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MALEDETTA CHAMPIONS
 
Partiamo da un presupposto: scrivervi questo articolo non è stato assolutamente semplice dopo l'ennesima delusione europea. Assurdo semplicemente assurdo come la sorte non ci assista mai in questa bastarda di competizione. La partita, diventata infinita, ha premiato forse oltremodo il Porto che con un uomo in meno quasi dall'inizio della ripresa riesce nell'impresa di eliminare la Juventus dopo i tempi supplementari. Per la Juve un’altra eliminazione prematura in Champions League: ancora fuori agli ottavi, sette mesi dopo il flop avuto ad agosto scorso contro il Lione, e ancora una delusione per Cristiano Ronaldo che prima di passare in bianconero non era mai uscito agli ottavi di Coppa. E’ successo invece per la seconda volta consecutiva e ora si aprono mille interrogativi dopo un’altra terribile notte carica di sconforto e tanta frustrazione, nonostante uno straordinario Federico Chiesa, nonostante la Juve del secondo tempo, che avrebbe strameritato il passaggio del turno senza arrivare ai supplementari, senza passare da quella assurda e beffarda punizione. Roba da non crederci. Continuiamo a provarle di tutte. Pirlo non sorprende e senza la coppia Chiellini-De Ligt (a parte lo squalificato Danilo) rilancia Bonucci titolare con Demiral al suo fianco. Alex Sandro si riallinea sulla fascia prediletta, mentre in mezzo rispunta Arthur e in attacco c’è Ronaldo. I bianconeri partono fortissimo: Morata di testa, servito da Cuadrado, impegna il portiere in quella che pare davvero un’occasione sciupata. Il Porto però capisce che gli spazi per affondare non mancano mettendo spesso in difficoltà la retroguardia bianconera. La Juve non dispiace: aggressiva, s’alza in pressing ma con giudizio, cercando di allargare il gioco. Il problema è che dura poco, perché d’improvviso ecco la prima svolta: Demiral interviene maldestramente sull’attaccante del Porto in area juventina, il rigore ci sta e i portoghesi si ritrovano clamorosamente avanti. Stessa sorte della gara contro il Lione. Di lì in poi è un’altra partita, la Juventus accusa il colpo e il Porto prende campo affidandosi al possesso palla. I bianconeri sbandano, Cuadrado (che alla lunga si rifarà) e Demiral sembrano quasi storditi e non stupiscono le tante conclusioni ospiti nei primi 25 minuti. Morata intanto spreca la seconda chance della serata centrando il portiere, ma è un lampo perché il giro palla bianconero non trova sbocchi. Il Porto in modalità gestione si rinserra dietro la linea del pallone, Ronaldo e soci in tutta risposta si muovono pochissimo. Conseguenza: verticalizzazioni nulle e Juve quasi non pervenuta. Si ricomincia senza cambi nell’attesa di una scintilla. Basta attendere quattro minuti: il lancio di Bonucci è un must della casa, Ronaldo appoggia a Chiesa e l’esterno la piazza all’incrocio dei pali dove era impossibile arrivare. L’1-1 galvanizza la Juve e il Porto perde la testa, tanto che Taremi commette la sciocchezza più grande della sua carriera: butta via il pallone per protestare e già ammonito merita il secondo cartellino nell’arco di un paio di minuti. Porto in dieci e prevedibile quanto ulteriore arretramento ospite. Chiesa, imbeccato da Rabiot, supera il portiere ma in scivolata centra il palo a porta vuota in virtù della pressione decisiva di Pepe. Un fallo di mano di Uribe su rinvio del capitano biancoblù scatena la protesta juventina per un presunto rigore che né l’arbitro ne il Var vedono, ma l’inerzia della partita s’è completamente ribaltata. Il 2-1 è in cottura, basta che Cuadrado crossi dalla trequarti, e Chiesa ancora lui, di testa firma il sorpasso con doppietta personale (tripletta considerando l’andata). Adesso i bianconeri hanno mezz’ora di tempo per evitare i tempi supplementari. Continua l'assedio ma senza fortuna, poi al 75’ i primi cambi di Pirlo: dentro De Ligt e McKennie, fuori Bonucci e Ramsey. Nel frattempo Ronaldo non pare davvero in serata e il colpo di testa che indirizza sul fondo (ancora