociata nei cori finali per salutare una vittoria preziosissima. p.s. nella foto gallery troverete come di consueto alcuni degli scatti più belli della trasferta dei nostri a Torino.


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI. NON PERDERE TEMPO, CORRI AD ISCRIVERTI ANCHE TU PER VIVERE LE EMOZIONI DELLE TRASFERTE!

 

 
 
LA JUVE BATTE LA SAMP E RISALE IN CLASSIFICA
 

Altri tre punti, altri tre passi avanti, altri errori ripetuti, ma la Juventus cresce e risale al nono posto della classifica, continuando la scalata per uscire dalla crisi. Allegri sarà, giustamente, furibondo per il gol del 3-2 incassato a 10 minuti dalla fine, quando sembrava in completo controllo della partita. E si interrogherà su quale meccanismo psicologico si spegne quando la squadra è in vantaggio, come è accaduto sul 2-0 alla fine del primo tempo. Però Allegri trova anche una vittoria importante e forse le prime sicurezze tattiche: Locatelli in mezzo e Cuardado basso rendono facile lo sviluppo dell'azione e Dybala può brillare. Già Dybala: la sua uscita dal campo al minuto 20 è uno spartiacque della partita. L'infortunio muscolare (per fortuna meno grave del previsto) e le lacrime del capitano hanno tolto qualcosa a una squadra che già si regge su equilibri psicologici precari. La Juventus sta costruendosi il suo carattere, lo fa soffrendo, tanto e a volte inutilmente, ma questo potrebbe anche far parte del processo di crescita, se la squadra riuscisse a imparare dai suoi errori. Riprendere a vincere con continuità è un primo importante passaggio, ma occhio che con Chelsea e Torino sarà sicuramente più dura. Locatelli non è un regista, per lo meno non è un regista classico, ma con lui in mezzo al campo e come detto con Cuadrado basso, la costruzione della Juventus è logica, fluida e ficcante. Anche perché Dybala può ricevere sulla trequarti da dove può provocare i danni più gravi alle difese avversarie. Nei primi 20 minuti, la Juventus è bella, frizzante, non rischia e per quanto continuino a esserci errori tecnici nei passaggi della fase di impostazione (se ne contano tanti nella parte iniziale) e almeno un paio di scelte sbagliate in rifinitura (grave quello di Bentancur) il dominio della squadra di Allegri è totale. Il problema vero è il non concretizzare abbastanza questa prevalenza, sciupando con Chiesa e almeno un paio di volte con Morata occasioni facili. Al decimo c'è il meraviglioso gol di Dybala (Locatelli dopo essersi visto respingere il tiro appoggia un bel pallone a Paulo che di controbalzo spedisce il pallone all'angolo a sinistra), ma fino al fatidico ventesimo quando lo stesso Dybala deve lasciare, in lacrime, il campo per un infortunio muscolare, il risultato potrebbe essere tranquillamente 3-0 e non solo 1-0. La Juventus senza Dybala e con Kulusevski entrato al suo posto, perde scorrevolezza nello sviluppo dell'azione e, forse, subisce anche il contraccolpo psicologico di vedere il suo giocatore migliore uscire in quel modo. Ma resta solida, non rischia e, con qualche forzatura in più riesce a stare in attacco. Una sola occasione con Kulusevski e poi il rigore del 2-0: nato da una bella azione che libera Chiesa sulla destra, il cui tiro forte e diretto in porta, viene respinto dal braccio di un difensore avversario. Il rigore lo batte Bonucci. L'esecuzione è perfetta, spiazzando il portiere e infilando la palla rasoterra e a fil di palo. Sul 2-0, al 43' del primo tempo, dopo metà partita dominata, la Juventus sembra al sicuro. E proprio in quel momento si spegne, come è accaduto più volte. Come se la chiusura virtuale della partita venga scambiata dai giocatori per il triplice fischio, cala improvvisamente l'attenzione: è roba davvero da psicanalisi. Sugli sviluppi di un corner arriva il 2-1. Ed è un altro inquietante replay di errori visti troppe volte negli ultimi tempi: in questa occasione è Alex Sandro che si perde completamente l’avversario che stacca indisturbato di testa e insacca. L'incapacità di metterci una pezza da parte degli altri rende troppo vulnerabile sulle palle inattive (quarto gol incassato nelle prime sei giornate). Non si tratta di errore tecnico, ma di concentrazione. E non l'ha commesso un "giovane" o un "inesperto", ma il terzino sinistro della nazionale brasiliana. La Juventus inizia la ripresa contratta dalla tensione innescata dai fantasmi di questo inizio stagione assurdo. Ma dimostra la stessa tigna agonistica che l'aveva salvata a Spezia. Non manovra disinvolta come nel primo tempo, ma non sbraca. Ci prova: sfruttando ancora Cuadrado, regista defilato, e agganciandosi a Chiesa, sempre lui, a trascinare l'attacco, dove un Morata moscio non incide. Così arriva il gol del 3-1: prima un'azione personale di Chiesa in area, che non riesce a calciare dopo due finte, poi sul tentativo di uscita della Samp, arriva l'intercetto magistrale di Kulusevski che offre un pallone perfetto per l'accorrente Locatelli che tocca in rete con facilità. L'inserimento dell'azzurro fa esultare Allegri: è esattamente quello che dovrebbe succedere più spesso. La Samp sembra accusare il colpo e le urla di Allegri tengono in partita la Juventus che non spegne, anche se un po' di fatica inizia a rallentare il pensiero, ad abbassare la squadra e alimentare qualche disattenzione difensiva. Così Allegri cambia un po' e la Juventus riprende vita sfiorando ancora la marcatura con un tiro dal limite dell'area. E la squadra si alza soffrendo un po' meno con qui tre là dietro. All'80' altra occasione, che viene malamente sprecata da uno spento Morata che spara fuori un diagonale che doveva arrivare almeno nello specchio. Al 83' arriva la punizione per i tanti gol sbagliati: Cuadrado perde un pallone da non perdere all'altezza della trequarti, si innesca un contropiede Samp che viene concluso in rete. Un gol che sporca una prestazione buona della squadra, che riapre dubbi sulla consistenza caratteriale della Juventus. Locatelli gioca la sua migliore partita da quando è alla Juventus: matura in ogni zona del campo e impreziosita dal gol. Chiesa resta il trascinatore: vederlo dannarsi davanti con quella foga agonistica aiuta anche psicologicamente. Dybala, finché è stato in campo, ha fatto la differenza. Kulusevski, che a tratti sembra spaesato come nelle sue prestazioni peggiori, riesce però a non isolarsi, combatte e più di una volta è dentro alle azioni pericolose. Cuadrado è e resta indispensabile. Da segnalare un impeccabile De Ligt, che tutti notano quando sbava, e qualcuno si dimentica di elogiare quando è perfetto. Altri tre punti in saccoccia prima di tuffarsi nella Champions mercoledì sera che ci vedrà opposti al Chelsea Campione d’Europa in carica. Partitone dove servirà una Juve praticamente perfetta, soprattutto considerando che ci mancheranno Dybala e Morata. Tantissimi i soci pronti a partire per Torino, ben 50 tondi tondi. Un altro grande numero di persone in viaggio, tra chi nel bus organizzato, chi in auto chi in aereo. Complimenti a Noi per la passione che ci mettiamo nel seguire la JUVE. Al Club contro la Samp. un mezzogiorno del tutto tranquillo, affluenza sotto la media, stante l’orario scomodo. Ancora una volta siamo stati presenti su a Torino, seppur in numero davvero esiguo, ma di questi tempi già tanto riuscirci ad essere. Solita foto, solito modo di distinguere la nostra presenza con il motto “ESSERE NON APPARIRE” e a “MODO NOSTRO, SEMPRE”. Un grazie a Giorgio per la sua presenza, la sua prima stagionale, la sua prima dopo il Covid.


JC ANDRIA, TANTI FATTI SEMPRE MENO PAROLE! ISCRIVITI ANCHE TU!     

 

 

 
 
VITTORIA FONDAMENTALE A LA SPEZIA
 

Sofferta ai limiti del surreale, perché era pur sempre Spezia-Juventus, ma comunque vinta. E non è poco, considerata la condizione in cui si trova la Juventus oggi. Poi di fronte a vittorie del genere si può immaginare un effetto positivo nel gruppo, stante la rimonta ottenuta di forza e con il carattere seppur in sofferenza. Vanno però esaminati tutti i difetti (altri due gol incassati, alcuni singoli pessimi, un certo scollegamento fra i reparti, poca incisività offensiva) e mantenere tutte le perplessità accumulate finora. Fra i due estremi, le analisi possono anche trovare spazio in mezzo, senza alimentare troppe speranze, ma cogliendo gli aspetti positivi, per esempio: se la Juventus avesse avuto la tigna dell'ultima mezzora, probabilmente contro il Milan non avrebbe pareggiato. Bisognerà ovviamente testare il tutto nelle prossime giornate dove servirà assolutamente vincere. A La Spezia la Juventus ha giocavo la prima di tre partite da vincere ad ogni costo prima della pausa del campionato. Non bisogna guardare la classifica per quella ci sarà tempo. La guarigione della Juventus passa attraverso molti altri successi, sofferti o no, puliti o sporchi, l’importante sarà vincere. E' una Juventus ancora malata: incerta, pallida e confusa, completamente diversa da quella del primo tempo contro il Milan. Non ci sono agonismo e intensità, c'è una manovra faticosa che in tutto il primo tempo produce il gol di Kean e due occasioni una con De Ligt, sugli sviluppi di un corner, tiro violento da tre metri, alto di poco sulla traversa e un tiro di Dybala sinistro da fuori alzato in corner dal portiere spezzino. Per contro subisce poco e l'unico vero tiro è quello del gol del pareggio, frutto di un'azione difensiva molle della Juventus, con un corner corto sul quale Dybala conquista il pallone per poi perderlo, la palla finisce dall'altra parte ad un calciatore dello Spezia, che si libera al tiro evitando un Danilo poco reattivo e un Bentancur come sempre moscio, che devia anche il tiro facendolo impennare e rendendo impossibile la parata di Szczesny. Il gol del pareggio non scuote la Juventus, la cui reazione è al minimo sindacale. Manca un punto di riferimento in avanti, con Dybala, Chiesa e Kean che partono sempre molto lontani dall'area avversaria. Si sente la mancanza di Morata a dare profondità. E Dybala si deve abbassare fino a 15 metri sotto la linea del centrocampo per lo svolgimento di compiti di regia che nessuno nel centrocampo sembra in grado di coprire. Bentancur, sembra un fantasma di imprecisione e McKennie che riesce a essere alquanto irritante. In questo scenario un po' desolante, arriva anche il gol del 2-1 dello Spezia: un contropiede assurdo che infilza tutta la Juventus, con l’ultimo disperato tentativo di Bonucci Szczesny non colpevole, ma neanche impeccabile sul diagonale non impossibile. Da quel momento in poi la Juventus attacca e lo Spezia giustamente si difende.  Dybala è il più pericoloso, con Morata molto determinato (entrato al posto di un Kean positivo nel primo tempo, più spento nella ripresa). Ma quello che ci crede di più è sempre lui: Federico Chiesa, che letteralmente si inventa il gol del 2-2 a metà secondo tempo. Conquista un pallone sulla bandierina del corner ed alimenta l'azione che lui stesso va a chiudere con un tiro in scivolata dal centro dell'area. Il gol dà coraggio, non ordine, ma l'ingresso di Locatelli aggiunge qualcosa alla precisione della manovra offensiva. E così sugli sviluppi di un corner, De Ligt azzecca la zampata del 3-2 che si infila all'angolino a venti minuti dal termine. Ribaltone incredibile dalle forti emozioni soprattutto per i nostri che erano li sugli spalti. A poco dalla fine però Szczesny compie un vero miracolo salvando la vittoria con lo Spezia che chiude schiacciando la Juventus. Questo non va bene ma contava solo portare a casa la vittoria. Potevamo mancare a La Spezia in una trasferta del tutto nuova per noi? Certo che no, nonostante si giocasse di mercoledì e nonostante non fosse proprio dietro l’angolo di casa. Noi siamo tifosi fuori dal comune, siamo un grande gruppo come pochi ne esistono in giro per l’Italia al seguito della Juve. Non importa per cosa si lotti, non importa la posizione di classifica, quel che conta è esserci  sempre al fianco della Vecchia Signora. Senza presunzione ma siamo un qualcosa di incredibile e soprattutto inimitabile. Partiti in 4 in aereo per Bologna grazie ad una tariffa del tutto conveniente (soli 10 euro andata e ritorno), hanno poi raggiunto La Spezia in auto via Parma, giungendo nella bella località ligure verso le ore 17,00. Fabio Attimonelli, Andrea Nicolamarino, Alessandro D’Ercole e Massimo Matera i nostri quattro folli al seguito. All’arrivo nel parcheggio ospiti proprio sotto al settore trovano alcuni amici di altre zone con cui non ci si incontrava da prima del Covid, come i ragazzi di Massa e del Nord Est Bianconero. Con i ragazzi di Roma e Aosta invece ci si era già beccati in casa contro il Milan. Appena dentro al settore si posizionano proprio in basso alla destra, praticamente in campo. Un bell’impianto piccolo che dava l’impressione di uno stadio all’inglese. Faceva un gran caldo ed ogni urlo arrivava ben chiaro ai calciatori in campo. Nel pre-partita i nostri hanno richiamato come sempre l’attenzione di Claudio Filippi preparatore dei portieri della Juve in un rito che finalmente è ripreso con tanto di caloroso saluto da parte del Mister. Poi la partita con un bel tifo da parte spezzino è molto blando, quasi inesistente da parte nostro come oramai da consuetudine vista l’assenza forzata del tifo organizzato. Ma sul 2-1 per loro è bastato uno sguardo tra i tifosi più accesi, quelli di sempre, per capire che era arrivato il momento di aiutare la squadra in campo. Ed ecco venti minuti di grande tifo con il settore che spinge ragazzi, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Sarà stato solo un caso? Crediamo proprio di no, la Juve ha bisogno del suo tifo. Lo vediamo in tutte le altre realtà come i tifosi siano spesso determinanti. Complimenti ai nostri ragazzi che ci hanno messo anima e cuore uscendo dallo stadio letteralmente senza più voce. A fine gara la squadra lancia le maglie e pantaloncini con uno che finisce proprio ai nostri, quello di Daniele Rugani che non era sceso in campo. Al termine della partita si attende tanto e troppo tempo prima di ripartire, poi finalmente si riesce a lasciare La Spezia, davvero una gran bella trasferta per i nostri, un'altra grande presenza del nostro Club. Tappa a Parma dove trascorrono la serata, con una gran bella cena in un locale molto carino e la nottata. Al mattino raggiungono nuovamente Bologna da dove si imbarcano sul volo per Bari. Grandi ragazzi, questa vittoria è stata anche e soprattutto vostra. Al Club tutto bene, affluenza normale stante l’orario, con le nuovissime t-shirt griffate JC ANDRIA, finalmente arrivate, sia nella versione bianca che nella versione nera, al costo di 12 euro e disponibili in tutte le taglie.


p.s. nella foto gallery alcuni degli scatti più belli della trasferta dei nostri a La  Spezia.


JC ANDRIA, LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI

 

 

 
 
LA JUVE NON RIESCE PIU’ A VINCERE. IL CLUB GIA’ A 400 ISCRITTI
 

Frena di nuovo la Juventus, che non riesce a dare continuità alla vittoria di Malmoe e con il Milan si fa rimontare per la terza volta in quattro giornate di campionato (pareggio di Udine e sconfitta di Napoli i precedenti). La Juve come detto frena ancora mentre il nostro Club, nonostante il pessimo avvio di stagione,  continua la sua crescita nel numero di soci arrivando già a 400 iscritti. Un risultato inatteso a settembre che deve tra l’altro ancora terminare. Ma torniamo alla Juve, visto che nel bicchiere bianconero, però, c’è qualcosa di più del punto: un gran primo tempo che la squadra di Allegri avrebbe potuto, e dovuto, chiudere con più di una rete di vantaggio, e una solidità difensiva che ha vacillato solo nella seconda metà della ripresa. Ecco, i cali del secondo tempo, per quanto si sia a settembre, devono essere uno spunto di riflessione, come certe disattenzioni (la marcatura persa sul gol del Milan). Riflessioni da tramutare in fretta in fatti, perché è innegabile che la Juventus stia crescendo, ma così rischia di crescere anche il distacco dalla vetta: il Napoli si trova già a più 10 e l’Inter momentaneamente a + 11. Il Milan ha saputo risalire dopo un brutto primo tempo sfiorando addirittura anche la vittoria nel finale. Allegri inserisce Chiellini per De Ligt al centro della difesa e conferma per il resto la formazione vittoriosa a Malmoe: 4-4-2 in fase difensiva con Rabiot esterno sinistro di centrocampo, 3-5-2 in fase di possesso con il francese che si accentra per far posto ad Alex Sandro. Il Milan inizia aggressivo. Ma la Juve ne approfitta con un contropiede micidiale: dopo una prima respinta della difesa, Alex Sandro anticipa un avversario e serve in verticale Dybala, che di prima innesca lo scatto di Morata in una metà campo rossonera colpevolmente sguarnita. Lo spagnolo fa 40 metri palla al piede resistendo ad un difensore e batte con un tocco sotto il portiere rossonero. Conquistato il vantaggio, la Juve non si limita ad amministrarlo compattandosi nella propria metà campo quando il Milan ha la palla, ma mette in difficoltà i rossoneri ogni volta che la riconquista: ora cercando immediatamente la profondità, ora attraverso un fraseggio che il Milan non riesce a intercettare grazie agli scambi di posizione tra Cuadrado e Dybala e alle avanzate di Alex Sandro. Il risultato sono due grandi parate di Maignan su Morata (deviazione di destro su cross basso di Alex Sandro) e Dybala (destro da fuori), prima che scocchi il 20'. Ancor più provvidenziale è il recupero al 31' di un difensore rossonero su Rabiot, scattato in verticale a chiudere una splendida azione di prima avviata da un tacco di Dybala e rifinita da un filtrante di Bentancur. Il Milan si fa vedere per la prima volta, dopo lo svantaggio, solo nel finale di tempo. Nell’intervallo Allegri non ricorre ai cambi e non cambia neppure il copione della partita: Alex Sandro al 1' fugge a sinistra e va al cross su cui Morata tenta la deviazione di tacco (fuori); al 2' serve un gran recupero per fermare lo spagnolo in contropiede e al 5' Rabiot in spaccata mette fuori su lancio di Bonucci. Il Milan però dopo i primi minuti inizia a intensificare il pressing alto, per quanto senza mai creare pericoli. Poi il Milan sale di tono iniziando a diventare sempre più pericoloso. La Juventus rispetto al primo tempo fatica a ripartire. Morata si ferma per un problema muscolare e Allegri lo sostituisce con Kean. Allegri decide al 25' di giocare la carta Chiesa, inserendolo per Cuadrado. E proprio il nuovo entrato attaccando la profondità libera subito spazio per un inserimento al tiro di Danilo, servito da Dybala: respinge il portiere. Il Milan su corner segna la rete del pareggio, con Locatelli che si perde la marcatura. Allegri inserisce Kulusevski per Dybala, che aveva iniziato a dare qualche segno di stanchezza, ma è ancora il Milan ad andare al tiro. Il tecnico bianconero chiede il 4-3-3 ai suoi, con lo svedese e Chiesa ai lati di Kean, ma fatica per qualche minuto a farsi capire: nel frattempo Kean mette fuori su azione d’angolo e Szczesny subito dopo con una gran parata nega il sorpasso ai rossoneri. La Juve si sbilancia e al 47' è Locatelli a dover chiudere in scivolata un clamoroso contropiede. E’ l’ultimo sussulto della partita. Finisce 1-1 pareggio alla fine giusto anche se ai punti forse l’avremmo vinta noi. Continuiamo a non vincere, continuiamo a restare nei bassi fondi della classifica. Nonostante tutto noi tifosi continuiamo ad essere fiduciosi che presto ne usciremo da questa situazione iniziale abbastanza complessa. Nel frattempo continuiamo a fare quello che ci riesce meglio, ovvero seguire e sostenere la squadra come fatto domenica quando ben 44 i soci arrivati su a Torino. Finalmente siamo tornati a viaggiare in bus ed è stata una emozione unica sin dal ritrovo in stazione. Riassaporare vecchie abitudini. Un viaggio filato via tra tanta goliardia e soprattutto con l’ottimo apericena come sempre organizzato da Sabino Chieppa un maestro nel tenere unito il gruppo. Vinello iniziale con gambrinus a conclusione prima di addormentarci. Al risveglio ci si ritrova già al Nord con una differente temperatura rispetto a quella lasciata giù. Il Club offre un “Pastrotto” a tutti i partecipanti per poi dopo aver fatto colazione, tirare dritto a Torino, dove si arriva verso le 10,30. Foto di gruppo sotto lo Stadium per poi recarci chi asl Museum in visita, chi in centro città per un giro nella ritrovata Torino. Alle 14,00 ci si ritrova tutti al ristorante solito divenuto oramai covo dei tifosi andriesi nel pre partita. Al pranzo partecipano con noi gli amici del Gruppo Bassa Valle (Federico e Simone), Guido Vaciago, capo redattore di TuttoSport (oramai uno di noi dopo la sua venuta ad Andria) e Attilio uno dei responsabili della biglietteria dello JMuseum. Insomma come sempre non mancano gli amici, con le maglie regalateci dai ragazzi di BASSA VALLE che hanno portato anche due torte per celebrare il ritrovo. Poi arriva finalmente il momento di tornare dentro la Sud, dopo la prima presenza contro l’Empoli. Questa volta ne siamo di più, in 25 nella curva con gli altri soci presenti distribuiti nei vari settori. Tutti assieme prendiamo posto nella parte bassa della Sud sulla sinistra della porta. Iniziamo a sostenere a gran voce la squadra che entra per il riscaldamento, con Claudio Filippi che ci saluta subitissimo andando a cercare con lo sguardo la pezza per ALBERTO. Un tifo artigianale, un tifo improvvisato ma meglio, tanto meglio rispetto al mortorio contro l’Empoli. Nonostante tutto non permettiamo ai rossoneri di fare i padroni a casa nostra. La partita vola via con il tifo che crolla dopo la rete del pari rossonero quando sentiamo più forti i cori dei tifosi milanisti. Resta fuori discussione che alla Curva ci vuole nuovamente il tifo organizzato, senza non si può davvero più stare. Foto di gruppo prima di lasciare lo stadio per poi recarci al bus che però troviamo in avaria. In pratica non riusciva a mettersi in moto per un problema al motorino d’avviamento. Arriva l’assistenza meccanica mentre noi attendiamo tra una birra ed una disamina sulla partita. La delusione mista alla stanchezza c’era ma tutti contenti di esserci stati è di aver risposto presenti come nostra consuetudine.  Finalmente intorno alla mezzanotte il bus si rimette in moto è finalmente riusciamo a partire. Sosta immediata in autogrill per poi tirare il più possibile per recuperare il ritardo. Arriviamo ad Andria poco dopo le 11,30, esausti per il lungo viaggio ma con l’orgoglio di aver sostenuto la squadra. Noi certamente non molliamo e non molleremo mai. Anzi a dimostrazione di questo nostro amore incondizionato saremo presenti anche in quel di La Spezia nel turno infrasettimanale di mercoledì sera. Da applausi! Al Club grande affluenza ma sempre nei limiti dell’attuale capienza massima con solito controllo del Green Pass ed in totale sicurezza. Grande l’entusiasmo alla rete del vantaggio poi grande delusione per l’ennesima mancata vittoria che sembrava cosa fatta. A breve saranno pronte le nuovissime t-shirt griffate JC ANDRIA nella versione bianca e nella versione nera al costo di 12 euro, disponibili in tutte le taglie. Insomma non stiamo fermi mai, sempre operativi, sempre pronti ad inculcare la passione per la JUVE in tutti coloro che ci seguono. Tanti i complimenti ricevuti per la perfetta organizzazione della trasferta. Continuano le prenotazioni per le prossime trasferte, a breve apriremo quella del DERBY DELLA MOLE in casa del Toro e quelle per la gara J-ROMA allo Stadium. Ricordatevelo tutti che per esserci è necessario essere iscritti al Club ed in possesso del Green Pass. Mi raccomando sottoscrivete la tessera con noi, non ve ne pentirete, non ci lascerete più. Provare per credere!


Noi siamo Noi! JC ANDRIA quelli che non ti abbandonano mai! Quelli che non appaiono sui social, quelli delle poche parole ma dei tanti fatti. Da 18 anni….


p.s. nella foto gallery alcuni degli scatti della trasferta allo Stadium contro il Milan.


LA JUVE NON SI DISCUTE….LA SI AMA, SEMPRE!


JC ANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI

 

 
 
LA JUVE SI RITROVA IN CHAMPIONS!
 

Il Malmoe non è certamente più debole di Empoli e Udinese, così come la Juventus di Champions è certamente più forte di quella di Napoli, rinforzata da cinque fondamentali sudamericani assenti al San Paolo. Ragionamenti basilari per mettere a fuoco il frizzante ed entusiasmante 3-0 al Malmoe nell'avvio di stagione bianconero. In uno stadio non pieno, con i tifosi locali che si facevano sentire, senza i sostenitori bianconeri (eravamo già stati li nel novembre del 2014) per decisione delle due società stante la pochezza di biglietti che sarebbe stata messa a disposizione, la Juve ha conquistato i suoi primi tre punti stagionali nell’ennesima rincorsa alla competizione da noi definita oramai come “maledetta”. I punti persi in campionato certamente non vengono restituiti, ma la serenità sì e probabilmente anche qualche certezza smarrita nel «disastroso» inizio della Juventus. Anche perché bucare la prima di Champions League contro la più debole del girone non è impossibile (vedasi il Manchester di CR7 o il Psg……) e i tre punti svedesi sono molto importanti per il girone. L'equilibrio che imponeva di frenare un po' nella compilazione di gravissime diagnosi sui malanni juventini, oggi suggerisce di attendere un paio di partite (Milan e Spezia vanno benissimo) per ricalibrare le misurazioni sulla sesta Juventus di Allegri. È una Juventus che vince bene, pulita, concentrata e, a tratti, perfino bella: vedi azione del primo gol, segnato da Alex Sandro con un colpo di testa in tuffo, al termine di una trama veloce e ficcante, partita da un bell'inserimento di Rabiot. Una ventina di secondi di tecnica e rapidità di ragionamento. Poi, per quanto non è esattamente un assedio, la Juventus cerca il secondo gol con assiduità: niente di spettacolare, ma segnale importante. Anche perché lo trova: con un rigore, fischiato per una trattenuta su Morata. Il gesto non è violentissimo, ma reiterato al punto che diventa inevitabile per lo spagnolo cadere e per l'arbitro fischiare il penalty. Lo trasforma il capitano Dybala con una mezza scivolata che fa tremare i tifosi. Non passa neppure un minuto e arriva il 3-0 firmato da Morata: Rabiot, ancora lui, innesta Dybala, velo dell'argentino, Morata finisce davanti al portiere e bacia un pallonetto delizioso. Nella ripresa, la Juventus si siede, cerca con meno condizione il gol, ma non subisce mai il Malmoe (che pure disputa una partita orgogliosa). Morata sbaglia un paio di palloni facili, Allegri si innervosisce e lo sostituisce con Kean, che un gol lo fa, ma partendo in fuorigioco (poca roba, ma comunque visibile senza Var). L'azzurro è vivace, si muove bene, anima la Juventus nel finale di gara. Ma alla fine, se qualcosa va salvato della ripresa è la porta inviolata (un paio di interventi di Szczesny, non difficili): per Allegri è il segnale più confortante. Resta impressa la prestazione di Cuadrado, forse il più indispensabile dei giocatori bianconeri da qualche tempo: da lui nascono i pericoli per gli avversari. Ma questa sera sono stati molto bravi anche Locatelli e RabiotDybala non ha stupito, ma c'era quando doveva esserci; Danilo rimane una certezza. La Juventus è tornata in carreggiata, ora deve accelerare in campionato ad iniziare dalla difficile partita contro il Milan tra le formazioni più in forma del momento. Al Club atmosfera del tutto tranquilla, stante anche la concomitante diretta in chiaro. Una buona affluenza che ha permesso ai presenti finalmente di festeggiare una vittoriaed uscire dalla sede con il sorriso stampato sul volto. Noi siamo gente che vive male una sconfitta ma quando si vince diventiamo come dei bambini portati al luna park. Continua a ritmo sostenuto il tesseramento al Club, a giorni raggiungeremo e supereremo quota 400 iscrizioni. Siamo una squadra fortissima…..Peccato non aver potuto fare la trasferta a Malmo in Svezia, ma con le attuali problematiche connesse al Covid e le restrizioni in piedi e differenti tra di loro delle varie nazioni, non aiuta certamente noi tifosi. Forse meglio chi lo sa onde evitare problemi, vedremo se per Londra ci sarà consentito esserci. Intanto siamo prontissimi a salutare il primo bus della stagione che riparte per Torino, una emozione che oramai non si viveva più da quasi 19 mesi. Già la preparazione con l’invio dei messaggi ai partecipanti, la compilazione della lista bus ed altri dettagli che oramai erano stati dimenticati a causa del covid ci ha messo addosso una certa emozione ed attesa come se fosse la prima volta…..ed invece a giorni celebreremo i nostri primi 18 anni di vita, la maggiore età del nostro grandioso Club che continua a crescere di anno in anno, che continua a erogare servizi e passione con una precisione da brividi! Ricordatelo tutti, per seguire la JUVENTUS in ogni dove non dovrete che affidarvi a NOI, vi porteremo in maniera del tutto organizzata ovunque. ISCRIVETEVI TUTTI, NON ABBIATE REMORE, NOI SIAMO LO JUVENTUS CLUB ANDRIA, UNO DEI CLUB PIU’ CONOSCIUTI E STIMATI DELL’INTERO STIVALE, con servizio biglietteria sempre attivo ed operativo!


Ricordatevi tutti che per assistere alle partite presso la sede del Club è sempre necessario ed obbligatorio essere soci iscritti, prenotare il proprio posto (sino ad esaurimento di quelli disponibili) ed avere il GREEN PASS in corso di validità da portare con se.


Forza ragazzi, forza JUVE, battiamo il DIAVOLO e RICACCIAMOLI ancora una volta all’INFERNO! LA JUVE NON SI DISCUTE….LA SI AMA, SEMPRE!


JC ANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI

 

 
 
DUE ERRORI CONDANNANO LA JUVE A NAPOLI!
 

Due errori mostruosi, due autentici regali al Napoli (che non avrebbe meritato la vittoria) e la Juventus non riesce ad uscire dal tunnel di una crisi d'identità più che di risultati. Sconfitta per 2-1 al San Paolo (per noi sarà sempre il San Paolo). Restiamo convinti che trattasi di un problema più di testa che di altro. Perché più dell'unico punto sin qui maturato in classifica, stupisce molto di più l'assenza di carattere e capacità di reagire della squadra oltre ad errori come detto al limite dell’incredibile che ne stanno condizionando e condannando la Juve a risultati negativi. Ci siamo presentati a Napoli con ben otto giocatori non convocati, di cui ben cinque titolari chiave come CuadradoChiesaDybalaAlex Sandro e Danilo. Ma questa può essere una giustificazione ma non deve passare per un alibi, perché noi non siamo come i napoletani che al contrario avrebbero smosso mari e monti pur di non giocarla. Un punto in tre partite, cinque gol incassati (quattro dei quali assimilabili ad autogol) e soli tre fatti. Ma nascondersi dietro una formazione da inventare e circostanze complicate sarebbe un errore da parte di Massimiliano Allegri e la dirigenza della Juventus, chiamati a intervenire di fronte a una situazione diventata subito difficile. Certo, la Juventus è già passata di lì e se l'è cavata, proprio con Max in panchina, ma attenzione a appoggiare troppe speranze sulla rievocazione della stagione  2015-16, perché diversa era la composizione della rosa, sotto il profilo tecnico e sotto quello caratteriale. La Juventus di Napoli aveva un piano gara chiaro e, tutto sommato, logico: nelle condizioni critiche, l'unica speranza era difendersi e ripartire in contropiede. Il piano ha funzionato nel primo tempo, crollando poi nel secondo, quando ancora una volta decide Szczesny, sulla cui coscienza inizia ad accumularsi un fardello importante, e il colpo di grazia lo assesta proprio Kean, l'uomo della speranza, partito in panchina e lanciato nel secondo tempo. Ancora una volta, insomma, la Juventus crolla alla prima difficoltà e, ancora una volta, quella difficoltà se la autoinfligge. Il pareggio di Udine aveva, comunque, lasciato la sensazione di una squadra solida: le sconfitte contro Empoli e Napoli lasciano dubbi angoscianti perché possono anche essere segnali di limiti caratteriali profondi. Tutto va aggiornato: martedì in Champions, contro il Malmoe in Svezia, torneranno i sudamericani e forse Chiesa, poi ci sarà il Milan in casa. Nel giro di una settimana si possono ritrovare sicurezze, punti e ottimismo, ma restano gli 8 punti buttati via. Nei primi minuti della gara è il Napoli a condurre il gioco ma senza mai impensierire la nostra difesa, poi in una delle prime sortite della Juventus, grazie ad un pasticcio della difesa napoletana, Morata in pressing ne approfitta e con un allungo riesce a trafiggere il portiere con un bel diagonale. E' il 10' del primo tempo e la Juventus gela il San Paolo, che diventa teatro di altri 35 minuti nei quali i bianconeri si difendono con ordine e ostinazione, mentre il Napoli si va a ingolfare nel mezzo, dove Locatelli fa da schermo e organizza le ripartenze bianconere. E sono quest'ultime ad animare la partita con due occasioni (Morata e Kulusevski) che la Juventus incredibilmente non concretizza, ma fa tremare il Napoli. Nella ripresa il Napoli è più cattivo agonisticamente e arriva il pareggio grazie ad una papera di Szczesny: tiro a giro da sinistra, il polacco si tuffa e intercetta il tiro, ma non riesce né a bloccarlo né ad allontanarlo, la palla rimbalza a due metri dalla porta dove è appostato un avversario che la butta ovviamente dentro. E la Juventus va in crisi: tutto l'ordine e la calma del primo tempo si incrina di fronte al ritrovato coraggio del Napoli. Esce Pellegrini, autore di una buona prova è si cambia modulo. Non cambia molto, la Juventus soffre e arriva il gol del 2-1 del Napoli, con un altro spaventoso errore difensivo. Kean, entrato al posto di Morata, incorna incomprensibilmente nella sua porta un corner azzurro, costringendo Szczesny a respingere d'istinto e favorendo il tap in sotto porta. Roba da una seduta di psico analisi. E finisce così, lasciando la Juventus ai suoi dubbi e il Napoli alla sua vittoria. Peccato perché nonostante le importanti assenza si poteva portare a casa almeno un pareggio. Adesso la situazione in classifica è diventata pesante, a -8 dalla vetta dopo appena tre giornate. Non iniziamo con il fare paragoni con altre annate. Ogni stagione ha una storia a se. Adesso bisogna soltanto iniziare a fare punti, Allegri lo sa è spetta a lui trovare una giusta quadra. Nel frattempo bisogna iniziare bene l’avventura stagionale in Champions. Guai a commettere passi falsi anche li. Al Club una affluenza normale, con molto entusiasmo iniziale, ci credevamo in un risultato positivo, poi la delusione finale che ci ha rovinato un altro weekend. Come detto a Napoli questa volta non ci siamo stati per via di un prezzo del settore ospiti ritenuto a dir poco assurdo (65 euro). Il settore è rimasto desolatamente vuoto con la presenza di qualche decina di persone. Anche il tifo bianconero della Campania ha disertato la trasferta. Così dovrebbe essere sempre quando ci si ritrova di fronte a queste cifre assurde. Dovrebbero prendere esempio tutti da Società come lo Spezia che nella gara contro la Juve ha messo il settore ospiti a soli 20 euro più prevendita. Applausi per questa società che non approfitta della gara di cartello per fare l’incasso della vita. Onore.  Per il resto, delusione a parte, continua alla grande il tesseramento al Club, con numeri che sinceramente non ci aspettavamo visto l’inizio stentato della squadra. Ma questo fermento dimostra che abbiamo negli anni costruito un gruppo, una famiglia che sa andare ben oltre il semplice risultato. Continuano anche le prenotazioni per le prossime trasferte. Con il Milan in 44 saranno i soci a lasciare Andria per raggiungere Torino, tra bus, auto e aereo. Contro il Chelsea in Champions disponibili ancora biglietti nelle tribune.


Non ci stancheremo mai di ripetervelo……ISCRIVETEVI IN MASSA, LO JUVENTUS CLUB ANDRIA VI PORTERA’ OVUNQUE!


JC ANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!




 

 
 
INCREDIBILE SCONFITTA! QUASI 350 ISCRITTI AL CLUB. CIAO CRISTIANO!
 

Dove eravamo rimasti? A prima dell’incredibile sconfitta casalinga contro l’Empoli (0-1), nei giorni in cui si è consumato l’addio a Cristiano Ronaldo, uno dei più grandi calciatori della storia della Juventus. Mai avremmo potuto immaginare che un giorno avesse potuto vestire la maglia della nostra squadra. Quel giorno è durato tre lunghissimi anni. Una emozione unica che vale sicuramente più di una vittoria sul campo. La soddisfazione di averlo avuto in squadra con noi resterà per sempre. Ma la Juve resta ed i campioni come sempre passano. Peccato per il Covid che non ci ha permesso di godere per un anno e mezzo dal vivo delle gesta del campione portoghese. Ma resterà indelebile ogni momento vissuto con lui in squadra. Grazie CRIS, grazie di tutto, grazie per aver scelto la JUVE nella tua lunghissima carriera. Da ora in poi sarai un avversario, ma siamo certi che nel tuo cuore porterai per sempre ogni attimo della tua esperienza bianconera. In bocca al lupo per il tuo ritorno al Manchester United. Nessun rimpianto, nessun dolore, come sempre si riparte più determinati di prima, si è vinto prima di Ronaldo, abbiamo vinto con lui, continueremo a farlo! Ma non poteva iniziare peggio il dopo Cristiano Ronaldo per la Juventus, incapace di segnare un gol all’Empoli sconfitta meritatamente allo Stadium dalla squadra di Andreazzoli che ha fatto davvero una prova superlativa. Appena un punto dopo due partite, per giunta contro due avversarie di valore oggettivamente inferiore, al di là di quello che si è visto in campo, a Massimiliano Allegri speriamo abbia giovato questa pausa per le nazionali per trovare un nuovo assetto e recuperare anche mentalmente i calciatori in vista della durissima trasferta di Napoli. Sosta in cui dovrà però fare a meno di gran parte della rosa, il che complica decisamente il suo compito. Ma nessun alibi. Perso Ronaldo, il tecnico bianconero contro l’Empoli rinuncia dall’inizio anche a Morata, presentando un attacco senza centravanti, con McKennie trequartista alle spalle di Chiesa e Dybala, sostenuti dagli inserimenti di Rabiot e Bentancur, mentre Danilo fa la guardia davanti alla difesa. Formata da Bonucci e De Ligt al centro, Cuadrado e Alex Sandro sulle fasce, entrambi sempre pronti ad appoggiare la manovra offensiva. Allegri in conferenza aveva chiesto una Juve arrabbiata per i due punti lasciati a Udine e i bianconeri lo accontentano con un inizio forsennato, in cui la difesa dell’Empoli è costretta agli straordinari. Chiesa avrebbe meritato la rete ma il portiere toscano gli toglie un gol praticamente fatto, dopo una strepitosa azione personale. Ma l’Empoli non sta a guardare ed inizia ad affondare pervenendo calorosamente al  vantaggio, complici errori in marcatura. Alla mezzora manca un rigore che ci poteva tranquillamente stare per fallo su Dybala. Si tratta però di un episodio: la Juve ha accusato il colpo e fatica a riordinare le idee, sfiorando anche l’autogol con un retropassaggio di testa di Chiesa che Szczesny alza in angolo, mentre l’Empoli acquisisce sempre maggiore sicurezza. Nell’intervallo Allegri corre ai ripari inserendo Morata al posto di McKennie e al 2' una sponda dello spagnolo manda al tiro Dybala. L’Empoli si difende con ordine è prova sempre a ripartire. La Juve invece continua a faticare a e così al 10' il tecnico inserisce anche Bernardeschi al posto di uno stanco Rabiot (al rientro dopo un mese di stop). Neanche questo cambio però spezza l’inerzia di una partita che l’Empoli controlla senza soffrire troppo, dando anzi la sensazione di poter far male alla Juventus. Al 21' arriva anche il momento di Locatelli, che ha il compito di alzare la qualità in mezzo al campo rilevando Bentancur, e di Kulusevski che rimpiazza Chiesa, progressivamente calato dopo un grande avvio. Proprio i nuovi entrati vanno vicini al pari al 25', ma Locatelli in spaccata mette fuori il cross basso dello svedese. Nonostante le forze fresche messe in campo da Allegri, però, l’Empoli continua a essere più brillante sul piano fisico e più ordinato tatticamente, concedendo il minimo e impegnando Bonucci e De Ligt, se non Szczesny. La clamorosa vittoria assume così contorni sempre più naturali col passare dei minuti, fino a diventare atroce realtà. Clamoroso allo Stadium! Che inizio di stagione davvero da incubo. Non vi è da stare molto sereni viste le prossime due gare che ci attendono contro Napoli e Milan. Nessun dramma comunque, siamo solo agli inizi, del resto Allegri nel tempo ci ha abituato a queste partenze al rallentatore. Speriamo trovi presto la quadra per ripartire di slancio verso le posizioni che ci competono. A noi tifosi il compito di crederci sempre e non arrendersi mai, nonostante tutto e tutti. Con il vento contrario è sempre più bello sostenere i propri colori. Finalmente si è poi concluso il calcio mercato, un mercato a dir poco strano condizionato dalla pandemia che si è abbattuta anche sul mondo del calcio. Moise Kean è tornato in maglia bianconera per sostituire Cristiano Ronaldo, un gran bel ritorno il suo, subito protagonista in Nazionale. Nel frattempo abbiamo anche conosciuto il girone della prossima Champions, siamo nel raggruppamento H in compagnia di Malmo, dello Zenit di San Pietroburgo e dei campioni d’Europa in carica del Chelsea. Due trasferte su tre le abbiamo già fatte. A Malmo siamo già stati nel novembre del 2014, mentre a Londra sponda Stamford Bridge ben due volte siamo stati li sugli spalti. Ci manca soltanto San Pietroburgo. Vedremo come si metteranno le trasferte vista la pandemia con le diverse regole nei vari Paesi. Nel frattempo la prima in Svezia è saltata visto che le due società non hanno trovato accordi sulle modalità e soprattutto stante i pochissimi biglietti che avrebbero potuto riservare a noi tifosi bianconeri. La Uefa in un primo momento le aveva vietate per poi ritornare sui suoi passi riaprendole ma con molti paletti e restrizioni ancora in via di definizione. Il problema più grosso resta quello della quarantena al rientro. Vedremo il da farsi. Sarà un girone da affrontare con la massima concentrazione per non incappare in brutte sorprese. Finalmente siamo tornati anche a parlare di trasferte, siamo tornati a vedere le nostre chat riempite di foto che ci inviavano i 14 soci saliti su a Torino per la prima casalinga contro l’Empoli. Chi in auto, chi in aereo, si sono ritrovati tutti nel piazzale antistante la Sud con Maria Scamarcio e Luigi Di Franco a far da “porta bandiere” e con diversi veterani presenti come Vincenzo Giannelli, Lorenzo Zagaria e Pino Suriano. Non potevano mancare ovviamente delle new entry. Bello tornare a sentirsi telefonicamente per vivere le emozioni di un pre partita, bello tornare a vedere le pezze seppur esposte soltanto all’esterno e prima dell’inizio della partita per le classiche foto di rito. Nonostante la sconfitta i nostri, a fine partita, non si sono persi d’animo ritrovandosi tutti seduti a tavola per una pizza e birra di gruppo al solito ritrovo della Boheme. Bello ritrovare anche i nostri amici di Bassa Valle dopo tantissimi mesi. Bello tutto, tranne il risultato e soprattutto la nostra CURVA SUD non più quella di un tempo ed irriconoscibile sotto certi punti di vista. Siamo convinti che così non si possa andare avanti, soprattutto quando nello Stadium arriveranno delle tifoserie più numerose e calorose. Anche i soci più piccoli che erano presenti per questa prima casalinga hanno detto che non ci si diverte più. Il calcio è passione popolare, il calcio vive dello spettacolo sugli spalti. Al Club nonostante questo inizio abbastanza stentato della nostra JUVE stiamo vivendo delle giornate molto intense che ci hanno visto quasi raggiungere quota 350 iscritti, nonostante il periodo di vacanze e nonostante la pausa per le nazionali. Non solo tesseramento e prenotazioni delle trasferte, ma anche serate di gruppo come da nostra tradizione. Ben tre gli appuntamenti che si sono susseguiti tra birre, carne e pizza, l'ultimo martedì sera il più numeroso con una trentina di soci presenti. Gran bella soddisfazione e soprattutto un'altra dimostrazione di come questo Club sia davvero grande in tutti i sensi. Se si pensa che in soli 40 giorni abbiamo già messo assieme tutta questa gente è davvero tanta roba. L'obiettivo adesso è quello di raggiungere quota 400 il prima possibile per poi cercare di crescere sempre più come fatto nelle ultime stagioni. Nella gallery troverete le foto della trasferta J-EMPOLI. Nel frattempo è ripreso il gioco della JOFC LEAGUE, il simpaticissimo gioco dei pronostici a cui si può partecipare gratuitamente grazie all’iscrizione al Club. Bisogna sempre indovinare chi segnerà almeno un goal, chi metterà a segno la prima marcatura di ogni partita, chi sarà il primo cambio dell’incontro oltre al risultato esatto e la somma gol. Insomma buon divertimento a chi vorrà cimentarsi. Lo scorso anno siamo arrivati secondi a livello mondiale in questo gioco. Dovevamo esserci a Napoli ma ancora una volta il prezzo esagerato non ci permetterà di esserci li dove non siamo mai mancati. Proprio prima del Covid (gennaio 2020) eravamo stati presenti in quasi 50 persone in un settore ospiti che vedeva la presenza di nemmeno 200 unità. Un veloce giro di chiamate con gli amici dei Club più rappresentativi per poi maturare la decisione di non esserci per una questione di principio. 65 euro per un settore ospiti sono una follia soprattutto se al settore di casa si fa pagare 50 euro. Bastardi, vivono in funzione di questa partita dimostrando che siamo il loro incubo peggiore. Ma che andassero a cagare! Ci ritroveremo tutti al Club compatibilmente ai posti disponibili. Ci rifaremo nel weekend a seguire quando in ben 42 unità si partirà per Torino con il primo bus organizzato dopo ben 18 mesi! Sarà una emozione unica. Nel frattempo l’invito è quello di tesserarsi per poter seguire la Juve in questa stagione. Sono aperte le prenotazioni per la gara Juventus – Chelsea di Champions del prossimo 29 settembre. Non ci stancheremo mai di ripetervelo……


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI NELLA STAGIONE 20/21!

 

 
 
PAREGGIO ASSURDO ALL'ESORDIO IN CAMPIONATO.
 

La Juventus segna, Szcezny pareggia. Questa la sintesi della prima giornata di campionato per la nostra Juventus che pareggia per 2-2 alla Dacia Arena di Udine con tantissimi tifosi bianconeri al seguito, non solo nel settore ospiti ma in quasi tutti i settori dello stadio friulano. In vantaggio di due gol al termine di un buon primo tempo, concreto e solido, ci suicidiamo per colpa di Szczesny  che con due errori madornali concede altrettante reti all'Udinese. Grave il primo, quando non riesce a trattenere un pallone facile e deve quindi causare un rigore. Tragicomico e goffo il secondo, quando riceve un retro passaggio da Bonucci e cerca un improbabile dribbling sull'attaccante friulano, perdendo palla che finisce ad un altro calciatore che indisturbato la deposita nella rete  a porta vuota. E così la prestazione di Szczesny rende complicata l'analisi di una partita che ha visto una Juventus soffrire nella seconda parte della ripresa, quando l'Udinese ha preso coraggio e sono emerse tracce di confusione nei bianconeri che, certamente, non saranno piaciute ad Allegri che hanno riportato al recente passato tra Sarri e Pirlo. Anche perché il pareggio è giusto alla luce di quanto si è visto, ma viene da chiedersi come sarebbe finita senza le due topiche del portiere polacco. Fino al gol del 2-1, infatti, la Juventus era stata perfettamente in controllo della partita. Gestendo il vantaggio con una fase difensiva che, per quanto schiacciata sulla propria trequarti, non era mai andata in difficoltà. Sembrava di assistere a un classico di Allegri: difesa bassa, ripartenze veloci e pericolose (due pali pazzeschi colpiti da Morata e Bentancur). Poi il rigore, evitabile, e l'ansia che è cresciuta nella Juventus, che nel frattempo aveva cambiato parecchio con l'ingresso di Chiellini al posto di Ramsey (e conseguente difesa a tre) e l'ingresso di Ronaldo al posto di uno spento Morata. E così, con il terrificante dribbling fallito da Szczesny, tutto è crollato. Poteva salvare tutto Cristiano Ronaldo, con un meraviglioso gol di testa al 92'. Un'incornata spettacolare, ma viziata da un fuorigioco di  pochissimi centimetri, scovato dal Var che ha ricacciato in gola tutta la gioia di CR7, che aveva iniziato la gara con la clamorosa panchina. Sarebbe stato un altro racconto senza quei centimetri, forse si sarebbe celebrato il cinismo allegriano e il ruolo indispensabile di Ronaldo. Non siamo in quello scenario e quindi cosa rimane? Una Juventus che, comunque, ha segnato due gol (meravigliosi entrambi con Dybala e Cuadrado) e ha preso due pali micidiali. Una Juventus che ha giocato un calcio pratico e in grado di adattarsi alle varie situazioni, una squadra che è parsa più matura rispetto alla passata stagione e che può contare su individualità che impreziosiscono la generale solidità come Dybala e Cuadrado, ispiratissimi e decisivi, ma anche sulla saggezza tattica di Danilo e su un Bentancur assolutamente ritrovato. Una squadra che poteva portare a casa i tre punti senza quegli errori di Szczesny. Ma le papere clamorose del portiere polacco non devono nascondere i problemi che ci sono: Ramsey davanti alla difesa non garantisce la necessaria sicurezza e Bonucci finisce per schiacciarsi troppo sul portiere. Una squadra che decide di difendersi bassa deve avere uomini più lucidi in quella posizione. E deve preoccupare Allegri anche il fatto che, nella ripresa, la Juventus poteva cercare con più convinzione il terzo gol, approfittando maggiormente dello sbilanciamento in avanti dell'Udinese. La Juventus perde i primi due punti assurdi in provincia. Il grande problema della scorsa stagione è stato quello ed abbiamo nuovamente vissuto quell'incubo (anche dei gol annullati per pochi centimetri). Impossibile non notare le differenze rispetto ai pareggi di un anno fa, tuttavia il calcolatore Allegri alla fine era visibilmente incazzato. Occhio, comunque, a tirare troppe conclusioni dopo una partita un po' folle, con episodi decisivi e giocata non dimenticatelo il 22 agosto. Avanti senza crearsi problemi e senza creare inutili allarmismi. Testa alla prossima gara contro l'Empoli. Nel frattempo abbiamo ripreso vecchie e sane abitudini come quelle di seguire la Juve dal vivo o dal Club. Bello rivedere le immagini dei soci in viaggio che giungevano direttamente da Udine o bello ritrovare il Club popolato dei soci. Tutto è andato alla perfezione, controlli scrupolosi e minuziosi del green pass ed ogni altro accorgimento affinchè la partita in sede venisse vissuta in totale sicurezza. Buona l'affluenza di soci per essere la prima stagionale in pieno periodo feriale. Le iscrizioni proseguono a ritmo sostenuto con il raggiungimento di 220 tessere sottoscritte praticamente in nemmeno un mese dall'apertura del tesseramento. Grande fermento ed entusiasmo confermato anche dai 15 soci che si metteranno in viaggio verso Torino per Juventus – Empoli riprendendo come detto, vecchie e piacevoli abitudini stoppate dal Covid. Anche a Udine i nostri cinque soci arrivati li hanno potuto rivivere delle vecchi emozioni che erano oramai sopite. Non ci sembrava vero di ricominciare a ricevere nelle chat i messaggi di chi in viaggio con le loro foto e le emozioni di una partita vissuta dal vivo. Partiti con un auto organizzata da Claudio Rossi, hanno viaggiato in tranquillità e nonostante il grande traffico del rientro dalle vacanze sono riusciti a raggiungere il Friuli in perfetto orario. Controlli tranquilli e veloci nonostante le normative anti covid ed eccoli dentro con tante di sciarpe del Club in bella mostra al loro collo ed una posizionata sulla vetrata principale a dire nuovamente.....ANDRIA PRESENTE! Onore a loro che sono comunque voluti esserci nonostante il prezzo assurdo del biglietto nel settore ospiti e nonostante le difficoltà per riuscire ad acquistare on line gli stessi. Il calciomercato intanto va avanti o meglio non si muove proprio.... con numerose voci che creano un tantino di confusione. Non vediamo l'ora che termini il tutto per capire ogni cosa. Vi aspettiamo al Club sabato sera, previa prenotazione del posto a sedere e muniti di mascherina e green pass!


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
ULTIMA AMICHEVOLE: 3-0 ALL’UNDER 23, BUON TEST IN FAMIGLIA
 

La Juventus di Massimiliano Allegri batte la Juventus Under 23 di Lamberto Zauli per 3-0 nell’ultima amichevole pre-campionato prima dell’esordio stagionale a Udine. Dybala e Morata scalpitano a tre giorni dal debutto in campionato in terra friulana. Questo sembra aver detto ad Allegri il tradizionale test in famiglia (quest'anno alla Continassa e non a Villar Perosa a causa del Covid) che ha visto la Juve battere i ragazzi della Under 23 (che si preparano invece al terzo campionato di Serie C consecutivo)       con segnali giunti dall’intera squadra molto incoraggianti. La sensazione che abbiamo è che “Madama” approdi in Friuli nelle migliori condizioni possibili. Un gol e un assist a testa per l'argentino e lo spagnolo in avvio, con il tris calato sempre nel primo tempo da Ramsey (servito ancora da un ispiratissimo Paulo Dybala). Nella ripresa il tecnico ne cambia ben undici di uomini (ma resta sempre con la difesa a tre) e il bianconero ad andare più vicino al poker è Ranocchia, che colpisce una traversa e mette ancora una volta in mostra le sue indubbie qualità. Al test non hanno partecipato Ronaldo, Locatelli, Kaio Jorge, Cuadrado e Perin rimasti ad allenarsi a parte con programmi personalizzati. Esordio anche per la nuova terza maglia gialla con inserti blu e bianchi, più simile a quella di una squadra ciclistica. Avanti così, anche al Club, dove regna un moderato entusiasmo dettato anche dal fatto che finalmente torneremo a vivere le partite tutti assieme e con green pass. In queste sera che precedono la ripartenza del campionato molti i soci che si stanno affacciando in sede per rinnovare e sottoscrivere la propria tessera stagionale. Siamo già a quota 180 tessere nonostante in tantissimi siano ancora in vacanza. Finalmente si è anche definita la modalità di proiezione delle partite presso la sede del Club che saranno trasmesse tutte attraverso Sky grazie all’accordo con Dazn che prevede per i pubblici esercizi e circoli ricreativi, la possibilità di trasmettere l’intera Serie A con i nuovi canali Sky Sport Bar. Pertanto massima qualità del servizio quella che offriremo ai nostri soci altro che Dazn o Tim.  Non vi resta che correre ad iscrivervi, noi come sempre vi offriremo il meglio. Nonostante i prezzi esagerati del settore ospiti di Udine, ben 5 i soci che saranno già presenti alla prima trasferta ufficiale della stagione.


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
LA CLASSE DELLA JUVE BATTE LA DEA. BUON TEST AMICHEVOLE
 

A otto giorni dall'esordio in campionato contro l'Udinese (22 agosto alla Dacia Arena) la nuova Juve di Max Allegri si regala la vittoria contro l'Atalanta davanti ai tifosi, tornati, in parte, sulle tribune dell'Allianz Stadium con maggior affluenza nelle Curve. Che bello tornare a sentire il vociare del pubblico o l'urlo del gol. Il ritorno del pubblico (circa 12.000) ha dato una spinta ai bianconeri che quando prendevano palla si sentiva eccome.  3-1 il risultato finale con le reti di Dybala, Bernardeschi e Morata che servono per confezionare una serata quasi perfetta: oltre ai gol si vedono le idee di Max, soprattutto negli ultimi metri, con Ronaldo, Dybala e Chiesa a formare un tridente micidiale. La Dea non ha assolutamente demeritato, anzi, ha colto una traversa prima della spledida azione che ha portato alla rete del  vantaggio bianconero di Paulo Dybala (in grande spolvero). Immediata la reazione degli orobici che pervengono alla rete del pari su calcio di rigore causato da Leonardo Bonucci. Insomma fatte le prove generali per la nuova Serie A che sta per iniziare. Come detto bella l'azione del contropiede che ha portato al vantaggio, giostrato da Ronaldo e Chiesa e concluso da Dybala con un tiro al volo su cross al bacio del campione d'europa. L'Atalanta dopo il pareggio ha impegnato Szczesny in più frangenti, ma sul finale di primo tempo Bernardeschi ha pescato un siluro vincente dalla distanza che si è insaccato all'incrocio. Nel recupero il tris di Morata. Si torna a respirare aria di Serie A.anche Juventus e Atalanta si sono affrontate in un test ad una settimana dall'inizio del campionato. La girandola dei cambi, consueta di queste partite estive arriva a mezz'ora dal termine. Si parte con un 4-3-3 per poi trasformarsi in un 4-4-2. Chiesa già in forma straordinaria mentre Ramsey appare ancora in ritardo. Entra il Chiello osannato dal pubblico a rintuzzare gli attacchi dei bergamaschi. Bentacur appare già rivitalizzato dalla cura Allegri. Sul finale di partita un bel lancio in verticale di Pellegrini innesca Kulusevski che si libera dell'avversario mettendo la palla al centro per l'accorrente Morata che la deposita in rete per il definitivo 3-1 finale. Dalla curva parte anche un coro “chi non salta nerazzurro è”....vecchie emozioni lontane 18 mesi ma che stanno tornando. Adesso prima dell'esordio in campionato la Juventus sarà chiamata dall'ultimo test amichevole, questa volta alla Continassa contro l'Under 23 di Serie C, giovedì 19 alle ore 18,00.  Si faranno le prove generali della formazione che farà l'esordio in campionato con un Manuel Locatelli in più finalmente giunto a Torino e che sarà subito a disposizione del Mister. Un grande colpo di mercato, un grande acquisto quello del neo campione d'Europa che potrebbe subito scendere in campo alla prima di campionato e che darà man forte ad un reparto in forte difficoltà nelle ultime stagioni.  Speriamo abbiate tutti trascorso un buon ferragosto, chi in vacanza, chi in città, l'augurio è quello di ripartire tutti compatti verso questa nuova stagione che ci auspichiamo possa riconfermarsi vincente per la nostra Juve. Al Club stiamo preparando il tutto affinchè si possa assistere alla nuova stagione in assoluta tranquillità e sicurezza sotto tutti i punti di vista. Noi vi aspettiamo come sempre con prenotazione del posto e con il green pass che sarà controllato con un app all'ingresso oltre al rinnovo della tessera club stagionale. Chiediamo la massima collaborazione di tutti.


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO! DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI E DAI MILLANTATORI.

 

 

 
 
LA JUVE PERDE. IL GAMPER VA AL BARCELLONA
 

Le amichevoli da sempre lasciano il tempo che trovano, sia che si vinca e sia che si perda. La Juventus nel Trofeo Gamper, nato nel 1966 per ricordare il fondatore del Club e già vinto nel 2005, offre sensazioni assortite nella prima vera notte della sua estate. Lampi di ottimismo qua e là offrono spunti di riflessione che vanno oltre la sconfitta, alla fine netta e giusta (3-0 per i blaugrana) contro un Barcellona che ha la velocità e la brillantezza atletica di chi a breve inizierà la sua stagione ufficiale. E' stata la prima partita senza il fuoriclasse Messi per gli spagnoli, che nel frattempo è volato al Psg con le consuete lacrime da coccodrillo.  E, chissà, anche il drammatico e scenografico addio del numero dieci argentino ha dato qualche motivazione in più ai catalani. E se a una squadra di altissimo livello tecnico come il Barcellona concedi anche la velocità, soffrire è il minimo. Così la Juventus subisce l’avvio   deciso del Barça, beccando il gol al terzo minuto: con una rapida e fulminea verticalizzazione, complice una grave ingenuità di Rugani, riescono a mettere  Depay solo davanti a Szczesny. 1-0 immediato con successivi dieci minuti di patimento, ma poi esce la Juventus di Allegri, quella che combatte con discreta ferocia agonistica, che riesce a recuperare molti palloni, a ripartire con reattività apprezzabile, che costringe l’ex Neto a una serie di parate, non miracolose, ma comunque impegnative e alla fine determinanti. Morata è pesante, ma si batte. Bentancur, libero da compiti di regia, torna a dispensare dinamismo e copertura (bello il contropiede con cui poi offre un buon pallone a Morata). Cuadrado inizia esattamente da dove aveva finito: indispensabile per costruire a livello offensivo e già abbastanza in palla. Sfiorato il gol del pareggio in diverse circostanze e sarebbe stato anche meritato, il Barcellona trova il raddoppio in avvio di ripresa. Poi Allegri cambia quasi tutti gli undici iniziali. Non accade più nulla se non il terzo gol nei minuti di recupero che sancisce una vittoria non così netta come potrebbe sembrare dal risultato. Si è giocato al Centro Sportivo J. Cruijff in una atmosfera insolita per una sfida del genere e con poco pubblico sugli spalti. Ronaldo in campo per 45 minuti ha fatto intravedere sprazzi del suo estro. La partita l'abbiamo seguita al Club garantendo l'apertura seppur in periodo di ferie con pochi soci che hanno colto l'opportunità. Il mercato della Juve continua tra innumerevoli difficoltà, una su tutte la chiusura della trattativa per Locatelli che sembrava semplice ma che sta complicandosi ogni giorno di più. La rosa è praticamente molto numerosa e piena di alternative, nessuna partenza la momento. Da capire dei giovani aggregati alla prima squadra chi avrà la possibilità di restare. Gli effetti del Covid si stanno vedendo tutti, se non si tornerà ad una normalità, si prevedono tempi duri per il calcio in generale tranne che a Parigi (vero Ceferin?????). Il calcio è del popolo come diceva qualcuno o qualche tifoseria che meglio avrebbe fatto a restare in silenzio......poi assistiamo a certe trattative economicamente assurde in un periodo come questo.....no alla SuperLeague ma si ai cazzi propri........Per non parlare dei prezzi assurdi del settore ospiti alla prima giornata di Udine.....arriva la Juve è tutti si sentono in diritto di chiedere delle cifre spropositate. Non siamo vacche da mungere a maggior ragione in un periodo post pandemico che ha visto molti di noi attraversare periodi economicamente non proprio favorevoli. Pozzo si giustifica dicendo di aver attuato gli stessi prezzi delle ultime sfide con la Juve ma forse non ha capito che quei prezzi non andavano già bene prima a maggior ragione adesso. In tutti gli stadi di serie A nella prima giornata i settori ospiti avranno un costo molto contenuto tranne che a Udine. Se il buongiorno lo si vede dal mattino allora si che siamo messi male. Abbiamo quindi deciso di disertare questa prima trasferta che ci avrebbe visto, finalmente, dopo lunghi 18 mesi nuovamente al seguito della Juve. Ci rifaremo contro l'Empoli dove una delegazione di 10 soci raggiungerà Torino per assistere alla sfida contro i neo promossi toscani. Pian pianino cercheremo di tornare a quella che era una normalità. Ci vorrà qualche settimana per abituarci nuovamente all'idea ma a piccoli passi proveremo a ripartire nella speranza di non doverci nuovamente fermare. Per il momento avanti così, dopo tre settimane dal via del tesseramento registriamo già oltre 150 tessere sottoscritte.   


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!

 

 
 
DOMENICO E LUCIA SPOSI
 

Giovedì 5 Agosto nella Chiesa dell'Altomare ad Andria si è celebrato il matrimonio di Mimmo Mosca e della sua Lucia Lamesta. Un matrimonio davvero speciale perchè Mimmo che molti non conoscono, collabora da sempre dietro le quinte del nostro Club ed è colui che aggiorna costantemente il nostro sito internet, pubblicando di volta in volta tutti gli articoli sulla nostra Juve e sulla vita sociale del Club. Oggi pubblicherà il suo di articolo! Un grosso grazie a lui lo dobbiamo proprio dire pubblicamente.  Insomma una estate davvero speciale visto il numero di matrimoni di ragazzi e ragazze del Club a cui teniamo in particolar modo. Domenico Mosca è un socio storico del Club, entrato praticamente ragazzino, oggi diventato uomo iniziando il suo percorso matrimoniale. Una persona straordinariamente disponibile verso tutti oltre che essere un grande lavoratore che porta avanti con dedizione ed impegno l'azienda di famiglia. Adesso caro Mimmo finalmente hai coronato il tuo sogno d'amore sposando la tua splendida Lucia. Ci devi però fare una promessa......ovvero tornare a seguire la Juve dal vivo come facevi un tempo! Mimmo e Lucia hanno meritato tutto il  nostro affetto e quello delle persone più care che hanno festeggiato con loro questo grande momento in una gran bella cerimonia. Non poteva mancare una nostra delegazione con Maria Scamarcio e Salvatore Lomuscio che si sono poi lasciati ritrarre nella tradizionale foto di rito con gli sposi e con la sciarpa del Club. Siete davvero una splendida coppia alla quale auguriamo tutto il meglio e la realizzazione di ogni vostro desiderio. Auguroni ragazzi!


LUCIA E DOMENICO EH EH… OH OH…….

 

 
 
ALESSANDRO E GIUSY SPOSI
 

Di matrimonio in matrimonio, una estate, questa del 2021, proprio da ricordare. Ancora un altro socio del Club che si sposa, ma questo è stato un matrimonio proprio speciale. Domenica 1 Agosto nel Duomo di Parma si è celebrato il matrimonio di uno dei nostri soci più attivi nelle trasferte al seguito della Juventus, stiamo parlando di Alessandro D'Ercole medico di famiglia, andriese doc, ma trapiantato per lavoro in Emilia. In pratica il nostro medico della “grande famiglia” dello JUVENTUS CLUB ANDRIA, onni presente in qualsiasi stadio la Juve giochi, da Bergamo a Brescia, da Milano a Torino...sempre presente, il primissimo a tornare sugli spalti non appena è stato possibile, nella finale di Coppa Italia a Reggio Emilia lo scorso 19 maggio. Dopo un periodo difficile, da medico di famiglia si è ritrovato in trincea a combattere il covid, che non ha risparmiato nemmeno lui con non pochi problemi, superati fortunatamente bene. Adesso possiamo dirlo che tutto è alle spalle ed il grande giorno per lui e la sua Giusy è finalmente arrivato. Lo hanno tanto atteso ma soprattutto meritato. Sono due ragazzi come si suol dire “a modo” che meritano tutto il nostro affetto e quello delle persone più care che hanno festeggiato con loro questo grande evento.  Un matrimonio molto sobrio e bello come ci ha raccontato il nostro inviato a Parma, Andrea Nicolamarino, testimone di nozze e figlio del Presidente del Club.  Tanti i messaggi di auguri giunti ad Alessandro e Giusy nella chat del nostro Club. Non poteva mancare la foto di rito con la sciarpa del Club all'esterno del Duomo. Anche a Parma..... ANDRIA PRESENTE! Siete davvero una splendida coppia alla quale auguriamo tutto il meglio e la realizzazione di ogni vostro desiderio.


ALESSANDRO E GIUSY EH EH… OH OH…….

 

 
 
TROFEO BERLUSCONI ALLA JUVE!
 

Dopo sei anni ritorna uno degli appuntamenti estivi più attesi da noi tifosi. Sono cambiati i tempi ed è cambiata anche la squadra di Berlusconi e del suo fidato dirigente Galliani, passati entrambi in Brianza, dal Milan che ha vinto tutto al Monza che cerca di salire per la prima volta in serie A. Non era ovviamente ancora la Juve titolare ma è sembrata già essere la Juve di Allegri, concreta e cinica. La Juve vince la venticinquesima edizione del trofeo Luigi Berlusconi per l’undicesima volta nella storia del trofeo. 1-2 il risultato finale. Bastano una magia di Ranocchia e una rete da rapace di Kulusevski alla Juve per portare a casa il trofeo che per tanti anni è stato conteso al Milan. Con un gol per tempo i bianconeri del 'nuovo', si fa per dire tecnico Massimiliano Allegri, con diversi big ancora assenti (Dybala e Ronaldo su tutti), stendono i brianzoli allenati da Giovanni Stroppa a cui non basta la rete nel finale per allungare la sfida ai calci di rigore. Ad un certo punto è sembrata essere Monza – Juventus Under 23 (serie B contro serie C). Minuti nelle gambe per tutti e altra esperienza importante per i tanti giovani schierati dal tecnico juventino, che incassa il secondo successo dopo il 3-1 rifilato al Cesena nel primo test della stagione. Szczesny titolare subito, De Ligt un po’ fuori condizione, Ramsey come sempre non pervenuto con Allegri che vuole però lavorarci sopra per una trasformazione di ruolo, Rabiot molto propositivo (avrebbe meritato un gol) e un Kulusevski abbastanza in palla. Questi alcuni dei titolari schierati in campo, ma ad accendere gli entusiasmi e catturare le attenzioni di noi tifosi è stato Filippo Ranocchia, una mezzala che sa inserirsi e proporsi, autore di uno splendido gol. Un gol alla Del Piero. Si è fatto notare anche in molte delle azioni della Juventus recuperando anche un gran numero di palloni. Di fronte si aveva il Monza, quindi ci si riserva di vedere il ragazzo in altri incontri più importanti. La Juve ha proposto alcune accelerazioni offensive ed una gran volontà di giocare finalmente in verticale con ripartenze anche dal basso con dei bei lanci lunghi. Un 4-3-3 il modulo schierato da Max Allegri con Ramsey vertice basso nella prima frazione e Fagioli (molto meglio) nella ripresa. Bravissimo anche il gioiellino Soulè. Finisce con una immagine consueta per noi tifosi, una coppa alzata al cielo, in pratica come era finita la scorsa stagione. Incuriosiva vederla alzare da Rugani capitano! La strada intrapresa dalla Juve ci sembra comunque quella giusta. Prossimo appuntamento l’amichevole a Barcellona di domenica 8 agosto per il trofeo Gamper. Nel frattempo iniziano a concretizzarsi alcune operazioni di mercato su tutte quella che vedrebbe oramai sicuro l’arrivo del gioiellino brasiliano Kaio Jorge dal Santos. Attendiamo fiduciosi soprattutto perché siamo certi che Max Allegri saprà rivalutare al meglio ogni componente della rosa che riteniamo essere la più forte di questa Serie A. Finalmente da questa settimana la squadra lavorerà a ranghi completi visto il ritorno di tutti i nazionali reduci dalla vittoria degli Europei. Avanti così, anche al Club dove dopo una settimana dal via del tesseramento registriamo quasi 100 tessere sottoscritte.   


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!

 

 

 
 
CHIARA E HARRY SPOSI!
 

Che estate questa del 2021, piena di belle notizie e di tanti matrimoni dei nostri soci, dopo un periodo non facile per tutti. Venerdì 30 Luglio si è celebrato il matrimonio di una delle nostre ragazze più appassionate, più spericolate, più intraprendenti e più avventuriere che ci siano, stiamo parlando di Chiara Abbasciano. Si proprio lei che ha sempre detto di non volersi sposare…… eppure lo ha fatto! Una grande gioia per la sua famiglia e per tutti noi che abbiamo imparato a conoscere Chiara nel corso di tutti questi lunghissimi anni. Una ragazza semplicissima, sempre molto determinata, sempre in viaggio con lo zaino sulle spalle. In ogni dove, in ogni stadio, in ogni situazione e condizione. Diventata negli anni amica di tutti per aver condiviso tantissime trasferte, tantissimi viaggi, soprattutto quelli all’estero, pieni di tanti aneddoti, tante curiosità, tante avventure, una su tutte quella dell’overbooking provato ad Oporto con il nostro segretario Fabio. Per non parlare di Atene, trasferta caldissima e pericolosissima fatta da lei non una, ma ben due volte, la prima con tanto di scontri all’uscita della metro! Come diceva il suo grande papà Dino….”è caparraun, foic semb d coip a sau…”….ci limitiamo a questo per non usare un'altra espressione che utilizzò in occasione di una trasferta a Torino contro l’Atalanta quando la Juve celebrò il suo primo dei nove tricolori consecutivi….ahahahaha! Insomma in pochissime righe avrete già capito tutto della nostra grande CHIARA. Siamo felicissimi per lei perche ha trovato davvero una persona speciale, una persona straordinariamente semplice, una persona davvero a modo e di piacevolissima compagnia, il suo “principe” Harry Nacucchi originario di Gravina in Puglia, non appassionato dal calcio ma ossessionato dalla Juve visto che nella sua vita ha dapprima condiviso una storica amicizia con un grande gobbo ed ora condividerà il tetto coniugale con una tifosissima della Juve. Solitamente qui al Sud avviene al contrario, dove l’uomo vive per il calcio e la donna no. Vederli felici e sempre sorridenti durante tutta la cerimonia è stato davvero bello e contagioso. Una bellissima festa organizzata in maniera differente dai soliti schemi. Ecco Harry e Chiara sono fatti così, senza schemi, senza prototipi, sempre alla ricerca dell’originalità. Meritano tutta la gioia possibile e tutto l’affetto dei soci del Club che con tantissimi messaggi hanno augurato il meglio a loro e a Chiara, una delle primissime donne a frequentare il nostro mondo. Della loro grande storia d’amore ci viene in mente il passaggio per l’Aeroporto di Brindisi che Harry ci offrì prima di partire per la trasferta di Manchester contro lo United. Erano da poco assieme, Chiara doveva partire con noi, ma lui si offrì di accompagnare oltre che la sua donna anche altri tre di noi. Ecco, trovateci voi un Uomo così. In pochi lo avrebbero fatto. Grande Harry, sei oramai uno di noi, uno della famiglia bianconera, una gran bella persona! Anche per loro il Club ha ideato la sorpresa della copertina con dedica di TuttoSport. Era il minimo che potessimo fare per una grande amica, per una bella ragazza come Chiara, sempre sorridente e mai arrabbiata….(non fatela arrabbiare mai……so ca……). Tra i patti sottoscritti e l’elenco dei diritti e doveri matrimoniali, il diritto di Chiara nel continuare a seguire la Juve con tutti noi! Una delegazione del Club ha preso parte alla loro festa con tanto di foto di rito e momento Juve!  Siete davvero una splendida coppia alla quale auguriamo tutto il meglio e la realizzazione di ogni vostro desiderio.

HARRY E CHIARA EH EH… OH OH…….

 

 
 
L’ALLEGRI BIS RIPARTE DALL’AMICHEVOLE CONTRO IL CESENA!
 

E’ tornato Max Allegri sulla panchina della Juve, prima l’amichevole contro il Cesena vinta per 3-1 alla Continassa, poi la presentazione ufficiale del Mister avvenuta martedì scorso. Massimiliano Allegri è davvero carico come una molla, accolto con uno striscione di una parte della tifoseria e con l’affetto anche di chi ieri lo contestava. I presupposti per fare bene ci sono davvero tutti.  Nell’amichevole contro i romagnoli, ogni tanto il Mister si arrabbiava come se fosse una partita vera, nonostante in campo ci fosse il solo McKennie di quelli che potrebbero ambire ad una maglia da titolare nella sua nuova Juventus, perché né De Sciglio, né Rugani, qualora non venissero coinvolti in qualche giro di mercato hanno chance di essere prime scelte. Eppure Max ci crede, ha una voglia matta di campo e di partite, così in attesa dei sui campioni (Ronaldo su tutti arrivato domenica sera) si fa bastare un semplice Juventus-Cesena che a tratti diventa una partita anche divertente. Schiera la Juventus con un 4-3-3 che potrebbe essere il punto di partenza della nuova stagione, con un gioco che, per quanto si possa analizzare una partita del genere, e con i diversi Under 23 in campo, ha cercato di passare per vie più dirette e verticali, non disdegnando anche lanci lunghi dalla difesa e cercando sempre un recupero della palla molto rapido. Perin in porta (nella ripresa Pinsoglio); Dragusin e Rugani centrali (il rumeno molto meglio dell'italiano), il brillante e interessante De Winter (classe 2002 ed autore della prima rete stagionale dei bianconeri) a destra e De Sciglio a sinistra, ordinato e preciso, anche se forse non in buonissima condizione atletica (nella ripresa finisce alto). D'altra parte hanno lavorato tutti duramente in questi primi dieci giorni di ritiro. A centrocampo McKennie, Miretti (un 2003 con qualche imprecisione di troppo) e Ranocchia (forse il migliore dei ragazzi insieme a De Winter). Davanti un tridente con il lezioso, ma attivo, Soulé a destra, un non irresistibile Pjaca (passato ai granata in settimana) e Felix Correia a sinistra, sempre molto coinvolto nelle azioni (inizia dai suoi piedi quella del primo gol, per esempio), ma anche protagonista di qualche errore di troppo sotto porta. Hanno saltato l'amichevole Fagioli, Frabotta e Di Pardo, esclusi da Allegri per motivi disciplinari (ritardo a una seduta di allenamento). Un peccato: sia perché i giovani dovrebbero essere gli ultimi a trasgredire, sia perché Fagioli era uno dei più attesi, proprio in virtù della stima del tecnico e della grande curiosità dei tifosi. In compenso non si sono persi la partita né Arthur (che con stampelle e gambone si è arrampicato in tribuna) e Dybala (che dovrebbe rientrare in gruppo in un paio di giorni e oggi pomeriggio era a bordo campo a seguire la partita). Passata in vantaggio la Juventus con De Winter al 5' (assist di McKennie), ha raddoppiato proprio con l’americano McKennie al 34' al termine di una effervescente azione personale, chiusa da un tiro all'angolino. «Devi fare almeno dieci gol, Weston!» gli ha gridato Allegri dalla panchina. Poi ha accorciato le distanze il Cesena in seguito a una distrazione collettiva della difesa bianconera (bacchettata poi da Allegri). Nella ripresa si è rivisto anche Demiral (tornato da cinque giorni) e apparso subito concentrato e aggressivo. La partita resta vivace, i giovani che si alternano con le sostituzioni (bravo Rafia, eroe di Juve-Genoa di Coppa Italia nella scorsa stagione, ma bene anche Akè). Pjaca si ostina in qualche azione personale (senza riuscire a concludere); Peeters, entrato al posto di McKennie, non garantisce la stessa qualità, nonostante l'impegno. Arriva comunque il terzo gol bianconero, al 21' st, con Soulé: tira dalla distanza, rimpallo del portiere che l'argentino è lesto a riprendere e ribadire in rete. Buona la prima in attesa della seconda amichevole che vale un vecchio e ritrovato trofeo Berlusconi, riportato in auge dal Cavaliere, ma a Monza contro la squadra brianzola che milita in Serie B. Nel frattempo è iniziato il tesseramento al Club che ha visto sottoscritte già 70 tessere in pochissimi giorni. Un avvio che promette bene visto l’entusiasmo che i soci stanno manifestando, non fosse altro per il ritorno allo Stadio e nonostante una campagna acquisti al momento ferma. Siamo nelle mani di Allegri, ci fidiamo di lui! Avanti Mister, avanti ragazzi, avanti Juventus Club Andria.


SEGUI NOI & LA JUVENTUS. JCANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!

 

 

 
 
TOMMY E TIZIANA SPOSI!
 

Che bello vedere tantissimi ragazzi nati a pane & Club, formare man mano delle famiglie. Il nostro Club avendo oramai da poco iniziato la sua diciannovesima stagione, sta assistendo di anno in anno ad un percorso di crescita di molti soci che all’inizio erano dei ragazzini ed oggi sono degli affermati professionisti e padri o madri di famiglia. Spettacolo, significa che abbiamo davvero fatto un incredibile percorso ed oggi siamo ancora qua, a raccontarvi di un'altra coppia straordinaria che abbiamo visto formarsi sin dagli albori. Due ragazzi a dir poco splendidi, due ragazzi con la testa sulle spalle, due grandi lavoratori che hanno fatto non pochi sacrifici per giungere finalmente a coronare il loro sogno d’amore. Stiamo parlando di Tommy Moscatelli e Tiziana Tarantino. Di Tommy ne avremmo davvero tante da raccontare, non fosse altro per aver sempre dimostrato tutto il suo orgoglio di appartenenza a questo grande Club e per il suo amore immenso nei confronti della Vecchia Signora. Dove non è arrivato al seguito della Juve. La trasferta più storica per lui e per il Club, resta sempre quella di Trebisonda in Turchia contro il Trabzonspor. Unico il nostro grande Tommy che si è fatto apprezzare e conoscere anche dai tantissimi amici di fuori città e di altri gruppi e Club. Tiziana, ragazza semplicissima e mai invadente si è trovata, da interista di famiglia, catapultata a tutti gli effetti nel mondo Juve finendo anche per amare e condividere la passione per la Vecchia Signora. Bravo Tommy…..ahahahhahaha!   Quante volte il nostro Tommaso è partito anche solo pur di portare la nostra storica pezza ANDRIA PRESENTE in ogni dove, nelle partite anche meno importanti e soprattutto negli stadi più a rischio. Quanto tempo ha dedicato al nostro Club! Adesso mentre loro sono a godersi il meritato viaggio di nozze, noi non possiamo che augurare loro il meglio nella nuova vita matrimoniale, che possa presto vedere arrivare i frutti del loro  amore e realizzati tutti i loro progetti. Bellissima la cerimonia nuziale tenutasi presso la Basilica dei Santi Medici a Bitonto, città natale di Tiziana. Alla sera pressa la Sala Ricevimenti una folta delegazione del Club si è recata in sala per il taglio della torta con tanto di foto celebrativa con la sciarpa del Club. Tanto entusiasmo per due splendidi ragazzi che hanno meritato tutta la nostra attenzione e tutto il nostro affetto già dai giorni precedenti. Splendida la sorpresa che ha visto realizzata una copertina di TuttoSport dedicata a loro. Era davvero il minimo che potessimo fare per un grande gobbo come Tommy.  La cara Tiziana ci perdonerà, se ci permettiamo di dirle che non appena si ripartirà per le trasferte, Tommy sarà sempre in viaggio con Noi. Siete davvero una splendida coppia. Auguroni anche ai genitori di questi straordinari ragazzi, nonostante i papà tifino purtroppo per dei colori molto tristi.


TOMMASO E TIZIANA EH EH… OH OH…….

 

 
 
SEGUI NOI & LA JUVENTUS! CAMPAGNA TESSERAMENTO 2021/2022
 


Pronti a ripartire????


Da lunedì 26 luglio il via alla campagna  tesseramenti allo JUVENTUS CLUB ANDRIA stagione 2021/2022.


Dopo una brevissima pausa nel corso della quale non siamo stati praticamente mai fermi (memorial di calcio in Oratorio, festa sociale e presentazione del libro) rieccoci pronti ad affrontare questa nuova stagione come sempre carichi e fiduciosi dopo un periodo certamente non semplice anche per la vita sociale del Club. Inutile ribadirvi che contiamo sempre sul sostegno di tutti Voi, risultato fondamentale nel corso dell'ultima stagione.


Per affiliare da subito il Club alla nuova stagione, la diciannovesima dalla nascita, abbiamo bisogno dei primi 60 iscritti i quali dovranno regolarmente e contestualmente versare la propria quota sociale. Costi ancora una volta invariati, rispetto alle ultime stagioni nonostante il periodaccio vissuto e nonostante le spese che andremo ad affrontare per la sottoscrizione dei diversi abbonamenti alle piattaforme TV per poter garantire la visione di tutte le gare della nostra grande JUVE.


Si va dai 95 euro della tessera da socio sostenitore/effettivo ai 40 euro per le donne con visione gratuita di tutte le gare presso la sede sociale.


L'abbonamento per i giovani (16-19 anni) costerà sempre 55 euro con visione gratuita dell'intera stagione anche per loro.  


Il socio semplice 40 euro (contributo di ingresso per ogni singola gara in visione presso il Club pari a 3 euro)


Under 16 a 30 euro con possibilità di assistere gratuitamente alle gare presso la sede.


Riconfermata la tessera gratuita per gli Under 6 che andrà ovviamente accompagnata da una tessera di un socio adulto. Affiliate tutti i vostri piccoli!


Il futuro del Club saranno le giovani generazioni motivo per cui intendiamo avviare sin da subito un processo graduale di ricambio generazionale di cui ne parleremo più avanti attraverso un assemblea dei soci da tenersi in presenza.


Gli stadi riapriranno le porte al pubblico inizialmente in misura ridotta (si partirà probabilmente da un minimo del 25% andando gradualmente a salire sperando che non vi siano più sorprese). 


Non partirà ovviamente la Campagna Abbonamenti che si spera possa invece ripartire magari per il girone di ritorno.


Ricordiamoci tutti che la tessera al Club la si fa in primis per orgoglio di appartenenza e per sostenere lo stesso soprattutto in un periodo come quello che abbiamo tutti vissuto, poi per gli altri servizi che vengono man mano erogati.


Anche per questa stagione riceveremo tutti una E-CARD OFFICIAL (Una card elettronica che sarà inviata alle mail di ciascuno di voi: importante fornirla correttamente) si potrà salvare sul proprio smartphone. Chi non potrà riceverla via mail potrà richiederne in qualsiasi momento la stampa del pdf presso la nostra sede.


Collegata ad ogni E-CARD OFFICIAL ci sarà come sempre un regalo per tutti inviato dalla Società (per chi rinnoverà un simpatico ed utile porta tessere e/o carte di credito). Per i nuovi soci il braccialetto personalizzato. P.s. Per chi non lo avesse ancora ritirato (soci della scorsa stagione) è disponibile un braccialetto in silicone personalizzato Official Fan Club oltre ad un kit per gli Under 10 che erano regolarmente iscritti.


In tutte le tipologie di tessera sopra indicate è già inclusa la quota di affiliazione che il Club versa alla Juventus per ogni singolo socio e per ogni differente tipologia di tessera.


Sul nostro sito www.juventusclubandria.com nella sezione tesseramento potrete trovare sia il Regolamento Generale che il modulo per sottoscrivere la tessera club e la JCard (nuova tessera del tifoso per chi non la possiede o magari scaduta o prossima alla scadenza).


La JCard sarà obbligatoria per chi vorrà poi recarsi ad assistere a qualsiasi partita della Juve. I biglietti infatti verranno caricati al suo interno in modalità digitale. Senza Jcard non sarà possibile accedere al servizio biglietteria. Costo JCard Euro 20,00 di durata decennale.


Si richiede sempre attraverso il Club sottoscrivendo semplicemente un modulo scaricabile sempre dalla sezione tesseramento del nostro sito.


I vecchi soci della passata stagione non devono fornire la carta di identità. Per i nuovi soci compresi gli Under 16 e Under 6 serve invece la carta di identità.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI E CONTIAMO SUL SOSTEGNO DI TUTTI.


Iniziata ufficialmente la marcia di avvicinamento al VENTENNALE del Club (tappa a dir poco storica che andrà vissuta alla grande).


Per sottoscrivere la tessera sarà sufficiente contattare il 320 6209445 per fissare in questo periodo feriale un appuntamento oppure recandosi presso gli Official Fan Point che istituiremo grazie a delle attività amiche e che comunicheremo a breve. 


LA GENTE COME NOI NON HA MOLLATO MAI E LOTTERÀ SEMPRE A DIFESA DI QUESTA REALTÀ!


 


N.B. IMPORTANTE! Per la nuova stagione ci ricorderemo in maniera indelebile di chi ha sottoscritto la tessera in una stagione come quella appena conclusa. Il servizio biglietteria ad esempio vedrà sempre destinata una cospicua fetta di tagliandi che si dovessero rendere disponibili, in prelazione per i vecchi soci del 20/21. 


Altri benefit sono allo studio e potranno essere riconosciuti nel corso della nuova stagione. 


Ma la sorpresa più grossa l'abbiamo riservata sul finale del presente comunicato:


Per tutti i soci che lo scorso anno avevano sottoscritto la tessera da socio effettivo (95 euro) e socio giovane (55 euro) non avendo più potuto erogare il servizio della visione partite a causa della prolungata chiusura della sede per il Covid, il Club ha inteso allineare tutte le tessere che furono sottoscritte alla quota base dei 40 euro. 


Pertanto tutte le differenze versate in più nella scorsa stagione saranno automaticamente messe in acconto sulle tessere della nuova stagione che va ad iniziare, ovviamente previo contatto da parte del socio stesso.