su assist di Cuadrado, specializzato nei traversoni) non è né un tiro né un passaggio. Il rischio di sprecare troppo è dietro l’angolo, Chiesa e Morata hanno pietà e il Porto sul finale sfiora addirittura il 2-2. Ancora Morata griffa il 3-1 nel recupero, ma era in fuorigioco. Cuadrado stampa un sinistro sulla traversa al 93’, li iniziamo a capire che forse anche per quest'anno la beffa è dietro l'angolo. Si va così ai supplementari. Tanto nervosismo e soprattytto tanta stanchezza nei supplementari e allora Pirlo ne approfitta per immettere altre forze fresche: Kulusevski e Bernardeschi al posto di Arthur e Chiesa che non ne ha più. Nel frattempo il portiere portoghese rovina in uscita su Ronaldo anticipando il portoghese con un intervento al limite: l’arbitro sorvola. Assurdo perchè meritava di essere rivisto al VAR. Volano più colpi proibiti che occasioni vere, anche se Morata può fare meglio, fino alla punizione che beffa la barriera juventina e Szczesny: 2-2. Finita? Macché, Rabiot di testa sigilla il 3-2, alla Juve serve ancora un guizzo per la qualificazione. Non arriverà, fa festa il Porto e in casa bianconera torna il tempo delle riflessioni profonde. Vero che ci complichiamo sempre la vita nelle maledette gare di andata, almeno guardando agli ultimi tre anni, ma pur vero che mai ci assiste la fortuna nelle gare di ritorno che nonostante le vittorie, non sono mai sufficienti per approdare ai quarti di finale di questa maledettissima Champions League. Noi non siamo tifosi che vanno subito alla ricerca di colpe e responsabilità, noi siamo tifosi che non mollano mai e che non smetteranno mai di trasmettere amore e sostegno a questa squadra nonostante le continue amarezza in Europa. Ma se pensiamo a chi oggi gode per questa nostra eliminazione allora ci torna il sorriso. Parlano loro che da anni collezionano figure di merda a ripetizione o che da anni non disputano nemmeno la maggior competizione europea e soprattutto da anni non alzano al cielo un cazzo di trofeo. Noi se qualcuno ancora non lo abbia compreso siamo gente dura a mollare. Lo abbiamo dimostrato ancora una volta sabato pomeriggio alla vigilia della gara contro il Cagliari di campionato, dove approfittando dell'ultima giornata dal colore giallo per la nostra regione, ci siamo dati appuntamento al BAR di Via Vespucci per un caffè di gruppo con annesso ammazza caffè. In venti hanno risposto a questo appello ed è stato bello ritrovarsi con tanto di foto di gruppo e soprattutto la voglia di dimostrare che noi GOBBI ci siamo e ci saremo sempre, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte. Un pomeriggio all'insegna di tanta goliardia nonostante l'atroce delusione europea patita in settimana. Ma siamo gente così tosta che niente riesce più ad abbatterci. Anzi più il gioco si fa duro, più noi diventiamo GOBBACCI. Meglio stare alla larga da Noi. Nelle chat del Club si è passati dalla rabbia del primo tempo per una JUVE non pervenuta sino alle straordinarie emozioni vissute nella ripresa e sino a quando abbiamo avuto la possibilità e speranza di qualificarci. Sembrava una di quelle nottate da finali MUNDIAL....con il cuore in gola e l'adrenalina ed ansia a mille. Poi il silenzio misto a delusione e rabbia per aver ancora una volta gettato al vento una qualificazione ampiamente alla portata. Rabbia che ha contraddistinto anche il giorno dopo. Ma alla fine è prevalso l'amore per questa maglia, l'amore incondizionato per la squadra e la voglia di non mollare mai di qui a fine stagione. Poi si tireranno le somme. Nella JOFC LEAGUE siamo riusciti a fare meglio rispetto al primo club che ci insegue. Cinquanta punti in più rispetto al Club di Milano con vetta della classifica mantenuta (oltre duecento punti di vantaggio). Servirà impegnarsi di partita in partita se vogliamo davvero restare in testa sino al termine. Contiamo sulla collaborazione di tutti. LA GENTE COME NOI NON MOLLA DAVVERO MAI!
 

 
 
 
             
 
 
 
 
             
 
 
 
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