Esempio: chi aveva già saldato la tessera da 95,00 euro nella scorsa stagione si ritroverà in acconto, detratti i 40 euro che servivano per la tessera base, ben 55 euro! Significherà dover versare in pratica soltanto 40 euro per questa nuova stagione.


Chi stava versando degli acconti e non aveva ancora saldato la propria tessera (esempio versati 60,00 euro) si ritroverà in acconto sulla nuova stagione (detratti sempre i 40,00) Euro 20,00. Così via per ogni altra situazione.


Soci giovani che avevano versato 55,00 euro riceveranno un benefit di 15,00 euro per la nuova stagione.


Insomma capite bene che nonostante tutte le difficoltà che abbiamo attraversato, nonostante l'aumento delle spese di gestione dei contratti per la visione delle partite che andremo a sostenere, nonostante lo scorso anno si siano cmq viste al club un mese abbondante di partite, con fitto ed utenze pagate, abbiamo deciso di stare dalla parte di chi aveva comunque sostenuto ed aiutato lo JUVENTUS CLUB ANDRIA in un momento di forte difficoltà.


 


P.s. Resta inteso che chi vorrà lasciare la quota della scorsa stagione totalmente in cassa al Club e non usufruire dunque dell'abbuono potrà ovviamente farlo.  


 


Sostieni lo Juventus Club Andria. Sentiti orgoglioso di appartenere ad una realtà così importante. Aiutaci a portare almeno un nuovo iscritto alla nuova stagione. Questo l’impegno che viene richiesto a tutti.


Tutti assieme potremo affrontare le nuove sfide che ci attendono.


Semplicemente grazie!


JC ANDRIA, IL QUARTO CLUB AL MONDO!


SEGUI NOI & LA JUVENTUS!


Nei prossimi giorni sarà caricato sia il modulo tessera Club che quello per la JCard nella sezione tesseramento del nostro sito www.juventusclubandria.com 


Sarà ovviamente in distribuzione cartacea anche nei diversi Official Point.


La nuova stagione nel frattempo inizia a prendere corpo. E’ tornato Massimiliano Allegri, ripartito carico per il ritiro della squadra seppur a ranghi ovviamente ridotti per via degli Europei, ma con un Dybala in più.


Nel frattempo sono stati sorteggiati i calendari della nuova stagione che vedono introdotta la novità del doppio sorteggio, per il girone di andata e per quello di ritorno, completamente differente dall’andata. Si inizia con la trasferta a Udine che già in tanti vorrebbero poter fare. Attendiamo news da parte delle autorità sanitarie stante la variante delta che inizia a preoccupare. Prima casalinga contro l’Empoli. Interessante la trasferta a Napoli alla terza oltre al big match contro il Milan alla quarta in casa. Il 24 ottobre ci si recherà a Milano contro le merde.  Le altre due neopromosse le affronteremo entrambe in trasferta nel girone di andata il 1 dicembre a Salerno, il 12 dicembre a Venezia. Derby con le zecche granata il 3 ottobre al Comunale! Si chiude l’andata in casa contro il Cagliari il 22 dicembre. Il ritorno riparte con la sfida casalinga al Napoli all’Epifania, derby in casa il 20 febbraio, l’Inter il 3 aprile a casa nostra per chiudere a Firenze il 22 Maggio. Che sia soprattutto la stagione del ritorno alle trasferte. Il calcio senza pubblico non ha più alcun senso. Lo spettacolo degli europei hanno dimostrato dell’importanza che rivestono gli spettatori. Buona stagione a tutti, in bocca al lupo a Max Allegri, siamo convinti che sarà una grande stagione da seguire con lo JUVENTUS CLUB ANDRIA!


VI ASPETTIAMO NUMEROSI, DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!



 

 
 
ITALIA CAMPIONE D’EUROPA. VISSUTE NOTTI MAGICHE!
 

La realtà è più dolce del sogno. Dopo 120' tiratissimi e i rigori senza respiro, l'Italia è per la seconda volta campione d'Europa. Dopo l’impresa compiuta sulla Spagna, sempre ai rigori, la banda di Mancini e Vialli ha saputo resistere anche ai padroni di casa dell’Inghilterra, presuntuosi ed a tratti insopportabili, ma del resto la nostra non simpatia per gli inglesi è abbastanza nota a tutti. Il buio del 2018, senza Mondiali e senza speranze, è oramai un lontano ricordo, come quello di Ventura…..un incubo: la Nazionale risorge a Wembley e batte l'Inghilterra nel suo tempio, con i seimila tifosi azzurri impazziti di gioia davanti al muro disperato dei 58.000 inglesi (quanto godiamo…), in eterna attesa dal 1966….e chissà per quanto altro tempo dovranno ancora attendere. Un'impresa, datata di nuovo 11 luglio (come Spagna 1982), che porta la firma di Roberto Mancini, tra i pochi forse a credere in questo gruppo dopo il disastro di San Siro con la Svezia. La finale è stata bella, tirata, sofferta dopo il gol iniziale subito a freddo e il secondo tempo dominato dagli azzurri con il pareggio di Leonardo Bonucci, uno dei quattro juventini presenti nel gruppo, tutti terminati sugli scudi per aver disputato un grandissimo Europeo, Bernardeschi compreso…(fresco sposo). Fino ai rigori, dove il grande Gigio Donnarumma (ma come ha fatto il Milan a farselo sfuggire così…) ne para due fissando sul 4-3 il risultato finale. Mancini in avvio aveva confermato la stessa formazione che ha battuto la Spagna ai rigori, con Chiesa, Immobile e Insigne tridente d'attacco e il centrocampo con Barella, Jorginho (che gran bel calciatore….) e Verratti. Dall'altra parte, l’allenatore inglese sorprende e cambia rispetto alla squadra che ha eliminato la Danimarca ai supplementari, con la novità della difesa a tre. La mossa sorprende gli azzurri, che dopo appena 2' si fanno trovare impreparati. Wembley esplode di gioia diventando un catino che ribolle di entusiasmo e l'Inghilterra prende ancora più forza. Nei primi 20' la squadra di Southgate comanda il gioco soprattutto sugli esterni, dove l'Italia soffre molto. Con il passare dei minuti, il ritmo degli inglesi cala e la squadra di Mancini prende coraggio. Con Jorginho e Verratti a dettare i tempi, l'Italia cresce e inizia a mettere pressione alla difesa inglese. Gli azzurri però, arrivati negli ultimi 25 metri, faticano a trovare gli spazi. Serve un lampo per riaccendere la Nazionale e al 35' ci prova Federico Chiesa, uno dei migliori in assoluto di questo Europeo, con un'azione fantastica: l'esterno della Juve parte da centrocampo, salta di forza due avversari e con un sinistro rasoterra sfiora il palo. Mancini non ci sta e al 10' della ripresa cambia inserendo Berardi e Cristante al posto di Barella e Immobile. L'Italia si accende subito con Insigne, che impegna il portiere inglese con un tiro da posizione defilata. Passano pochi minuti e Chiesa impegna Pickford con un gran destro dal limite. L'Inghilterra soffre e al 22' gli azzurri trovano il meritato pareggio. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la palla arriva sul secondo palo a Verratti che di testa colpisce il palo, Pickford non riesce a respingere e sulla ribattuta il più veloce di tutti è proprio lui Leonardo Bonucci. L'urlo italiano ammutolisce Wembley. Bonucci festeggia alla sua maniera…..sciacquatevi la bocca….e non solo inglesi del cavolo! L’allenatore inglese va in tilt, cambia e si dispera. Mancini risponde con Bernardeschi al posto di un Chiesa zoppicante. Si va ai supplementari con Belotti al posto di Insigne e Locatelli per Verratti. Poi Florenzi al posto di Emerson, ma succede poco o niente fino ai rigori, dove Donnarumma diventa protagonista parandone due. Bastano i gol di Berardi, Bonucci e Federico Bernardeschi, lucido e cinico come nella semifinale. A Wembley si sentono solo i cori azzurri. L'Italia è Campione d'Europa dopo ben 53 anni di attesa! Complimenti a tutto il gruppo per averci regalato questa estate pazzesca dopo un periodo davvero difficile. Ai calci di rigore eravamo quasi tutti per strada (grazie alla chiusura al traffico di Via Dandolo), tra chi non voleva vederli e chi era pronto ad urlare di gioia. Alla parata di Donnarumma la festa ha avuto inizio. Grazie alla Nazionale abbiamo potuto riaprire la sede del Club e soprattutto vivere la cavalcata degli azzurri in compagnia, tra compleanni festeggiati in sede (grande Mario Casafina), tra qualche birra stappata, tra battute goliardia, un modo per prepararsi alla nuova stagione, un modo per dare continuità alla nostra sede sociale che dopo mesi di forzata chiusura è tornata a risplendere ed è tornata a far sentire il suo ruggito dopo un gol. I festeggiamenti ad Andria sono stati molto rumorosi e soprattutto forse un pò troppo esagerati, noi nel nostro piccolo abbiamo deciso di mantenerci all’angolo tra Viale Roma e Viale Crispi assieme ai nostri figli sino alle due abbondanti. Da segnalare durante questa lunga cavalcata degli azzurri, anche la presenza in sede con la famiglia al completo, del Sindaco Giovanna Bruno nel corso della semifinale contro la Spagna. Bello vederla cantare l’inno nazionale in piedi dal suo posto. Bravissima Giovanna, a prescindere dagli ideali politici di ognuno di noi che resteranno sempre al di fuori della sede sociale, siamo orgogliosi di averti tra di Noi in maniera così presente. Bellissime emozioni, bellissimo vedere il nostro capitano GIORGIONE CHIELLINI con la COPPA in mano. Un successo che soprattutto lui e Bonucci hanno pienamente meritato. Ci auguriamo presto che possano provare le stesse emozioni anche con la maglia della JUVENTUS. Sarebbe la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria. Poi soltanto qualche giorno prima ci aveva mandato il video saluto che ha fatto il giro del web e dei social scatenando l’invidia di chi rosica da sempre. Alla faccia soprattutto di quel pezzo di merda di Bonolis, uomo senza senso, uomo volutamente con la u minuscola, uomo che non dovrebbe essere li in Tv ma che dovrebbe chiedere lavoro in qualche compagnia circense. Pagliaccio. Buona estate a tutti carissimi amici soci, carissimi lettori di questo nostro sito, carissimi amici del nostro Club. Cerchiamo di rilassarci un tantino prima di ricominciare con la nuova stagione ed il nuovo tesseramento.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! COME NOI POCHI! SEGUI NOI & LA JUVENTUS!

 

 
 
VACIAGO COLPITO DAL CALORE DELLO JUVENTUS CLUB ANDRIA
 

Venerdì 2 luglio, ad Andria, presso la sede dell’azienda CSA (main sponsor dell’iniziativa) Guido Vaciago, capo redattore di TuttoSport ha presentato in anteprima nazionale il suo libro che descrive 18 grandi campioni bianconeri, calciatori che hanno brillato sia in campo che nella vita, divenendo nel tempo vere e proprie bandiere per noi tifosi. Il nostro Club è stato letteralmente al centro dell’attenzione mediatica vista anche la presenza di molte Tv locali e non, tra le quali Telesveva e TeleNorba, oltre ai tradizionali siti web che raccolgono il maggior numero di utenti in Città. L’anno sociale 2020/2021 possiamo dire di averlo chiuso davvero alla grande. Badate bene, non era scontato portare così tanta gente in un afoso pomeriggio di inizio luglio, a poche ore, tra l’altro, dalla partita dei quarti di finale degli Europei della Nazionale di Roberto Mancini. Non solo era tanta la gente, ma erano tantissimi i ragazzini intervenuti. Il libro infatti si rivolgeva prevalentemente alle giovani generazioni. Grazie al contributo del CSA e degli altri amici sponsor, ogni bambino/ragazzino partecipante, ha ricevuto una copia del libro oltre ad una ricca merenda sempre offerta dal CSA, sponsor eccezionale dall’ospitalità a dir poco unica ed esemplare.  Sin dal suo arrivo in città Guido Vaciago ha potuto respirare la passione che trasmette il nostro Club da tutti i pori restandone piacevolmente colpito dalla nostra impeccabile organizzazione che non lascia davvero nulla al caso. Pranzo di benvenuto nella Piazza centrale della Città offerto dallo Sponsor Cinque Quarte della Famiglia Agresti, anche loro sono stati davvero unici in quanto a disponibilità e cordialità. Dopo una breve pausa, Guido, sempre accompagnato dal grandissimo Emanuele, il tassista ufficiale della Città di Andria, si è letteralmente catapultato nell’iniziativa. Ad accoglierlo i padroni di casa del CSA e i vertici dello Juventus Club. Visita dell’azienda accompagnato da Francesco De Lillo, squisito patron, per poi dopo aver pianificato la scaletta, con il giornalista Miky Di Corato e il presentatore della serata Riccardo Alicino, concedersi alle interviste delle TV e giornalisti presenti in un ambiente, per l’occasione, a forti tinte bianconere. Stupendo l’allestimento scenografico del giardino che ha ospitato la presentazione. Tutto perfetto. E’ stato ricostruito un campo da calcio mediante la realizzazione di un tappeto, dove i bambini si sono accomodati in attesa di incontrare il giornalista. Al suo ingresso un grosso applauso con la richiesta di Vaciago di realizzare un coro registrato da inviare a Giorgio Chiellini che in mattinata aveva fatto pervenire direttamente dalla Germania un suo video saluto al Club e alle scuole calcio della Victor Andria e della Nuova Andria che ci hanno collaborato nell’iniziativa (un grazie a Michele Leonetti e Vincenzo Carbutti), unitamente a quello di Claudio Marchisio commentatore per la Rai delle partite dell’Italia. Insomma si è proceduto di sorpresa in sorpresa tra lo stupore del pubblico presente. Anche l’Associazione Città Nuova Onlus della nostra socia Maria Magrone è stata parte attiva dell’iniziativa. Pronti via subito la presentazione di Guido Vaciago con le domande molto interessanti poste dal giornalista Miky Di Corato oltre al saluto introduttivo di Francesco Nicolamarino Presidente del Club. Poi arriva il Sindaco di Andria, Giovanna Bruno, intervenuta anche in qualità di socia iscritta. Dopo uno scambio di saluti tra il giornalista Vaciago ed il Sindaco Bruno oltre ad uno scambio di doni, si è arrivati al momento più toccante dell’iniziativa, ovvero al collegamento dalla Toscana di Federica Cappelletti, moglie dell’eroe Mundial del 1982 Paolo Rossi, meglio noto come PABLITO.  E’ stato davvero un bel momento incentrato sul ricordo di Paolo Rossi e sull’esempio che ha lasciato in dote soprattutto a chi oggi si approccia al mondo del calcio. Applausi per Lei e applausi per PABLITO da parte del pubblico presente. Poi il Sindaco Bruno ha raccontato di un aneddoto della sua infanzia collegato a Paolo Rossi quando ovviamente vestiva la maglia bianconera. Il collegamento si conclude con l’invito ufficiale ad Andria da parte del Sindaco alla Signora Cappelletti magari per sancire al meglio il ricordo dell’eroe Mundial. Il dibattito è poi proseguito con domande interessanti poste dai tanti ragazzini all’autore del libro, dai campioni del passato a quelli del presente, passando per le notizie di calcio mercato. Non sono mancate le domande anche da parte dei soci presenti prima delle conclusioni da parte del Segretario del Club Fabio Attimonelli il quale ha idealmente ripercorso le tappe di questi lunghi 18 anni di vita di Club affermando che all’epoca, mai avrebbe potuto immaginare di raggiungere dei risultati come quelli che si sono conseguiti e che sono oggi sotto gli occhi di tutti. Vaciago ha risposto con entusiasmo ad ogni singola domanda per poi alla conclusione del tutto concedersi agli autografi con dedica su tutte le copie dei libri acquistati. Un vero successo stante le 135 copie vendute. Un libro ben fatto e soprattutto da leggere tutto di un fiato. Terminato l’affettuoso assalto a Guido Vaciago e salutati tutti i ragazzini intervenuti, una delegazione del direttivo e dei soci del Club si è soffermata presso l’AZIENDA CSA per assistere alla partita della Nazionale. Una gradita sorpresa per tutti, in un ambiente molto familiare oltre che spettacolare sotto ogni punto di vista, con una saletta cinema a dir poco eccezionale. Alla fine vittoria della Nazionale sul Belgio per 2-1 con un brindisi a conclusione di una lunghissima giornata che ha visto il nostro Club ancora una volta protagonista. All’indomani e prima della partenza di Guido Vaciago una delegazione del Direttivo lo ha accompagnato dapprima presso la nostra sede sociale, poi nel centro storico e per concludere su al Castel del Monte dove abbiamo mostrato al giornalista e alla sua simpaticissima famiglia la bellezza del nostro maniero federiciano.  In conclusione e dopo aver ringraziato l’AZIENDA CSA, non possiamo dimenticarci di tutti gli altri amici sponsor, dal Ristorante Cinque Quarte della Famiglia Agresti a Soluzioni Edilizie di Riccardo Matera, dal Centro Ottica Fracchiolla sino a  Cassetta Petroli di Via Castel del Monte, da Campanale Autoricambi a Colorando, dall’Agenzia Funebre Eredi di Vincenzo Ernesto all’Azienda Agricola Lops Giuseppe (alla quale inviamo un abbraccio immenso stante il gravissimo lutto che nei giorni immediatamente a seguire, ha colpito il carissimo Antonio Lops), da Gallo Restaurant di Trani a Porcelli Centro Tim di Barletta e per chiudere l’immancabile Nodo Gordiano Camiceria. Che altro aggiungere se non di dichiarare tutta la nostra gioia, tutto il nostro orgoglio per essere riusciti ancora una volta ad organizzare al meglio un altro nostro evento. Siate sempre più orgogliosi di appartenere a questo grandissimo Club, raccontatelo in giro, non fatevelo raccontare. Siamo con orgoglio il quarto Club al mondo per numero di soci iscritti. Ci sarà un motivo?


 JC ANDRIA, SEMPRE IN PRIMA LINEA, SEMPRE UN PASSO AVANTI.


PRONTI A RIPARTIRE CON LA NUOVA STAGIONE? A BREVE TUTTE LE NOVITA’

 

 
 
LA CARICA DEI 150 ALLA FESTA DEL CLUB!
 

Finalmente! Non ne potevamo più di restare lontani e soprattutto senza della vita del nostro grande Club. Il 25 giugno è tornato a celebrarsi un importante appuntamento che ha sempre contraddistinto il finale di stagione dello JUVENTUS CLUB ANDRIA: la cena sociale. Una cena che nel corso degli anni si è trasformata in una vera e propria festa con tanto di serata danzante molto apprezzata dai nostri soci. I numeri sono cresciuti così tanto da avere sempre la difficoltà di individuare delle location che potessero contenere ed ospitare i nostri numeri a delle cifre ragionevoli. Dopo il periodaccio vissuto per colpa del Covid con lunghi lockdown che hanno completamente azzerato le nostre attività, ripartire con una festa così è stata tanta ma proprio tanta roba. Siamo tornati dopo ben nove anni dall’ultima volta nuovamente a Villa Lamapaola, prima conosciuta come Ristorante Umami. Splendida location di proprietà della Famiglia Tarantini che con molta ospitalità e garbo ha aperto le porte al nostro Club. Un grazie lo dobbiamo a Gianluigi grande juventino per la passione che ci ha messo nell’organizzare il tutto al meglio. Un ottimo menù completo di ogni portata ad un prezzo di favore. Tantissime le donne che hanno preso parte alla serata aperta con i ringraziamenti per i 4 sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa. Tutti i soci sono stati accolti con un brindisi di benvenuto, a dir la verità anche più di uno in molti casi….i saluti del Segretario Fabio Attimonelli ed il pensiero del Presidente Francesco Nicolamarino rivolto a Giampiero Boniperti. Presenti immancabilmente anche gli amici del Club di Barletta che non perdono mai l’occasione per dimostrarci tutta la loro amicizia, oltre a nostri soci iscritti di Trani, Bisceglie e Barletta. Michele U D J come a lui piace essere chiamato ha animato al meglio la serata. E’ stata una sorpresa per tutti, quella di ritrovare anche la musica che non era stata volutamente annunciata. Abbiamo ballato davvero tantissimo (anche trenini….stile matrimonio…), ne avevamo proprio voglia grazie alla splendida selezione musicale del grande U DJ. Bello rivedere volti sorridenti e soprattutto la gente divertirsi dopo un lungo periodo di difficoltà di ogni genere. E’ tornato finalmente lo JUVENTUS DISCO CLUB ANDRIA. Anche lo storico striscione del Club non poteva mancare appeso sin dal pomeriggio alla tettoia che copre una parte del giardino esterno. Ben 17 i tavoli allestiti, con 150 persone presenti, tutti ben distanziati tra di loro con una organizzazione perfetta curata al meglio da Sabino Chieppa e Fabio Attimonelli i quali non hanno lasciato davvero nulla al caso. Tantissimi i complimenti piovuti sia durante che terminata la festa. Ancora una volta ci siamo superati facendo parlare di noi con i tantissimi video che sono poi girati. Prima del taglio della torta è arrivata anche il Sindaco di Andria Giovanna Bruno che ha voluto portare il suo saluto da iscritta e tifosa juventina. Foto di rito con i tanti soci presenti e l’immancabile goliardia che ha contraddistinto l’intera festa. Festa terminata alle ore 2,30 con la gente che non voleva più andare via per quanto bene era stata. Non è mancata la tradizionale lotteria che ha visto vincere il primo premio, maglia ufficiale della Juve, da Maria Vittoria Sansaro moglie di Giuseppe Capuzzolo. Immancabili i cori contro i granata e le altre storiche avversarie. La Coppa Italia conquistata in questa stagione è stata degnamente festeggiata. Splendida la torta preparata dal nostro socio Giovanni Porro del BAR ASTORIA un autentico capolavoro di bontà e bellezza.


SIAMO TORNATI ALLA GRANDE, CHE NIENTE E NESSUNO PIU’ OSI FERMARCI.


JC ANDRIA, SEMPRE IN PRIMA LINEA, SEMPRE UN PASSO AVANTI.


GRAZIE PER LA PARTECIPAZIONE COSI’ NUMEROSA.

 

 
 
GUIDO VACIAGO CAPO REDATTORE DI TUTTOSPORT AD ANDRIA
 

Un'altra importante pagina di storia, del nostro grande club, sarà scritta venerdì 2 luglio alle ore 18,00 presso la sede dell’azienda CSA (main sponsor dell’iniziativa) dove la leggenda della Juventus sarà descritta da Guido Vaciago, capo redattore di TuttoSport che in anteprima nazionale proprio nella nostra città, presenterà il suo libro, attraverso i racconti di 18 grandi campioni bianconeri, calciatori che hanno brillato in campo e nella vita, divenendo nel tempo vere e proprie bandiere per noi tifosi. Il nostro Club sarà ancora una volta al centro dell’attenzione e sotto le luci dei riflettori per un'altra splendida iniziativa che andrà ufficialmente a chiudere l’anno sociale 2020/2021, un anno difficile ma che allo stesso tempo ci ha visto raggiungere, nonostante il Covid, dei risultati nuovamente sorprendenti. Da Boniperti a Cristiano Ronaldo, passando per Furino, Rossi, Platini, Zidane, Trezeguet, Del Piero, Dybala, Chiellini e molti altri. Un libro che appassiona tutti, dedicato specialmente ai ragazzi. Racconta, infatti, aneddoti curiosi di quando questi campioni erano nel pieno della propria giovinezza. Inutile ribadire che ci aspettiamo un altro pienone dopo quello registrato alla cena sociale. L’evento come detto si terrà presso l’azienda C.S.A sita in Viale della Costituzione nella zona Pip di Andria, alla presenza ovviamente dell’autore e giornalista Guido Vaciago e con l’intervento in collegamento streaming, di Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, leggenda del calcio italiano, eroe del Mundial ‘82, nonché pilastro della Juventus trapattoniana. Non mancheranno ulteriori sorprese per i ragazzini che interverranno oltre ai saluti speciali che arricchiranno la serata di Giorgione Chiellini direttamente dal ritiro della nazionale e di Claudio Marchisio autore della prefazione del libro. A presentare e moderare la serata ci saranno Riccardo Alicino e Miky Di Corato. Un grosso grazie lo dobbiamo agli amici sponsor che hanno sostenuto per intero i costi di questa splendida iniziativa, in primis l’Azienda CSA, passando per il Ristorante Cinque Quarte della Famiglia Agresti, per Soluzioni Edilizie di Riccardo Matera, per il Centro Ottica Fracchiolla, Cassetta Petroli di Via Castel del Monte, Campanale Autoricambi, Colorando, Agenzia Funebre Eredi di Vincenzo Ernesto, Azienda Agricola Lops Giuseppe, Gallo Restaurant di Trani, Porcelli Centro Tim a Barletta e Nodo Gordiano Camiceria. Che altro aggiungere se non di venire tutti alla presentazione del libro, libro che tra l’altro è andato esaurito presso la casa editrice stante l’altissimo numero di copie acquistate in prevendita (ben 115). Un libro ben fatto, un libro che narra al meglio la storia della Juve e dei campioni prescelti dall’autore. Non ci resta che attendere quest’altra bella serata. Siate sempre più orgogliosi di questo grandissimo Club, il quarto al mondo per numero di soci iscritti e soprattutto uno dei pochissimi che a questa data sta ancora chiudendo l’anno sociale scorso piuttosto che pensare già al tesseramento come molti altri. La differenza sostanziale sta tutta qui. Chi sceglie noi lo fa per la qualità del gruppo, per l’essere tifosi fuori dal comune, per l’essere una grande famiglia, NEI FATTI, NON SOLO A PAROLE. Grande anche l’attenzione mediatica che l’evento sta ricevendo. Per ulteriori informazioni non esitate a contattare il 320 6209445. Un ringraziamento speciale lo dobbiamo al carissimo Guido Vaciago per aver prescelto il nostro Club per il lancio del suo libro. Splendida persona, grande giornalista e professionista di cui ne apprezziamo molto i suoi quotidiani articoli sulla Juve. Finalmente avremo la possibilità di ospitarlo nella nostra terra per far meglio comprendere a lui, se ancora ci fosse la necessità, di quanta passione sprigiona da tutti i pori il nostro Club.


JC ANDRIA, SEMPRE IN PRIMA LINEA, SEMPRE UN PASSO AVANTI.


TUTTI ALLA PRESENTAZIONE

 

 
 
RITORNANO LE FESTE GRIFFATE JUVENTUS CLUB ANDRIA
 

Il 25 giugno a partire dalle ore 21 presso la splendida VILLA LAMAPAOLA sita in Via Trani, si terrà la cena sociale di fine stagione ma che avrà un duplice significato. Non solo torniamo a celebrare le nostre tradizionali feste ma questa sarà importante perché dopo quasi 18 mesi dall’ultima torniamo a creare questi importanti momenti di socializzazione all’interno del nostro Club. Da sempre il concetto di gruppo, di famiglia, ha assunto una importanza fondamentale nel nostro modo di fare e di essere. Purtroppo la pandemia aveva frenato tutta la nostra vitalità, tutta la nostra voglia di stare sempre assieme in ogni occasione, costringendoci anche alla temporanea chiusura della sede, durata quasi sette mesi. Lo avevamo detto che saremmo ritornati subito a riorganizzare eventi e rieccoci nuovamente qui a parlare di quello che più piace fare a noi: festeggiare sempre e comunque. Abbiamo da celebrare uno scudetto vinto ad agosto 2020, una supercoppa vinta a gennaio 2021 ed una Coppa Italia vinta a maggio scorso. Come sempre LA VECCHIA SIGNORA HA VINTO ANCORA. Abbiamo come sempre organizzato tutto nei minimi particolari, non lasciando davvero nulla al caso. La cena si svolgerà all’aperto e nel pieno rispetto delle regole anti covid 19. Avremo anche una piacevolissima musica di sottofondo che renderà la serata ancora più coinvolgente. Come sempre dopo un ampia promozione della serata attraverso le chat di whatsapp e messaggi in generale abbiamo da subito fatto un altro #SOLDOUT un pienone come solo noi sappiamo fare. 150 partecipanti, con ben sedici tavoli allestiti, stanno a significare che siamo una grandissima famiglia, stanno a significare tutta la passione, l’attaccamento e l’orgoglio di appartenere ad una realtà bella come la nostra. Grazie a tutti per aver risposto ancora una volta alla GRANDE, grazie agli amici sponsor che hanno permesso di organizzare la cena nel migliore dei modi, dall’AZIENDA AGRICOLA FEDERICIANA, al PANIFICIO PIZZERIA LE SFIZIERIE, dal CASEIFICIO MATERA all’AZIENDA NATURA&QUALITA’. Ci rendiamo sempre più conto che avremmo la necessità di reperire location sempre più grandi e capaci di ospitare i nostri numeri. Come sempre cifra molto contenuta, ottenuta grazie all’amicizia con il RISTORANTE che ci ospita. Un signor menù dall’entreè dello Chef sino alla torta offerta dal grande amico GIANNI del BAR ASTORIA, passando per gli antipasti, per il primo e per il secondo. 25 euro a persona. Semplicemente unici. A farla da padrone come sempre sarà la goliardia, la voglia matta di stare assieme e la passione smisurata per i colori bianconeri. Ci sarà anche la partecipazione di un nutrito gruppo di amici dello JUVENTUS CLUB BARLETTA che non perdono mai occasione per dimostrare tutta la loro amicizia nei nostri confronti. Nel frattempo avevamo già iniziato a stare assieme in occasione delle partite della Nazionale di Calcio. La zona bianca per la Puglia ha fatto si che la nostra sede potesse essere riaperta prima del tempo. Subito ci siamo riattivati per animare la sede e goderci la frescura estiva all’interno. Anche per gli ottavi di finale contro l’Austria la sede sarà operativa per quanti lo vorranno. Ingresso gratuito con partite seguite su SKY. Vi aspettiamo.


PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GUIDO VACIAGO, CAPO REDATTORE TUTTOSPORT, 2 LUGLIO ORE 18 – GIARDINO DELL’AZIENDA CSA. TUTTI PRESENTI, SEGUIRA’ COMUNICATO STAMPA.


SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMA…….JUVENTUS CLUB ANDRIA, PIU’ DI UN CLUB.

 

 
 
BONIPERTI: UNA BANDIERA CHE NON SARA’ MAI DIMENTICATA
 

Giampiero Boniperti all’alba del 18 giugno ci ha lasciato. Aveva 92 anni. Insieme alla famiglia Agnelli, che da quasi un secolo possiede il club, Giampiero Boniperti  è senz'altro la persona più importante e fondamentale di tutta la storia della Juventus. Non solo strepitoso calciatore e fenomenale dirigente, con un palmares che rappresenta una parte pesantissima di quello totale della società, ma inventore del concetto stesso di Juventus per come lo conosciamo noi. La “Juventus moderna” è frutto del suo pensiero di dirigente e dei suoi sentimenti di eterno innamorato del club, per il quale ha tifato, giocato, sofferto, provato le gioie più intense della sua vita. Da giocatore ha dato, con il suo esempio, una precisa impronta di attaccamento alla maglia e determinazione agonistica unite però a educazione e forma impeccabile. Diventato dirigente, con quei concetti, ha progettato le fondamenta della Juventus così come la conosciamo noi: società ben organizzataseria, nella quale l'imperativo è vincere e nessuno deve mai essere più importante della maglia e di ciò che rappresenta. C’è una frase che dice tutto di Boniperti e della Juve. La pronunciò in una delle ultime interviste rilasciate in occasione dei suoi novant’anni: «La Juve non è nel mio cuore, la Juve è il mio cuore». Settantacinque anni vissuti con la stessa maglia quale seconda pelle: prima da campione, poi da capitano, poi da presidente ed infine da presidentissimo. Boniperti, ha poco o nulla da spartire con il calcio business del terzo millennio, infarcito di debiti e plusvalenze, mercanti e figuranti, superleghe e superfiaschi, giocatori che indossano maglie diverse anche nella stessa stagione, naturalmente dopo avere baciato le precedenti. Boniperti no. Boniperti è la Bandiera che non verrà mai ammainata e che la Juve e i suoi tifosi non ammaineranno mai, al tempo in cui le bandiere non esistono più e, in molti casi, c’è chi s’è venduto pure l’orgoglio. L’ondata di emozione sollevata dalla sua scomparsa ha toccato anche i soci del nostro Club. Per tutta la giornata abbiamo nelle chat, dedicato a lui dei pensieri, dai più giovani ai più anziani. Boniperti ha incarnato la quintessenza dello spirito juventino, nella forma e nella sostanza. Nell’epoca in cui pullulavano i mecenati o presunti tali, egli è stato il pioniere dei presidenti manager, il braccio destro e anche il braccio sinistro dell’Avvocato. Si era ritirato a nemmeno 33 anni, nel 1961. Michel Platini, resta uno dei colpi simbolo della Juve targata Boniperti. La famiglia ha stabilito di celebrare per lui dei funerali in forma assolutamente privata. Avremo modo e tempo di ricordarne la sua figura, il suo essere, sin dalle prossime iniziative che organizzeremo, in primis la cena sociale e soprattutto in occasione della presentazione del libro di Guido Vaciago “JUVENTUS: i grandi calciatori”, un capitolo è proprio a lui dedicato (Boniperti l’uomo chiamato JUVENTUS) che si terrà il prossimo 2 luglio alle ore 18,00 in anteprima nazionale qui ad Andria, presso il giardino dell’Azienda CSA.   Grazie di tutto PRESIDENTISSIMO “la Juve era nel suo cuore, ma forse era il suo cuore”. Senza forse, aggiungiamo noi.


NESSUNO MUORE VERAMENTE SE VIVE NEL CUORE DI CHI RESTA. PER SEMPRE. BONIPERTI PER SEMPRE!

 

 
 
GIUSEPPE E MICHELA SPOSI!
 

Finalmente dopo un lunghissimo periodo in cui il Covid aveva fortemente condizionato le vite di ognuno di noi, siamo tornati a respirare un atmosfera di festa e di ritorno alla normalità, siamo tornati e celebrare un matrimonio di uno dei nostri ragazzi più storici: Giuseppe Leonetti. Dopo una lunghissima storia d’amore con la sua splendida Michela, finalmente sono convolati a nozze. Il Covid aveva visto più volte rinviato il matrimonio, ma loro non si sono certo persi d’animo, anzi, hanno coronato il loro sogno d’amore, organizzando una splendida festa lo scorso 15 giugno. La meritavano per tutti i sacrifici fatti nel tempo. Giuseppe come detto è uno dei soci più storici, nato a pane & Juventus Club grazie al suo papà Andrea che sin da piccolo lo conduceva sulla retta via degli stadi dove giocava la JUVENTUS. Quante volte è partito anche solo pur di portare la nostra storica pezza ANDRIA PRESENTE in ogni dove, nelle partite anche meno importanti. Nelle nostre feste ufficiali era sempre lui ad organizzare i video celebrativi. Quanto ha dato al nostro Club! Un ragazzo con la testa sulle spalle, un ragazzo che ha raggiunto tanti traguardi e soprattutto è anche riuscito a coronare una sua passione, un suo sogno: quello di diventare allenatore. Tutto iniziato per gioco ma poi diventata splendida realtà, calcando palcoscenici e campi importantissimi. Partito con una collaborazione ad Andria poi successivamente a Nardò, raggiunge la sua prima importante esperienza a Bisceglie, a Potenza l’esplosione  sino al Massimino di Catania in quest’ultima stagione. Che carriera brillante. Non possiamo che augurargli sempre il meglio soprattutto nella sua nuova vita matrimoniale con la sua Michela che possa presto vedere arrivare i frutti del loro amore. All’uscita dalla Chiesa Immacolata in pieno centro ad Andria, tanti gli amici del Club venuti a celebrare la loro unione. Una mega fumogenata organizzata intorno a tutto il sagrato esterno con tanto di tromba da stadio a dettare i ritmi dei cori per Giuseppe e Michela. Non poteva mancare anche la storica pezza ANDRIA PRESENTE con tanto di foto celebrativa all’esterno della Chiesa. La cara Michela ci perdonerà, vista la sua nota fede interista, ma sposando Giuseppe ha sposato la famiglia della JUVE. Michela e Giuseppe non possiamo che augurarvi il meglio ed il raggiungimento di ogni vostro desiderio. Siete davvero una splendida coppia. Auguroni anche a Papà Andrea e Mamma Anna oltre che a Davide suo fratello ed a tutta la famiglia. A presto Giuseppe, il Club resterà sempre casa tua noi ti seguiremo ovunque andrai!


MICHELA E GIUSEPPE EH EH… OH OH…..

 

 
 
VITTORIA NEL MEMORIAL “RUGGIERO E RICCARDO LORUSSO”
 


Si è svolto giovedì 10 giugno il Memorial “Ruggiero Lorusso e Riccardo Lorusso” un quadrangolare di calcio per ricordare due grandissimi sostenitori rossoneri di Andria venuti a mancare nei mesi scorsi a causa del maledetto Covid che ha segnato la vita di tantissime famiglie. Ruggiero e Riccardo erano due persone molto conosciute in città, non solo per la loro grande passione calcistica. Un torneo fortemente voluto dal Milan Club Andria in collaborazione con l’Oratorio Salesiano Don Bosco che ha ospitato il torneo nello storico campo nel centro della città. Una lodevole iniziativa alla quale abbiamo partecipato con grande piacere su invito proprio del Milan Club. A molti potrà sembrare strano, ma a prescindere dalla forte rivalità sul campo, quella resterà sempre, nella vita di tutti i giorni con i ragazzi del Club di Via XX Settembre si è instaurato un rapporto basato sul rispetto reciproco oltre che di condivisione e dialogo. In loro vediamo la stessa passione e determinazione che ci abbiamo messo noi nel nostro percorso iniziale del Club. Al torneo hanno preso parte oltre alla nostra rappresentativa e quella del Milan Club, anche quella della PGS DON BOSCO e della società FIDELIS ANDRIA. Numerosa la partecipazione di pubblico con una grossa presenza di nostri soci sia ai bordi del campo che nella squadra che ha visto ben 19 convocati con un Mister d’eccezione come Giuseppe Leonetti, allenatore in seconda nell’ultima stagione a Catania in serie C. Tutti ragazzi del Club, dai più giovani sino ai più adulti come Sabino Miccoli, Riccardo Rutigliano, Roberto Leonetti, Mimmo Strippoli e Michele Di Schiena, il capitano. Appena giunti ai campi i nostri si sono subito cimentati per appendere lo striscione storico del Club e le varie pezze che tradizionalmente portiamo sui campi d’Italia e d’Europa da sempre. E’ stata anche questa una emozione, ovvero tornare a riappendere le pezze dopo praticamente quasi 16 mesi dall’ultima volta. Non abbiamo perso l’abitudine vista la celerità con cui abbiamo sistemato il tutto, del resto come diceva il buon Vincenzo Quacquarelli….”abbiamo appeso pezze nei posti più scomodi ed impensati figurarsi all’Oratorio di Andria”…. Poi “squadra” negli spogliatoi con discorso del Mister e del nostro Presidente a cementare sempre più il gruppo. Noi il Club da sempre lo viviamo come una famiglia ed in queste occasioni lo si percepisce sotto tutti i punti di vista. Toccante la cerimonia iniziale con il momento di ricordo e preghiera durante il quale noi abbiamo srotolato uno striscione per onorare la memoria dei due tifosi milanisti: OLTRE I COLORI UNITI NEL RICORDO: RUGGIERO & RICCARDO CON NOI. Striscione che è stato poi appeso per tutta la durata del Memorial nell’angolo dove erano i nostri striscioni. Foto di rito e foto di gruppo poi il via al torneo con il calcio di inizio del Sindaco Giovanna Bruno.  La prima semifinale del Memorial è stata disputata tra la PGS ed il Milan Club, una partita avvincente che ha visto terminare la sfida ai calci di rigore dopo il 2-2 finale. Vittoria per i padroni di casa della PGS che conquistano la finale. Nella seconda semifinale è scesa in campo la nostra squadra che ha incontrato la FIDELIS ANDRIA. Primo tempo di marca bianconera con un 2-0 che poteva essere anche incrementato. Poi nella ripresa una serie di cambi ed una prestazione migliore della Fidelis hanno rimesso il risultato in discussione sul 2-1 rimasto sino al termine grazie soprattutto agli interventi prodigiosi del nostro portierone Stefano Zingaro. Un plauso a tutti i nostri ragazzi che hanno dato la loro disponibilità a giocare ed onorare il Memorial: vogliamo citarli tutti, oltre ai più anziani già menzionati: Silvio Capurso, Riccardo Giorgio, Giosuè Strippoli, Ivan Palladio, Mattia Miani, Vincenzo Miccoli, Nicola Mangione, Graziano Palladio, Savino Moschetta, Stefano Loconte e Nicola Zagaria. Un mix d’esperienza e gioventù. Da premettere che altri soci per sopraggiunti impegni non hanno più potuto indossare seppur per pochi minuti la maglia del nostro Club oltre a Lorenzo Zagaria e Maurizio Capurso (nostri soci) ceduti in “prestito” alla PGS…..ahahahhaha, questo per farvi comprendere come le nostre chiamate “alle armi” siano sempre partecipate in ogni senso! Conquistata la finale i nostri si sono intrattenuti a parlare con il Sindaco Giovanna Bruno, nostra socia iscritta. Poi qualche coro all’indirizzo del Presidente al quale si chiedeva di portarci a mangiare al termine del torneo. Insomma l’immancabile goliardia. Nella finale per il terzo posto la vittoria è andata ai ragazzi del Milan Club che hanno avuto la meglio sulla Fidelis per 3-1. Poi la finalissima tra lo JUVENTUS CLUB ANDRIA e la PGS DON BOSCO. Partita difficile ma ben giocata dai nostri che si sono aiutati l’uno con l’altro giocando di squadra. Subito sul 2-0 con il nostro portiere sempre sugli scudi. Poi partita riaperta ma subito richiusa grazie ad un gran gol di Nicola Zagaria. Mattatore della serata Vincenzino Miccoli. Anche Josuè Strippoli è andato a segno. 3-1 il finale e Memorial conquistato. Ma non era importante vincere in questo caso, era importante esserci, era importante condividere il ricordo di due grandi tifosi, era importante dimostrare di essere una grande famiglia. Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo invito e soprattutto di aver risposto alla grande. Ringraziamo il Presidente del Milan Club Giuseppe Massaro, ringraziamo Savio Tesoro e Davide Scamarcio per la puntuale informazione su tutto. Un grazie anche all’Oratorio che ci ha ospitato e a Vincenzo Carbutti (nostro socio iscritto) vocalist del torneo. Ringraziamo anche il socio Giuseppe Mangione per aver fatto da fotografo a tutto il torneo. E’ stata una gran bella serata è siamo certi che da lassù Ruggiero e Riccardo saranno stati orgogliosi delle loro gente. Abbiamo anche partecipato alla raccolta fondi spontanea per l’istituzione di una borsa di studio all’Università di Bari e Foggia nella facoltà di Scienze Motorie che aiuterà i ragazzi destinatari nel loro percorso di studi. A settembre sarà presentata l’iniziativa è noi come sempre ci saremo.


NESSUNO MUORE VERAMENTE SE VIVE NEL CUORE DI CHI RESTA. PER SEMPRE. RUGGIERO E RICCARDO CON NOI!


 

 
 
CIAO LELE, SARAI SEMPRE CON NOI
 

Una notizia tremenda, una notizia che mai avremmo voluto ricevere, giunta sabato pomeriggio. Raffaele Clerin per gli amici LELE dello JUVENTUS CLUB MONTEROSA di Lillianes (Aosta) è venuto improvvisamente a mancare all’affetto delle sue figlie, dei suoi cari e dei tantissimi amici con i quali condivideva la sua passione più grande: la JUVENTUS. A 50 anni, portato via da un problema cardiaco in maniera assurda, da lasciarci tutti sgomenti e senza parole, con tanti perché….. Con lui abbiamo macinato km e km, condiviso tantissime emozioni, tantissime goliardate, in Italia e in Europa, tra fiumi di birra e soprattutto nel segno di una amicizia storica tra il suo Club ed il nostro. Una amicizia oramai ventennale che ci ha visto spesso presenti su da loro e viceversa, loro giù da noi. Come non ricordare proprio l’ultima edizione del Memorial Lorenzo Lomuscio quando ha accompagnato qui ad Andria Moreno Torricelli (nella foto dell’articolo mentre era nella nostra sede sociale), il campione bianconero a cui è intitolato il Club di Monterosa. Ad Andria si sentiva come a casa. Quante ne abbiamo combinate assieme caro Lele, assieme ai tuoi tanti fratelli bianconeri che oggi sono orfani di uno dei più grandi gobbi della Bassa Valle d’Aosta. Potremmo stare qui a ricordare i tanti aneddoti e ricordi delle decine e decine di trasferte caro LELE ma la commozione e l’incredulità stanno prendendo il sopravvento mentre scriviamo queste quattro riga. Possiamo solo dirti che ci sentiamo onorati di averti avuto come amico leale e sincero, tu stanne certo che continuerai a vivere sempre nel cuore di tutta la gente che ti ha voluto bene. In ogni stadio, siamo certi, il tuo nome sarà sempre li al fianco della Vecchia Signora. Salutaci lassù i nostri fratelli bianconeri scomparsi. Vogliamo immaginarti li nella Curva Paradiso con tutti loro mentre continui a sostenere la JUVE. Ciao Lele grande GOBBO. Nessuno muore veramente, se vive nel cuore di chi resta. Per sempre. Un ideale abbraccio alle sue figlie e alla sua famiglia oltre che a tutti i nostri grandi amici dello JUVENTUS CLUB MONTEROSA “Moreno Torricelli” della BASSA VALLE D’AOSTA.


Non appena torneremo su verremo a renderti omaggio!


LELE PER SEMPRE! L’ANDRIA GOBBA

 

 
 
SIAMO IN CHAMPIONS, ALLA FACCIA DI TUTTI. GIORGIA VIVE
 

La Juventus va in Champions League, li dove merita di essere, alla faccia di chi aveva, troppo frettolosamente, celebrato il nostro funerale ma soprattutto alla faccia di chi oggi sta soffrendo per l’ennesima “inculatura” ricevuta dalla JUVENTUS. Frustrati e ossessionati da un incubo chiamato JUVE! Non ci va l’ASL Napoli, fermata clamorosamente sull'1-1 dal Verona al San Paolo (ma quale Maradona….). Come sempre esiste una giustizia divina che ha deciso di accanirsi contro quel pagliaccio del loro presidente. In un finale che ha certamente danneggiato le coronarie di noi tifosi bianconeri, che nel secondo tempo eravamo collegati prima con Bergamo poi con Napoli per seguire le due partite che decidevano il nostro destino. E alla fine il clamoroso pareggio di Faraoni ha regalato alla Juventus quello che una stagione assurda le stava togliendo. Giusto?  La classifica non mente e racconta di tre squadre, Juventus, Milan e Napoli che tutte hanno buttato punti in partite nelle quali non dovevano buttarli. Il Benevento del Napoli si chiama Verona, quella che per la Juventus è stata la sconfitta simbolo di un'annata senza continuità. Pirlo raggiunge l'obiettivo minimo vincendo per 1-4 a Bologna, dopo aver conquistato la Supercoppa e la Coppa Italia, illuminando la sua stagione con una luce diversa sotto il profilo dei risultati. Non è bastato però per tenersi la panchina, ci dispiace molto perché ha dimostrato tutto il suo attaccamento verso la nostra maglia, verso il nostro ambiente. Ha esultato come UNO DI NOI, ma ha commesso degli errori, spesso anche grossolani. Era normale non avendo l’esperienza giusta per guidare una fuoriserie, ma siamo certi che questa annata gli tornerà utilissima per il proseguo della sua carriera che speriamo un giorno possa nuovamente vederlo protagonista sulla nostra panchina.  E nell'ultima gara della stagione Andrea Pirlo si gode una partita eccellente. Mai vista una Juventus così frizzante nel 2021. Certo, il Bologna non sembra alle prese con la partita della vita e i primi due gol bianconeri ne sono la riprova. Ma il gioco juventino fluisce con rapidità, gli inserimenti da dietro di Rabiot funzionano, Kulusevski sulla destra martella la difesa bolognese, Chiesa è ficcante, ma soprattutto Dybala orchestra dalla trequarti con invenzioni e giocate che fanno lievitare in modo abnorme i rimpianti per non averlo avuto a completa disposizione. Con un Dybala così nel resto della stagione avremmo raccontato sicuramente una stagione diversa. C'entra il fatto che Ronaldo sia rimasto in panchina? Non può essere una semplice coincidenza, ma non si può neanche arrivare a conclusioni troppo spericolate sulla base di una partita molto meno impegnativa della media. E' indubbio che l'assenza di Ronaldo, dell'ultimo Ronaldo, meno vivace e feroce, renda più dinamica la manovra offensiva della Juventus ma non va assolutamente dimenticato l’apporto che Cristiano ha dato alla nostra maglia in questa stagione, dove spesso ha dovuto togliere lui le “castagne dal fuoco” vincendo anche la classifica dei capo cannonieri con ben 29 reti in 33 partite giocate. Numeri pazzeschi per il campione portoghese! L'azione del gol del 2-0 è un piccolo gioiello di Dybala, che entra in area volando sulla destra, dribbling, finta e cross in mezzo calibrato con un delizioso tocco da sotto che trova la testa di Morata. Lo spagnolo deve solo spingere la palla in rete, l'azione dell'argentino è da delirio per noi tifosi. Ma Dybala entra anche nell'azione del 3-0, impostando l'azione che viene rifinita da Chiesa e Kulusevski per l'inserimento di Rabiot che infila facile. Anche da quest'azione possono scaturire rimpianti stagionali come scintille. Quante volte i centrocampisti bianconeri non sono riusciti a inserirsi negli spazi aperti dagli esterni e dallo stesso CR7? La Juventus parte concentratissima e accanita: passa in vantaggio con Chiesa dopo 6', raddoppia con Morata al 29' e spinge sull'acceleratore fino al 45' quando Rabiot firma il 3-0. Non corrono rischi di complicarsi la vita, i bianconeri, chiudono la partita prima che possa incominciare. Poi la concentrazione della squadra si sposta in panchina, dove chi non gioca guarda i cellulari collegati in streaming con la partita di Bergamo e quella di Napoli (alla fine Ronaldo entra nella cronaca per la smorfia con cui commenta il gol dell'1-0 del Napoli). Nel frattempo entra in campo anche Pinsoglio, il simpaticissimo terzo portiere bianconero, beniamino dei tifosi e amico fraterno di Szczesny e Buffon. Incassa un gol, ma resta comunque il clima di festa di fine stagione, una festa celebrata a bordo campo in collegamento con gli altri campi e un'esultanza esplosiva al fischio finale della partita di Napoli.  E’ stata una grossa soddisfazione anche per noi tifosi della Vecchia Signora che privati del poter stare tutti assieme a causa dell’ennesimo decreto ci siamo suddivisi in gruppi e gruppetti per assistere a questa sfida decisiva, chi in casa di amici, chi da parenti, chi in campagna con gli amici di sempre. Insomma la tensione era alle stelle, la si poteva tagliare a fette. Occhi tutti puntati sugli altri campi. Una sorta di revival del 5 maggio. Prima la delusione per una Atalanta molto remissiva, poi quella per il vantaggio del Napoli che sembrava aver spento ogni speranza per la nostra Juve, ma poi alla rete dell’Hellas Verona non si è capito più nulla. Nelle chat del Club tutti a contare i minuti che mancavano, tutti ad implorare il Santo di turno, chi ad imprecare, chi a parlare da solo, chi isolato in un mutismo quasi “selettivo”. Poi alla fine l’urlo ideale di Via Enrico Dandolo si è trasferito di casa in casa, di balcone in balcone, di socio in socio. Entusiasmo davvero alle stelle tra tutti i nostri soci. Abbiamo vissuto una settimana spettacolare che ci ha fatto riscoprire il valore anche di successi meno importanti. Se l’anno sabbatico della nostra JUVE doveva essere questo….che ben vengano anche altri allora. Due trofei e qualificazione alla prossima CHAMPIONS mantenuta che altro chiedere di più. Alla faccia di chi pensava che il nostro ciclo fosse concluso, che la JUVE fosse già morta. Ed invece siamo qui da 10 anni a raccontarvi delle nostre godurie, mentre altrove pensavano che il titolo di campioni d’inverno portasse alla fine qualche trofeo o peggio ancora chi sino a ieri pensava di aver aperto un ciclo….vincendo il primo titolo dopo 10 anni, ma già oggi vede scenari cupi e nuvole nere che si addensano nuovamente all’orizzonte. Sono durati in pratica da Natale a Santo Stefano. Pagliacci. Abbiamo festeggiato in pratica più noi che loro….ahahahahahhahaha! Alla Juve raggiunto l’obiettivo finale è già tempo di programmare il futuro prossimo. Sulla panchina dopo aver salutato ANDREA PIRLO che ringraziamo sentitamente è stato richiamato MASSIMILIANO ALLEGRI. Crediamo che sia stata la scelta migliore che si potesse fare in questo momento. Noi per carità avremmo dato fiducia a Pirlo anche per la prossima stagione, ma ci fidiamo delle scelte societarie. Quindi bentornato MAX, mettiamo da parte tutte le polemiche che avevano accompagnato il suo ultimo anno alla JUVE per ripartire subito vincendo e soprattutto per tornare grandi in EUROPA. Anche noi al Club abbiamo già iniziato la programmazione della prossima stagione tenendo in settimana una riunione del Direttivo in presenza. Tanti gli argomenti sul tavolo, primo fra tutti, la soddisfazione di aver potuto mantenere la nostra sede sociale. Parteciperemo il 10 giugno ad un quadrangolare organizzato dall’Oratorio Salesiano e dal Milan Club Andria in onore e ricordo di due grandi tifosi rossoneri: RICCARDO LORUSSO E RUGGIERO LORUSSO. Ci sarà anche la nostra formazione scelta tra i nostri soci iscritti. A completare il quadro dei partecipanti anche la PGS DON BOSCO ed una rappresentativa della Società FIDELIS ANDRIA. Sarà sicuramente una bella serata che andrà a rimarcare tutta la stima ed il rispetto che abbiamo sul territorio. Un invito a cui abbiamo subito accettato perché come sempre andiamo oltre i colori se alla base di tutto vi è il rispetto. A breve organizzeremo anche una cena sociale di fine stagione, finalmente aggiungiamo, dopo mesi in cui non si è potuto organizzare nulla. Stiamo individuando una location che possa permetterci in buon numero ed in sicurezza di stare tutti assieme visto che in tanti ci chiedono di organizzarla. La JOFC LEAGUE si è conclusa con il nostro secondo posto a livello mondiale. Il simpaticissimo gioco dei pronostici che ci ha visti impegnati sin dal mese di dicembre scorso. Grazie a tutti per la costanza messa nel gioco sino all’ultima giornata nonostante avessimo oramai in tasca il secondo posto assicurato. Abbiamo anche stabilito i premi per i primi 5 nostri soci nell’ordine della classifica generale dei soci di tutto il Mondo. Ha vinto Vito Coratella piazzatosi al ventesimo posto, seguito da Nicola Pisani, da Antonio Lops, da Riccardo Liso e da Stefano Geniale. A loro le maglie ufficiali della Juventus e la felpa dello JUVENTUS CLUB ANDRIA. In occasione della riunione del direttivo abbiamo anche consegnato la maglia ufficiale ed autografata che LEONARDO BONUCCI ha voluto donare a GIORGIA LOMUSCIO, la figlia del nostro socio GIUSEPPE venuta a mancare quasi cinque anni fa. Nell’anno in cui avrebbe compiuto i suoi 18 anni come Club abbiamo voluto fare questa sorpresa alla famiglia chiedendo per il tramite della Società che un calciatore della rosa potesse fare questo gesto. Ringraziamo BONUCCI che ancora una volta ha dimostrato tutto il suo essere sensibile ed attento verso ogni tematica e problematica. Nella foto di questo articolo abbiamo volutamente messo questa dedica per GIORGIA che grazie al ricordo di tutti continua a VIVERE IN MEZZO A NOI!  


Abbiamo come sempre avuto ragione a crederci FINO ALLA FINE e………l’Azerbaigian……..può aspettare……….ahahahahahhahahha


CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI!


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! 2° IN CLASSIFICA NELLA JOFC LEAGUE. COME NOI POCHI!

 

 
 
LA VECCHIA SIGNORA HA VINTO ANCORA: #ITAL14NCUP #GODURIA
 

Ma quanto stiamo godendo noi gobbi? Tanto. Ma quanto stanno rosicando gli altri? Assai……(la loro festa…..durata da Natale a Santo Stefano….ahahahahha).  Era l’esordio con indosso la maglia della stagione che verrà (spettacolare, la vera maglia della Juve), era il giorno dei 42 anni compiuti da Andrea Pirlo, era il giorno degli 11 anni della presidenza targata Andrea Agnelli (allo stadio presente con John Elkann) ma era soprattutto il giorno che offriva la possibilità di prendersi la 14ª Coppa Italia della storia bianconera che ha permesso alla JUVE di trionfare per il decimo anno consecutivo in almeno una competizione. Anche Cristiano Ronaldo ha aggiunto un altro record ai tantissimi già conseguiti: quello di vincere tutto in tre Paesi differenti ed è stato anche l’ultimo trofeo conquistato da Gigi Buffon juventino con 900 tifosi gobbi nuovamente sugli spalti, compresi i nostri quattro soci partiti per Reggio nell’Emilia. La Juventus dunque aveva un sacco di motivi ed un sacco di stimoli per far sua la notte del MAPEI STADIUM (campo porta fortuna in questa stagione) e alla fine ha meritato la Coppa, subendo il giusto nel primo tempo e prendendo campo nella ripresa ai danni di un’Atalanta che nei momenti decisivi è stata colta da un eccessivo nervosismo dettato dall’inesperienza degli orobici. I bianconeri hanno battuto i nerazzurri bergamaschi non solo nel risultato ma soprattutto nell’intensità che ha accompagnato la pressione sugli avversari, nella ferocia con cui hanno sfruttato le occasioni legittimando la loro supremazia, nella voglia con cui tutti (calciatori e tifosi) ci siamo presi un trofeo che vale tantissimo in un’annata piena di tante difficoltà. La Coppa Italia è stata vinta anche da Pirlo che in tre partite stagionali contro la Dea non ha mai subito senza reagire com’era accaduto, ad esempio, nella stagione passata con Sarri al timone o ancora prima con Allegri, ma se l’è sempre giocata fino alla fine. E se questa sarà davvero la penultima partita del tecnico bresciano alla guida della Juve, beh, la doppietta Supercoppa-Coppa Italia è un ottimo lasciapassare per il proseguo della sua carriera. Noi speriamo possa davvero continuarla in panchina con la nostra JUVE. S’è visto nella squadra orgoglio, s’è visto cuore, s’è vista grinta. Pirlo, proprio lui, al solito sorprende ed esclude Dybala e Morata per la seconda volta di fila, con Kulusevski (che sarà uno dei migliori in campo, gol a parte) confermato a sostegno di Ronaldo con  McKennie e Cuadrado a supporto. Pronti, via l’Atalanta sembra essere più in palla con Buffon subito impegnato (paratona di Super Gigi). De Ligt e Chiellini iniziano la loro personale sfida contro il gigante Zapata e saranno scintille in serie. La Juve in ripartenza prova ad approfittare di qualche errore degli atalantini: come quando su una serpentina di Kulusevski è McKennie ad arrivare in lieve ritardo sul pallone. Il possesso è però prevalentemente nerazzurro, di fisico e tecnica l’Atalanta prevale. D’improvviso, alla mezz’ora, un lampo: l’1-0 di Kulusevski su contropiede juventino originato da un intervento del solito Cuadrado e finalizzato da McKennie per lo svedese che con uno strepitoso sinistro a giro (la specialità della casa) zittisce tutti, con tanto di gesto eloquente anche chi tra i tifosi, aveva avuto da ridire in questa scelta del Mister. Dieci minuti e l’Atalanta però pareggia: Rabiot commette un altro dei suoi errori facendosi anticipare ingenuamente mandano in rete gli avversari. Il secondo tempo si apre con una buona occasione per McKennie: l’americano, servito da Cuadrado, la piazza di testa ma non centra la porta. La Juve, dopo aver rischiato nel momento in cui De Ligt s’immola letteralmente su Romero rimettendoci quasi una caviglia, approfitta della verve di Chiesa del secondo tempo che prima scodella un assist per Kulusevski, murato da Gollini. Di li è un crescendo, perché l’esterno centra anche il palo dopo aver ricevuto un sublime assist di tacco da Ronaldo: ad essere sinceri, pare più un gol sbagliato che un colpo di sfortuna. Gasperini corre ai ripari mettendo altre forze fresche. Ma la Juve resta molto compatta sfiorando più volte la rete e che prima della mezz’ora torna in vantaggio, quando Chiesa triangola con Kulusevski e batte Gollini senza pietà. La fortuna, per Pirlo, è che Federico stava per essere sostituita con Dybala: il cambio avviene subito dopo la rete del 2-1 (risultato finale). I bianconeri spingono ancora con De Ligt con un finale a sorpresa, perché al posto di Kulusevski entra Bonucci nonostante fosse stato catalogato da Pirlo tra gli infortunati per via di una distorsione al ginocchio. C’è grande nervosismo e i tre cartellini gialli a carico degli atalantini, raccontano le difficoltà atalantine nel recuperare il risultato, con il contorno finale dell’espulsione comminata ad un calciatore della panchina bergamasca. Alla fine è festa juventina: bella, meritata, coinvolgente, con Buffon portato in trionfo. Con i tifosi festanti (finalmente), con tutti noi tifosi dalle proprie case pazzi di gioia per quest’altro incredibile successo. Peccato non aver potuto assistere alla partita tutti assieme dal Club, ma il decreto del 18 maggio ha purtroppo cambiato le regole. I circoli sociali e ricreativi potranno riprendere le attività soltanto a partire dal 1 luglio prossimo. Assurdo. Con il decreto del 22 aprile era stata prevista la riapertura in zona gialla. Due partite abbiamo potuto trasmettere in sede (Sassuolo e Intermerda) è subito il nuovo stop. Roba da matti, in giro oramai vi è il mondo, non vi sono più regole, ma noi dobbiamo continuare a restare chiusi. Peccato, perché era tutto pronto. Avremmo dovuto celebrare assieme quest’altro successo, l’ennesimo di questi 10 anni a dir poco spettacolari, un trionfo che da continuità a quelli degli anni precedenti, permettendoci di continuare un ciclo, in un anno in cui abbiamo iniziato il rinnovamento e ringiovanimento. La vittoria della Coppa Italia casualmente è maturata proprio grazie a due dei nostri giovani, a due dei nuovi calciatori. Nulla avviene per caso. Inutile raccontavi delle emozioni che abbiamo provato al fischio finale. Nel silenzio delle strade si sono udite le urla di gioia dei tantissimi gobbi andriesi. Ma le emozioni più grosse sono state vissute da Alessandro, Stefano, Emanuele e Claudio, i nostri quattro soci partiti per Reggio Emilia.Hanno raccontato la trasferta minuto per minuto, con Stefano in treno e tutti gli altri in auto. Giunti a Reggio si sono dati subito appuntamento con tanto di sciarpe del Club, sotto la Sud del Mapei, birra di rito, per poi avviarsi alle procedure di controllo dettate dalle regole anti Covid. Nulla di che, anzi ci dicono di aver fatto tutto in fretta per poi entrare nello stadio posizionandosi a debita distanza ma vicini tra di loro, dietro di una balaustra dove hanno appeso una sciarpa in lana del Club con tanto di adesivo quasi a voler significare….”non li vedi ma ci sono….”, una sorta di pensiero per tutti coloro che avrebbero meritato di essere li. Si è sentito spesso il tifo dei novecento al seguito, una piacevole novità ritrovata dopo quasi 15 mesi di silenzio assurdo. Al gol di Chiesa perso ogni controllo della situazione, al fischio finale delirio assoluto con la squadra sotto la curva a festeggiare. Sono ripartiti da Reggio subito dopo la partita, tranne Stefano Loconte che ha pernottato su per poi riprendere all’indomani il treno. Bravi, anzi bravissimi. Sono stati anche intervistati da una emittente locale, da Radio Rai e soprattutto da TuttoSport (Alessandro D’Ercole e Stefano Loconte) con tanto di articolo pubblicato il venti maggio sul quotidiano sportivo torinese (foto dell’articolo la inseriremo nella gallery….che finalmente torna ad aggiornarsi). Insomma alla prima uscita dopo quindici mesi, abbiamo subito fatto parlare di noi, abbiamo da subito ripreso ad essere al fianco della vecchia signora, a modo nostro come sempre, ma NOI ERAVAMO LI. Complimenti ragazzi per esserci stati e per averci fatto rivivere emozioni che avevamo oramai dimenticato. Da agosto si ritornerà tutti assieme, come piace a noi. Adesso siamo pronti per quest’ultimo turno di campionato che potrebbe regalarci ancora emozioni. Noi ci crediamo FINO ALLA FINE, come sempre, mal che vada siamo soddisfatti comunque per aver portato a casa ben due trofei stagionali rispetto a tantissime altre squadre che anche per questa stagione dovranno dire…….vinceremo l’anno prossimo.


#ITAL14NCUP #JUVECAMPIONE


Tutti in Azerbaigian……..(forse)…….CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI!


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! 2° IN CLASSIFICA NELLA JOFC LEAGUE. COME NOI POCHI!

 

 
 
SPERANZA AL CUADRADO…..BATTUTI I TAMPONI D’ITALIA
 

La Juve batte l’Intermerda nel nome di Juan Cuadrado. Anche in questa stagione nonostante tutto, nonostante le difficoltà incontrate, nelle sfide contro i cartonati siamo riusciti ad affermare la nostra storica supremazia. Su ben 4 sfide ben due le vittorie per noi, un pareggio ed una sconfitta. Di colpo lo scudetto è tornato ad essere importante. Lo vincevamo noi è non valeva niente, lo hanno vinto loro, nell’anno della pandemia, nell’anno delle cose più strane, nell’anno in cui tutto è stato concesso….anche recuperare gare dopo che si era giocata prima quella di ritorno. I tifosi di quella squadra di merda devono prima far pace con il loro cervello poi magari possono dire la loro. Noi gli consiglieremmo di farsi vedere da qualcuno molto bravo…..Non tanto pensano a godersi un successo dopo 10 anni di vacche magre ma quanto stanno li a pensare sempre a noi. Vivono male perché sono ossessionati dalla Juventus. Che vita di merda……Veniamo alla partita di sabato pomeriggio che abbiamo potuto finalmente vedere per intero nella sede del nostro meraviglioso Club, tornato a rianimarsi, tornato all’entusiasmo che da sempre ci contraddistingue. Il quartiere si è subito accorto della nostra presenza. Presenza in totale sicurezza, come previsto dalle attuali normative in materia covid. Circa una sessantina i presenti che hanno festeggiato come non mai alle reti della Juventus, soprattutto dopo quella decisiva della vittoria per 3-2 maturata quasi allo scadere su calcio di rigore procurato e messo a segno da Cuadrado. Il colombiano ha trovato le prime reti stagionali nella giornata più importante per la Juventus firmando una doppietta. Tre punti che servono ai bianconeri per non riporre le speranze in chiave Champions League (già raggiunta aritmeticamente dall'Atalanta). Siamo rimasti in vita grazie al clamoroso pareggio casalingo del Milan contro il Cagliari, rossoneri chiamati adesso dalla difficile trasferta di Bergamo domenica sera. Al Milan per raggiungere l’obiettivo servirà necessariamente vincere contro l’Atalanta che vorrà però centrare il secondo posto in campionato, risultato storico mai raggiunto prima. Anche la Juve dovrà vincere se vorrà provare a superare ed approfittare di un eventuale passo falso della RIGORISTA ex capolista……. Più semplice appare il compito del Napoli in casa contro l’Hellas Verona. Insomma un intreccio di partite per novanta minuti che ricordano la giornata del 5 maggio, sperando nello stesso epilogo per noi. La Juve ha cercato di mettere sin da subito qualcosa in più rispetto a un'avversaria già soddisfatta di quanto ottenuto, con un arbitro protagonista per tutto l’incontro. Il “pupo nero…” ha assegnato due rigori e decretato il 2-2 nerazzurro, dopo averlo annullato in un primo tempo, sempre chiamato dal Var. Pirlo ha lasciato clamorosamente in  panchina Morata e Dybala, con Kulusevski in attacco al fianco di Ronaldo, per un 4-4-2 simile a quanto visto mercoledì a Reggio Emilia con il Sassuolo. Juventus subito pericolosa con Kuluseveski, sul suo destro interviene un difensore merdazzurro di testa a pochi passi dalla linea. È l'unica fiammata fino a quando la VAR interviene per il primo rigore: Handanovic intercetta la conclusione di Ronaldo, il portoghese firma l'1-0 sulla ribattuta. Dopo una manciata di minuti, stessa scena: ancora la VAR che richiama Calvarese e nuovo tiro dal dischetto. Szczesny spiazzato e risultato in parità. Bianconeri che si risvegliano nel finale: Handanovic annulla le conclusioni di Chiesa e Rabiot, ma può nulla quando una deviazione rende imparabile un tiro violento di Cuadrado. La ripresa si apre con un'altra decisione controversa di CalvareseBentancur interviene su Lukaku, il fallo non appare così cattivo eppure arriva il secondo giallo per l'uruguaiano. Pirlo corre ai ripari e passa al 4-4-1 inserendo (dopo McKennie per Kulusevski), Demiral per Chiesa e Morata per CR7, che non gradisce, anche se dà il "cinque" a Pirlo: il portoghese resta per qualche momento fermo in piedi, poi si dirige nello spogliatoio senza raggiungere gli altri compagni in tribuna. L'Inter spinge alla ricerca del pareggio, incocciando in Szczesny, bravo ad annullare un colpo di testa ravvicinato. È il primo episodio di un finale che riaccende il match. I nerazzurri trovano il pareggio su autorete di Chiellini, dopo la correzione della VAR e quando tutto sembra oramai perso per la JUVE ecco arrivare il secondo rigore per un contatto Perisic-Cuadrado. Trasforma lo stesso colombiano, protagonista anche dell'episodio (subisce il fallo) che porta al secondo giallo di Brozovic. È l'ultimo sussulto che conduce al 3-2 finale bianconero. Grande entusiasmo al Club con cori è tradizionale goliardia. Poi una domenica di passione con il risultato del Milan a tenerci in gioco e soprattutto a metterci di ottimo umore in vista della settimana decisiva. Di meglio non si poteva chiedere in un periodo così e alla vigilia della finale di Coppa Italia. Anche nelle chat dei soci l’entusiasmo dei soci è tornato su livelli abituali. Nessun volo pindarico ma con una consapevolezza che la JUVENTUS NON MUORE LETTERALMENTE MAI. Bene abbiamo fatto noi a non MOLLARE MAI. Adesso ci giocheremo tutto in pochissimi giorni, Coppa Italia e accesso alla Champions League. Un passo alla volta, prima ci sarà da vincere la difficilissima finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, autentica rivelazione di questi ultimi anni. Finalmente sugli spalti ci sarà il pubblico in tutti i settori seppur in maniera limitata, ma in uno stadio come quello di Reggio Emilia, farà la differenza. Anche il nostro Club sarà rappresentato da 4 soci che raggiungeranno in auto e in treno la città del Tricolore. Onore a loro per aver deciso di esserci. Due già vaccinati, uno guarito dal Covid e un altro con tampone fatto entro le 48 ore prima. Pur di esserci si sottoporranno a delle trafile assurde ma imposte dal periodo. Noi tutti a maggioranza larghissima avevamo stabilito di non esserci ma lasciando libera scelta ai pochissimi che volevano esserci. Così è stato. Torneremo a modo nostro quando potranno tornare tutti. Per intanto buon viaggio e complimenti a chi sarà li al fianco della squadra. E’ sembrato strano dopo 15 mesi stare li a dare indicazioni pre-partenza a tutti. Avevamo quasi dimenticato cosa significasse. E’ stato bello rivivere questi momenti di attesa e preparazione. Nessun intoppo, anzi macchina ben oleata nonostante il lungo stop. Nella Jofc League oramai possiamo dire di aver conquistato il secondo posto. Nell’ultimo turno ancora un affermazione parziale del nostro Club rispetto al primo Club in classifica (Milano). Mercoledì sera ci ritroveremo nuovamente al Club questa volta per l’intera partita visto che il coprifuoco è stato spostato alle ore 23 proprio a partire da mercoledì. Speriamo di poter festeggiare al…….Cuadrado! p.s. che goduria vederli recriminare come sempre accade quando ci affrontano. Questa volta non sono i soli a recriminare ma anche i loro cugini bbilanisti gridano al complotto. State sereni, tanto siete un punto avanti…..ahhahahahhahah. Tutti in Azerbaigian……..(forse)…….CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI!


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! 2° IN CLASSIFICA NELLA JOFC LEAGUE. COME NOI POCHI!

 

 
 
RONALDO E DYBALA A QUOTA 100. NOI TORNATI AL CLUB!
 

La cosa più bella di questa giornata resta per noi tifosi gobbi di Andria, l’essere tonati nella nostra casa, nel nostro Club dopo oltre sei mesi e mezzo dall’ultima volta. Non ci sembrava vero. Vedere nuovamente la serranda aperta, le luci accese, l’audio del nostro impianto, il vociare dei soci e soprattutto l’urlo ai gol o le imprecazioni dopo il rigore subito ma poi parato da GIGIONE BUFFON, vero NUMERO UNO di questa squadra. Tutto troppo bello. Non eravamo in tanti, circa una trentina, ma di questi tempi basta ed avanza per iniziare a riassaporare il gusto di stare tra gli amici di sempre, tra gobbi veri che a prescindere da tutto e tutti….NON ABBANDONANO MAI, nonostante fosse possibile assistere a solo un tempo di partita per via del coprifuoco. Adesso si bissa contro l’Intermerda, questa volta per assistere all’intera partita grazie all’orario di inizio fissato per le ore 18,00. Oltre una cinquantina i prenotati che sicuramente aumenteranno all’inizio della gara. Tanta roba. Tanta soddisfazione per noi che con orgoglio, passione e tanta determinazione abbiamo saputo difendere la nostra sede da questa assurda pandemia che ha spazzato via tantissime associazioni di qualsiasi natura. Noi no. Siamo sempre li pronti a riprendere da dove avevamo lasciato. Non importa se non lo faremo più da Campioni d’Italia. Quello che conta è avere sempre una sede, avere sempre il nostro covo che ci permetterà nel bene e soprattutto nel male di dimostrare tutto il nostro amore per questa squadra. Amore che va oltre una qualificazione in Champions o in Europa League. Del resto lo abbiamo già ampiamente dimostrato nell’anno della Serie B o negli anni dei settimi posti….figurarsi adesso che veniamo da nove anni di goduria pazzesca, di gioie che ci hanno fatto letteralmente impazzire. A Reggio Emilia la Juve vince per 1-3 contro un Sassuolo in forma ed in lotta con la Roma per l’ultimo posto nell’Europa. Troppo tardi forse per la nostra Juve. L'orgoglio, la qualità e il minimo sindacale di agonismo dei bianconeri valgono tre gol, tre punti e una tonnellata di rimpianti. Sarebbe bastato tirare fuori lo stesso atteggiamento anche solo una volta negli ultimi due mesi per rendere meno lontano e meno difficile la qualificazione Champions. Soprattutto contro il Milan. Ora il quarto posto è appeso ad un filo, la roboante vittoria del Milan sui granata di merda (sette gol…..ahahahahahaah) si è aggiunta a quella di martedì del Napoli sull'Udinese e adesso le speranze della Juventus sono più flebili: anche battendo l'InterMerda e il Bologna il 23 maggio, si dovrà sperare in un passo falso del Napoli (che affrontano Fiorentina e Verona già salve) e rossoneri (Cagliari e Atalanta). E' dura molto dura. Così la buona vittoria contro il Sassuolo ha un sapore strano per il popolo juventino. Non c'è gioia nei record di Ronaldo e Dybala che raggiungono entrambi i 100 gol con la maglia della Juventus. Complimenti a loro per quanto continuano a dare per la nostra maglia. Amarognola anche quella che potrebbe essere l'ultima partita di Gigi Buffon nel campionato italiano, una partita ottima impreziosita dal rigore parato a Berardi sul risultato di 0-0 (errore grave di Bonucci). Resta forte l'interrogativo: perché solo adesso, perché così tardi? Non che la Juventus sia stata protagonista di una prestazione brillantissima. Anzi, nella prima mezzora soffre, rischia, sbaglia come ha spesso sbagliato da febbraio in poi, regalando palle sanguinose agli avversari. Poi arriva il lampo di Adrien Rabiot che, dopo uno strappo dei suoi, lascia partire un preciso diagonale che si infila accarezzando il palo alla sinistra. Un plauso a questo ragazzo, forse quello che più ha lottato in un centrocampo da dimenticare….. Il gol regala adrenalina alla Juventus che cerca il secondo, senza mostrare gioco, ma provandoci con quel piglio, che sarebbe bastato e avanzato a battere il Benevento o la Fiorentina, partite pareggiate o perse con atteggiamento indolente. Così Ronaldo, che fin dall'inizio si danna, segna un gol bellissimo, con uno stop a dribblare l'avversario e incrociando un tiro imparabile, proprio alla fine del primo tempo. Nella ripresa la Juventus soffre ancora, subisce un gol che fa inferocire Buffon. La reazione, rispetto al recente passato, è però diversa: invece di disunirsi, la Juventus, si rituffa in attacco e trova il terzo gol con una meraviglia di Dybala che si libera davanti al portiere e lo supera con pallonetto di destro (superlativo). Il finale vede la Juventus in attacco, Ronaldo assatanato che cerca la doppietta.  E mentre CR7 maledice la sfortuna (prende un palo con un tiro a giro fantastico a pochi minuti dalla fine), il popolo bianconero sgrana il blasfemo rosario di rimpianti, snocciolando i punti persi con squadre più deboli, affrontate in un modo completamente diverso dal Sassuolo. Peccato. Nel frattempo pian pianino sembra si stia tornando ad una pseudo normalità. Prima la riapertura del Club, poi la riapertura seppur parziale dello stadio di Reggio Emilia per la finale di Coppa Italia che vedrà presente una nostra delegazione seppur quasi tutti i soci sono stati concordi nel decidere di non tornare ancora viste le assurde trafile da dover compiere per essere presenti. Tamponi, scaricare App, attendere codice, vaccino, guarigione…..insomma più che andare ad uno stadio ci sembra dover svolgere un esame di medicina. Lasciamo perdere. Torneremo a tutti gli effetti quando sarà possibile farlo per tutti, quando non vi saranno più limitazioni e restrizioni, mascherine o distanziamento, quando sarà possibile trovarsi nuovamente gomito a gomito con gli amici di sempre, quando il cronista della radio al primo collegamento dallo Stadio potrà dire…..”spalti gremiti….”. Noi ci saremo come ci siamo sempre stati al fianco della nostra JUVENTUS anche se si tratterà di raggiungere l’Azerbaigian.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! 2° IN CLASSIFICA NELLA JOFC LEAGUE. COME NOI POCHI!

 

 
 
CLAMOROSO TONFO INTERNO! RIAPRE IL CLUB.
 

Pensavamo di averle viste tutte in questa stagione ma invece ci sbagliavamo. Nella gara più importante di questo finale di stagione la nostra Juve perde malamente in casa contro il Milan nello scontro diretto che valeva un posto nella prossima Champions League. Un altro 0-3 peggiore rispetto a quello patito a dicembre scorso anche dalla Fiorentina. Assurdo semplicemente assurdo vedere una squadra senza mordente, senza voglia di lottare, a tratti apatica e spenta. Cosa stia succedendo non riusciamo francamente a comprenderlo. Ci fa soltanto rabbia vedere questo stato delle cose. Noi che ci mettiamo seppur a distanza anima e cuore senza mollare un attimo nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia, mentre loro, dirigenza compresa, che non danno alcun segnale di crederci o per lo meno dimostrare a noi tifosi che si merita il posto che si occupa o la maglia che si indossa. No, per carità, non siamo tra quelli che in questo momento buttano merda addosso al nostro ambiente. Noi vogliamo semplicemente comprendere come mai non si sia posto rimedio ad una situazione che da marzo in avanti è sembrata precipitare di settimana in settimana. Eppure senza coppe doveva essere più semplice preparare le gare di campionato. Pirlo non aveva esperienza questo lo sapevamo, ma andava aiutato, andava supportato e soprattutto consigliato invece di lasciarlo allo sbaraglio. Cambiando sempre formazione e soprattutto facendo spesso scelte insensate non si va da nessuna parte. Se EUROPA LEAGUE dovrà essere vorrà dire che l'avremo ampiamente meritata senza avere alcun rimpianto. Il tempo dei rimpianti è terminato abbondantemente. Peccato perchè come detto si poteva rimettere in careggiata questa stagione. Certo dopo 9 anni di trionfi in cui abbiamo goduto giorno e notte.....notte e giorno ci poteva stare un anno, due anni...senza vittorie ma perlomeno andava garantito sempre il posto in Champions. Follia non averlo fatto. Significa tornare inidetro nel tempo di 10 anni, praticamente da dove si era ripartiti prima di questo grande ciclo. Anche la Società riteniamo abbia le sue colpe. Una programmazione in questi ultimi tre anni non proprio perfetta come lo era stata quella delle annate precedenti. Tante cose che hanno lasciato desiderare e che adesso attendono degli urgenti correttivi. Ma senza l'Europa che conta come sarà possibile poter programmare al meglio il tutto? Interrogativi che oggi tutti noi grandi tifosi della Gobba ci poniamo. Vedremo, noi dic erto non abbandoneremo mai la Vecchia Signora, qualcunque sarà la competizione che ci ritroveremo a giocare. Noi ci saremo. Non tutto è perdeuto ma serviranno delle combinazioni di risultati davvero favorevoli per consentirci di essere tra le prime 4. Abbiamo sprecato anche l'1-3 che era maturato nella gara di andata a Milano, quindi un arrivo a pari punti premierebbe il Milan. Ma siamo poi così certi che la Juve sia in grado di vincere le ultime tre gare? Senza contare che nel mezzo ci sarà anche la finalissima di Coppa Italia dove speriamo di non prenderci l'ultima atroce delusione di questa stagione decisamente no!  E' stata una serata da incubo per la Juventus: lo 0-3 incassato allo JUVENTUS STADIUM dal Milan fa malissimo nell'immediato e rischia come detto di farlo ancor più in chiave futura per il piazzamento tra le prime quattro per la prossima Champions League. Prima volta da quando esiste il nostro stadio che il Milan raccoglie punti. Anche questo primato è caduto. La Juve adesso è scivolata al quinto posto, superati dal Napoli ora a + 4 e a meno 3 punti dalla coppia Atalanta-Milan. Un risultato che riflette appieno una prova ancora una volta insufficiente. Stavolta non ci sono i 10' finali a salvare la partita, come accaduto a Udine. Il Milan si è rivelato di consistenza ben differente, ben disposto in campo e capace di affondare i colpi in una squadra slegata, senza idee e improponibile in diversi singoli, a cominciare da Cristiano Ronaldo. E senza un aiuto da parte di Pirlo dalla panchina. L'inizio della Juventus è incoraggiante, anche se le occasioni migliori arrivano su palla piazzata. Ci prova prima De Ligt, con una conclusione al 4°, quindi tocca poi a Chiellini incornare fuori alla mezz'ora dopo una uscita mancata da parte di Donnarumma. Alle occasioni però non fa da supporto uno sviluppo fluido del gioco, per le difficoltà in costruzione di Bentancur e Rabiot e per una certa difficoltà sulle fasce. Lo si nota soprattutto a destra, dove Chiesa non è quello dell'andata, con incursioni rare anche sull'asse  McKennie-Cuadrado. Il Milan così prende il sopravvento con il trascorrere dei minuti e nel primo di recupero, passa anche in vantaggio. Peccato perchè andare al riposo sul risultato di parità avrebbe forse potuto rendere migliore la ripresa. Ribadiamo forse.... Anche il secondo tempo vede la Juventus partire convinta per poi impelagarsi nella ragnatela rossonera. E il Milan butta a mare l'opportunità più ghiotta per il raddoppio per un calcio di rigore fallito dopo fallo di mano di Chiellini ormai non più perfetto. Szczesny manda in angolo, intuendo la traiettoria alla sua sinistra. Si pensa ad una rabbiosa reazione della nostra JUVE ed invece il nulla più assoluto. Il Milan trova la seconda e terza rete con una Juve completamente evanescente. Pirlo non ci capisce più nulla tardando troppo nei cambi e soprattutto sguarnendo il centrocampo, mossa che ha macchiato come detto anche il risultato favorevole a noi della gara di andata. Il finale è il tentativo bianconero di cercare almeno la rete che cambierebbe la differenza gol negli scontri diretti, speranze che si spengono su un sinistro di Dybala che finisce fuori di pochissimo. Peccato. Nelle chat del nostro Club la rabbia e la delusione hanno ovviamente preso il sopravvento. Ci speravamo tutti in questa partita. Ci abbiamo creduto ed abbiamo almeno noi cercato di trasmettere al nostro ambiente tutta la positività possibile ma loro in campo invece non hanno dimostrato di crederci. Forse non sarà nemmeno colpa dei calciatori, per una squadra evidentemente costruita male in questi ultimi tre anni. Ci sta che un ciclo termini ma che termini così fa molta rabbia. Nel frattempo è arrivata la conferma che la Puglia è finalmente tornata di colore giallo, possibilità che ci permette, dalla partita contro il Sassuolo di tornare a riaprire la sede sociale seppur solo per un tempo visto il coprifuoco ancora fissato per le ore 22. Ma ci accontenteremo pur di ritrovarci in sede! Pur di vivere l'atmosfera del Club. Noi non abbiamo mollato MAI in tutti questi mesi ed oggi vedremo coronato nuovamente il sogno di tornare, seppur con le limitazioni dettate dal Covid, nella nostra casa che abbiamo difeso con tutta la nostra passione. SIAMO STATI SEMPLICEMENTE UNICI.  Questa la vera vittoria stagionale per noi. Ovviamente vengono ripristinate tutte le regole stabilite, per i circoli culturali, ricreativi e sociali, dalle linee guida dell'accordo stato/regioni che ricalcano quelle dello scorso maggio 2020 quando riaprimmo dopo il primo lockdown. Siamo oramai collaudati e soprattutto preparati nel riaccogliere in sicurezza i soci che lo vorranno nella sede sociale per queste ultime partite.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI! 2° IN CLASSIFICA NEL GIOCO DELLA JOFC LEAGUE

 

 
 
DOPPIO RONALDO NEL FINALE. VITTORIA ALL’ULTIMO RESPIRO!
 

Ripartiamo dall’abbraccio finale di Udine dopo la rete vittoria di CR7. Un immagine importante quell’abbraccio di tutto il gruppo, Mister Pirlo compreso. Un'altra partita però giocata non da Juve, con il risultato non del tutto sincero per quanto visto in campo, ma non è il momento in cui possiamo permetterci di stare li a criticare i tre punti fondamentali conquistati rocambolescamente a Udine. Adesso la Juventus ha gli stessi punti, 69, di Atalanta e Milan con le quali condivide il gradino sotto l'Inter che nel frattempo ha vinto (???? che regalo gli abbiamo concesso….) il campionato. Come diceva l’Avvocato Agnelli….”allo scudetto gli abbiamo concesso un anno di libera uscita….”. In Champions, per ora ci vanno loro, e resta fuori il Napoli che ne ha 67. Ma mancano ancora quattro finali e domenica c'è Juventus-Milan che può diventare un crudele spareggio per conquistare la qualificazione Champions. I bianconeri ci arrivano caricati dagli ultimi dieci minuti alla Dacia Arena, nei quali Ronaldo ha segnato due gol e si è rilanciato psicofisicamente, ma anche con i dubbi che i restanti ottanta minuti hanno seminato e fatto germogliare. La Juventus di Udine è stata brutta, lenta, confusa e demotivata, forse peggiore di quella vista all’opera a Firenze. La redenzione del finale vale tanto per la classifica, ma non può esimere nessuno da un'analisi severa, perché il 2-1 ottenuto con uno strappo d'orgoglio è un tappeto troppo striminzito per nascondere tutta la polvere di questa assurda e indegna prestazione. Lo sconcertante gol incassato dopo dieci minuti è la fotografia di cosa è diventata la Juventus da febbraio in poi, un'immagine spietata, ma perfettamente a fuoco. Sulla punizione battuta dai friulani sul lato sinistro juventino, ci sono sei giocatori di Pirlo in area per marcare solo un calciatore, nessuno si occupa di chi scatta indisturbato verso l'area, McKennie e Dybala stanno protestando con l'arbitro, mentre l'Udinese batte velocemente il calcio piazzato. E' una situazione imbarazzante, terribile date le circostanze nelle quali si è ficcata la squadra, in bilico fra il paradiso della Champions e l'inferno finanziario dell'Europa League. Ma la Juventus, da due mesi a questa parte, ha perso l'anima, vive di fiammate e forza d'inerzia, ma non è più una squadra, è un gruppo sfilacciato, con poche idee, nessuna delle quali chiara, tanta ansia e pensieri che distraggono. La Juventus soffre per quasi tutta la partita, non azzecca un passaggio, non cambia mai marcia. Dybala è ancora una volta impalpabile, Bernardeschi come al solito inguardabile, McKennie gira un po' a vuoto e pure il solito Cuadrado appare, giustamente, stanco. C'è chi si salva: De Ligt è impeccabile, Bentancur corre come un matto ma sbagliando anche tanto. Poi, con dentro Kulusevski e Felix Correira (che assieme fanno 41 anni), la Juventus manda timidi segnali di vita. E qualcosa scatta quando Ronaldo batte una punizione che De Paul devia con il gomito in modo un po' ingenuo, provocando un rigore ineccepibile, trasformato da Ronaldo all'83'. Quel tale Marino che cazzo andava trovando a fine partita? Da napoletano evidentemente gli rodeva tanto il culo per non essere riuscito a fermare la Juve. Pagliaccio! Negli ultimi dieci minuti la i bianconeri ci credono, aggrediscono l'Udinese e trovano l’incredibile gol del 2-1. Roba da altri tempi. Cross perfetto di Rabiot, incornata di Ronaldo sotto porta, mezza papera di Scuffet e la storia cambia rotta. Non solo quella della partita ma probabilmente quella di una intera stagione. Speriamo bene che questa vittoria possa fungere da scossa all’intero gruppo visto che domenica sera ci attende una sfida che vale quanto una finale. Vincere significherebbe mettere una seria ipoteca alla qualificazione nella prossima Chmapions. Cristiano Ronaldo è arrivato ad un passo dalle 100 reti in maglia bianconera ma soprattutto ad un passo dal vincere la classifica cannonieri. Anche Paulo Dybala potrebbe raggiungere quota 100 reti. Noi ci auguriamo che entrambi possano festeggiare questo traguardo già domenica sera. Significherebbe aver mandato probabilmente all’inferno il Diavolo! Forza Ragazzi non è tempo di bilanci, adesso è solo il tempo di lottare tutti assieme per dei traguardi a dir poco fondamentali. Serve un mese di maggio straordinario. Lo abbiamo iniziato nel migliore dei modi che possa continuare così. NOI CI CREDIAMO! Anche nelle chat del nostro Club la vittoria di Udine è stata accolta con grande soddisfazione. Dopo tutte le imprecazioni piovute per l’assurda prestazione a cui si stava assistendo, finalmente il vento è girato dalla nostra parte. Una vittoria che ha avuto il sapore di quelle storiche negli anni dei nostri trionfi. Tutti compatti abbiamo affrontato anche questa settimana che ci sta per condurre alla partitissima, una settimana in cui abbiamo festeggiato anche il 5 MAGGIO sbeffeggiando come al solito i merdazzurri e soprattutto celebrando uno dei trionfi più belli della storia bianconera.  Nel frattempo si attende la conferma che la Puglia torni di colore giallo, possibilità che ci permetterebbe, dalla partita contro il Sassuolo di tornare a riaprire la sede sociale seppur solo per un tempo visto il coprifuoco ancora fissato per le ore 22. Ma ci accontenteremo pur di ritrovarci in sede! Noi non abbiamo mollato MAI in tutti questi mesi e sarebbe il giusto premio alla nostra pazienza, alla nostra attesa, ai nostri sacrifici per salvaguardare la sede sociale. SEMPLICEMENTE UNICI. Nel gioco della JOFC LEAGUE oramai sembra certo il secondo posto. Un grandissimo risultato quello conseguito che ci conferma tra i migliori Club in assoluto nel panorama mondiale degli Official Fan Club.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!

 

 
 
PAREGGIO A FIRENZE. ORA CINQUE FINALI
 

La Juventus a Firenze è stata assente dal campo per quarantacinque minuti. Una assenza assurda vista la posta in palio e vista la rivalità storica con i viola. Finisce con un pari, 1-1, alla fine giusto, che complica in modo spaventoso la corsa alla qualificazione Champions dei bianconeri. Perché al di là della classifica non ci può essere speranza per una squadra che affronta una partita così determinante con uno spirito così fiacco. Mancano le idee e, soprattutto, la velocità, così come l'agonismo, l'orgoglio, la cattiveria. Adesso in classifica Juventus, Napoli e Milan sono appaiate con la Lazio in agguato se dovesse vincere il recupero e l’Atalanta che cerca la fuga decisiva. E' vero che rispetto alla Juventus vulnerabile di un mese fa, questa è un po' più quadrata in fase difensiva (prende gol su rigore, così come a Bergamo aveva preso gol per un rimpallo), ma non basta aver avvitato qualche bullone dietro, se davanti è tutto così sgangherato. Mancano i fuoriclasse. Ronaldo infila un'altra prestazione indegna della sua carriera, del suo nome e del suo modo di intendere il calcio. Svogliato. Non si vede quasi mai e quando appare non combina niente di pericoloso, sbaglia perfino un gol di testa che in altri tempi avrebbe fatto bendato e con le mani legate dietro la schiena. Dybala si perde nella foresta viola allestita sulla trequarti, spaurito, inerte, buono solo per il palleggio. Si salva il solito Cuadrado, solito in tutti i sensi: perché continua a giocare bene e continua a giocare solo lui. Tutto il gioco passa da lì, dalla sua creatività che si fa, inevitabilmente, imbuto e strozza almeno la metà delle manovre juventine, perché raddoppiato con facilità dai viola. “I lividi….” fanno quello che dovevano fare: si difendono e ripartono, portando a casa un pari importante. La Juventus invece disperde ancora punti con una squadra che lotta per non retrocedere, con i due di Firenze sono 14 quelli sprecati. Sommati ai 66 conquistati farebbero 80, uno in più dell'Inter. Il primo tempo della Juventus è disarmante a tratti indegno della maglia che i calciatori indossano. Non è una questione tattica (sulla quale ci sarebbe comunque da discutere) e nemmeno tecnica (nonostante i singoli commettano una lunga serie di errori), mancano l'anima, le idee, la voglia di lottare, la consapevolezza che in gioco c'è qualcosa di molto importante. E' questo è sconcertante, perché una squadra così passiva manda segnali inquietanti per il cruciale finale di stagione. Ci attendo adesso 5 finali di qui alla fine, sei con quella vera di Coppa Italia. La Juve, quella vera, queste sei partite le vincerebbe a mani basse. Torniamo alla partita che ha visto spesso i tentativi di attacco della Juventus impantanarsi nella ragnatela viola bene impostata dal loro tecnico. E le ripartenze della Fiorentina fanno male alla Juventus, che passa la parte centrale del primo tempo a subire, schiacciata in area e anche fortunata in un paio di circostanze. Poi la Fiorentina trova il gol poco dopo: su una palla alta saltano l’ex Caceres e Rabiot, il francese colpisce di testa ma con il braccio alto tocca il pallone. Il Var decreta il rigore, che viene trasformato con un irriverente cucchiaio. La ripresa inizia, come contro il Parma mercoledì, con una reazione violenta della Juventus. Alvaro Morata, che prende il posto di uno spento Dybala, confeziona un capolavoro dalla destra, rientrando sul mancino e scagliando una parabola che si infila a giro beffando il portiere viola. Da quel momento la Juventus preme e cerca la vittoria, ma nonostante un'apprezzabile volontà (quella assente nel primo tempo) non riesce ad andare oltre il gol di Morata. Per conquistare un posto nella prossima Champions servirà sacrificio e sudore quello chiesto idealmente dai soci del Club alla squadra, nelle chat di whatsapp, dove dopo il normalissimo sfogo per un'altra occasione sprecata è subentrata come sempre la voglia di sostenere la squadra, contro ogni situazione negativa. Saremo, come affermato da molti, gli ultimi a mollare. Saremo quelli che ci crederanno sempre sino all’ultimo respiro. I conti si faranno alla fine. Giornate, queste che precedono la trasferta di Udine, animate dalle tantissime news che si susseguono sia sul futuro dirigenziale e societario della nostra Juve sia di mercato dove viene dato per certo il ritorno di ALLEGRI sulla nostra panchina. Testa al campo. VINCERE e VINCEREMO. Purtroppo la Puglia anche per la prossima settimana resterà di colore arancione. Questo non ci permetterà ancora di poter riaprire la sede del Club per la visione delle partite. Ma siamo certi che ci ritroveremo prima della fine di questa stagione.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!

 

 
 
LA JUVE SI RILANCIA
 

La Juve batte il Parma per 3-1 allo Stadium rilanciandosi nella corsa Champions. Ma non è il caso di eccedere in trionfalismi o giudizi esagerati, ma non conviene neanche omettere le cose buone, i meriti e i piccoli passi avanti di una Juventus almeno consolante. A modo suo, naturalmente come spesso accaduto in questa stagione: senza incantare, ma sovrapponendo un primo tempo così così a un secondo in evidente crescendo. La Juve può mettere a bilancio tre gol (ok, era il Parma, la penultima forza del campionato) e una buona dose di entusiasmo. Bergamo è passata con tutto il suo carico di sventure e la vittoria certifica per la Juve il terzo posto ritrovato, grazie ai passi falsi di Milan e Atalanta. I rossoneri sono avanti di 1 punto e con lo scontro diretto del 9 maggio da giocarsi allo Stadium, pensare positivo, insomma, si può. Ma bisognerà da ora in poi guardarsi sempre alle spalle. Napoli e Lazio non mollano. Siamo in 5 per soli tre posti disponibili. Ci sarà da lottare e soffrire. Quella contro il Parma è stata anche la notte degli eroi che non ti aspetti, del capitano juventino del futuro e del terzino perennemente accostato al mercato in uscita, riuniti sotto l'ombrello del gol. Alex Sandro e Matthijs De Ligt, per una volta, hanno sopperito alle difficoltà degli attaccanti: il brasiliano non aveva mai segnato una doppietta in bianconero, l'olandese cercava il primo gol stagionale, magari come solo lui sa fare, su azione d'angolo, da califfo aggiunto ai sovrani della prima linea. Ecco, è andata proprio così: il brasiliano, nell’unica partita buona di questa stagione, a cavallo tra il gong del primo e l'avvio del secondo tempo, ha stampato due montanti in faccia al portiere dei parmigiani. La Juve, dopo un avvio sotto tono e senza mordente, man mano ha preso campo e il risultato è sembrato la logica conseguenza di un divario sempre più chiaro. Alex Sandro, come detto, con la sua doppietta ha rimontato la punizione vincente del Parma, disegnata sopra la barriera dove Cristiano Ronaldo inspiegabilmente si copriva il volto e non saltava per opporsi alla traiettoria. Buffon neppure si muoveva: 1-0 e obbligo di rimonta per i bianconeri. L'1-1 arrivava prima dell'intervallo (schiaffo di sinistro di Alex Sandro su tocco di De Ligt in seguito ad angolo calciato da Cuadrado), mentre il 2-1 a inizio ripresa si concretizzava grazie a un colpo di testa del brasiliano a zero metri dalla porta emiliana. La costante? Il cross di Cuadrado, naturalmente, e con velo involontario di Dybala ad agevolare il tap in del compagno. Il 3-1 portava la firma di De Ligt su corner di... Cuadrado (e chi se non il colombiano? che stagione la sua). In coda a una serata tranquilla, Pirlo porta a casa la prestazione in crescita di Paulo Dybala, che ha alzato il minutaggio (84 minuti, poi il cambio con Morata) e almeno in un paio di occasioni ha sfiorato la rete, la solita vivacità dell'insostituibile Cuadrado (alto a destra, l'ex Chelsea va sempre più a nozze), la voglia generale di riprendere la caccia al posto Champions nonostante l'assenza dell'uomo più determinante di tutti: Chiesa, mascherato e sorridente in panchina. Poche tracce di Cristiano Ronaldo, al rientro dopo il pit stop di Bergamo: CR7 ha toccato tanti palloni, ha tirato in porta, ha provato e riprovato, ma neanche di carambola (e in fuorigioco) l'ha messa in buca, malgrado Dybala abbia fatto di tutto per combinare con lui. E nel recupero è stato anche ammonito. Pirlo ha messo dentro un po' tutti in corso d'opera, da Kulusevski a Rabiot, passando per Ramsey e pure Bernardeschi appena guarito dal Covid. Ma le difficoltà non sono mancate: occhio, per esempio, al salvataggio di Arthur su Grassi per un 2-2 solo potenziale, ma che rischio enorme. Già, davanti a Buffon si continua a ballare un po'. Nelle chat del Club invece, si è ritrovata una certa calma e tranquillità dopo il vortice delle notizie di questi ultimi giorni abbastanza frenetici per via della SuperLeague, prima nata, poi abortita dopo poche ore. Ci siamo ridati come sempre forza, alla vigilia di un altra trasferta per noi tutti molto sentita come quella di Firenze. Diverse le foto ed i video inseriti nelle chat, inerenti le tante trasferte fatte a Firenze nel corso degli anni. Quanto avremmo voluto esserci anche noi al fianco della squadra in un momento così delicato. Si è anche sperato in una riapertura del Club qualora la Puglia fosse diventata di colore giallo, ma invece siamo passati ad arancione. Si spera adesso nella prossima settimana di ottenere il via libera, che potrebbe regalarci la possibilità di ritrovarci al Club per la partita contro il Milan seppur solo per assistere al primo tempo, qualora questo assurdo coprifuoco resti ancora in piedi per le ore 22,00. Vedremo. Noi come sempre ci faremo trovare pronti a qualsiasi evenienza, per riaprire le porte della nostra sede a tutti i nostri soci, seppur in maniera molto limitata e ridotta. Ma sarà pur sempre un inizio dopo ben 6 mesi di chiusura forzata. Nella Jofc League il gioco dei pronostici si va oramai sempre più consolidando il nostro secondo posto alle spalle del Club di Milano che viaggia spedito verso la vittoria finale. Resta per noi la grandissima soddisfazione di aver partecipato in grande numero, di aver mantenuto la vetta per quasi tre mesi e soprattutto di esserci divertiti tutti.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!

 

 
 
LA SFORTUNA CI PERSEGUITA ANCHE A BERGAMO
 

La sfortuna si accanisce ancora una volta con la Juventus, punita a tre minuti dalla fine da una beffarda deviazione di Alex Sandro che mette nella sua porta un tiro di Malinovskiy destinato a una zona della porta controllata da Szczesny. Assurdo. 1-0 il finale a Bergamo. Ne stiamo vedendo di tutti i colori in questa stagione. Ma dopo la sfiga patita nella gara di Champions contro il Porto oramai non ci meraviglia più nulla. Privata di Ronaldo alla vigilia, di Danilo all'ultimo momento (andato in panchina ha comunque giocato gli ultimi venti minuti), di Chiesa a metà del secondo tempo (infortunio muscolare), la Juventus perde una partita fondamentalmente per la conquista della qualificazione alla prossima Champions League, pur combattendo fino alla fine e soprattutto limitando i bergamaschi nel loro solito gioco fatto di pressing a tutto campo. L'Atalanta ha visto però premiata la sua organizzazione, con la quale ha mantenuto il controllo della partita anche quando la Juventus sembrava prevalere. Nel primo tempo, la Juventus inizia con un piglio agonistico convincente, aggredisce e viene tradita dalla mancanza di precisione dei suoi uomini sotto porta, mentre l'Atalanta emerge solo nella parte centrale, poi niente più. I bianconeri, da parte loro, hanno una grande chance al 34' con Morata, certamente non nella sua partita migliore, troppo spesso anticipato e mai veramente incisivo. Assurdo non aver messo dentro un pallone dopo aver messo a sedere il portiere atalantino. Nella ripresa l'Atalanta prevale, per quanto la Juventus finché c'è Chiesa in campo, riesce a costruire ripartenze che fanno sperare Pirlo. Poi inizia a farsi sentire la stanchezza e l'Atalanta ha certamente più qualità in panchina di quanta ne abbia la Juventus, che deve togliere un Dybala positivo, ma non certo determinante e Chiesa, ancora una volta il più vivace dei bianconeri. Pirlo, però, ha solo Kulusevski e Arthur (non si capisce perché negli ultimi minuti non venga data fiducia a Felix Correia, il giovane talento dell'Under 23), entrambi deludenti nel loro impatto sulla partita. Ma, nonostante tutto, al 87' quando Malinovskiy scaglia il tiro deviato da Alex Sandro, il pareggio appare come il risultato più giusto. Ma la sfortuna si è unita ai problemi di questa Juventus, protagonista di una stagione negativa nella quale non è mai riuscita a dare continuità ai risultati positivi e che adesso mette a rischio la qualificazione in Champions League. Non entrare nella maggiore competizione potrebbe rimettere in discussione la riconferma di Pirlo. Tra i tanti rimpianti di questa stagione, la sconfitta di Bergamo non è il peggiore, ma è quello che può fare più male. Si parlerà dell'assenza di Ronaldo come decisiva per la Juventus. E sicuramente con CR7 in campo, la Juventus avrebbe potuto gestire diversamente la partita (tenendosi Dybala per gli ultimi venti minuti) e avrebbe avuto il più forte dei suoi attaccanti in avanti, per cercare di concretizzare quanto di buono fatto in fase di costruzione offensiva. Ma restano negli occhi i tanti, troppi passaggi sbagliati che hanno frenato le ripartenze della Juventus; un Dybala, che dovrebbe comunque essere il secondo giocatore più forte dei bianconeri, che non inventa niente che resti impresso nella memoria; un Alex Sandro sempre più impresentabile; la mancanza di soluzioni offensive che non includano una giocata di Cuadrado. Con CR7 sarebbe stata un'altra partita, ma sarebbe bastato che un paio di questo fattori avesse inciso in positivo invece che in negativo e la Juventus, forse, avrebbe potuto vincere la partita o comunque non perderla.


SUPER LEAGUE….PRIMA PARTITA, POI ABORTITA!


Nella serata di domenica è venuta fuori a sorpresa la notizia bomba della creazione di un nuovo torneo per Club da parte di 12 tra le più importanti società d’Europa tra le quali la nostra JUVENTUS capeggiata da Andrea Agnelli che a seguito di questa notizia si dimette ovviamente dall’ECA. Sembrava cosa fatta con lo scacco matto senza precedenti all’UEFA, quella sorta di organizzazione delinquenziale che gestisce il mondo del calcio assieme alla FIFA…. ma invece a distanza di soli due giorni arrivano le prime defezioni da parte dei Club fondatori, in pratica tutte le sei squadre inglesi (English Animal) che man mano si defilano in maniera poco dignitosa e soprattutto dimostrando di essere società poco affidabili ed in mano a personaggi che evidentemente si sono lasciati “corrompere” dal Sig. Ceferin (che sembra più il nome di un farmaco e che percepisce in autonomia uno stipendio vergognoso per quello che poi effettivamente fa….). E’ intervenuta, intromettendosi, anche la politica di mezzo mondo (assurdo….), non si è parlato più dei problemi dettati dalla pandemia con Ceferin, sempre quello squallido personaggio che presiede la UEFA, a minacciare tutto e tutti in stile MAFIOSO come nelle abitudini della UEFA. Si è detto di tutto di più ma tanti hanno perso l’occasione per zittirsi su di un problema serio che riguarda il mondo del calcio il quale senza una seria ristrutturazione e programmazione vedrà il movimento sgonfiarsi sempre più. Poi si sono messi di mezzo i media che hanno aizzato il tifo anche delle categorie più sconosciute ai più….al grido “il calcio è del popolo…..” Ma perché cosa sarebbe cambiato per loro? Chi avrebbe affermato il contrario? Nessuno…ribadiamo nessuno avrebbe tolto la possibilità al Benevento di turno di sfidare in Serie A la Juventus come l’Inter o il Milan. Riteniamo squallide certe affermazioni fatte come sempre sulla nostra Società come se fossimo gli unici a volere questa riorganizzazione della maggiore competizione europea per Club che prevedeva fino a 15 club fondatori e 5 squadre a rotazione annuale su invito dei fondatori. In pratica un torneo che avrebbe di fatto eliminato la Champions della quale nessuno si scandalizzò quando andò a sostituire la vecchia COPPA DEI CAMPIONI permettendo la partecipazione alle seconde, terze e anche quarte classificate di molte nazioni. Non sappiamo se questa possibilità sia completamente decaduta. Al momento sembrerebbe di si dopo le ulteriori defezioni arrivate, comprese quelle di Inter e Milan le altre due società italiane che fortemente volevano questa possibilità che le avrebbe viste sempre qualificate alla maggiore competizione per club in Europa a prescindere dai risultati nel campionato italiano che non avrebbe avuto nessun tipo di problema come invece bugiardamente è stato affermato da certa stampa venduta. Ma si a tutti i tifosi piacciono i campionati dove in era Covid si falsificano i tamponi pur di far giocare quello o quell’altro calciatore, dove non si pagano gli stipendi o gli acquisti fatti o peggio ancora le utenze dei centri sportivi, oppure dove contrariamente ad un regolamento si da la possibilità agli amici nelle ASL di far rimandare delle partite. Evviva il Calcio moderno, evviva il calcio del popolo, evviva tutti coloro che si sono indignati. Poi l’importante è che nessuno si lamenti in seguito. Uomini avvisati, mezzi salvati. Noi nel frattempo dopo questa storia ne usciamo ancora più incazzati di prima, ancora più determinati nello schifare tutto e tutti. Avete voluto la guerra…..???? Ve la faremo. Tempo al tempo. Non avremo più pietà di niente e di nessuno. Nelle chat del Club ovviamente l’argomento principale è stato proprio questo negli ultimi tre giorni, con la sconfitta di Bergamo passata nel dimenticatoio. Metà dei nostri soci era d’accordo nella creazione di questo nuovo torneo, l’altra metà no o forse avrebbe preferito altre tempistiche o comprendere meglio il tutto aspettando, prima di dare un giudizio definitivo. Forse sono stati sbagliati i tempi o non calcolate tutte le dinamiche da parte di Agnelli e Perez del Real Madrid tra i principali artefici del nuovo torneo, o meglio ancora non sono stati valutati  determinati aspetti poi rivelatisi fondamentali per lo stop immediato al progetto. Siamo certi che la figura di merda l’abbiano fatta principalmente quei club che prima erano concordi per poi battere in ritirata chiedendo scusa. Scusa di che? Trattasi di società private che non devono dare conto a nessuno. Fate dapprima pace con il vostro cervello poi forse si potranno affrontare certi ragionamenti. Piuttosto quello che sentiamo di dire a tutti è questo: invece di indignarsi per la nascita di una nuova competizione che avrebbe tolto di mezzo certi personaggi è data nuova linfa economica a tutto il sistema calcio, i più dovrebbero preoccuparsi di far si che il calcio sia davvero del popolo. Ed invece in Italia prima della pandemia gli stadi con i settori ospiti fatiscenti a 70/80 euro quando arrivava la JUVENTUS andavano bene???? Li il calcio era o non era del popolo? Che si abbassino i prezzi, che sia dia a tutti la possibilità di seguire la propria squadra del cuore e soprattutto che si riformi tutta la maggiore competizione per Club tale da poter prevedere benefici a pioggia per tutte le società anche le c.d. minori che continueranno a far splendere le loro simpatiche storie di provincia. Ma il calcio è cambiato come lo era già cambiato negli anni novanta e negli anni duemila. Tutto cambia, il tempo passa, anche a noi piacerebbe rivivere il calcio degli anni ottanta ma sappiamo che non è più possibile. Si diceva un tempo NO ALLA TESSERA…NO ALLE PAY TV….VERO? Poi tutti ci siamo adeguati ed anche troppo abituati. Vero o non vero? Facciamoci tutti una profonda riflessione, poi chiediamo tutti scusa!


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!

 

 
 
LA JUVE BATTE IL GENOA ED AUMENTA I RIMPIANTI
 

Dopo la vittoria sul Napoli, arriva anche quella per 3-1 sul Genoa ad aumentare i rimpianti su quello che poteva essere ma che per colpe nostre non è stato. Se tutte le partite con le piccole fossero state affrontate con questa cinica determinazione, con la ferocia agonistica che spaventa l'avversario, privandolo di quelle velleità in grado di trasformarsi in coraggio con il passare dei minuti quasi sicuramente non sarebbero stati dodici i punti di ritardo dalla vetta. Punti, alcuni, persi sciaguratamente proprio con le squadre della seconda parte della classifica, tutti evitabili se lo spirito fosse stato quello con cui la Juventus ha iniziato la partita contro il Genoa. E, per quanto fastidiosa, la riflessione può incoraggiare i dirigenti bianconeri nella loro intenzione di riconfermare Andrea Pirlo. L'esperienza di quest'anno può dare frutti nel prossimo, quando la Juventus potrebbe evitare certi errori di atteggiamento nell'affrontare gli impegni teoricamente più semplici.  Ma, al di là della filosofia, resta una vittoria molto concreta per la squadra di Pirlo: tre punti per difendere la terza posizione in classifica, dagli arrembaggi soprattutto del Napoli e cercare la continuità sempre sfuggita nel corso di questa stagione. E' una Juventus solida e convincente, che fa preoccupare Pirlo solo nella parte iniziale del secondo tempo (uno dei classici più preoccupanti dell'intera annata), quando stacca la spina, prende il gol e rischia grosso per l'occasione sciupata incredibilmente dall’ex Pjaca e dà l'impressione di aver perso il filo del discorso, così brillantemente impostato nel primo tempo. Ma è questione di un quarto d'ora e la Juventus si ritrova, si ricompatta, crea due occasioni da gol (una in cui Ronaldo sfiora il gol, un'altra sprecata da Chiesa che rovina un contropiede magnifico) e poi al 70' trova il terzo golcon Weston McKennie, entrato al posto di un buon Kulusevski. Gli altri due gol proprio di Kulusevski e Morata, due gioielli che impreziosiscono un bel primo tempo. Lo svedese segna al 4' con un tiro splendidamente calibrato da dentro l'area, dopo uno slalom del solito Cuadrado. Uomo assist Juan Cuadrado in questa stagione, forse il più indispensabile dei bianconeri. Morata, invece, la butta dentro al 22', al termine di un travolgente contropiede di Chiesa: l'azzurro spara il suo diagonale, Perin respinge, Ronaldo da posizione difficile cerca il tap-in ma la manda incredibilmente sul palo e, a quel punto, arriva Morata da dietro e calcia sicuro all'angolo destro.   Nel finale, dopo il 3-1 di McKennie, la partita si fa perfino divertente, trasformandosi in una gara per far segnare Ronaldo, spento nella prima parte della gara, più operativo nella ripresa. Non ci riescono, i bianconeri, ma stazionano in modo costante nella trequarti genoana, senza correre rischi. Il che non fa contento Ronaldo, che lascia il campo irritato, ma di sicuro fa felice Pirlo, che nelle ultime due partite sta trovando qualcosa che assomiglia almeno un po' alla sua idea di squadra. Anche noi tifosi nelle chat del Club abbiamo gioito per quest’altra vittoria fondamentale in chiave piazzamento Champions ma allo stesso tempo è stata una vittoria che ha aumentato i rimpianti per una stagione buttata letteralmente al vento. Tanti “i se e i ma”  nei dialoghi dei nostri soci ma come sempre discorsi fatti con grande passione e soprattutto in maniera del tutto costruttiva nella speranza di poter sin dall’anno prossimo poter tornare a dire la nostra sia in Italia che in Europa. Settimana trascorsa con tante news di calcio mercato che iniziano a far sognare noi tifosi e soprattutto con la notizia da parte del Governo che potrebbe darci, seppur in maniera ridotta e limitata, la possibilità di poter tornare ad assistere alle ultime partite, finale di coppa Italia compresa e forse ritrovarci in qualche luogo per guardare in compagnia la nostra grande JUVE (difficile che si possa tornare per il momento al Club). Nella JOFC LEAGUE, il divertente gioco dei pronostici, il nostro Club ha ulteriormente consolidato il secondo posto alle spalle del Club di Milano sempre più primo.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO PER NUMERO DI SOCI!

 

 
 
BATTUTA LA RAPPRESENTATIVA DELLA ASL NAPOLI! IL NOSTRO CLUB AL 4° POSTO NEL MONDO.
 

Due le domande che ci sorgono spontanee: la prima, “ma se la Juventus avesse giocato sempre con questo spirito dove saremmo ora?”, la seconda, “ma non era meglio per loro perderla a tavolino?”. Purgati per l’ennesima volta dopo la vittoria in finale di Supercoppa a gennaio. 2-1 il risultato finale con reti spettacolari di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala finalmente tornato a disposizione ed immediatamente al gol. Lasciamo da parte la tattica, gli schemi o le scelte per concentrare l'analisi sull'atteggiamento agonistico del gruppo bianconero, sul modo con cui tutti i giocatori hanno corso, sulla generosità con la quale si sono aiutati reciprocamente, giocando finalmente di squadra, sulla concentrazione con la quale hanno subito la reazione del Napoli. Considerato che 13 punti sono stati persi con squadre che lottano per la retrocessione, sarebbe forse bastato lo spirito messo in campo contro il Napoli e la Juventus sarebbe ancora lì a giocarsi lo scudetto con le MERDE DI MILANO. Che sia chiaro non lo stanno vincendo loro ma glielo stiamo regalando noi. Hanno un gioco di merda ed allenati da un bastardo che sputa nel piatto dove ha sempre mangiato. INFAME! Ma torniamo a noi senza dare troppa importanza a chi non la merita….. ci viene un altro interrogativo, ma se Dybala fosse stato disponibile almeno nella metà delle partite disputate finora, dove saremmo adesso? Lasciamo ancora perdere tattica, schemi e idee per concentrare l'analisi sulla rinuncia al fuoriclasse che ha finito per essere taciuta e data per scontata. Sparpagliando dieci gol di Dybala nelle partite fin qui giocate dalla Juventus forse ci sarebbero una manciata di punti in più in classifica. La Juventus batte il Napoli in modo netto, superando l'agguerrita squadra di un vero uomo ed avversario come Rino Gattuso in tutto, controllando la partita e soffrendo solo un po' nel finale dopo il rigore di Insigne. E in questo modo la Juventus mette in sicurezza probabilmente il posto in Champions, per quanto dovrà continuare esattamente con questo spirito per non rischiare oltre. Ma questa è stata la partita dei rimpianti e delle riflessioni su quello che poteva essere e non è stato. In questa stagione la cosa più importante per il club bianconero sarà non buttare il bambino con l'acqua sporca quando si dovrà tirare le somme. Una cosa è certa: se la società era convinta di confermare Pirlo prima di Juventus-Napoli, dopo la gara dovrebbe avere ancora maggiori sicurezze. Non fosse altro che con Sarri, seppur vincenti a fine stagione, non ricordiamo così tante belle partite come avvenuto paradossalmente con Pirlo. Restiamo dell’idea che bisogna continuare su questa strada. Poi non dimentichiamocelo mai: se portiamo a casa anche la COPPA ITALIA sarà un'altra stagione vincente non fosse altro che in semifinale abbiamo sbattuto fuori le checche isteriche della sponda milanese sbagliata. La partita contro la RAPPRESENTATIVA DELLA ASL, inizia a ritmi molto alti. Merito per lo più della Juventus, che aggredisce il Napoli in modo sistematico, ma anche la squadra di Gattuso esprime un'intensità notevole. Così in tre minuti Ronaldo si mangia un gol pazzesco sciupando un cross perfetto di Danilo ed i partenopei mandano al secondo anello della Nord un buon pallone dal centro dell'area. La Juventus corre ed è chiaramente a suo agio nel potersi distendersi, così arriva anche il gol. Spettacolare doppio dribbling di Chiesa che lascia su posto due giocatori, testa alta e cross basso per il portoghese che dal centro dell'area, con il destro, batte il portiere campano. Azione magistrale e vantaggio meritato quando scocca il 13°. E a quel punto la Juventus abbassa leggermente il ritmo e subisce il Napoli, per quanto l'organizzazione difensiva pare più compatta e non si registra particolare sofferenza per i bianconeri. Anche perché Buffon al 25' è lucidissimo in uscita, facendo capire che è in giornata. Al 34' primo episodio dubbio: Chiesa sul fondo mette in mezzo il pallone, ma viene letteralmente falciato. E' un rigore clamoroso, ma l'arbitro Mariani, altro mediocre come Abisso, non lo vede e il Var non lo aiuta clamorosamente: errore gravissimo ed ennesimo abbaglio a nostro sfavore. Ci sarebbe anche un rigore per i “pulcinella” ma ci mancava che dopo il torto a sfavore andasse poi a decretarlo per loro. La ripresa inizia con un Napoli molto determinato, subito una grande parata di Buffon e la Juventus che, in contropiede, si rende pericolosa, ma sbaglia ben cinque gol: Chiesa, Cuadrado, Morata che sciupa con un passaggio sbagliato un contropiede micidiale, Ronaldo ben due volte. Il Napoli ha altre due grandi occasioni ma arrivano altri due eccellenti interventi di Buffon (Numero Uno). Nel frattempo entra, tre mesi dopo l'ultima volta aver messo piede in campo, Paulo Dybala la nostra Joya. E alla prima vera occasione la mette subito dentro facendoci esplodere di gioia dalle nostre case. E' il 73°: la Joya riceve quasi sul limite dell'area un pallone difficile, lo controlla portandosela sul sinistro e la gira in rete. Esulta tutta la squadra, pure Szczesny che lascia la panchina per abbracciare il compagno. Il Napoli reagisce con ancora maggiore orgoglio. Gattuso ha buttato dentro tutti i giocatori offensivi a sua disposizione. E alla fine riescono a procurarsi un rigore: Chiellini ancora protagonista dopo il rigore causato anche nella gara di ritorno a Napoli….si perché questa era la gara di andata……..chissà qualcuno lo avesse dimenticato viste le stranezze e le falsità di questo campionato farlocco. Il rigore viene trasformato rendendo thrilling gli ultimi minuti soprattutto per noi tifosi a casa, ma la Juventus difende i meritatissimi tre punti.


E’ stato bello vedere tutti i nostri soci nelle chat calarsi immediatamente nella nuova realtà. Non è scontato dopo anni di successi riuscire ad accettare nuovi traguardi completamente ridimensionati rispetto alle abitudini. Ma questo è un segno di grande passione e grande attaccamento ai colori bianconeri da parte di tutti. L’esplosione di gioia alla rete di Dybala e al fischio finale sono un qualcosa che ci ha davvero inorgoglito. Del resto il risultato comunicatoci dalla Società proprio all’indomani della preziosa vittoria della nostra Juve spiega tutta questa passione. Terminato come detto negli articoli precedenti il tesseramento, con ben 609 iscritti, abbiamo ricevuto la comunicazione che il nostro Club si è classificato al 4° posto nel mondo per numero di soci, su circa 550 Club attivi. Un risultato pazzesco accolto con grande entusiasmo da parte di tutti noi del Direttivo che per questo Club diamo anima e cuore. Il miglior piazzamento di sempre mai ottenuto prima. Ovviamente il grazie più grande va a tutti coloro che hanno sostenuto il Club e la Juve in un anno così difficile. Non era per nulla scontato. Belle le parole scritte nella mail inviataci dalla Società, su tutte ci ha colpito un passaggio che qui vi riportiamo: “…al di là delle numeriche però, vi ringraziamo sinceramente per il prezioso sforzo che a tutti i livelli avete profuso nell’intento di mantenere alto l’entusiasmo tra i soci e sostenere la Società con il vostro indispensabile contributo.” Anche nella JOFC LEAGUE il simpaticissimo gioco dei pronostici continuiamo a dire la nostra con quasi 900 punti totalizzati nella giornata del recupero. Milano ha oramai preso il largo ma noi continuiamo a giocare e divertirci tra di noi. Arrivare secondi nel gioco è un'altra dimostrazione di grande compattezza.


JUVENTUS CLUB ANDRIA: 4° CLUB AL MONDO

 

 

 
 
RONALDO SALVA LA JUVE NEL DERBY
 


La Juventus, dopo l'assurda sconfitta casalinga contro il Benevento, era chiamata nel Derby (partita importantissima per noi tifosi) a risolvere i suoi problemi che, gravi, si sono riproposti anche nel derby. Ma è riuscita grazie al solito Cristiano Ronaldo a salvare la pelle, con un pareggio che ha più valore psicologico per come è stato raggiunto che per quello che significa in classifica, visto che il Napoli ci ha raggiunti e mercoledì tra l'altro, si gioca con loro un vero e proprio spareggio per la qualificazione in Champions League. Dopo il Natale amaro grazie alla sconfitta contro la Fiorentina abbiamo vissuto anche la Pasqua di riflessione ed interrogativi visto che il pareggio di Ronaldo non può nascondere l'ennesimo gol regalato con un assist agli avversari (l'imbarazzante azione che ha portato al 2-1 dei granata di merda), la lentezza del giro palla che ha consentito al Torino di riorganizzarsi sempre molto bene in difesa, una certa disfunzionalità dei centrocampisti incapaci di inserirsi nelle maglie della difesa avversaria e nello stesso tempo di fornire palloni giocabili alle punte. Si salva il solito ed encomiabile Federico Chiesa che, al di là del gol, è di gran lunga quello che si cala maggiormente nello spirito del derby, che lotta ed onora la maglia così come noi tifosi vorremmo sempre e soprattutto nel derby. Purtroppo la prestazione generale non è così distante da quella vista con il Benevento. La Juventus eppure aveva  iniziato con l'atteggiamento giusto, atteggiamento insomma da derby  con la concentrazione e l'agonismo che danno ai bianconeri i primi quindici minuti, nei quali sfondano sulla sinistra, grazie al prevalere di Chiesa e Ronaldo. E' proprio una penetrazione da quella parte che porta al gol del vantaggio bianconero che lasciava pensare ad una ggiornata diversa. Dopo uno scambio al limite dell'area con Morata, Chiesa penetra in area, anticipando i calciatori granata, per poi fulminare il portiere sul primo palo. La rete innesca però la reazione del Toro che, con maggiore ardore di quanto ne metta la Juventus dopo il vantaggio, cerca il pareggio trovandolo quasi alla mezz'ora con Szczesny che si lascia beffare da una  difettosa respinta. L'azione è però viziata da una rimessa laterale invertita e Cuadrado giustamente se ne lamenta. Ma questi episodi se a nostro sfavore ovviamente nessuno ne parla, nessuno ne da peso ma spesso e volentieri incidono poi nel risultato finale. La Juve ricompare solo nel finale di primo tempo, con un colpo di testa di Morata e con qualche buona iniziativa di Cuadrado.  La ripresa inizia con l'ennesimo suicidio della Juventus. Un film già visto e rivisto soprattutto ad Oporto.....con Kulusevski che gestisce disastrosamente un pallone offrendolo con un vero e proprio lancio a Sanabria che si invola sulla trequarti, entra in area e scocca un tiro non irresistibile sul primo palo. Il tentativo di parata di Szczesny è impacciato e manda la palla in rete. Tutto questo è davvero imbarazzante per la Juventus che impiega 13 secondi della ripresa per andare sotto. Roba da non crederci. Scarsa concentrazione, scarso attaccamento alla maglia. Questo proprio non lo sopportiamo. Si può perdere, ma lo ssi deve fare sempre con dignità. Il tentativo di rimettersi in partita dei bianconeri è solo volenteroso. Chiesa combatte, Cuadrado spinge, ma il Toro si ritrova a giocare il derby che avrebbe voluto.....con la Juve che riesce a penetrare solo in qualche contropiede. L'ingresso di Bernardeschi e Ramsey regala un minimo di vivacità in più e la farraginosa, ma continua pressione juventina trova la rete del pareggio. Bermardeschi da sinistra per Chiellini che da centro area manda verso la porta, dove c’è Cristiano Ronaldo a correggere in rete. Gol convalidato con il Var che per fortuna verifica la posizione regolare del bianconero, tenuto in gioco da Ansaldi. Nel finale paradossalmente la Juve avrebbe potuto portare a casa la vittoria se il tiro di Bentancur fosse finito dentro ma Sirigu con uno scatto felino ha evitato la solita beffa finale dei granata che anzi hanno sfiorato in chiusura su punizione la rete della vittoria (gran parata questa volta di Szczesny che riscatta una partita sotto tono). Un punto che serve più al Toro che a noi. Adesso la qualificazione alla prossima Champions resta l'obiettivo primario. Dopo nove anni di certezze adesso torna ad essere in discussione anche la partecipazione alla Champions che andrà conquistata lottando con Atalanta, Milan, Napoli e Lazio. In cinque per soli tre posti. Più arretrata la Roma. Mercoledì occasione ghiotta per la nostra JUVE per riportarsi ad un passo dalla seconda posizione ma soprattutto per mettere le cose in chiaro nella lotta per l'Europa che conta. Una sorta di spareggio anticipato contro una squadra che arriva a Torino con un ritardo di oltre sei mesi. Solo in Italia poteva accadere una cosa simile. Semplicemente assurdo. Noi abbiamo giocato in diverse partite con tante defezioni per Covid ma siamo sempre scesi in campo. Altrove si permette di tutto e di più. Ne prendiamo atto per poter dare le giuste risposte a tempo debito a chi penserà di aver conquistato chissà cosa. Oramai siamo sempre più convinti che abbiano deciso a tavolino che la JUVENTUS non doveva più vincere. Ci abbiamo messo del nostro ma resta il fatto che tante cose lasciano pensare.....Da parte nostra possiamo solo aggiungere che dopo 9 anni di immense godurie ci sta trascorrere un anno così. Quindi testa bassa e pedalare verso l'obiettivo qualificazione alla prossima Champions che risulterà fondamentale per una riprogramamzione del tutto nella prossima estate. Come Club restiamo sempre uniti e compatti, del resto lo abbiamo dimostrato in una stagione così tremendamente difficile riuscendo a mettere assieme ben 609 iscrizioni. Non sarà un anno così e così a farci venire meno la passione che anzi in questi momenti diventa sempre più grande. Lo si intuisce dal clima nelle nostre chat che nonostante la delusione per i risultati della Juve, si riesce a mantenere un clima sempre goliardico e combattivo come la storia di questo grande JUVENTUS CLUB ANDRIA. Nel gioco della JOFC LEAGUE invece il Club di Milano ha preso il largo. Noi continueremo come sempre fatto a giocare e pronosticare. Ci siamo divertiti ed abbiamo come sempre, tenuto alto l'onore ed il nome del nostro Club a livello mondiale. Il secondo posto mal che vada e salvo clamorosi ribaltamenti dovrebbe essere nostro. Quello che più manca oggi giorno per noi è la riapertura della nostra sede sociale che ci permetterebbe di poter stare tutti assieme ad assistere a questo rush finale in campionato. Peccato non poterlo ancora fare ma sappiamo che appena i decreti lo consentiranno noi saremo tutti li al nostro posto a sostenere nel bene e soprattutto nel male la nostra grande JUVE!


Buona Pasqua e Pasquetta trascorsa a tutti Voi cari soci ed amici del nostro Club.


JUVENTUS CLUB ANDRIA, LOTTIAMO DA SEMPRE E NON MOLLIAMO MAI!


 

 
 
CLAMOROSA SCONFITTA. 609 SOCI IL DATO FINALE DEL CLUB
 


Dovevamo vincerle tutte di qui alla fine o almeno provarci per tentare la scalata alla classifica, ma che si iniziasse questo ciclo con una sconfitta che ha del clamoroso, per giunta allo Stadium e contro il Benevento, questo proprio non lo avevamo preventivato. Soprattutto dopo una cocente e precoce eliminazione dalla Champions. Altro che vincerle tutte, il problema della Juventus di Pirlo se dovesse ripetere prestazioni come quella di questo pomeriggio sarebbe quello di non perderne troppe e soprattutto cercare di restare tra le prime quattro di questo campionato. Quella che doveva essere la partita con cui iniziare la già difficile rimonta sull'Inter, sembra una partita di fine stagione di una squadra che non ha più niente da chiedere e pochissimo da dare. Superficialità e stanchezza producono imprecisione e follie, poi prevale il nervosismo. Certo, ci sarebbe un rigore clamoroso che l'arbitro Abisso (da abissare proprio….) misteriosamente non concede, ma per quanto clamoroso, l'errore del direttore di gara finisce per essere un dettaglio di cronaca di fronte alla prestazione terrificante della squadra di Pirlo. L'inizio della Juventus è davvero terribile: una serie di errori tecnici, una costruzione faticosissima e un atteggiamento tra lo svogliato e l'assopito. Corriamo pure qualche rischio e sbagliamo tre occasioni abbastanza nitide con Morata, Danilo e Ronaldo. Solo nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo la squadra di Pirlo riesce ad alzare il ritmo, che non diventa comunque serrato ma solo leggermente più andante. Restano in compenso le imprecisioni e la costruzione che va a otturarsi nell'ingorgo centrale creato dal Benevento. E' evidente che i sanniti abbiano studiato con attenzione la partita della Juventus contro il Porto e ne abbiano tratto, qua e là, ispirazione per creare difficoltà ai bianconeri che, effettivamente, si ingolfano sulla trequarti, incapaci di trovare spazi. Anche perché non ci sono movimenti senza palla e tutto procede in modo che il Benevento possa riorganizzarsi con un certo agio. Anche i singoli bianconeri sono spenti. Ronaldo non è connesso. Morata sembra quasi disinteressato della partita. Chiesa entra in partita solo dopo mezzora (ma resta poi uno dei migliori forse l’unico). Kulusevski è spaesato ed impreciso. Arthur meno ispirato del solito. Rabiot come sempre imbambolato. Pure Szczesny pare mancare di reattività nelle situazioni in cui è chiamato a collaborare dai suoi stessi compagni. Così anche nella ripresa, nonostante si colga un briciolo di buona volontà collettiva, la Juventus va incredibilmente in svantaggio. Arthur gestisce una ripartenza in modo demenziale e da dilettanti, con un passaggio a tagliare la sua area: la palla, che nelle intenzioni del brasiliano avrebbe dovuto raggiungere Danilo dall'altra parte del campo (assurdo…..), viene intercettato dall’attaccante del Benevento che si ritrova solo davanti a Szczesny e lo fulmina a venti minuti più recupero dal termine. La reazione della Juventus non è proprio violenta, ma la squadra si porta subito nella metà campo avversaria. E dopo due minuti c'è un rigore piuttosto clamoroso: un calciatore sannita impedisce a Chiesa di avanzare in area cadendogli addosso. L'arbitro Abisso non lo concede e non va neppure a rivedere l'azione al Var (che invece gli era servito per correggere un altro sciagurato errore commesso nel primo tempo quando stava per concede un rigore inesistente alla Juve avendo confuso un fallo di mano con un tocco di spalla). La Juventus perde i nervi e da quel momento assedia il Benevento in modo isterico ed improduttivo. Tremenda mazzata per tutto il nostro ambiente. Forse più pesante di quella patita contro il Porto. Inaccettabile l’atteggiamento di tutta la squadra che avrebbe dovuto disputare la gara con il sangue agli occhi soprattutto perché avevano avuto finalmente una settimana intera per preparare la partita. Ed invece nulla di nulla alla vigilia della sosta del campionato che ci vedrà alla ripresa in campo nel derby contro il TORO dove tutti si giocano la loro fetta di credibilità. Perdere il derby sarebbe una sciagura immensa. Adesso testa bassa e pedalare. Non ci sentiamo di colpevolizzare oltre modo una squadra che seppur con molti interpreti diversi ci ha regalato un mondo di soddisfazioni in questi 9 anni. Adesso ci basterebbe conquistare un piazzamento nella prossima Champions e soprattutto CONQUISTARE LA COPPA ITALIA che ci permetterebbe per il decimo anno consecutivo di trionfare. La vigilia del derby non è stata assolutamente delle migliori. Tra altri due casi Covid: Demiral e Bonucci e la cena (altro che feste e festini….) oltre l’orario che ha visto coinvolti Arthur, Mc Kennie e Dybala. Come sempre sciacallaggio mediatico da parte della stampa con la JUVENTUS che ha sospeso i tre, speriamo solo per questa partita. Che abbiano sbagliato va bene….ma che debbano essere messi alla croce no! Nelle chat del Club la sconfitta contro il Benevento, dopo il normale vortice di delusione nelle prime ore a seguire, è stata accolta con molta maturità. Si sono analizzate le problematiche di questa stagione e soprattutto si sono sviscerati i possibili scenari. Segno sempre evidente della grande passione che anima tutti i nostri soci. Club che miracolosamente ha visto superare la soglia delle 600 iscrizioni stagionali raggiungendo la quota definitiva di ben 609 iscritti a questa maledetta stagione. Una impennata di iscrizioni in questi ultimi giorni (ben 49) che ci ha permesso di raggiungere un risultato che vale più di ogni altra cosa. L’aver difeso la nostra sede sociale è stata la conquista più grande di questi 18 anni di attività. Un grazie sentito va a tutti coloro che hanno sostenuto lo JUVENTUS CLUB ANDRIA a prescindere dal Covid, a prescindere dagli stadi chiusi, a prescindere dalla sede sociale chiusa, a prescindere dai DPCM e dalle difficoltà del momento, a prescindere dall’andamento della JUVE, a prescindere da tutto. Un atto d’amore che non sarà mai dimenticato. Siamo una grande famiglia non solo a parole ma soprattutto nei fatti. Continua ovviamente anche la JOFC LEAGUE che ci vede sempre secondi alle spalle del Club di Milano che dopo averci superato in classifica ovviamente non molla. Proveremo a riconquistare la vetta. Per farlo come sempre servirà la collaborazione di tutti voi.


BUONA PASQUA A TUTTI VOI CARI SOCI ED AMICI BIANCONERI VICINI E LONTANI. RITORNEREMO ALLA GRANDE!


VINCERE IL DERBY AD OGNI COSTO!


JUVENTUS CLUB ANDRIA, SEMPRE UN PASSO AVANTI!



 

 
 
RONALDO SHOW A CAGLIARI
 
Dopo l'amarezza per l'ennesima eliminazione precoce dalla Champions, la Juventus si rituffa nel campionato affrontando l'ostica trasferta di Cagliari. Cristiano Ronaldo dopo le tantissime voci destabilizzanti di certa stampa becera....ha risposto con ben tre gol in solo mezz’ora liquidando il Cagliari con un prezioso 1-3 che avvicina la Juve al secondo posto e mantenendo la stessa distanza dall'Inter. A Cagliari era l'unico stadio dove Cristiano Ronaldo aveva giocato senza ancora segnare. 30 le reti realizzate in 33 partite stagionali (23 in campionato) certificano l’onnipotenza assoluta di Cristiano Ronaldo. E con tanti saluti a chi lo riteneva (e probabilmente lo ritiene ancora, visto che dalla delusione di Champions non si può tornare indietro) il vero problema di questa Juventus. Come no: mister 57 triplette - di cui tre con il bianconero indosso - è ancora qui tra noi e sarà il caso di goderselo fino all’ultimo giorno utile, anche da parte di chi gliene ha dette e scritte di tutti i colori nelle ultime centoventi ore. (VERGOGNATEVI)! Nella Juve si è rivisto Chiellini accanto a De Ligt: cuore della difesa, dunque, ribaltato rispetto al match con il Porto. Pirlo a centrocampo rimette Danilo in mezzo (Arthur non c’è, entrerà nel finale) dopo la buonissima esibizione contro la Lazio e tra ali e attaccanti li schiera tutti titolari per la prima volta: Kulusevski, Chiesa, Morata e naturalmente Cristiano Ronaldo. Il Cagliari con il nuovo allenatore arrivava da imbattuto alla sfida. Ma al 10’ su azione d’angolo: calcia Cuadrado, capocciata del portoghese senza opposizione alcuna da parte della difesa rossoblù e l’1-0 va in bacheca, assieme al gol numero 768 dell’infinita carriera di CR7. Chiesa, ancora una volta, è in fiducia ed è un vero peccato che Morata non sfrutti il regalino del compagno tirando addosso al portiere. Ma il bis bianconero è dietro l’angolo, a maggior ragione se i rossoblù lasciano campo aperto agli avversari. Ronaldo, su assist di Alvarito, anticipa il portiere che però lo mette giù in area di rigore: il portoghese firma il 2-0 in scioltezza dopo 24 minuti e mezzo. Il 4-4-2 della Juve regge bene, con Danilo che spesso e volentieri s’abbassa, ma il Cagliari non ha paura e nelle ripartenze prova a spaventare i campioni d’Italia. Solo che Ronaldo è in una di quelle serate in cui pratica un altro sport: il 3-0 dopo la mezz’ora è una sassata di sinistro che elude la scivolata di Rugani e piega la mano destra di Cragno. A corredo, ma non troppo, da parte di CR7: un ringraziamento silenzioso rivolto all’assistman Chiesa, più l’esultanza polemica con un orecchio rivolto alla telecamera. Come dire: criticoni, dove siete? Avete visto? Non vi sento. Adesso Romario trema: 772-770 reti in carriera, Pelé già superato senza discussioni. L’unica altra emozione prima dell’intervallo è l’uscita di Alex Sandro: il brasiliano sente dolore e per un guaio muscolare la sua partita finisce qui, con Bernardeschi che gli dà il cambio. Partita a senso unico nel primo tempo, lampi di Cagliari nel secondo con Szczesny impegnato per due volte in un minuto. Allo scoccare del quarto d’ora il Cagliari segna. Un po’ i supplementari e relativa delusione Champions, un pò il risultato nettamente favorevole, la squadra molla nell’intensità e nell’attenzione, con i sardi che provano a prendere campo, ma lo sbilancio di forze sul prato della Sardegna Arena resta chiaro. L’1-4 salta perché Rabiot non ha fortuna, mentre è sempre Ronaldo il più affamato di tutti, il destro del portoghese sfiora l’incrocio dei pali. Via alla giostra dei cambi: nel Cagliari si rivede l’ex bianconero Asamoah, mentre Pirlo cambia Chiellini e Morata con Bonucci e McKennie. Non succede quasi nulla fino a un’altra doppia sostituzione, quando Frabotta e Arthur rivelano Cuadrado e Chiesa. Nel finale il Cagliari prova ancora a riaprirla, ma non centra la porta e Ronaldo all’ultimo istante grazia il portiere sardo dal poker. Il 3-1 è storia, la rincorsa della Juve all’Inter prosegue. Ronaldo se ne torna a casa con il pallone della tripletta: per questa partita può bastare così. Adesso sotto con la sfida al Benevento che nella gara di andata ci ha visto perdere incredibilmente ben due punti. Bisogna vincere e portarsi a -7 dall'Inter sperando di superare già in questa giornata il Milan che appare in fase calante. Le merde di Milano per quattro casi covid non disputeranno la partita, rinviata a data da destinarsi. Che schifo alla faccia delle regole stabilite ad inizio stagione......alla faccia di chi, compreso noi è sempre sceso in campo, nonostante il COVID! Ma proprio perchè noi non siamo come loro, dobbiamo pensare esclusivamente a noi, dobbiamo pensare a vincere di partita in partita, poi si vedrà...... Intanto al Club nonostante la chiusura della sede che oramai si protrae da fine ottobre, siamo riusciti a raggiungere la quota di 563 soci iscritti. In questi ultimi giorni abbiamo infatti registrato ancora delle adesioni (ben 4) seppur in notevole ritardo, ma fatte come atto di amore nei confronti della nostra realtà. Ne siamo orgogliosi, soprattutto perchè queste iscrizioni sono arrivate dopo una grossissima delusione calcistica per noi grandi gobbi. Nel torneo della JOFC LEAGUE invece dopo ben tre mesi che eravamo in testa, il Club di Milano è riuscito a passarci avanti con un vantaggio adesso di oltre 100 punti in loro favore. Continueremo a giocare come se nulla fosse, l'obiettivo era mantenere impegnati i nostri soci in un anno così complicato è possiamo dire di esserci riusciti alla grande facendo anche una gran bella figura nei confronti della Società che ha organizzato questo originale torneo. Nelle chat del Club, passata la rabbia per l'ennesima delusione europea, tutti i soci sono tornati a scrivere agguerriti e soprattutto pronti a lottare per questo finale di stagione. Che nessuno molli proprio adesso. La compattezza, la passione che si vive in questo Club è un qualcosa di davvero incredibile. Riuscire a mettere insieme tantissime persone, riuscendo a mantenere un livello di adrenalina sempre alto, nonostante una stagione non facile, fa del nostro Club, un motivo di vanto. L'ORGOGLIO DELL'APPARTENENZA! JUVENTUS CLUB ANDRIA
 

 
 
MALEDETTA CHAMPIONS
 
Partiamo da un presupposto: scrivervi questo articolo non è stato assolutamente semplice dopo l'ennesima delusione europea. Assurdo semplicemente assurdo come la sorte non ci assista mai in questa bastarda di competizione. La partita, diventata infinita, ha premiato forse oltremodo il Porto che con un uomo in meno quasi dall'inizio della ripresa riesce nell'impresa di eliminare la Juventus dopo i tempi supplementari. Per la Juve un’altra eliminazione prematura in Champions League: ancora fuori agli ottavi, sette mesi dopo il flop avuto ad agosto scorso contro il Lione, e ancora una delusione per Cristiano Ronaldo che prima di passare in bianconero non era mai uscito agli ottavi di Coppa. E’ successo invece per la seconda volta consecutiva e ora si aprono mille interrogativi dopo un’altra terribile notte carica di sconforto e tanta frustrazione, nonostante uno straordinario Federico Chiesa, nonostante la Juve del secondo tempo, che avrebbe strameritato il passaggio del turno senza arrivare ai supplementari, senza passare da quella assurda e beffarda punizione. Roba da non crederci. Continuiamo a provarle di tutte. Pirlo non sorprende e senza la coppia Chiellini-De Ligt (a parte lo squalificato Danilo) rilancia Bonucci titolare con Demiral al suo fianco. Alex Sandro si riallinea sulla fascia prediletta, mentre in mezzo rispunta Arthur e in attacco c’è Ronaldo. I bianconeri partono fortissimo: Morata di testa, servito da Cuadrado, impegna il portiere in quella che pare davvero un’occasione sciupata. Il Porto però capisce che gli spazi per affondare non mancano mettendo spesso in difficoltà la retroguardia bianconera. La Juve non dispiace: aggressiva, s’alza in pressing ma con giudizio, cercando di allargare il gioco. Il problema è che dura poco, perché d’improvviso ecco la prima svolta: Demiral interviene maldestramente sull’attaccante del Porto in area juventina, il rigore ci sta e i portoghesi si ritrovano clamorosamente avanti. Stessa sorte della gara contro il Lione. Di lì in poi è un’altra partita, la Juventus accusa il colpo e il Porto prende campo affidandosi al possesso palla. I bianconeri sbandano, Cuadrado (che alla lunga si rifarà) e Demiral sembrano quasi storditi e non stupiscono le tante conclusioni ospiti nei primi 25 minuti. Morata intanto spreca la seconda chance della serata centrando il portiere, ma è un lampo perché il giro palla bianconero non trova sbocchi. Il Porto in modalità gestione si rinserra dietro la linea del pallone, Ronaldo e soci in tutta risposta si muovono pochissimo. Conseguenza: verticalizzazioni nulle e Juve quasi non pervenuta. Si ricomincia senza cambi nell’attesa di una scintilla. Basta attendere quattro minuti: il lancio di Bonucci è un must della casa, Ronaldo appoggia a Chiesa e l’esterno la piazza all’incrocio dei pali dove era impossibile arrivare. L’1-1 galvanizza la Juve e il Porto perde la testa, tanto che Taremi commette la sciocchezza più grande della sua carriera: butta via il pallone per protestare e già ammonito merita il secondo cartellino nell’arco di un paio di minuti. Porto in dieci e prevedibile quanto ulteriore arretramento ospite. Chiesa, imbeccato da Rabiot, supera il portiere ma in scivolata centra il palo a porta vuota in virtù della pressione decisiva di Pepe. Un fallo di mano di Uribe su rinvio del capitano biancoblù scatena la protesta juventina per un presunto rigore che né l’arbitro ne il Var vedono, ma l’inerzia della partita s’è completamente ribaltata. Il 2-1 è in cottura, basta che Cuadrado crossi dalla trequarti, e Chiesa ancora lui, di testa firma il sorpasso con doppietta personale (tripletta considerando l’andata). Adesso i bianconeri hanno mezz’ora di tempo per evitare i tempi supplementari. Continua l'assedio ma senza fortuna, poi al 75’ i primi cambi di Pirlo: dentro De Ligt e McKennie, fuori Bonucci e Ramsey. Nel frattempo Ronaldo non pare davvero in serata e il colpo di testa che indirizza sul fondo (ancora su assist di Cuadrado, specializzato nei traversoni) non è né un tiro né un passaggio. Il rischio di sprecare troppo è dietro l’angolo, Chiesa e Morata hanno pietà e il Porto sul finale sfiora addirittura il 2-2. Ancora Morata griffa il 3-1 nel recupero, ma era in fuorigioco. Cuadrado stampa un sinistro sulla traversa al 93’, li iniziamo a capire che forse anche per quest'anno la beffa è dietro l'angolo. Si va così ai supplementari. Tanto nervosismo e soprattytto tanta stanchezza nei supplementari e allora Pirlo ne approfitta per immettere altre forze fresche: Kulusevski e Bernardeschi al posto di Arthur e Chiesa che non ne ha più. Nel frattempo il portiere portoghese rovina in uscita su Ronaldo anticipando il portoghese con un intervento al limite: l’arbitro sorvola. Assurdo perchè meritava di essere rivisto al VAR. Volano più colpi proibiti che occasioni vere, anche se Morata può fare meglio, fino alla punizione che beffa la barriera juventina e Szczesny: 2-2. Finita? Macché, Rabiot di testa sigilla il 3-2, alla Juve serve ancora un guizzo per la qualificazione. Non arriverà, fa festa il Porto e in casa bianconera torna il tempo delle riflessioni profonde. Vero che ci complichiamo sempre la vita nelle maledette gare di andata, almeno guardando agli ultimi tre anni, ma pur vero che mai ci assiste la fortuna nelle gare di ritorno che nonostante le vittorie, non sono mai sufficienti per approdare ai quarti di finale di questa maledettissima Champions League. Noi non siamo tifosi che vanno subito alla ricerca di colpe e responsabilità, noi siamo tifosi che non mollano mai e che non smetteranno mai di trasmettere amore e sostegno a questa squadra nonostante le continue amarezza in Europa. Ma se pensiamo a chi oggi gode per questa nostra eliminazione allora ci torna il sorriso. Parlano loro che da anni collezionano figure di merda a ripetizione o che da anni non disputano nemmeno la maggior competizione europea e soprattutto da anni non alzano al cielo un cazzo di trofeo. Noi se qualcuno ancora non lo abbia compreso siamo gente dura a mollare. Lo abbiamo dimostrato ancora una volta sabato pomeriggio alla vigilia della gara contro il Cagliari di campionato, dove approfittando dell'ultima giornata dal colore giallo per la nostra regione, ci siamo dati appuntamento al BAR di Via Vespucci per un caffè di gruppo con annesso ammazza caffè. In venti hanno risposto a questo appello ed è stato bello ritrovarsi con tanto di foto di gruppo e soprattutto la voglia di dimostrare che noi GOBBI ci siamo e ci saremo sempre, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte. Un pomeriggio all'insegna di tanta goliardia nonostante l'atroce delusione europea patita in settimana. Ma siamo gente così tosta che niente riesce più ad abbatterci. Anzi più il gioco si fa duro, più noi diventiamo GOBBACCI. Meglio stare alla larga da Noi. Nelle chat del Club si è passati dalla rabbia del primo tempo per una JUVE non pervenuta sino alle straordinarie emozioni vissute nella ripresa e sino a quando abbiamo avuto la possibilità e speranza di qualificarci. Sembrava una di quelle nottate da finali MUNDIAL....con il cuore in gola e l'adrenalina ed ansia a mille. Poi il silenzio misto a delusione e rabbia per aver ancora una volta gettato al vento una qualificazione ampiamente alla portata. Rabbia che ha contraddistinto anche il giorno dopo. Ma alla fine è prevalso l'amore per questa maglia, l'amore incondizionato per la squadra e la voglia di non mollare mai di qui a fine stagione. Poi si tireranno le somme. Nella JOFC LEAGUE siamo riusciti a fare meglio rispetto al primo club che ci insegue. Cinquanta punti in più rispetto al Club di Milano con vetta della classifica mantenuta (oltre duecento punti di vantaggio). Servirà impegnarsi di partita in partita se vogliamo davvero restare in testa sino al termine. Contiamo sulla collaborazione di tutti. LA GENTE COME NOI NON MOLLA DAVVERO MAI!
 

 
 
LA JUVE BATTE LA LAZIO CONTRO TUTTO E TUTTI
 
Nonostante un arbitro....tale Massa, a dir poco incompetente che farebbe bene a dedicarsi a fare dell'altro.....la Juve è riuscita nell'impresa di battere (3-1) una Lazio che aveva approcciato sin troppo bene alla partita complice anche un regalo di Kulusevski. L'urlo di Demiral ai suoi compagni dopo il gol del 3-1 di Morata su calcio di rigore...."siamo la Juve, siamo la Juve!" la dice tutta sul fatto che questa squadra non mollerà di un centimetro e proverà a lottare sino all'ultimo respiro di questo campionato. Non c’era bisogno di urlarlo perchè la Juve ha nel suo DNA questa caratteristica di crederci sempre. Del resto Demiral & C. di essere la Juve lo avevano dimostrato già nel modo in cui avevano reagito al vantaggio laziale dopo un quarto d’ora, fino a ribaltarlo in modo perentorio. Una rimonta compiuta, per giunta, senza Cristiano Ronaldo, lasciato a riposo e con una difesa del tutto inedita. La rimonta sull’Inter resta un’impresa difficilissima, ma la Juventus ha dimostrato di crederci davvero: primo e indispensabile passo per provare a compierla. E intanto si approccia nel migliore dei modi, recuperi degli infortunati compresi, all’altra rimonta, quella da coronare martedì sul Porto per accedere ai quarti di Champions da cui manchiamo dall'aprile 2019. Andrea Pirlo costretto dall'emergenza riesce ad inventarsi più di una novità con i calciatori a disposizione. La speranza di recuperare almeno uno tra Bonucci e De Ligt naufraga contro le precarie condizioni dei due e la necessità di ribaltare, tra 72 ore, il 2-1 incassato dal Porto nell’andata degli ottavi di Champions. Una missione a cui Pirlo sacrifica anche Cristiano Ronaldo, per concedergli almeno un tempo di riposo approfittando della condizione in crescita di Morata, e per cui risparmia anche l’acciaccato McKennie. Così la Juventus scende in campo con il ritrovato Cuadrado, Demiral, Alex Sandro e Bernardeschi davanti a Szczesny, Danilo inedito (lo aveva fatto nel Santos) mediano accanto a Rabiot e Kulusevski, Ramsey e Chiesa alle spalle di Morata. Assetto inedito che crea qualche problema in avvio alla squadra bianconera, il cui problema più grosso però è che si fa ancora male da sola, come troppe volte è successo in questa stagione. E come non dovrà succedere martedì. Dopo la sbracciata da rigore di Chiellini a Napoli, l’assist di Bentancur a Porto e il rinvio strozzato (e non solo quello) di Demiral contro il Verona, per restare stavolta tocca a Kulusevski. Pressato a metà campo sulla destra, lo svedese passa indietro senza guardare lanciando Correa nell'uno contro uno con Demiral: il difensore turco soccombe e il laziale si libera per il destro rasoterra con cui batte Szczesny. E’ passato un quarto d’ora e il colpo è durissimo. Potrebbe rivelarsi da ko, ma la Juventus dà ragione a Pirlo e alla sua deteminazione nel sostenere che la squadra crede fermamente in se stessa e nella possibilità di conquistare lo Scudetto. I bianconeri si scuotono e al 24' potrebbero avere la prima chance di pareggiare: ma sul tocco con la mano destra in area di Hoedt dopo un contrasto tra Acerbi e Chiesa, l’arbitro Massa né fischia né va a rivedere l’episodio al Var, nonostante il braccio largo del difensore laziale sembri proprio da rigore. Assurdo. Roba da non crederci. La Juventus continua a premere e al 38', un minuto dopo un pericoloso colpo di testa di Morata, perviene al pareggio. Doppia verticalizzazione Bernardeschi-Morata e Morata-Rabiot, il francese è defilato sulla sinistra dell’area e Reina si aspetta il cross, venendo invece incenerito dal sinistro all’incrocio sul primo palo del bianconero. Gol spettacolare! Si va al riposo sull’1-1 con l'arbitro ancora protagonista in negativo (non ammonisce Milinkovic Savic). L’intervallo non smorza la voglia bianconera di ribaltare il risultato e al 3' della ripresa Reina è costretto a deviare in angolo un destro di Chiesa, liberatosi al tiro con una serie di numeri, compresa una giocata alla Zidane. La Lazio però non sta certo a guardare e al 7' Szczesny deve dire grazie alla traversa che ferma un colpo di testa di Milinkovic Savic, La partita resta apertissima e all’11' è di nuovo pericolosa la Juventus, con Morata che riceve in area spalle alla porta e cerca di girarsi, finendo giù e chiedendo il rigore. Che questa volta non c’è ed è bene per la squadra bianconera che Massa non lo fischi: perché segna lo stesso e in modo più spettacolare. Sulla successiva azione laziale, infatti, Chiesa anticipa l'avversario sulla trequarti e si produce in una progressione strepitosa, chiusa con il tocco in profondità per Morata che resiste al ritorno del difensore e batte Reina con un sinistro sotto la traversa. Che gol! Il vantaggio carica la Juve, che un minuto dopo è di nuovo in area laziale: terzo episodio dubbio e stavolta Massa l'incompetente fischia il rigore. Che c’è: ingenuo Milinkovic nel pressare con troppa foga Ramsey che si sta avviando ormai verso l’esterno, finendo con lo sgambettare il gallese. Non c’è Ronaldo, ma Morata non lo fa rimpiangere, spiazzando Reina e firmando il 3-1. Altri 10 minuti, poi è il turno dello spagnolo, Cuadrado e Ramsey di riposare in vista del Porto: e al 24' Pirlo si gode i primi frutti della fine dell’emergenza facendo entrare Cristiano Ronaldo, McKennie e Arthur, arretrando Danilo in difesa al posto del colombiano. La Juventus ora controlla senza troppi patemi e a 10 minuti dalla fine Pirlo concede un po’ di rodaggio a Bonucci in vista del Porto e un po’ di riposo a Chiesa, ancora una volta tra i migliori in campo. La Lazio cerca di riaprire la partita, ma senza impegnare Szczesny che al fischio finale festeggia con i compagni, carichi per un’altra rimonta da compiersi martedì sera sempre allo Stadium. Della Champions abbiamo già accennato. Non aggiungiamo altro, ci giochiamo una intera stagione. Uscire sarebbe un altro duro colpo per noi tifosi. Non vogliamo nemmeno pensarci. Crediamo in Andrea Pirlo, crediamo in questa squadra che siamo certi lotterà per regalarci un altra notte da sogno. Entusiasmo nuovamente alle stelle nelle chat del nostro Club, grazie ad una vittoria esaltante, una vittoria da Juve. Ovviamente in tanti predicavano di tenere i piedi ben saldi per terra perchè servirà mettere assieme diverse prestazioni come quella contro la Lazio per continuare a sperare negli obiettivi. Comunque è stato il miglior viatico per affrontare il ritorno degli ottavi Champions contro il Porto. Tutti uniti e compatti stiamo affrontando questa lunga vigilia con tanti messaggi motivazionali per caricarci anche noi seppur a distanza dalla squadra. Abbiamo rivisto gli occhi della tigre in tutti i calciatori, anche quelli che sedevano in panchina. Questo lo spirito che tutti vogliamo. E' stata sottolineata anche la bravura tattica del Maestro Pirlo che si sta togliendo pian piano le sue soddisfazioni. Siamo solo all'inizio di un progetto. Altra sorpresa della serata è stata l'affermazione del nostro Club nel gioco della JOFC LEAGUE. Quando sembrava che il Club di Milano che ci insegue da dicembre fosse oramai li pronto a superarci, ecco la nostra prova di orgoglio con ben 165 punti in più in un solo turno. Non vuol dire assolutamente nulla perchè basta davvero poco per perdere il vantaggio nuovamente accumulato. Servirà la collaborazione di tutti nel giocare e soprattutto farlo bene! Comunque andrà a finire resterà la soddisfazione di aver tenuto impegnato tutti i soci nel partecipare ad un gioco avvincente in un anno così particolare che ci tiene purtroppo ancora lontani da oramai 4 mesi e mezzo! CREDERCI SEMPRE ARRENDERSI MAI! FORZA RAGAZZI JC ANDRIA
 

 
 
RONALDO COME PELE'. LA JUVE RITROVA LA VITTORIA
 
La Juve ha dimostrato che se recupera tutti gli effettivi può davvero dire ancora la sua in questo campionato. Se poi giochi con un centravanti è anche più facile fare gol. Guarda caso appena Pirlo ha inserito Alvaro Morata in campo la Juve è passata in vantaggio contro un ostico Spezia. Purtroppo lo spagnolo, alle prese con il citomegalovirus, ha un'autonomia di circa mezzora, così la Juventus fatica per un'ora, poi quando entra appare più logica, meno involuta, a tratti perfino bella..... insomma più squadra. Ci mettono meno di un minuto Morata e Bernardeschi, entrati assieme, a portare in vantaggio la Juventus: "Berna" vola sulla sinistra e mette in mezzo un pallone sul quale entra con perfetta sincronia il numero 9. E' la svolta della partita, perché la Juventus trova a stretto giro di posta il raddoppio con un volitivo Chiesa che prova il tiro, non si arrende quando questo è respinto dal portiere spezzino e da terra con un gesto più agonistico che estetico la sbatte dentro. C'è tutto Chiesa e la sua forza di volontà in quella giocata che mette al sicuro il risultato. E c'è anche il sospiro di sollievo di una Juventus che per un'ora è apparsa confusa ed affaticata. Ma per fortuna in questa partita avevamo a disposizione in panchina qualche pedina in più rispetto alla trasferta di Verona. Ci sono state in pratica due partite. La prima durata un'ora che ha evidenziato in modo impietoso l'emergenza nella quale è costretto a districarsi Andrea Pirlo, senza contare l'infortunio di De Ligt durante il riscaldamento (al suo posto gioca Frabotta). La Juventus nella prima frazione appare lenta nella costruzione, fatica a cambiare gioco per sfruttare le ali e penetrare nella difesa spezzina, non riesce quasi mai ad aggredire alta la squadra ligure, che per lunghi tratti del primo tempo tiene la partita sotto controllo, invertendo i ruoli con i padroni di casa. C'è un disagio atletico nei bianconeri, molti dei quali sono acciaccati (vedi McKennie) o spremuti causa i tanti impegni senza soste. Ma soprattutto nei momenti in cui la Juventus arriva sulle trequarti avversaria, diventa difficile trovare un punto di riferimento in area: Kulusevski si danna, ma è in difficoltà non essendo una prima punta. Lo stesso Ronaldo è defilato e sfortunato quando prende un palo clamoroso al 41' che avrebbe meritato altra sorte vista la costruzione del tiro. Poi c'è la seconda partita, quando entrano come detto sopra, Morata e Bernardeschi. A quel punto la Juventus trova uno sbocco più naturale della manovra offensiva. Kulusevski rinasce in quanto liberato dagli oneri di punta, si piazza fra le linee ed è un punto importante per aprire la difesa. Bernardeschi è brillante e convincente (finalmente) anche al di là del cross vincente per Morata. Lo Spezia si spaventa, arretra e soffre. L'uno-due Morata-Chiesa quasi chiude la partita dentro la quale rimane quasi solo Ronaldo, alla ricerca del gol che lo porta sullo stesso pianerottolo di Pelè a 767 gol in carriera per il 3-0 definitivo. Lo segna in contropiede e conferma quando mostruoso sia non solo per qualità tecniche, ma per determinazione. Nel finale c'è gloria anche per Szczesny, che para un rigore generoso quanto inutile assegnato dall'arbitro dopo consulto al VAR. Vittoria importante soprattutto per il morale che ci lascia sempre a 10 lunghezze dall'Inter prima, avvicinandoci sempre più al Milan oramai nel mirino. Le prossime giornate sino al recupero contro il Napoli saranno decisive. Capiremo se effettivamente possiamo ancora lottare per il titolo. Ad ora non si molla di un centimetro seppur il Covid continua a colpire la nostra squadra, come se non bastassero già le altre importanti assenze. Tocca a Bentancur fermarsi. Sulle chat del Club tornato il sereno...speriamo non variabile, non che ci fosse chissà quale clima....ma chiaro ed evidente che una non vittoria comporta poi trascorrere giornate cupe, almeno per l'umore del gruppo. Tutti uniti continuiamo a credere in questo gruppo soprattutto in vista del ritorno degli Ottavi di Champions martedì 9 marzo contro il Porto. Serviranno in campo 11 iene, 11 calciatori famelici, 11 uomini in grado di capire l'importanza della posta in palio per tutto l'ambiente. Nel Torneo della JOFC LEGAUE invece il Club che ci insegue da quasi tre mesi (Milano) ci ha praticamente quasi raggiunti. Solo 10 adesso i punti di distacco. Ci stiamo mettendo tutto l'impegno possibile ma evidentemente non basta. Come in tutti i giochi serve anche un pizzico di fortuna nell'indovinare risultato esatto e soprattutto primo cambio. Quello che più conta è l'aver tenuto vivo il gioco con questo splendido testa a testa venuto fuori. Comunque andrà a finire saremo soddisfatti di aver partecipato in massa a questa bella iniziativa realizzata dalla Società. Prima di rituffarci nella Champions ci sarà da superare l'ostacolo Lazio sabato sera in campionato. Non sarà una partita semplice ma per fortuna iniziamo a recuperare diversi giocatori. Vincere sarà l'unica cosa che conterà. LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI JC ANDRIA PRESENTE!
 

 
 
LA JUVE FRENA ANCORA
 
Nella serata in cui la Juve doveva dimostrare di credere fortemente nella rincorsa al tricolore, si torna a casa con l'ennesimo pareggio della stagione, il secondo contro gli scaligeri. 1-1 il finale come già accaduto nella gara di andata. Era anche la serata in cui Cristiano Ronaldo tentava il suo assalto al Mito Pelè ed ai suoi 767 gol in carriera. Ma l’unico aggancio riuscito è proprio quello del Verona alla Juventus, grazie alla rete con cui a dieci minuti dalla fine sono riusciti a rimettere in equilibrio la gara rispondendo al 766° sigillo in carriera di CR7. Poco male per quanto riguarda la statistica per il campione portoghese, che ha tutto il tempo per raggiungere e superare O Rei, speriamo già contro lo Spezia. Molto male invece per la Juventus tutta, che di tempo ne ha molto meno per recuperare i 10 punti che ci separano dall’Inter (forse 7 se si vincerà il recupero contro il Napoli). Un inseguimento che si è fatto adesso ancora più difficile, colpa sicuramente di troppe imprecisioni, a ridosso delle due aree. Sia in attacco che in difesa. Al Bentegodi Andrea Pirlo risolve gli unici dubbi lasciatigli dall’emergenza (ben sette gli assenti) schierando Alex Sandro sul centro sinistra della difesa a tre e Ramsey come centrocampista incursore. Scelte inquadrate in quella più ampia di far fronte all’assenza di un terzino destro schierando un 3-5-2 puro, con Chiesa a destra e Bernardeschi a sinistra a coprire l’intera fascia. Con una netta preferenza per la metà campo del Verona, però, dove nei primi cinque minuti la Juventus schiaccia i gialloblù, arrivando al tiro con Ronaldo, Ramsey (il più insidioso), Chiesa e De Ligt ma non riuscendo a trovare subito il vantaggio. Appena il Verona riesce rompere l’assedio iniziale, sfiora subito il gol con Szczesny che salva tutto con l’aiuto del palo. Provato un altro brivido su una palla rubata, mentre la Juventus impostava dal basso, i bianconeri tornano a martellare, con Chiesa e soprattutto Rabiot che però calcia male dopo un numero di Kulusevski a destra. L’assedio dei primi minuti però è finito, con il Verona bravo ad assalire la costruzione bassa della squadra di Pirlo (contribuendo a due errori da brivido di Demiral e Bentancur) e bravo a compattarsi dietro in fretta quando la Juventus risale il campo. Così dopo i fuochi d’artificio dei primi 20 minuti la partita resta intensa e combattuta e troppo spezzettata da un arbitro troppo fiscale. Si arriva all’intervallo senza altri sussulti, con i bianconeri che faticano a innescare Ronaldo, bravo a liberarsi di due avversari a metà primo tempo, meno bravo nel sinistro da fuori area che finisce alto. Nella ripresa la Juventus torna in campo allo stesso modo. Anche nell’atteggiamento. Aggressiva come a inizio partita, stavolta alla prima occasione passa: anche perché stavolta la prima occasione capita sul piede giusto. Grande verticalizzazione di Ramsey per il taglio di Chiesa da destra a sinistra, che entrato in area attende quel tanto per dare il tempo a Cristiano Ronaldo di inserirsi sul secondo palo e servirlo sul destro. Il diagonale, si insacca alla destra del portiere. Il sorpasso a Pelè oramai nel mirino! Con il risultato sbloccato la partita offre più spazi e la Juventus ne approfitta riuscendo a giocare maggiormente in verticale. Ne beneficia soprattutto Kulusevski, che al 14' va via sul fondo a destra e arma il destro di Ramsey, ribattuto da un difensore. Al 23' il gallese lascia il posto a McKennie. Assurdo come si arriva alla rete del pareggio nata da un rinvio sbagliato di Demiral, da un contrasto perso da Bentancur, con Alex Sandro sovrastato nel gioco aereo dall'avversario che di testa insacca il gol del pari. Sembra di rivedere la partita dell’anno scorso proprio a Verona con Szczesny che deve superarsi per evitare la capitolazione. La Juventus ha l’ultima chance nel recupero, con una punizione che Ronaldo si procura con una grande azione ma poi calcia ancora una volta sulla barriera. Al Verona il sorpasso stavolta non riesce, ma alla Juventus questo pareggio fa sicuramente più male della sconfitta di un anno fa. Come era logico che fosse anche nelle chat del nostro Club l'arrabbiatura per l'atteggiamento avuto dalla squadra ha raggiunto i massimi livelli. Va bene le tante assenze che sicuramente incidono ma non è possibile non essere riusciti a mantenere quel prezioso vantaggio che si era raggiunto. Pirlo poi che ha sempre puntato sui giovani, in questa gara che ne aveva tantissimi in panchina, non ha voluto rischiare. Ma lo avrebbe dovuto fare visto che Rabiot e Bentancur ad un certo punto non riuscivano più a conquistare un pallone a centrocampo lasciando la squadra in balia degli avversari. Ma passata la rabbia e la delusione, assolutamente giustificabile, pian pianino già dalla domenica siamo riusciti a ritornare in noi stessi ritrovando quella forza che ci impone di crederci e lottare sino a quando ci sarà la possibilità di farlo ad iniziare dalla gara contro lo Spezia di martedì sera. Ma non serve solo la convinzione di noi tifosi, a crederci devono essere dapprima i calciatori e l'allenatore. Il mese di marzo ci dirà tutto. Potrebbe regalarci i quarti di champions oltre che rimetterci in corsa per lo scudetto. Siamo grandi gobbi, siamo un Club che ha sempre dimostrato di avere una marcia in più rispetto a tanti, seguendo la squadra con grande passione a prescindere dai risultati, pertanto continuiamo a crederci, ragioniamo di partita in partita, tra qualche settimana capiremo se davvero abbiamo fatto bene a farlo. Nulla è perduto, ricordando a tutti che siamo gli unici ancora in corsa per tutti i tre obiettivi stagionali mentre altri avendo perso tutto per strada possono giocare tranquillamente per un solo obiettivo. Un vantaggio non indifferente. Senza dimenticare delle assenze importantissime che stanno caratterizzando in negativo questo momento della nostra Juve. CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI! p.s. nel gioco della JOFC LEAGUE, quando sembrava che il Club di Milano stesse per passarci avanti, siamo riusciti nell'ultimo turno a fare cinquanta punti in più di loro, portando il vantaggio in classifica a 156 pt. Non significa nulla ma dimostra che se tutti partecipiamo al gioco, possiamo difendere la prima posizione che manteniamo da oltre due mesi. Proviamoci anche in questo turno contro lo Spezia a mettere in campo tutto il meglio di noi.
 

 
 
LA JUVE NUOVAMENTE SUL PODIO
 
La Juventus torna nuovamente sul podio della classifica del campionato scrollandosi di dosso tutti i cattivi pensieri ed il pessimo umore, con una vittoria rotonda e divertente, con la quale riconquista il terzo posto in classifica, rinfranca Ronaldo, autore di una doppietta e manda segnali confortanti. Certo il divario con il Crotone è troppo evidente per lasciarsi trasportare da facili entusiasmi, ma l'importanza dei tre punti e del successo restano. Del resto proprio contro i calabresi, all'andata, la Juventus aveva perso due punti sanguinosi per la classifica. Quelli che insieme ai due persi a Benevento avrebbero cambiato il volto della classifica bianconera. Quindi, snobbare questa vittoria della Juventus sarebbe un errore gravissimo, perché dopo le sconfitte contro il Napoli e il Porto era fondamentale ritrovare la vittoria, i gol e il buon umore. Ronaldo si agita e agita anche un po' gli altri: il fatto di non segnare da tre partite gli provoca quello che sembra un fastidio fisico. Ma poi sale in aria, stacca e rimane in sospensione e per due volte, da due posizioni diverse la infila alle spalle del portiere calabrese. Il primo gol è un capolavoro di tempismo: sul cross di Alex Sandro al 38', Ronaldo sfila furtivamente dietro i difensori del Crotone sul filo del fuorigioco, poi dal lato destro dell'area piccola salta e quasi aspetta che arrivi la palla per incornarla in rete. Il gol non lo sfama, resta ancora elettrico, al 46' cerca il raddoppio con un tiro micidiale da fuori area che il portiere respinge con difficoltà, Ramsey recupera il pallone e crossa per Ronaldo che entrando in area con un terzo tempo, si eleva, si ferma in aria e sbatte il pallone in rete con una testata violenta come fosse un tiro. Prima dell'intervallo sempre Ronaldo sfiora la clamorosa tripletta in pochi minuti mandano incredibilmente a lato un pallone da spingere in porta. Nella ripresa la Juventus è più fluida, più tranquilla e trova anche più spazi grazie al tentativo, un po' disperato, del Crotone di trovare il gol. Così il gioco bianconero è più logico e frizzante. Anche se gli errori in fase di finalizzazione sono abbondanti: Ronaldo, Chiesa, Kulusevski sprecano buone occasioni. E' spietato, invece, McKennie che su un'azione successiva a un corner è lestissimo a controllare il pallone di petto e girarlo in rete per il definitivo 3-0. Da lì c'è spazio per un brillantissimo Bernardeschi e un promettente Fagioli, altre occasioni sprecate e l'attesa del fischio finale per godersi "addirittura" cinque giorni di allenamenti prima della prossima partita contro il Verona. Tanta roba in una stagione in cui si gioca maledettamente ogni tre giorni. La missione di questo periodo sarà cercare di recuperare i tantissimi assenti, tutte defezioni pesanti. A Verona mancheranno oltre a Dybala, Arthur, Bonucci, Chiellini e Cuadrado, anche Danilo squalificato e Morata causa virus debilitante. Ci sarà da stringere ancora di più i denti. Vincere a Verona diventa fondamentale per continuare a credere nello scudetto. Non abbiamo più possibilità di perdere punti se vogliamo inseguire l'inter. Quindi bando alle chiacchiere da bar e restiamo tutti uniti! Nelle chat del Club grande soddisfazione per essere tornati alla vittoria ma ovviamente nessun volo pindarico in attesa delle prove più importanti delle prossime giornate. Prima del ritorno contro il Porto ci attende un altro mini tour impegnativo con trasferta a Verona e doppio impegno casalingo con Spezia e Lazio. VINCERE: IMPERATIVO D'OBBLIGO! Che altro aggiungere se non il rammarico di non poter riaprire il Club nemmeno dopo il 5 marzo visto che il nuovo DPCM va a confermare quelli precedenti. Pazzesco. Se pensiamo che l'ultima partita vista assieme al Club è stata quella contro il Verona proprio nel girone di andata. Non ci resta che continuare a sperare di ritrovarci il prima possibile. Oramai è anche passato un anno dall'ultima trasferta dal vivo organizzata a Lione lo scorso 26 febbraio 2020. Nella JOFC LEAGUE il Club di Milano che ci insegue ha recuperato quasi tutto il vantaggio che avevamo accumulato da quando siamo balzati in testa alla classifica superando proprio il club meneghino. Adesso i punti di vantaggio sono poco più di cento. Proveremo a difenderci. Cerchiamo di giocare tutti. CHI LA DURA LA VINCE! AVANTI NOI, AVANTI JUVE!
 

 
 
CHIESA TIENE IN CORSA LA JUVE
 
Meno male che alla vigilia della partita di Champions tra il Porto e la Juventus si era a più riprese detto che non andava sbagliata partita come successo negli ultimi due anni a Madrid e a Lione. Puntualmente siamo ricaduti negli stessi errori, anzi la Juventus riesce addirittura a cominciare anche peggio, regalando al Porto il gol del vantaggio dopo un minuto e una manciata di secondi e quello del raddoppio dopo ancora meno tempo dall’inizio della ripresa. Al contrario di quanto successe a Madrid (quando poi riuscimmo a rimediare comunque) e a Lione, però, siamo riusciti a segnare: e se il 2-1 finale brucia, soprattutto per come è maturato, lascia accesa una speranza concreta di approdare ai quarti. Resta la prova sconcertante dell'intera squadra. Diamine ma questa partita l'aspettavamo da due mesi, sanno benissimo cosa significhi per tutto l'ambiente una partita Champions. Un approccio sbagliato, un atteggiamento inconcepibile da parte di molti calciatori. 
L’inizio partita è uno shock al Do Dragao. Palla a Szczesny che serve rasoterra Bentancur appena fuori area: un portoghese lo pressa, l’uruguaiano arretra in area e cerca di servire il portiere con un retropassaggio che sarebbe pericoloso anche se fosse giusto, perché un calciatore del Porto è in agguato, ma che per giunta finisce quasi sui piedi dell’attaccante avversario, pronto a battere il nostro portiere in scivolata. La costruzione dal basso non c’entra, o c’entra solo fino a un certo punto: si tratta di un errore individuale grave e non è il primo che Bentancur commette in situazioni simili. Un limite da eliminare in fretta, o rischia di compromettere più che una partita. Adesso basta caro Bentancur. La pazienza inizia ad avere un limite.
Arriva questa cazzo di Coppa ed alla vigilia si fermano sempre pedine importanti. Quest'anno oltre ad avere Dybala fuori da tempo, si aggiungono Arthur, Cuadrado e Bonucci. Roba da non crederci. Nessuna giustificazione ma che si arrivasse una volta a formazione completa..... 
Il Porto si ritrova d’incanto e senza il minimo sforzo nella situazione che sognava, la Juventus prova a scuotersi ma fatica: l’errore commesso sul gol galvanizza la pressione portoghese e condiziona la costruzione dal basso bianconera con Bentancur frastornato dall'errore iniziale e così una palla a lui rubata si trasforma in un tiro deviato che fa tremare Szczesny. Non trema mai, invece, il portiere avversario, con la squadra di Pirlo che prova invano a infilarsi nel compatto muro che il Porto erige se va a vuoto con la prima pressione, senza cercare di aggirarlo e senza poterlo scavalcare, non avendo una prima punta su cui appoggiarsi. Il ballottaggio tra Kulusevski e Morata infatti lo ha vinto lo svedese (certo Pirlo non immaginava di trovarsi sotto 1-0 dopo poco più di un minuto). Al 34' piove sul bagnato: Chiellini chiede il cambio, dai suoi gesti per un problema al polpaccio destro, e Demiral prende il suo posto. Al 42' la prima azione degna di nota con una bella rovesciata di Rabiot su azione d’angolo, che peraltro sarebbe stata resa vana da un fuorigioco di Ronaldo.
L’intervallo per i bianconeri in maglia arancione, sembra il gong che segnala la fine del round per un pugile che ha subito molto e fatica a ritrovare lucidità. Speranza che però va subito in frantumi: stavolta il gol del Porto arriva addirittura dopo un minuto. L’azione manovrata sulla destra sembra un’esercitazione di quelle in cui i difensori non devono andare a contrastare, tanta è la facilità con cui la palla viaggia rasoterra fino al calciatore del Porto appostato sul primo palo e pronto a battere Szczesny. Stavolta se non altro la Juventus prova a reagire, ma dura poco infatti è sempre il Porto a ad avanzare. Pirlo decide di giocarsi la carta Morata: indispensabile avere qualcuno che attacchi la profondità e che possa rappresentare un alternativa a Ronaldo su eventuali cross, che nella ripresa la Juventus ha iniziato a cercare. Fuori McKennie, con Chiesa spostato a sinistra e Kulusevski a destra. L’ingresso dello spagnolo costringe la difesa del Porto almeno a impegnarsi e ravviva un po’ anche Ronaldo, solo e spento nel primo tempo. Non ravviva invece Kulusevski, che al 32' lascia il posto al rientrante Ramsey. Sono però due degli juventini in campo dall’inizio, e due dei migliori (???), a confezionare il gol della speranza al 37': Rabiot va sul fondo a sinstra e pennella un cross sul palo lontano per Chiesa, che di destro al volo piazza la palla sul secondo palo alle spalle del portiere. Goal pesantissimo si spera, nell'economia della doppia sfida. Certo se l'affrontiamo così potrebbe non servire a nulla.
La Juventus inizia a crederci e va addirittura vicina al 2-2 con Morata, che però sarebbe stato in fuorigioco, e allo scadere può reclamare anche un rigore, perché un calciatore del Porto finisce addosso a Ronaldo dopo una sterzata del portoghese. La serata però finisce come era iniziata: male, perché l'arbitro clamorosamente non lo fischia. Roba da pazzi. In mezzo, però, la Juventus ha segnato un gol che il 9 marzo a Torino potrebbe fare la differenza: per passare servirà vincere 1-0. Non un’impresa, a patto, come detto, che sia vera Juve. Tanta la delusione nelle chat dei soci Club. Tutti aspettavamo questa partita, tutti ci aspettavamo una Juve con il sangue agli occhi a prescindere dalle assenze importanti. Niente di tutto questo, comprensibile l'amarezza e la rabbia di molti. Ma passata la delusione della serata amara ed una nottata praticamente insonne, al giorno dopo si era già belli carichi per continuare a crederci che non potrà nuovamente finire qui il nostro cammino europeo. 
Prima del ritorno della partita contro il Porto (9 marzo) bisognerà rituffarsi nel campionato dove ci sarà da battere il Crotone per continuare a credere nello scudetto. Per farlo bisognerà trovare una continuità di vittorie che in questa stagione sin qui è sempre mancata.
Anche nella Jofc League non buono il risultato del nostro Club che pur mantenendo la vetta della classifica perde un altra quarantina di punti nei confronti del Club di Milano. Adesso il vantaggio è di 350 punti circa. Serve l'impegno di tutti a non mollare se si vuole raggiungere l'obiettivo di vincere questo Torneo.
Per il resto che altro aggiungere se non un invito a tutti a NON MOLLARE MAI ALTRIMENTI CHE TIFOSI SAREMMO????
FORZA RAGAZZI, NOI CI CREDIAMO ANCORA!
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO NEL BENE E SOPRATTUTTO NEL MALE! 
 
 

 
 
PASSO INDIETRO
 

In una giornata in cui avremmo potuto approfittare del passo falso del Milan, la Juventus perde, 1-0 il finale, la sfida contro il Napoli, mostrando qualche titubanza di quelle che ne avevano caratterizzato la prima parte di stagione. Peccato perchè si era all'ultima sfida di un mini ciclo terribile proprio alla vigilia della gara di Champions contro il Porto. Ma del resto dopo aver conquistato la Supercoppa contro il Napoli e la finale di Coppa Italia a spese dell'Inter, ora prima in classifica, forse non potevamo chiedere di più in questa fase. Se proprio avessimo dovuto scegliere tra la vittoria a Napoli e la vittoria in Supercoppa o la conquista della finale di Coppa Italia, senza ombra di dubbio avremmo scelto quello che sin qui abbiamo conquistato. La squadra è apparsa soprattutto nel primo tempo, più spenta, deconcentrata e stanca rispetto alle ultime uscite. Così abbiamo salvato la panchina a Rino Gattuso che con il successo ottenuto rigenera un minimo di entusiasmo in una piazza dove vivono solo per questa partita. E' stata una partita brutta nel complesso, ma la Juventus riesce a essere più brutta della partita. Per lunghi tratti sono le difese ad avere la meglio che così ben piazzate rendono difficile, se non quasi impossibile, creare un vero pericolo per i portieri, ma spesso il pallone non arriva neppure nei pressi delle due aree, impigliandosi nelle gambe di qualche avversario per colpa di uno dei tanti errori che hanno caratterizzato la partita. Una partita che per la Juventus era come detto fondamentale per continuare l'inseguimento alle milanesi, ora pericolosamente interrotto dalla sconfitta con la vetta distante 8 punti (sempre con una partita da recuperare proprio contro i partenopei). Perché la Juventus l'ha sbagliata in modo così clamoroso? Era l'ultima partita di un lungo ciclo di partite ed era la partita che precede l'inizio della fase a eliminazione diretta della Champions League: è evidente la stanchezza della Juventus. Più mentale che fisica, perché ci sono momenti in cui i bianconeri tengono il campo con una parvenza di intensità, ma è la mancanza di idee e la lentezza della manovra che sorprendono in negativo. Le ultime Juventus, alte o basse che fossero, erano più feroci e lucide, questa è sgasata e spuntata. E' successo altre volte nel corso di questa stagione e non è successo solo alla Juventus di incappare in un blackout agonistico ma un po a tutte le squadre, chi più chi meno. Il problema, per la Juventus, sono i punti persi all'inizio (Crotone e Benevento su tutte). Chissà se Pirlo si rimprovererà la scelta di Bernardeschi dall'inizio al posto di McKennie. Ma l'americano non stava benissimo ed è stato preservato per la partita di mercoledì a Oporto. L'azzurro è protagonista di sessanta minuti in cui sbaglia molto, ma sarebbe impietoso e ingiusto prendersela solo con lui, in quanto sono mancati quasi tutti: a partire da Ronaldo e Morata, mai sufficientemente precisi e cattivi, continuando con Rabiot, un po' confuso in costruzione e con Alex Sandro, che è entrato nella ripresa al posto di Cuadrado (problemino muscolare) ma non ha inciso. Si salvano in pochi: De Ligt e Danilo si fanno apprezzare, ma è difficile salvare la prestazione di tutti. Il Napoli passa in vantaggio in modo davvero fortuito, grazie a un rigore giustamente assegnato con il Var dopo mezzora di gioco. Punizione da sinistra, Chiellini salta insieme ad un giocatore del Napoli e gli piazza la mano in faccia allargando in modo innaturale il braccio sinistro. Situazione anomala, ma rigore ineccepibile. Fin lì la partita era stata noiosa e senza particolari emozioni. La Juventus era partita aggressiva schiacciando il Napoli nel primo quarto d'ora, ma senza creare occasioni degne di nota. Poi il Napoli aveva ripreso un po' di campo, ma senza mai impegnare Szczesny. Due squadre sotto tono e una partita che ne soffre, nella quale il Napoli ha forse il merito di sacrificarsi di più, soprattutto quando deve difendere il vantaggio e lo fa con tutti i giocatori. Negli ultimi dieci minuti della partita, con Kulusevski e McKennie in campo, la Juventus costruisce le uniche occasioni: per due volte è fenomenale Meret (subentrato al posto di Ospina, infortunatosi nel riscaldamento). Ma non è sufficiente per raggiungere nemmeno il pareggio che fondamentalmente sarebbe stato il risultato più giusto per quanto non visto in campo. Ancora una volta è pesata l'assenza di Arthur che si dimostra sempre più indispensabile per il nostro centrocampo. Senza di lui perdiamo molto in termini di sicurezza ed intraprendenza.
Ma adesso è già tempo di voltare pagina in quanto ci attende una sfida cruciale in Portogallo dove memori della trasferta a Lione della passata stagione bisognerà stare molto attenti a non commettere passi falsi che potrebbero nuovamente comprometterci il passaggio del turno. Dopo le ultime due stagioni molto tribolate in Europa ci attendiamo da questa almeno un approdo sicuro ai quarti di finale. Poi di li in poi lo sappiamo che parte una stagione nella stagione e tutto potrà accadere. Un passo per volta. Peccato non poter tornare in trasferta ad Oporto, città meravigliosamente bella che abbiamo avuto il piacere di visitare quattro anni fa in un altra trasferta della Champions. Dove non siamo arrivati. Solo il Covid ha potuto fermarci. Speriamo solo di poter riprendere presto il nostro viaggio in giro per l'Europa al seguito della Juve.
La JOFC LEAGUE in questa settimana ha visto il Club di Milano totalizzare nuovamente più punti di noi (17 per la precisione) in una serata in cui è stato difficile far punti per tutti stante il risultato avverso, la mancanza di goal e il cambio non preventivato per infortunio di Cuadrado. Adesso il vantaggio è sceso nuovamente sotto i 400 punti. Bisognerà tenere duro a partite dalla sfida di Champions, ma per farlo servirà l'aiuto di tutti nel partecipare in massa al gioco.
FORZA RAGAZZI in campionato nulla è perduto, dopo la partita ovviamente la delusione la fatta da padrona nelle chat del Club ma già al giorno dopo eravamo tutti carichi e pronti a ripartire come se nulla fosse accaduto.
CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI! FINO ALLA FINE
JC ANDRIA

 

 
 
CHE GODURIAAAAAAAAAAAA. SIAMO IN FINALE DI COPPA ITALIA
 
Intertriste....chiacchierone, sogna sotto l'ombrellone, tricolore...coppe varie......e come l'anno scorso e come l'anno prima, il nostro chiacchierone continuerà a sognare......... 
Dirvi che abbiamo goduto come dei porci.....è troppo riduttivo. La serata di martedì sera ha visto tutto il popolo gobbo festeggiare ancora una volta a danno dei tifosi delle Merde di Milano. Questa la considerazione che meritano in virtù delle continue puttanate che raccontano, alle quali loro stessi in fondo in fondo non ci credono. Pagliacci e ridicoli da sempre hanno avuto ancora una volta l'ennesima lezione sul campo. Non hanno ancora compreso che festeggiare una singola vittoria dopo anni di vacche magre...non porta a niente, quelle che vanno festeggiate sono le vittorie che ti portano ad obiettivi o al raggiungimento di una finale. E' inutile spiegarlo non lo capiranno mai........
0-0 il risultato finale: avanti Juve con il minimo sforzo e senza strafare, anzi alla fine della partita il migliore in campo è risultato essere il loro portiere. Detto questo detto tutto. Juve meritatamente in finale di Coppa Italia. Bravo Pirlo detto il maestro, che anche in veste di allievo s'è rivelato ampiamente all'altezza del suo mentore Antonio Conte..... spedendo quest'ultimo..... dietro la lavagna. Cioè fuori dalla Coppa Italia. I merdazzurri hanno provato per buona metà del primo tempo a trovare quel goal che avrebbe riaperto i giochi. Ma la bravura di Demiral e De Ligt su tutti hanno evitato ogni pericolo per i bianconeri. Che poi, nella ripresa, abbastanza in scioltezza salvo qualche mischione nel finale, hanno gestito con disinvoltura una pareggio a reti inviolate che forse - proprio perché a reti inviolate - rappresenta un ennesimo importante passo in avanti in termini di consapevolezza dei mezzi e in termini di solidità anche mentale. Un passo avanti che, più concretamente ancora, porterà a disputare la finale contro una sempre più sorprendente Atalanta capace di mettere fuori quelli della ASL NAPOLI prossimi nostri avversari in campionato.
Pirlo ha puntato sul solito spartito (4-4-2 tendente al 3-5-2 a seconda delle fasi di gioco) ma schiera interpreti più accorti. A centrocampo c'è Cuadrado, a destra, con Bernardeschi a sinistra deputato a prendere in consegna (quantomeno provarci......) uno dei più in forma di questa stagione nelle fila delle merde: Hakimi. In attacco Kulusevki insieme con Ronaldo. Come detto evanescente l'attacco degli intertristi. Si fa presto a capire quale sarà l'andazzo, con la Juve a difendere il prezioso risultato maturato a San Siro e l'Inter ad attaccare. Il possesso palla juventino è molto sterile, con l'Inter che in diverse occasioni da l'impressione di poter pervenire da un momento all'altro alla rete del vantaggio . Reclamano un rigore che ovviamente non c'era. Hanno infatti squalificato la "zolla del campo" per il fallo su  Lautaro.......ahahahahahahahahah. La Juventus resiste come può e, soprattutto, dove può: rintanata nella propria metà campo. Bernardeschi e Alex Sandro appaiono molto spaesati. L'ottima prova di De Ligt e, soprattutto, Demiral, come detto, evitano diversi guai. Su sponda Juventus si potrebbe menzionare un doppio guizzo di Cristiano Ronaldo sul finale di tempo. che ha provato a portare la Juve in vantaggio. Un po' più grintosi, i bianconeri, nella ripresa con gli ingressi di McKennie, Chiesa e Chiellini (nel finale). Mentre gli sfigati cominciano a sentire la stanchezza e l'incombenza dello scorrere dei minuti. Poi Cristiano Ronaldo inizia a prendersi come sempre la scena. Anche se al suo cospetto trova un Handanovic smanioso di riscatto dopo certe disfatte della partita d'andata. Ebbene in due occasioni l'estremo merdazzurro ha riflessi e intuito, fisicità opportuna per evitare un gol che significherebbe la chiusura anticipata del discorso semifinali. Le sue prodezze, però, non fanno altro che prolungare una attesa che rimane vana nonostante i rabberciati e a quel punto sconclusionati assalti intertristi nei minuti finali. Grande Andrea Pirlo, piccolo uomo Antonio Conte. Non aggiungiamo altro. Si dovrebbe solo vergognare per quanto fatto a casa nostra che è stata anche casa sua. Devi crescere. Mentre Conte ed i suoi seguaci erano li a leccarsi le ennesime ferite e l'ennesima delusione stagionale, noi eravamo letteralmente impazziti dalla gioia. Nelle chat del Club l'entusiasmo ha raggiunto dei picchi incredibili e sino a tarda ora. Questa partita la sentivamo tanto. Viverla purtroppo a distanza non ha di certo aiutato nessuno. Ognuno ha raccontato il suo modo di vivere la partita. Come la squadra ha lottato in campo così noi tifosi abbiamo lottato da casa, quasi come se stessimo giocando noi in campo.....tra chi girava intorno al tavolo o chi percorreva il corridoio della propria abitazione in lungo ed in largo manco se così passasse più in fretta il tempo. Che ridere, quanto gobbi siamo, te ne accorgi proprio da questi racconti. Bellissima l'accoglienza all'esterno riservata alla nostra squadra dai tanti tifosi accorsi. Una fumogenata ha fatto da contorno all'arrivo del pullman. Cori, bandiere e passione pura segno evidente di una voglia matta di poter tornare dentro. Anche il bus delle Merde ha ricevuto l'accoglienza che meritava.....
Il tesseramento a sostegno del nostro Club è stato prorogato di qualche altro giorno. Adesso il numero ci vede attestati a 559. A passi piccolissimi stiamo sempre più consolidando il risultato che ci eravamo prefissi: difendere la nostra sede sociale! CI SIAMO RIUSCITIIIIIIIIIIII! 
Nel Torneo della JOFC LEAGUE invece siamo riusciti, in un turno dove era difficilissimo pronosticare il risultato esatto, a difendere ed incrementare di quasi 60 punti il nostro distacco sul Club di Milano. Questo non vuol dire assolutamente nulla ma serve a far comprendere a tutti che più siamo a giocare più potremo restare in vetta.
Archiviata la conquista della FINALE DELLA COPPA ITALIA ci rituffiamo nel campionato dove proveremo con ogni nostra forza a compiere una rimonta incredibile. Per farlo ed alimentare questo sogno bisognerà provare a vincere anche a Napoli. Non sarà facile considerando il loro momento e soprattutto il loro impegno massimo nelle sfide contro di noi. Contro tutto e tutti la JUVE dovrà regalarci un altra serata da sogno, lo meritiamo soprattutto per lo squallido teatrino e le solite manfrine messe in atto dallo sceneggiatore di quella società che non sappiamo ancora se sia "sportiva"....o "sanitaria".......
MI RACCOMANDO TUTTI COMPATTI NEL FARE I PRONOSTICI E SOPRATTUTTO TUTTI UNITI CON LA NOSTRA SQUADRA.
LOTTIAMO E NON MOLLIAMO MAI!
JUVENTUS CLUB ANDRIA, PIU' DI UN PASSO AVANTI RISPETTO A TUTTI  
 

 
 
BATTUTA ANCHE LA ROMA!
 
Sesta vittoria consecutiva per la Juventus che, dopo la sconfitta in casa dell'Inter in campionato del 17 gennaio scorso, non si è più fermata. Stavolta tocca alla Roma, finora incapace di battere una big in stagione, cadere allo Juventus Stadium. Finisce 2-0 per i bianconeri, con il match aperto nel primo tempo dal solito Cristiano Ronaldo (rete numero 23 in 24 partite), che ha festeggiato al meglio il suo trentaseiesimo compleanno e chiuso dall'autorete nella ripresa di Ibanez determinata da una grande azione di Cuadrado e Kulusevski. Sorpasso in classifica per la Juventus, che sale al terzo posto davanti ai giallorossi e che si prepara nel migliore dei modi all'importante trittico che l'attende nei prossimi giorni: ad iniziare martedì con la semifinale di ritorno in Coppa Italia allo Stadium contro l'Inter (si parte dall'1-2 dell'andata per noi), poi sabato con la trasferta a Napoli di campionato e mercoledì 17 in casa del Porto per l'andata degli ottavi di Champions League. Ancora un grosso sforzo servirà produrre per uscire al meglio da questo periodaccio intenso di sfide importanti e difficili.
Pirlo cambia un solo elemento rispetto alla formazione preventivata alla vigilia, dopo il turnover visto con l'Inter: Cuadrado va in panchina, con Danilo spostato sulla fascia destra e Alex Sandro sulla corsia opposta. Invertite, poi, le posizioni di Chiesa (a destra) e McKennie (a sinistra). Un atteggiamento scelto per contrastare le volate giallorosse sugli esterni. E proprio Alex Sandro è protagonista nell'azione del vantaggio: il brasiliano va in profondità, inseguito invano da Cristante, e appoggia indietro per Morata. Pronto assist per Ronaldo al limite, con controllo di destro e tiro di sinistro praticamente da fermo, con una traiettoria che non dà scampo al portiere. Gran goal!
La Roma prova a reagire, con un atteggiamento aggressivo, ma le opportunità create sono poche. Più incisiva la prova della Juventus, che sfrutta gli spazi con repentini cambi di fronte o verticalizzazioni. Al 22' ancora Alex Sandro ripropone al centro per il destro di CR7: la deviazione in chiusura di un difensore giallorosso, manda la palla a colpire la parte bassa della traversa e poi a rimbalzare il campo prima della linea. Siparietto tra Ronaldo e l'arbitro Orsato, con il portoghese che chiede invano di vedere in prima persona l'orologio della gol line technology e l'arbitro che se la ride di gusto. Il tempo si chiude con CR7 ancora protagonista, con un destro centrale parato dal portiere.
Dopo l'intervallo la Juventus si limita a controllare, ma la Roma non riesce a salire di tono pur mantenendo il pallino del gioco in mano. La Juve rintuzza tutti gli attacchi a difesa di Szczesny con Chiellini assoluto protagonista. Ma proprio nel momento migliore della Roma ecco giungere al raddoppio la Juventus. Protagonista, anche in questo caso, un sostituto: Kulusevski mette al cento da destra, imbeccato da Cuadrado, e Ibanez, preoccupato per la presenza incombente di Ronaldo, mette alle spalle del proprio portiere. La partita si chiude praticamente qui, con una sola preoccupazione per la Juventus, quando Bonucci chiede il cambio a pochi minuti dal termine: un acciacco fisico che speriamo possa essere nulla di che. Vittoria di carattere, da grande squadra ottenuta con cinismo grazie alla tattica di Pirlo che ha preferito attendere la Roma per poi colpirla. Vittoria che permette alla Juve di restare in scia delle milanesi pronta ad approfittare degli errori che sicuramente ci saranno. Ovvio che bisognerà cercare di non perdere molti punti per strada come fatto nel girone di andata ad iniziare dalla difficilissima trasferta di Napoli di sabato pomeriggio. Ma come detto prima bisognerà compiere l'impresa di raggiungere la finale di Coppa Italia eliminando l'Inter. Dimentichiamoci del risultato maturato a San Siro. Si riparte dallo 0-0 e ci sarà da battagliare per conquistare un altro traguardo. Stringiamo i denti e seppur a distanza cerchiamo di trasmettere tutti quel calore ideale alla squadra di cui ci sarà bisogno in una sfida come questa. Come fare? semplice.....crederci sempre ed arrendersi mai e sostenendo chiunque scenderà in campo. Si sta ricreando nello spogliatoio un clima davvero bello come non lo si vedeva da almeno tre anni. 
Come sempre nelle chat del Club fiumi di messaggi ad accogliere quest'altra importante vittoria contro la Roma. Clima come sempre goliardico e soprattutto molto famigliare. Si spera sempre che a breve si possa magari tornare a ripopolare il nostro Club oramai chiuso da fine ottobre. Nella JOFC LEAGUE giornata favorevole al Club di Milano che riesce a totalizzare oltre cento punti più di noi. Segno evidente che qualcuno dei nostri non avrà giocato oppure non si è stati fortunati nel pronosticare. Resta il fatto che siamo sempre avanti e che ci vorrà la collaborazione di tutti nell'essere costanti nel gioco, per poter difendere la vetta della classifica conquistata prima di Natale. E' una bella sfida e comunque andrà a finire sarà stato bello per tutti noi.  Il tesseramento al Club volge oramai al termine. Altre due iscrizioni negli ultimi giorni vede il numero complessivo adesso a 558. Un ringraziamento di vero cuore a tutti per il risultato raggiunto. Sappiamo di poter contare su un grande gruppo di persone che ha dimostrato di tenere molto al Club. Ne siamo tutti orgogliosi di quello che siamo. Agli altri come sempre lasciamo le chiacchiere da bar.....ai fatti ci pensiamo sempre NOI!
AVANTI JUVENTUS, AVANTI NOI!
 

 
 
LA RIVINCITA E' SERVITA.....
 

La vendetta è un piatto che va servito freddo, meglio ancora se un pò alla volta.

La Juventus si vendica della sconfitta in campionato mettendo una serie ipoteca sulla qualificazione alla finale di Coppa Italia. L'1-2 in casa delle Merde di Milano, consentirà di concedersi anche una sconfitta per 0-1 per poter passare il turno nel match in programma a Torino martedì prossimo. Ancora una volta abbiamo dimostrato a quegli esseri che da sempre si sentono inferiori, di che pasta siamo fatti. Non imparano mai nulla. Hanno festeggiato come se avessero vinto un trofeo, la gara vinta in campionato, mentre noi a differenza loro, abbiamo imparato la lezione di quella sera, prendendoci una immediata rivincita ma senza enfatizzarla più di tanto. Si è solo concluso il primo tempo di una sfida che deve ancora raccontare molto. Bisognerà restare sul pezzo onde evitare brutte sorprese.  Partita solida per i bianconeri, con una tendenza ad abbassarsi nel secondo tempo, come avvenuto anche contro la Sampdoria. Un atteggiamento logico di fronte al tentativo, confuso ma arrembante, dei merdazzurri di raggiungere il pareggio, ma con una buona gestione delle situazioni di pericolo. Protagonista assoluto Cristiano Ronaldoche firma la rimonta, dopo il vantaggio degli intertristi, con una doppietta: prima su rigore, poi approfittando con astuzia di un clamoroso errore della loro retroguardia. Una “furbata” festeggiata portandosi un dito alla tempia, a ribadire quanto serva la testa in certe circostanze. Finalmente, dopo anni ed anni di attesa, dal 1998 per la precisione, hanno potuto assistere al goal su calcio di rigore di Ronaldo.......ahahahahahahaha, quanto godiamo!
La Juve storicamente non sbaglia mai due partite di fila contro la stessa avversaria. La sorte ci ha permesso immediatamente di cancellare l'infausta serata di sole due settimane addietro quando abbiamo perso più per demeriti nostri che per meriti loro. Ma quella sconfitta è servita di lezione.
Pirlo si presenta con tre novità rispetto alla formazione ipotizzata alla vigilia: Demiral centrale di difesa, Rabiot in mezzo al campo e Bernardeschi sulla fascia sinistra. Scelte che inizialmente hanno lasciato perplessi molti sostenitori. La Juventus viene subito colpita a freddo da un contropiede in velocità. Un cross al centro vede De Ligt anticipato con una conclusione su cui Buffon non è del tutto perfetto. Il merito della Juventus è quello di non perdersi d'animo e di mettere pressione agli avversari con una ricerca del possesso nella trequarti nerazzurra. Il pareggio arriva poco prima della mezz'ora, quando l'arbitro, su segnalazione del Var, rivede un'azione in area, giudicando da rigore la trattenuta di un difensore ai danni di Cuadrado. Ronaldo realizza dal dischetto. E il portoghese diventa protagonista assoluto al 35', quando manda in affanno Bastoni e Handanovic: il difensore controlla palla al limite con il portiere in uscita, ma entrambi temporeggiano. CR7 ne approfitta per inserirsi e spedire in porta di precisione da posizione molto defilata. Apoteosi nelle nostre chat dove si invita alla prudenza.
Errori che caratterizzano una ripresa combattuta, con interventi spesso sul filo della sanzione arbitrale. Dopo una parata di Handanovic su Bernardeschi, la Juventus rischia il 2-2 su un pasticcio difensivo: De Ligt appoggia a Bentancur, che perde palla sul pressing di Vidal. Il cileno appoggia al connazionale Sanchez, il cui tiro è respinto miracolosamente sulla linea da Demiral. L'Inter diventa arrembante ma la Juventus respinge ogni tentativo. Buffon
 si fa perdonare con una parata mostruosa su Darmian. Esce anche CR7, Pirlo si cautela con Arthur, Morata e Chiellini, dopo aver già fatto entrare Danilo. La Juve chiude in avanti senza rischiare più niente. Se in campo i calciatori festeggiano con moderatezza, nelle chat del Club l'entusiasmo arriva alle stelle per questa immediata rivincita che andrà ovviamente completata martedì prossimo nella gara di ritorno dove bisognerà essere molto attenti a non commettere errori. Dobbiamo conquistare con tutte le nostre forze l'ennesima finale della COPPA ITALIA di questi ultimi anni. Abbiamo un vantaggio non da difendere ma da consolidare! 
Che ridere vedere alla vigilia della gara tutti i tifosi della loro curva riuniti sotto lo stadio per accogliere il pullman della squadra......in pratica copiano ogni cosa che vedono prima fare agli altri. Non solo, ma si sono ridicolizzati affiggendo dei manifesti a difesa della loro città che ritengono non sia gobba.....ahahahahaaha in pratica è stata una ammissione di quanto diciamo noi da sempre....ovvero che loro sono la terza squadra di Milano. Sempre più ridicoli. Ma non lo diciamo noi. Lo pensano oramai diverse tifoserie in tutta Italia. C'era una volta la Nord di Milano.......
Nello spettacolare torneo tra Official Fan Club ancora un testa a testa avvincente con il Club di Milano. In questo turno abbiamo stabilito ben 594 punti, record assoluto sin qui del torneo, contro i 592 del Club meneghino, a riprova ancora una volta che Milano è sempre più bianconera. In pratica una sorta di pareggio che ci lascia sempre in vetta con oltre 3.000 punti totalizzati ed un vantaggio di 450 punti. Serve costanza e soprattutto fortuna in questo gioco. Ma se giochiamo in tanti riusciremo a reggere la sfida.  
 
Al Club nonostante siamo oramai a febbraio riusciamo a smuovere seppur di una sola unità il numero dei soci giunto adesso a 556 totali. Manterremo il tesseramento aperto sino a tutto febbraio per chi volesse ancora contribuire a sostegno della nostra realtà. Abbiamo raggiunto il grosso risultato di difendere la nostra storica sede sociale nonostante la chiusura forzata da fine ottobre. Il tutto grazie ai tantissimi che anche in questa stagione hanno volto iscriversi indipendentemente dall'apertura degli stadi. 
Grazie alle chat del Club, grazie a questo originale gioco ideato dalla JUVENTUS, siamo riusciti nell'intento di mantenere viva la vitalità che ha sempre contraddistinto il nostro gruppo. Siamo certi che presto torneremo a ripopolare la nostra sede, nell'attesa restiamo uniti più che mai a sostegno di questa squadra che non finisce mai di regalarci soddisfazioni.
Adesso ci attende un altra sfida di campionato a dir poco dura. Contro la Roma molto bistrattata in questa stagione ma che sin qui è riuscita a conquistare ben 41 punti (uno tolto a tavolino). Servirà molta attenzione contro una rivale storica che farà il possibile per metterci in difficoltà. 
AVANTI JUVE, INSIEME SUPEREREMO OGNI OSTACOLO.
LOTTA E NON MOLLARE MAI!
JC ANDRIA
 

 

 
 
LA JUVE NON SI FERMA
 
Quanto era importante la partita di Genova contro la Sampdoria? tantissimo per la nostra Juventus, chiamata a dimostrare di essere sulla strada giusta verso una rimonta che avrebbe dell'incredibile. Soffrendo, stringendo i denti e dimostrando un carattere importante la Juventus porta a casa tre punti molto significativi: 0-2 il risultato finale. Ha giocato bene? Soprattutto nel primo tempo, nel secondo ha sofferto un pò la Samp, complice il non aver chiuso la partita nella prima frazione. Ma paradossalmente è questa la buona notizia per Pirlo che sapeva già di avere una squadra frizzante e tecnica, ma non aveva ancora trovato una squadra matura che, in situazioni critiche, sa difendere un gol di vantaggio. Si respira un aria che non si registrava da qualche stagione. La difesa ha retto all'urto, riuscendo a soffrire e mantenendo una lucidità vista poco nella primissima parte di stagione, la presenza di Chiellini in campo, in questo senso, non è assolutamente casuale. Il capitano bianconero primeggia su tutti, salva un gol stoppando un tiro a botta sicura di Quagliarella, lotta in maniera indomabile su ogni tentativo blucerchiato e carica tutto il suo reparto che disputa, forse, la migliore prestazione della stagione in campionato. Perché se è vero che la Juventus gioca molti minuti della ripresa nella propria metà campo, è altrettanto vero che Szczesny non deve compiere miracoli: davanti a lui la Juventus si sigilla con esperienza. Il fatto che poi, all'inizio del recupero, la squadra di Pirlo trovi la zampata di Ramsey è poi ulteriore prova di maturità e cinismo. Partita sporca, vittoria brillante.
La chiave, oltre a Chiellini, è la trasformazione del centrocampo che ormai sembra aver trovato il suo equilibrio intorno ad Arthur e McKennie. Che il terzo sia Bentancur o Rabiot cambia poco: la classe e la visione di gioco del brasiliano e il dinamismo funambolico dell'americano rappresentano la svolta della stagione. Ora tutto gira in modo logico e anche la mancanza di forma da parte di CR7 diventa una annotazione a margine, non un problema cruciale. Anzi se prima si giocava solo per CR7 adesso è Cristiano a mettersi al servizio della squadra. Non sarà un caso se nelle ultime partite siano andati a segno quasi tutti i centrocampisti cosa che nella Juve non accadeva da almeno tre stagioni.
Nel primo tempo il dominio della Juventus è frizzante, ritmato e praticamente totale. Lo zero alla voce "parate di Szczesny" è indicativo dell'andamento dei primi quarantacinque minuti. La squadra di Pirlo corre bene: McKennie e Bentancur sono micidiali, così come Chiesa e il gioco si sviluppa verticale, con una pressione alta che mette sotto pressione la Sampdoria nella sua metà campo. Esattamente come chiedeva Pirlo. Il problema è che un tempo giocato in quel modo non può finire con un solo gol di differenza. L'1-0, firmato da Federico Chiesa, è almeno di due taglie in meno rispetto a quanto accaduto in campo e se Ronaldo può fare un esame di coscienza per due errori inusuali per lui, in generale è la mancanza di concretezza che potrebbe non piacere a Pirlo.
Di sicuro Pirlo si sarà arrabbiato per l'atteggiamento del secondo tempo. Perché il dominio juventino si interrompe e la Sampdoria prende campo in modo preoccupante per la difesa bianconera. Nel frattempo Ronaldo e Morata, che Pirlo ha allargato tantissimo, lasciano spazi interessanti per McKennie spesso in posizione di punta centrale, ma senza creare grossi pericoli per la difesa blucerchiata. La Samp invece è lodevole per la determinazione con la quale cerca il pareggio su un terreno sempre più infame per la pioggia battente durata per tutta la partita (dopo la finale di Supercoppa giocata sul terrificante manto di Reggio Emilia, un altro prato indegno per la Serie A). Poi mentre la Samp cerca in tutti i modi di trovare l'imbucata giusta, un contropiede fulmineo consente a Ronaldo di effettuare la giocata che gli vale, da sola, la sufficienza in una partita davvero opaca: il lancio per Cuadrado è perfezione calcistica, la finta del colombiano sbilancia tutta la difesa e libera Ramsey che calcia solo a porta vuota per il definitivo 0-2. E la vittoria pesa, non tanto per la serie che si allunga, quanto perché si solidifica l'anima della squadra di Pirlo. Restiamo nella scia delle milanesi ed agganciati alla Roma prossima avversaria allo Stadium da battere ad ogni costo. A partire da martedì sera la Juve sarà chiamata ad un autentico tour de force. Prima a San Siro per l'andata delle semifinali della Coppa Italia contro le Merde di Milano, una sorta di gara rivincita per noi. Bisognerà fare risultato ad ogni costo per indirizzare favorevolmente la gara di ritorno in programma sette giorni dopo.  
Grande l'entusiasmo nelle chat del Club sabato sera subito dopo la vittoria al Ferraris. Grande la soddisfazione di tutti per l'ennesima convincente prestazione della squadra sempre più a immagine e somiglianza di Andrea Pirlo. Grande umorismo da parte di tutti i soci che contribuiscono a creare un clima sempre molto gogliardico nell'attesa di poterci ritrovare tutti presso la sede del Club. Anche il risultato conseguito nella JOFC LEAGUE è stato nuovamente favorevole al nostro Club che riesce a totalizzare oltre 300 punti una cinquantina in più del Club di Milano che insegue. Vetta della classifica mantenuta con un distacco di 450 punti. Bisognerà continuare ad essere costanti nel partecipare al gioco dei pronostici. Più lo saremo, più resteremo in testa. 
Il tesseramento al Club resterà aperto ancora per questa settimana. Siamo arrivati a quota 555 soci. Resta per noi un risultato incredibile in un annata così. Segno evidente dell'orgoglio di appartenenza che tutti hanno nei confronti di questa splendida realtà. 
CREDERCI SEMPRE....ARRENDERSI MAI IL NOSTRO MOTTO
JC ANDRIA PIU' DI UN CLUB 
 

 
 
LA JUVE VOLA IN SEMIFINALE DI COPPA ITALIA
 
La Juventus batte per 4-0 la Spal, formazione che milita nella serie cadetta ed accede, ancora una volta, alle semifinali della Coppa Italia dove potrà provare a riscattare immediatamente il 2-0 subito solo dieci giorni fa a San Siro che ancora non è andato giù a noi tifosi come a tutto l'ambiente bianconero. La rivincita che vale una finale è in programma martedì 2 febbraio a Milano con la gara di ritorno dopo una settimana allo Stadium. Le semifinali di Coppa Italia non sono mai state in pericolo, la Juve ha regolato in maniera agevole una volenterosa Spal, mettendo in risalto le qualità di titolari aggiunti, rincalzi di lusso e giovani promettenti. Morata su rigore, Frabotta, Kulusevski e Chiesa hanno messo a segno le marcature.
Buffon titolare e capitano alla vigilia del suo 43° compleanno, Dragusin dall'inizio con Demiral e De Ligt a comporre un trio da 21 anni e 85 giorni di età media, Fagioli al debutto assoluto, Morata e Kulusevski di punta: ecco le scelte di Andrea Pirlo. La Spal se la gioca senza pressioni e sotto sotto pensa ad impensierire i bianconeri. Ma la Juve, memore della gara nei quarti contro il Genoa, vuole chiuderla presto la pratica per la conquista delle semifinali. Ci provano prima Frabotta, poi Morata ma niente. Il vantaggio si concretizza al quarto d'ora in seguito a un errore clamoroso dell'arbitro che scambia un fallo del difensore spallino su Rabiot per una simulazione del francese, pure ammonito: il Var fa capire al fischietto che l'azione merita di essere rivista e così l'assegnazione del rigore per la Juve diventa inevitabile. Morata non ha pietà e spiazza dal dischetto il portiere. Il raddoppio è storia dopo la mezz'ora con Frabotta che segna il primo gol da juventino: il terzino approfitta di uno slalom ubriacante di un Kulusevski in palla (lo svedese si porta a spasso mezza difesa avversaria) e con il sinistro insacca, complice una leggera deviazione. Nel frattempo la Spal, quinta forza della Serie B, ci aveva provato timidamente in ripartenza, ma la differenza di categoria salta agli occhi: Ramsey e Morata combinano bene, Fagioli cresce in personalità grazie ai consigli urlati da Pirlo e in difesa la coppia del futuro Demiral-De Ligt piace. Nel frattempo si fa male Bernardeschi e dopo l'intervallo, Pirlo lo sostituirà con il giovane Di Pardo, altro esordiente.

Il primo tempo di Buffon? Più urla, rivolte in particolare a Demiral, che palloni giocati. Fatto sta che la Spal, a parte un tentativo, non lo chiama mai in causa, mentre sull'altro fronte l'intesa Morata-Kulusevski è un ottimo segnale in prospettiva. È ancora Kulusevski a brillare non soltanto per le conclusioni verso la porta, ma soprattutto per quel senso del movimento costante che manda in bambola gli avversari costringendoli spesso all'errore. Pirlo cambia l'acciaccato Morata con Chiesa e Frabotta con Alex Sandro fresco rientrante dalla guarigione dal Coronavirus (finalmente sono stati tutti recuperati). La Spal ha ormai staccato la spina, ne approfitta Chiesa che serve Kulusevski per il 3-0. Debutta anche il 2002 Da Graca al posto di Demiral, quindi McKennie rileverà Fagioli alle prese con i crampi. Chiesa va a un passo dal poker, che metterà a segno a pochi secondi dal termine.
Ancora una volta va sottolineato il coraggio di Andrea Pirlo nello schierare molti giovani. Crediamo che il lavoro del mister alla lunga porterà i suoi frutti soprattutto in ottica futura. Del resto adesso tutti quanti si rendono conto dell'importanza del progetto dell'Under 23 in serie C. Come sempre i primi ad avviare tutti i progetti di crescita di una Società che non ha eguali sul territorio nazionale e che guarda con grande ottimismo alle big del calcio internazionale avvicinandosi di gran leva agli standard europei che il calcio moderno oggi giorno richiede gioco forza. Sorridiamo nel vedere altrove ben altri problemi di natura economica.
Continua ancora per qualche giorno, sino a fine mese, il tesseramento al Club che ci vede adesso attestati a quota 552 iscritti. Ci sarà tempo sino al 7 di febbraio dopo di che se ne riparlerà in estate per la nuova stagione che speriamo di poter riprendere nella più assoluta normalità. Un grosso grazie lo dobbiamo rivolgere a tutte quelle attività che ci hanno collaborato nella sottoscrizione e raccolta delle tessere, da Nodo Gordiano alla Paramedical, dagli Alimentari Lotti alla Caffetteria Goodness.
Nella JOFC LEAGUE, il torneo tra Official Fan Club, la giornata della Coppa Italia ha registrato il record di punti per il nostro Club sin qui mai ottenuto (ben 480) ma con il Club in seconda posizione (Milano) che ne ottiene incredibilmente oltre 500. Ovviamente vetta della classifica ancora mantenuta, ma bisognerà essere sempre in tanti a giocare visto che dietro ovviamente non mollano.
Adesso testa alla SAMP prossima avversaria in campionato. Vincere al Ferraris diventa fondamentale per restare nella scia delle milanesi.
FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE MAI
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO

 

 
 
ALTRA CONVINCENTE VITTORIA. RAGGIUNTA QUOTA 550 TESSERE
 

Sembra che sia già passata una eternità dalla brutta sconfitta maturata a San Siro ed invece è passata appena una settimana con la Juventus che sembra aver intrapreso una giusta strada. Il trofeo alzato al cielo a Reggio Emilia ha dato sicuramente il "la" alla riscossa bianconera. Ma nell'era del calcio Covid bisogna abituarsi a queste situazioni. Quello che più conta e l'aver ritrovato, gioco, entusiasmo e voglia di lottare. Una trasformazione incredibile che ha portato la Juventus a guadagnare ben 3 punti sul Milan e 2 sull'Inter oltre ad aver staccato il Napoli. Ma al di là dei numeri, a rilanciare la squadra di Pirlo nella corsa verso lo scudetto è il modo con cui ottiene la vittoria sul Bologna, con un 2-0 che non racconta la vera differenza di valori in campo. La Juventus è stata brillante, veloce, cattiva e, soprattutto, verticale. Merito di Arthur in mezzo al campo, che non sbaglia un passaggio dando ordine e logicità al gioco; ma anche di McKennie (superlativo il maghetto americano) e Kulusevski che creano una mole di gioco difficilmente controllabile dal Bologna; così come da un Bentancur redivivo e, soprattutto, da un Cuadrado sempre più micidiale per efficacia, concentrazione e solidità.
La Juventus vince 2-0 una partita che senza il portiere avversario avrebbe potuto avere un risultato ben più pesante per un Bologna che non ha soltanto difeso. Tantissime le occasioni sbagliate o nelle quali il portiere del Bologna è stato superlativo. A partire da Cuadrado e Bernardeschi nel primo tempo, per contare una lunga serie nella ripresa con Cuadrado, McKennie, Rabiot e Ronaldo che vedono sfumare altrettante possibilità per arrotondare il risultato. E in più ci sarebbe anche un rigore per la Juventus al 6', quando un difensore felsineo interviene sul piede di Cuadrado e l'errore, grave dell'arbitro, non viene corretto dal Var. Insomma, la mole di gioco offensivo creato dalla Juventus è talmente superiore e il dominio tecnico così indiscutibile, che cancella la parte iniziale del secondo tempo, nella quale i bianconeri perdono molta concentrazione rischiando clamorosamente il pareggio. Su questo aspetto mentale Pirlo dovrà lavorare tantissimo nei prossimi giorni per evitare queste pericolose pause che già nella passata stagione ci sono costate diversi punti. L'ingresso di Alvaro Morata, partito inizialmente in panchina, restituisce vivacità alla Juventus che finisce la partita schiacciando il Bologna nella sua area e trovando il gol con McKennie, sciupando poi almeno altre due occasioni.
Il vantaggio bianconero arriva al 15' del primo tempo grazie ad un tiro da fuori di Arthur che viene deviato da un bolognese in modo da renderlo imparabile per il portiere, andato completamente dall'altra parte. Il raddoppio nella ripresa ad opera di McKennie al 71': corner e l'americano di testa insacca.
Nella Juventus che sta trovando un modo di giocatore sempre più vicino alle idee di Pirlo spicca la prestazione di un grandissimo Szczesny che ripete la magistrale prova di Reggio Emilia (parata strepitosa su di un colpo di testa suicida di Cuadrado, oltre ad altri decisivi interventi). Ma sono da applausi le prestazioni di McKennie che al di là del gol è sempre più indispensabile per rendere fluido e veloce il gioco, di Kulusevski che continua a crescere, ma molto positivo anche Chiellini (alla quarta gara consecutiva), Danilo e Bentancur. 
Insomma tanti gli aspetti positivi di questa Juventus alla vigilia di un tour de force che ha dell'incredibile. Nel mese di febbraio ci giocheremo praticamente tutti gli obiettivi stagionali.
Prima però ci sarà da battare la SPAL allo Stadium per regalarsi la semifinale di Coppa Italia contro l'Inter in una doppia sfida da brividi! Poi si andrà a Genova contro la Samp. per una trasferta molto impegnativa visto lo stato di forma degli uomini di Ranieri. Non bisognerà commettere passi falsi.
Nel frattempo abbiamo raggiunto quota 550 tessere al Club per questa stagione. Un risultato che lo stiamo ribadendo da tempo ha davvero dell'incredibile se lo rapportiamo alla stagione che stiamo vivendo con stadi e club chiusi. Per la precisione siamo a quota 551. Per chi lo vorrà è ancora possibile sottoscrivere la tessera in questi ultimi giorni di febbraio dopo di che se ne riparlerà nella prossima estate con la speranza che dalla prossima stagione si possa realmente tornare alla normalità. Per questa adesso iniziamo oramai a perdere le speranze per un ritorno sugli spalti. Speriamo almeno di poter riaprire la sede sociale unico modo per sentirsi più vicini alla squadra.
Nel torneo della JOFC LEAGUE invece è stata una giornata all'insegna dell'imprevedibilità sia per il risultato maturato che per i marcatori. Quindi pochi punti rispetto al solito, ma stesso andazzo per gli altri Club che ci inseguono. Un bel gioco dobbiamo dire che ha ravvivato di molto le chat del Club, che oramai sia prima delle gare che soprattutto dopo, si animano di pronostici e commenti sugli stessi. Abbiamo oltre 400 punti di vantaggio sul secondo Club ma questo non vuol dire nulla perchè basta una giornata per rimettere tutto in discussione. Bisogna essere costanti nel giocare e soprattutto fortunati nel pronosticare.
FORZA RAGAZZI. NON SI MOLLA DI UN CENTIMETRO. 

 

 
 
LA JUVE CONTINUA AD ALZARE TROFEI
 
La Juve batte il Napoli per 2-0 a Reggio Emilia conquistando la nona SUPERCOPPA ITALIANA della sua storia alla faccia di chi pensava che il nostro ciclo si fosse già chiuso domenica sera......, alla faccia di chi festeggia per una singola vittoria in campionato per poi puntualmente continuare a non vincere trofei e soprattutto ad inanellare debiti su debiti (ne sentiremo ancora delle belle....). Ancora una volta Cristiano Ronaldo è l'uomo decisivo in Supercoppa come già accaduto due stagioni fa contro il Milan in Arabia.
CR7 ha infranto l'equilibrio di una partita bloccata, segnando da vero bomber d'area di rigore. Così la Juventus porta a casa l'ennesimo trofeo di questi meravigliosi dieci anni di vittorie (non finisce di certo qui...). Un 2-0 combattuto contro il Napoli che sbaglia un rigore con Insigne (sarebbe stato l'1-1 parziale con il rischio dei supplementari), e bianconeri meritatamente in trionfo. Una gran bella festa quella inscenata dai ragazzi sia sul campo che negli spogliatoi oltre che alla Stazione di Reggio MedioPadana e sul treno che ha riportato i ragazzi nella notte a Torino.  
Pirlo batte il suo amico Gattuso (confermatosi un vero Uomo in una Società di tanti piccoli uomini.....) grazie alla superiorità tecnica dei giocatori, alla loro voglia di soffrire, di compattarsi, di ricominciare a vincere dopo la delusione di Milano.
Pirlo, come previsto, tiene Morata in panchina ma pronto all'uso, mentre Kulusevski affianca Cristiano Ronaldo e visti i precedenti la coppia promette bene. C'è Cuadrado dall'inizio, 16 giorni dopo essere stato contagiato dal Coronavirus: appena guarito, il colombiano si fionda in direzione Reggio Emilia, in tempo per riappropriarsi della maglia da titolare che se sta bene sarà sempre sua. La Juve prova subito a fare la partita avanzando grazie agli strappi di McKennie e Kulusevski, oltre alle incursioni di Danilo che impegna il portiere. Ma il Napoli non si lascia intimorire, sfiorando il vantaggio evitato da una prodezza di Szczesny per quella che sarà l'unica grande occasione di tutto il primo tempo. La sfida è equilibrata, con i partenopei che alla lunga sembrano uscire bene dal tentativo di pressing alto bianconero. La Juventus comunque dà l'idea di aver approcciato il match con altro piglio, con una testa diversa, libera dai cattivi pensieri successivi al tonfo di domenica a San Siro contro l'Inter. In particolare i campioni d'Italia evitano di scoprirsi e in fase di non possesso si mettono a volte in attesa per evitare di prestare il fianco ai rivali e lasciare le praterie scoperte come accaduto a San Siro contro le Merde. Prevalgono le difese per lunghi tratti della gara.
La ripresa comincia subito con Bernardeschi al posto di Chiesa, costretto a uscire per via di una caviglia dolorante. Berna sfiora subito il vantaggio dopo un bel triangolo con McKennie, ma il tiro è sporco e Ospina si salva bloccando il pallone sulla linea dopo che i centrali napoletani s'erano fatti sorprendere. Chiellini, nel frattempo, alla terza partita di fila da titolare tiene a bada l'intero fronte di attacco napoletano mentre sull'altro fronte è Ronaldo che, servito in velocità da Arthur, cerca di approfittare di un'ingenuità avversaria. Si procede in pratica a fiammate, come quando Ronaldo la mette in mezzo e Manolas sfiora l'autorete. È la svolta, perché dal calcio d'angolo battuto da Bernardeschi è Bakayoko a innescare involontariamente il fuoriclasse portoghese: basta una girata di sinistro a due passi da Ospina per scatenare l'entusiasmo juventino. Sono 20 gol in 20 partite stagionali per Cristiano, al 760° sigillo in carriera. La Juve capisce che è arrivato il momento di approfittare dell'inerzia di una partita che ha preso la sua direzione. Lampi di Cuadrado in fascia, un paio di verticalizzazioni di Arthur che dimostra di avere più visione di Bentancur, ma il risultato rimane in bilico. L'occasione più ghiotta per il pareggio ce l'ha Insigne su rigore dopo contatto Mertens-McKennie che l'arbitro giudica falloso dopo aver rivisto l'azione al Var. La mezz'ora è passata da poco, Insigne spiazza Szczesny ma il pallone si spegne a lato. Grande entusiasmo in campo dei nostri giocatori come per tutti noi tifosi da casa che abbiamo vissuto questa partita come fosse la finale di Champions. Ansia a mille.....
Kulusevski non ne ha più e Pirlo lo sostituisce con Morata per tenere su la squadra e cercare il raddoppio. Bentancur passa il testimone a Rabiot. Tutto il Napoli si protrae all'attacco e nel recupero vanno vicinissimi al pari con Szczesny ancora una volta determinante dopo carambola e deviazione di Chiellini. Spazi larghissimi e in contropiede Ronaldo va a nozze, Cuadrado vede l'accorrente Morata che firma il 2-0 finale per l'apoteosi sia in campo che nelle chat del Club. Lo spagnolo ha fatto gol in tutte le competizioni stagionali. È il trionfo della Juve e Pirlo può sollevare la prima Coppa della sua gestione e della sua carriera da allenatore, alla faccia di chi viene strapagato altrove senza aver portato a casa nemmeno un trofeo e alla faccia di tutti i napoletani e della loro ignorante arroganza. Dicevamo dell'incredibile entusiasmo nelle chat del Club, diventate bollenti.... con gli ultimi reduci, tra i quali il Presidente e il Segretario, che hanno resistito sino alle due della notte. Questa importante vittoria, che ha regalato l'ennesimo trofeo a noi tifosi bianconeri, ha contribuito all'impennata di tessere sottoscritte al Club nonostante siamo già a gennaio inoltrato. Ben 13 sottoscrizioni da giovedì a sabato che hanno portato il numero complessivo a quota 546 in pratica ad un passo dalle 550 tessere. In un anno così difficile ci rendiamo conto di aver fatto dei numeri pazzeschi. Grazie di vero cuore a tutti per il sostegno che state continuando a dare al Club che ci permette di mantenere in piedi la nostra sede sociale.
Anche la JOFC LEAGUE ci ha regalato grossissime ed inattese soddisfazioni con oltre 400 punti totalizzati in questa finale di Supercoppa. Un qualcosa che ci lascia davvero stupefatti. Una partecipazione al gioco che ha davvero dell'incredibile che dimostra tutta la nostra forza e compattezza in ogni situazione. Ora il vantaggio sul Club che insegue è di oltre 400 punti. Speriamo di continuare così. Per farlo servirà che tutti continuino a giocare con la stessa costanza. 
Adesso sotto con il campionato che ci vedrà opposti all'ostico Bologna. Una sfida da vincere ad ogni costo per accorciare la classifica. Noi ci crediamo e non ci arrendiamo mai. Riuscirci anche in questa stagione avrebbe dell'incredibile. Forza ragazzi lottate e non mollate mai.
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI 
 

 
 
UNA JUVE TROPPO BRUTTA PER ESSERE VERA
 



La Juve ha perso l'attesissima sfida contro l'Inter la terza squadra di Milano. 2-0 il finale che non ha lasciato rimpianti. Risultato giusto. Se a Milano contro il Milan erano pesate le assenze per i rossoneri, a Milano contro l'Inter sono certamente pesate le assenze dei bianconeri e probabilmente anche alcune scelte iniziali di Andrea Pirlo. Ma facile parlarne dopo. Il dato di fatto dice che siamo la Juve ed ammettiamo senza alcun problema, al contrario di altri, quando si merita di perdere. Un dato di fatto è balzato subito in evidenza: non ha vinto l'Inter per supremazia, ma ha perso la Juve per il suo non essere praticamente mai entrata in partita, certamente per nostro demerito. Proprio per questa incredibile apatia, il risultato poteva alla fine assumere anche altre proporzioni. Qui l'incapacità dell'Inter di sfruttare una occasione storica per loro.....che venivano da 10 anni di bocconi amari con una vittoria per loro, che mancava praticamente da quasi 1.600 giorni.  L'Inter nonostante le clamorose vicissitudini societarie ai limiti del grottesco (ne sentiremo ancora delle belle....) è riuscita a ritagliarsi "una serata di gloria........." (qualcuno però li informi che non vi erano trofei in palio.....).
La Juve si è ritrovata dopo questo turno di campionato nuovamente a -10 dalla vetta,

 seppur con una gara ancora da recuperare e alla vigilia di una importantissima gara che assegnerà il primo trofeo della stagione (in verità l'ultimo della scorsa.....) la SUPERCOPPA contro il Napoli. Un trofeo non importante per quello che vale, ma fondamentale per tutto il nostro ambiente e soprattutto per le motivazioni che lo stesso ci darebbe in caso di vittoria. Una vittoria che ci darebbe maggior convinzione soprattutto in ottica scudetto dove i giochi non sono ancora chiusi, contrariamente a quanto pensano altrove.........Noi sia ben chiaro non molliamo di un millimetro, anzi ci crediamo più di ieri. Chi non la pensa così è libero di fare le sue determinazioni. Noi come CLUB, nel bene ma soprattutto nel male, ci stringiamo ancora di più seppur solo idealmente alla nostra squadra. Bene hanno fatto i tifosi bianconeri di Milano, a dimostrazione di come la Juve sia sempre più la seconda squadra di quella città, a sostenere in grande stile la squadra nel momento in cui lasciava l'albergo del ritiro, a poche centinaia di metri dallo Stadio San Siro.

Dicevamo della scelte tattiche fatte da Pirlo, scelte alcune, piuttosto obbligate stante i tanti assenti. Non avremmo puntato su Rabiot dall'inizio ma resta il fatto che siamo sempre e comunque dalla parte del Mister.


Eppure la Juve sembrava anche essere partita meglio, cercando e trovando il possesso palla e rendendosi anche pericolosa, all'11°, con una conclusione dalla distanza di Rabiot respinta bene dal portiere oltre ad una rete annullata per fuorigioco (peccato). Ma dura poco. La Juve sparisce letteralmente dal campo con Frabotta sulla fascia sinistra in balia della tempesta e sotto assedio. Arriva il classico goal dell'ex: Vidal che di testa indisturbato insacca per l'1-0. Reazione bianconera? No, al contrario. I merdazzurri prendono fiducia, mentre la Juve non riesce a rendere costruttivo un giropalla spesso banale che non trova mai spazi, con ogni iniziativa offensiva sempre spenta sul nascere. Diverse le occasioni per il raddoppio degli avversari.
Nella ripresa ti aspetti una reazione veemente della nostra Juve e soprattutto ci aspettavamo dei cambi immediati che arrivano invece ma solo al sessantesimo quando si era oramai sullo 0-2. Nessuna reazione, anzi subiamo in maniera grottesca la seconda rete, cosa che non si vedeva almeno dagli anni dei settimi posti.....Ma ci sta in una serata in cui la Juve è risultata non pervenuta. Nemmeno dopo il raddoppio subito, si registra una minima reazione d'orgoglio della JUVENTUS. Anche gli ingressi di McKennie (per lo spento Rabiot) e Bernardeschi (per l'infortunato Frabotta), poi Kulusevski, incidono poco e nulla. Ronaldo e compagni alzano leggermente il raggio d'azione, ma continuano a faticare nel rimediare spazi anche solo per concludere in porta. Ne trova uno Chiesa all'86': ma non fa altro che permettere al portiere avversario di mettersi in mostra.
Ribadiamo JUVE troppo brutta per essere vera. Lo abbiamo detto nelle nostre chat, lo abbiamo ribadito a chiari lettere a mente più fredda. Sconfitta che ha fatto tanto male per come maturata ma che speriamo possa servirci come una lezione e che possa fungere da slancio per il resto della stagione, soprattutto ad iniziare dalla Supercoppa tutta da conquistare, visto che lo scorso anno fu lasciata alla Lazio. 
Unica soddisfazione della serata è arrivata nuovamente dalla JOFC LEAGUE
 il Torneo tra Official Club della Juventus che ha visto un altro grandioso risultato ottenuto grazie alla partecipazione numerosa dei nostri soci che nonostante il risultato sfavorevole sono riusciti a conquistare tanti punti (evidentemente per i cambi indovinati oltre che per la somma goal) che permettono al Club non solo di mantenere la vetta della classifica, ma anche di aumentare il distacco sugli immediati inseguitori. Che dire di più se non di continuare così. E' un gioco e come tutti i giochi ci dobbiamo divertire, poi vedremo cosa saremo stati capaci di fare. L'obiettivo è dimostrare il nostro dinamismo e l'essere una grande realtà organizzata, tra le migliori al Mondo.
Mercoledì tutti uniti e compatti. Seppur a distanza cerchiamo di crederci tutti, più di oggi, più di ieri!
FORZA JUVE VINCI DAI, LOTTA E NON MOLLARE  MAI!
JC ANDRIA SEMPRE AL TUO FIANCO 


 

 
 
LA JUVE AI QUARTI DI FINALE
 
La Juventus centra l'obiettivo qualificazione ai quarti di finale della Coppa Nazionale nonostante in campo contro il Genoa abbia schierato ben sei ragazzi sotto i 22 anni con la rete decisiva messa a segno proprio dal ventunenne Hamza Rafia, il primo tunisino a giocare e segnare nella Juventus. 3-2 il risultato finale, non senza patemi e raggiunto solo dopo i tempi supplementari. Ma quando si ha il coraggio di fare certe scelte (bravo Pirlo) si corrono anche dei rischi evidentemente calcolati. Certo sarebbe stato preferibile non effettuare la mezzora di tempi supplementari ma la partita ha offerto anche momenti godibili e spunti interessanti. Proprio come l'Inter e il Milan, anche la Juventus ha bisogno di 120 minuti per superare un Genoa, altrettanto ringiovanito, ma certamente più solido e cattivo dei bianconeri e soprattutto alleggerito dal   qualificazione a tutti i costi. Per un'ora si è vista una Juventus effervescente, curiosa e divertente, trascinata da un Kulusevski elettrico che illumina Morata, segna e fa segnare. Poi ci prende troppo gusto, si sente troppo sicura e si innesca una sorta di modalità calcetto fra amici, salta l'idea di gioco veloce e verticale, Arthur (ma non solo lui) porta palla, Morata pecca d'egoismo, cala la tensione agonistica, così il Genoa trova il gol del pareggio e quello che poteva essere un allenamento produttivo diventa una faticosa sofferenza con supplementari compresi nel prezzo, alla quale è costretto a partecipare anche Cristiano RonaldoPronti via, al 2' segna Kulusevski. Imbucata centrale di Chiellini per Kulusevski che si libera in area con un controllo a seguire e poi supera il portiere con una precisa conclusione rasoterra. Venti minuti dopo il 2-0: di Morata. Kulusevski imbuca di prima intenzione per Morata, che entra in area di rigore e sigla il raddoppio con un preciso rasoterra indirizzato sul primo palo. Sul 2-0 c'è la prima botta di relax bianconero e al 28' il Genoa segna il 2-1. Due reti annullate alla Juve per i soliti fuorigioco, una costante di questa stagione. Nella ripresa dove la Juve cala di attenzione è il Genoa a crederci colpendo prima una traversa per poi trovare la rete del pari con uno splendido goal a giro sul secondo palo che supera BuffonMancano 15' alla fine e, a quel punto, la Juventus torna a fare sul serio: Pirlo manda in campo anche Ronaldo e nel finale i bianconeri sfiorano due volte il gol che eviterebbe i supplementari. Ma alla fine è necessaria mezzora in più di sofferenza, con il gol di Rafia al minuto 104': Morata arriva sul fondo e mette palla al centro per Rafia che prima manca la deviazione ma poi in seconda battuta batte il potiere nonostante la doppia deviazione di due difensori. Nel finale Ronaldo trova il modo di arrabbiarsi per un paio di palloni che potrebbero arrivargli meglio: in una partita nella quale i giovani si deconcentrano, è micidiale l'esempio del cinque volte Pallone d'Oro, che non disdegna neanche un ottavo di finale di Coppa Italia a -2 gradi di temperatura. Al di là del risultato e delle distrazioni del secondo tempo, che lo hanno fatto letteralmente infuriare, Pirlo porta a casa rassicuranti conferme e interessanti indicazioni. Kulusevski è entrato in forma nel momento più utile, cioè quando manca Dybala e lui ne dovrà fare le veci. Dragusin è un centrale credibile, magari non ancora per fermare Lukaku a San Siro, ma in grado di dare respiro ai titolari. Morata ha macinato i minuti necessari a riprendere confidenza con il ritmo gara. Chiellini c'è (e sarà lui a occuparsi di Lukaku a Milano). Wesley è un ventenne da rivedere: distratto sul primo gol del Genoa, ma intraprendente e tecnico in fase di costruzione. Per una gelida notte d'inverno non è poco, anche se Pirlo avrebbe preferito meno. Insomma tante buone indicazioni sono arrivate dalla nostra Juve. 
Tutti i soci del Club sono rimasti come sempre in contatto attraverso le chat. Messaggi su messaggi quasi a spingere la Juve al goal. Arrabbiature per essere arrivati ai supplementari dopo aver avuto l'impressione di poter ammazzare la partita. Ma in un momento così della stagione, in un anno così particolare, si accetta di tutto. Quello che conta resta sempre il risultato e soprattutto l'impegno in campo ed il gioco che migliora di partita in partita seppur con qualche distrazione di troppo. Ancora un altra tessera sottoscritta al Club che ci vede adesso giunti a 533 soci iscritti. Eppur si muove......
Ma il risultato clamoroso arriva ancora una volta dalla JOFC LEAGUE dove il nostro Club anche nella gara di Coppa Italia ha ottenuto un altro incredibile exploit di punti che ci ha permesso di distanziarci dai Club che inseguono. Primato confermato. Bisognerà difenderlo di partita in partita ma per farlo servirà l'aiuto di tutti i soci iscritti che dovranno registrarsi ed effettuare i pronostici. Speriamo di mantenere questo ritmo.
Per il resto che altro aggiungere se non l'ennesima delusione derivante dal nuovo DPCM che ancora una volta non ci permette di poter tornare a riaprire la nostra sede sociale. Assurdo. Adesso inizia a pesarci questa situazione. Dobbiamo resistere il più possibile, sperando nel mese di febbraio di avere qualche spiraglio se la situazione a livello regionale dovesse migliorare. Speriamo. Una cosa è certa: non appena il Club sarà riaperto daremo le direttive per tutti i soci che avevano già riconosciuto la quota sociale da socio effettivo. Troveremo una soluzione che andrà a compensare tutti. Ci mancherebbe.
Per adesso non resta che darci sempre forza seppur a distanza. 
Quando torneremo sia al Club che sugli spalti sarà più bello. Peccato non poter assistere tutti assieme a sfide come quella di domenica sera contro le merde di Milano o come la Supercoppa di mercoledì contro la rappresentativa dell'ASL NAPOLI. Entrambe le partite da vincere costi quel che costi. Non si firma per nessun altro risultato. VINCERE per dimostrare a tutti che la JUVE non molla mai!
JC ANDRIA, TANTI FATTI, POCHE PAROLE!  
 

 
 
VITTORIA FONDAMENTALE
 
In una domenica iniziata alla grande, grazie alla splendida vittoria (l'ennesima) per 2-0 delle ragazze della JUVENTUS femminile nella Supercoppa Italiana, contro le ragazze della Fiorentina, la Juventus ottiene un successo per 3-1 contro il Sassuolo, fondamentale soprattutto perchè ha permesso di recuperare altri due punti su Roma e Inter che ci precedono in classifica, confermando il -7 dal Milan e salendo a -1 dai giallorossi e a -4 dalle merde, prima di andare a sfidarli domenica a San Siro. Il tutto con una partita in meno, quella da recuperare con il Napoli. La Juve però contro l'ottimo Sassuolo rimasto in dieci sin dal primo tempo, ha mostrato ancora una volta limiti di maturità, facendosi raggiungere sull’1-1 e perdendo per infortuni due giocatori, McKennie per un problema muscolare e Dybala per una contusione al ginocchio sinistro. Se per il primo non dovrebbero esserci grossi problemi per la trasferta a Milano per Dybala purtroppo ci sarà da attendere almeno 20 giorni per ritrovarlo in campo. Peccato proprio adesso che stava raggiungendo i suoi standard abituali, senza contare l'acciaccato Chiesa ed i tre positivi al Covid, Alex Sandro, Cuadrado e De Ligt. In Coppa Italia contro il Genoa, Andrea Pirlo avrà gli uomini contati.
Contro i neroverdi è stato rilanciato dall'inizio Demiral, per il resto Pirlo ha riconfermato la formazione che ha battuto il Milan a San Siro. Uniche eccezioni Arthur in mezzo al campo e McKennie come esterno-trequartista. 
La Juventus dopo un avvio soft, ha una grande occasione in contropiede, avviato da Chiesa e rifinito di tacco da Ronaldo per Frabotta, ottenendo a propria volta un angolo: sui cui sviluppi, non immediati, CR7 sfiora uno strepitoso gol di testa salendo più alto del portiere. E altrettanto strepitosa è la giocata di McKennie che poco dopo arma il sinistro di Frabotta (deviato in angolo): doppio sombrero e assist di tacco. Strepitosa e ultima o giù di lì, perché l'americano purtroppo esce lasciando il posto a Ramsey. In campo tanto palleggio (si affrontano le due squadre con il maggior possesso palla della Serie A), ma nessuna remora a cercare la profondità quando è utile. A fine primo tempo secondo cambio forzato per Pirlo: esce Dybala, acciaccato ed entra Kulusevski. Non bastasse, per poco non ci viene azzoppato anche Chiesa con un brutto intervento in scivolata, che l'arbitro punisce, dopo consulto al Var, giustamente con il rosso. In vantaggio di un uomo, la Juventus sfiora anche il vantaggio nel punteggio con un tacco di Demiral per Frabotta che anticipa Consigli: sul suo tocco però Ronaldo non riesce ad arrivare in tempo per appoggiare in rete. Poi il bis, con Ramsey che ritarda una conclusione e Kulusevski, servito dal gallese, che alza troppo la mira. E così il primo tempo si chiude 0-0. Nella ripresa il Sassuolo non rinuncia a giocare dimostrando tutto il proprio spessore tecnico con la Juventus che aggredisce da subito e, dopo un tiro di Ramsey respinto, va in vantaggio con un bolide da fuori area di Danilo, che approfitta della superiorità numerica per accompagnare maggiormente l’azione. La partita sembrerebbe in discesa, ma proprio così non sarà con i neroverdi che pervengono subito al clamoroso pareggio. Scossa per qualche minuto, la Juventus prova a reagire con il gol che sembra cosa fatta alla mezzora quando Kulusevski mette davanti a Consigli, CR7 che incredibilmente sbaglia di destro, bloccato dal portiere. Il Sassuolo soffre, ma non ha paura di provare a replicare in contropiede. Pirlo sta per giocarsi le carte Morata e Bernardeschi per Ramsey e Frabotta, ma al 37' il terzino romano crossa rasoterra e il gallese firma il suo primo gol stagionale (uscirà comunque poco dopo, ma con lui sarà Chiesa a lasciare il posto a Morata e Bernardeschi). La Juve rischia di nuovo quando un brutto controllo di Arthur lancia un giocatore neroverde, ma Szcesny per fortuna, blocca il sinistro non perfetto. Il Sassuolo non si arrende, ma a 20 secondi dalla fine del recupero, Cristiano Ronaldo in contropiede sigilla la partita con un diagonale rasoterra su lancio di Danilo. Che dire, si poteva soffrire certamente meno, ma contro squadre che giocano a calcio come il Sassuolo non è masi semplice venirne a capo. Del resto lo avevamo detto che a Gennaio conta solo vincere, non come lo si fa. Abbiamo un ritardo in classifica da recuperare con un altra difficile trasferta nuovamente a San Siro ma contro l'Inter. Partita da provare a vincere a tutti i costi per restare in scia del Milan. Non sarà facile ma la Juve ci proverà con tutte le sue forze. Nel mezzo il turno degli ottavi di finale della Coppa Italia contro il Genoa, altra partita impegnativa che andrà portata a casa perchè la coppa Nazionale resta sempre un obiettivo in cui cercare di arrivare in fondo. Formazione molto rimaneggiata e soprattutto occhio alle temperature di questo periodo. 
Dopo la paura per un altro pareggio, in chat l'entusiasmo per un altra importante vittoria ha la meglio anche su qualche critica per la squadra. Poi arriva l'esito del risultato di giornata della JOFC LEAGUE che vede il Club totalizzare una marea di punti che ci permettono di balzare al comando della classifica mondiale, superando tutti i Club che erano davanti. Grande la soddisfazione perchè significa una volta di più di come il nostro gruppo sia passionale, compatto oltre che coeso in ogni situazione ed in ogni attività. Proveremo a giocarcela, la strada è lunghissima, non bisogna mollare, proprio come per la JUVE in classifica. Il tesseramento ci vede attestati a 532 iscritti, una unità in più in questi giorni. 
AVANTI NOI, AVANTI JUVE! NON SI MOLLA DI UN CENTIMETRO 
 

 
 
JUVENTUS SHOW, DIAVOLO AL TAPPETO
 
La vigilia dell'importante sfida contro i rossoneri è stata per la JUVENTUS molto turbolenta, con l'ansia da Covid a farla da padrone stante le nuove positività di Alex Sandro prima e Cuadrado poi, oltre all'ansia determinata dal ritardo in classifica che ha fatto diventare questa sfida al Milan come una sorta di "dentro o fuori..." con la Juve, oltre che noi tifosi, tutt'altro che rassegnati alla consegna anticipata delle chiavi del campionatoLa Juventus bissa a San Siro la straordinaria prova del Camp Nou in Champions, con una prova di enorme generosità e applicazione, dimostrando che tra noi e il Milan non ci sono assolutamente i dieci punti di differenza della vigilia. Ma questo lo sapevamo già vista l'enorme dose di fortuna che accompagnava i rossoneri dall'inizio della stagione.... Poi nel calcio esistono anche i solisti e quelli la rosa juventina ne ha in abbondanza. Come Federico Chiesa in versione extraterrestre. La doppietta dell'esterno e il sigillo di McKennie annullano il pareggio del Milan (rete che andava annullata stante il fallo sul nascere dell'azione) e certificano la prima sconfitta in campionato dei rossoneri. Ora la classifica comincia a piacere ai bianconeri, che risalgono a -7 con un potenziale -4 in prospettiva (pende sempre Juve-Napoli nei giudizi), a patto che i campioni d'Italia non smettano di vincere anche contro le medio-piccole. Il Sassuolo, da affrontare domenica, non lotta per lo scudetto, ma sarà avversario duro come spesso accaduto nelle ultime sfide contro gli emiliani. La ferocia che ha dimostrato la JUVE a San Siro sono l'aspetto più bello della serata. Anche il Milan all'immediata vigilia ha perso due pedine per CovidPirlo rimpiazza i due positivi con Danilo e il giovanissimo Frabotta. Il tecnico bianconero aveva chiesto ai suoi di provare a comandare il gioco e per 25 minuti il compito riesce quasi alla perfezione. Juve efficace e feroce nel trasformare l'azione da difensiva ad offensiva in un non niente, tanto che le occasioni per colpire la capolista del campionato non mancano. Dybala serve l'anticipo, Chiesa pensa al resto, facendo dapprima tremare il palo alla sinistra di Donnarumma per poi far male grazie ad una favolosa triangolazione con la Joya che di tacco la smista al compagno che la mette in rete con la difesa rossonera che resta a bocca aperta..... Prima e dopo la rete del vantaggio juventino, il Milan non sta a guardare. L'aggressività rossonera nella riconquista del pallone e la capacità di ripartire in velocità con 3-4 passaggi fino alla porta avversaria sono un classico della casa. Metti pure che i campioni d'Italia in fase di disimpegno nella propria metà campo non siano sempre precisi e il gioco è fatto. Ma per fortuna i riflessi di Szczesny sono sempre prontiChiesa sfiora ancora il raddoppio ma il Milan riesce però a raggiungere il pari prima dell'intervallo con l'azione clamorosamente viziata da un fallo che avrebbe meritato l'intervento del Var (assurdo......a parti invertite cosa si sarebbe scatenato). Ma il colpo subito non frena la Juve, trascinata anche da un discreto Frabotta nel ruolo di efficace rompiscatole sulla fascia sinistra. Cristiano Ronaldo cresce alla distanza poi è ancora protagonista Dybala, che non sarà ancora costante nella spinta, ma quando si accende sono dolori. La Joya, dopo il colpo di tacco del primo tempo, inventa il secondo assist della giornata per Chiesa il cui sinistro gela Donnarumma. Ma l'ultima conclusione in porta costa cara a Chiesa che deve lasciare il posto a Kulusevski. Pirlo cambia anche Dybala con McKennie, poi entreranno anche Arthur e Bernardeschi per Bentancur e Ramsey. Il Milan non si arrende ma la Juve insiste sempre, tanto che McKennie sfrutta un'infilata di Kulusevski ancora sul lato sinistro rossonero e batte Donnarumma per l'1-3 finale....confermando che MILANO E' SEMPRE BIANCONERA! Apoteosi a San Siro, apoteosi nelle chat del Club con l'entusiasmo dei soci a mille, tra chi aveva ascoltato la partita, come nei vecchi tempi, alla radio, chi alla Tv, chi tramite fortuite applicazioni in lingua straniera, con la visione a tratti.....insomma tutti con l'ansia a mille. Saranno state le due della notte, quando gli ultimi reduci della chat, hanno finalmente deposto "le dita" dai telefoni........ahahahahahahahahah. Che ridere, che entusiasmo che abbiamo nel nostro Club, nonostante costretti dai decreti a restare ancora tutti distanti. 
Adesso alla vigilia della difficile gara casalinga contro il Sassuolo anche De Ligt è stato colpito dal Covid, ma noi dato che NON SIAMO NAPOLETANI, così come abbiamo affrontato la trasferta a Milano, così affronteremo quest'altra partita. Alla faccia di chi ci odia, alla faccia delle sentenze che vanno contro i regolamenti, alla faccia di De Laurentis, alla faccia di tutta quella stampa becera che aveva troppo presto celebrato il nostro funerale. Non vi sono servite le lezioni che vi abbiamo impartito negli ultimi 9 anni. Ne volete ancora altre evidentemente è noi siamo ben pronti e ben carichi per darvele. Il vostro odio è tutta benzina per il nostro ambiente che si compatta nelle difficoltà diversamente da altre società.
Nella JOFC LEAGUE, il torneo organizzato dalla JUVENTUS per i soci official fan, dove bisogna pronosticare ed indovinare il risultato esatto, il primo marcatore, chi segnerà almeno una rete, chi il primo a subentrare dalla panchina, grande successo per il nostro Club che vede realizzare il secondo miglior punteggio di giornata con ben 122 punti, secondi solo al Club di Milano, avanzando così in classifica dal quinto al quarto posto, ma con il podio ad un passo. Significa che i nostri soci stanno partecipando in gran numero al Torneo. Bene, continuiamo così è un gioco ma come tutti i giochi ci si diverte si, ma si vuole anche vincere. Forza ragazzi partecipiamo in massa REGISTRATEVI tutti è giocate, tramite l'area "my game room" dal sito juventus.com 
Il tesseramento invece procede sempre a piccoli passi, altre tre tessere sottoscritte negli ultimi giorni ci vedono ora raggiungere la quota di 531 iscritti. E' sempre possibile farlo, noi Vi aspettiamo numerosi affinchè questa realtà superi senza difficoltà questa stagione maledettamente complicata.
JUVENTUS CLUB ANDRIA, MAI UN PASSO INDIETRO!
 

 
 
UDINESE BATTUTA, AVANTI RAGAZZI!
 
E' ricominciato un nuovo anno, un anno che speriamo possa regalarci come gli ultimi, tantissime soddisfazioni sportive, tantissime vittorie della nostra Juventus, un anno che speriamo possa vederci tornare sugli spalti degli stadi nel più breve tempo possibile. Questo mese di gennaio per la nostra JUVE ci dirà tutto in merito al campionato. Un mese in cui ci giocheremo molte possibilità di restare in corsa per il decimo scudetto di fila. Un mese in cui si assegnerà il primo trofeo stagionale, la SUPERCOPPA, che contenderemo a quel Napoli contro cui andranno vendicate sul campo la Coppa Italia persa ai rigori nello scorso mese di giugno e l'assurda sentenza del Coni che ha visto prima di Natale toglierci i tre punti in classifica disattendendo quello che recita il regolamento! La Juve da sempre nell'avversità riesce a tirare fuori il meglio di se. Più siamo incazzati più vinciamo. Quindi speriamo di riconfermare questa nostra abitudine ad iniziare dalla gara contro il Milan a San Siro. Gennaio è anche il mese del calcio mercato di riparazione. Più che riparazione per noi servirebbero un paio di elementi per completare i reparti di centrocampo e attacco, come non guasterebbe un altro terzino. Vedremo cosa si riuscirà a fare, certamente a gennaio non si possono concludere grandi affari. I giocatori buoni difficilmente si muovono in questa sessione. Restiamo fiduciosi nell'operato della nostra dirigenza che saprà cogliere le migliori occasioni. Noi restiamo uniti e compatti nel sostegno a distanza della squadra anche se vorremmo capire da che parte molti la vedono la squadra. Se dal lato dei pessimisti notando una Juventus bruttina (soprattutto nel primo tempo), che sbaglia ancora l'approccio alla partita, che fatica in costruzione, che non occupa l'area, soprattutto per colpa di un Dybala ancora molto lontano dall'area e che si concede ancora troppe distrazioni difensive (compresa l'ultima che concede il gol all'Udinese all'ultimo minuto) o se dal lato degli ottimisti, festeggiando un successo in un momento in cui i tre punti contavano più di tutto, una vittoria sporca di quelle che dimostrano carattere e capacità di cavarsela (esattamente quella che finora è mancata alla Juventus), la conferma di McKennie, la sempre decisiva volontà di Chiesa (migliore in campo), l'inesorabile efficacia di Ronaldo e la tenacia agonistica della ripresa. Forse hanno ragione sia i primi che i secondi, ma questi ultimi in cui ci mettiamo noi, hanno dalla loro parte un rotondo 4-1, costruito senza dare troppo spettacolo, ma facendo valere la superiorità tecnica. Dopo lo 0-4 al Parma, infiocchettato da 90 spettacolari minuti, c'era forse più entusiasmo, dimostratosi poi effimero nella serataccia contro la Fiorentina condizionata dall'arbitro e da quella assurda decisione pomeridiana della gara non giocata contro il Napoli. Forse questa vittoria contro i friulani, meno scintillante, ma più concreta, può incoraggiare maggiormente Pirlo sulla crescita caratteriale della squadra. Soprattutto in vista della prima finale di questo periodo, a San Siro contro il Milan, quando la Juventus dovrà sicuramente fare di più, soprattutto nell'approccio, ma ci arriva confortata dal risultato.
Tutto cambia alla mezzora, quando Ronaldo si inventa dal nulla il gol del vantaggio. Bravissimo Ramsey a rubare palla, poi la sfera finisce nei piedi di CR7 che da sinistra scatta verso l'area in modo bruciante e scocca un tiro di violenza e precisione micidiali. Non passa un minuto e i bianconeri rischiano di incassare il pareggio con Ramsey che, per una sorta di contrappasso, perde palla malamente mettendo l'attaccante dell'Udinese nelle condizioni di tirare per fortuna malamente con il tiro che finisce fra le braccia di Szczesny. 
Il vantaggio scioglie un po' la manovra dei bianconeri. Ci prova ancora Ramsey chiamando il portiere friulano ad un autentico miracolo. Fino alla rete è stata una Juventus inceppata, dalla costruzione affannata e poco precisa, con poche idee e quasi tutte prevedibili. Di buono c'è solo il pressing alto, ma l'approccio alla partita non è lucidissimo. Dybala sta largo e lontano dall'area, che rimane troppo spesso vuota (c'è un esempio lampante e desolante al nono minuto quando un buon cross di Ronaldo da sinistra non trova nessuno in area). E poi restano le sbavature difensive, come quella che al decimo aveva portato l'Udinese alla rete del potenziale vantaggio, annullato dal Var per un decisivo tocco di mano nell'inizio dell'azione. Sospiro di sollievo per i bianconeri che, tuttavia, si perdono il calciatore friulano che va a crossare in mezzo per l'accorrente e non marcato De Paul.
La Juventus inizia il secondo tempo come avrebbe dovuto iniziare il primo. Aggressiva, concentrata, spietata: Chiesa trascina in avanti i suoi e segna il gol del 2-0 dopo 4 minuti: Ronaldo verticalizza per Chiesa, che sorprende alle spalle un avversario e una volta in area batte Musso con un diagonale rasoterra ben indirizzato. Giusto premio a una prestazione eccellente. Dopo pochi minuti arriva il terzo gol con un'azione caparbia di Ramsey che raccoglie la respinta di un suo primo tiro e, rialzandosi da terra, riesce a colpire a rete. Ma proprio in quella fase confusa, la palla finisce sul braccio e Giacomelli annulla con il Var. Il terzo gol arriva comunque poco dopo, al 70' con Cristiano Ronaldo imbeccato alla grande da Bentancur che ruba un pallone e lancia CR7 verso un diagonale imprendibile. Nel frattempo l'Udinese ha colto due traverse, a conferma di una difesa non completamente impermeabile da parte della Juventus che, infatti, finisce per prendere il gol del 3-1 all'ultimo minuto, con una distrazione collettiva per la quale Pirlo, giustamente, si arrabbia. Certe leggerezze non ce le si deve concedere anche sul 3-0. Dybala, segnando in contropiede il quarto gol, con una magnifica azione riporta il sorriso sul viso del tecnico: non che la sua prestazione sia stata esattamente centrata, ma per l'argentino è molto importante ritrovare un gol, perché la testa fa sempre miracoli. Avanti Ragazzi noi ci crediamo oggi più di ieri.
Nel frattempo il tesseramento al Club è andato come sempre avanti, anzi dobbiamo dire che l'anno nuovo è iniziato proprio bene. Siamo oggi arrivati a ben 528 affiliati alla stagione sportiva in corso. Stiamo chiedendo a tutti uno sforzo per riuscire a mantenere ben saldo in piedi il nostro Club. Ci stiamo riuscendo alla grande ed è per questo che non ci fermiamo anche considerando che ci sono grandi possibilità di tornare negli stadi. Per farlo bisognerà farsi trovare pronti con le iscrizioni già fatte. Anche il simpaticissimo gioco della JOFC LEAGUE organizzato dalla JUVENTUS e che mette in rete i soci di tutti i club Juventus del Mondo sta riscuotendo un grandissimo successo ed entusiasmo. Nell'ultimo turno un exploit del nostro Club con ben 90 punti totalizzati ci ha portati al quinto posto della Classifica Mondiale degli Official Fan Club. Continuiamo a partecipare in massa, continuiamo a dimostrare tutti il nostro attaccamento al Club. 
AVANTI JUVE, AVANTI NOI! MAI UN PASSO INDIETRO!
         
 
 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
Juventus Club Andria "Giovanni Agnelli" - Via Enrico Dandolo 37/39 - 76123 Andria
Info line 320/6209445 - Sede: 0883 1983534 - info@juventusclubandria.it - Webmaster: Domenico Mosca

 
Sito non ufficiale in quanto tutti i marchi e i loghi (Juve, Juventus e Scudetto) sono di esclusiva proprietà della Juventus Football Club S.p.a..
Il sito non rappresenta un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 /2001 in quanto aggiornato senza alcuna periodicità. I video, le immagini e i disegni
utilizzati sono tratti da Internet e quindi sono da ritenersi di pubblico dominio, in caso di violazioni comunicarlo a info@juventusclubandria.it,
provvederemo alla pronta rimozione.